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Esempi: Siri, Google Assistant, Cortana, Alexa Per 2 milioni di anni → Uomo produceva solo suoni che venivano utilizzati per tre aspetti: Mangiare
L' oralità primaria , che sottende ad una mentalità omerica, appartiene ad una cultura che non conosce scrittura (periodo pre-scrittura). Il linguaggio ha un carattere così profondamente orale che di migliaia di lingue esistite, solo 106 sono state affidate alla scrittura in modo da produrre letteratura. In ebraico dabar significa sia parola che evento. Esempio: in Cina, la maggior parte della popolazione non sa leggere e scrivere, per cui comunica esclusivamente con il parlato. L' oralità secondaria , che sottende ad una mentalità platonica, nasce insieme alla scrittura intorno al 3000 a.C. Mettere per iscritto significa dare corpo alle parole, renderle oggetti. Il pensiero analitico, oggettivo, astratto e lineare è figlio di questa cultura. ORALITÀ TERZIARIA L' oralità terziaria è basata sulla simulazione della sensorialità, e non trasmissione della sensorialità. È interessante ripercorrere la "storia dei sensi": all'inizio l'alfabeto ha frammentato completamente il logos, la parola del dio, la parola creativa, la parola magica. Conseguentemente, l'alfabeto ha desensorializzato la comunicazione umana, fondando sé stesso sull' astrazione. [...] Il logos elettronico dell'oralità terziaria, invece, prevede la ricostruzione sensoriale fuori della propria testa, ad esempio su uno schermo, oppure attraverso i guanti della Realtà Virtuale o altre estensioni tecniche elettroniche». La sua immersività permette di coinvolgere tutti i sensi e restituire un'esperienza che non solo è reale, ma va oltre il reale; inoltre va oltre la voce, in direzione di una completa integrazione, quasi biologica, della tecnologia con la mente; infine, l'oralità terziaria coltiva un rapporto privilegiato con il corpo e diventa finalmente una struttura plastica, in quanto apprende dall'ambiente e risponde ad esso con comportamenti intelligenti. Perché esiste il x2? E perché quando scrivo un messaggio scelgo 3 parole, mentre l’audio dura 2 min? Perché scrivere comporta un maggiore sforzo cognitivo (spreco più zuccheri nel cervello). Grazie all’oralità terziaria, ormai anche l’oralità (es. messaggi vocali) diventa qualcosa di permanente, poiché registrata. Oggi riusciamo a concepire concetti astratti non più temporanei, a differenza dell’IO, QUI, ORA diffusa tra i nostri nonni (che non parlano di altro se non cose relative al presente o qualcosa ad esso collegato). Inoltre, l’oralità terziaria è anche relativa al corpo, nel senso che all’epoca c’era l’idea che solo il messaggio scritto potesse spostarsi nel mondo, mentre con l’oralità terziaria non pensiamo più che il messaggio sia legato ad un luogo o a un momento determinato. Basti pensare alla prossemica (come mi vesto, come mi muovo, ecc.) che non è superata dall’oralità terziaria nella quale non importa se sto facendo la doccia o sono seduta, perché il messaggio sarà lo stesso e non verrà inserito in un contesto. LE TRE ERE DELLA VOCE Trevor Cox , nel suo “ Now you are talking ” (2018), distingue: Nella prima era , l'uomo vocalizzava suoni come fanno gli altri animali, per influenzare gli altri lanciando segnali d'allarme, di sfida o di corteggiamento. La seconda inizia con l'emergere del linguaggio umano, che ci abilita al pensiero complesso, in particolare alla proiezione nel passato e nel futuro, e ci apre alla possibilità di sfidare e dominare il mondo. Infine con l'avvento del fonografo e delle tecnologie della voce, chiunque può raggiungere grandi gruppi di persone attraverso lo spazio e il tempo. Le dittature del secolo scorso usarono la radio per privare i popoli di un pensiero indipendente. Immaginiamo una telefonata ad una persona anziana che non è abituata ad astrarre e a pensare che la voce trasmetta non è davvero nella sua casa. O ancora immaginiamo le prime televisioni: la gente non riusciva a concepire che le persone in tv non fossero rinchiuse in una scatola e per questo, magari, si vestivano bene pensando di essere visti o salutavano i conduttori dei programmi televisivi, ecc. Addirittura, secondo quanto afferma un professore ( Barrelli ), si pensava che attraverso il telefono si potessero trasmettere delle malattie, perché non si riusciva ad accettare che questi concetti potessero essere astratti. EVOLUZIONE È molto difficile ricostruire come si sia sviluppato l'apparato fonetico e uditivo (e quindi il linguaggio) degli esseri viventi, poiché né il cervello, né le parti della laringe si conservano nei fossili.
* NLP → (letteralmente, “processamento del messaggio”) si intendono algoritmi di intelligenza artificiale in grado di analizzare, rappresentare e quindi comprendere il linguaggio naturale. Es. Speech Text = dettare il messaggio di testo; * Machine Learning → algoritmi che posso creare per allenare una macchina. Es. faccio vedere 100 foto di gatti al dispositivo, poi faccio vedere una foto con baffi e coda e la macchina riconosce lo stesso che è un gatto. * Cloud Service → memoria fisica (per noi limitata) utilizzata tramite internet; La VUI rende possibile l'interazione umana con i computer attraverso una piattaforma vocale per avviare un servizio o un processo automatizzato. Per produrre il miglior risultato in termini di efficienza e di User eXperience, la VUI ha bisogno di un grande training o, ancora meglio, deve avvicinarsi il più possibile al modello mentale dell'utente. DESIGN Una delle sfide principali nella progettazione di VUI è quella di educare gli utenti a comprenderne le possibilità. Nelle applicazioni grafiche, tutto è proprio lì sullo schermo (ogni icona corrisponde ad un’app, ogni simbolo corrisponde ad un’azione, ecc.). Il design della VUI dovrebbe informare l'utente su come possono rispondere o quali azioni possono intraprendere. Mentre invece, la difficoltà dell’interfaccia vocale sta nel non avere uno schermo, quindi un utente dovrebbe essere in grado di chiedere aiuto in qualsiasi momento, e il messaggio di aiuto dovrebbe orientarli al loro contesto attuale all'interno dell'applicazione. DESIGNER I VUI designers pensano all'intera conversazione, dall'inizio alla fine, tra il sistema e gli utenti finali. Pensano al problema che deve essere risolto e ai bisogni che gli utenti hanno per raggiungere i loro obiettivi. Essendo dei linguisti ed umanisti, i designer fanno ricerche sugli utenti nel tentativo di capire chi sia l'utente. Creano progetti, prototipi e descrizioni dei prodotti. Scrivono le descrizioni delle interazioni che si svolgeranno tra il sistema e l'utente. Hanno una comprensione della tecnologia di base e dei suoi punti di forza e di debolezza. Si interfacciano con gli sviluppatori e analizzano i dati per migliorare prestazioni e user experience. In più, pensano a come dovrebbero essere allenate le interfacce, conoscendo i bisogni emotivi, psicologici e linguistici degli utenti. COMPRENSIONE Quali devono essere le massime dell’interfaccia? Per avere una comunicazione efficace, Paul Grice definisce alcuni principi cooperativi: