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Informatica delle reti, Appunti di Elementi di Informatica

Idoneità ad informatica delle reti

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 26/04/2021

antonella-domina
antonella-domina 🇮🇹

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IDONEITA’ DI INFORMATICA
Esame scritto: domande a risposta aperta * domanda sui linguaggi di marcatura
13/11/2018
Sistemi complessi >internet e web
Sistemi complessi sono insiemi di elementi con delle relazioni (nel web gli elementi sono le pagine web).
- Relazioni tra gli elementi: tra server è il passaggio di dati tramite la linea; nel web sono i link
ipertestuali. Le caratteristiche di rete sono le proprietà, i legami e l’ampiezza della rete (ovvero
quanto sono lontani due elementi di rete). Analisi permette di capire le criticità delle rete -> si
chiama SCIENZA DELLE RETI.
Sono studi che si basano sulla capacità di elaborare dati, come connessione tra elementi, parti delle rete
(sotto reti).
- Computer: elaboratore di informazione; riceve dati in ingresso (input), li elabora, restituisce
l’elaborazione dei dati (output), può memorizzare le informazioni (memoria).
- CPU: elemento che elabora.
- Memorie di elaborazione: ram, hardisk, cpu; differiscono per memorie temporanee (necessitano di
essere alimentate, come ram) e memorie permanenti (conservano le informazioni senza energia,
hanno una velocità di accesso più ampia, capacità di memorizzare più dati, come hardisk).
- Come elabora i dati il computer? Fase di elaborazione, ovvero esecuzione di programmi che
descrivono ai computer in un linguaggio comprensibile.
- Il programma esegue un algoritmo in un linguaggio comprensibile alla macchina.
- Algoritmo -> procedimento per risoluzione di un problema utilizzando un numero finito di istruzioni
(risoluzione=risolvere e trovare soluzioni; numero finito di istruzioni=operazioni matematiche,
istruzioni non finite). L’algoritmo ha due aspetti principali:
1. Correttezza -> algoritmo che da sempre la risposta esatta e corretta
2. Efficienza -> ovvero numero di passaggi possibili, quindi velocità dell’algoritmo
- Esempi di algoritmo: ricetta di cucina, processo con dei dati per arrivare ad un risultato, algoritmo
di ordinamento.
- Progettazione sito web -> fase composta da più sotto attività. Ci sono 3 macro fasi, è un processo
ciclico che comprende all’inizio la progettazione, poi la realizzazione del sito, poi la verifica che il
sito risponde alle esigenze. Come? -> attraverso la valutazione degli esperti o degli utenti; se ci sono
problemi, si ritorna alla progettazione.
- Progettazione -> composta da 8 fasi che danno dei dati da analizzare e ha una figura professionale
di riferimento che se ne occupa. 2° fase = creazione del contenuto; 3° fase = definizione della
grafica; 4° fase = sviluppo del software; 5° fase = gestione dei contenuti, realizzazione dei contenuti;
6° fase = esercizio del sito -> il sito deve essere sempre aggiornato; 7° fase = gestione del server ->
scegliere server su cui pubblicare il sito; 8° fase = connettività a internet.
14/11/2018
Internet
- Progetto collegamento tra elaborati
- Primo progetto negli anni 60 da ARPA
- Caratteristiche:
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IDONEITA’ DI INFORMATICA

Esame scritto: domande a risposta aperta * domanda sui linguaggi di marcatura 13/11/ Sistemi complessi >internet e web Sistemi complessi sono insiemi di elementi con delle relazioni (nel web gli elementi sono le pagine web).

  • Relazioni tra gli elementi: tra server è il passaggio di dati tramite la linea; nel web sono i link ipertestuali. Le caratteristiche di rete sono le proprietà, i legami e l’ampiezza della rete (ovvero quanto sono lontani due elementi di rete). Analisi permette di capire le criticità delle rete -> si chiama SCIENZA DELLE RETI. Sono studi che si basano sulla capacità di elaborare dati, come connessione tra elementi, parti delle rete (sotto reti).
  • Computer: elaboratore di informazione; riceve dati in ingresso (input), li elabora, restituisce l’elaborazione dei dati (output), può memorizzare le informazioni (memoria).
  • CPU: elemento che elabora.
  • Memorie di elaborazione: ram, hardisk, cpu; differiscono per memorie temporanee (necessitano di essere alimentate, come ram) e memorie permanenti (conservano le informazioni senza energia, hanno una velocità di accesso più ampia, capacità di memorizzare più dati, come hardisk).
  • Come elabora i dati il computer? Fase di elaborazione, ovvero esecuzione di programmi che descrivono ai computer in un linguaggio comprensibile.
  • Il programma esegue un algoritmo in un linguaggio comprensibile alla macchina.
  • Algoritmo -> procedimento per risoluzione di un problema utilizzando un numero finito di istruzioni (risoluzione=risolvere e trovare soluzioni; numero finito di istruzioni=operazioni matematiche, istruzioni non finite). L’algoritmo ha due aspetti principali:
  1. Correttezza -> algoritmo che da sempre la risposta esatta e corretta
  2. Efficienza -> ovvero numero di passaggi possibili, quindi velocità dell’algoritmo
  • Esempi di algoritmo: ricetta di cucina, processo con dei dati per arrivare ad un risultato, algoritmo di ordinamento.
  • Progettazione sito web -> fase composta da più sotto attività. Ci sono 3 macro fasi, è un processo ciclico che comprende all’inizio la progettazione, poi la realizzazione del sito, poi la verifica che il sito risponde alle esigenze. Come? -> attraverso la valutazione degli esperti o degli utenti; se ci sono problemi, si ritorna alla progettazione.
  • Progettazione -> composta da 8 fasi che danno dei dati da analizzare e ha una figura professionale di riferimento che se ne occupa. 2° fase = creazione del contenuto; 3° fase = definizione della grafica; 4° fase = sviluppo del software; 5° fase = gestione dei contenuti, realizzazione dei contenuti; 6° fase = esercizio del sito -> il sito deve essere sempre aggiornato; 7° fase = gestione del server -> scegliere server su cui pubblicare il sito; 8° fase = connettività a internet. 14/11/ Internet
  • Progetto collegamento tra elaborati
  • Primo progetto negli anni 60 da ARPA
  • Caratteristiche:

Ridondanza delle connessioni (non sono create numero minimo di connessioni, ma si assume che ce ne siano un po’ di più, si prevede perché si migliora la sicurezza -> importante perché se linea viene attaccata o smette di funzionare, il collegamento tra a e b può comunicare, mentre c non funziona.

