

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Una panoramica concisa delle sfide e della ricostruzione in europa dopo la prima guerra mondiale. Esamina le crisi economiche, le tensioni sociali e i cambiamenti politici che hanno caratterizzato il periodo tra le due guerre. Vengono analizzati il crollo del marco in germania, le proteste del biennio rosso in italia e le dinamiche politiche in austria, francia e gran bretagna. Inoltre, il testo esplora l'ascesa degli stati uniti come potenza economica e le conseguenze del crollo di wall street nel 1929, con un focus sulle politiche del new deal di roosevelt. Una sintesi utile per comprendere le complesse dinamiche del periodo.
Tipologia: Appunti
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


L'economia in Europa dopo il conflitto mondiale era in profonda crisi, dovuta alla grande perduta di vite e ai gravi danni alle industrie e alle attività agricole. Perciò gli anni Venti furono un periodo di ricostruzione e di grave recessione, inoltre ci fu anche l'impennata dell'inflazione che portò ad un incremento del costo della vita e ad un'enorme stampa di carta moneta con conseguente perdita del valore del denaro. In Germania il crollo del marco, dovuto anche a i debiti del trattato di Versailles, portò addirittura ad un ritorno al baratto. Le condizioni sociali in quasi tutta Europa era penosa: le malattie infettive dilagavano e il cibo che scarseggiava conseguirono l'aumento della mortalità e il crollo della natalità. Uno dei più grandi problemi sociali europei fu la disoccupazione, tra cui molti erano gli invalidi di guerra, si sviluppò grazie ai reduci una memoria collettiva negativa di quegli anni e un grande sentimento d'angoscia, l'unica nota positiva fu l'inizio di una vera emancipazione delle donne che avevano sostituito gli uomini durante la guerra nei loro lavori. Tra il 1919 e il 1920 ci furono grandi proteste sociali da parte di operai e contadini, questo periodo fu chiamato Biennio Rosso, si basavano sul modello delle rivolte dei soviet che volevano una democrazia operaia, gli industriali temevano sempre più per il loro potere. Questo fece crescere la crisi dei ceti medi che portò ad una frustrazione politica. Al contrario della situazione apparente, i trattati di pace non garantivano equilibri internazionali e la Società delle Nazioni era una istituzione molto fragile, inoltre con la caduta dei grandi imperi si formarono nuovi Stati (Polonia, Romania, Cecoslovacchia, lugoslavia, Bulgaria) e la cosa favorì solamente tensioni e fermenti nazionalistici. La democrazia regge solo in pochi paesi come Francia e Gran Bretagna, mentre nel resto d'Europa tendono a formarsi dittature (Italia e Germania) e governi di destra nei paesi dell'Est (Polonia, lugoslavia e Romania). In Austria il 12 novembre 1918, dopo la fuga dell'imperatore Carlo, nasce la Repubblica democratica, all'epoca dominavano due forze politiche: gli ultraconservatori cristiani e i socialdemocratici (che avevano il consenso dei lavoratori delle industrie), inizialmente i due governano insieme dal 1919 al 1920 sotto il socialdemocratico Karl Renner, ma alle elezioni del 1920 vincono i cristiani conservatori e il Partito socialdemocratico passa all'opposizione. L'obbiettivo dei austro-marxisti volevano un socialismo riformista che però non attingeva alla rivoluzione ma si fondava sulle alleanze politiche. Nel loro programma politico c'era l'idea che lo sviluppo dell'Austria potesse avvenire solamente attraverso l'Anschluss (annessione) con la Germania, la cosa però fece paura al resto dell'Europa del dopoguerra per la formazione di un nuovo blocco nazionale unitario di lingua tedesca. In Germania il 9 novembre 1918, dopo la fuga del Kaiser Guglielmo II, nasce la Repubblica con a capo provvisoriamente Friedrich Ebert in attesa della Costituzione repubblicana, questo governo dovette contrastare il tentativo rivoluzionario bolscevico delle Lega di Spartaco (derivato del Partito socialdemocratico, con l'obbiettivo di una repubblica socialista sul modello sovietico con Consigli popolari come organo principale di governo). Agli inizi del 1919 gli spartachisti e altri gruppi politici di sinistra fondarono il Partito comunista tedesco che raccolse molti consensi negli operai delle industrie. Per contrastare le attività antigovernative dei gruppi armati comunisti, il governo Ebert si servì dei Frei Korps (formati da ex soldati e ufficiali animati da un forte nazionalismo) per mettere in atto una dura repressione fatta di molti omicidi. Nel gennaio del 1919 ci furono le elezioni dell'Assemblea costituente e ad agosto fu approvata la Costituzione della
