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Traccia dei temi di Didattica della Matematica SFP con il prof. Benedetto Di Paola.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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La strategia che suggerisce Chevallard è quella per cui, l'insegnante
in alcuni casi è differente perché quello che l’insegnante realmente insegna potrebbe diversificarsi da quello che avrebbe potuto insegnare. Ciò è inevitabile in quanto il sapere da insegnare si confronta con il concreto del contesto d’aula che per sua natura è elemento di modifica. Il sapere insegnato subisce poi a sua volta ulteriori modifiche che sono assolutamente fuori dal controllo dell’insegnante. Il bambino in base alla realtà dell’apprendimento, e dunque all’acquisizione o meno delle preconoscenze necessarie, trasforma il sapere insegnato in un proprio ed individuale sapere appreso , che in molti casi è nascosto o non esplicitato dagli alunni e ricco di errori o lacune che l’insegnante competente e con esperienza deve essere in grado di cogliere e colmare. L’insegnante può cogliere gli errori o le lacune del sapere appreso dall’alunno sia attraverso le domande, ma anche osservando l’atteggiamento dei propri alunni, o anche le non-domande frenate da una paura di sbagliare per aver appreso qualcosa in maniera lacunosa o poco chiara. Il sapere appreso anche senza l’insegnante, attraverso una costruzione della conoscenza spontanea e autonoma e legata a contesti extrascolastici si può trasformare in un sapere competente. Un sapere può essere definito davvero sapere competente quando il bambino è in grado di introdurre il sapere appreso in contesti extrascolastici che nulla hanno a che vedere con la disciplina, ma che sono legati alla vita reale e quotidiana. [È in virtù della costituzione del sapere competente che il ministero chiede agli insegnanti di proporre compiti autentici e compiti di realtà; tuttavia, nella valutazione per competenze, non possiamo dire che i compiti di realtà siano sufficienti in quanto in ogni caso si attivano all’interno di un contesto scolastico legato nella maggior parte dei casi ad una pratica didattica tipica. Il compito autentico e il compito di realtà possono essere uno step, ma la vera strategia vincente per lavorare per competenze è quella di sganciarsi dalla pratica didattica tipica, così che il bambino non riconosca come contesto scolastico. Ad esempio, per l’argomento delle isometrie, si potrebbe organizzare una gita con le famiglie di sabato in giro per la città entrando in diverse chiese chiedendo ai bambini di indicare tutte le isometrie che trovano sparse nella città durante la gita e ad esempio fotografarle.]