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il pensiero, problem solving e intelligenza, Appunti di Scienze Umane

il pensiero, problem solving e intelligenza

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 30/09/2023

fneri23008
fneri23008 🇮🇹

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SCIENZE UMANE
Il pensiero
È l’abilità che caratterizza la specie umana che li differenzia dagli altri animali. Il pensiero ci
permette di evocare delle immagini, di ragionare, di risolvere un problema e di esprimere delle
idee. Esistono vari tipi di forme del pensiero, tra questi vi sono:
I concetti: elementi base che ci consentono di rappresentare le cose del mondo che ci
circonda. Per esempio, il concetto di albero è descritto con delle caratteristiche uguali
(foglie; rami; radici; tronco). Stessa cosa se pensiamo al cane (abbaiano; scodinzolano). La
prima operazione mentale che viene applicata per la formazione di un concetto è
l’osservazione di un numero o di un oggetto. L’osservazione ci permette di individuare le
somiglianze e le differenze che li distinguono. In questo modo si creano gruppi o insiemi a
cui vengono associati dei nomi e che contengono oggetti con le stesse caratteristiche.
I ragionamenti: operazioni mentali, che grazie ad una serie di premesse e a un certo
numero di passaggi logici, si arriva ad una conclusione. Esistono due tipi di ragionamento:
quello induttivo e quello deduttivo. Quello induttivo procede dal particolare al generale. Ad
esempio, se ci troviamo in centro alle ore 14.00 noteremo che i negozi che fanno l’orario
continuato sono aperti e che non chiudono all’ora di pranzo. Il ragionamento deduttivo,
invece, procede dal generale per poi arrivare al particolare. Ad esempio, gli studenti del
2003 fanno tutti la classe quinta; quindi, noi possiamo arrivare alla conclusione che se uno
studente frequenta quinta è nato nel 2003.
Le libere associazioni: il nostro pensiero tende a procedere per associazioni libere
indipendenti dalla nostra volontà. I nostri pensieri si succedono in modo autonomo,
sollecitati da ricordi, sensazioni che attirano la nostra attenzione. Il primo a studiare e
misurare le associazioni libere è stato Gallton, il quale inizia ad analizzare il flusso del suo
pensiero e scopre che il suo pensiero funziona per associazioni. Ecco da dove Freud ha
preso la tecnica per studiare l’inconscio.
Problem solving (la ricerca della strada o della strategia più consona per risolvere una situazione
problematica)
Inizia a diventare oggetto di studio a partire dal Novecento con Köhler. Egli dimostrò che le
scimmie erano capaci di risolvere problemi con atti intelligenti. Un altro studioso è Max
Wertheimer, il quale giunge a distinguere il pensiero produttivo che si contrappone al pensiero
riproduttivo. Il pensiero produttivo è quello aperto al nuovo, mentre quello riproduttivo che ripete
e applica schemi abituali.
Tra gli anni Cinquanta e sessanta Guilford si occupa di dare una definizione al pensiero divergente
e il pensiero convergente. Il pensiero divergente è il pensiero creativo e si esercita su problemi
aperti che possono avere più soluzioni. Quello convergente è il pensiero logico che possiede
solamente una soluzione
L’intelligenza
Il primo che provò a misurare l’intelligenza fu lo psicologo francese Binet. Secondo lui ogni
bambino ha un’età cronologica (3 mesi; 8 mesi) e un’età mentale (corrispondente al livello di
conoscenze e di abilità possedute). Confrontando queste due grandezze si ottiene la misura del
livello mentale del bambino.
Terman fece la stessa cosa ma con gli adulti, utilizzando il metodo del quoziente intellettivo: il
rapporto tra l’età mentale e l’età cronologica moltiplicando poi per 100.
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SCIENZE UMANE

