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Il petrolio in Basilicata, Tesi di laurea di Geografia Dell'unione Europea

Il petrolio in Basilicata

Tipologia: Tesi di laurea

2015/2016

In vendita dal 12/01/2016

mary.12
mary.12 🇮🇹

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RINGRAZIAMENTI
Desidero ringraziare per l’aiuto, la disponibilità e il materiale fornitemi dagli
archivi regionali il Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella, il
Dirigente Ufficio Gabinetto del Presidente della Regione il Sig.re Raffaele
Rinaldi e la Segretaria personale del Presidente della Regione la Sig.ra
Rosanna.
Ringrazio sentitamente la Prof.ssa relatrice La Foresta, preziosa guida e fonte
di consigli, per la grande disponibilità e collaborazione durante il lavoro di
stesura della tesi.
Inoltre ringrazio la mia famiglia per il continuo supporto e sostegno durante il
percorso di studi, la cui forza mi ha permesso di superare tutti gli ostacoli e le
situazioni difficili che hanno intralciato il mio percorso.
Infine ringrazio gli amici, i cugini, e il mio ragazzo che per la sua pazienza ma
soprattutto per i suoi preziosi consigli mi ha incentivato a concludere un
lavoro, (carriera universitaria), ormai abbandonato da anni.
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Scarica Il petrolio in Basilicata e più Tesi di laurea in PDF di Geografia Dell'unione Europea solo su Docsity!

RINGRAZIAMENTI

Desidero ringraziare per l’aiuto, la disponibilità e il materiale fornitemi dagli archivi regionali il Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella, il Dirigente Ufficio Gabinetto del Presidente della Regione il Sig.re Raffaele Rinaldi e la Segretaria personale del Presidente della Regione la Sig.ra Rosanna. Ringrazio sentitamente la Prof.ssa relatrice La Foresta, preziosa guida e fonte di consigli, per la grande disponibilità e collaborazione durante il lavoro di stesura della tesi. Inoltre ringrazio la mia famiglia per il continuo supporto e sostegno durante il percorso di studi, la cui forza mi ha permesso di superare tutti gli ostacoli e le situazioni difficili che hanno intralciato il mio percorso. Infine ringrazio gli amici, i cugini, e il mio ragazzo che per la sua pazienza ma soprattutto per i suoi preziosi consigli mi ha incentivato a concludere un lavoro, (carriera universitaria), ormai abbandonato da anni.

INDICE

INTRODUZIONE

Il petrolio in Basilicata si presenta come uno degli argomenti maggiormente interessanti in campo politico, culturale ed economico della Regione, vedendone coinvolti interessi patrimoniali ed ambientali. Per comprendere al meglio il lavoro che stiamo per presentare è necessario introdurlo ponendo attenzione su alcuni concetti centrali. Consideriamo in prima istanza il concetto di energia inserendolo in un contesto generale a partire da un’analisi storico-scientifica fino ad una valutazione normativa europea e nazionale. Cerchiamo di introdurre tutti gli elementi che ci permettono di capire in profondità il concetto chiave del nostro lavoro. Valutiamo, come detto, in prima analisi i concetti di energia da dove questa deriva e dagli usi, fino ad accennarne i tipi presenti in natura e la loro distinzione, ma in particolar modo lo sfruttamento da parte dell’uomo e del sistema industriale. Vertiamo la nostra attenzione nel particolare rivolgendo il nostro sguardo alla risorsa energetica del Petrolio. Qui la domanda nasce spontanea: Perché solo sul petrolio? Il nostro lavoro si sofferma sul petrolio come importante risorsa internazionale ma soprattutto rivolgendo l’attenzione all’Italia e alla Regione Basilicata. Il petrolio è quella risorsa energetica tanto ambita e discussa del 20° secolo, protagonista del sistema industrializzato, protagonista indiscussa a livello internazionale, fonte di energia, fonte di sfruttamento, fonte di guadagno ma anche grande causa di notevoli conflitti internazionali. La domanda mondiale di greggio ha caratteristiche di elevata rigidità, la stessa cosa non vale per l’offerta che al contrario può variare notevolmente per motivi di carattere economico o politico. Per innumerevoli motivi lo si considera una materia prima strategica, in quanto le riserve di greggio non sono equamente distribuite sulla terra ma presentano delle aree di maggiore concentrazione.

Il consumo energetico mondiale per il prossimo futuro è valutabile in almeno 700 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio, più del doppio di tutte le riserve economicamente estraibili oggi accertate. Il maggior produttore ed esportatore di petrolio è il cartello dell’OPEC, ossia l’organizzazione che rappresenta i Paesi arabi più ricchi di questa risorsa, mentre i principali mercati di riferimento sono il Nymex di New York e l’International Petroleum Exchange (IPE) di Londra. Esistono tre qualità di petrolio a seconda del maggiore o miniore contenuto di zolfo, in quanto minore è la quantità di zolfo presente e migliore è la raffinazione. Ordinato per livelli decrescenti di qualità il petrolio può essere:

 il West Texas Intermediate che viene prodotto negli Stati Uniti;  il Brent, greggio del Mare del Nord. L’unità di misura del greggio è il barile (un barile = 159 litri o 42 galloni USA) pertanto i prezzi si misurano in dollari e centesimi per barile. Dalla raffinazione di un barile di greggio si ottengono tre sottoprodotti:

 petrolio (crude oil);  benzina (gasolina);  gasolio (heating oil).

L’approvvigionamento energetico e la sicurezza delle infrastrutture rappresentano un bisogno vitale di ogni Stato e corrispondono ad un interesse strategico per il suo sviluppo e quindi per il benessere collettivo, che passa attraverso il benessere economico. La questione della sicurezza energetica, attualmente, non si gioca più solo su aspetti di difesa, che mirano alla certezza dell’approvvigionamento e alla salvaguardia delle infrastrutture, ma anche sul piano della promozione, della produzione nazionale e sull’innovazione volta allo sviluppo di fonti rinnovabili. Un importante fattore di condizionamento per il nostro Paese è rappresentato dalla disciplina comunitaria che, a seguito del Trattato di

Data la pluralità e la complessità del tema si rende chiara la necessità di impostare l’analisi partendo dall’approvvigionamento energetico italiano, senza tralasciare le spinte a favore di fonti di energia alternativa e rinnovabili presenti nella Regione stessa. Si considerano, inoltre, i rapporti tra Stato, Regione, Enti Locali e compagnie petrolifere che agiscono sulla base di proprie competenze, interessi e progetti, esaminando in seguito il quadro normativo in cui ciascuno agisce ed è legittimato a farlo.

CAPITOLO I

ENERGIA E APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO

1.1 L’uomo e l’energia. Accenni storici La storia dell’uomo è sempre stata caratterizzata dalla ricerca di nuove fonti d’energia: inizialmente per garantirsi la sopravvivenza, poi per migliorare il proprio tenore di vita. In principio le prime fonti di energia utilizzabili dall’uomo furono la forza umana e animale atte a produrre lavoro, nonché la combustione di legno o più in generale biomassa, atta a produrre calore, successivamente con la navigazione a vela, così come con l’introduzione di mulini sia ad acqua che a vento, s’introdusse una prima diversificazione riguardante le fonti energetiche sfruttate. Verso la fine dell’Ottocento, con lo sviluppo della civiltà industriale, il fabbisogno energetico fu soddisfatto grazie all’utilizzo intensivo di carbone, la cui combustione, attraverso la produzione di vapore, produceva energia meccanica. Ciò costituì, sotto il profilo tecnologico, un notevole passo avanti soprattutto in seguito alla prima applicazione di questa fonte energetica nella cosiddetta “macchina a vapore”, inventata da Watt, sostituendo così i tradizionali cavalli o animali da trasporto. Nei primi decenni del Novecento, dopo l’introduzione dell’energia idroelettrica, vennero scoperti in Medio Oriente grandi giacimenti di petrolio determinando così l’inizio alla corsa dell’ “oro nero” da parte di tutte le potenze internazionali. Fu solo dopo mezzo secolo di dominio del petrolio, che si iniziò ad utilizzare il gas naturale, considerato una valida alternativa al petrolio sia per il suo facile utilizzo negli ambienti domestici ma soprattutto per il suo minor impatto ambientale. All’inizio degli anni ’70 in alcuni Paesi cominciò a farsi avanti anche l’energia nucleare utilizzata principalmente nell’ambito della produzione dell’elettricità.

 Le fonti rinnovabili forniscono energia che si rigenera in continuazione mediante trasformazioni chimiche (come le biomasse) o fisiche (come l’energia idrica, solare, eolica, ecc).

Le fonti non rinnovabili hanno tempi di rigenerazione piuttosto lunghi che una volta sfruttate si considerano esaurite. Queste fonti energetiche si sono formate nel corso di milioni di anni, come i combustibili fossili o addirittura durante la formazione del pianeta terra, come l’uranio. Per ogni fonte energetica è importante considerarne tre aspetti fondamentali: la disponibilità, i costi e la protezione dell’ambiente.

