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Doping: Storia, Effetti e Conseguenze, Appunti di Scienze della Terra

La storia del doping, il suo uso nelle competizioni sportive e i suoi effetti sulla salute. Viene trattato il primo caso documentato di morte causato dal doping, nel 1886, e i casi famosi di Ben Johnson e Diego Maradona. Inoltre, vengono descritti gli effetti delle sostanze dopanti come anfetamine e steroidi, e la reazione del corpo all'ossificazione. Il documento conclude con la considerazione del doping come inganno e la motivazione dietro l'uso di sostanze dopanti.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 09/05/2021

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francesca-fusco-11 🇮🇹

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Il termine “doping” deriva dal verbo inglese “to dope” che significa
drogare. Il doping consiste nell’uso di sostanze, legali o persino non
legali, che ti permettono di ottenere un vantaggio nelle competizioni
sportive. Gli effetti del doping non sempre portano risultati positive ma al
contrario possono avere effetti che danneggiano la salute o addirittura
possono portare, nei casi più estremi alla morte.
Nel 1886 a parigi abbiamo il primo caso di morte causato dal doping nella
corsa di Bordeaux a Parigi. Negli anni sessanta troviamo svariati casi di
morte dovuta al doping, come per esempio quella del ciclista Tom
Simpson, perfino l'Unione Sovietica costringeva i propri atleti partecipanti
alle olimpiadi a doparsi per superare gli atleti americani e dimostrare una
superiorità nei confronti della nazione rivale. Tutto ciò portò, a partire dal
1966, ad effettuare controlli in tutte le maggiori manifestazioni sportive
internazionali come nel nuoto, calcio, ciclismo, ippica, atletica e
ginnastica.
Tra i casi più noti abbiamo quello di Ben Johnson, un atleta che gareggiò
alle olimpiadi di Seoul nel 1988, vincendo il primo posto nella corsa dei
100 metri. Johnson venne trovato positivo solo dopo giorni dal termine
della gara e lo portò alla squalifica immediata.
Un altro caso molto noto è quello Diego Armando Maratona di origini
Argentine, conosciuto in Italia per essere un calciatore della squadra del
Napoli. Maratona fu squalificato nel 1994, durante i mondiali di calcio
americani, per uso della sostanza dopante di nome efedrina.
Ad oggi alle sostanze dopanti si sono aggiunte numerosi altri farmaci
come per esempio anfetamine e steroidi che associati ad sostanze
ormonali portano un netto aumento del muscolo migliorando perfino la
forza della persona. Guardiamo però cosa sono e cosa recano queste
sostanza più specificatamente: le anfetamine modificano le funzioni e le
integrità del sistema serotoninergico e ti permettono di avere una
migliore performance recandoti però allucinazioni acustiche e visive,
nervosismo, irritazione, disorientamento, elevata pressione sanguigna,
aumento del battito cardiaco e della temperatura corporea., mentre gli
steroidi ti permettono in un breve lasso di tempo di aumentare
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Il termine “doping” deriva dal verbo inglese “to dope” che significa drogare. Il doping consiste nell’uso di sostanze, legali o persino non legali, che ti permettono di ottenere un vantaggio nelle competizioni sportive. Gli effetti del doping non sempre portano risultati positive ma al contrario possono avere effetti che danneggiano la salute o addirittura possono portare, nei casi più estremi alla morte. Nel 1886 a parigi abbiamo il primo caso di morte causato dal doping nella corsa di Bordeaux a Parigi. Negli anni sessanta troviamo svariati casi di morte dovuta al doping, come per esempio quella del ciclista Tom Simpson, perfino l'Unione Sovietica costringeva i propri atleti partecipanti alle olimpiadi a doparsi per superare gli atleti americani e dimostrare una superiorità nei confronti della nazione rivale. Tutto ciò portò, a partire dal 1966, ad effettuare controlli in tutte le maggiori manifestazioni sportive internazionali come nel nuoto, calcio, ciclismo, ippica, atletica e ginnastica. Tra i casi più noti abbiamo quello di Ben Johnson, un atleta che gareggiò alle olimpiadi di Seoul nel 1988, vincendo il primo posto nella corsa dei 100 metri. Johnson venne trovato positivo solo dopo giorni dal termine della gara e lo portò alla squalifica immediata. Un altro caso molto noto è quello Diego Armando Maratona di origini Argentine, conosciuto in Italia per essere un calciatore della squadra del Napoli. Maratona fu squalificato nel 1994, durante i mondiali di calcio americani, per uso della sostanza dopante di nome efedrina. Ad oggi alle sostanze dopanti si sono aggiunte numerosi altri farmaci come per esempio anfetamine e steroidi che associati ad sostanze ormonali portano un netto aumento del muscolo migliorando perfino la forza della persona. Guardiamo però cosa sono e cosa recano queste sostanza più specificatamente: le anfetamine modificano le funzioni e le integrità del sistema serotoninergico e ti permettono di avere una migliore performance recandoti però allucinazioni acustiche e visive, nervosismo, irritazione, disorientamento, elevata pressione sanguigna, aumento del battito cardiaco e della temperatura corporea., mentre gli steroidi ti permettono in un breve lasso di tempo di aumentare

