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INDIA DI NEHRU, Tesine universitarie di Storia dell'Asia

MINI TESINA SULL'INDIA ALL'EPOCA DI NEHRU

Tipologia: Tesine universitarie

2015/2016

Caricato il 15/01/2016

clooodys
clooodys 🇮🇹

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L’India di Nehru: la politica di governo e il suo
ruolo in campo internazionale
Partendo da una breve analisi biografica della figura di Nehru e da un accenno
in linea di massima al contesto storico e socio-culturale dell'India agli inizi del
XX secolo, evidenziando i maggiori avvenimenti, intendo soffermarmi
successivamente sul personaggio politico di notevole spessore che ricoprirà
Nehru negli anni dell'India Indipendente e democratica, sopratutto a livello
internazionale e di politica estera.
Pandit Jawaharlal Nehru è nato ad Allahabad il 14 novembre del 1889, da una
famiglia della casta dei Brahmani ma fondamentalmente laica ed
occidentalizzata; era il figlio di Motilal Nehru, fervente sostenitore
dell’indipendenza indiana nonché presidente dell’Indian National Congress per
ben due volte, nel 1919 e nel 1920. Il giovane Nehru si formò culturalmente sia
in India che in Gran Bretagna, frequentò l'università di Harrow e la scuola
maschile di Cambridge, dove si laureò in legge. Fu fortemente influenzato dalle
correnti di pensiero presenti nel mondo anglosassone: liberalismo e laicità
innanzitutto che contribuirono in maniera decisa alla formazione da parte di
Nehru di idee di stampo socialista. Tornato in India inizialmente esercitò la
professione di avvocato, poi fu assorbito interamente dall'attività politica, quale
segretario, dal 1923, dell'Indian National Congress, dove rappresentò l'ala
sinistra, orientata in senso socialista. L’analisi del personaggio di Nehru non
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L’India di Nehru: la politica di governo e il suo

ruolo in campo internazionale

Partendo da una breve analisi biografica della figura di Nehru e da un accenno in linea di massima al contesto storico e socio-culturale dell'India agli inizi del XX secolo, evidenziando i maggiori avvenimenti, intendo soffermarmi successivamente sul personaggio politico di notevole spessore che ricoprirà Nehru negli anni dell'India Indipendente e democratica, sopratutto a livello internazionale e di politica estera. Pandit Jawaharlal Nehru è nato ad Allahabad il 14 novembre del 1889, da una famiglia della casta dei Brahmani ma fondamentalmente laica ed occidentalizzata; era il figlio di Motilal Nehru, fervente sostenitore dell’indipendenza indiana nonché presidente dell’Indian National Congress per ben due volte, nel 1919 e nel 1920. Il giovane Nehru si formò culturalmente sia in India che in Gran Bretagna, frequentò l'università di Harrow e la scuola maschile di Cambridge, dove si laureò in legge. Fu fortemente influenzato dalle correnti di pensiero presenti nel mondo anglosassone: liberalismo e laicità innanzitutto che contribuirono in maniera decisa alla formazione da parte di Nehru di idee di stampo socialista. Tornato in India inizialmente esercitò la professione di avvocato, poi fu assorbito interamente dall'attività politica, quale segretario, dal 1923, dell'Indian National Congress, dove rappresentò l'ala sinistra, orientata in senso socialista. L’analisi del personaggio di Nehru non