(b) La misura dell’energia Le unità di misura di energia utilizzate dall’uomo per esprimere la quantità di energia sono numerose. Vi sono misure per le quantità fisiche e misure per il contenuto di energia o di calore. Tra le più note misure per le quantità fisiche citiamo la “ tonnellata ”, utilizzata per il petrolio greggio e il carbone; il “ barile ”, utilizzato per il petrolio greggio; il “ metro cubo ”, utilizzato per il gas; il “ litro ” utilizzato per la benzina e il gasolio. Ricordiamo ancora il “ chilowatt all’ora ” utilizzato per l’energia elettrica, invece per grandi produzioni di energia elettrica viene utilizzato “ terawatt all’ora ”. Per paragonare le diverse unità energetiche si preferisce utilizzare un’unità di misura comune, ovvero esprimerle in termini di “contenuto di energia o di calore”. L’unità di misura ufficiale dell’energia è il “ Joule ” (J). Tra le più diffuse unità di misura del calore vi sono la “chilocaloria” e la TEP o “ Tonnellata Equivalente di Petrolio ”. Quest’ultima unità è la più diffusa a livello internazionale poiché legata al petrolio ovvero rappresenta la quantità di calore ottenibile da una tonnellata di petrolio.

Per poter effettuare delle comparazioni tra le varie fonti di energia ci riconduciamo alle “ calorie ” (attraverso il cui calcolo ricaviamo la TEP di ogni risorsa energetica).

1.3 Il sistema energetico e il BEN (Bilancio Energetico Nazionale) L’uomo per assicurarsi la possibilità di fruizione dell’energia in modo semplice, stabile e continuativo ha dovuto applicarsi in studi e ricerche per decenni fino a predisporre oggi di “sistemi energetici” atti ad assicurargli la qualità e la quantità di energia necessaria al suo sviluppo. Le fonti primarie costituiscono una distribuzione territoriale non omogenea di energia. Infatti, a tal proposito, dato il maggior utilizzo di combustibili fossili quale fonte primaria, (risorsa non equamente distribuita tra i Paesi produttori e Paesi consumatori) si rende opportuno stabilire opportuni accordi tra Paesi consumatori e Paesi produttori di energia al fine di assicurarne una fornitura stabile e duratura negli anni. Per valutare il consumo annuale di energia da parte dell’uomo ogni paese fa riferimento al Bilancio Energetico Nazionale (BEN), ovvero un valido sistema di misurazione di consumi e produzioni di energia. Vengono calcolati così i consumi annuali di energia analizzandone la provenienza delle fonti (se importata o di produzione nazionale), la diversa composizione e l’andamento dei consumi nazionali. Ancora, ci permette di visualizzare i dati relativi agli impieghi o usi finali di energia delle famiglie e delle imprese. Attraverso il BEN vengono calcolati non solo i consumi ma anche le perdite di energia derivanti dai processi di trasformazione e, in particolar modo, le quantità di energia disponibili per impieghi finali^2.

(^2) L’utilizzo di combustibili fossili per la produzione di energia elettrica determina una perdita in media di circa il 60% dell’energia contenuta inizialmente nel combustibile. Ciò significa che, se come disponibilità di fonti primarie abbiamo 100 TEP di carbone utilizzati per produrre elettricità, per gli usi finali sono disponibili soltanto 40 TEP di energia elettrica e così, i rimanenti 60 TEP di energia

promozione di una politica energetica estera comune ed il rafforzamento del mercato interno dell’energia. Tale rafforzamento può essere perseguito potenziando adeguatamente le reti di trasporto transfrontaliero di elettricità e di gas, nonché lo stoccaggio di gas, e consolidando il regime concorrenziale attraverso la prosecuzione della politica di liberalizzazione del settore (promozione della separazione proprietaria delle infrastrutture essenziali e rafforzamento dei poteri regolatori). L’impegno dell’Unione Europea sul tema energetico è diventato negli anni sempre più stringente, come dimostra il progresso delle direttive emanate (Fig. 1).

