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Il commercio internazionale, Sintesi del corso di Diritto

In questo documento verranno trattati in modo approfondito i seguenti temi: sviluppo del commercio internazionale; fonti normative di rilevanza internazionale (quali sono, cosa riguardano...); fonti comunitarie del diritto internazionale (quali sono); politiche europee per il commercio internazionale; fonti interstatali e transnazionali (quali sono); istituzioni nazionali per il commercio estero (quali sono, come agiscono, qual è il loro ruolo...). Appunti relativi al pentamestre del quinto anno dell'ITE. Voto di uscita: 92.

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

In vendita dal 17/07/2023

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Verifica di Diritto
Lo sviluppo del commercio internazionale
Il commercio internazionale è da sempre importantissimo. Con esso si vanno a
migliorare il benessere e la crescita economica di un Paese, vengono introdotti
prodotti di cui uno Stato non dispone, per esempio, per questioni geografiche o per
costi che diverrebbero troppo elevati. Così tutti gli Stati si sono specializzati a livello
internazionale, ciascuno nei propri settori e prodotti, per soddisfare tutti insieme i
bisogni dei consumatori al minor costo possibile. Per rendere questo possibile è stato
necessario introdurre la forma del: “libero scambio”, evitando di applicare delle
misure protezionistiche, poiché questo, secondo ricerche macroeconomiche,
garantirebbe un livello di crescita e sviluppo maggiori.
Gli scambi commerciali si sono poi velocizzati grazie alla globalizzazione, alla
tecnologia, alla delocalizzazione e ai cambiamenti della politica mondiale. Tuttavia,
come già sappiamo, tutto questo ha causato sì degli effetti positivi, ma non solo, ha
aiutato i Paesi ricchi a crescere sempre di più, ma si sono create delle zone dove la
povertà è molto radicata. Sono aumentate ancora le differenze tra il nord e il sud del
mondo.
Secondo l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) lo scambio di beni e
servizi è in aumento (ovviamente con il COVID aveva subito un grande arresto, ma
ora sta ripartendo), infatti alcuni paesi erano in situazioni ottimali (UE, USA, Cina e
Asia Orientale…), altri, però erano e sono, come detto prima, immersi nella povertà
più estrema, come l’Africa (abbiamo visto in spagnolo e francese che i paesi
dell’Africa Centrale sono quelli più poveri al mondo, si vive con meno di 1,25$ al
giorno per persona), ma anche in Asia Centrale (essendo isolata) la situazione non è
migliore.
Secondo diverse analisi condotte dall’OMC, l’economia mondiale è tripolare (Cina,
USA e UE), ma cambierà presto vedendo l’ascesa dell’India al posto dell’UE. I tre
paesi a capo dell’economia diverranno quindi ciascuno più ricco dei 5 paesi più ricchi
del pianeta (dopo di loro) messi insieme. Occorrerà poi revisionare le normative
internazionali e la regolazione dei rapporti internazionali.
Oggi, a fare concorrenza all’Italia, vi sono le industrie russe, turche e giapponesi, che
si stanno specializzando nei settori tessili, di ceramica, autoveicolo, agroalimentare…
tutti i prodotti di cui noi siamo principali esportatori.
Le fonti normative di rilevanza internazionale
Il diritto internazionale nasce con la nascita della globalizzazione. Il problema che
deve risolvere esso è quello di trovare una soluzione per risolvere le controversie
internazionali, cercando di creare quindi delle norme internazionali accettabili da più
Paesi possibili. Queste norme vengono chiamate: “convenzioni internazionali” o
trattati internazionali”.
Il diritto internazionale può essere privato, consentendo l’applicazione di norme
internazionali con lo scopo di regolamentare una controversia fra privati
appartenenti a due o più Stati differenti.
Ha acquisito sempre più importanza il ruolo delle Nazioni Unite, nella risoluzione dei
conflitti internazionali.
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Verifica di Diritto

Lo sviluppo del commercio internazionale

Il commercio internazionale è da sempre importantissimo. Con esso si vanno a migliorare il benessere e la crescita economica di un Paese, vengono introdotti prodotti di cui uno Stato non dispone, per esempio, per questioni geografiche o per costi che diverrebbero troppo elevati. Così tutti gli Stati si sono specializzati a livello internazionale, ciascuno nei propri settori e prodotti, per soddisfare tutti insieme i bisogni dei consumatori al minor costo possibile. Per rendere questo possibile è stato necessario introdurre la forma del: “ libero scambio ”, evitando di applicare delle misure protezionistiche , poiché questo, secondo ricerche macroeconomiche, garantirebbe un livello di crescita e sviluppo maggiori. Gli scambi commerciali si sono poi velocizzati grazie alla globalizzazione , alla tecnologia, alla delocalizzazione e ai cambiamenti della politica mondiale. Tuttavia, come già sappiamo, tutto questo ha causato sì degli effetti positivi, ma non solo, ha aiutato i Paesi ricchi a crescere sempre di più, ma si sono create delle zone dove la povertà è molto radicata. Sono aumentate ancora le differenze tra il nord e il sud del mondo. Secondo l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) lo scambio di beni e servizi è in aumento (ovviamente con il COVID aveva subito un grande arresto, ma ora sta ripartendo), infatti alcuni paesi erano in situazioni ottimali (UE, USA, Cina e Asia Orientale…), altri, però erano e sono, come detto prima, immersi nella povertà più estrema, come l’Africa (abbiamo visto in spagnolo e francese che i paesi dell’Africa Centrale sono quelli più poveri al mondo, si vive con meno di 1,25$ al giorno per persona), ma anche in Asia Centrale (essendo isolata) la situazione non è migliore. Secondo diverse analisi condotte dall’OMC, l’economia mondiale è tripolare (Cina, USA e UE), ma cambierà presto vedendo l’ascesa dell’India al posto dell’UE. I tre paesi a capo dell’economia diverranno quindi ciascuno più ricco dei 5 paesi più ricchi del pianeta (dopo di loro) messi insieme. Occorrerà poi revisionare le normative internazionali e la regolazione dei rapporti internazionali. Oggi, a fare concorrenza all’Italia, vi sono le industrie russe, turche e giapponesi, che si stanno specializzando nei settori tessili, di ceramica, autoveicolo, agroalimentare… tutti i prodotti di cui noi siamo principali esportatori.

Le fonti normative di rilevanza internazionale

Il diritto internazionale nasce con la nascita della globalizzazione. Il problema che deve risolvere esso è quello di trovare una soluzione per risolvere le controversie internazionali, cercando di creare quindi delle norme internazionali accettabili da più Paesi possibili. Queste norme vengono chiamate: “ convenzioni internazionali ” o “ trattati internazionali ”. Il diritto internazionale può essere privato, consentendo l’applicazione di norme internazionali con lo scopo di regolamentare una controversia fra privati appartenenti a due o più Stati differenti. Ha acquisito sempre più importanza il ruolo delle Nazioni Unite, nella risoluzione dei conflitti internazionali.

Il diritto internazionale si divide poi in due:

  • DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO : che appunto regola controversie fra privati, persone fisiche, giuridiche, famiglie, adozioni, donazioni… in questo caso i partner internazionali decidono fin da subito quale legge applicare in caso di insorgenza di una controversia. Esso è regolato da diverse fonti, quali: leggi nazionali (in questo caso si potrebbero applicare le leggi ordinarie di entrambi gli Stati in questione), convenzioni internazionali (accordi tra gli Stati coinvolti), norme comunitarie , norme interstatali (fatte dagli Stati stessi con le stesse lingue, tradizioni o culture, o comunque molto simili) e le norme transazionali (come la lex mercatoria, gli usi internazionali…). Le convenzioni internazionali son delle regole scritti utilizzabili da chi le ha sottoscritte e preveddono quindi un che ci sia un accordo tra i soggetti coinvolti e servono per non inciampare in ostacoli durante la relazione internazionale. Le convenzioni possono essere:  Multilaterali : più Stati;  Bilaterali : tra due Stati;  Aperte : la maggior parte, vedono una possibilità successiva di adesione ad esse, anche dopo la conclusione dell’accordo. In questo caso possono diventare multilaterali (se prima riguardavano solo 2 Stati), o  Chiuse : non possono essere ampliate ad altri Stati in un secondo momento. Le convezioni, a differenza dei trattati, riguardano temi molto vari, la loro conclusione ha un iter preciso da seguire:  Negoziazione : fase inziale, nella quale le parti cercano di accordarsi;  Firma : è stato raggiunto un accordo;  Ratifica : dove lo Stato afferma di impegnarsi per il mantenimento dell’accordo, e  Entrata in vigore : la convenzione inizia a produrre effetti per chi l’ha sottoscritta. Oggi tra le convenzioni più famose ricordiamo: la Convenzione di Ginevra (regola il trasporto internazionale, la Convenzione di New York (che ha lo scopo di dirigere delle situazioni di conflitto internazionale mediante, in alternativa alle norme ordinarie, l’intervento di: “ lodi arbitrali ”, soggetti economici, più veloci della legge a risolvere delle controversie di tipo internazionale ed economico, e anche più esperti), la Convenzione di Roma (che si applica a chi offre delle prestazioni a livello internazionale), la Convenzione di Vienna (volta a dirigere la vendita internazionale di beni mobili). Oggi in Italia la legge che regola il diritto internazionale privato si applica a tutte le situazioni non previste e disciplinate dalle leggi comunitarie. Ovviamente va individuato il diritto adottabile e le giuste sentenze da applicare. Il diritto internazionale privato ha lo scopo di identificare se è meglio utilizzare una legge ordinaria interna (italiana nel nostro caso) o una differente, non ha il compito, di per sé, di risolvere la controversia immediatamente. Proprio per questo ogni legge è composta da:  Norma : che la descrive e  Criterio di collegamento : che spiega quale ordinamento è competente nel regolamento di una situazione. Il collegamento viene applicato
  • DECISIONI : sono atti vincolanti diretti agli Stati membri o a determinate persone fisiche e/o giuridiche. Possono essere generali o specifiche. Possono essere atti legislativi o meno;
  • RACCOMANDAZIONI e PARERI : sono dei provvedimenti non vincolanti che però devono essere rispettati se si vuole dare una bella immagine di sé. Sono: “ atti atipici ” poiché non sono previsti dai trattati ma provengono da comunicazioni, accordi interistituzionali, libri verdi, libri bianchi…

Le politiche europee sul commercio internazionale

Il commercio internazionale è cardine delle politiche europee, infatti l’UE ne è grande protagonista. Essa presenta ¼ della ricchezza mondiale, è un’unione molto sviluppata che intende garantire:

  • LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI : e l’abolizione dei dazi doganali (ancora non si parla però di imposte unitarie, ovvero uguali per tutti i membri);
  • LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE DEI SERVIZI : in condizioni di parità;
  • DIRITTO DI STABILIMENTO : per aprire, per esempio, nuove sedi di imprese in altri Stati europei, per avere un ugual diritto di soggiorno o residenza per tutti i cittadini dell’Unione;
  • LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI : diventato possibile da poco, ancora molto controllato;
  • LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE : è inoltre vietato ogni tipo di discriminazione. È grazie all’: “ Accordo di Schengen ” (Convenzione) se oggi la libertà di circolazione nell’Unione Europea esiste. Esso si occupa inoltre di contrastare la criminalità organizzata, che si può formare in modo molto più facile in assenza di controlli alle frontiere. Proprio per questo motivo oggi alcuni controlli sono rimasti, per evitare la diffusione di cellule terroristiche e malintenzionati. Attualmente la Convenzione è stata sottoscritta da 22 paesi (facenti già parte dell’UE) e altri 4 esterni (Liechtenstein, Islanda, Norvegia e Svizzera).
  • LIBERTÀ DI CONCORRENZA : la quale oggi è molto importante, per garantire l’attuazione a pieno di un libero mercato. Tuttavia la concorrenza non è sempre leale, ecco perché, grazie al: Trattato di Roma sono nate delle normative a tutela della concorrenza, tra esse vediamo:  misure antidumping (per evitare che alcuni stati siano più avvantaggiati di altri poiché si presentano a prezzi molto più bassi rispetto a quelli medi di settore);  misure anti sovvenzione (per evitare che i Governi aiutino, con degli incentivi, le proprie imprese a scapito di altre di nazionalità differente) e  misure di salvaguardia (che dunque servono per tutelare il sistema di mercato concorrenziale). Con il: “ Codice Doganale dell’Unione ”, essa ha abolito i dazi e le barriere non tariffarie tra membri e ha creato delle pratiche comuni per regolare e controllare il traffico di merci provenienti da Paesi extra UE o esportate versi quest’ultimi.

