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Il Teatro nella scuola, Appunti di Pedagogia

Importanza del teatro all'interno dei contesti scolastici

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 02/07/2019

ila1101
ila1101 🇮🇹

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TEATRO SCUOLA
Passando agli aspetti psicopedagogici vorremmo ricordare che educare alle dinamiche e alla logica
teatrale significa riconoscere che tale insieme di abilità:
rappresenta un'opportunità di rilevazione e rivelazione del potenziale espressivo dei ragazzi;
consente un'esplorazione approfondita dei testi in vista della loro rappresentazione;
è un laboratorio spontaneo di ricerca centrato sui processi di lavoro resi significativi in vista del prodotto
conclusivo (congruenza motivazionale fra prodotto e processo);
favorisce la socializzazione nel rispetto reciproco, facendo acquisire maggiore sicurezza agli allievi più
timidi e maggior autocontrollo ai più turbolenti;
attenua i conflitti e fa sperimentare la solidarietà riducendo la competitività;
fa maturare la capacità di autonomia, intesa come capacità orientativa e auto valutativa;
è una vera e propria palestra delle emozioni, un luogo della costruzione dell'immagine di sé di fronte a
se stesso e agli altri, che consente di socializzare (modulare controllare) il proprio mondo emotivo;
crea le premesse necessarie per avviare la formazione di un pubblico teatrale corretto e appassionato,
che sappia apprezzare la validità di uno spettacolo, ma sappia anche coglierne i limiti;
rende evidente la disponibilità degli adulti al di là delle competenze disciplinari e formali.
Nelle sue diverse forme (drammatizzazione, animazione teatrale, mimo, giocodramma ecc.), il teatro è utile
a tutti i bambini: ai timidi perché imparano ad allentare le difese e a non farsi bloccare dal giudizio altrui; a
quelli che hanno difficoltà di apprendimento perché riescono a trovare un loro posto e una loro
realizzazione; agli aggressivi perché li aiuta a incanalare l’irruenza in funzione di un obiettivo da
raggiungere o di un problema da risolvere. È inoltre un metodo di conoscenza appropriato per un bambino
perché lo mette in contatto diretto con la realtà e lo coinvolge in prima persona. In un percorso di teatro il
bambino migliora il suo modo di stare con i compagni (e ne risente in positivo tutto il lavoro scolastico),
conosce maggiormente se stesso e le proprie possibilità, diventa consapevole che esistono tanti modi per
comunicare... e tutto questo avviene all'interno di una comunità educante dove il sapere non è confezionato,
ma da ricercare insieme.
Per il "teatro scuola" tutti i risvolti di carattere didattico, cognitivo, educativo (tra cui socializzazione, proiezione,
ecc.) sono da considerarsi impliciti nel processo stesso di ideazione, costruzione, realizzazione e comunicazione
dell'evento o del prodotto teatrale. Porsi un obiettivo "artistico-formativo" della persona e del gruppo, senza
esclusioni di nessun tipo, significa tentare di sottrarre l'esperienza teatrale al didascalico per liberarne la
dimensione di conoscenza, di costruzione, di crescita e ludica dei giovani allievi1. (Perissinotto, op. cit., p. 58.
)
1 Perissinotto, op. cit., p. 58.

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TEATRO SCUOLA

Passando agli aspetti psicopedagogici vorremmo ricordare che educare alle dinamiche e alla logica teatrale significa riconoscere che tale insieme di abilità:

  • (^) rappresenta un'opportunità di rilevazione e rivelazione del potenziale espressivo dei ragazzi;
  • consente un'esplorazione approfondita dei testi in vista della loro rappresentazione;
  • è un laboratorio spontaneo di ricerca centrato sui processi di lavoro resi significativi in vista del prodotto conclusivo (congruenza motivazionale fra prodotto e processo);
  • favorisce la socializzazione nel rispetto reciproco, facendo acquisire maggiore sicurezza agli allievi più timidi e maggior autocontrollo ai più turbolenti;
  • attenua i conflitti e fa sperimentare la solidarietà riducendo la competitività;
  • fa maturare la capacità di autonomia, intesa come capacità orientativa e auto valutativa;
  • è una vera e propria palestra delle emozioni, un luogo della costruzione dell'immagine di sé di fronte a se stesso e agli altri, che consente di socializzare (modulare controllare) il proprio mondo emotivo;
  • (^) crea le premesse necessarie per avviare la formazione di un pubblico teatrale corretto e appassionato, che sappia apprezzare la validità di uno spettacolo, ma sappia anche coglierne i limiti;
  • rende evidente la disponibilità degli adulti al di là delle competenze disciplinari e formali.

Nelle sue diverse forme (drammatizzazione, animazione teatrale, mimo, giocodramma ecc.), il teatro è utile a tutti i bambini: ai timidi perché imparano ad allentare le difese e a non farsi bloccare dal giudizio altrui; a quelli che hanno difficoltà di apprendimento perché riescono a trovare un loro posto e una loro realizzazione; agli aggressivi perché li aiuta a incanalare l’irruenza in funzione di un obiettivo da raggiungere o di un problema da risolvere. È inoltre un metodo di conoscenza appropriato per un bambino perché lo mette in contatto diretto con la realtà e lo coinvolge in prima persona. In un percorso di teatro il bambino migliora il suo modo di stare con i compagni (e ne risente in positivo tutto il lavoro scolastico), conosce maggiormente se stesso e le proprie possibilità, diventa consapevole che esistono tanti modi per comunicare... e tutto questo avviene all'interno di una comunità educante dove il sapere non è confezionato, ma da ricercare insieme.

Per il "teatro scuola" tutti i risvolti di carattere didattico, cognitivo, educativo (tra cui socializzazione, proiezione, ecc.) sono da considerarsi impliciti nel processo stesso di ideazione, costruzione, realizzazione e comunicazione dell'evento o del prodotto teatrale. Porsi un obiettivo "artistico-formativo" della persona e del gruppo, senza esclusioni di nessun tipo, significa tentare di sottrarre l'esperienza teatrale al didascalico per liberarne la dimensione di conoscenza, di costruzione, di crescita e ludica dei giovani allievi 1. (Perissinotto, op. cit., p. 58. )

1 Perissinotto,^ op. cit., p. 58.