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Informatica di base umanistica, Schemi e mappe concettuali di Informatica Medica

Riassunto seconda parte del corso di informatica di base al primo anno di lettere moderne

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 28/10/2023

peacxh003
peacxh003 🇮🇹

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Linguaggio “naturale”
- È linguaggio comune, come l’italiano
- Può essere scritto o orale
- Si è evoluto in maniera naturale all’interno di una comunità
Vantaggio: molto espressivi
Svantaggi: alcune frasi sono intrinsecamente ambigue se non accompagnate da un opportuno
contesto"
- Il significato di una frase può essere disambiguato mediante l’uso di convenzioni sociali o
analizzando il contesto in cui l’azione avviene, in modo da restringere il possibile significato di un
pezzo di informazione"
Formalizzazione di un linguaggio
- I linguaggi naturali non sono formali per definizione
- Tuttavia molti studi in linguistica cercano di fornirne una formalizzazione mediante l’uso di
strumenti matematici
- Chomsky è uno dei padri della linguistica moderna – le cui ipotesi di ricerca principali sul
linguaggio umano sono:
1. la sua struttura sintattica di base è rappresentabile mediante una teoria matematica#
2. tale struttura è determinata biologicamente in tutti gli umani#
Linguaggi e grammatiche formali
- Un linguaggio formale possiamo pensarlo come un insieme di frasi$
- Una grammatica formale permette descrive come generare un linguaggio ed è definita da 4
elementi:
un insieme di regole di produzione,$#
simboli terminali$#
simboli non-terminali#
simbolo iniziale#
Grammatica formale
- Un insieme di regole di produzione di forma premessa ::= espressione, dove la premessa
e l’espressione possono contenere uno o più:
simboli terminali (specificati tra virgolette), che identificano tutti i simboli elementari del
linguaggio in considerazione (come nomi, verbi, etc.)#
simboli non terminali (specificati tra parentesi angolari), che identificano tutti i simboli di una
grammatica formale che possono essere sostituiti da una combinazione di simboli terminali e
non terminali#
Esempio:
<frase> ::= "Io" <verbo>#
<verbo> ::= "scrivo" | "leggo"
Il simbolo non terminale <frase> è il simbolo iniziale.
Frasi che possiamo produrre da questa grammatica:
Io scrivo#
Io leggo#
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Linguaggio “naturale”

  • È linguaggio comune, come l’italiano
  • Può essere scritto o orale
  • Si è evoluto in maniera naturale all’interno di una comunità
  • Vantaggio: molto espressivi
  • Svantaggi: alcune frasi sono intrinsecamente ambigue se non accompagnate da un opportuno contesto
  • Il significato di una frase può essere disambiguato mediante l’uso di convenzioni sociali o analizzando il contesto in cui l’azione avviene, in modo da restringere il possibile significato di un pezzo di informazione

Formalizzazione di un linguaggio

  • I linguaggi naturali non sono formali per definizione
  • Tuttavia molti studi in linguistica cercano di fornirne una formalizzazione mediante l’uso di strumenti matematici
  • Chomsky è uno dei padri della linguistica moderna – le cui ipotesi di ricerca principali sul linguaggio umano sono:
    1. la sua struttura sintattica di base è rappresentabile mediante una teoria matematica
    2. tale struttura è determinata biologicamente in tutti gli umani

Linguaggi e grammatiche formali

  • Un linguaggio formale possiamo pensarlo come un insieme di frasi
  • Una grammatica formale permette descrive come generare un linguaggio ed è definita da 4 elementi:
    • un insieme di regole di produzione,
    • simboli terminali
    • simboli non-terminali
    • simbolo iniziale

Grammatica formale

  • Un insieme di regole di produzione di forma premessa ::= espressione, dove la premessa e l’espressione possono contenere uno o più:
    • simboli terminali (specificati tra virgolette), che identificano tutti i simboli elementari del linguaggio in considerazione (come nomi, verbi, etc.)
    • simboli non terminali (specificati tra parentesi angolari), che identificano tutti i simboli di una grammatica formale che possono essere sostituiti da una combinazione di simboli terminali e non terminali Esempio: ::= "Io" ::= "scrivo" | "leggo" Il simbolo non terminale è il simbolo iniziale. Frasi che possiamo produrre da questa grammatica:
    • Io scrivo
    • Io leggo

Gerarchia di Chomsky

  • Chomsky ha proposto una gerarchia per descrivere formalmente le relazioni che possono esistere tra diverse grammatiche in termini delle loro possibili strutture sintattiche che sono in grado di generare
  • Queste tipologie sono caratterizzate dal tipo di simboli che possono essere usati nella premessa e nell’espressione delle regole di produzione (lettere greche usate per indicare una combinazione di simboli terminali e/o non terminali):
    • grammatiche regolari ::= "t" | "t"
    • grammatiche libere dal contesto – ::= γ
    • grammatiche dipendenti dal contesto – α β ::= α γ β
    • grammatiche ricorsivamente enumerabili – α ::= β

Cosa sono i linguaggi di programmazione

  • Un linguaggio di programmazione è un linguaggio formale che obbliga l’uso di specifiche regole sintattiche sviluppate in modo tale da evitare possibili istruzioni ambigue
  • Solitamente l’ espressività del linguaggio è ridotta ma tutte le “frasi” componibili trasmettono un solo possibile significato
  • I linguaggi di programmazione sono solitamente basati su grammatiche libere dal contesto e possono distinguersi per un basso o elevato livello di astrazione dal linguaggio propriamente in uso da un elaboratore elettronico per eseguire le operazioni

Linguaggio macchina

  • Un insieme di istruzioni che possono essere eseguite direttamente dalla CPU ( central processing unit , o processore) di un computer elettronico
  • Basato sul codice binario – una sequenza di 0 e 1 – rivisitato da Leibniz alla fine del diciassettesimo secolo 11010011101110110011011011111110010110110111000011110100110100111000111100001

Linguaggi di programmazione a basso livello

  • Forniscono un livello di astrazione sopra il linguaggio macchina
  • Permettono di scrivere programmi in modo che siano un pochino più intellegibili dagli umani
  • Il più famoso linguaggio di questo tipo è l’Assembly – anche se introduce simboli più comprensibili, di solito una linea di codice in Assembly rappresenta una specifica istruzione in linguaggio macchina

Linguaggi di programmazione ad alto livello

  • Caratterizzati da un forte livello di astrazione dal linguaggio macchina – esempio: Python
  • Possono usare parole proprie del linguaggio naturale per definire costrutti specifici, così da essere di più facile comprensione per un umano
  • Più astrazione da un linguaggio di programmazione a basso livello è fornita, più comprensibile è il linguaggio

I primi linguaggi

  • Grace Brewster Murray Hopper è tra i più grandi pionieri dei linguaggi di programmazione
  • Il primo programmatore dell’Harvard Mark I, un computer elettromeccanico general-purpose usato durante la seconda guerra mondiale
  • Hopper era fermamente convinta della necessità di avere linguaggi di programmazione che fossero indipendenti dalle macchine su cui erano utilizzati , che l’ha portata allo sviluppo del COBOL (linguaggio ad alto livello)

Accedere alle informazioni

  • Uno dei problemi principali alla consultazione di un qualsiasi materiale, era la sua organizzazione sequenziale e l’ artificialità del meccanismo di indicizzazione dei contenuti
  • Quando un’informazione viene raccolta in un dispositivo di memorizzazione, essa viene in qualche modo indicizzata alfabeticamente o numericamente, e può essere contenuta soltanto in un posto specifico , a meno che non venga in qualche modo duplicata
  • Per recuperare una certa informazione a partire dagli indici a disposizione, una persona deve seguire determinate regole in modo da identificare la posizione in cui tale informazione si trova

Meccanismo per associazioni

  • Il meccanismo di indicizzazione non è il modo in cui la mente umana solitamente opera
  • Partendo da una specifica informazione, la mente si sposta istantaneamente alla successiva mediante un processo associativo : un’informazione ne richiama un’altra, conformemente a una complicata rete di pensieri veicolata dalle cellule del nostro cervello
  • Secondo Bush questa selezione poteva essere meccanizzata e conseguentemente esplicitata in una macchina

Il memex

  • Macchina che avrebbe permesso di memorizzare informazioni di vario genere su microfilm, così da accedervi in modo meccanico, flessibile, e veloce, e offriva:
    • Indici tradizionali
    • Consultazione sequenziale dei documenti
    • Annotazioni
    • Percorsi tra informazioni attraverso collegamenti associativi
    • Condivisione percorsi via microfilm

