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Elaborato di educazione civica per scienze motorie inerente al codice della strada, con pensiero personale
Tipologia: Prove d'esame
Caricato il 24/05/2021
2 documenti
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Imparare a guidare con responsabilità Secondo quanto riportato dall’Oms, ad oggi gli incidenti stradali sono una delle dieci maggiori cause di morte del mondo, prima se consideriamo i giovani compresi tra i 15 e i 19 anni. Ad essere colpiti sono soprattutto gli adolescenti, ragazzi che si accingono a studiare il codice della strada per la prima volta, consapevoli o meno del fatto che in strada dovranno rimettersi alle nozioni acquisite autonomamente o a scuola guida. In linea di massima la questione sicurezza stradale appare ben compresa a livello teorico (in quanto notevole problema di salute pubblica), ma non negli atti pratici. Le stime infatti parlano chiaro: fino a pochi anni fa l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) indicava circa 177 031 incidenti stradali verificatasi in Italia con lesioni a persone. Nonostante il tasso di incidenti sia lentamente sceso negli ultimi anni a questa parte (anche grazie al periodo di lockdown per cui gran parte della mobilità è stata contenuta - se non bloccata del tutto -), le strade rimangono tutt’ora lo scenario più rischioso per la nostra incolumità. Ad essere maggiormente colpite sono le strade urbane con 133 598 incidenti (di cui 1505 deceduti), ma il numero di vittime più rilevante appartiene alle strade extraurbane ( 1589 su 34 285 incidenti). In proporzione in quest’ultime si registrano 4,63 decessi ogni 100 incidenti, mentre nelle strade urbane 1,13 ogni 100 incidenti. I rischi che inducono in maggior misura ad un probabile incidente su strada sono legati al consumo di alcol, come a: momenti di distrazione, eccesso di velocità o mancato rispetto della distanza di sicurezza. Sebbene ogni incidente sia il risultato di una combinazione di più fattori, in realtà è sempre e solo l’uomo a rimetterci. Per questo è richiesto a ogni individuo di attivare un comportamento più responsabile nei confronti di sé stesso e degli altri, sia in veste di conducente di un veicolo che di pedone o ciclista. Prendendo in considerazione il ruolo dei pedoni, osserviamo che uno degli articoli del Codice della Strada che ne regola la giusta condotta è il 190. Per evitare possibili scontri con un veicolo, è bene che il pedone non circoli direttamente in strada, bensì su spazi ad esso predisposti come marciapiedi e banchine o al massimo, sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli, così da poter eventualmente controllare i mezzi in arrivo e causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Se la carreggiata è a senso unico, il pedone deve transitare sul lato destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli ed evitare di percorrere strade buie, ma qualora questo fosse necessario è bene marciare su un’unica fila ed indossare riporti rifrangenti su indumenti o zaini. Mentre per poter attraversare la carreggiata è opportuno servirsi degli appostiti passaggi pedonali o in alternativa oltrepassare in senso perpendicolare facendo attenzione ai veicoli in transito e
ricordando che questi hanno la precedenza. Inoltre per far comprendere al conducente del veicolo la propria intenzione di percorrere la carreggiata si può (in aggiunta) fare un cenno con la mano. Se il pedone è provvisto di mezzi a due o più ruote, come pattini a rotelle, skateboard e monopattini è necessario che proceda lungo le apposite aree o piste ciclabili. Se invece il veicolo raggiunge dimensioni maggiori, pari a quelle di una bicicletta, si parla di velocipedi, di gran lunga ritenuti più pericolosi dei veicoli a motore. Tra le caratteristiche peculiari di un velocipede troviamo la presenza di due o più ruote azionate per mezzo di pedali o analoghi dispositivi dalle persone a bordo, un eventuale motore ausiliario elettrico con potenza massima di 0,25 KW e misure pari a 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza (questo quanto stabilito dall’art. 50). In aggiunta sono oltremodo di notevole importanza una serie di accessori deputati alla sicurezza: fanali, catarifrangenti, campanello, freni e battistrada in ordine e la complicità di un casco da ciclista. La bicicletta presenta due freni collocati nella parte esterna del manubrio, essi non vanno utilizzati simultaneamente (a meno che non si voglia frenare in maniera brusca), anzi prima si sfrutta la leva del freno posteriore e poi quella del freno anteriore. Secondo quanto riportato dall’art.182 i velocipedi sono collocati sul margine destro della carreggiata o al massimo su una pista ciclabile, i ciclisti devono rimanere su un’unica fila (solo in alcuni casi eccezionali possono affiancarsi, ma non più di 2 sulla stessa fila) ed è oltremodo necessario che le braccia e le mani del conducente siano libere, in modo tale da poter compiere in qualsiasi momento le manovre necessarie. Infine i ciclisti non possono trascinare alcun tipo di veicolo, animale, persona o farsi a loro volta trainare. Passando ai ciclomotori (veicoli a motori a due o tre ruote con motore di cilindrata non superiore a 50cc che non possono superare una velocità di 45km/h), su di essi vige il divieto di trasportare un altro passeggero e di modificare le caratteristiche tecniche che il mezzo presenta, aspetto a cui molti giovani purtroppo non si attengono. La guida del ciclomotore può essere esercitata se si hanno 14 anni e si è in possesso di una patente di guida di categoria AM, ottenuta dopo aver conseguito l’esame teorico e pratico per condurre il mezzo. Oltre a ciò, è importante tener conto di diversi fattori di innesco di situazioni di pericolo durante la conduzione: in primo luogo le folate di vento e i vortici d’aria che tendono a spostare il mezzo, l’apertura dello sportello di altri veicoli, il suolo bagnato che potrebbe far scivolare il mezzo, la visibilità ridotta causa dell’abbagliamento e infine, la velocità che bisogna sempre calcolare per poter gestire lo spazio di arresto. Anche per la guida dei ciclomotori è previsto l’utilizzo di un casco, introdotto come obbligatorio, per evitare spiacevoli conseguenze (quali trauma cranico) ed è ovviamente indispensabile che sia sempre allacciato, omologato e che al momento dell’acquisto risulti un poco stretto, dato che con il tempo l’imbottitura tende ad allentarsi (i casi particolari esenti da queste disposizioni sono esposti nell’art.171). L’art. 97 ci fornisce i parametri in base a cui un ciclomotore può circolare legalmente,
abbiamo dato un passaggio o agli altri utenti della strada, che siano ciclisti, pedoni o guidatori di altri mezzi. Basta poco per rendere la guida più sicura e cosciente ed evitare situazioni pericolose, impariamo a guidare in maniera più responsabile. ps://www.istat.it/it/archivio/ https://www.epicentro.iss.it/stradale/epidemiologia https://www.brocardi.it/codice-della-strada/titolo-v/art190.html https://www.brocardi.it/codice-della-strada/titolo-iii/capo-i/art50.html https://www.brocardi.it/codice-della-strada/titolo-v/art182.html https://www.brocardi.it/codice-della-strada/titolo-v/art170.html https://www.brocardi.it/codice-della-strada/titolo-iii/capo-i/art52.html https://www.brocardi.it/codice-della-strada/titolo-iii/capo-iii/sezione-iii/art97.html