Le fonti interstatali e trasnazionali

Con la fine della Seconda guerra mondiale 23 Paesi hanno sottoscritto varie: “ fonti interstatali ”, tra le quali il: “ GATT ”, ovvero un accordo fra Paesi capitalisti (e secondo alcuni ambientalisti e sindacati ciò potrebbe danneggiare l’ambiente ma anche i Paesi più poveri) per accordarsi sulle tariffe commerciali, per imporre regole comuni per quanto riguarda appunto le barriere tariffarie e i dazi. Successivamente è stata creata la: “ WTO ”, ovvero un’ organizzazione mondiale del commercio , il quale è stato sottoscritto da 164 Paesi e 22 osservatori (i quali non hanno ancora le giuste qualità per entrare, ma piano piano stanno cercando di migliorare). La WTO è un organismo di carattere sovranazionale, i principi ispiratori sono:

  • RISPETTO DELLA LIBERTÀ DI CONCORRENZA ;
  • CLAUSOLA NAZIONE PIÙ FAVORITA : parità sul piano orizzontale, ovvero vantaggi per i prodotti di un Paese specifico, i quali vengono estesi a tutti i prodotti simili a questo ma provenienti da altri Paesi;
  • CLAUSOLA DEL TRATTAMENTO NAZIONALE : parità sul piano verticale, cioè non devono essere pagati ulteriori somme di discriminazione su un prodotto al quale sono già stati assoggettati i dazi doganali comuni;
  • DIVIETO DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE : esse possono avvenire solo in casi eccezionali, per esempio per Paesi mal messi. Questa clausola è il divieto di imposizione di diversi dazi da quelli già previsti. Non possono quindi venire applicati: contingenti (limitazioni di quantità), licenze di importazione/esportazione , protezione doganale esclusiva
  • PROTEZIONE DOGANALE ESCLUSIVA : segue lo stesso principio del divieto di restrizioni quantitative. Per quanto riguarda gli accordi sul commercio internazionale non esiste solo il GATT, ma ve ne sono molti altri, i quali sono volti, talvolta a proteggere i brevetti o i marchi. È stato formato anche il: “ GATS ”, che riguarda i servizi bancari ma anche il mondo della pubblica istruzione. Questo accordo, come gli altri, ha l’obiettivo di arrivare a liberalizzare il più possibile lo scambio di servizi (oltre che di beni come visto nel GATT). Il testo contiene varie regole. Esistono però anche delle: “ fonti transazionali ”, le quali sono volte a regolare i rapporti tra le varie nazioni che non fanno parte dell’UE e l’Unione. Durante i rapporti transazionali vengono utilizzate spesso alla: “ lex mercatoria ”, ovvero un insieme di usi e consuetudini che da sempre sono state applicate durante le relazioni internazionali (anche ovviamente in passato) e fanno rifermento per lo più al sistema di common law. Esse vengono ancora usate poiché la loro applicazione ha sempre dato buoni risultati, tant’è che oggi sono ritenuti molto flessibili e preferibili ad altre fonti. Oggi esiste una: “ nuova lex mercatoria ”, la quale si basa su principi più vicini a noi, quali:
  • PRINCIPI GENERALI DEL DIRITTO : che derivano dal diritto internazionale o da arbitri, come la buona fede del contratto , e
  • USI E CONSUETUDINI : che come già detto sono alla base di queste fonti. Gli usi e le consuetudini a cui si fa riferimento, oggi, sono tutti raccolti nei: “ principi UNIDROIT ”, ovvero regole generali applicabili ai contratti commerciali internazionali e sono ad esecuzione immediata. Essi però devono

promozione degli scambi (per migliorare la comunicazione con gli altri Stati, di programmare progetti per le filiere dei beni strumentali…).

