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Infermieristica Pediatrica: Famiglia, Bambino e Malattia, Appunti di Infermieristica

appunti infermieristica pediatrica

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/10/2023

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INFERMIERISTICA IN AREA MATERNO INFANTILE
IL BAMBINO
Quando abbiamo a che fare con il bambino, abbiamo a che fare anche con tutta la famiglia.
Da tenere a mente per tutte le ripercussioni fisiche e mentali che può avere.
Il bambino:
- Respirazione nasale obbligata specialmente nella fase più precoce della propria
vita, crescendo impara a respirare anche con la bocca.
- Lingua larga rispetto alla cavità orale
- Epiglottide voluminosa
- Alveoli polmonari più piccoli e meno numerosi rispetto agli adulti per questo va
facilmente incontro a difficoltà respiratorie
- Aumentata resistenza delle vie aeree
- Maggior rapporto superficie corporea/peso questo spiega perché va spesso
incontro a disidratazione
- Occipite (parte posteriore della testa) prominente questo ha implicazioni nella
gestione delle vie aeree nell’emergenza
Fasce d’età:
- Neonato dalla nascita al 28° giorno di vita
- Lattante da 1 a 12 mesi di vita
- Bambino da 1 anno alla pubertà (femmine inizio ingrossamento capezzolo,
maschi comparsa peli ascellari)
- Adolescenza dalla pubertà alla fine dello sviluppo
Parametri vitali:
FC
VEGLIA
FC
SONNO
FR
PA
SISTOLICA
PA
DIASTOLICA
SAT O2
Neonato
100-180
80-160
40-60
60-90
20-60
96-100
Lattante (6
mesi)
100-160
75-160
30-60
87-105
53-66
96-100
1a infanzia
(2 anni)
80-110
60-90
24-40
95-105
53-66
96-100
Età
prescolare
(5 anni)
70-110
60-90
22-34
96-110
55-69
96-100
Età scolare
(7 anni)
65-110
60-90
18-30
97-112
57-71
96-100
Adolescenz
a (15 anni)
60-90
50-90
12-16
110-128
66-80
96-100
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INFERMIERISTICA IN AREA MATERNO INFANTILE

IL BAMBINO

Quando abbiamo a che fare con il bambino, abbiamo a che fare anche con tutta la famiglia. Da tenere a mente per tutte le ripercussioni fisiche e mentali che può avere. Il bambino:

  • Respirazione nasale obbligata → specialmente nella fase più precoce della propria vita, crescendo impara a respirare anche con la bocca.
  • Lingua larga → rispetto alla cavità orale
  • Epiglottide voluminosa
  • Alveoli polmonari più piccoli e meno numerosi rispetto agli adulti → per questo va facilmente incontro a difficoltà respiratorie
  • Aumentata resistenza delle vie aeree
  • Maggior rapporto superficie corporea/peso → questo spiega perché va spesso incontro a disidratazione
  • Occipite (parte posteriore della testa) prominente → questo ha implicazioni nella gestione delle vie aeree nell’emergenza Fasce d’età:
  • Neonato → dalla nascita al 28° giorno di vita
  • Lattante → da 1 a 12 mesi di vita
  • Bambino → da 1 anno alla pubertà (femmine inizio ingrossamento capezzolo, maschi comparsa peli ascellari)
  • Adolescenza → dalla pubertà alla fine dello sviluppo Parametri vitali: FC VEGLIA

FC

SONNO

FR PA

SISTOLICA

PA

DIASTOLICA

SAT O

Neonato 100-180 80-160 40-60 60-90 20-60 96- Lattante ( mesi)

1a infanzia (2 anni)

Età prescolare (5 anni)

Età scolare (7 anni)

Adolescenz a (15 anni)

EMERGENZA IN PEDIATRIA

Le urgenze sono rara (<1%) ma la loro possibile rapida evoluzione richiede diagnosi e trattamento tempestivi. Di questo 1% abbiamo (in pz di 5 anni):

  • Traumi 34%
  • Problemi respiratori 25%
  • Problemi neurologici 18%
  • Problemi cardiologici e shock 7%
  • Problemi ematologici oncologici 5%
  • Stati febbrili 4%
  • Miscellanea 4%
  • Intossicazioni 2%
  • Problemi psichiatrici 1% Questa immagine organizzata secondo le fasce d’età dei soggetti che si presentano con codice rosso assume un aspetto diverso:
  • La parte traumatologica → è limitata nel soggetto inferiore all’anno di età, aumenta progressivamente con il crescere dell’età fino ad occupare il 60% di tutti i codici rossi che accedono al PS.
  • Problema respiratorio → andamento inverso rispetto a quello traumatologico. Rappresenta il 50% degli accessi in codice rosso in soggetti con meno di 1 anno e progressivamente cala fino a rappresentare il 5% nell’età adolescenziale.
  • Problemi neurologici → stabile nelle varie fasce di età con picco tra 1 e 5 anni nella quale riscontriamo le convulsioni febbrili IL TRIAGE Triage = classificazione del soggetto in base alla priorità d'accesso che esso deve avere Obiettivo → individuare rapidamente i codici rossi e attribuire un codice di priorità d’accesso Fasi:
  • Valutazione sulla porta (first look) → a prima vista ci sono degli elementi che un soggetto preparato (infermiere specializzato) può individuare subito
  • Individuazione del problema principale e dei dati clinici significativi
  • Attribuzione del codice di priorità
  • Messa in atto dei primi interventi eventuale rivalutazione Codici:
  • 1 Emergenza → tutti quei casi in cui vi sia l’interruzione o la compromissione di una o più funzioni vitali
  • 2 Urgenze → quando viene constatato un rischio di compromissione delle funzioni vitali, ma la condizione del paziente è stabile pur se con rischio evolutivo o dolore severo
  • 3 Urgenze differibili → pazienti stabili ma che hanno bisogno di prestazioni complesse
  • 4 Urgenza minore → paziente necessita di prestazioni diagnostico-terapeutiche semplici mono-specialistiche
  • 5 “Non Urgenze” → corrispondono ai codici bianchi Non è ancora in atto, ma dovrebbe entrare in vigore in questo o nel prossimo anno.
  • il focus non è solo sul bambino ma su tutto il nucleo familiare (si cerca di andare in contro alle esigenze della famiglia)
  • si punta sull’empowerment (sui punti di forza della famiglia)
  • creare una parental-professional partnership → collaborazione tra genitori e professionisti, avere gli stessi obiettivi. Dare supporto ai genitori perché essi si mostrino ai bambini ottimisti, fiduciosi (non spaventati) perché il bambino di riflesso sarà più calmo.
  • cura atraumatica → obiettivo di non creare danno, cura che non faccia paura al bambino. Il bambino non deve sentirsi strappato al contesto familiare, non deve sentirsi accerchiato da persone che vogliono fargli male, ecc.. CHE COS’E UNA FAMIGLIA? Famiglia → Istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico sia su quello culturale. E’ necessario che ci sia una continuità nella società stessa, essa trasmette sia la genetica che la cultura. Ce ne sono di varie forme:
  • Famiglia nucleare → costituita dall’unione duratura e socialmente riconosciuta di un uomo con una donna e dalla loro prole
  • Household → tutti quelli che abitano sotto lo stesso tetto possono essere considerati famiglia
  • Nucleo familiare → persone con gli stessi obiettivi La struttura familiare può essere:
  • nucleare → mamma, papà e figli
  • monoparentali → un solo genitore con figlio (dovuto spesso alla separazione)
  • miste → ci sono due culture/origini diverse che si intersecano (nero, bianco)
  • allungate → dette intergenerazionali, dove gli adulti che gestiscono la prole sono più numerosi (nonni, zii)
  • comunitarie → composte da persone che condividono lo stesso tetto. Es. studenti che condividono lo stesso appartamento
  • omogenitoriali → genitori dello stesso sesso
  • altre tipologie → es. famiglie di pendolari dove un genitore rientra solo nel weekend Le funzioni della famiglia:
  • Funzione di protezione → sia fisica che sanitaria
  • Funzione economica
  • Funzione emotiva, affettiva, sessuale e riproduttiva
  • Funzione di sostegno nelle avversità
  • Educazione
  • Socializzazione → media la socializzazione, funzione di filtro in cui il bambino dovrebbe riconoscere ciò che è bene e ciò che è male
  • Funzione di sviluppo dell’orientamento e dell’identità sessuale Abbiamo famiglie:
  • funzionali → in cui i genitori vanno d’accordo, nessuno ha dominanza sull’altro e si creano così le migliori condizioni per far crescere la prole in modo corretto
  • disfunzionali → i genitori non vanno d’accordo, uno predomina sull’altro ecc. di conseguenza il bambino potrebbe crescere con delle concezioni sbagliate GENITORIALITÀ → relazione dei figli con i genitori. Quanto il genitore si senta padre/madre del bambino e senta di avere la responsabilità di quel soggetto nella fase evolutiva. Questa figura solitamente entra in crisi nel momento del ricovero e della permanenza in ospedale Altre considerazioni sulle famiglie devono essere fatte:
  • su base sociale → famiglie sole, non conoscono nessuno (es. trasferimenti per lavoro) e non hanno quindi una rete sociale su cui basarsi/fare affidamento
  • su base socio-culturale → culture diverse hanno modi diversi di interpretare/vivere le cose, hanno diverse prospettive, diversi “sogni” sulla propria realizzazione e sulla crescita dei figli
  • in base allo sviluppo → famiglia è sempre in un continuo riadattamento. (es. inizialmente genitori lasciano gli hobby per stare dietro al bambino, crescendo diventa più autonomo ecc). Famiglia entità che deve rimanere salda ma che deve continuamente mettersi in gioco in base al grado di sviluppo dei vari soggetti Fattori che influenzano una famiglia:
  • risorse economiche
  • stile di vita
  • precedenti esperienze di vita
  • coping e tolleranza allo stress
  • isolamento sociale
  • tensione di ruolo
  • separazione e divorzio
  • problemi emozionali
  • abuso e violenza
  • abuso di sostanze L’AMBIENTE PEDIATRICO E IL RICOVERO L’ambiente ospedaliero → viene vissuto dal bambino come un ambiente estraneo in cui non riesce ad adattarsi, si sente strappato dalla propria normalità. Nel 1970 Anna Freud dimostrò che l’ambiente ospedaliero provocava danni ai bambini per come era organizzato. Ha elaborato 3 passaggi con il quale il bambino reagisce all’essere strappato dall’ambiente domestico ed essere ricoverato:
  • Protesta → bambino ha paura di perdere la propria autonomia, la mamma e la famiglia. Il bambino va in ansia e inizia a rifiutare le cure
  • Disperazione → il bambino perde la speranza di ritornare alla vita normale. Diventa apatico e malinconico
  • Negazione → non si riconosce più in se stesso, il problema di salute è esterno a se stesso