Repubblica di Weimar (ex capitale della Prussia dove avvennero le elezioni), fu eletto presidente Ebert che creò una coalizione tra socialdemocratici, liberali e cattolici. La Costituzione aveva al suo interno elementi innovativi come la centralità del Parlamento, la valorizzazione del valore dei partiti e il suffragio universale, garantiva i diritti civili, politici e sociali. In questo periodo si rafforzò il senso di nazionalismo e la voglia di revisione dei trattati di pace. Il sentimento anti-tedesco si sparge per tutta l'Europa, soprattutto nel 1923 quando la Francia e il Belgio occuparono il bacino della Ruhr con il pretesto di un mancato pagamento di una rata, il governo invitò i cittadini della Ruhr ad una resistenza passiva abbandonando le fabbriche e non collaborando con gli occupanti, questo ebbe grandi ripercussioni economiche infatti la Germania fu travolta dall'inflazione nella cosiddetta crisi della Ruhr, la quale si concluse con il piano statunitense Dawes e nel 1925 con gli accordi di Locarno Germania, Francia e Belgio si impegnarono a non violare i confini tracciati con gli accordi di Versailles e la Germania accettò la perdita dell'Alsazia e della Lorena, nel 1926 fu ammessa nella Società delle Nazioni. Anche in Francia ci fu un periodo di ricostruzione e di riconversione industriale caratterizzato da una forte inflazione che però si concluse in tempi rapidi, al governo Clemenceau formò il Bloc national formato da tutti i partiti conservatori e moderati che aveva come punto comune l'anticomunismo e la volontà di riversare tutti i costi della ricostruzione sulla Germania, all'opposizione c'erano i socialisti che però vivevano un periodo di grande crisi interna che li portò ad una separazione tra riformisti e rivoluzionari. Nel 1924 alle elezioni vinse il Cartello delle sinistre e il governo fu affidato a Edouard Herriot ma la sua politica di riforme basate sull'aumento della tassazione non fece durare tanto il suo potere, infatti nel 1926 nasce il governo di unione nazionale con a capo Raymond Poincaré (industriale dell'alta finanza). In Gran Bretagna si riconfermò il bipartismo tra conservatori e laburisti, il governo britannico dovette affrontare nuovamente la questione irlandese e nel 1921 finalmente concesse la formazione di uno Stato libero d'Irlanda da cui però era esclusa l'Irlanda del Nord dipendente da Londra, si formò nel 1931 anche il sistema coloniale del Commonwealth of Nations. In Spagna nel 1931 il re Alfonso XIII per la crisi abdica e nasce la Repubblica, alle elezioni vince la sinistra che opta per un piano di riforme per ristrutturare il paese, nelle elezioni del 1933 però vince la destra e inizia il biennio nero in cui il governo utilizza la violenza per reprimere le rivolte, nel 1936 le sinistre tornano al potere con un Fronte popolare ma nello stesso anno il generale Francisco Franco si ribella e inizia una guerra civile che durerà fino al 1939 e Franco ne uscirà vittorioso creando una dittatura che durerà fino alla sua morte nel 1974, quando poi torneranno i Borbone dall'esilio in Italia. Dopo la WWI gli USA rafforzano il proprio sistema produttivo e finanziario non avendo subito i danni che ha subito l'Europa durante la guerra, questo fu favorito dal fatto che il paese era il principale creditore dell'Europa ( miliardi di dollari), possedeva quasi la metà dell'oro mondiale ed era dotato di un sistema produttivo (catena di montaggio) non fu danneggiato e anzi era supportato dai dazi sulle importazioni. Perciò negli anni '20 il centro economico si spostò da Londra a New York, in particolare a Wall Street. La catena di montaggio aveva aumentato il numero di oggetti prodotti e quindi i prezzi si abbassarono che unito al clima di ottimismo portarono ad un forte impulso ai consumi. Furono chiamati i ruggenti anni Venti, caratterizzati da un capitalismo del consumo (automobili, elettrodomestici, grandi magazzini, svago, divertimento) mentre sul piano sociale ci fu l'introduzione del suffragio femminile, la diffusione dei metodi contraccettivi.