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In questo documento verranno trattati in modo approfondito i seguenti temi: sviluppo del commercio internazionale; fonti normative di rilevanza internazionale (quali sono, cosa riguardano...); fonti comunitarie del diritto internazionale (quali sono); politiche europee per il commercio internazionale; fonti interstatali e transnazionali (quali sono); istituzioni nazionali per il commercio estero (quali sono, come agiscono, qual è il loro ruolo...). Appunti relativi al pentamestre del quinto anno dell'ITE. Voto di uscita: 92.
Tipologia: Sintesi del corso
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Il commercio internazionale è da sempre importantissimo. Con esso si vanno a migliorare il benessere e la crescita economica di un Paese, vengono introdotti prodotti di cui uno Stato non dispone, per esempio, per questioni geografiche o per costi che diverrebbero troppo elevati. Così tutti gli Stati si sono specializzati a livello internazionale, ciascuno nei propri settori e prodotti, per soddisfare tutti insieme i bisogni dei consumatori al minor costo possibile. Per rendere questo possibile è stato necessario introdurre la forma del: “ libero scambio ”, evitando di applicare delle misure protezionistiche , poiché questo, secondo ricerche macroeconomiche, garantirebbe un livello di crescita e sviluppo maggiori. Gli scambi commerciali si sono poi velocizzati grazie alla globalizzazione , alla tecnologia, alla delocalizzazione e ai cambiamenti della politica mondiale. Tuttavia, come già sappiamo, tutto questo ha causato sì degli effetti positivi, ma non solo, ha aiutato i Paesi ricchi a crescere sempre di più, ma si sono create delle zone dove la povertà è molto radicata. Sono aumentate ancora le differenze tra il nord e il sud del mondo. Secondo l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) lo scambio di beni e servizi è in aumento (ovviamente con il COVID aveva subito un grande arresto, ma ora sta ripartendo), infatti alcuni paesi erano in situazioni ottimali (UE, USA, Cina e Asia Orientale…), altri, però erano e sono, come detto prima, immersi nella povertà più estrema, come l’Africa (abbiamo visto in spagnolo e francese che i paesi dell’Africa Centrale sono quelli più poveri al mondo, si vive con meno di 1,25$ al giorno per persona), ma anche in Asia Centrale (essendo isolata) la situazione non è migliore. Secondo diverse analisi condotte dall’OMC, l’economia mondiale è tripolare (Cina, USA e UE), ma cambierà presto vedendo l’ascesa dell’India al posto dell’UE. I tre paesi a capo dell’economia diverranno quindi ciascuno più ricco dei 5 paesi più ricchi del pianeta (dopo di loro) messi insieme. Occorrerà poi revisionare le normative internazionali e la regolazione dei rapporti internazionali. Oggi, a fare concorrenza all’Italia, vi sono le industrie russe, turche e giapponesi, che si stanno specializzando nei settori tessili, di ceramica, autoveicolo, agroalimentare… tutti i prodotti di cui noi siamo principali esportatori.
Il diritto internazionale nasce con la nascita della globalizzazione. Il problema che deve risolvere esso è quello di trovare una soluzione per risolvere le controversie internazionali, cercando di creare quindi delle norme internazionali accettabili da più Paesi possibili. Queste norme vengono chiamate: “ convenzioni internazionali ” o “ trattati internazionali ”. Il diritto internazionale può essere privato, consentendo l’applicazione di norme internazionali con lo scopo di regolamentare una controversia fra privati appartenenti a due o più Stati differenti. Ha acquisito sempre più importanza il ruolo delle Nazioni Unite, nella risoluzione dei conflitti internazionali.
Il diritto internazionale si divide poi in due:
Il commercio internazionale è cardine delle politiche europee, infatti l’UE ne è grande protagonista. Essa presenta ¼ della ricchezza mondiale, è un’unione molto sviluppata che intende garantire:
Con la fine della Seconda guerra mondiale 23 Paesi hanno sottoscritto varie: “ fonti interstatali ”, tra le quali il: “ GATT ”, ovvero un accordo fra Paesi capitalisti (e secondo alcuni ambientalisti e sindacati ciò potrebbe danneggiare l’ambiente ma anche i Paesi più poveri) per accordarsi sulle tariffe commerciali, per imporre regole comuni per quanto riguarda appunto le barriere tariffarie e i dazi. Successivamente è stata creata la: “ WTO ”, ovvero un’ organizzazione mondiale del commercio , il quale è stato sottoscritto da 164 Paesi e 22 osservatori (i quali non hanno ancora le giuste qualità per entrare, ma piano piano stanno cercando di migliorare). La WTO è un organismo di carattere sovranazionale, i principi ispiratori sono:
promozione degli scambi (per migliorare la comunicazione con gli altri Stati, di programmare progetti per le filiere dei beni strumentali…).
sospette, cellule terroristiche… per quest’ultimo motivo in particolare, nonostante la libertà di spostamento di merci e persone all’interno di tutta l’Unione, esse faticano a scorrere fluidamente e sono spesso sottoposte a diversi controlli. Esistono poi degli: “Sportelli doganali” in più Stati, per sostenere i cittadini anche extra UE; e
Gli Stati oggi, durante l’intrattenimento delle loro relazioni internazionali, sono sempre più affiancati da alcune: “ Organizzazioni internazionali ”, ovvero varie organizzazioni di due stampi differenti che hanno compiti differenti:
La sua sede si trova a Parigi e tra i suoi obiettivi vi sono: garantire la libertà di circolazione die capitali, risolvere i problemi fiscali, di concorrenza sleale, ambientali, energetici… tutti questi possono essere realizzati con la: Creazione di regole comuni per il commercio internazionale ; Risoluzione le controversie attraverso gli arbitri (soggetti che si intendono di economia, più veloci nella risanazione dei conflitti rispetto alla legge ordinaria), e Politica di difesa nei confronti dei diritti umani. La Camera di Commercio Internazionale collabora a sua volta con la BCE, la WTO, l’ONU, l’OCSE, la Banca Mondiale… ovvero con tutte le organizzazioni governative.
Tra gli altri enti internazionali troviamo vari soggetti: