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Ilritorno delle opere di Platone nel XV secolo e della nascita di due correnti filosofiche: il neoplatonismo e l'aristotelismo. Si descrivono le caratteristiche di entrambe le correnti e si fa riferimento al massimo esponente del neoplatonismo, Nicola Cusano, e alla sua opera 'La dotta ignoranza'. Si analizza il rapporto tra Dio e il mondo e si spiegano le similitudini matematiche utilizzate da Cusano per avvicinarsi alla verità assoluta di Dio.
Tipologia: Appunti
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Il Medioevo ignorava quasi del tutto i testi di Platone. L'unico testo di Platone in circolazione era una parte del Timeo. Il filosofo greco di riferimento del mondo medievale era invece Aristotele. Nel XV secolo le opere di Platone tornano disponibili. La filosofia platonica pareva, inoltre, più affine al cristianesimo rispetto a quella aristotelica, perché credeva in una maggiore tensione spirituale e nell'immortalità dell'anima. In questo periodo nacquero due correnti filosofiche: NEOPLATONISMO e ARIATOTELISMO Queste correnti spesse volte entravano in conflitto poiché avevano concezioni diverse, ma con Giordano Bruno riescono a trovare un punto di incontro, il quale, utilizzava gli elementi/ pensieri di tutte e due le correnti.
Il massimo esponente del neoplatonismo fu Nicola Cusano. Nel 1440 scrisse un opera "La dotta ignoranza", nella quale si rifà a Socrate, il quale pensa che non possiamo avere una conoscenza infinita e che la conoscenza umana per quanto può essere dotta e importante, non è paragonabile a quella divina. Dio essendo ONNISCIENTE, ha una conoscenza assoluta rispetto a quella dell'uomo. Il punto di partenza del ragionamento di Cusano è un'indagine sulla conoscenza. Cusano analizza il rapporto tra Dio e il mondo a partire dalla dotta ignoranza. Secondo lui l'uomo sapiente è colui che prende coscienza dell'impossibilità di conoscere Dio. Per spiegare come avvicinarsi alla verità assoluta di Dio, Cusano adotta due similitudini matematiche:
Per mantenere la differenza tra mondo e Dio, Cusano, introduce i concetti di COMPLICATIO e EXPLICATIO.
La diffusione e la rielaborazione del platonismo trovano un punto di riferimento nell'Accademia platonica di Firenze, fondata su impulso di Cosimo de’Medici da Marsilio Ficino, che ne fu l'ispiratore e il principale punto di riferimento filosofico. Ficino, ha una visione gerarchica dell’Universo infatti lo organizza in cinque gradi: