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Nozioni base sull'informatica. Riassunti sull'uso di Word, Excel.
Tipologia: Prove d'esame
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Il termine computer anche se è un termine inglese, è presente nel vocabolario italiano e la sua traduzione è “effettuare calcoli matematici”. Il termine deriva dalla parola latina “computare” che significa contare, fare di conto. Il primo a creare un dispositivo in grado di effettuare qualsiasi calcolo matematico fu Alan Turing.
Il dispositivo ideato da Turing fu chiamato MACCHINA DI TURING ed è legato al concetto di Algoritmo. Ci sono 3 operazioni:
1)ASSEGNAZIONE= associamo ad una mano un certo valore
AGGIUNGERE UNO alla mano b
ITERAZIONE CONDIZIONATA ILLIMITATA= quando ripetiamo l’operazione fino a che non si soddisfa una condizione
1.1.
Il diagramma di flusso della somma, serve per descrivere in maniera grafica l’operazione di somma. Si parte da un inizio per arrivare ad una fine.
1.1.
Diagramma di flusso del prodotto= il prodotto tra due numeri naturali, il primo detto MOLTIPLICANDO e il secondo detto MOLTIPLICATORE. Tale operazione consiste nel sommare il moltiplicando tante volte quando è espresso nel moltiplicatore. Esempio: 5×4= 5+5+5+
1.2 ALGORITMI E DIAGRAMMI DI FLUSSO
Si noti che l’addizione in colonna è possibile grazie alla rappresentazione dei numeri mediante la NOTAZIONE POSIZIONALE. Essa per la rappresentazione dei numeri è stata adottata perché ci consente di effettuare le operazioni aritmetiche tramite procedimenti più efficienti. Secondo la TESI DI CHURCH TURING afferma che: “qualunque funzione,che sia calcolabile, può essere calcolata con una Macchina di Turing”. Quindi l’ALGORITMO è una “sequenza finita di operazioni elementari dove ciascuna operazione elementare è una tra assegnazione, aggiungo uno ed iterazione condizionata illimitata.”
CAPITOLO 2 RAPRESENTAZIONE DELL’INFORMAZIONE
L’informazione numerica si rappresenta mediante il sistema BINARIO, anche detto in base due. Per capire il sistema di numerazione binario, dobbiamo ricordare come vengono rappresentati i numeri nella notazione detta in base 10. Nell’ Elevamento a Potenza, il numero a viene chiamato base, mentre il numero n è detto esponente. Un numero è una sequenza di una o più cifre, in cui le cifre di un numero vengono ordinate da destra a sinistra. Nel sistema binario abbiamo solo due possibili cifre(0,1). La singola cifra di un numero binario viene detta BIT. Un numero può essere composto da uno o più bit.
111111
1=1 bit
11111111= 1 byte perché 8 bit da 1
L’utilizzo d un sistema di cifre binario è connesso con il campo della logica. Ricordiamo che una proposizione logica è un’affermazione che può avere due valori di verità, VERO e FALSO.
Misura della memoria= La suddivisione standard è quella di raggruppare i bit in gruppi di 8. Un raggruppamento di 8 bit viene chiamato BYTE. Il byte che è una sequenza di 8 bit, diventa quindi la misura della quantità di memoria ed è utilizzato quasi universalmente per misurare le memorie.
La posta elettronica, l’elaborazione dei testi e la messaggistica utilizzano informazioni di tipo testuale ed esse vengono chiamate INFORMAZIONI ALFANUMERICHE e l’elemento di base è il CARATTERE. Il carattere può essere una singola lettera, oppure un simbolo di punteggiatura. Nel computer tutte le informazioni vengono registrate mediante sequenze di bit
La registrazione di un suono e la sua rappresentazione nella memoria del computer avviene come segue. Il segnale elettrico si presenta come un’onda analoga all’onda sonora. Ad intervalli di tempo costanti viene misurata l’ampiezza del segnale elettrico e quindi l’ampiezza della variazione di pressione dell’aria. Tale misura viene registrata utilizzando una o due byte mediante un processo chiamato QUANTIZZAZIONE e l’intera procedura viene chiamata CAMPIONAMENTO DEL SUONO. La FREQUENZA di campionamento è il numero di campioni che viene registrato nell’unità si misura in hertz.
Una delle applicazioni più diffuse è la visualizzazione, registrazione ed archiviazione delle immagini. Un immagine è rappresentata mediante una struttura tabellare detta MATRICE. Una matrice ha righe (n) e colonne (m). Ciascun elemento della matrice rappresenta un colore chiamato PIXEL.
Molto diffusa è l’applicazione dei filmati. Un video si compone di una visuale (immagini in movimento) e di una parte di audio. L’illusione del movimento viene data dal fatto che le immagini vengono proiettate sullo schermo in rapida sequenza.
3.2 LA MEMORIA
La CPU ha bisogna di una memoria da cui leggere le istruzioni e in cui leggere e scrivere dati. La memoria è il secondo elemento più importante del computer. La memoria è composta da una sequenza numerata di BYTE. Abbiamo quindi il Byte numero 0, il byte numero 1 ecc. Il numero del byte viene chiamato INDIRIZZO. Per leggere un byte dalla memoria, la CPU invia a questa l’indirizzo del byte da leggere. Se la CPU vuole scrivere un byte in memoria, deve inviare alla memoria sia il byte da scrivere che il suo indirizzo. La memoria del computer è detta anche MEMORIA PRINCIPALE, per distinguerla da altre come ad esempio i dischi e le memorie FLASH. La memoria principale è chiamata RAM (RANDOM ACCESS MEMORY O MEMORIA AD ACCESSO CASUALE) e si può accedere a qualunque byte della memoria, indicandone il suo indirizzo. La memoria RAM memorizza i dati fin tanto che c’è la corrente elettrica che alimenta i suoi circuiti. Allo spegnimento del computer, i dati memorizzati dalla RAM spariscono subito. Infatti ci sono delle MEMORIE SECONDARIE o di MASSA che hanno la capacità di memorizzare in modo permanente i dati. La ROM( READ ONLY MEMORY O MEMORIA DI SOLA LETTURA) è una sequenza di byte a ciascuno dei quali è associato un indirizzo. Le ROM possono essere solo lette e non si possono modificare i dati in esse contenuti. Inoltre il contenuto della memoria ROM non svanisce se il computer viene spento.
3.3 PRINCIPALI DISPOSITIVI DI INPUT/OUTPUT
L’OPERATORE DI SISTEMA era un addetto specializzato che conosceva bene le periferiche a nastro e le procedure di caricamento dei programmi. Il programmatore si poteva concentrare solo sulla progettazione e realizzazione degli algoritmi e una volta pronto il nastro contenente il programma, lo consegnava all’operatore di sistema. Una volta presi i nastri l’operatore di sistema li metteva in esecuzione migliorando l’utilizzo della CPU. Col tempo queste funzioni dell’operatore di sistema vennero effettuate da un programma chiamato SISTEMA OPERATIVO. Per rimanere sempre attivi nacque questa idea: se un processo richiedeva un’operazione di input/output e se un altro processo era in attesa di essere eseguito, allora quest’ultimo veniva mandato in esecuzione. Quando il secondo processo, richiedeva un’operazione di input/output, allora la CPU poteva essere messa a disposizione di un terzo processo e cosi via. Questo sistema venne chiamato SISTEMA IN MULTIPROGRAMMAZIONE ed esso divide il tempo della CPU in tanti intervalli chiamati QUANTI DI TEMPO, generalmente lunghi da 10 a 100 millisecondi. I sistemi che adottano questo schema vengono detti SISTEMI A CONDIVISIONE DI TEMPO O MULTITASKING ad esempio Windows, android, ios.
4.1.1 COMPITI DEL SISTEMA OPERATIVO
Il sistema operativo ha quindi come compito principale quello di gestire l’esecuzione di programmi in particolare di più programmi contemporaneamente. Infatti il sistema operativo fornisce un’interfaccia standard per l’accesso da parte dei programmi applicativi alle periferiche come il mouse. Ad esempio, un’applicazione per visualizzare un contenuto nello schermo, non lo fa direttamente inviando informazioni alla scheda video ma attraverso un’interfaccia fornita dal sistema operativo: si tratta di uno schermo (virtuale) detto FINESTRA. Quindi l’applicazione se vuole far visualizzare un contenuto, lo invia alla finestra virtuale, poi sarà compito del sistema operativo far visualizzare la finestra. Inoltre i sistemi operativi forniscono all’utente dei mezzi di controllo per il posizionamento delle finestre nello schermo. Il sistema operativo non può conoscere il funzionamento di tutte le periferiche. I costruttori di periferiche forniscono al sistema operativo dei programmi chiamati DRIVER. Il driver si presenta come un’interfaccia tra il dispositivo. Il sistema operativo definisce quali interfacce standard il driver deve mettere a disposizione. In questo modo il sistema operativo non deve conoscere i dettagli di funzionamento della periferica.
4.1.2 LA GESTIONE DELLA MEMORIA DI MASSA
La periferica sempre presente nel computer è la memoria di massa. Questa ha la funzione di memorizzare in modo permanente i dati della RAM che svaniscono ogni volta che il computer viene spento. La memoria di massa è formata da dischi rigidi. Nei dispositivi come ultrabook e viene utilizzata la memoria Flash. In ogni caso il drive della memoria di massa fornisce al sistema operativo un’interfaccia per poter scrivere e leggere singoli byte all’interno del dispositivo. Il sistema operativo presenta all’utente e ai programmi applicativi un’interfaccia verso la memoria di massa che viene chiamata SISTEMA DI GESTIONE DEI FILE. Questo o FILE SYSTEM è basato sul concetto di FILE, il file è una sequenza di byte. Il sistema operativo oltre a rappresentare i dati e i programmi tramite i file, fornisce un modello per organizzare i file chiamato MODELLO GERARCHICO, usato per organizzazione di grandi strutture e archivi. L’organizzazione dei file mediante un modello gerarchico prevede che il fyle sistem sia composto da file e CARTELLE. La cartella non è un file ma un contenitore di file o altre cartelle. Ogni cartella o file è contenuto in una cartella PADRE o GENITORE. Inoltre esiste una cartella che non è contenuta in nessun’altra che viene chiamata CARTELLA RADICE. Nel fyle sistem ogni cartella e ogni file possiedono un nome. Il percorso di un file (path) è l’eleco di cartelle in cui è contenuto quel file a partire dalla cartella radice. L’ESTENSIONE DEI FILE= Praticamente al nome di ogni file viene aggiunto un suffisso, composto da poche lettere e separato dal nome tramite un punto, detto infatti ESTENSIONE. In base al valore dell’estensione, il sistema operativo è in grado di conoscere di che tipo di file si tratta e qual è l’applicazione predefinita che elabora i file di quel tipo. Ad esempio un file di nome TESI.DOCX, ha nome TESI ed estensione DOCX. Questo tipo di
estensione indica che il file è di tipo testuale ed è stato creato dal programma MS WORD. (prendere poi esempi tabella 4.1)
La SINTESI è quell’operazione che estrapola da un testo o da un discorso le parti più significative. Allo stesso modo è possibile operare su di essa per trovarne una che trasporti la stessa quantità di informazione. Questo processo di trasformazione da una sequenza binaria arbitraria ad una sequenza binaria, viene chiamato compressione del file. I sistemi operativi forniscono programmi per la compressione dei file. In Windows è possibile inviare un file ad una cartella compressa. Nel sistema Linux esiste il programma di libero dominio, detto GZIP, che comprime e decomprime qualsiasi file.
4.1.