Nel marzo 2007, difatti, con il Piano d’Azione “Una politica energetica per l’Europa”, l’Unione Europea è pervenuta all’adozione di una strategia globale ed organica assegnandosi tre obiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2020: ridurre del 20% le emissioni di gas serra, migliorare del 20% l’efficienza energetica, produrre il 20% dell’energia attraverso l’impiego di fonti rinnovabili. Nel gennaio 2008 Commissione ha avanzato un pacchetto di proposte per rendere concretamente perseguibile la sfida emblematizzata nella nota formula “20-20-20”. Figura 1 - Principali direttive europee relative al settore energetico

Le misure adottate in costanza del “Pacchetto dell’Ue per il Clima e l’Energia” potranno determinare un importante contributo alla lotta contro i cambiamenti climatici, costituire un esempio per il resto del mondo tale da favorire un nuovo accordo globale sul clima, tendere ad un approvvigionamento energetico più sicuro, consentire un risparmio di 50 miliardi di euro annui sulla fattura per le importazioni di petrolio e gas entro il 2020, favorire entro il medesimo anno, l’aumento di circa un milione di posti di lavoro nell’industria europea delle fonti di energia rinnovabili, ridurre l’inquinamento atmosferico, con significativi benefici per la salute. Le azioni dell’Unione Europea tendono, pertanto ad una maggiore efficacia dei mercati dell’energia e del gas; ad una politica ambiziosa a favore delle fonti rinnovabili (FER); al risparmio energetico; alla cooperazione internazionale ed alla diversificazione della produzione di energia. Sotto questo ultimo aspetto, dato che l’UE non possiede risorse proprie in combustibili fossili, la diversificazione verso una maggiore produzione energetica interna imporrà un maggior ricorso alle tecnologie a tenore di carbonio basso o nullo basate su fonti d’energia rinnovabili, quali l’energia solare, l’energia eolica, l’energia idraulica e la biomassa. A lungo termine una quota di energia potrebbe venire anche dall’idrogeno. In alcuni paesi dell’UE anche l’energia nucleare farà parte del mix di energie^3. Il libro Verde “Verso una Rete Energetica Europea sicura, sostenibile e Competitiva” del 13 novembre 2008, pone come obiettivo primario della rete quello di collegare tutti gli Stati membri dell’Ue al fine di consentire loro di beneficiare pienamente del mercato interno dell’energia. Per garantire un futuro sostenibile, l’UE si è fissata i seguenti obiettivi:

 Ridurre del 20% entro il 2020 il consumo energetico previsto;  Aumentare al 20% entro il 2020 la quota delle energie rinnovabili nel consumo energetico totale;

(^3) Libro Verde, Una strategia per un’energia sostenibile, competitiva e sicura, Bruxelles, 8.03.2006.

sviluppo di un mercato interno europeo concorrenziale nei settori dell’energia elettrica e del gas, il settore energetico italiano ha subito delle profonde modificazioni. Si passa, infatti, da un contesto monopolistico in cui lo “Stato - imprenditore” è garante diretto del servizio universale e della sicurezza energetica ad un contesto liberalizzato in cui si afferma lo “Stato - regolatore”, garante di regole chiare, trasparenti e non discriminatorie per tutti gli operatori. Ciò porta in Italia alla nascita di un’Authority (l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, legge n. 481/95), con il compito di vigilare sull’effettiva apertura alla concorrenza del mercato energetico, nel rispetto dei principi di universalità. Qualità e sicurezza del servizio. Contestualmente si procede con l’approvazione del decreto legislativo n. 79/99, che dà il via al processo di liberalizzazione del mercato elettrico, attraverso la separazione delle attività di filiera, e attiva meccanismi di incentivazione per il risparmio e l’efficienza energetica, oltre che per la produzione da rinnovabili. Analogamente, con il decreto legislativo n. 164/00, si interviene nel settore del gas, maggiormente ipotecato dalla presenza di un soggetto dominante. Con i decreti legislativi suddetti si pone in essere un meccanismo di incentivazione dell’efficienza energetica negli usi finali (“ certificati bianchi^7 ”) ma all’obiettivi dell’efficienza energetica sono finalizzati anche provvedimenti successivi, come il d.lgs. n.192/05, emendato dal d.lgs. n.311/06, e il decreto legislativo attuativo della direttiva europea 2006/32/CE in via di approvazione. Allo stesso modo si pone mano alla incentivazione delle fonti rinnovabili con il decreto legislativo n.79/99 (che introduce in Italia i “ certificati verdi^8 ”),