Il pensiero È l’abilità che caratterizza la specie umana che li differenzia dagli altri animali. Il pensiero ci permette di evocare delle immagini, di ragionare, di risolvere un problema e di esprimere delle idee. Esistono vari tipi di forme del pensiero, tra questi vi sono:  I concetti: elementi base che ci consentono di rappresentare le cose del mondo che ci circonda. Per esempio, il concetto di albero è descritto con delle caratteristiche uguali (foglie; rami; radici; tronco). Stessa cosa se pensiamo al cane (abbaiano; scodinzolano). La prima operazione mentale che viene applicata per la formazione di un concetto è l’osservazione di un numero o di un oggetto. L’osservazione ci permette di individuare le somiglianze e le differenze che li distinguono. In questo modo si creano gruppi o insiemi a cui vengono associati dei nomi e che contengono oggetti con le stesse caratteristiche.  I ragionamenti: operazioni mentali, che grazie ad una serie di premesse e a un certo numero di passaggi logici, si arriva ad una conclusione. Esistono due tipi di ragionamento: quello induttivo e quello deduttivo. Quello induttivo procede dal particolare al generale. Ad esempio, se ci troviamo in centro alle ore 14.00 noteremo che i negozi che fanno l’orario continuato sono aperti e che non chiudono all’ora di pranzo. Il ragionamento deduttivo, invece, procede dal generale per poi arrivare al particolare. Ad esempio, gli studenti del 2003 fanno tutti la classe quinta; quindi, noi possiamo arrivare alla conclusione che se uno studente frequenta quinta è nato nel 2003.  Le libere associazioni: il nostro pensiero tende a procedere per associazioni libere indipendenti dalla nostra volontà. I nostri pensieri si succedono in modo autonomo, sollecitati da ricordi, sensazioni che attirano la nostra attenzione. Il primo a studiare e misurare le associazioni libere è stato Gallton, il quale inizia ad analizzare il flusso del suo pensiero e scopre che il suo pensiero funziona per associazioni. Ecco da dove Freud ha preso la tecnica per studiare l’inconscio. Problem solving (la ricerca della strada o della strategia più consona per risolvere una situazione problematica) Inizia a diventare oggetto di studio a partire dal Novecento con Köhler. Egli dimostrò che le scimmie erano capaci di risolvere problemi con atti intelligenti. Un altro studioso è Max Wertheimer, il quale giunge a distinguere il pensiero produttivo che si contrappone al pensiero riproduttivo. Il pensiero produttivo è quello aperto al nuovo, mentre quello riproduttivo che ripete e applica schemi abituali. Tra gli anni Cinquanta e sessanta Guilford si occupa di dare una definizione al pensiero divergente e il pensiero convergente. Il pensiero divergente è il pensiero creativo e si esercita su problemi aperti che possono avere più soluzioni. Quello convergente è il pensiero logico che possiede solamente una soluzione L’intelligenza Il primo che provò a misurare l’intelligenza fu lo psicologo francese Binet. Secondo lui ogni bambino ha un’età cronologica (3 mesi; 8 mesi) e un’età mentale (corrispondente al livello di conoscenze e di abilità possedute). Confrontando queste due grandezze si ottiene la misura del livello mentale del bambino. Terman fece la stessa cosa ma con gli adulti, utilizzando il metodo del quoziente intellettivo: il rapporto tra l’età mentale e l’età cronologica moltiplicando poi per 100.

Teorie sull’intelligenza Nel 1938 Thurstone, psicologo statunitense, propose la teoria multifattoriale, che definiva l’intelligenza come la risultante di sette fattori: comprensione verbale, fluidità verbale, abilità numerica, visualizzazione spaziale, memoria associativa, velocità percettiva, ragionamento. Gardner elaborò invece la teoria delle intelligenze multiple che comprendeva 9 tipi di intelligenze: l’intelligenza linguistica, l’intelligenza logico- matematica, l’intelligenza spaziale e visiva, l’intelligenza corporeo-cinestetica, l’intelligenza musicale, intelligenza sociale, intelligenza introspettiva, intelligenza naturalistica, intelligenza spirituale