I sistemi operativi hanno potuto fornire un’interfaccia all’utente basata sulla rappresentazione di icone e finestre, chiamata INTERFACCIA GRAFICA o GUI( GRAPHICAL USER INTERFACE). L’interfaccia grafica è stata realizzata mediante il DESKTOP. Nel desktop troviamo delle icone che rappresentano i file o cartelle, esso viene memorizzato come una cartella nella memoria di massa. L’interazione con il desktop avviene con la tastiera e con il mouse. Il file system ci consente di spostare, cancellare o copiare file e cartelle e mandare in esecuzione dei programmi. Esistono una serie di comandi e funzionalità che consentono di modificare e personalizzare il sistema operativo: ad esempio permettono di configurare le principali periferiche come la tastiera, il mouse, la scheda di rete, la stampante. Inoltre esistono delle funzionalità per installare e disinstallare nuovi programmi, per visualizzare informazioni sul sistema come la versione del sistema operativo, il modello ed il clock della CPU, la quantità di memoria RAM e di spazio libero nella memoria di massa. Tutte queste funzionalità vengono racchiuse in un programma nominato PANNELLO DI CONTROLLO.
Prima dell’introduzione del computer, esistevano grandi reti di comunicazione su scala geografica: ossia le reti telefoniche. Queste reti sono chiamate a COMMUTAZIONE DI CIRCUITO.Nelle reti telefoniche quando un terminale deve connettersi ad un altro la rete crea un circuito diretto tra i due terminali. Il circuito si instaura connettendo elettricamente tra di loro i due terminali. Questa connessione prima avveniva all’interno delle centrali telefoniche chiamate CENTRALI DI COMMUTAZIONE.
Internet è una rete a COMMUTAZIONE DI PACCHETTO, in cui due terminali che vogliono comunicare si inviano piccoli pacchetti di dati. La rete è composta da terminali particolari chiamati ROUTER. I router sono terminali di interconnessione tra reti, una volta che il router riceve un pacchetto da un terminale o da un altro router, lo apre e legge l’indirizzo di destinazione del pacchetto. Inoltre i router sono in grado di creare e tenere aggiornata una tabella che associa ad un indirizzo di destinazione una porta di uscita, chiamata TABELLA DI ROUTING o di INSTRADAMENTO. Ogni terminale sulla rete ha un indirizzo chiamato INDIRIZZO IP( IP è l’acronimo di Internet Protocol). Questo è il protocollo a cui tutti i terminali devono conformarsi per poter far parte della rete internet. L’indirizzo IP è composto da 4 byte, ossia 32 bit. Al contrario delle reti a commutazione di circuito, la rete a commutazione di pacchetto non ha bisogno di instaurare un circuito prima di inviare i dati. Ogni server http possiede un indirizzo IP. Per associare ad ogni indirizzo IP un nome, esiste un meccanismo chiamato DOMAIN NAME SERVER, che contiene una tabella con i nomi dei server e l’indirizzo IP. Infatti il DNS cerca al proprio interno l’indirizzo IP corrispondente al nome dato e invia questo indirizzo al browser che lo ha richiesto.
4.2.
Le prime applicazioni di internet furono l’accesso remoto con il protocollo TELNET e la posta elettronica con il protocollo SIMPLE MAIL TRANSFER PROTOCOL. Un’altra applicazione è quella per il trasferimento di file tra terminali, tramite il protocollo FILE TRANFER PROTOCOL. La navigazione è
spazio viene definito come carattere ed esiste un codice ASCII per rappresentarlo. Lo spazio ed altri caratteri vengono chiamati CARATTERI DI FORMATTAZIONE NASCOSTI. Un altro carattere nascosto è IL CARATTERE DI FINE PARAGRAFO e viene inserito ogni volta che premiamo INVIO sulla tastiera.
6.1.
Il carattere nascosto ¶ viene usato per delimitare un paragrafo. Il PARAGRAFO è una porzione di testo compresa tra due caratteri di fine paragrafo. Ci sono alcuni elementi del testo che non possono essere controllati al livello di carattere. Uno di questi è il margine, a destra ed a sinistra del testo. Word ci fornisce funzioni per allineare automaticamente il paragrafo selezionato al CENTRO e a DESTRA, a SINISTRA oppure GIUSTIFICATO. E’ possibile ridurre il margine destro o sinistro del paragrafo impostando un RIENTRO DESTRO o SINISTRO e Word ci consente di gestire il rientro e la sporgenza della prima linea di un paragrafo. Un altro gruppo di formattazioni del paragrafo riguarda gli spazi da lasciare prima, dopo e tra una riga e l’altra del paragrafo, chiamate rispettivamente, SPAZIATURA PRIMA, SPAZIATURA DOPO ed INTERLINEA.
Spesso all’interno di un testo occorre inserire un elenco numerato. Ad esempio se dobbiamo descrivere le priorità di un’attività, potremmo inserire ad inizio paragrafo un numero e poi continuare il testo. Word fornisce uno strumento per impostare e modificare in modo semplice e veloce elenchi numerati, infatti è sufficiente per prima cosa separare gli elementi dell’elenco in paragrafi distinti tra di loro, poi selezionare dal gruppo di comandi PARAGRAFO il comando ELENCO NUMERATO. Inoltre è possibile dover allineare piccole frasi in una riga e ripetere ciò per più paragrafi e Word fornisce la funzione della tabulazione. Tramite il righello possiamo impostare uno o più punti di tabulazione.
6.1.
Su word ci sono tantissimi stili. Ad esempio il titolo del capitolo dovrà avere un font di grandezza maggiore rispetto a tutti gli altri. Se vogliamo dare enfasi ad alcune parole, potremmo scegliere di utilizzare il corsivo su di queste. Uno STILE rappresenta un insieme di caratteristiche che un paragrafo ed il testo in esso contenuto deve possedere. Ogni stile ha un nome. Dopo aver selezionato una porzione di testo oppure selezionati uno o più paragrafi, se impostiamo lo stile selezionandolo dal tab HOME, allora al paragrafo ed al testo saranno applicate tutte le caratteristiche elencate nello stile. Inoltre gli stile possono essere modificati, eliminati e se ne possono creare altri.
6.1.
Word fornisce anche l’oggetto TABELLA e per poterlo creare occorre specificare il numero di righe ed il numero di colonne che la tabella deve contenere. Una volta creata, possiamo inserire oggetti o il testo nelle singole celle della tabella. Esistono funzioni che ci consentono di inserire o eliminare righe e colonne dopo aver creato la tabella. Per migliorare l’aspetto grafico della tabella, è possibile inserire il colore di e i bordi delle celle, righe e colonne. Word permette di inserire all’interno di un testo tanti altri oggetti ad esempio possiamo inserire delle immagini o delle forme grafiche. Inoltre è possibile anche cambiarne le dimensioni.
6.2 LA STAMPA UNIONE
La STAMPA UNIONE è una tecnica molto interessante con la quale è possibile stampare o inviare per posta elettronica un documento base fondendo in esso informazioni di qualsiasi genere provenienti da una base di dati. Per prima cosa si predispone la lettera, inserendo in essa il contenuto che deve rimanere uguale per tutte le lettere. Il secondo passo è associare al documento appena creato la tabella contenente i dati che cambiano di lettera in lettera, ossia i CAMPI VARIABILI.
Per la stampa del documento, Word mette a disposizione un’ampia gamma di opzioni che consentono la personalizzazione della stampa. E’ possibile impostare: le dimensione del foglio di stampa, l’orientamento ed i margini del foglio sia superiori sia inferiori che destro e sinistro. L’intestazione di pagina e il Piè PAGINA sono gli spazi al di sopra del margine superiore della pagina e al di sotto del margine inferiore della pagina, utilizzati per riportare informazioni come il titolo del capitolo, la data del documento o il numero di pagina.
CAPITOLO 7 PRESENTAZIONI
La presentazione è il processo con cui si comunica a più persone contemporaneamente. Con l’avvento di schermi e proiettori si utilizzano le DIAPOSTIVE. Esse sono piccole foto di pochi centrimetri quadrati, stampate su un materiale trasparente, che messe davanti ad una fonte luminosa, dentro un proiettore, potevano essere visualizzate su un grande schermo o parete. Con lo stesso principio funziona i LUCIDI. Essi sono fatti di materiale plastico trasparente grande circa 21×29.7, sul quale si può scrivere con un pennarello o stampare contenuti realizzati.
