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La relazione tra il riso, la vita e l'eccentricità umana secondo le visioni di helmuth plessner e henri bergson. Del rapporto tra riso e vita in bergson e quello tra riso, espressività e posizione eccentrica in plessner, oltre a riflessioni sulla originarietà della riflessione di plessner sul tema del riso. L'indagine sul comico viene collegata alla luce del progetto di bergson di riabilitare la vita contro il meccanismo e finalismo.
Tipologia: Sintesi del corso
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Eccedenza ed eccentricità del riso secondo Helmuth Plessner
Valorizzare la rile�ura che Helmut Plessner realizza nei confron� dell’opera di Henri Bergson sul tema della vita e della distanza. Sono due i nuclei su cui soffermarsi : il rapporto tra riso e vita in Bergson e quello tra riso, espressività e posizione eccentrica in Plessner, e seguono alcune riflessioni sull’originarietà della riflessione di Plessner sul tema del riso. L’indagine sul comico può essere rile�a alla luce del proge�o di Bergson di riabilitare la vita contro il meccanismo e finalismo. Un tra�o che accomuna i due pensatori è il fa�o di pensare al riso come ciò che appar�ene propriamente alla dimensione umana e che niente al di fuori dell’uomo sia in sé fonte di riso. Bergson poi pensa all’uomo come sorgente del riso, Plessner la sorgente del riso nell’uomo., ma c’è con�nuità perché l’uomo è ogge�o del riso altrui, è capace di ridere, di sorridere, fa ridere e sa ridere.
QUALCOSA DI MECCANICO APPLICATO AL VIVENTE La riflessione di Bergson si regge su tre pilastri : il riso appar�ene alla dimensione umana, il riso esige una sospensione dalla partecipazione emo�va, il ridere è un’a�vità essenzialmente connessa alla società. Quest’ul�mo elemento è declinato in due sensi : la complicità che si genera nel ridere, una sorta di contagio; nel riso c’è una forma di cas�go sociale. Vita cara�erizzata da elas�cità, plas�cità e novità. Il vitale contrasta con la dimensione meccanica, due poli oppos�, tra le quali si libera l’energia comica. Per “vita” Bergson intende la vitas personale , la vita di un essere vivente che condivide la propria esistenza con altri. Questo essere-con si delinea nella cornice della società. E’ infa� compito della società perme�ere all’uomo di vivere e di vivere bene. Ogni forma di rigidità sarà sospe�a alla società. Per correggere e ridare alla vita equilibrio la società si serve del riso, una sorta di gesto sociale che rende flessibile la parte rigida del corpo sociale. Il riso punta al perfezionamento sociale. E serve ad introdurre il vero nucleo che riposa tra arte e vita.
COMICITA’ E DEFORMITA’ Prima tappa dell’ar�colazione del nesso tra arte e vita è formata dall’analisi della fisionomia comica. Bergson intende rilevare il contrasto tra l’immobilità stereo�pata di una smorfia e il fluire della vita. La vita è energia con�nua e se le accade di immobilizzarsi interviene il comico che come una smorfia fluidifica la sta�cità e res�tuisce grazia alla vita.
ATTITUTIDINI E GESTI MECCANICI Un secondo nucleo è quello del comico dei ges�, dove due visioni di confrontano e si scontrano : della persona e del meccanismo. Quando una persona viene iden�ficata con un gesto ripe��vo, fisso, meccanico si è entra così nel comico.
Il terzo nucleo perme�e di rifle�ere sulla differenza qualita�va e sull’irriducibilità della persona a cosa. Il comico nasce quando viene meno questa differenza e una persona ci da l’impressione di una cosa sulla quale sperimentare, come nel teatro comico.
DALLE PROFONDITA’ DELLA VITA SENTIMENTALE Mantenendo saldo il nesso del riso con l’essere umano l’indagine che Plessner è volta a riprendere alcuni nuclei della riflessione per approfondirli nella prospe�va della ricerca inaugurata grazie all’antropologia filosofica. Recepisce il contributo offerto da Bergson e altri nel cogliere l’uomo come una realtà vivente. Il primo tassello del mosaico di Plessner riconduce il riso e il pianto a fenomeni espressivi riportandoli nel loro originario contesto vitale. Plessner prende l’uomo nella sua totalità e il riso e il pianto come forme essenziali per accedere a questa totalità. Coglie come le forme espressive offrano una corre�a comprensione dell’umano.
IL RAPPORTO DELL’UOMO CON IL PROPRIO CORPO Il riso e il pianto pur essendo correlate alla dimensione umana godono di uno statuto privilegiato, sono irriducibili a qualsiasi altra manifestazione come il linguaggio o la gestualità. Esse rompono con l’ordinarietà e a�estano il bisogno di liberarsi dalla meccanicità. Il riso e il pianto, in altre parole, sono forme di manifestazione umane dal cara�ere opaco che ricadono al di fuori del circuito delle manifestazioni comprensibili e trasparen� del linguaggio, della gestualità, della mimica. Plessner vuole superare la visione dualis�ca dell’uomo che ha svilito l’umano perché separato sempre in due dimensioni. Questa riabilitazione, voluta da Plessner, della totalità umana è percorsa a�raverso la tema�ca della posizionalità eccentrica e in par�colare dell’essere corporeo. Il riso e il pianto infa� danno un diverso quadro del rapporto dell’uomo con il suo corpo. Essi appaiono come sfoghi indocili e indisciplina� di un corpo resosi come indipendente. L’uomo precipita in ques�: si abbandona al riso e si lascia andare al pianto. In questo modo l’uomo rispondere a qualcosa con il suo corpo e non con linguaggio o ges�, rivelandosi esterno alla sua corporeità. Plessner intende cogliere la capacità tu�a umana che si esprime con il riso, questo rappresenta la peculiarità di un essere vivente che riscopre mediante il riso un’altra potenzialità: una forte emancipazione dei processi corporei, senza perdere la sua dignità. Benchè con il riso e il pianto la persona perda il proprio controllo, rimane comunque persona. In questa situazione la posizione dell’uomo si presenta eccentrica. Vi è qui la capacità dell’uomo di a�varsi, di cui il riso è una delle manifestazioni più imprevedibili. Egli ha davan� a sé altre persone con cui relazionarsi ma in ogni caso emerge dal suo rapporto con la corporeità la sua apertura al mondo.
ESPRESSIVITA’ E DISTANZA Viene affermato il cara�ere espressivo della corporeità che per Plessner si manifesta a diversi livelli e con sfumature diverse. ( ges�, mimica, linguaggio). Per Plessner l’espressività è un modo originario per venire a capo del fa�o di abitare in un corpo e contemporaneamente avere un corpo. A�raverso l’espressività siamo anche ricondo� alla ques�one dell’irriducibilità della persona a cosa e alla tema�ca della distanza. Plessner dichiara che si ha una triplice determinazione: il vivente è corpo, fuori e dentro. e così viene definita la persona. E’ sogge�o del suo vivere, delle sue percezioni, delle sue azioni e inizia�ve. Per plessner la principale cara�eris�ca dell’uomo è la sua eccentricità, sempre oltre il proprio centro, vive una doppia distanza dal proprio corpo. Proprio da questa distanza l’uomo riesce a rapportarsi con il suo io e con il mondo che lo circonda: l’uomo è contemporaneamente sé e altro da sé.