ATTENZIONE.

L’operatore sanitario deve essere consapevole della responsabilità, anche sul piano penale, circa i pericoli in cui il bambino può incorrere. Es. tappi per CVP può metterlo in bocca, siringhe in giro, pompe siringhe possono essere toccate dal bambino e cambiare velocità di infusione ecc. Se pur ci sia il genitore dobbiamo dare delle cure sicure. LA FEBBRE Segno estremamente generico, non ha nessun valore clinico da solo ma deve essere sempre correlato a qualche altro problema. La febbre spaventa molto i genitori. Febbre = aumento della temperatura corporea Può essere causata da: MECCANISMI DI PRODUZIONE DI CALORE

MECCANISMI DI PERDITA DI

CALORE

FATTORI ENDOGENI

(=interni al corpo) Vasocostrizione (mani/piedi freddi quasi cianotici) Brividi (termogenesi muscolare riflessa che producono calore) Aumentata secrezione di tiroxina Stimolazione del sistema simpatico (problemi neurologici) Aumento dell’appetito Vasodilatazione Evaporazione (sudorazione) Irraggiamento Conduzione Convezione FATTORI ESOGENI (=esterni al corpo) Aumento dell’abbigliamento Esposizione al sole Spostamento in ambiente caldo Aumento dell’attività fisica Riduzione dell’abbigliamento Spostamento in ambiente fresco Limitazione dell’attività fisica La febbre non è una malattia ma segno di una malattia. Si può sapere di che malattia si tratta solo se correliamo la febbre ad altri sintomi Le cause possono essere:

  • Infettive → batteri, funghi, virus
  • Colpi di calore
  • Problemi neurologici → ipertermia maligna, alterazione della termoregolazione determinata da problemi centrali del cervello
  • Problemi oncologici → sia iniziale sia durante il corso del trattamento come effetto collaterale o come sovrainfezione
  • Terapie farmacologiche
  • Inalazioni → di corpo estraneo nelle vie aeree che ha causato una polmonite ab-ingestis

La febbre è emergenza? No → nei soggetti sani e vaccinati, dobbiamo prima capire qual è la causa scatenante Si → nei neonati (sotto i 28 gg di vita), nei lattanti (sotto i 3 mesi), nei bambini non vaccinati (primo vaccino normalmente si fa al 3° mese), nei soggetti oncologici, nei soggetti immunodepressi Rischi correlati alla febbre → disidratazione Dove si misura la febbre?

  • Ascellare → la più indicata. Misurazione della temperatura esterna
  • Timpanico → può essere molto influenzata dalla sudorazione e dal modo di porre il termometro.
  • Rettale → misurazione della temperatura interna (dobbiamo togliere mezzo °C)
  • Buccale → misurazione della temperatura interna Strumenti di misurazione:
  • Termometro standard → di vetro (rimane il più affidabile)
  • Termometro laser
  • Termometro timpanico
  • Termometro elettronico
  • Termometro a forma di ciuccio → il bimbo lo mette in bocca Trattamento:
  • Non farmacologico → spugnature, spogliare il bambino. NON consigliato
  • Farmacologico → paracetamolo, ibuprofene. Solo nel caso in cui il bambino è infastidito dalla febbre Forma farmaceutica → quella che permette di dosare il farmaco in modo più preciso in base al peso del bambino. I farmaci necessitano circa un’ora per fare effetto La febbre e le convulsioni febbrili: Convulsioni = movimenti generalizzati del corpo/ crisi di assenza (bambino non contattabile/non cosciente) dovute alla febbre. Diversi dai tremori, in questo caso il bambino è cosciente.
  • Cause → innalzamento veloce della temperatura corporea
  • Trattamento → nessuno se durano meno di 5 minuti
  • Attenzione → sono da considerarsi benigne sotto i 6 anni (se sopra i 6 anni → indagare per patologia neurologica) La febbre e la disidratazione: Aumento della temperatura → aumento del metabolismo → aumento dei meccanismi di dissipazione del calore (evaporazione, convenzione, conduzione) Valutare il grado di disidratazione Intervento → reintegrare i liquidi
  • temperatura frigorifero → +2°C - +4°C Per calcolare correttamente la dose di farmaco da somministrare al bambino → proporzioni A:B = C:D (mg:ml = mg:ml) La prima parte (A:B) → riguarda il farmaco in scatola La seconda parte (C:D) → riguarda il dosaggio di farmaco da somministrare Es. il bambino pesa 21 kg. Il dosaggio è 50 mg/Kg/die. Il farmaco viene somministrato 3 volte die. Farmaco = amoxicillina 250 mg/5 ml 21x 50 = 1050 mg al giorno 1050 / 3 = 350 mg a dose 250: 5 = 350 : x → x = 7 Diluizione farmaci Diluire = diminuire la concentrazione di una soluzione. si diluisce una soluzione aggiungendo una opportuna quantità di solvente Attenzione
  • al diluente → non tutti i farmaci sono diluibili con la SF
  • alla prescrizione:
  • “portato a…” → volume totale è quello indicato (es. 0,2 ml di fentanile portati a 1 ml con distillata = aggiungere 0,8 ml di distillata)
  • “diluito con…” → il volume totale è dato dalla somma di solvente e soluto (es. 0,2 ml di fentanile diluiti con 1 ml di distillata = ottengo un volume totale di 1, ml distillata + fentanile)
  • “diluito 1:1…” → aggiungere alla soluzione un uguale quantitativo di solvente (es. 2 ml di sodio bicarbonato diluito 1:1 con distillata = aggiungere al farmaco 2 ml di distillata, ottenendo 4 ml di soluzione) GESTIONE DELLA TERAPIA FARMACOLOGICA IN PEDIATRIA Il dosaggio dei farmaci in pediatria non è standard, ma si può basare su:
  • peso corporeo espresso in kg (mg/Kg/dose)
  • superficie corporea (mg/m²/dose) → esiste un monogramma. Si mette l’h (in cm) del bambino sulla 1° colonna e collegandola con la 3° colonna dove è espresso il peso del bambino (in Kg), si ottiene la superficie in m² del bambino sulla 2° colonna. Farmacocinetica → trasformazioni che il farmaco da nei processi dell’organismo
  • Assorbimento → mucosa gastrointestinale, vari meccanismi
  • Distribuzione → quota libera, caratteristiche del farmaco
  • Metabolismo → reazioni di sintesi, reazioni di non sintesi
  • Eliminazione → via renale, escrezione biliare Farmacocinetica molto diversa:
  • Nel feto → placenta fa da filtro regolatore (alcuni passano, altri no). Feto inizia ad avere un proprio metabolismo farmacologico fin dall’ottava settimana di gestazione.
  • Nel neonato → assorbimento particolare (via di somministrazione da preferire ev, im), metabolismo accelerato quindi dosi di farmaco più elevate, eliminazione ridotta causata da un immaturità dei reni e del fegato. Attenzione all’interazione tra farmaci I farmaci hanno diverse dosi:
  • a dose fissa → antibiotici, ad ogni somministrazione si da la dose fissa prevista per quel peso
  • a dose variabile → ad ogni somministrazione si andrà a misurare “qualcosa” che determina il dosaggio per quella specifica somministrazione (es. insulina si misura glicemia e in base a quella somministrazione adeguata)
  • dose massima tollerabile → per dare il massimo dell’effetto si porta il dosaggio del farmaco più alto possibile, es. chemioterapici
  • dose minima tollerata → al più basso dosaggio possibile, es. cortisonici inalatori per soggetti asmatici Reazione e conseguenze dei farmaci:
  • Reazioni tossiche prevedibili
  • Iperdosaggio
  • Effetti collaterali
  • Effetti secondari
  • Fenomeni di induzioni o inibizione enzimatica
  • Reazioni tossiche non prevedibili
  • Idiosincrasia o intolleranza
  • Reazioni allergiche
  • Altre reazioni tossiche su rene, fegato e altri organi Farmaco teratogeno e tipo di danno/organo colpito:
  • Alcol → Sindrome feto-alcolica (alterazioni dello sviluppo intrauteriono, deficit psichico, malformazioni cardiache, oculari)
  • Antiblastici → Aborto, alterazioni dello sviluppo fetale, lesioni agli arti, sterilità
  • Streptomicina → Alterazioni della coclea e del vestibolo, sordità
  • Tetraciclina → Alterazioni scheletriche
  • Sulfamidici → Ittero nucleare
  • Antimalarici → Alterazioni all’occhio e all’orecchio
  • Ormoni sessuali e anticoncezionali→ Malformazioni genitali
  • Corticosteroidi → Alterazioni del palato
  • Antitiroidei → Gozzo
  • Allucinoidi → Alterazioni del sistema nervoso centrale
  • Antiepilettici → Alterazioni del palato e degli arti, anomalie cromosomiche Regola delle 7G o 10G:
  • Giusto farmaco
  • Giusto assistito