può prescindere da uno sguardo sull’India e sulla persona di Mahatma Gandhi, anche lui personaggio fondamentale per la storia dell'India ma non solo^1. Nehru, stretto collaboratore e stimatore di Gandhi, non condivideva tuttavia la matrice religiosa della sua dottrina, né l'impostazione socio-economica, considerandola troppo tradizionalista. La partecipazione alle campagne di disobbedienza civile promosse da Gandhi, gli costarono vari arresti e incarcerazioni da parte dell'autorità inglese, e in prigionia passò l'intero periodo della seconda guerra mondiale. Il primo arresto arrivò per Jawaharlal con la sua partecipazione al movimento di non-cooperazione del 1920-22. Nella primavera del 1919 a seguito della decisione dei colonialisti britannici di elaborare le Rowlatt Act^2 (dal giurista Rowlatt) si organizzò una campagna di protesta, guidata dal coraggioso Mahatma Gandhi, promulgatore del principio di non cooperazione con gli inglesi e della non-violenza. Di grande rilievo nell’opinione pubblica sarà il massacro di Amritsar del 13 aprile 1919, dove le guardie britanniche guidate dal generale Dyer aprirono il fuoco su centinaia di civili e ne ferirono circa migliaia. La critica nei confronti del Regno Unito si fece sempre più feroce. L’estensione del suffragio e il maggiore potere agli elementi indigeni nelle assemblee provinciali non accontentarono assolutamente Gandhi che diventerà uomo di spicco del Partito del Congresso Indiano. A partire da questo momento si creò all’interno del partito un’ala più radicale guidata da Nehru, fortemente desideroso e fautore dell’indipendenza e non coerentemente in linea con i principi del Mahatma. Con il trascorrere degli anni il problema dell’indipendenza diventò sempre più centrale all’interno del dibattito politico che riprese in maniera accesa, perché nei settori politici indiani non era ben chiaro se l’India fosse ora un dominion o frutto di un colonialismo temperato. Le successive elezioni portarono ad un avvicinamento al traguardo dell’indipendenza ma anche ad uno scontro tra indù e musulmani. Questi ultimi guidati dalla forte figura di Jinnah, temevano per la forte avanzata del partito nazionalista induista. Cominciarono a crearsi così quei dissapori che porteranno al momento dell’indipendenza a fortissimi scontri etnici. 1 Gandhi lasciò il Sudafrica nel 1915 dove si era recato per difendere una causa legale di una compagnia commerciale indiana. Fu proprio in questo episodio della vita del Mahatma, caratterizzato dal contatto diretto con un contesto di discriminazione estrema, che si accrescerà in lui una maggiore coscienza politica e militante. 2 Con Rowlatt Act si intende quella serie di proposte legislative elaborate dal giurista omonimo inglese. Secondo tali proposte l'India avrebbe dovuto essere tenuta sotto il regime speciale nel quale si era ritrovata durante il primo conflitto mondiale: alcune norme limitative alla libertà degli indiani sarebbero divenute stabili. Fu in questo momento che Gandhi aprì gli occhi sulla realtà dell'impero britannico in India e iniziò così la sua lotta caratterizzata dalla non-violenza verso l'indipendenza indiana.

maggioranza: l'odierno Pakistan e Bangladesh. Il 15 agosto 1947 si venne a creare il Pakistan musulmano e l’India induista e lo spostamento di persone da uno stato all’altro coincise con un vero e proprio esodo di circa sedici milioni di profughi. Le conseguenze disastrose umane e politiche dell'attuazione della spartizione furono immense. Il conflitto tra le due etnie sarà una delle cause che porterà il regno britannico ad avanzare nelle trattative per l’indipendenza indiana: il 20 febbraio del 1947 venne promulgato l’Indian Indipendence Act e sempre nel 1947 Nehru divenne primo ministro e ministro degli Esteri, cercando di garantire al nuovo Stato la necessaria stabilità politica e di porlo sulla strada del progresso e della modernizzazione. Erede spirituale di Gandhi, ma guidato da una concezione più moderna e razionale dello Stato, Nehru evitò di far propri quegli aspetti del pensiero di Gandhi riguardo al rifiuto della moderna civiltà industriale, cercando invece di trovare una collocazione socialista ai numerosi e complessi problemi dell'India. Nehru cercò dunque di avviare quel processo di rinnovamento politico e sociale del paese. Dovette sin da subito affrontare problemi di ampia portata. La strada verso la democratizzazione non risultava facile poiché anzitutto vi era la necessità di superare le contraddizioni sorte dal colonialismo inglese. Un problema ulteriore dello Stato indiano non di poco conto era la presenza del sistema castale con la divisione gerarchica della comunità indù, problema accentuato e distorto dall'Impero britannico. Nehru, da sempre critico nei confronti del sistema castale, si impegnò per la promozione e il raggiungimento dell'uguaglianza e l'abolizione di questo sistema considerato da lui come il peggior male dell'India. Una delle maggiori responsabilità dello Stato Indiano era creare le condizioni migliori per eliminare lo spirito di rassegnazione all'ineguaglianza da parte di quanti vivevano in condizioni di estrema povertà. La sistemazione dei vecchi stati principeschi, alcuni soppressi e poi integrati nell’Unione indiana risultò un altro compito non semplice per Nehru. L’utilizzo della violenza non fu cosa rara, due esempi su tutti ne sono una limpida testimonianza: l’annessione nel 1948 dello stato dell’Hyderabad, che stava sotto un governo islamico ma con una popolazione a maggioranza indù, costò gravi perdite. L’altro episodio di violenza che caratterizzò il primo periodo del governo di Nehru fu la rivendicazione nei confronti del Pakistan della regione del Kashmir, regione di confine tra il Pakistan e l’India. Il 26 gennaio 1950 ci fu l’approvazione della nuova Costituzione. Con 395 articoli, essa divenne la più lunga del mondo e riprese (integralmente o con modifiche minime) 250 articoli presenti nel Governement of India Act del 1935. Fu così che l’India divenne una Repubblica federale con l'unione di stati basati su un sistema politico democratico e laico. La caratteristica fondamentale del sistema era data dall’introduzione del suffragio universale (maschile e femminile) per tutti i cittadini. La costituzione indiana fissava con chiarezza una serie di diritti fondamentali che, insieme all’introduzione del suffragio

universale, rappresentavano l’aspetto più progressista dell'intera costituzione. Essi garantivano la libertà religiosa, la libertà d’espressione, la libertà di riunione, la libertà d’associazione, la libertà di spostamento e, soprattutto, l’uguaglianza dei singoli cittadini di fronte alla legge. Inoltre la costituzione proibiva ogni discriminazione in base alla religione, alla razza, alla casta, al sesso, al luogo di nascita e l'art. 17 inoltre aboliva l’intoccabilità e ogni discriminazione ad essa connessa. Nehru, enunciò fin da subito in maniera sempre più esplicita l’obiettivo di creare una società basata su un modello “socialistico”; si propose come punto di riferimento del così detto Socialismo indiano, che pur avendo un’evidente minore rigidità rispetto ad altre forme di socialismo applicato in altri stati sosteneva un’intensa industrializzazione con un forte controllo da parte dello stato pur mantenendo stretti rapporti commerciali con l’estero. In campo economico, attraverso l'avvio della riforma agraria, con un'opportuna pianificazione, cercò di impostare un sistema di tipo “misto”, ispirato ai modelli democratici europei, con l'adozione di tre piani quinquennali (1951/1966), incentrati sull'esigenza di industrializzare il paese^5 ; in campo sociale cercò di indirizzare la società in senso moderno, grazie all'abolizione delle discriminazioni castali, sancita come accennato cui sopra dall'art.17 della Costituzione; sul piano internazionale svolse un'importante attività nella formazione del movimento dei paesi non allineati, mentre nei confronti della Cina adottò una politica basata sui principi della coesistenza pacifica, che tuttavia fallì nel 1962 e diede una violenta scossa al principio del non-allineamento in seguito alla crisi scoppiata fra i due paesi per la definizione della frontiera tibetana e il ricorso all'aiuto degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica. E' proprio su quest'ultimo aspetto del governo Nehruviano che intendo soffermarmi. L'azione di Nehru sula scena internazionale. Vediamone ora i punti salienti. La politica estera formulata dall’India dopo l’indipendenza dal dominio coloniale britannico fu in larga misura influenzata dagli ideali della lotta di liberazione e dalla filosofia gandhiana (swaraj - auto-governo, ahimsa – non-violenza e panchsheel - cinque principi di uguaglianza sovrana, integrità territoriale, non allineamento con i blocchi contrapposti durante il periodo della Guerra fredda, non ingerenza negli affari interni di altri stati, e coesistenza /cooperazione 5 Il rafforzamento dell’industrializzazione controllata dallo stato, come sostenuto dagli economisti del tempo, trascurò l’agricoltura, che rimase in condizioni arcaiche e rurali. La serie di piani quinquennali fu contagiata dai concetti Keynesiani non vincolanti con il modello socialista; venne istituito il Permit Raj, una commissione per la pianificazione economica e industriale, le industrie vennero divise in diverse categorie: quelle sotto il monopolio dello stato come l’energia atomica, gli armamenti e le ferrovie e le industrie libere ma dove lo stato aveva il diritto esclusivo agli investimenti, e altre industrie che lo stato, in pieno slancio liberistico, poteva regolare in accordo con industrie straniere. (da India di Antonio Cobalti, Università degli studi di Trento)