  • IL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERNI : che vedeva a capo Di Maio prima e Caiani oggi, si occupa per lo più di attuare la politica estera del Governo italiano e di cercare di istaurare delle relazioni internazionali positive. Il Ministero è poi diviso a sua volta in altri organi e Direzioni generali, le quali si occupano di: affari politici e di sicurezza, promozione del Paese, innovazioni…
  • REGIONI : con l’articolo 117 oggi le Regioni hanno assunto più autonomie e possono gestirsi al meglio grazie all’opportunità di emanare delle leggi quadro. Oggi quindi le Regioni possono legiferare in materia di relazioni internazionali, possono promuovere lo sviluppo del loro territorio, dei loro prodotti, marchi… Sono inoltre stati creati gli: “ SPRINT ”, ovvero degli sportelli che hanno lo scopo di orientare le piccole e medie imprese verso il mercato estero. Essi, in aiuto, prestano servizi come: assistenza promozionale, legale, fiscale, amministrativa… Gli SPRINT si trovano spesso nelle: “ Camere di Commercio ”.
  • ICE : ha più che altro uno scopo informativo. È situata a Roma ma ha molte altre sedi operative. Il suo scopo è quello di promuovere i rapporti con l’estero;
  • SACE : collabora con il Ministero dello Sviluppo economico, è composta da vari enti autonomi con personalità giuridica che fanno riferimento a più ministri. La SACE è un insieme di servizi assicurativi che vengono garantiti ad un assicurato. Quest’ultimo, pagando un premio in denaro (come per una normale assicurazione) viene tutelato dal soggetto assicurativo durante lo scambio internazionale (che è sicuramente meno sicuro di quello nazionale). In caso lo scambio non andasse a buon fine l’assicurato verrebbe rimborsato. Tra i servizi che la SACE offre vi sono: assicurazione del credito (a breve e non), copertura dei vari rischi derivati dal commercio estero (danneggiamento, furto… in questi casi il vettore deve però dimostrare che non è stata colpa sua e che lui ha usato la diligenza media, deve essere in grado di fornire un onere della prova), copertura dal rischio politico (che fa parte del rischio paese , raccolto nelle schede paese). Il contratto assicuratori è commutativo e aleatorio (in quanto dipendente dal fato). La SACE deve poi pubblicare delle: “ schede Paese ”, le quali segnalano i diversi rischi e opportunità del commerciare con un determinato Stato. La società può poi concedere delle garanzie per l’ottenimento di prestiti bancari (siccome oggi è molto difficile ottenerli) e può investire nella ricerca e nello sviluppo, tutelare marchi e brevetti;
  • AGENZIA DELLE DOGANE : oggi questa agenzia non è più presente nell’Unione, questo poiché l’UE ha costituito il: “ Codice doganale unico ”, che prevede, oltre ad un mercato assolutamente libero fra i Paesi membri della Comunità europea (vista l’assenza di dazi o barriere tariffarie), l’applicazione di tariffe doganali uniche verso i Paesi terzi. Tutto questo è stato creato per semplificare ulteriormente il commercio e promuoverlo. Tuttavia, generalmente parlando, le dogane sono soggetti pubblici che hanno il compito di monitorare il traffico merci e regolarlo. Devono poi riscuotere le imposte stabilite dai Governi sulle varie merci. Oggi, quindi, le dogane sono meno importanti a livello economico all’interno dell’UE, ma restano uno strumento di controllo garante della sicurezza dei vari Paesi, poiché è qui, in primo luogo, dove passano merci illegali (o soggette a dumping e concorrenza sleale, merci poco sicure per la salute…), persone

sospette, cellule terroristiche… per quest’ultimo motivo in particolare, nonostante la libertà di spostamento di merci e persone all’interno di tutta l’Unione, esse faticano a scorrere fluidamente e sono spesso sottoposte a diversi controlli. Esistono poi degli: “Sportelli doganali” in più Stati, per sostenere i cittadini anche extra UE; e