Lezione 3 Quando un bambino si ammala bisogna considerare:

  • che significato attribuisce al dolore
  • come interpreta ciò che sta vivendo in base al proprio momento evolutivo Malattia = discontinuità per il bambino Vissuto di malattia:
  • discontinuità→ modificazione della normalità rispetto,agli ambienti,al proprio corpo,ai comportamentali e agli affetti
  • reazioni al dolore e alla malattia
  • reazioni emotive all’ospedalizzazione
  • reazioni comportamentali
  • Nella prima infanzia: tutto è pianto → ruolo fondamentale la mamma e la famiglia in generale che fa da mediatore in questo processo di malattia. Il bambino non capisce ciò che gli accade. Il bambino può regredire nei comportamenti.
  • Nella seconda infanzia → molto è dovuto alle esperienze passate che sono fondamentali e se il bambino ha avuto buone esperienze allora riuscirà a trarne vantaggio e affrontare meglio il percorso di malattia (solitamente è meglio essere incoscenti di ciò che ti aspetta). In questa fase il bambino non è molto consapevole ma sa che è una cosa a cui non può sottrarsi.
  • Adolescente → riesce a vivere in modo coerente la malattia e quello che gli aspetta.Comprende tutto ed è fondamentale la fiducia nella famiglia e nel personale medico. La famiglia in tutti i processi è fondamentali ( si dice che quando un bambino/ragazzo è malato lo diventa tutto il nucleo familiare) è importante tenere conto di:
  • situazione familiare generale (buona, adeguata,scarsa)
  • separazione dei genitori
  • figlio unico o no
  • interculturalità/credenze → diversi modi di approccio alla malattia
  • contesto sociale che circonda la famiglia (ha già avuto esperienze passate o no) Inizialmente:
  • incredulità della diagnosi
  • accettazione della realtà → solitamente vanno in panico quando non c’è una causa specifica → si chiedono “perché proprio a mio figlio?” → iniziano a sentirsi colpevoli
  • Reazione finale: aggressiva o passiva Risposta/reazione del bambino:
  • negazione
  • regressione → ritorno nello stadio di vita in cui si stava bene
  • proiezione → trasferire la colpa negli altri
  • identificazione dell’aggressore → ci si fa amico l’aggressore perche si sa di non poterlo sconfiggere
  • sublimazione → trasformare gli impulsi contro l’ambiente per trovare nuove realtà e quindi trovare nuove cose su cui impegnarsi
  • compensatoria → sviluppare certe capacità perchè altre non sono possibili poiché c’è la malattia. Esempio: se io non sono bravo a giocare a calcio, allora diventerò bravissimo a pallavolo.
  • isolamento→ allontanamento dalla società perché il corpo non lo sento mio e mi vergogno. Malattia cronica nel bambino
  • gravità e complicanze
  • effetti fisici ( alopecia, grave ritardo puberale, necessità di molti aiuti nel vestirsi o comunque ha molte limitazioni)
  • effetti sui rapporti con coetanei/famiglia → il bambino sente la diversità nello sviluppo del corpo e se ne vergogna, è fondamentale la comunicazione e dare conforto, rassicurazione, incoraggiamento ad esprimere i propri dubbi (importante la comunicazione non verbale, ci deve essere coerenza altrimenti lui capisce che si stanno dicendo delle bugie).
  • importante supporto materno
  • infermiere: aiutare a tradurre il linguaggio medico in linguaggio fruibile e più comprensibile Relazione d’aiuto:
  • empatia
  • sensibilità
  • dare speranza mobilitando le loro potenzialità INFEZIONI VIE RESPIRATORIE patologie più comune in età pediatrica, specie nei primi anni di vita dipendono da
  • problemi malformativi
  • vie aeree poco sviluppate → bronchiolite, bronchite
  • vie aeree superiori → rinite acute, laringite Segni e sintomi
  • aumento FR (polipnea)
  • PV respiratori estremamente elevati
  • dispnea
  • rientramenti muscolari → + grave(= movimenti inconsueti e continui della muscolatura che il bambino incoscientemente mette in moto quando è in difficoltà nel respiro, mobilitando la muscolatura addominale)
  • rientramenti intercostali → ++ grave
  • rientramenti del giugulo → +++ grave
  • alittamento → apertura del naso a ritmo con la respirazione
  • dolore addominale
  • tosse,emottisi, emoftoe
  • posizione e ambiente adeguati
  • fisioterapia respiratoria
  • Mantenere libere le vie aeree
  • lavaggio nasale
  • aspirazione
  • mobilizzazione
  • Mantenere un’adeguata temperatura
  • Mantenere un’adeguata idratazione
  • alimentazione
  • segni di disidratazione
  • peso
  • Promuovere l'attività
  • Promuovere una normale crescita e sviluppo
  • Promuovere l’assistenza domiciliare
  • educazione dei genitori Ossigenoterapia strumenti (simili a quelli adulti cambiano solo le misure)
  • cannule neonatali
  • maschera neonatale
  • mascherina pediatrica
  • strumento per aerosol a forma di ciuccio ASMA malattia più comune tra i bambini, è una malattia infiammatoria cronica dei polmoni di origine multifattoriale che si manifesta con broncospasmo. Fattori scatenanti:
  • infezioni
  • allergeni
  • stato fisico
  • agenti fisici Accertamenti:
  • caratteristiche respiro
  • fischi respiratori
  • spirometria → esame che soffiando attraverso un tubo, misura quanta aria un bambino riesce a buttare fuori e in quanto tempo.
  • saturazione
  • test allergici → 3 modi: prick-test (gocce di allergeni messi sul braccio, si punge leggermente la pelle e si vede come reagisce il corpo), patch-test (con i cerotti devono essere tenuti 3 giorni, stesso meccanismo ma la pelle non viene bucata) e infine esami del sangue. Trattamento:
  • Terapia cronica
  • cortisonici
  • broncodilatatori a lunga durata
  • Terapia acuta
    • broncodilatatori Assistenza infermieristica
  • Educare all’assunzione corretta dei farmaci (sia bambino che famiglia)
  • Educazione spirometria
  • Educazione stile di vita sano (no fumo)
  • Importanza del follow-up CRESCITA E SVILUPPO DEL BAMBINO Auxologia: specialità medica che studia e cura la crescita fisica durante l’età evolutiva Accrescimento
  • fase neonatale
  • fase dell’infanzia
  • fase di rapido accrescimento Valutazione
  • Valutazione della statura
  • Valutazione del peso
  • Valutazione dello spessore delle pliche cutanee Esistono alcune scale che misurano l’andamento generale di crescita come → Who child growth standards Sviluppo neuropsichico
  • sviluppo affettivo
  • sviluppo percettivo
  • sviluppo motorio Bilancio di salute: valuta come sta crescendo il bambino e se dimostra segni d’allarme o di patologia:
  • 1 mese
  • 3 mesi
  • 6 mesi
  • 12 mesi
  • 18 mesi
  • 24 mesi
  • 36 mesi

Diminuita tolleranza al glucosio Glicemia a digiuno 100-126 mg/dl Glicemia >140mg/dl a 2 ore dalla curva di carico Diabete mellito o diminuita tolleranza al glucosio, gestazionale Glicemia a digiuno 100-126 mg/dl Glicemia >140mg/dl a 2 ore dalla curva di carico Diabete è una malattia autoimmune. Cause:

  • Fattori genetici
  • Fattori ambientali Accertamento:
  • Glicemia → Iperglicemia e ipoglicemia
  • Glicosuria / diuresi osmotica → l’andamento nel corso del tempo può indicarci se il soggetto è scompensato o meno
  • Disidratazione e squilibri elettrolitici
  • Lipolisi> catabolismo> corpi chetonici
  • No obesità Interventi:
  • misurazione della glicemia
  • somministrazione di insulina → educazione (tipologie di insulina e punti di somministrazione)
  • indice insulinico → di quanto cala la glicemia quando il ragazzo si fa 1 unità di insulina (es. indice insulinico di 30 = per ogni unità che si fa la glicemia scenderà di 30 mg/dl)
  • Alimentazione → educazione
  • Sport → promozione all’attività sportiva che aiuta a gestire in modo corretto la glicemia (evita i picchi)
  • Infezioni → educazione alla prevenzione
  • Follow-up → adesione e promozione Considerazioni in base all’età degli aspetti educativi:
  • prima età scolare → se pur volenteroso ha bisogno di un aiuto e dell’interazione dei genitori
  • seconda età scolare → ragazzo più ligio al dovere, potrebbe diventare autonomo con un po di tempo e se ben educato
  • preadolescenza → ragazzo autonoma ma inizia a vedersi diverso
  • adolescenza → ragazzo di vede diverso e c’è un alta possibilità che non aderisca alla terapia Emergenza diabetica: Ipoglicemia Ipoglicemia = HGT < 70 mg/dl → si manifesta attraverso la chetonuria Manifestazioni:
  • tremore generalizzato
  • sudorazione
  • sonnolenza/letargia
  • coma Trattamento:
  • somministrazione di glucosio per via orale (meglio se in forma liquida perchè più facilmente assorbibili)
  • somministrazione carboidrati
  • somministrazione glucagone → sostanza da somministrare IM ASSISTENZA AL BAMBINO IN CASO DI EMERGENZA Approccio multidisciplinare → collaborazione tra le varie figure E’ preferibile la presenza di
  • 2 medici → controlla vie aeree e circolazione
  • 2 infermieri → somministrazione dei farmaci TRAUMA CRANICO Il trauma cranico diventa emergenza quando abbiamo:
  • Fratture della base cranica
  • Ematoma sottodurale
  • Ematoma extradurale
  • Edema cerebrale
  • Fratture della volta cranica
  • Concussione Si manifestano con scalini ossei e condizioni neurologiche alterate. Accertamento → TAC Valutare ABC (aspetto neurologico attraverso la Pediatric Glasgow Coma Scale) → valutazione D → esame obiettivo generale → anamnesi Obiettivo → individuare i bambini a rischio di lesione intracranica → perdita di coscienza prolungata, alterazione della coscienza, segni neurologici focali (crisi convulsive), frattura della base cranica In collaborazione con il medico dobbiamo:
  • Monitorare le funzioni vitali
  • Immobilizzare il collo → finchè non si sono escluse fratture anche al collo
  • Assicurare un accesso venoso (max 2 tentativi)
  • Gestione del dolore
  • Osservazione e rivalutazione → in modo continuo
  • Educazione dei genitori → e tranquillizzarli Domande tipiche:
  • E’ vero che il bambino non può dormire? → può dormire, l’importante è che il bambino sia risvegliabile e reattivo agli stimoli