notevolmente la tua massa muscolare causandoti però gravi danni al sistema ormonale. Per me il doping è solo un semplice e sporco inganno, doparsi significa infrangere la lealtà, la sportività e la fiducia che tutte le persone hanno nei tuoi confronti, verificandosi un vero e proprio crollo del mito che le persone e i fan hanno di te. Però cosa porta le persone a doparsi? La voglia di mantenere la fama? Guardando dal mio punto di vista la fama bisogna guadagnarsela con le proprie forze per avere il gusto di avercela fatta da soli. Scheletro Funzioni e strutture dello scheletro Il nostro scheletro svolge delle funzioni importantissime:  Sostiene le varie parti del corpo, assicurando il mantenimento della posizione eretta e permettendo, assieme ai muscoli, il movimento;  Protegge gli organi più delicati quali il cervello, il cuore, i polmoni, e il midollo spinale;  Costituisce una riserva di sali minerali (soprattutto calcio) indispensabile all’organismo;  Produce, attraverso il midollo rosso, le cellule del sangue. Lo scheletro viene suddiviso in assile e appendicolare. Il primo comprende le ossa del cranio, del torace e della colonna vertebrale; il secondo contiene le ossa degli arti superiori ed inferiori, oltre ai gruppi di ossa detti cinture (scapolare e pelvica). Il nostro corpo è costituito da 206 ossa che formano il sistema scheletrico. Le ossa sono costituite da tessuto osseo e tessuto cartilagineo. Il tessuto osseo è formato da particolari cellule dette osteociti e sono immerse in una sostanza detta sostanza fondamentale. Questa sostanza è costituita da una sostanza organica, l'osseina che la rende elastica e consistente, e da sali minerali, che la rendono rigida, solida e compatta. Questa sostanza è organizzata in sottili lamelle disposte in modi differenti: se le lamelle sono distanziate fra loro formano il tessuto osseo spugnoso,

si uniscono allo sterno mediante dei prolungamenti cartilaginei; le ultime due paia di costole anteriormente non raggiungono lo sterno perciò vengono dette costole fluttuanti. La colonna vertebrale È composta da 33 vertebre. Esse sono: cervicali 7 toraciche 12 lombari 5 sacrali 5 coccigee 4  Sostiene le varie parti del corpo, assicurando il mantenimento della posizione eretta e permettendo, assieme ai muscoli, il movimento;  Protegge gli organi più delicati quali il cervello, il cuore, i polmoni, e il midollo spinale;  Costituisce una riserva di sali minerali (soprattutto calcio) indispensabile all’organismo;  Produce, attraverso il midollo rosso, le cellule del sangue. Lo scheletro viene suddiviso in assile e appendicolare. Il primo comprende le ossa del cranio ,del torace e della colonna vertebrale; il secondo contiene le ossa degli arti superiori ed inferiori, oltre ai gruppi di ossa detti cinture (scapolare e pelvica). Lo scheletro degli arti è costituito dallo scheletro degli arti superiori e dallo scheletro degli arti inferiori.  Lo scheletro degli arti superiori comprende: l’osso del braccio, l’omero; le ossa dell’avambraccio, l’ulna e il radio; le ossa della mano, costituite dal carpo, dal metacarpo e dalle falangi. Lo scheletro degli arti superiori si attacca e si articola allo scheletro del tronco mediante le scapole e le clavicole, che nel loro insieme formano il

cinto scapolare o articolazione scapoloomerale. Lo scheletro degli arti inferiori comprende: l’osso della coscia, il femore (l’osso più lungo del corpo); le ossa della gamba, la tibia e il perone; le ossa del piede, costituite dal calcagno, dal tarso, dal metatarso e dalle falangi. Nella parte interiore del ginocchio si trova inoltre la rotula, osso che permette il movimento della gamba unicamente all’indietro. Lo scheletro degli arti inferiori si attacca e si articola allo scheletro del tronco mediante tre ossa: l’ileo, l’ischio, pube, e nel loro insieme formano il cinto pelvico o bacino o articolazione coxo-femorale. LE ARTICOLAZIONI Le varie ossa che formano lo scheletro sono collegate fra loro dalle articolazioni che possono essere di tre tipi:  Le articolazioni mobili: consentono ampi movimenti, come quelli del ginocchio, del gomito, della spalla. In questo tipo di articolazioni le superfici di contatto delle ossa sono ricoperte da cartilagine, e l’articolazione stessa è racchiusa in una capsula articolare fibrosa contenente un liquido, la sinovia, che funziona da lubrificante; spesso all’interno della capsula è presente anche un disco cartilagineo che attutisce lo sfregamento fra le ossa durante il movimento

.  Le articolazioni semimobili: consentono solo movimenti limitati,come quelli della colonna vertebrale e delle costole.  Le articolazioni fisse: non permettono alcun movimento; come,ad esempio,quelle del cranio (suture) e del bacino. A livello macroscopico possibile distinguere: una diafisi, che costituisce il corpo dell’osso e si presenta di forma allungata e cilindrica;

  • due epifisi, che rappresentano le estremità dell’osso e contengono il midollo osseo rosso;
  • la cartilagine articolare, che ricopre le epifisi in corrispondenza delle articolazioni;
    • il periostio, una membrana che riveste interamente l'osso e serve da punto di attacco per legamenti e tendini;