  • CAMERE DI COMMERCIO : sono i punti di riferimento delle imprese internazionali, esse sono enti pubblici che svolgono funzioni legate all’interesse generale delle imprese e delle economie locali. Esse lavorano in più ambiti:  Attività amministrative : come la detenzione del Registro delle Pubbliche Imprese;  Attività promozionali ;  Attività di studio : e monitoraggio dei dati delle imprese locali;  Attività di regolazione del mercato : promozione della trasparenza sul mercato;  Rilascio del numero meccanografico : ovvero un codice di riconoscimento imprese;  Rilascio del certificato di origine delle merci : oggi è molto importante che i consumatori sappiano da dove vengono i prodotti che desiderano acquistare, per tutelare la parte più debole del contratto ovviamente;  Rilascio degli attestati di libera vendita : che attesta il rispetto delle leggi vigenti e la sua sicurezza;  Rilascio dei carnet ATA : ovvero dei certificati che giustificano il mancato pagamento di un dazio poiché magari il bene passa per uno Stato ma dopo torna nel suo paese di origine (come del cioccolato per gli assaggi per gli eventi promozionali), e  Rilascio dei visti di congruità dei prezzi : che certifica il fatto che ei prezzi di quel bene in particolare siano in linea con quelli del mercato. Esistono delle Camere di Commercio italiane all’estero , le quali si distinguono dalle Camere di Commercio classiche poiché fondate da cittadini privati, i quali vogliono favorire l’internalizzazione delle imprese italiane portando il Made in Italy nel mondo.

Il ruolo delle organizzazioni internazionali

Gli Stati oggi, durante l’intrattenimento delle loro relazioni internazionali, sono sempre più affiancati da alcune: “ Organizzazioni internazionali ”, ovvero varie organizzazioni di due stampi differenti che hanno compiti differenti:

  • ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI GOVERNATIVE : anche dette OIG , sono accordi internazionali che tre o più Stati sottoscrivono con il fine di tutelare degli interessi a loro comuni. Esse sono nate in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Tra queste organizzazioni distinguiamo:  Organizzazione Mondiale del Commercio : o WTO , è un’organizzazione intergovernativa che ha lo scopo di favorire il commercio nel mondo facilitandolo e regolandolo. Fra i principi della WTO non è consentita la discriminazione di beni provenienti da Paesi esteri poiché tutti devono ricevere un medesimo trattamento.

La sua sede si trova a Parigi e tra i suoi obiettivi vi sono: garantire la libertà di circolazione die capitali, risolvere i problemi fiscali, di concorrenza sleale, ambientali, energetici… tutti questi possono essere realizzati con la:  Creazione di regole comuni per il commercio internazionale ;  Risoluzione le controversie attraverso gli arbitri (soggetti che si intendono di economia, più veloci nella risanazione dei conflitti rispetto alla legge ordinaria), e  Politica di difesa nei confronti dei diritti umani. La Camera di Commercio Internazionale collabora a sua volta con la BCE, la WTO, l’ONU, l’OCSE, la Banca Mondiale… ovvero con tutte le organizzazioni governative.

Altri enti internazionali del commercio estero

Tra gli altri enti internazionali troviamo vari soggetti:

  • UNIDROIT : Istituto Internazionale per l’unificazione del diritto privato , che come già detto è un insieme di usi e consuetudini commerciali mantenuti fino ai giorni nostri come tali che però sono stati anche trascritti per permettere ai contraenti di inserirli nei loro contratti. Senza un richiamo esplicito essi non vengono considerati e viene applicata la legge ordinaria o a degli arbitri per quanto riguarda la risoluzione del contratto (in caso fosse necessaria). Questi principi sono ispirati alla lex mercatoria , in quanto rendono il commercio più semplice e veloce. La sede degli UNIDROIT è a Roma ed essi riuniscono 63 Paesi (anche l’Italia) e prevede l’adozione di strumenti legislativi uniformi (per superare le differenze tra le diverse leggi statali);
  • UNCTAD : Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo. In essa quale vengono discusse le problematiche dei Paesi in via di sviluppo. Ha sede a Ginevra e oggi gli Stati aderenti sono 194, con lo scopo di agevolare il commercio nei Paesi in via di sviluppo favorendone la crescita economica, assistendoli tecnicamente… e
  • UNCITRAL : Commissione delle Nazioni Unite per il Diritto commerciale Internazionale , costituita con il fine di ottenere meno barriere e più trattati per avere un mercato più libero, con meno ostacoli e transazioni più semplici. Vengono realizzati convegni, sessioni annuali, guide, informative sulla giurisprudenza (aggiornate), assistenze tecniche e seminari regionali e nazionali di diritto commerciale uniforme, tutto allo scopo di raggiungere l’obiettivo che la Commissione si è prefissata.