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Immaginari religiosi - Religione, Appunti di Sociologia Della Religione

Immaginari religiosi - il concetto di Religione

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 23/02/2022

marta-drago
marta-drago 🇮🇹

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«Religione»
Il significato che diamo oggi al termine “religione” risente del fatto che ci troviamo in una società che ha
vissuto il fenomeno della secolarizzazione, quindi diverso diventa l’uso del termine religione dal passaggio
di essa come “tutta la nostra vita” ad “una sfera della nostra vita”. «I concetti non sono emanati dagli
oggetti di nostro interesse. Non scendono dal cielo né spuntano dal suolo per essere raccolti». ‘Religion’, in
Willi Braun and Russell T. McCutcheon (eds.), Guide to the Study of Religion. Dobbiamo ricordarci che i
concetti sono costruzioni che ci facciamo per comprendere meglio questi stessi fenomeni. Il modo in cui ci
costruiamo questi concetti, influenzeranno anche il nostro modo di vedere e comprendere questi
fenomeni. «I nomi sono prodotti di mondi sociali che cambiano nel tempo; nonostante quello che
pensiamo di solito, i nomi non sono necessariamente etichette neutre e obiettive che vengono poste sulle
cose». Russel T. McCutcheon, Studying religion Non possiamo non tenere conto che il nostro modo di
definire la religione risente fortemente della storia sociale e culturale del nostro paese, influenzata dalla
secolarizzazione. Uno studioso sostiene che «Quando parliamo di religione non dobbiamo solo considerare
che con questo termine si includono credenze e pratiche molto differenti tra loro e distanti da quello che
non indichiamo con tale parola. Ma il fatto stesso che pensiamo che esistano cose come le religioni, che
alcuni di noi usano persino la parola ‘religione’ per indicare quella che ci appare come una zona distinta nel
nostro mondo sociale", ciò può venire pensato come una «costruzione culturale che possiamo studiar
(Russel T. McCutcheon, Studying religion). Non ci troviamo quindi di fronte al solo problema di definire le
religioni con uno stesso termine, seppur molto differenti tra loro; aldilà di ciò, parliamo di una zona sociale,
della nostra vita distinta. Così anche la "religione" e il presupposto che il mondo sia nettamente diviso tra
sfere religiose e non religiose (cioè chiesa/stato), possono essere intesi come un prodotto dello sviluppo
storico e non un nudo fatto della vita sociale. - Per alcuni la religione è essenzialmente qualcosa di sociale,
che caratterizza o è caratterizzata da una società piuttosto che un’altra ed è funzionale a esprimere norme
basilari che tengono coesi gli uomini. - Per altri invece non si può prescindere dal suo essere costituito da
credenze e quindi va evidenziato il supporto conoscitivo o esistenziale che essa rappresenta per gli uomini.
Non possiamo dire chi abbia più ragione o meno. Poiché ad ognuno spetta una personale sistemi o
articolazione di una propria posizione, in base ai suoi interessi, alle sue sensibilità e ai suoi convincimenti.
Come già detto, le credenze religiose sono molto diverse dagli altri tipi di credenze, riguardano fatti che
spesso sono poco verificabili e inoltre sono molto influenzate dalle culture di ricevimento. Il modo in cui
parliamo della religione risente della nostra cultura, quindi il fatto che siano nate l’antropologia, la
sociologia, la filosofia e la psicologia delle religioni è un fatto storico e culturale che riguarda la nostra
cultura. Il termine religione ha un significato culturale relativo alla nostra cultura e quando lo applichiamo a
fenomeni che provengono da altre culture dobbiamo ricordare questa differenza. Questo ha creato un
dibattito enorme nell’ambito delle discipline che studiano la religione e c’è chi estremizza ritenendo che
non si possa più utilizzare la parola religione. Dobbiamo quindi ricordare che è una parola che utilizziamo in
base alla nostra cultura e in base a una nostra precomprensione del fenomeno e quindi dobbiamo ricordare
che “la mappa non è il territorio” (possiamo fare una cartina di una città, ma questa non è la città, ci serve
solo per comprenderla; così come il termine religione e le definizioni che usiamo per spiegare le religioni
sono delle mappe e non la cosa stessa), cioè utilizziamo questo termine per indicare fenomeni, ma senza
dimenticare che il termine ha un suo utilizzo, dobbiamo capire come utilizzarlo e non confondere il termine
e il concetto con la cosa che indica