La schermata iniziale di Power Point ci presenta al centro una diapositiva su cui inserire dei contenuti. Sul riquadro sinistro vengono elencate le diapositive fino a quel momento create. Questo elenco viene nominato RIQUADRO DELLE ANTEPRIME e ci consente di selezionare in modo rapido una diapositiva tra quelle create e possiamo creare,duplicare e cancellare le dispositive create. Una volta creata una diapositiva, possiamo impostare il suo LAYOUT che è una sorta di schema che ci aiuta a disporre nella diapositiva i corsi contenuti. Esistono delle impostazioni che vengono applicate a tutte le diapositive della presentazione ad esempio possiamo impostare l’intestazione, il colore e un motivo dello sfondo.
Power Point fornisce una amplissima gamma e tipologia di contenuti da inserire in una diapositiva. Il primo gruppo di contenuti sono le CASELLE DI TESTO e le FORME. Ciascuna forma ha degli attributi che possono essere modificati e sono: la POSIZIONE, le DIMENSIONI, ORIENTAMENTO, LARGHEZZA,TRATTEGGIO,OMBRATURE,COLORE DI RIMPIMENTO, SFUMATURA ECC. Oltre ai soliti comandi per l’allineamento del testo in orizzontale, abbiamo anche allineamenti verticali (alto,centro e basso). Inoltre si possono utilizzare stili detti WORD ART. Inoltre Power Point ci fornisce delle funzionalità per inserire tabelle ed immagini nelle diapositive di una presentazione. Per l’inserimento dei grafici abbiamo uno strumento simile al foglio di excel con i quali inserire i dati del grafico. Nelle ultime versioni di Power Point si possono inserire particolari oggetti detti SMART ART. Un oggetto SmartArt può essere definito come una collezione di forme combinate insieme in modo da esprimere un certo contenuto, ad esempio ci sono PROCESSI,CICLI o GERARCHIE. Per rappresentare un processo, le forme in esso contenute vengono allineate e collegate tra di loro in modo sequenziale. Per ogni oggetto SmartArt si possono personalizzare le forme e le caratteristiche. Ad esempio vogliamo creare un ORGANIGRAMMA composto da un elemento apicale che ha sotto di sé altri 3 elementi e ognuno di essi ne ha atri due. Dopo aver selezionato la tipologia di organigramma dal tasto SmartArt, possiamo modificare l’organigramma di default nel modo voluto. Inoltre Power Point ci fornisce delle funzioni per allineare un insieme di oggetti lungo direttrici verticali od orizzontali. Invece per sovrapporre delle forme, Power Point ci fornisce dei comandi per spostare una forma da un livello inferiore ad un livello superiore o dal livello più basso di tutti a quello più alto. A volte occorre utilizzare più forme per poter utilizzare oggetti complessi. Ad esempio, per realizzare una faccia stilizzata potremmo utilizzare tre cerchi e due linee e una volta creato l’oggetto possiamo modificarlo e ruotarlo. Visto che la rotazione di ciascuno oggetto avviene intorno al proprio baricentro, vi è la funzione del RAGGRUPPAMENTO. Questa funzione consente di raggruppare diverse forme in un unico oggetto.
Google mette a disposizione un sistema per la realizzazione, distribuzione e raccolta di questionari online che non richiede conoscenze approfondite di programmazione web o basi di dati. Infatti grazie ad un interfaccia semplice ed intuitiva, in modo che chiunque possa raccogliere i dati del questionario.
8.3.
Per realizzare un modulo di Google occorre entrare via web nell’applicazione Drive; poi con il tasto NUOVO, scegliere la voce MODULI GOOGLE. Ora ci si presenta una finestra e qui oltra al titolo possiamo inserire anche delle personalizzazioni estetiche e le domande del questionario. Le domande possono essere a risposta esclusiva, a scelta multipla o con risposte aperte. Quando il questionario è complicato, possiamo inviarlo per mezzo di vari canali. Le risposte al questionario verranno raccolte automaticamente in una tabella che verrà memorizzata in foglio elettronico il quale verrà salvato nella cartella Drive.
CAPITOLO 5
Una delle principali branche dell’informatica è quella relativa all’organizzazione e gestione degli archivi detti BASI DI DATI. Il complesso dei sistemi atti alla realizzazione, gestione e consultazione di una base di dati, viene detto SISTEMA INFORMATIVO.
RECORD= è un elemento di archivio che associa ad ogni attributo dello schema un valore e vuol dire registrare. I record che possiedono lo stesso insieme di attributi e questo insieme viene chiamato Schema o Intestazione del record. All’interno di ciascuna scheda associamo ad ogni attributo un valore.
FOGLI ELETTRONICI sono prodotti per la gestione di tabelle. I FOGLI DI CALCOLO consentono di gestire basi di dati semplici utilizzando un’interfaccia intuitiva. Sono adatti per gestire semplici basi di dati costituite da poche tabelle.
5.2.
Excel il più diffuso, fornisce all’utente una griglia di elementi chiamate CELLE disposto in modo tabellare per l’inserimento di record o tabelle. La griglia stessa viene indicata col nome di FOGLIO DI LAVORO. La griglia è suddivisa in righe e colonne ciascuna delle quali è fornita di un’etichetta e le righe sono numerate. Dopo aver selezionato una cella del foglio, possiamo inserire in essa dei valori. Per Excel ogni valore che viene inserito in una cella appartiene ad un certo TIPO DI DATO.
Inoltre possiamo modificare il valore inserito nella cella facendo in genere il doppio clic su di essa. Una volta creato il foglio di lavoro può essere salvato con i comandi FILE-SALVA. L’ estensione dei fogli elettronici è o XLS oppure XLSX. Ci sono delle regole ben precise per utilizzare Excel:
5.2.
Per individuare univocamente l’area selezionata, si indicano le coordinate della cella in alto a sinistra e le coordinate della cella in basso a destra dell’area selezionata. E’ possibile copiare,tagliare l’area selezionata e incollarla in un altro punto. La cella in alto a sinistra dell’area incollata corrisponderà alla cella selezionata nel momento in cui si effettua l’operazione INCOLLA.E’ possibile, facendo clic e tenendo premuto il mouse sull’etichetta di una riga o sull’etichetta di una colonna, selezionare una o più righe o una o più colonne. Oltre ai soliti comandi COPIA,TAGLIA e INCOLLA, possiamo anche usare i comandi INSERISCI RIGA o ELIMINA RIGA. In Excel è possibile modificare le dimensioni di una cella modificando sia la larghezza della colonna e sia l’altezza della riga.Execl mette a disposizione la FUNZIONE DEL RIEMPIMENTO AUTOMATICO. Per utilizzarla occorre selezionare una o più celle e poi con il mouse trascinare il quadratino minuscolo che compare nell’ultima cella della selezione. Una funzionalità utile è quella dell’ORDINAMENTO. Occorre selezionare nel tab Home il comando ORDINA e FILTRA. Dopo selezioniamo il comando ORDINAMENTO PERSONALIZZATO. Inoltre Excel mette a disposizione la funzione FILTRO, in modo da rendere semplice la ricerca di record della tabella. Ad esempio supponiamo che vogliamo cercare tutti gli studenti che si chiamano Giulia, quindi selezioniamo l’intera tabella, poi selezioniamo dal tab DATI, il comando FILTRO. Infine i fogli possono essere creati, rinominati e cancellati.
5.4.
Un modo di presentare e ad analizzare i dati presenti in una tabella , è quello di rappresentarli in forma grafica. Un esempio classico di grafico è il Diagramma Cartesiano. Excel mette a disposizione tanti grafici. Selezioniamo l’area relativa alle altezze, comprensiva dell’intestazione. Poi dal tab INSERISCI selezioniamo un grafico. Excel inoltre ci fornisce di stampare il foglio di lavoro. Inoltre si deve tenere conto che anche una tabella con migliaia di righe e centinaia di colonne potrebbe richiedere tantissime pagine di stampa. Perciò Excel consente di stampare anche solo un’area di celle. La funzione per far ciò si trova nel tab Layout di pagina. Per prima cosa si seleziona l’area contenente le celle che si vuole stampare e poi si imposta l’area di stampa con la funzione suddetta. Così una volta attivata la funzione stampa, excel stamperà solo l’area desiderata.