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Il preromanticismo, appunti e sintesi sul preromanticismo per italiano, liceo delle scienze umane.
Tipologia: Appunti
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Atteggiamento, modo di essere che si afferma in contemporanea con il neoclassicismo. Questi due movimenti viaggiano paralleli, si espandono nelle coscienze degli intellettuali dagli anni 60 fino ai 90 quando nascerà il romanticismo. Il nome è posto a posteriori, si intravede in questo movimento una delle radici più importanti per la formazione del romanticismo stesso, infatti all’epoca dei preromantici loro non erano coscienti di esserlo. Si afferma questa sensibilità in nord europa (maggiormente in Inghilterra e Germania) e come reazione al neoclassicismo, in qualche modo rigettando la filosofia neoclassica, cioè l’equilibrio la serenità interiore, l'armonia, poesia serenatrice; il preromanticismo nega tutto ciò ribadendo la malinconia, sensibilità dolente come ad esempio la solitudine, l’immersione dell’ uomo nella natura; il neoclassicismo non li nega del tutto ma vi trova la pace che i prerom rifuggono perché tendono al lamento, autocompiacimento dei dolori. In Inghilterra un punto di partenza è Shakespeare, rimandiamo a Shakespeare l’esaltazione di uno spirito irrazionale. In inghilterra nasce la poesia sepolcrale ad opera di Thomas Grey e Yang il quale scrive pensieri notturni che mettono in 1 piano la malinconia che si prova di notte in un cimitero, pensieri foschi, della caducità della vita. Noi vediamo questa tendenza anche in opere pittoriche, per esempio in Friedrich: c’è il quadro notturno in un cimitero dove c’è rovina di qualcosa che non c’è più, alberi morti, sul paesaggio c’è la distesa di croci e poi una processione di figure scure. Questo è il senso della necessità di trovare conforto nell’immersione nei notturni; per esempio in Yang con il colloquio con la luna, a cui il poeta svela i propri sentimenti. Nel Pre Romantico tedesco c’è Macpherson, un poeta scozzese che pubblica un’opera nel 60 chiamata ‘i canti di ossian’, qui finge di aver trovato questi canti e averli pubblicati, in realtà lui riprende canti popolari e li tratta. Ciò è falso ma diventa una moda, un poeta italiano poi li traduce. Qui viene cantata la notte, l'atmosfera lugubre con presenze tali, l’uomo piccolo che ha la percezione di sé come una creatura impotente e debole di fronte alle forze della natura. In contemporanea c’è un poeta, Barche, che teorizza la presenza dell’esigenza nell’animo umano del sublime inteso come l'orroroso
piacere, cioè il bisogno di avere paura, non è solo tragico ma ci dà piacere, qualcosa che ci pone di fronte alla grandezza della natura alla quale l’uomo non può far fronte. Un quadro di Friedrich è il ‘mare di ghiaccio’ in cui si vedono travi di legno di un naufragio, quindi c’è il dramma della pochezza dell’uomo di fronte alle forze della natura, forze che sono funeste, inumane perchè c’è ghiaccio ossia assenza di vita. Poi un altro è un uomo che guarda il mare in tempesta, di spalle, di fronte a una brutta giornata è immerso alla contemplazione della tragicità della natura, l’idea del sublime è quella di avere la dimensione dell’immensità della natura incomprensibile all’uomo, e di fronte a ciò è piccolo. In Germania c’è uno scrittore poeta Wolfgang Goethe nel movimento del sturm und drang. Nei dolori del giovane Werther (70) che lui scrive c’è la dimensione più alta degli autori del preromanticismo. Werther non si trova a suo agio nelle corti e si allontana e cerca libertà nella campagna. Narra come lui abbia dato cura a questa proprietà perché ne ricerca la pace che però non trova quando si innamora di charlotte che è fidanzata. L’amore che prova per lei sono i dolori che fanno sì che non possa essere ricambiato ma che porta Werther al suicidio e questo approdo alla dimensione squilibrata genera una moda chiamata ‘wertherismo’, diede modo alle persone di trovare una sponda all’esaltazione dei sentimenti, se i sentimenti non possono essere coronati non si può vivere. Ciò lo troviamo solo nel preromanticismo, e non nel neoclassicismo che è contemporaneo. In Germania c’è il movimento dello sturm und drang (70/ fino 80), che significa in italiano tempesta (abbandono della calma e una vita vissuta in preda alle passioni) ed impeto (abbandono della vita in preda ai dei sentimenti). Gli autori di questo movimento esaltano la natura, in cui l’uomo vive in maniera solitaria riesce a trovare l’armonia con la natura, riprendendo Rousseau con l’idea del buon selvaggio, l’uomo è libero solo lontano dagli altri uomini quando è a contatto con la natura quando entra nella società trova la dannazione con il rapporto con gli altri. Quindi qui c’è l’uomo che può trovare la propria pace interiore, la forza per ripiegarsi su se stesso tralasciando il rapporto con gli altri e trovando nella propria autoanalisi la pacificazione. L’analisi di se stesso, del proprio sentimentalismo, sono i caratteri più importanti per questo movimento. Tutto ciò ci sarà poi nel