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Il dolore pediatrico. Appunti corso psicologia pediatrica
Tipologia: Appunti
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Il dolore è un sintomo frequente in corso di malattia: spesso segnale importante per la diagnosi iniziale, fattore sensibile nell’indicarne evoluzioni positive o negative, innegabile presenza in corso di molteplici procedure diagnostiche e/o terapeutiche e costante riflesso di paura e ansia per tutto quello che la malattia comporta. È, fra tutti, il sintomo che più mina l’integrità fisica e psichica della persona malata e più angoscia e preoccupa i suoi familiari, con un notevole impatto sulla qualità della vita durante e dopo la malattia. E, se questo è vero per l’adulto, ancora più evidente è per il bambino. Del resto le dimensioni del problema sono ampie: si stima che più dell’80% dei ricoveri in ambito ospedaliero pediatrico sia dovuto a patologie che presentano, fra i vari sintomi, anche dolore. Per alcune branche della pediatria (Reumatologia, Oncologia, Terapie Intensive Pediatrica e Neonatale, Chirurgia Pediatrica), il problema dolore è parte integrante dell’approccio quotidiano al bambino malato e moltissime delle procedure diagnostico-terapeutiche si accompagnano a dolore e stress e, per questo, sono temute quanto e più della stessa patologia di base. Conseguenze del non trattamento Gli effetti potenziali di questo atteggiamento sono molteplici: il peggioramento della prognosi attuale e futura per il piccolo paziente, il peggioramento della qualità della vita di bambino e famiglia con ampia ricaduta sociale (perdita del ruolo sociale specifico), la maggiore difficoltà a instaurare un rapporto fiduciario fra utenza e istituzione sanitaria e la perdita, nella professionalità degli operatori della salute, di uno degli obiettivi importanti della cura. Il dolore nella malattia pediatrica è connesso a: I SINTOMI DELLA MALATTIA (malessere, dolori ossei e a vari organi interni, sanguinamenti, vomito, nausea, ecc.) LE PROCEDURE MEDICHE OSPEDALIERE (prelievi del sangue, punture lombari, aspirazione di midollo osseo, impianto del catetere venoso centrale, ecc.) LE TERAPIE ED I LORO EFFETTI COLLATERALI (nausea, vomito, dolori addominali, mucositi, ecc., dovute a chemioterapia e radioterapia) DEFINIZIONE DI DOLORE “Pain is an unpleasant sensory and emotional experience associated with actual or potential tissue damage, or described in terms of such damage. Pain is also subjective. Each individual learns the application of the word through experiences related to injury in early life” (Merskey, 1986, p. 217). Il dolore
Merskey (1986, p. 217 ): “un'esperienza spiacevole, associata ad un effettivo o potenziale danno dei tessuti” è un’esperienza frequente nella maggior parte dei bambini affetti da cancro, legato alla terapia oltre che alla malattia stessa in un bambino un dolore persistente può essere un importante segnale di malattia grave di conseguenza deve essere attentamente valutato (Haupt, 1995)
Tra lo stimolo dannoso a livello tessutale e l’esperienza soggettiva di dolore è interposta una serie complessa di eventi chimici ed elettrici, che può essere schematicamente rappresentata in quattro fasi distinte: la transduzione, la trasmissione, la modulazione e la percezione LA TRANSDUZIONE
b) i recettori per gli oppioidi c) il “ gate control ”: spiega la parziale analgesia ottenuta applicando stimoli meccanici nei pressi di una zona producente dolore. Le fibre afferenti che mandano la sensazione tattile eccitano degli interneuroni “inibitori” a livello delle corna dorsali, provocando una riduzione dalle afferenze nocicettive ai neuroni di II ordine e quindi una riduzione di intensità del messaggio doloroso LA PERCEZIONE
stimolazioni non dolorose quali l’ handling , la visita medica, le procedure di nursing che intensificano l’attività dei circuiti nocicettivi