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Dal modello E/R al modello relazionale: da Entità-Relazione a Modelli Logici e Fisici, Dispense di Informatica

Il concetto di database (banca dati, base di dati) e come vengano progettati e strutturati, dal modello concettuale (entità-relazione) al modello logico relazionale e infine al modello fisico. Viene inoltre illustrato come rappresentare associazioni con cardinalità 1:1, 1:n e n:n.

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 27/01/2020

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gabriele-arangio 🇮🇹

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Dal modello E/R al modello relazionale
il termine database (banca dati, base di dati) indica un archivio, strutturato in modo tale da consentire la
gestione dei dati stessi (l'inserimento, la ricerca, la cancellazione ed il loro aggiornamento) da parte di
applicazioni software.
Esempi di Data Base sono una rubrica telefonica, un elenco clienti di una banca, un magazzino merci.
Quando si inizia la creazione di un DataBase la cosa più importante è la progettazione. In questa fase si
stabilisce la forma che il DataBase avrà, quale sarà l’oggetto e lo scopo.
La progettazione di un Data Base passa per tre fasi che devono essere elaborate step-by-step uno per volta e
che chiamiamo Modelli:
I) Modello CONCETTUALE ( rappresentato con Diagramma E/R: Entità, Associazioni, Attributi)
II) Modello LOGICO, nel quale gli elementi del diagramma E/R vengono rielaborati e "tradotti" in una
nuova forma, un nuovo modello chiamato Relazionale
III) Modello FISICO che altro non è che la costruzione vera e propria della struttura del Data Base:
attraverso il linguaggio SQL vengono date istruzioni al Computer affinchè venga memorizzata la
struttura del Database secondo quanto stabilito sul progetto attraverso le due fasi precedenti dei
modelli Concettuale e Logico.
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Dal modello E/R al modello relazionale

il termine database (banca dati, base di dati) indica un archivio, strutturato in modo tale da consentire la gestione dei dati stessi (l'inserimento, la ricerca, la cancellazione ed il loro aggiornamento) da parte di applicazioni software. Esempi di Data Base sono una rubrica telefonica, un elenco clienti di una banca, un magazzino merci. Quando si inizia la creazione di un DataBase la cosa più importante è la progettazione. In questa fase si stabilisce la forma che il DataBase avrà, quale sarà l’oggetto e lo scopo. La progettazione di un Data Base passa per tre fasi che devono essere elaborate step-by-step uno per volta e che chiamiamo Modelli: I) Modello CONCETTUALE ( rappresentato con Diagramma E/R: Entità, Associazioni, Attributi) II) Modello LOGICO , nel quale gli elementi del diagramma E/R vengono rielaborati e "tradotti" in una nuova forma, un nuovo modello chiamato Relazionale III) Modello FISICO che altro non è che la costruzione vera e propria della struttura del Data Base: attraverso il linguaggio SQL vengono date istruzioni al Computer affinchè venga memorizzata la struttura del Database secondo quanto stabilito sul progetto attraverso le due fasi precedenti dei modelli Concettuale e Logico.

MODELLO CONCETTUALE: Diagramma E/R

Entità (rappresentata con )

Rappresentano classi di oggetti (fatti, cose, persone, ...) che hanno proprietà comuni ed esistenza autonoma ai fini dell'applicazione di interesse. Un'occorrenza di un'entità è un oggetto o istanza della classe che l'entità rappresenta. Non si parla qui del valore che identifica l'oggetto ma dell'oggetto stesso. Un'interessante conseguenza di questo fatto è che un'occorrenza di entità ha un'esistenza indipendente dalle proprietà ad essa associate. In questo, il modello E-R presenta una marcata differenza rispetto al modello relazionale nel quale non possiamo rappresentare un oggetto senza conoscere alcune sue proprietà. In uno schema, ogni entità ha un nome che la identifica univocamente, e viene rappresentata graficamente tramite un rettangolo con il nome dell'entità al suo interno.

Attributi ( rappresentata con )

Le entità e le associazioni possono essere descritte usando una serie di attributi. Tutti gli oggetti della stessa classe entità hanno gli stessi attributi: questo è ciò che si intende quando si parla di oggetti simili. La scelta degli attributi riflette il livello di dettaglio con il quale vogliamo rappresentare le informazioni sulle entità e sulle relazioni. Per ciascuna classe entità o associazione si definisce una chiave ( rappresentata con ). La chiave è un insieme minimale di attributi che identifica univocamente un'istanza di entità o associazione. L'attributo si rappresenta con pallino vuoto al cui fianco viene specificato il nome dell'attributo. Inoltre nell'individuazione della chiave primaria, il pallino viene rappresentato pieno, il nome dell'attributo viene sottolineato cerchiato ed infine viene indicata la sigla (PK) che indica la Primary Key.

Associazione ( rappresentata con )

Le associazioni (dette anche relazioni, con terminologia desueta) rappresentano un legame tra due o più entità. Il numero di entità legate è indicato dal grado dell'associazione: un buono schema E-R è caratterizzato da una prevalenza di associazioni con grado due. È possibile anche legare le stesse entità con più associazioni. Di norma viene rappresentata graficamente da un rombo contenente il nome dell'associazione. Il nome può essere un verbo in modo da fornire una direzione di lettura, oppure può essere un sostantivo in modo da non dare una direzione di lettura.

Cardinalità delle associazioni ( 1:1 , 1:N , N:N )

Vengono specificate per ciascuna entità che partecipa a una associazione e indicano quante volte, in una associazione tra entità, un'occorrenza di una di queste entità può essere legata ad occorrenze delle altre entità coinvolte nell'associazione (indica il minimo e il massimo delle occorrenze).

  • Un’associazione si dice uno a uno, o biunivoca, e si indica con 1 : 1, quando ogni elemento della prima entità si deve associare a un solo elemento della seconda entità e viceversa. (Es.:
  • Un’associazione si dice uno a molti, e si indica con 1 : N, quando a ogni elemento della prima entità si può associare uno o più elemento della seconda entità, mentre a ogni elemento della seconda entità si deve associare un solo elemento della prima. (Es.:
  • Un’associazione si dice molti a molti, e si indica con N : N, se a ogni elemento della prima entità si possono associare uno o più elementi della seconda entità e a ogni elemento della seconda entità si possono associare uno o più elementi della prima. (Es.:

Nei casi di Associazione 1:N. Si rappresenta aggiungendo, agli attributi dell’entità che svolge il ruolo a molti, l’identificatore univoco dell’entità che svolge il ruolo a uno nell’associazione (chiave esterna). Il procedimento è uguale a quello dell'Associazione 1:1 ma vi è l'obbligo di inserire la FK sull'entita a molti (ad "N"). Es.: Proprietario e Auto Persona (CodiceFiscale , Nome , Indirizzo ) Auto (Targa , Modello , Targa , CodiceFiscale_Persona ) Nei casi di Associazione N:N. Si rappresenta aggiungendo alle due entità associate una nuova tabella composta dagli identificatori univoci delle due entità. In questo modo si avranno tre tabelle: due rappresentano esattamente le entità del diagramma ER la terza invece avrà le Chiavi Esterne derivate dalle PK di ognuna dell due tabelle. Es.: Studente - Materia Studente (Matricola , Nome , DataNascita ) Materia ( IdCod , NomeMateria , Ore ) Lezione ( Matricola_Studente , IdCod_Materia ) Persona Auto Possiede Indirizzo CodiceFiscale (PK) Nome (^) Modello (^) Targa (PK) Persona CodiceFiscale (PK) Nome Indirizzo Auto Targa (PK) Modello CodiceFiscale_ Persona (FK) Studente Materia Segue Data Nascita Matricola (PK) Nome Nome IdCod (PK) Ore Studente Matricola (PK) Nome DataNascita (^) Lezione MatricolaStudente (FK) IdCOdMateria (FK) Materia IdCod (PK) NomeMateria Ore