importante: “E’ molto semplice rimanere neutrali in guerra ma se arriverà il tempo di fare una scelta, sosterremo la parte che potrà giovare ai nostri interessi nazionali,” ha detto Nehru in passato^6. Successivamente, il principio del non allineamento, tuttavia, non impedì a Nehru, nel 1962, di richiedere aiuti militari agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna durante la breve guerra di confine sino-indiana per la sicurezza nazionale, né di siglare il Trattato di pace, amicizia e cooperazione indo-sovietico, che assicurò il trasferimento di un’enorme quantità di armi russe a sostegno dell’intervento militare indiano nel Pakistan orientale (poi Bangladesh). Infine, nel corso della Guerra fredda, l’orientamento “socialista” di Nehru portò l’India ad avvicinarsi notevolmente all’Unione Sovietica. Altro fatto importante da approfondire fu la guerra lampo con la Cina scatenatasi nell’ottobre del 1962 a causa di rivendicazioni territoriali sull'Himalaya e conclusasi con una grande vittoria cinese. Si trattava di territori confinanti che erano stati stabiliti all'epoca del dominio britannico, per giunta l'India cercò sin da subito di stabilire buone relazioni con la Cina per evitare dissapori, incoraggiando la sua adesione al Movimento dei paesi non-allineati ed invitandola alla Conferenza di Bandung nel 1955. La Cina però risultava totalmente lontana dal riconoscere i confini imposti dalla Gran Bretagna e i primi scontri si ebbero in realtà già dal 1951 con morti, feriti e prigionieri da ambo le parti, nonostante il riconoscimento da parte dell'India dell'annessione cinese del Tibet nel 1954. Nello stesso anno Nehru dichiarò che la Linea Johnson a nord-ovest non era negoziabile e che il confine con la Cina era dato a nord-est dalla Linea McMahon^7 : il confine dunque includeva l'altopiano dell'AksaiChin. Da questo momento in poi Cina e India stipularono l'accordo dei “Cinque punti della coesistenza pacifica” (principio del mutuo rispetto dell'integrità e della sovranità territoriale, principio di non aggressione, principio di non interferenza, principio di uguaglianza, principio della coesistenza in pace) ma nel frattempo gli stessi cinesi iniziarono a costruire una sorta di strada strategica di collegamento dal Tibet meridionale alla provincia orientale del Xinjiang, strada che violava il confine della Linea Johnson in alcuni tratti. La situazione si aggravò dopo la scoperta dei piani strategici cinesi da parte di Nehru nel 1957 e in occasione della rivolta in Tibet nel 1959. Nel biennio 1960-1961 infatti gli scontri armati tra Cina e India si intensificarono e qui di contro al principio del movimento dei non allineati, Nehru chiese e ottenne sia l'appoggio Statunitense (proprio nel momento in cui 6 Da vedere su cese-m.eu/cesem/ Pensiero strategico dell'india e modello di comportamento internazionale, China International Studies. 7 Linee di confine a nord tra India e Cina. La Linea di confine Mcmahon prende il nome da Sir Henry McMahon, ministro degli Esteri del periodo britannico del governo indiano e il negoziatore capo della convenzione a Simla per stabilire i confini con la Cina.

la Cina arrivò ad un punto di rottura con l'URSS) sia l'appoggio dell'Unione Sovietica in questioni successive. I cinesi proposero un accordo agli indiani in base al quale avrebbero lasciato i territori nordorientali all'India in cambio dell'Aksai Chin, ma l'India rifiutò. Per i cinesi, il controllo dell'Aksai Chin, e della strada che lo attraversa, era di vitale importanza al fine del mantenimento del controllo del Tibet, e lo divenne ancor più dal 1965 quando il Tibet perse anche le ultime speranze d'indipendenza divenendo un territorio autonomo cinese. Del tutto trascurabile era, invece, l'importanza del confine nord-orientale, infatti, l'accordo siglato con la Birmania nel 1960, riconobbe la Linea McMahon come confine tra i due stati. Per la linea di confine nord-occidentale, invece, la Cina intraprese una vera e propria guerra, seppur breve, con l'India nel 1962 e siglò a Pechino un trattato nel 1963 col Pakistan, secondo il quale la Cina veniva autorizzata dal Pakistan ad annettersi alcune aree di territorio vicino alla valle del fiume Hunza. L'India, nonostante il sostegno logistico statunitense, risultò sconfitta sul campo e si vide privata di un'ampia porzione di territorio himalaiano. La Cina diede una notevole lezione politica e militare all'India di Nehru, dimostrando in un solo mese non solo l'enorme divario tra i due eserciti nazionali, ma soprattutto l'audacia ed aggressività della sua politica estera, permettendosi il lusso di dichiarare un cessate il fuoco unilaterale per non infierire oltre sulle truppe indiane mandate al macello ad alta quota dal governo di Delhi. Nehru morì due anni dopo la guerra sino-indiana, nel 1964, lasciando la sua eredità alla figlia Indira Gandhi che prenderà le redini del gigante asiatico fino al 1984. A Nehru si deve lo slancio e la svolta decisiva e fondamentale verso la modernizzazione e la risoluzione di quei problemi che per tutto il dominio britannico non trovarono soluzione. Tuttavia ancora lunga risulta la strada della piena stabilità economica e politica del paese, anche se ad oggi l'India risulta essere una grande potenza. Il capitalismo continua ad essere fortemente condizionato dalle eredità di un sistema imprenditoriale protetto dallo stato, anche se lentamente si sta adattando alle regole imposte dalla globalizzazione come per la Cina e il Giappone. La concorrenza straniera è stata un forte stimolo per la crescita indiana; in un decennio è infatti raddoppiato il commercio con l’estero anche se rispetto alla Cina, l’India rimane molto meno integrata nel commercio mondiale. La nuova economia indiana è in forte crescita, attualmente infatti l’India viene annoverata tra le grandi potenze per la sua capacità produttiva e tecnologica, soprattutto in campi come il settore nucleare e aerospaziale, l’industria farmaceutica e soprattutto il settore informatico. Particolarmente alto è il livello di istruzione nel settore scientifico, basata su valori meritocratici che superano le disuguaglianze di caste. Oggi l’India è uno dei Paesi più avanzati del Terzo Mondo, ma continua a rimanere al