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concetti base del computer hardware, software, i componenti principali ,le prestazioni le memorie
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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1.1.1 I concetti di Hardware, Software ed IT
1.1.1.1 Hardware e Software
I componenti materiali del computer prendono il nome di “hardware”. L’aggettivo inglese “hard” significa “duro, rigido” e la parola “ware” può essere tradotta in “materiale”. Come il nome fa intuire, con questo termine intendiamo tutto quello che può essere toccato con mano. Scheda madre, scheda video, stampante, mouse sono tutti esempi di componenti hardware. Di contro alla parola hardware, il termine software è composto dall’aggettivo inglese “soft”, che significa morbido, e dalla parola “ware”, che come già ricordato, significa “materiale”. In altri termini con la parola software intendiamo l’insieme dei programmi di un elaboratore. Programmi come Microsoft Word oppure lo stesso sistema operativo Microsoft Windows XP rappresentano due validi esempi di software. L’hardware da solo è come un’ automobile senza guidatore e senza strada,
queste operazioni. Questo “qualcosa” è il software.
1.1.1.2 L’ Information Technology (IT)
L’Information Technology (tecnologia dell’informazione) è l’insieme delle infrastrutture e degli strumenti elettronici dedicati all’automazione dei processi di trattamento dell’informazione. L’elemento notevolmente più significativo (per diffusione ed importanza) è rappresentato dall’ elaboratore elettronico o, come siamo più abituati a sentirlo nominare e a nominarlo noi stessi, il “computer”. I computer in grado di comunicare
base della moderna società cosiddetta “dell’informazione”.
1.1.2 – I tipi di computer
1.1.2.1 Le varie classi
I computer possono essere suddivisi in varie classi a seconda della capacità di elaborazione, della velocità, del costo e degli impieghi tipici. I mainframe hanno processori potenti e grande quantità di memoria RAM. Sono particolarmente utilizzati in multiutenza, ossia da più persone contemporaneamente, ciascuna delle quali utilizza un erminale collegato al mainframe. Sono molto costosi, pertanto sono utilizzati da grosse società commerciali, banche, ministeri, aeroporti. I minicomputer sono elaboratori un po' più piccoli ma in grado di gestire grandi quantità di dati in multiutenza. Il loro costo è dell'ordine di migliaia di euro e sono usati da società di medie dimensioni. I network computer sono computer connessi a una rete e privi di risorse proprie: utilizzano le risorse della rete, quindi i programmi applicativi non sono installati sul computer ma su un server remoto, su cui risiedono anche i dati. Non sono molto costosi. Sono tipicamente impiegati delle situazioni in cui una grossa banca dati deve essere accessibile da numerosi uffici anche distanti. I personal computer sono quelli usati per lavoro d'ufficio o in ambito domestico da un solo utente per volta. Una ulteriore distinzione può essere fatta tra computer da tavolo o desktop computer e computer portatili o laptop , detti anche notebook per la dimensione simile a quella di una agenda. Oggi tutti questi computer possono essere connessi a reti di computer, eventualmente anche con dispositivi wireless (senza fili). Il costo è relativamente basso, e dipende dalle prestazioni e dagli accessori. In generale i modelli desktop costano meno dei laptop. Sono utilizzati in innumerevoli situazioni, sia domestiche che aziendali, sia per svago che per lavoro. I personal digital assistant o PDA, detti anche computer palmari perché stanno nel palmo di una mano, sono piccoli computer che svolgono diverse funzioni sia di agenda elettronica sia di memorizzazione dati, e sono spesso dotati di software semplificati ma simili a quelli dei personal computer, con i quali
possono dialogare e scambiare file. Talvolta incorporano un telefono cellulare e si possono connettere a Internet. Il loro costo non è elevato, anche se dipende dalle prestazioni. L’uso tipico è legato alla facilità di trasporto, alla tascabilità, in tutte le situazioni in cui è importante memorizzare ed elaborare dati e contatti, con possibilità di trasferirli poi su un personal computer.
1.1.2.2 Terminale intelligente e terminale stupido
Il network computer fa uso del cosiddetto terminale stupido (dumb terminal). Tale tipo di terminale è caratterizzato dal fatto di non possedere né CPU, né dico rigido, e non poter di conseguenza elaborare i dati, ma semplicemente leggerli dal mainframe e chiederne l’elaborazione allo stesso.
Per terminale intelligente si intende, invece, un terminale dotato di microprocessore e di memoria, in grado di elaborare informazioni in maniera autonoma anche in assenza di collegamento telematico con computer centrale
1.1.3 – I componenti principali di un PC –
1.1.3.1 I componenti interni ed i dispositivi periferici
I componenti interni sono l’unità centrale, la memoria centrale, la memoria di massa, le unità periferiche di ingresso e di uscita.
I dispositivi periferici sono separati dal nucleo fondamentale dell’elaboratore inteso come l’insieme di CPU e memoria centrale. Tra le unità periferiche di input , o di ingresso, abbiamo la tastiera , il mouse , la track-ball (un mouse rovesciato), il touch pad (un dispositivo sensibile al tatto) lo scanner (che permette di leggere le immagini e le scritte stampate su di un foglio e di trasformarle in documenti utilizzabili dal computer), la penna ottica utile per leggere i codici a barre, la tavoletta grafica , lo schermo tattile , i microfoni e i sistemi di riconoscimento della voce. Tra le unità periferiche di output , o di uscita, abbiamo il monitor , la stampante , il plotter , un dispositivo grafico di elevata precisione.
1.1.4 – Le prestazioni di un computer –
1.1.4.1 I fattori influenzanti
Le prestazioni del computer, ossia la sua velocità nell’eseguire un compito assegnato, dipendono da una serie di fattori. Tra quelli determinanti ricordiamo:
Sezione 1.
1.2.1 – L’unità centrale di elaborazione –
1.2.1.1 Cosa è e a cosa serve
Il compito principale di un PC è quello di elaborare le informazioni acquisite. La componente preposta a farlo è la CPU (Central Process Unit , ovvero unità di elaborazione centrale) o più semplicemente processore. La CPU è la parte più importante del sistema, il cervello del computer. La sua funzione è quella di leggere e svolgere le indicazioni racchiuse nella memoria principale. Consta di due unità fondamentali: 1 La CU (unità di controllo): è la parte preposta al controllo e all’organizzazione delle attività svolte dai dispositivi collegati all’elaboratore. La sua funzione è quella di estrapolare tutte le istruzioni dalla memoria, decifrarle ed eseguirle. Sostanzialmente presiede all’attività delle altre parti del computer coordinandole in modo da dire loro che cosa fare e quando. Le sue funzioni sono quindi di tipo decisionale. 2 La ALU (unità di calcolo), che elabora i dati che gli sono forniti dall’unità di controllo. Le sue funzioni sono, quindi, di tipo esecutivo In sintesi, il ruolo svolto dalla CPU è paragonabile a quello di una fabbrica che di continuo elabora dati in codice binario (rappresentati cioè da lunghe catene di “0” e “1”) Durante l’elaborazione, l’unità centrale preleva a una a una le istruzioni, le trasferisce nei propri circuiti, le esegue e passa quindi all’istruzione successiva sino al completamento del programma. Le prestazioni dell’elaboratore dipendono in modo significativo dalla velocità di esecuzione delle istruzioni della sua CPU. Tale velocità si misura in MIPS (Milioni di istruzioni al secondo). Sui Personal Computer, a parità di tecnologia utilizzata per la CPU, la velocità è proporzionale alla frequenza di clock, un orologio interno che scandisce l’esecuzione delle istruzioni. A ogni ciclo di clock corrisponde l’esecuzione di una istruzione elementare. La velocità del clock è data dalla frequenza,misurata in Megahertz, MHz,(milioni di cicli al secondo). Per esempio la velocità del clock di 300 MHz indica che la CPU esegue 300 milioni di istruzioni in un secondo.
1.2.2 – Le memorie –
1.2.2.1 RAM e ROM
L’unità centrale di elaborazione e l’elaboratore elettronico sono in grado di utilizzare i dati solo quando questi si trovano nella memoria centrale, detta anche memoria principale o memoria veloce, in quanto garantisce elevate prestazioni nell’accesso dati. Le memorie utilizzate nel personal computer possono essere divise in due categorie principali : la ROM e la RAM
1.2.2.2 Le unità di misura
Come per il disco rigido e le altre memorie di massa, anche per la memoria ad accesso rapido l'unità di misura è il byte. Un byte è l'insieme di 8 bit (Binary digIT, ossia cifre binarie, che possono essere 0 oppure 1)
I multipli del byte sono:
(*) poiché lavoriamo nel sistema binario, si considera la potenza di 2 più vicina a 1000, un milione, ecc. Ad esempio, 1Mb corrisponde a 2^20 byte. Un byte corrisponde a un carattere, dunque ci si può fare un idea dello spazio occupato da un testo, contandone i caratteri (compresi gli spazi vuoti).
1.2.3 – I dispositivi di input –
1.2.3.1 Le tipologie
Input significa, letteralmente, "mettere dentro". Pertanto chiameremo "dispositivi di input" tutte quelle "periferiche" (ossia componenti collegate un qualche modo all'unità centrale) che ci consentono di inviare informazioni o comandi all'interno del computer. I principali dispositivi di input sono: 1 La tastiera - consente di digitare comandi o di scrivere testi 2 Il mouse è un dispositivo "di puntamento" utilizzata nella GUI (Graphical User Interface) mediante i quali una freccia (cursore) viene spostata sullo schermo su piccole immagini chiamate icone. La pressione di un pulsante consente poi di eseguire comandi 1 La trackball è come il mouse un dispositivo di puntamento. Si differenzia dal primo in maniera sostanziale in quanto non è necessario trascinarla, ma è sufficiente far ruotare con le dita la sfera presente al suo interno. La trackball può essere dotata di due o tre pulsanti aventi le stesse funzioni di quelli del mouse. Proprio in quanto non deve essere trascinato, questo dispositivo non necessita di una superficie piana per la propria funzionalità Il joystick - è un altro dispositivo di puntamento, usato generalmente nei videogiochi, che consente di spostarsi in un ambiente virtuale; è dotato di alcuni pulsanti ai quali corrispondono azioni diverse, dipendenti dal tipo di gioco. 4 La penna ottica - usata per leggere i codici a barre (barcode) viene utilizzata prevalentemente negli esercizi commerciali; nei supermercati è spesso sostituita da un lettore laser su cui vengono passate le merci 5 La tavoletta grafica - usata prevalentemente dai disegnatori professionali, è costituita da una tavoletta sulla quale il puntamento è realizzato con una speciale penna, ed è facilitato da una griglia impressa sulla tavoletta. È molto più precisa di un mouse, pur svolgendone sostanzialmente il ruolo 6 Lo scanner - è un dispositivo che permette di digitalizzare un’ immagine: simile ad una fotocopiatrice, esso compie una scansione dell'immagine trasformandola in un file all'interno del computer. L'immagine così ottenuta può essere modificata con un software di fotoritocco oppure, se Contiene del testo, può essere trasformata in testo puro mediante programmi di riconoscimento dei caratteri (OCR)
1.2.6 – I dispositivi di memoria di massa –
1.2.6.1 Le tipologie
Si chiama memoria di massa o memoria secondaria qualunque dispositivo capace di memorizzare permanentemente informazioni e dati (al contrario dei tipi di memoria che perdono i dati allo spegnimento della macchina). Distinguiamo due tipi di memorie di massa, a seconda della tecnologia utilizzata per la memorizzazione (magnetica o ottica), non dimenticando comunque che i dati verranno comunque memorizzati in formato digitale. Memorie di massa magnetiche : in esse i dati vengono memorizzati su un supporto magnetico (come i nastri delle cassette audio o delle videocassette) generalmente di forma circolare, di materiale flessibile (floppy) o rigido (hard), che viene fatto girare rapidamente mentre una o più testine magnetiche leggono o scrivono i dati. Analizziamo i principali tipi di memorie magnetiche:
o CD – E’ materialmente identico ad un CD musicale. La sua funzione principale però non è quella di riprodurre musica, ma quella di memorizzare dati e programmi. In un Cd-Rom si possono immagazzinare un gran numero di dati (tipicamente 650/700 MB). Per essere utilizzato deve essere introdotto nel suo apposito lettore che legge informazioni tramite un raggio laser. Esistono differenti tipi di CD.
CD- Rom (Compact Disc – Read only memory) sono dischi di semplice lettura e non possono essere usati come strumenti di memorizzazione. I CD-R (Compact Disc – Recordable) aventi le caratteristiche di poter essere scritti una sola volta ma letti un numero illimitato di volte. Per scriver dati su un CD-R è necessario un CD-R drive chiamato comunemente masterizzatore. I CD-RW (Compact Disc Re-Writable) che possono essere riscritti più volte.
o DVD (Digital Versatile Disc) - Hanno un aspetto simile ad un CD-Rom, ma hanno una capacità di memorizzazione almeno 7 o 8 volte maggiore (4.7 GB). Ne esistono varie tipologie: scrivibili, non scrivibili e pre-registrati. Anche il DVD per essere letto ha bisogno di un apposito lettore
Nella tabella qui sotto potete osservare, in sintesi, le capacità, la velocità ed il costo delle memorie di massa di cui abbiamo parlato
Tipo Capacità Velocit à
Costo
Hard Disk Alta (GB) Alta Basso (1 € per GB) Floppy Disk Bassa (1,44 MB) Bassa Alto ( 0,25 € per MB) Zip Disk Media (250 MB) Bassa Alto (0,10 € per MB) Nastro Alta (GB) Bassa Basso (0.1 € per GB) CD-ROM Media (650/700MB)
Media Basso (1 € per GB)
DVD Alta (4,7 GB) Media Basso (0,50 € per GB)
1.3.3 – Il software applicativo –
1.3.3.1 Alcuni esempi
Tutto il software che non fa parte del sistema operativo è chiamato software applicativo. Oltre a tutte le applicazioni che vi vengono vendute insieme al sistema operativo, il mercato offre migliaia di applicazioni, piccole o grandi, che fanno del computer lo strumento più adattabile alle varie esigenze di lavoro, di svago, di comunicazione e di creatività che sia mai stato prodotto. Vediamo di esaminare le principali categorie di software applicativo:
1.3.4 – L’interfaccia GUI –
1.3.4.1 Cosa significa
L’interfaccia utente consente all’utilizzatore di interagire con un computer. I primi computer si basavano su MS-DOS, che utilizza un’interfaccia testuale (detta anche interfaccia a linea di comando) consistente nel digitare in una riga comandi per stabilire un dialogo tra computer e destinatario. Per comunicare con il computer l’utente doveva quindi dare alla macchina appositi ordini mediante comandi spesso molto lunghi e difficili da memorizzare. Oggi, invece, è unanimemente adottata l’interfaccia grafica (GUI, Graphical User Interface). Un’interfaccia grafica, come lo stesso nome suggerisce, utilizza rappresentazioni grafiche, come finestre ed icone, per descrivere comandi, file ed applicazioni, rendendo così più facile e immediato l’uso dei programmi. Tutte le operazioni si svolgono non solo tramite icone e finestre, ma soprattutto usando il mouse per lanciare comandi, scegliere opzioni, ecc.
1.3.5 – Lo sviluppo del software –
1.3.5.1 Le fasi
Per poter utilizzare il computer in situazioni nuove, occorre progettare e sviluppare un software che risponda alle esigenze di tali situazioni. Lo sviluppo di un nuovo sistema software comprende almeno 4 fasi:
1. Analisi Come per ogni prodotto che deve soddisfare un bisogno o una esigenza, il primo passo è capire qual è l'esigenza, analizzare il problema al quale dobbiamo fornire la risposta. Se dobbiamo produrre un software per la gestione della contabilità di una azienda, dovremo prima conoscere ogni più piccolo dettaglio di tale contabilità, come vengono reperiti i dati, quale documentazione dovrà essere prodotta, quali sono le leggi in materia, ecc 1. Programmazione Una volta realizzato lo schema di massima della risoluzione del problema, questo viene scomposto in sottoproblemi, più elementari, e in questa fase più persone possono elaborare le varie parti del programma separatamente, risolvendo tutti i piccoli problemi di dettaglio, tenendo conto anche delle modalità operative tipiche del computer: questa fase dà luogo a uno schema molto dettagliato delle operazioni elementari che devono essere tradotte in linguaggio macchina perché il computer possa svolgere il suo compito. Il risultato può essere un "diagramma di flusso", ossia uno schema logico delle operazioni elementari da compiere, o una elaborazione di "linguaggio di progetto" (o pseudocodifica) che è uno schema espresso in un linguaggio quasi umano, non coincidente però con un linguaggio di programmazione. 2. Implementazione Ora si procede a tradurre il diagramma di flusso o la pseudocodifica in un linguaggio di programmazione, ossia in un linguaggio dotato di una sintassi molto rigida e precisa, che un apposito interprete, chiamato "compilatore" tradurrà in "linguaggio macchina" producendo un programma "eseguibile" (.exe) che potrà poi essere eseguito dal computer. Poiché in questa fase (come nelle precedenti) le possibilità di errore sono frequenti, viene anche operata una prima ricerca degli errori chiamata "Debugging" che aiuta ad eliminare gli errori di linguaggio (ma non gli errori logici). Viene infine prodotta una versione completa ma non definitiva del software, chiamata "versione beta" 3. Testing Ora che il nostro software è pronto, è giunto il momento di provare se tutto funziona correttamente o se ci sono errori. Dunque il software viene innanzitutto distribuito "in prova" a persone o aziende (chiamate "beta tester") che lo collaudano e segnalano tutti gli errori e i malfunzionamenti. Corretti questi, si rilascia la prima versione del software, indicata generalmente come 1.0. Poiché, comunque, successivamente nuovi errori vengono scoperti e corretti, e nuove funzioni vengono aggiunte, usciranno nuove versioni indicate con sigle come 1.1, 1.2, ecc. Quando i cambiamenti divengono rilevanti, e magari una parte del codice è stata riscritta, uscirà la versione 2.0, e così via.
1.4.2 – Internet –
1.4.2.1 Definizione e principali impieghi
Internet è il nome con cui si designa comunemente un grande insieme di reti di calcolatori collegate tra loro. Una rete di calcolatori è un insieme di computer collegati tra loro in qualche modo (con un cavo coassiale, una fibra ottica, via telefono...) e su cui vigono un certo numero di convenzioni (o più correttamente "protocolli di comunicazione") che permettono ai vari computer di scambiare tra loro informazioni binarie di vario tipo. Le singole reti che appartengono a Internet sono a loro volta formate connettendo tra loro reti di calcolatori più piccole, e così via, fino a giungere alla cellula fondamentale di Internet: la rete locale ( LAN ), che ha normalmente le dimensioni di un edificio o poco più: tipici esempi sono la rete di un' Università o di una azienda. Le varie reti locali appartenenti ad Internet possono essere estremamente diverse tra loro: difatti Internet è stata sviluppata in modo da essere indipendente dal tipo di computer e di rete locale che si vuole connettere ad essa, per cui tramite la rete potrete collegarvi con qualsiasi tipo di computer , dal supercalcolatore al PC, ciascuno con un proprio sistema operativo diverso (MSDOS,Unix …) e collegato in modo diverso alla rete: pertanto non esiste un "computer per Internet" , ma ci si può collegare a Internet praticamente con qualsiasi computer, sebbene le prestazioni ottenute dipendano dalle capacità del proprio calcolatore. Collegando più reti tra loro è possibile aumentare il numero di computer, e quindi di utenti, che possono scambiarsi informazioni binarie: per questo motivo è interesse di tutti procedere all' integrazione delle varie reti esistenti e al loro inglobamento in Internet. Sostanzialmente, Internet è quindi un insieme di " tubi per numeri binari " tramite i quali i calcolatori si scambiano informazioni digitali, proprio come le nostre case e le centrali si scambiano elettricità tramite la rete elettrica, o noi e i nostri conoscenti ci scambiamo informazioni tramite la rete telefonica. Proprio per questo il fantasioso nome di autostrada informatica è in realtà meno fantasioso di quanto sembri: proprio come un' autostrada è un' infrastruttura che permette ilmovimento di veicoli, Internet è un'infrastruttura che permette il movimento di numeri binari , e tramite essi di tutte le informazioni che possono essere codificate in modo binario (messaggi, immagini, programmi... praticamente qualsiasi cosa). Utilizzare Internet significa allora, con l' aiuto di appositi programmi che svolgono la gran parte del lavoro,
computer e un altro computer appartenente alla rete; seguendo quindi una delle possibili convenzioni linguistiche ( protocolli ), in modo che i due elaboratori si capiscano, il nostro programma provvede a tradurre i comandi che noi gli diamo in comandi binari che l' altro computer può capire; dall'altra parte del collegamento, un altro programma provvede ad eseguire i comandi che il nostro computer invia tramite Internet, e a spedire all'utente i dati richiesti (un ipertesto, un'immagine...). Qualunque operazione si voglia compiere, qualunque tipo di informazioni siano richieste, il modello di comunicazione sarà sempre questo.
1.4.2.2 Le differenze tra Internet ed il WWW
rappresenta l'insieme degli oggetti visualizzabili sul vostro browser e dei collegamenti virtuali che esistono tra essi e che voi "percorrete" selezionando i rimandi in essi contenuti. È importante comprendere subito la differenza che esiste tra Internet e il World Wide Web. Internet è semplicemente una grossa rete di calcolatori , ossia un insieme di cavi e altro che collegano tra loro un numero qualsiasi di elaboratori di vario tipo e varie dimensioni. Il World Wide Web, invece, è un insieme di oggetti virtuali (ossia, non fisicamente esistenti: voi potete toccare un quadro, ma non potete toccare l'immagine del quadro memorizzata in un computer) che è stato realizzato sfruttando la possibilità data da Internet di collegare questi oggetti tra loro: mentre Internet è, tutto sommato, qualcosa di essenzialmente fisico (volendo, potreste toccare i cavi che la compongono e i computer che la gestiscono, se vi trovaste vicini ad essi!), il World Wide Web è qualcosa di estremamente virtuale: un insieme di informazioni variamente codificate. Tanto per capirci, tra Internet e WWW esiste la stessa differenza che c'è tra la rete stradale di una città e la rete dei suoi autobus pubblici: la prima è un insieme di vie di comunicazione che permette il passaggio su di esso di veicoli di qualsiasi tipo, la
seconda utilizza una parte di questo insieme ealcuni veicoli ben specifici per collegare tra loro alcuni punti della rete e trasportare tra di essi un ben determinato tipo di oggetti (ossia i passeggeri).
1.4.3 – Intranet ed Extranet–
1.4.3.1 Cosa sono e le differenze con Internet
Intranet Rete interna ad un’azienda, il cui funzionamento è finalizzato al trasferimento e alla condivisione di dati e di file secondo il protocollo Internet (TCP/IP) e in linguaggio HTML, così da renderli accessibili con un normale browser. In altri termini gli stessi strumenti utilizzati per Internet (si veda sotto) vengono usati per comunicazioni aziendali all’interno della rete locale dell’azienda stessa. Le informazioni non sono quindi accessibili dall’esterno (da Internet) neppure se la rete è connessa a Internet. Si tratta dunque di una rete simile a Internet, ma localizzata nello spazio e completamente “privata”.
Extranet E’ un’intranet ampliata verso “l’esterno”,a cui gli utenti autorizzati possono accedere dall’esterno in maniera protetta. Ciò significa che la intranet non è più localizzata in un edificio, ma si possono collegare computer anche molto distanti nello spazio, utilizzando gli stessi canali di comunicazione utilizzati da Internet, ma criptando le informazioni in modo da renderle comprensibili solo ai terminali autorizzati, in possesso delle tecniche di decodifica. Si parla di rete privata virtuale, perché è una rete “locale” allargata nello spazio.
1.4.4 – La rete telefonica ed i computer–
1.4.4.1 La rete telefonica nei sistemi informatici
La rete telefonica, utilizzata per la trasmissione dei dati su vaste aree, può essere di tipo analogico o digitale. Il segnale analogico varia con continuità nel tempo e l’informazione trasmessa è proporzionale all’ampiezza del segnale. Il segnale digitale è costituito da una serie di numeri, che rappresentano l’informazione trasmessa. Quando viene utilizzata la normale rete di tipo analogico, occorre una trasformazione dei dati digitali, gestiti dai sistemi informatici; per cui i dati da trasmettere vengono trasformati da digitali in analogici (modulazione), trasferiti mediante la rete telefonica, e quindi convertiti da analogici in digitali (demodulazione). Più alta è la velocità di trasmissione, minore è il tempo richiesto per inviare un messaggio.
1.4.4.2 PSDN, ISDN e ADSL
è altro che la normale rete telefonica. Presenta il limite di essere alquanto lenta nella trasmissione di dati per un computer. Ciò vuol dire che i dati sono inviati in formato analogico, cioè sotto forma di segnali elettronici di frequenza e di estensione variabile
La rete ISDN (Integrated Services Digital Network - Rete Integrata di Servizi Digitali) consente la trasmissione di dati in forma digitale: il segnale non viene modulato secondo una determinata onda, ma codificato e inviato lungo la linea come una lunga sequenza di zero e uno. Questa rete è caratterizzata da una elevata velocità di trasmissione, pari a 64 Kbit al secondo per canale: una linea ISDN è due volte più veloce di una semplice linea telefonica.
Da qualche anno si è diffusa una nuova tecnologia, la ADSL ( A symmetric D igital S ubscriber L ine) che trasmette una notevole quantità di dati utilizzando la tradizionale linea telefonica ( POTS ). L' ADSL è un servizio a larga banda dal costo relativamente abbordabile, che dagli anni 2000 in poi ha preso sempre più piede fino a diffondersi in maniera piuttosto rilevante. Rappresenta senza dubbio la risposta più adeguata alla crescente richiesta di banda telefonica determinata dal "ciclone" Internet L' ADSL presenta diversi vantaggi sia per gli operatori sia per gli utilizzatori:
Sezione 1.5 – Il computer nella vita di ogni giorno -
1.5.1 – I campi di utilizzo del computer –
1.5.1.1 Una breve panoramica
Non è possibile fare un elenco esaustivo di tutte le situazioni in cui il computer può essere più adatto di una persona a svolgere un compito. Cerchiamo per ora di indicare solo dei criteri base: qualcuno ha detto che il computer è un stupido molto veloce, intendendo sottolineare il fatto che il computer è adatto a svolgere compiti (o calcoli) lunghi e complessi ma “prevedibili”: non dobbiamo dimenticare che tutti i compiti di un computer devono essere stati programmati da uno sviluppatore, che deve prevedere tutte le possibili scelte e indicare tutte le possibili reazioni. Quindi al computer mancano sia la capacità di prendere decisioni valutando le situazioni impreviste (anche se qualche passo in avanti in questo senso è stato fatto tramite l’implementazione dell’ intelligenza artificiale), sia la creatività, sia la fantasia. In compenso, esso non “si annoia” eseguendo compiti lunghi e ripetitivi, e (a meno di errori del programmatore) non sbaglia i calcoli.
1.5.2 – Il computer in ufficio –
1.5.2.1 Alcuni impieghi
In un ufficio può essere utilizzato software applicativo “generico”, generalmente costituito da suite (ossia insiemi di programmi) dedicati all’Office Automation, e quindi denominati Microsoft Office, Open Office, Star Office, oppure Lotus Smartsuite, ecc. Questi “pacchetti” contengono sempre un programma di gestione dei testi, un foglio elettronico e funzioni di database, più tutte quelle funzioni di comunicazione necessarie in un ufficio moderno. Esistono poi software specifici, creati “su misura” per l’amministrazione di una azienda, per le agenzie di viaggio (prenotazioni alberghiere, aeree, ecc.), per le assicurazioni, e per ogni branca degli affari e dei servizi. Un posto a parte è riservato a quelle applicazioni che permettono all’utente, attraverso Internet, di compiere ad esempio operazioni bancarie (consultare il proprio conto corrente, dare ordine di bonifico), e allora si parlerà di “home banking”, oppure di acquistare e vendere titoli in tempo reale, e allora si parla di “home trading”.) In un'azienda, oltre al software per Office Automation visto prima, si fa uso di applicazioni più specifiche dell'azienda.
1.5.3 – Il computer nell’amministrazione –
1.5.3.1 Alcuni impieghi
Numerose e sempre nuove sono anche le applicazioni dell’informatica nella pubblica amministrazione, ogni volta che sia necessario gestire grandi quantità di dati e ricercare informazioni in breve tempo: si pensi agli uffici anagrafe, ai dati dei censimenti, al pubblico registro automobilistico, al catasto edilizio, agli archivi dei tribunali e della polizia, agli uffici tributari e (ancora allo stato sperimentale) al voto elettronico, politico o amministrativo. In questi campi l’informatica ha reso possibile una specifica ricerca, all’interno di una enorme mole di dati, in tempi estremamente brevi. L’insieme delle risorse informatiche al servizio della pubblica amministrazione è spesso indicato con il termine e-government. L’organo governativo che si occupa di questi aspetti è il CNIPA (Centro Nazionale per l' Informatica nella Pubblica Amministrazione) ex AIPA.
1.5.4 – Il computer ed il servizio medico –
1.5.4.1 Alcuni impieghi
Nell’ambito della medicina, di base e ospedaliera, l’informatica svolge ruoli diversi: uno è quello organizzativo, legato alla costruzione di archivi di pazienti o di assistiti, alla gestione delle anamnesi e delle storie cliniche, alla gestione delle prenotazioni per visite ed esami di laboratorio (e addirittura alla stampa da casa degli esiti degli esami stessi), alla gestione dei pronto soccorso e delle ambulanze, delle risorse ospedaliere, dei centri specialistici. Un secondo settore è costituito dalle moderne apparecchiature diagnostiche, tutte più o meno computerizzate (si pensi alla TAC Tomografia Assiale Computerizzata) e a tutti gli strumenti di misura gestiti direttamente dal computer. Un terzo settore è costituito da apparecchiature chirurgiche computerizzate o robotizzate (si sa di operazioni chirurgiche effettuate in Europa da un chirurgo situato in America, e viceversa), utilizzate per interventi di assoluta precisione e attraverso microscopi. Un quarto settore, non ancora molto sviluppato, riguarda software che aiutano il medico a formulare diagnosi, attraverso una descrizione dei sintomi e del quadro clinico. In campo medico, comunque, le prospettive di sviluppo delle soluzioni informatiche sono enormi.
1.5.5 – Il computer nella scuola –
1.5.5.1 Alcuni impieghi
Anche nella scuola l’informatica è utilizzata con diverse modalità. Le applicazioni di tipo organizzativo coprono compiti di archiviazione di dati circa gli studenti iscritti, i curricoli scolastici, il personale e i relativi stipendi, le supplenze, l’organizzazione dell’orario scolastico, lo sfruttamento razionale delle risorse quali palestre o laboratori, l’inventario dei beni, la gestione della corrispondenza, ecc. Queste sono anche le applicazioni più usate e diffuse. Nel campo della didattica (dove invero le resistenze sono più forti) le possibilità sono legate a strumenti informatici che affiancano la tradizionale lezione (si pensi agli strumenti di presentazione o a quelli relativi alle lingue straniere) e a strumenti che invece “sostituiscono” la lezione, attraverso sistemi di autoapprendimento basati sul computer, detti CBT (Computer Based Training), oppure sistemi di apprendimento a distanza, attraverso Internet, sistemi che utilizzano lezioni tradizionali visualizzate però sul computer, oppure il cosiddetto e-learning realizzato con una interazione tra studente e computer, sorvegliato a distanza da figure dette “tutor” o “mentor” con ruoli di controllo e di consulenza, con correzione di esercizi e valutazione dell’apprendimento realizzati via rete.
relativa tranquillità. Per i pagamenti ondine, comunque, oggi le banche forniscono numerosi servizi di “carta di credito virtuale” utilizzabili da chi non possiede una vera carta di credito o da chi semplicemente non si fida. La serietà del sito è importante anche per quanto concerne il “diritto di recesso” ossia la possibilità di rendere la merce acquistata se non corrisponde alle aspettative, ottenendo la restituzione del prezzo pagato. Occorre anche prestare attenzione al fatto che, specie per acquisti all’estero, le spese di spedizione e di sdoganamento spesso superano il valore della merce acquistata. Se invece acquistiamo servizi con forme di abbonamento che prevedono un addebito mensile sulla carta di credito, devono essere molto chiare le condizioni per la disdetta del servizio e l’interruzione dei pagamenti.
1.5.8.2 Vantaggi e svantaggi
Analizziamo ora vantaggi e svantaggi dell’e-Commerce: tra i primi possiamo elencare la vasta gamma di merci e servizi disponibili, la possibilità di acquistare oggetti o modelli non in vendita nel proprio paese, magari estremamente rari e a prezzi particolarmente vantaggiosi (in particolare attraverso i siti di aste) in negozi virtuali che non prevedono orari di chiusura.
Per contro si presentano anche alcuni svantaggi: non è possibile vedere la merce se non attraverso immagini, che possono non essere veritiere, non si hanno contatti diretti tra venditore e acquirente, è possibile pagare qualcosa che non arriverà mai (visto che di solito il pagamento è anticipato) oppure dover usare metodi di pagamento non sicuri (qualche volta addirittura banconote in una busta!) o senza garanzia che la somma addebitata sia maggiore di quella pattuita.
A volte l’e-commerce viene utilizzato impropriamente per aggirare le legislazioni dato che è possibile acquistare merci la cui vendita è proibita in alcuni paesi, quali certi medicinali, droghe, armi, manuali per svolgere attività illecite, ecc. Un caso particolare di e-Commerce è anche la prenotazione e il pagamento di biglietti ferroviari e aerei, l’acquisto di viaggi e vacanze (magari con formula last-minute), e molte attività legate al turismo. Nonostante le problematiche ancora aperte, l’e-Commerce sta prendendo piede grazie ai numerosi siti che hanno dimostrato serietà, correttezza e competitività, elaborando sistemi di pagamento decisamente sicuri.
Sezione 1.6 - Salute, sicurezza ed ambiente -
1.6.1 – Computer ed Ergonomia –
1.6.1.1 Come creare un buon ambiente operativo
L' ergonomia è l'insieme degli studi e delle analisi sull'organizzazione razionale del lavoro in funzione delle
del lavoratore, nell'interazione tra quest'ultimo, le macchine e l'ambiente, e di conseguenza accrescere l'efficienza e la sicurezza sul posto di lavoro La tastiera deve essere ubicata davanti al monitor, in modo che non si debba girare il collo per vedere lo schermo. L' orientamento e l' altezza del video devono essere regolati in modo che gli occhi guardino orizzontalmente la metà circa dello schermo. Per quanto riguarda l' illuminazione della stanza, è importante che non sia troppo forte e soprattutto che non provenga dalle spalle dell' utente e che in ogni caso non crei dei riflessi sullo schermo. State con la schiena eretta ed usate delle poltroncine che permettono di regolare sia l'altezza da terra, che l'orientamento dello schienale. Al monitor del personal computer dobbiamo dedicare la massima attenzione. Può essere il maggiore responsabile di stanchezza, mal di testa, ma anche di seri danni alla nostra vista. Innanzitutto ci deve essere una distanza di 50 cm circa tra lo schermo ed i nostri occhi (di più se il monitor è grande). Verificate inoltre che non ci siano riflessi sullo schermo : se vi specchiate nel monitor, probabilmente l'ubicazione del pc non è corretta, oppure avete bisogno di uno schermo antiriflesso. Questi schermi protettivi sono di plastica oppure di vetro; questi ultimi sono di qualità maggiore e attenuano anche l'emissione di cariche elettrostatiche. Sia il monitor che l'eventuale schermo antiriflesso vanno puliti regolarmente , perché attirano una grande quantità di polvere riducendo così la definizione delle immagini. Evitate di regolare al massimo la luminosità, e usate con parsimonia le personalizzazioni dei colori dei programmi che utilizzate di frequente: scegliete colori tenui e riposanti ed evitate i colori più accesi, soprattutto nell'impostazione del colore di fondo dell'applicazione.
1.6.2 – Computer Salute –
1.6.2.1 Le precauzioni da osservare
I risultati delle ricerche più recenti, dimostrano un notevole incremento delle malattie sul lavoro derivanti, più o meno direttamente, dall'utilizzo del computer. Si tratta principalmente di fastidi ai polsi, alla schiena e agli occhi, causati in genere da una permanenza eccessiva davanti al monitor o da soluzioni ambientali non adeguate, ed in particolare è diffusa in modo significativo la cosiddetta " sindrome del tunnel carpale " che intacca i nervi delle mani e dei polsi. Altri problemi di salute possono essere causati da posizioni scorrette o da un eccessivo sforzo visivo causato da scorrette regolazioni del monitor, da problemi di illuminazione, o da monitor di qualità scadente.
Gli enormi progressi tecnologici del settore hanno dedicato poca attenzione alla salute degli utenti , sia nella costruzione dei prodotti che nelle informazioni fornite sul loro uso/abuso. Nel contempo, è aumentato sensibilmente il periodo di tempo che un utente medio passa davanti ad un monitor, sia in ufficio che a casa. Analizziamo brevemente quali scelte fare in caso di acquisto di un nuovo pc , mettendo da parte per un momento l'analisi delle prestazioni e guardando invece all'aspetto della salute. Il monitor innanzitutto deve essere di buona qualità. Ancor meglio se il video ha già un trattamento antiriflesso , e soprattutto se è conforme alla normativa MPR2 (o successive), che delinea degli standard qualitativi piuttosto severi, e non a caso è stata inizialmente definita dalla legislazione svedese da sempre molto attenta alle esigenze del consumatore. Per quanto concerne l'unità centrale, l'unico requisito da verificare è che non sia troppo rumorosa , specie se il cabinet è di tipo desktop e va posizionato sulla scrivania sotto il monitor. Ribadiamo poi l'importanza di una tastiera con caratteristiche ergonomiche , così come per il mouse , il quale va ad interessare anche il palmo della mano; scegliete quindi un mouse di qualità e diffidate da chi ritiene che tutti i modelli sono uguali: al di la della precisione dello spostamento e dell'affidabilità, un mouse ergonomico garantisce una posizione naturale della mano , permette di lavorare con le dita distese e questo accresce il confort ed evita l'affaticamento dei muscoli. Anche la tastiera deve essere possibilmente di tipo ergonomico, dotata di