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Descrizione ed elecazione varie tipologie di rischio
Tipologia: Sintesi del corso
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Gli investitori valutano e selezionano le azioni su cui investire in funzione di due parametri: il rendimento e il rischio. Un operatore economico interessato a calcolare il livello di rischio del proprio investimento deve analizzare il variegato mondo degli indicatori di rischio, si può notare che mentre alcuni sono adatti alla stima del rischio di qualsivoglia investimento finanziario, altri solo alla stima del rischio di s. finanziari specifici. La devianza standard o scarto quadratico medio rappresenta senza dubbio l’indicatore più applicato in ambito finanziario(è facile da calcolare ed è un indicatore universale; ovvero applicabile alla totalità degli investimenti). L’incertezza dei rendimenti futuri rappresenta il rischio della quasi totalità delle attività finanziarie e la deviazione standard rappresenta una misura in grado di catturarla. In caso di attività finanziaria dal rendimento incerto, si può cercare di definire quali siano le probabilità che in futuro si manifestino diverse misure di rendimento. Si ipotizzi che un investitore voglia analizzare un titolo A, dal rendimento futuro incerto. L’investitore ha identificato tre possibili rendimenti futuri(stati del mondo) del titolo, associando a ciascuno una probabilità. La somma delle probabilità deve essere chiaramente pari a 100. Qualora l’investitore desideri stimare il rendimento che ci si attende dall’investimento, egli deve calcolare la media ponderata dei tre rendimenti previsti(i coefficienti di ponderazione sono le probabilità a essi associate). Il rendimento medio non è tuttavia sufficiente a valutare la bontà dell’investimento A: occorre infatti un indicatore in grado di misurare il grado di volatilità dei rendimenti e cioè lo scarto quadratico medio. Quest’ultimo dunque misura il rischio attraverso la stima del livello di dispersione dei possibili rendimenti rispetto al rendimento atteso. Osservando due titoli, A e B, aventi medesimo rendimento atteso, ancor prima di calcolare la devianza standard del titolo B è possibile notare che quest’ultimo presenta maggiore variabilità dei rendimenti attorno al rendimento medio, infatti il titolo B presenta valori RI pari al 24 e allo 0%, mentre il titolo A del 14 e 10% che si discostano meno dal rendimento medio. Non deve quindi stupire che la devianza di B risulti più elevata a quella di A (pag 480). Nella prassi operativa è anche largamente diffusa una metodologia alternativa di stima della devianza standard, la quale non presuppone l’identificazione dei possibili rendimenti futuri ma esclusivamente la disponibilità di una serie storica dei rendimenti dello strumento finanziario (pag 483). L’investitore potrebbe però optare per un portafoglio di investimenti. Perché? Così da diversificare i propri investimenti e ridurre il rischio di subire perdite a causa di un singolo investimento. In tal caso, fondamentale è che ogni attività venga considerata in rapporto al portafoglio complessivo dell’investimento. Questo implica che il rischio e il rendimento totale della singola attività siano irrilevanti, a differenza del suo contributo al rischio e rendimento totale del portafoglio. In termini pratici, ciò vale a dire che un’unica attività, anche fortemente rischiosa, contribuisce al rischio e rendimento del portafoglio solo nella misura del suo peso nell’ambito del portafoglio stesso. Nel caso del rendimento, le due misure coincidono: il rendimento atteso di un’attività è il suo contributo al rendimento atteso del portafoglio. Di conseguenza, è possibile affermare che il rendimento atteso di un portafoglio è pari alla media ponderata dei rendimenti delle singole attività che lo compongono. Più complesso è il caso del rischio, perché il rischio totale di un’attività, non corrisponde al suo contributo al rischio del portafoglio, nel momento in cui tra l’andamento delle singole attività esiste una correlazione positiva o negativa. In termini matematici, la correlazione tra due attività finanziarie è definita da un coefficiente di correlazione; indicatore statistico che ci segnala la tendenza di due variabili a comportarsi nella stesso modo, cioè a muoversi nella stessa direzione e con la stessa forza. Essa è compresa tra – 1 e +1:
Immaginando di poter confrontare due mercati azionari, quello europeo e quello americano disponendo di una serie storica dei rendimenti, per entrambi di 36 dati mensili, e di osservare le possibili correlazioni tra i due: