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In questo documento viene spiegato il test psicologico basato sul gioco d'azzardo.
Tipologia: Appunti
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L' Iowa gambling task è un test psicologico basato sul gioco d’azzardo (dall'inglese gambling ), utilizzato per osservare i meccanismi decisionali della mente umana nella vita reale. Ideato da Antoine Bechara, Antonio Damasio (teoria del marcatore somatico), Daniel Tranel e Steven Anderson[1], allora ricercatori all'Università dell'Iowa, è stato utilizzato in diversi esperimenti mirati ad analizzare la capacità di scelta carente in pazienti con lesioni alla corteccia prefrontale ventromediale o alla corteccia orbitofrontale. Poiché è stato dimostrato che lesioni in queste aree comportano l'incapacità di rievocare le emozioni relative a eventi passati, ci si aspetta che i pazienti affetti siano incapaci di trarre profitto dalle esperienze precedenti, effettuando le proprie scelte in modo del tutto casuale. L'Iowa gabling task è ampiamente utilizzato nella ricerca sulla cognizione e sulle emozioni. Una review del 2006 ha evidenziato che il test era stato usato in oltre 400 articoli. FORMULAZIONE DEL TEST Screenshot dell'Iowa gambling task Ai soggetti vengono presentati quattro mazzi di carte da gioco, due "buoni" e due "cattivi". Ogni mazzo contiene carte che comportano sia una vincita che una perdita. Nei mazzi "buoni" la vincita è bassa, ma la perdita è minore (ad esempio vincita 50 $ - perdita 25 $); nei mazzi "cattivi" sebbene le vincite possibili siano alte, le perdite sono ancora maggiori (vincita 100 $ - perdita 125 $). Inizialmente ai partecipanti viene data una somma di denaro e ricevono l'istruzione di massimizzare la vincita. Dopo alcune mani, i soggetti sani evidenziano l'abilità di effettuare la scelta meno rischiosa e che comporta più vincite a lungo termine, tendono cioè a pescare carte dai mazzi "buoni". Al contrario i soggetti con lesioni non mostrano questo pattern, continuando a pescare indifferentemente da entrambi i mazzi. Il loro deficit neurologico inficia la capacità di apprendere dagli errori passati e influisce sul loro comportamento nel gioco. Per questo motivo, secondo gli autori del test, i soggetti con lesioni alla corteccia prefrontale ventromediale, seppur dotati di capacità cognitive e intellettive nella norma, hanno grandi difficoltà a prendere decisioni in situazioni di vita reale. TEST DELL’OROLOGIO In questo articolo presento il Test dell'Orologio o conosciuto con il nome inglese di Clock Drawing Test (CDT). Ideato nel 1994 da Freedman si tratta di un test breve in grado di valutare nell'insieme le funzioni esecutive, le abilità prassico-costruttive e le capacità visuospaziali. Per tale motivo è diventato uno strumento popolare di valutazione rapida di screening del rendimento cognitivo globale, alla pari del MMSE, con cui condivide l'ampio uso clinico, la breve durata di somministrazione e la facilità di esecuzione.
Il Test dell'Orologio si è dimostrato in grado di evidenziare deficit cognitivi delle funzioni esecutive anche in caso di soggetti con un MMSE normale e cioè con un punteggio pari o superiore a 24 (Quby et. 2002). Pertanto i deficit evidenziati con questa prova possono essere un campanello d'allarme per un'eventuale diagnosi precoce di demenza. Secondo la versione di Thalman, Mansch, Ermini-Fiinsfchilling (1996), in cui con un cerchio prestampato si chiede di segnare l'orario delle 11 e 10, ci sono quattro diverse aree in cui può essere evidenziato il deficit.