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«Religione»

Il significato che diamo oggi al termine “religione” risente del fatto che ci troviamo in una società che ha vissuto il fenomeno della secolarizzazione, quindi diverso diventa l’uso del termine religione dal passaggio di essa come “tutta la nostra vita” ad “una sfera della nostra vita”. • «I concetti non sono emanati dagli oggetti di nostro interesse. Non scendono dal cielo né spuntano dal suolo per essere raccolti». ‘Religion’, in Willi Braun and Russell T. McCutcheon (eds.), Guide to the Study of Religion. Dobbiamo ricordarci che i concetti sono costruzioni che ci facciamo per comprendere meglio questi stessi fenomeni. Il modo in cui ci costruiamo questi concetti, influenzeranno anche il nostro modo di vedere e comprendere questi fenomeni. • «I nomi sono prodotti di mondi sociali che cambiano nel tempo; nonostante quello che pensiamo di solito, i nomi non sono necessariamente etichette neutre e obiettive che vengono poste sulle cose». Russel T. McCutcheon, Studying religion Non possiamo non tenere conto che il nostro modo di definire la religione risente fortemente della storia sociale e culturale del nostro paese, influenzata dalla secolarizzazione. Uno studioso sostiene che «Quando parliamo di religione non dobbiamo solo considerare che con questo termine si includono credenze e pratiche molto differenti tra loro e distanti da quello che non indichiamo con tale parola. Ma il fatto stesso che pensiamo che esistano cose come le religioni, che alcuni di noi usano persino la parola ‘religione’ per indicare quella che ci appare come una zona distinta nel nostro mondo sociale", ciò può venire pensato come una «costruzione culturale che possiamo studiare» (Russel T. McCutcheon, Studying religion). Non ci troviamo quindi di fronte al solo problema di definire le religioni con uno stesso termine, seppur molto differenti tra loro; aldilà di ciò, parliamo di una zona sociale, della nostra vita distinta. Così anche la "religione" e il presupposto che il mondo sia nettamente diviso tra sfere religiose e non religiose (cioè chiesa/stato), possono essere intesi come un prodotto dello sviluppo storico e non un nudo fatto della vita sociale. - Per alcuni la religione è essenzialmente qualcosa di sociale, che caratterizza o è caratterizzata da una società piuttosto che un’altra ed è funzionale a esprimere norme basilari che tengono coesi gli uomini. - Per altri invece non si può prescindere dal suo essere costituito da credenze e quindi va evidenziato il supporto conoscitivo o esistenziale che essa rappresenta per gli uomini. Non possiamo dire chi abbia più ragione o meno. Poiché ad ognuno spetta una personale sistemi o articolazione di una propria posizione, in base ai suoi interessi, alle sue sensibilità e ai suoi convincimenti. Come già detto, le credenze religiose sono molto diverse dagli altri tipi di credenze, riguardano fatti che spesso sono poco verificabili e inoltre sono molto influenzate dalle culture di ricevimento. Il modo in cui parliamo della religione risente della nostra cultura, quindi il fatto che siano nate l’antropologia, la sociologia, la filosofia e la psicologia delle religioni è un fatto storico e culturale che riguarda la nostra cultura. Il termine religione ha un significato culturale relativo alla nostra cultura e quando lo applichiamo a fenomeni che provengono da altre culture dobbiamo ricordare questa differenza. Questo ha creato un dibattito enorme nell’ambito delle discipline che studiano la religione e c’è chi estremizza ritenendo che non si possa più utilizzare la parola religione. Dobbiamo quindi ricordare che è una parola che utilizziamo in base alla nostra cultura e in base a una nostra precomprensione del fenomeno e quindi dobbiamo ricordare che “la mappa non è il territorio” (possiamo fare una cartina di una città, ma questa non è la città, ci serve solo per comprenderla; così come il termine religione e le definizioni che usiamo per spiegare le religioni sono delle mappe e non la cosa stessa), cioè utilizziamo questo termine per indicare fenomeni, ma senza dimenticare che il termine ha un suo utilizzo, dobbiamo capire come utilizzarlo e non confondere il termine e il concetto con la cosa che indica