(^6) Direttiva 98/30/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 luglio 1998 concernente norme comuni per il m 7 ercato interno del gas naturale Noti come “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica. Prevedono che i distributori di energia elettrica e di gas naturale raggiungano annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, espressi in Tonnellate Equivalenti di Petrolio risparmiate (TEP). 8 I Certificati Verdi sono titoli negoziabili, rilasciati dal GSE in misura proporzionale all’energia prodotta da un impianto qualificato IAFR (impianto alimentato da fonti rinnovabili). Ogni Certificato

attuato dal decreto ministeriale 11 novembre 1999 e sue successive modifiche, e sostituito nel 2005 dal decreto ministeriale 24 ottobre 2005. Nel medesimo contesto si inserisce il recepimento della direttiva europea 2001/77/CE sulla promozione e l’incremento dell’elettricità da fonti rinnovabili nel mercato interno tramite l’approvazione del decreto legislativo n.387/03 che:  uniforma a livello europeo la definizione di fonti rinnovabili escludendo da tale definizione la parte non biodegradabile dei rifiuti;  prevede la definizione di regole per la remunerazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili non programmabili e da fonti rinnovabili programmabili di potenza inferiore ai 10 MVA;  prevede l’adozione di misure dedicate a sostegno di specifiche fonti (biomasse e solare) e tecnologie (generazione distribuita) non ancora pronte per il mercato;  aumenta la quota di energia da fonte rinnovabile da immettere in rete da parte dei produttori da fonte non rinnovabile. La legislazione energetica culmina nella recente riforma dell’incentivazione delle fonti rinnovabili contenuta nella finanziaria 2008 (legge n.244/07) e nel suo collegato fiscale (legge n.222/07), che ridefinisce il sistema di incentivazione basato sui certificati verdi ed introduce un incentivazione di tipo “ feed in tariff ” per gli impianti di produzione di energia elettrica di potenza non superiore ad 1 MW.

Altro elemento fondamentale introdotto dal d.lgs. n.387/03, modificato anche dalla finanziaria 2008, è la razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative per gli impianti da fonti rinnovabili attraverso l’introduzione di un procedimento autorizzativo unico della durata di centottanta giorni per il

Verde attesta convenzionalmente la produzione di 1 MWh di energia rinnovabile. I Certificati Verdi hanno validità triennale.

delle fonti rinnovabili, avvalendosi soprattutto delle risorse del Quadro strategico nazionale 2007-2013. La materia energetica è inoltre regolata da quanto previsto dalla legge 23 luglio 2009 n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”.

CAPITOLO II

RISORSA PETROLIFERA

2.1 Il petrolio: costituzione e formazione chimico-fisica Il petrolio è una sostanza naturale ed è prevalentemente composta da Idrocarburi che sono composti organici le cui molecole contengono esclusivamente atomi di carbonio e idrogeno. Dal punto di vista dello stato fisico, gli idrocarburi, possono essere gassosi, solidi e liquidi. In base alle proporzioni tra carbonio e idrogeno e alla struttura molecolare che formano, gli idrocarburi si dividono in diverse serie:  le “Paraffine” o (Alcani), detti Saturi, in quanto le loro molecole sono incapaci di incorporare altri atomi di idrogeno dal momento che la natura dei loro legami è di tipo “semplice”; questo tipo di idrocarburo forma catene lineari, ramificate o degli anelli. La più semplice delle paraffine è il “Metano^9 ” che è il principale gas naturale, ma vi sono anche l’”Etano^10 ”, il “Propano^11 ”, il “Butano^12 ”. Questi ultimi due possono essere liquefatti a basse pressioni e vanno a formare il GPL.  un’altra serie è quella degli idrocarburi “Non Saturi” che contengono meno atomi di idrogeno rispetto ai saturi e sono caratterizzati da legami doppi o tripli tra atomi di carbonio contigui. Tra questi possiamo avere

(^9) Il metano è un gas incolore, inodore, non tossico, ottenibile da prodotti di distillazione di combustibili, fossili, per decomposizione di sostanze organiche. Viene usato solo in miscela con altri gas, come combustibile per usi domestici e industriali ma anche per la produzione di energia elettrica nelle centrali termoelettriche. 10 L’etano è un idrocarburo alifatico, a catena aperta di atomi di carbonio, la cui molecola è costituita da due atomi di idrogeno. Contenuto nei gas naturali, in quelli del petrolio e nei gas di distillazione del carbone; viene utilizzato come gas combustibile e come mezzo refrigerante. 11 Il propano è un idrocarburo alifatico saturo a tre atomi di carbonio; è un gas incolore, inodore, contenuto nei gas naturali e quelli provenienti da processi di cracking, è usato come solvente, refrigerante e combustibile 12 Il butano è un idrocarburo alifatico a quattro atomi di carbonio, liquefatto si usa come solvente e come combustibile.