  • Rete di reti: non collega dispositivi che sono scollegati da altri, ma collega delle reti di elaboratori, reti più piccole di elaboratori che sono collegati a rete internet. Possibile collegare tutti i dispositivi collegando le varie reti. Rete di reti ha effetto su ogni parte di rete internet che ha caratteristiche diverse per hardware, per connessioni -> interconnessioni di tipo differente. Ogni sottorete è collegata a Internet tramite un dispositivo: gateway -> dispositivo che collega la rete locale con la rete internet, collegare tra di loro i gateway. Dal punto di vista della sicurezza -> effetto: per isolare rete locale, basta causare malfunzionamento del gateway e tutto viene scollegato, gateway devono essere protetti.
  • Devono esserci regole comuni seguite per scambiare informazioni.
  • Comunicazione su rete internet: protocolli di comunicazione -> regole che stabiliscono come avviene la comunicazione tra dispositivi, regole condivise per scambio (di dati, dati scambiati da dispositivi) e interpretazione (dei dati). Scambio avviene tramite scambio di bit, sistema che funziona a bit. Nell’interpretazione ciò che è condiviso è cosa rappresentano le sequenze di bit che interpretano il carattere della comunicazione.
  • Perché definire regole per scambiare dati? Tanti dispositivi che condividono linee di comunicazione, quindi normare invio dei dati.
  • Due modelli di riferimento: modello ISO/OSI (ISO: è organizzazione internazionale per definizione di regole, definire anche i protocolli di comunicazione della reti) -> 7 livelli. Protocollo internet (TCP/IP): 4 livelli prende il nome da due livelli, ogni livello definisce aspetto della comunicazione, da livelli più dettagliati (scambio fisico di comunicazione) e si procede per astrazione. Nel caso del protocollo internet i due livelli importanti sono 2 e 3: livello IP (internet protocollo, stabilisce caratteristiche dei dispositivi quando sono collegati alla rete), livello di trasporto( TCP, regola l’affidabilità della comunicazione, se invio comunicazione a destinatario riceve comunicazione e ricevuta integra). Ultimo livello -> livello applicativo (specifico dell’applicazione che usa rete internet, utilizzata con tanate applicazione che ha un insieme di protocolli che stabiliscono come avviene scambio comunicazioni). Livello IP
  • Stabilisce che dispositivi che si collegano alla rete devono avere un indirizzo univoco; sono indirizzi numerici da 4 numeri il cui valore va da 0 fino a 255 (es. 149.132.159.3).
  • Ogni elaboratore deve avere indirizzo ip diverso dagli altri, sennò quando elaboratore deve comunicare, lo fa tramite indirizzo; se uguale ha due destinatari, ma destinatario deve essere unico.
  • Esiste un’organizzazione ICANN per assegnare indirizzi ip univoci.
  • Numero di indirizzi ip è limitato: per ovviare: - TECNICHE DI SOFTWARE di mascheramento. Indirizzo gateway maschera indirizzi di sottorete: i dispositivi che si collegano direttamente sono i gateway, gli altri delle sotto reti locali accedono tramite gateway; questi nodi non hanno bisogno di avere indirizzo delle rete internet, perché scambi tra nodi avvengono tramite gateway -> idea che nodi di reti locali che non sono gateway non hanno bisogno di indirizzo ip, ma indirizzi locali delle ereti locali -> indirizzo ip solo per ogni gateway e non ogni dispositivo che si collega). – versione 6 dell’ip (IPV6) -> se utilizzo questi indirizzi non riescono a creare abbastanza indirizzi, ridefinisco modalità dell’indirizzo -> indirizzi più complessi, numeri di cifre maggiori, quantità quasi infinita. (aspetto

specifica il tipo di operazione), percorso_file (specifico documento di una determinata macchina; per raggiungere il file specifico le cartelle e poi il nome del file del server), query (informazioni sui parametri). Protocollo (specificare per accedere al file, come http, https (sicurezza del protocollo perché dati vengono criptati), ftp. Url più complicati con parametri (ES. data 10012019)

  • http: trasferimento di documenti
  • html: linguaggio in cui sono scritti i documenti. 15/11/ HTTP
  • protocollo che stabilisce come avviene il trasferimento di documento da un punto all’altro, ovvero da server a client.
  • previsto perché web costituito da documenti e quando arriva richiesta, questa può essere distante.
  • componente che usa protocollo è il browser per navigare nel web, ma altra funzione è anche quella di visualizzare il documento (una volta che pagina web ci viene restituita, browser prende dati e interpretarli e mostrare il risultato sul monitor.
  • richiesta di trasferimento da client a server:
  1. richiesta dell’utente: selezione del link ipertestuale
  2. connessione con server web: invio della richiesta
  3. formulazione risposta: costruire pagina da inviare a utente, invio è semplice, ma in alcuni casi è processo più complesso perché elementi multimediali.
  4. visualizzazione pagina
  • informazioni su client a seguito di una richiesta:
  1. indirizzo ip
  2. sistema operativo, browser
  3. risoluzione dello schermo e profondità di colore (numero di colori che si rappresentano sullo schermo)
  4. sito dal quale proviene
  5. informazioni locali sulla visita
  • perché fornire informazioni? Per adattare visualizzazione al tipo specifico di dispositivo che sto utilizzando. Alcune caratteristiche vengono inviate per migliorare le caratteristiche d’uso, o il comportamento della navigazione (es. link ipertestuale, la pagina dalla quale proveniamo, informazioni locali sulla visita, link e pagine selezionate).
  • Perché importante sapere da quale pagina proviene l’utente? Per creare archivio dei dati, ma anche per scopi commerciali, come effetto delle inserzioni.
  • informazioni memorizzate in file di log Proprietà http
  • ogni richiesta indipendente dalle precedenti -> quando chiedo una pagina, e poi seleziono un’altra pagina dallo stesso sito, due richieste differenti
  • ogni richiesta -> nuova connessione
  • protocollo senza stato (tante richieste, ognuna indipendente)
  • gestire sessioni di lavoro degli utenti (quando si fa acquisto online, o sportello studenti) -> sono stati creati dei sistemi come i cookie (ovvero dei file che sono memorizzati sugli elaboratori che usiamo). RETI E WEB – LINGUAGGI DI MARCATURA
  • creati da linguaggio di marcatura già esistenti per creare un unico linguaggio di marcatura
  • sono linguaggi creati per definire gli aspetti della struttura e della formattazione di una pagina web (descrivere come sono fatti i documenti)
  • due aspetti:
  1. la struttura del documento
  2. formattazione -> gli aspetti estetici del documento
  • creare tanti linguaggi di marcatura; il primo è l’HTML, CSS e XML.
  • perché di marcatura? Usano marche o tag.
  • Quando scrivo un documento, ci sono due tipi di dati: testo da cui è composto il documento e una meta-informazione (si esprime con i tag che indicano il ruolo delle componenti; tag sono componenti racchiuse tra simboli di > e <, chiamate parentesi angolari).
  • Html nasce negli anni ’90 per creare documenti ipertestuali (prime versione non avevo molta attenzione alla formattazione, ma la struttura). I tag servono sia per definire struttura si formattazione. Successivamente ci sono più versione, come la fase HTML 4.0 del 1998 che è importante perché separa la struttura dalla formattazione del documento -> html usato solo per descrivere la struttura dei documenti, mentre la formattazione viene definita con altri strumenti, come CSS. Un limite dell’html è che non ha un controllo accurato del rispetto delle regole da parte degli utenti (es. per aprire e chiudere un paragrafo usando < e >, mas il browser tenta di interpretare quello che si scrive). Nel 2000 definizione di regole più strette di interpretazione, integrando linguaggi html con xlm. Nel 2004 si sviluppa l’ultima versione, HTML5, con attenzione su separazione tra struttura e formattazione, ma anche per la multimedialità.
  • Pagine web memorizzate sui server in:
  1. Statiche -> come pagina HTML; è una pagina, un file html con altri file, già esistente che contiene descrizione del documento richiesto; sul server esiste un file che contiene un documento richiesto. Contenuto identico per ogni utente, cambia solo la formattazione che dipende dal dispositivo.
  2. Dinamiche -> ovvero pagine che non sono file html memorizzati sul server, ma pagina viene generata dal server a seconda della richiesta dell’utente. È fatto utilizzando dei linguaggi di programmazione per il web, che generano in modo dinamico, che cambiano in base alle richieste dell’utente. (es. moduli di ricerca -> inserimento di parole chiave che danno risultati diversi, a seconda dell’utente cambia il tipo di visualizzazione).
  • Nascita delle pagine dinamiche è motivata da un cambio di architettura -> architettura a 3 li9velli perché informazioni mostrate sulla pagina, server le prelevano da base di dati e quindi effetto totale di avere un’architettura a 3 livelli -> client, server web (che attende la richiesta e la formula), se il server non ha tutte le informazioni accede ad un gestore di base di dati, DBMS, (archivio con informazioni mostrate sulla pagina). RETI E GRAFI

come? -> prendendo la rete ci sono 4 nodi, se trovo percorso ci sono nodo di partenza e di arrivo, e almeno due nodi intermedi, o almeno uno da cui non inizia o finisce un percorso; nodo intermedio x -> ogni volta che arrivo in x con un ponte prendo un altro ponte -> il grado di questo nodo intermedio deve essere pari perché ogni volta che si arriva si va via, ma non può esserci un arco che non percorro perché sono da percorre tutti -> grado dei nodi della rete sono numeri dispari quindi non c’è nessuno nodo che può essere nodo intermedio -> allora non si può percorrere tutti i ponti solo una volta. 21/11/ GRADI DI SEPARAZIONE Reti sociali e grafi

  • Tutti i nodi della rete fanno parte di un’unica componente.
  • Gradi di separazione sono distanze tra nodi di una rete.
  • Concetto introdotto da uno scrittore Karinthy, che in un libro immagina che ci siano delle catene che collegano le persone che appartengono all’umanità. Immagina anche noi siamo connessi, collegati, ma ipotizza che collegamenti non siano molto lunghi. Il cammino ha una lunghezza 6.
  • Fenomeno che si riscontra in altri ambiti: sistema complesso formato da molti elementi, il grado di separazione tra i nodi del sistema è molto piccolo -> più piccolo rispetto alla dimensione complessiva della rete -> nodi sono tutti vicini.
  • Quando concetto viene formalizzato, avviene negli anni ’60 da parte di un sociologo Milgram. Fa una ricerca per studiare caratteristiche della società statunitense, e vuole studiare quanto sono connesse le comunità degli stati uniti poste in stati lontani per capire ci sono delle catene lunghe o corte. Problema? -> come fa l’esperimento? -> dove prende i dati? -> i dati non c’erano, doveva raccoglierli. Milgram progetta l’esperimento -> ovvero invia dei messaggi tra due città degli stati uniti (volontari di una zona centrale e orientale). Il gruppo della costa centrale devono inviare i messaggi a quelli della costa orientale, che loro non conoscono direttamente -> come? -> passano per mano il messaggio a una persona che conoscono e che possa essere un possibile contatto con l’altra persona che riceve il messaggio. Ogni volta che viene fatto un passaggio, si aggiunge il nome di chi ha ricevuto il passaggio per tracciare il numero di passaggi.
  • Esperimento prevede che ogni persona consegni il messaggio al destinatario, se è un conoscente; il conoscente deve avere maggiore probabilità di consegnare ilo messaggio al destinatario.
  • Dati -> 160 lettere inviate; 42 lettere arrivano a destinazione.
  • Quanti passaggi necessari? -> numero medio di intermediari: 5,5 – 6 (42 lettere hanno impiegato in media sei passaggi); in media circa 6 passaggi -> sei gradi di separazione.
  • Esempio: rete persone – conoscenze -> collegare studente unibg e presidente degli stati uniti -> mandare messaggio al rappresentante degli studenti; poi messaggio al rettore; rettore lo manda a ministro dell’università; poi messaggio a presidente del consiglio; poi arriva al presidente degli stati uniti. GRADO DI SEPARAZIONE DEL WEB
  • Nel 1998 Barabasi analizza il web: rete formata da link ipertestuali
  • Quanti passaggi sono necessari per passare da una pagina all’altra? -> problemi di analisi del Web -

come fare ad individuare le pagine?

  • Esperimento ha un vantaggio rispetto a Milgram -> Barabasi sa che sistema è fatto da documenti ipertestuali che stanno sugli elaboratori e sono documenti digitali -> informazione è digitale e può usare dei programmi per il processo. Svantaggio -> quali sono le pagine web? Non esiste un archivio

con tutti i documenti web. I documenti si possono recuperare tramite link ipertestuali, ma non è semplice.

  • Barabasi analizza solo una porzione del web, ovvero il dominio nd.edu (dominio dell’università in cui lavora). Dominio ha circa 100 mila pagine, e numero di gradi di separazione sono 11. Quanto sarà il diametro di tutto il web? Ipotizza che, se il diametro cresce come dimensione, allora web dovrebbe avere un diametro di 33 mila. (ipotesi poi smentita)
  • Fa delle stime, partendo da una porzione, aggiungendo un’altra più grande -> dimensione del sistema cresce. Misura gradi e come crescono. Osserva che, se numero di nodi è n (da 1 a 800 milioni) il numero di gradi o diametro non cresce come n, ma cresce come logaritmo naturale di n-> quando n cresce, la quantità non cresce in modo proporzionale, ma molto più lentamente. Se analizzo rete di 800 milioni di nodi, allora diametro medio di 18,59 -> 19 gradi di separazioni.
  • Barabasi mostra che il fenomeno di Milgram, fatto in maniera sperimentale, non è un fenomeno isolato ma ci sono latri sistemi, come web, che hanno simili proprietà.
  • Come si può spiegare il fatto che, una persona conosce circa 100 persone? Partendo da individuo specifico, si raggiungono 100 individui direttamente. Ognuno di questi individui conosce 100 persone; al secondo livello sono 10 mila; poi diventano 1 milione; ognuno di questi individui consce altre 100 persone -> 100 mila individui; poi si arriva a 10 miliardi di individui -> stima per capire come si arriva a un numero elevato di individui.
  • Problema -> stima non esatta: individui possono conoscere un individuo in comune -> sovrastima (nodi contati più di una volta).
  • Studio più recente sui gradi di separazione -> considerare una rete sociale intesa come social network -> analisi del 2011 il cui obbiettivo è confermare, ispirandosi a Milgram, se esperimento confermato o smentito.
  • Differenza tra esperimento di Milgram e Barabasi rispetto all’ultimo? Dati sono contenuti nella piattaforma Facebook
  • In questa analisi della rete di Facebook, sono stati analizzati la rete globale e anche le reti regionali.
  • Analizzata la rete dal 2007 al 2011; problema determinare quali erano gli utenti attivi (no profili falsi considerati); considerati utenti attivi negli ultimi 28 giorni. Sono stati tolti alcuni nodi perché dimostrare che diametro era piccolo -> Considerati utenti con al più di 5 mila amici.
  • Risultati: 721 milioni di utenti (nodi) e 69 miliardi di archi; grado di separazione medio di 4 (più basso rispetto a quello ipotizzato da Milgram su sistema più piccolo).
  • Poi analizzata l’evoluzione di Facebook -> nel 2007 la rete era disconnessa (tante componenti connesse); nel 2009 rete è connessa (rete resta sempre connessa); nel 2011 -> analizzati grafi regionali con grado di separazione di circa 3 (utenti di rete Facebook dell’Italia ha grado di 3); gradi medio di 3, 74 – 4; quanti sono i nodi che hanno valori inferiori a 4? -> molti nodi hanno grado di separazione a 4 -> 92% di coppie di nodi hanno grado di separazione inferiore a 4 -> rete molto piccola -> distanze sono piccole.
  • Differenze tra analisi di Facebook/Web e esperimento di Milgram -> nell’analisi di Facebook utilizzo di cammini minimi (rete di Facebook calcola cammino minimo che collega due parti); nell’esperimento di Milgram i cammini sono minimi? Non si sa se sono usati -> motivo della sovrastima dei gradi di separazione. Come avrebbe potuto fare Milgram per usare cammini minimi? A Milgram mancava la rete e gli elementi che vi appartengono, i collegamenti o archi, ovvero mancavano individui e sapere che per ogni individuo quali sono le sue conoscenze -> archi sono conoscenze tra individui.
  • Altre differenze tra i due tipi di analisi -> Milgram studia relazioni che esistono nella realtà, Facebook no; Milgram ha 300 volontari e solo il 22% delle lettere alla fine arriva a destinazione, Facebook ha 721 milioni di utenti e il 92% dei nodi con un grado idi separazione minore di 4.
  • Esempi di altre reti sociali: collaborazioni scientifiche -> esempio di relazione tra individui; rete fatta da ricercatori e la relazione tra 2 ricercatori non è il fatto che si conoscono, ma se relatori hanno
  • Il modello osservato da Granovetter implica che un alto coefficiente di clustering ha la presenza di un numero significativo di cluster; i legami non distribuiti casualmente: se due individui hanno un amico in comune è probabile che si conoscano.
  • Diverse reti hanno un alto grado di clustering -> rete di collaborazioni scientifiche, rete biologica, WWW, internet.
  • Il clusterin non è spiegabile con il modello delle reti casuali; i cluster da soli non permettono di avere un grado di separazione limitato -> pochi legami tra cluster permettono di avere reti con grado di separazione basso (se considero legami forti -> cluster sono separati e non permettono la connessione; la presenza di legami deboli spiega il grado che è basso in queste reti)
  • Legami deboli mettono in comunicazione i cluster e la loro rimozione crea l’isolamento dei cluster. HUB E LEGGE DI POTENZA Reti sociali e grafi
  • Le analisi di alcune reti hanno dimostrato l’esistenza di nodi con un numero molto elevato di connessione.
  • Hub sono nodi che hanno grado molto alto rispetto agli altri nodi della rete -> nodi che hanno un grado particolarmente elevato; la presenza di questi nodi non può essere spiegato dal modello di reti casuali.
  • Reti casuali e a piccolo mondo descrivono situazione egualitaria (tutti i nodi hanno la stessa importanza); ogni nodo ha un ruolo (numero di collegamenti) simili. Critica ->ipotesi egualitaria non è vera perché ci sono nodi più importanti nel funzionamento del sistema (numero elevato di connessioni).
  • Nell’analisi del web -> 203 milioni di pagine utilizzate; 90% di pagine con meno di 10 link entranti; 3 pagine con circa 1 milione di link entranti (sono i nodi hub); se il web fosse una rete casuale: probabilità del 10^-99 di avere nodi con 500 link entranti.
  • La presenza di nodi hub può essere usata per spiegare il grado di separazione limitato; nodi del grafo collegati a hub con cammini brevi; utilizzando hub -> cammini brevi tra ogni coppia di nodi (per andare da un nodo ad un altro -> uso cammino breve, sommati si arriva ad un grado di separazione limitato).
  • Numero limitato di nodi hub nella rete; permettono l’interscambio tra nodi sparsi nella rete. (es. rete aereoportuale -> da un aeroporto a uno meno famoso si passa per un aeroporto più importante -> no connessione diretta).
  • Legge di potenza -> la presenza di hub all’interno di una rete viene spiegata con modello di reti che seguono una legge di potenza o invarianza di scala
  • Il collegamento tra nodi non segue una legge casuale: collegamento preferenziale -> una regola che dice come si collegano i nodi
  • Quando si analizzano i modelli esistenti, Barabasi trova due limiti:
  1. Tutti i nodi non hanno la stessa importanza
  2. Staticità della rete -> i nodi sono tutti presenti nel momento in cui la rete si forma (non è vero, perché tutti i nodi non sono subito presenti nella rete)
  • Obbiettivo -> superare i due limiti.
  • Barabasi sostiene che rete ha un’evoluzione dinamica (aggiunta o eliminazione di nodi o archi); quale regola seguono le reti nel collegare nuovi nodi? -> nella realtà i nodi di una rete possono avere importanza differente (dato che ci sono gli hub, allora nodi migliori nell’attrarre link ipertestuali -> nodi non tutti identici). Come collegare nuovi nodi? -> collegamento casuale della rete in cui nodi più vecchi hanno maggiore probabilità di attrarre collegamenti -> il modello non riesce a spiegare la presenza di hub
  • Collegamento preferenziale -> aggiunta di legami dei nuovi nodi -> tendenza a collegarsi a nodi con molte connessioni -> hub (chi ha un numero elevato di link entranti è in grado di attrarne sempre di più). Quando nodo ha molte connessioni, tutti gli elementi aggiunti alla rete mettono link ipertestuale al nodo considerato.
  • Sviluppo di una rete: crescita (aggiunta di un nodo alla rete); collegamento preferenziale (aggiunta di collegamenti al nodo appena aggiunto). Conseguenza -> i primi nodi hanno più probabilità di avere molti collegamenti. 27/11/ COLLEGAMENTO PREFERENZIALE
  • Aggiunta dei legami dei nuovi nodi segue “collegamento preferenziale” -> tendenza a collegarsi a nodi con molte connessioni -> hub
  • Secondo questa regola: i nodi con molte connessioni tendono ad aumentare il numero di connessioni (i ricchi diventano sempre più ricchi).
  • Sviluppo di una rete: crescita -> aggiunta di un nodo alla rete; collegamento preferenziale. Conseguenza -> i primi nodi hanno più probabilità di avere molti collegamenti.
  • Legge di potenza: y -> numero di nodi con grado x; y segue legge di potenza -> x=k x x^-n
  • Il rapporto tra y e x cresce al crescere di x -> rete che segue legge di potenza ha presenza di hub e pochi hub enormi -> seguendo questo modello presenza di hub non è così improbabile come nelle reti casuali; esistono hub di numero limitato che hanno un numero di connessioni elevato.
  • Confronto dei due modelli: reti casuali e reti che seguono la legge di potenza
  1. Rete casuale: collegamenti aggiunti in modo casuale, distribuzione del grado dei nodi (vicini al grado medio, sono simili, esistono pochi nodi che grado molto alto, gli hub non esistono; secondo Barabasi il modello simile alla rete casuale e quello delle reti autostradali).
  2. Reti che seguono legge di potenza: molti nodi con grado limitato, parte significativa di nodi più connessi della media, una piccola parte dei nodi molto più connessa della media -> hub (es. rete dei collegamenti aerei degli Stati Uniti).
  • Confronto -> nelle reti casuale la distribuzione del grado dei nodi è rappresentata da curva a punta -

nodi sono concentrato intorno alla media; a un certo punto scendendo nella curva non ci sono nodi che hanno più di 100 connessioni. Nella legge di potenza, nodi sono concentrati a sinistra, vicino allo zero -> parte che contiene nodi con grado basso; Se si analizza andamento, la funzione decresce piano -> nodi che hanno grado elevato. Questo dimostra che reti hanno hub. Questi reti che seguono la legge si trovano nel Web (pagine che hanno connessioni elevate), reti sociali, economia, interazioni biologiche.

  • Il modello proposto ha due limiti:
  1. Non sempre i nodi più connessi sono quelli aggiunti prima (es. Google)
  2. Non è previsto il collegamento tra nodi già esistenti -> nel collegamento preferenziale collegamenti definiti quando nodo è aggiunto nel sistema, ma può essere che un collegamento mette in relazione due elementi già esistenti (pagina web che aggiunge link ipertestuale verso un’altra pagina web).
  • Modello proposto chiamato “collegamento e fitness -> ogni nodo ha una certa capacità di attrarre collegamenti, basato sulla qualità dei nodi. Collegamento preferenziale basato sul prodotto tra fitness e numero di collegamenti dei singoli nodi. Capacità di attrarre link dipende anche dalla

betweeness centrality -> numero dei cammini minimi passanti per nodo che si sta analizzando (più indice è alto più cammini minimi esistono); importanza nel controllo del flusso della rete e influenza nella rete; eigenvector centrality -> connessioni con elementi/individui influenti -> importanza di un nodo legata ad avere connessioni con nodi importanti nella rete; centralità di un nodo -> proporzionale a quella dei vicini (più i nodi sono importanti più il nodo analizzato è importante). Es. Pagerank (metodo per ordinare i risultati della ricerca). 28/11/ Valori della rete:

  • Densità -> indica la correlazione tra elementi della rete; si misura dividendo il numero di archi presenti nella rete per il numero di possibili archi che ho nella rete. (con 4 nodi si possono avere al massimo 6 archi; densità 6/6 al massimo -> densità vale 1). Si cerano delle sotto parti della rete che sono molto dense, che hanno molto degli archi che possono connettere gli elementi della sotto rete; perché cercare queste parti? -> per capire quali sono le parti altamente connesse e rappresentano comunità, si cercano grafi con densità alta.
  • Inclusività -> elementi/individui coinvolti nella relazione rappresentata dal grafo; rapporto tra numero totale di nodi non isolati in un grafo e numero totale dei nodi (es. numero di nodi 7 -> inclusività = (7-2) /7; se inclusività 7/7 -> non ci sono nodi isolati, massima inclusività 1; inclusività misura solo relazione tra nodi, e non la massima connessione). MOTORI DI RICERCA
  • Si stima che ci sono diversi miliardi di pagine web, oltre un miliardo di siti web -> sistemi per la ricerca e la catalogazione delle pagine web.
  • Motori di ricerca: Google, Yahoo.
  • Cataloghi sistematici: Yahoo Directory (idea di costruire una struttura del sapere che è possibile trovare sul web, pagine analizzate e associate a categorie; il problema è che per un utente è più semplice inserire parole e trovare risultati; i cataloghi richiedono una catalogazione, ma non sempre è automatica -> chi catalogava era l’uomo).
  • Motore di ricerca: strumento di IR -> Information Retrieval -> disciplina con scopo di supportare la ricerca di informazioni; ricerca per parole chiave; risultato di una ricerca è una lista ordinata di pagine che trattano argomenti descritti dalle parole chiave.
  • Problematiche -> Motori di ricerca devono essere efficienti perché numero di interrogazione: migliaia al secondo; tempi di risposta istantanei.
  • Caratteristiche del Web: grande collezione di documenti; informazione non strutturata, priva di organizzazione o vincoli -> perché nel web non ci sono cataloghi sistematici; tecniche di indicizzazione e interrogazione per ovviare al fatto che le pagine web hanno un’informazione non strutturata.
  • Information Retrieval IR: disciplina che studia come rispondere alle esigenze informative, come cataloghi biblioteca, motori di ricerca. Processo di selezione dell’informazione rilevante all’interno di un corpus di documenti.
  • Sistema IR -> interrogazione dell’utente: stringa di testo (es. parole chiave); risposta del sistema: selezione all’interno del corpus della parte rilevante, eventuale ordinamento risultato (mostrare l’ordine dei risultati).
  • Obbiettivi sistema IR:
  1. Efficacia : accuratezza della risposta -> misura quanto i documenti individuati sono effettivamente quelli, coincidono con i documenti che si occupano di quell’argomento. 2 possibili casi rispetto ad errori che può compiere il motore di ricerca -> può individuare qualcosa che sia avvicina al documento ricercato, diverso perché aggiunge ai documenti un documento che non dovrebbe appartenere ai risultati; o può escludere il documento che dovrebbe stare all’interno dei documenti rilevanti. Più l’insieme si avvicina all’insieme di documenti ricercati, più sistema è accurato.
  2. Efficienza : velocità nel fornire risposte
  • Questi obbiettivi sono contrastanti perché sono due aspetti che vanno contro. Se voglio creare un motore di ricerca efficiente ma non efficace, come? -> prende o lascia un qualsiasi documento e lo restituisce subito; il contrario è più complicato.
  • Per costruire sistemi che si avvicinano a queste due qualità, è necessario che i sistemi analizzano preventivamente i documenti prima che arrivano le richieste, estraggano informazioni utili per rispondere velocemente con un buon grado di accuratezza.
  • Tecniche di indicizzazione: creazione di indici -> struttura per reperimento efficiente di documenti correlati a interrogazione, organizzazione fatta per parole e lista di documenti che contengono quella parola; riduzione dei tempi di ricerca; informazione memorizzate nell’indice: documenti in cui compare T, frequenza T (frequenza con cui compare la parola; importante perché più parola è frequente più pagina importante), parte in cui compare T (in quale parte del documento la parola compare, viene considerato importante perché in base a dove compare quella parola sarà più o meno importante).
  • Interrogazione: risultato dell’interrogazione -> lista di documenti correlati; valore di rilevanza -> similarità tra parole chiave e termini documento. Documenti con scarsa rilevanza sono scartati.
  • Come funziona un motore di ricerca? Attività di un motore di ricerca -> raccolta (fase particolarmente rilevante nel web perché fase con cui motori di ricerca raccolgono documenti che costituiscono il web, ma motori di ricerca non hanno un catalogo del web con la lista dei documenti), analisi e indicizzazione, interrogazione.
  • Raccolta: esplorazione del Web -> generazione di indirizzi, utilizzo di link. Per l’esplorazione si seguono link ipertestuali in maniera periodica.
  • Analisi e indicizzazione: elaborazione di informazioni raccolte dagli spider -> contenuto informativo. Utilizzo di tecniche IR, come costruzione dell’indice o analisi del documento
  • Interrogazione: risposta a richieste degli utenti; accesso solo all’indice e all’archivio Web; risultati della ricerca -> ordine con cui sono mostrati i documenti. Non basta rilevare solo documenti importanti, ma si deve anche costruire un ordine significativo per l’utente con cui vanno mostrati i documenti (è chiamato ranking); perché importante? Perché i risultati sono centinaia di migliaia e quindi mettere in ordine di importanza è fondamentale, i primi risultati sono quelli che gli utenti selezionano, non esplorano tutto lo spazio dei documenti rilevanti, ma solo una piccola parte.
  • Motori di ricerca generalisti -> sono motori che cercano in tutto il web; sono Google, Bing, Yahoo! Search. Difficile confrontare i motori di ricerca perché possono avere delle caratteristiche diverse. (es. Google prevale perché copra meglio la parte di documenti a cui utenti sono interessati).
  • Motori di ricerca specializzati: motori che lavorano in un ambito specifico.
  1. Metamotori -> non sono dei veri motori di ricerca, ma sistema che usano motori dii ricerca e integrano i risultati.
  2. Plurimotori -> motori di ricerca che sfruttano motori di ricerca già esistenti ti e mostrano risultati in parallelo.
  3. Motori specialistici -> motori di ricerca che non lavorano su tutto il web, ma in particolari ambiti; come pubblicazioni scientifiche (Google Scholar), notizie (Google News) (sono presenti solo alcune fonti, ma è molto dinamico l’aggiornamento delle notizie), libri (Google Books) (informazione più strutturata), immagini, video (elementi multimediali, ricerca diversa).
  • Esplorazione del Web: parte OUT e SCC più facile da esplorare, al contrario In è difficilmente esplorabile, come anche le componenti sconnesse.
  • Copertura del Web: quante sono le pagine web che un motore di ricerca riesce ad esplorare? -> nel 1997 Hobot copriva circa il 33% delle pagine, mentre Altavista esplora il 28% delle pagine web. Dati suggeriscono che la qualità del motore di ricerca non è legata al numero di pagine che esplora perché qualità dipende dalla capacità di dare buone risposte e molte pagine non sono di grande qualità -> anche se non vengono esplorate non contribuiscono al successo del motore di ricerca.
  • Ranking: possibilità di considerare un sistema ipertestuale e vengono definiti due concetti:
    1. Stella entrante: link entrante -> mi focalizzo su una pagina, la stella è data da tutte le pagine che hanno un link diretto alla pagina x -> tutti i documenti hanno un link ipertestuale che fa riferimento alla pagina x e non ce ne sono altri.
    2. Stella uscente: link uscente -> data da documenti a cui la pagina x fa riferimento -> pagina x ha link ipertestuali diretti verso i nodi da raggiungere.
  • Parametro con cui valutare le caratteristiche di una pagina: numero di link nella stella entrate (documento con molti link nella stella allora è importante -> concetto di hub); numero di link nella stella uscente.
  • Dagli anni ’90 due studi che hanno svelato caratteristiche del web che sono un’analisi HITS e un’analisi che porta alla costruzione del PageRank (algoritmo che sfrutta Google).
  • Modello HITS -> Hyperlink-Induced Topic Search; analisi di Kleinberg. Studia la struttura del grafo del web e individua due tipi di nodi -> autorità e aggregatori. Autorità -> nodo con stella entrante molto ampia -> siti che hanno molti link ipertestuali diretti verso i siti stessi; quando viene attribuito un link si dà autorevolezza, è più significativa. Aggregatore -> nodo con stella uscente molto ampia -

    link diretti verso altre pagine; nel web sono i cataloghi sistematici, i portali.

  • Kleinberg sostiene che pagine autorevoli e aggregatori si influenzano vicendevolmente: aggregatori rilevanti hanno link alle pagine autorevoli e pagine autorevoli hanno link negli aggregatori rilevanti.
  • PageRank : è il sistema che ordina i risultati costruito da Google. Pagerank vuole misurare qual è la rilevanza delle pagine web; idea di considerare una pagina web la cui rilevanza dipende dalla rilevanza delle pagine che hanno link verso quella pagina. una volta calcolata la rilevanza della mia pagina, questa influenza rilevanza della stella uscente -> doppia influenza
  • Calcolo PageRank: se una pagina ha rilevanza x in un certo istante ha n link uscenti -> questa pagina prende il proprio pagerank e lo distribuisce ai vicini; rilevanza = somma delle rilevanze ricevute dai nodi di tutte le pagine. Es. pagina 1 e pagina 2 -> link verso pagina 2 -> tutta la rilevanza della pagina 1 viene trasferita a pagina 2. Problema quando link che da pagina 3 va a pagina 1 -> pagina 1 dà propria rilevanza alle 2 pagine, ma link ritorna a pagina 1 perché pagina 3 invia la propria rilevanza -

    pagina 1 lo divide e lo ritrasferisce e così via -> rilevanza di pagina 1 e pagina 3 sin influenzano e cambiano nel tempo. Si arriverà ad un punto in cui i valori di rilevanza restano gli stessi e ad avere dei risultati fissi. 5/12/ Esempio: ogni nodo ha la sua rilevanza; le pagine in viola hanno un basso grado di rilevanza perché non hanno link ipertestuali in ingresso, ma solo verso altre pagine -> quindi rilevanza bassa. Pagina B e C sono le pagine più importanti -> B perché ha tanti link in entrata quindi è rilevante; C pagina con rilevanza 33% -> rilevante perché ha solo un link in ingresso (al contrario di pagina F). pagerank misura rilevanza e rilevanza di ogni pagina dipende dalla rilevanza delle pagine con link diretti; elementi B e C -> pagina C ha un solo link che arriva da B e in uscita ha un solo link verso B, ma questa pagina è importante perché B ha un solo link in uscita che è diretto verso C -> rilevanza che riceve B la distribuisce a C -> tanto più b è rilevante tanto più lo

sarà C, e succede anche il contrario -> doppia influenza. Alla fine B più rilevante perché ha link da tutte le altre pagine.

  • Pagerank serve a ordinare i risultati dei motori di ricerca; ci sono due osservazioni: ordinamento basato solo sulla rilevanza; il calcolo è indipendente dalle ricerche, si basa solo sulla struttura delle pagine e dei link.
  • Valore del pagerank: più è alto il pagerank più è probabile che effettuando una navigazione nel Web, riesca ad arrivare a quella pagina.
  • Strategie per condizionare il pagerank: creazione di link verso una pagina per aumentarne l’autorevolezza e fare in modo che i link arrivino da porzioni rilevanti del web; vendita dei link; Cloaking -> utilizzo di versioni differenti del sito (una versione che mostro al motore di ricerca e una mostrata agli utenti.
  • SEO (search engine optimization) : tecniche per migliorare il posizionamento delle pagine nei motori di ricerca. Obbiettivo -> migliorare la visibilità sia per motori di ricerca che per gli utenti -> usabilità del sito (esperienza d’suo che una pagina ci permette di raggiungere) e link da altre pagine. ESPERIENZA D’USO E USABILITA’
  • Esperienza d’uso: misura la qualità dell’interazione tra utente e dispositivo. Se si considera un dispositivo, questo viene creato utilizzando la progettazione, che ha due aspetti:
    1. Risoluzione di problemi tecnici
    2. Importanza dell’esperienza d’uso -> caratteristiche degli utenti, bisogni e contesto d’uso (a seconda della situazione, ci sono interazioni diverse).
  • Disciplina che è studiata da: interazione uomo-macchina (come avvengono interazioni tra utente e dispositivo), progettazione interfacce (interfacce sono dispositivo con cui avviene interazione), architettura dell’informazione (dice come l’informazione deve essere disposta, mostrata all’utente), usabilità (tenta di misurare quanto un oggetto diventa di facile utilizzo da parte degli utenti).
  • INTERAZIONE UOMO-MACCHINA: interazione è qualunque comunicazione tra utente e computer; l’utente interagisce tramite l’interfaccia; l’interfaccia permette, tramite una serie di azione, di raggiungere un determinato scopo.
  • Donald Norma ha studiato la complessità di un sistema individuando sette stadi di interazione:
    1. Formare lo scopo -> utente individua qualcosa, un obbiettivo da raggiungere (non c’è ancora interazione tra utente e oggetto)
    2. Formare l’intenzione -> utente ha deciso l’obbiettivo e decide in quale sito andare
    3. Specificare un’azione -> utente cerca informazioni relative al proprio obbiettivo
    4. Eseguire l’azione -> completamento dell’azione
    5. Percepire lo stato del mondo -> sito comunica con l’utente dopo il completamento dell’azione; stato della pagina subisce un cambiamento; utente percepisce un cambiamento
    6. Interpretare lo stato del mondo -> utente interpreta il messaggio
    7. Valutare il risultato -> riuscire a portare a termine l’obbiettivo
  • Norman individua dei punti in cui nascono problemi di interazione:
    1. Golfo dell’esecuzione: tra lo stadio dell’intenzione delle azioni, momento in cui utente effettua una determinata azione; difficoltà perché utente pensa di poter fare determinate operazioni tramite dispositivo ma non è detto che riesca a farle perché utente non riesce ad individuare modo in cui fare azione.

qualità”, strumento per valutare la qualità di un sito web) -> studiosi che si sono occupati di questo tema.

  • Principi di usabilità del web: secondo gli studi, il web è un mondo complesso, più complesso della nostra realtà per la poca familiarità; essendo complesso, questo indica che è necessario uno sforzo cognitivo alto da parte dell’utente. Due punti: 1. Navigazione -> il web è costituito da documenti ipertestuali e permettere la navigazione, ma è anche costituito da contenuti multimediali. Aspetti di difficile utilizzo da parte degli utenti. Navigazione: i rischi nella navigazione è che l’utente perda l’orientamento; propongono di minimizzare i click inutili (quando utente selezione link fa sforzo cognitivo per capire la strada da seguire; idea di evitare che utente faccia selezioni di link inutili, ma percorsi il più possibile brevi; nella lunghezza del percorso di navigazione non sempre il percorso è il più breve possibile) e sistemi di supporto alla navigazione per capire dove si trova all’interno di un sito.
    1. Contenuti -> pagina web può avere diversi contenuti; due aspetti: organizzazione dei contenuti; fruizione uniforme indipendentemente da dispostivi/browser (quando visualizziamo una pagina web, è il browser che mi fa vedere le pagine. È emerso che utenti possono utilizzare dispositivi diversi e quindi l’obbiettivo di chi progetta il contenuto è che il contenuto possa essere fruito qualunque sia il dispositivo che si utilizza).
  • Progettazione di un sito web: è un processo iterativo e interattivo (a più fasi ripetute più volte) ->
    1. Progettazione: approccio della progettazione centrata sull’utente -> durante la fase di progettazione, bisogna individuare gli utenti potenziali e tenere presente delle pratiche in uso nel web (sono gli standard utilizzati nel web).
    2. Realizzazione di prototipi
    3. Valutazione: fase di test, includendo gli utenti
  • Identità digitale -> come chi progetta un sito può comunicare la propria identità. Importante nell’usabilità perché aiuta utente a riconoscere il sito in cui si trova. Un sito web ha come obbiettivo di comunicare l’identità digitale e l’attività svolta, operazione in modo immediato.
  • Fattori che influenzano l’interazione inziale con il sito:
    1. Uniformità visiva -> usare stesse soluzioni in un sito, in modo che utente riconosca che pagine appartengono allo stesso sito.
    2. Nome del sito
    3. Indirizzo del sito (URL) -> facilità di reperimento e memorizzazione; legame con nome del proprietario; domini di secondo livello simili (es. scegliere un dominio che fa riferimento allo stesso tipo, varianti del dominio); importanza in fase di ricerca (importante per i motori di ricerca per ricerche interne, e per la visualizzazione del sito nei risultati della ricerca).
    4. Marchio -> ciò che detto “logo”, immagine grafica che caratterizza l’azienda. Principale elemento di riconoscibilità visiva. Convenzioni nell’uso del marchio: 1. Presenza in tutte le pagine nella stessa posizione; 2. Clic sul marchio: ritorno alla homepage. 3. Usare sempre lo stesso marchio. Collocato in genere in alto a sinistra.
    5. Informazioni di contatto
    6. Definizione spazi pubblicitari
    7. Fiducia laterale: social media e portali di suggerimenti, recensioni -> reputazione del sito in questione HOMEPAGE
  • Struttura dell’homepage: intestazione in alto (contiene il marchio o il titolo del sito), in basso il footer (informazioni di contatto, sulla privacy), menu (di navigazione principale) -> sono 3 elementi che devono restare fissi in tutte le pagine; contenuto al centro della pagina.
  • Menu di navigazione -> deve riflettere la struttura di un sito, quali sono le pagine e come raggiungerle. I menu di navigazione permettono di spostarsi all’interno del sito, ci sono alcuni punti

fondamentali: permettere sempre il ritorno alla homepage, ci sono voci particolarmente rilevanti nella gerarchia.

  • Fornire strumenti di supporto alla navigazione, come menu di navigazione; 3 tipi:
    1. Principale -> menu per le voci di primo livello, presente in tutte le pagine, sempre uguale
    2. Secondaria -> suddivisione di ogni sezione del sito (quando sono in una pagina interna, mi fa vedere le pagine dello stesso livello in cui mi trovo)
    3. Contestuale: elementi correlati (mostra elementi che per qualche ragione sono correlati alla pagina, elementi a cui si potrebbe essere interessati); in genere è collocato a destra.
  • Homepage: obbiettivo -> identità del sito; navigazione; accesso rapido a contenuti (interni); individuazione zone semantiche, argomenti.
  • Progettazione homepage: cosa collocare? Contenuto essenziale (poche informazioni) o contenuto esteso (ricche di dati)? -> la scelta dipende dal tipo del sito e dagli obbiettivi del sito, contenuto esteso -> portali, giornali; contenuto essenziale -> siti personali, minisiti.
  • Negli anni 2000 si era diffusa la tendenza di mostrare nell’homepage una pagina preliminare, pre- homepage -> pagine non forniscono informazioni, ma presentate per esporre degli effetti grafici all’utente. Va utilizzata solo se strettamente necessaria; rischio invisibilità per i motori di ricerca -> pre-homapge rischiamo di essere invisibili per i motori di ricerca.
  • Landing page: pagine visualizzate inizialmente nella visita del sito; collegata ad un’azione da mettere in risalto perché l’utente abbia un’interazione specifica con quel sito, come la consultazione per fornire informazioni e fare una transazione per compiere un’azione. Struttura con pochi contenuti -> a sinistra un’immagina, in alto l’intestazione, al centro la descrizione dell’attività richiesta all’utente e in basso a destra il bottone (che avvia l’azione). 12/12/ LEGGIBILITA’
  • Modalità di lettura: per determinare le zone di interazione dell’utente -> eyetracking tramite heatmap (strumento per capire le zone su cui si è focalizzata l’attenzione dell’utente) e gazeplot. Si traccia il movimento dell’occhio per capire qual è il tipo di comportamento.
  • Quale modalità segue l’utente nella lettura sul web? -> lettura non sequenziale e scansione della pagina (quando utente si confronta con una pagina cerca solo alcune parti importanti).
  • Le pagine vanno impostate includendo punti di riferimento come menu di navigazione, link, titoli e parole chiavi, evidenziando le zone di interesse
  • Comportamento dell’utente:
  1. Percorso a F -> utenti iniziano in alto a sinistra, si spostano a destra, poi in basso proseguendo a destra e infine continuano in verticale.
  • Altri dati sul comportamento dell’utente -> il 30% dei visitatori non considera la parte destra; il percorso inizia nella parte superiore; si sposta progressivamente verso il basso. Ci sono anche risultati come Golden Triangle di Google (studiando il comportamento degli utenti, la parte in alto a sinistra che forma il triangolo è la parte che tutti gli utenti visualizzano, dove ci sono i primi risultati della ricerca; scendendo poca attenzione sulla destra). Diagramma di Gutenberg (zona 1 è l’area in cui utente pone l’attenzione principale, poi si sposta nell’area di scarico, continua a cercare verso in basso a sinistra nell’area debole di scarico, infine verso destra nell’area terminale, conclusiva). L’elemento comune è che l’utente inizia la visualizzazione in alto a sinistra focalizzandosi su quel punto. Il punto terminale -> simile alle landing page, punto in cui avviene l’interazione (utente segue percorso o link ipetestuale e arriva sulla landing page; nella parte destra in basso c’è il pulsante che attiva l’interazione.