La nascita degli ipertesti

  • Ted Nelson aveva iniziato a lavorare ad un nuovo progetto, chiamato Xanadu (1965)
  • Obiettivo: creare una rete di computer che potesse essere depositaria dell’ intera conoscenza umana e che potesse essere estesa mediante dei collegamenti ipertestuali bidirezionali che permettessero di collegare tra loro idee contenute in diversi documenti – idea molto simile ai percorsi associativi introdotti da Vannevar Bush

Nel frattempo, sempre in America

  • Douglas Engelbart aveva iniziato l’implementazione di un sistema rivoluzionario che di fatto permetteva per la prima volta la creazione di ipertesti su un computer – tra le tante cose
  • Questo sistema, chiamato oN-Line System (NLS), fu mostrato in una sessione dimostrativa nella Fall Joint Computer Conference del 1968, suscitando commenti entusiastici da parte di tutta la comunità, tanto da aver poi etichettato quella sessione come la madre di tutti i demo

Innovazioni

  • Software (le applicazioni e i programmi a disposizione di un computer)
    • finestre come meccanismo visuale per l’organizzazione di contenuti
    • ipertesto
    • un sistema di videoscrittura (o word processor in inglese, tipo Microsoft Word)
    • meccanismi per il controllo delle versioni dei documenti
    • editor collaborativo in tempo reale (tipo Google Docs)
  • Hardware (ovvero la parte fisica di un computer)
    • sistema di videoconferenza
    • il mouse

20 anni dopo

  • Tim Berners-Lee, un giovane scienziato del CERN di Ginevra, propone (1989) un progetto chiamato World Wide Web - Inizialmente respinto da parte dei suoi superiori con il famoso commento “vago, ma eccitante”
  • Venne accettato come progetto collaterale per testare le potenzialità di un nuovo computer (il NeXT) che era stato appena comprato dal CERN

Cos’era il Web nella testa del suo creatore

  • Un ipertesto che potesse descrivere una varietà di risorse eterogenee (documenti, persone, concetti astratti, …) collegabili tra loro mediante l’uso di collegamenti ipertestuali etichettati , in modo da poter specificare la semantica del collegamento come parte esplicita del link
  • Semplificazione rispetto a Nelson: collegamenti ipertestuali del Web dovevano essere percorribili in un’ unica direzione

Primo prototipo

  • Un’ulteriore semplificazione: soltanto una tipologia di risorse (la pagina Web) e una sola tipologia di collegamento ipertestuale, ovvero il semplice riferimento (il documento A fa riferimento al documento B)
  • Sviluppò una serie di tecnologie che permettessero agli utenti:
    • la creazione di documenti ipertestuali
    • di mettere a disposizione i suddetti documenti ipertestuali sul Web
    • di identificarli mediante l’utilizzo di un opportuno identificativo
    • di richiederli mediante l’utilizzo di uno specifico protocollo di comunicazione
    • di visualizzarli su un computer

Identificare le risorse sul Web

  • Il computer non mostra tutto quello che conosce sui link ipertestuali presenti in quella pagina
  • Dentro quel frammento di testo sottolineato e solitamente colorato in blu (o in viola, nel caso sia stato già visitato) che può essere cliccato, c’è nascosto un oggetto invisibile che inizia per “http://” (o, a volte, “https://”)
  • Quell’oggetto è un Uniform Resource Locator , o URL , rappresenta una sorta di nome (o più propriamente, un indirizzo ) della pagina web a cui il link punta e permette di accedere cliccandoci sopra, ad esempio: http://it.wikipedia.org/wiki/Barack_Obama

Struttura di un URL

  • La forma di un qualunque URL presente nel Web è conforme con la seguente struttura (ove gli elementi tra parentesi quadre sono opzionali): ://[:][/][?][#]
    • Metafora: arrivare in una specifica posizione all’interno di una casa per prendere oggetto specifico
    • schema: mezzo di trasporto usato per raggiungere la casa
    • host: indirizzo della casa da raggiungere
    • porta: ingresso da utilizzare per entrare nella casa
    • percorso: sequenza dei locali da percorrere per arrivare in quello di interesse
    • interrogazione: chiedere alla casa di eseguire azioni in quel locale
    • frammento: oggetto specifico dentro il locale raggiunto

Protocollo HTTP

  • L’ Hypertext Transfer Protocol ( HTTP ) è un protocollo di comunicazione inizialmente sviluppato da Tim Berners-Lee per facilitare l’implementazione del Web
  • Basato su metodi di comunicazione di richiesta-risposta
  • Esteso negli anni successivi – ad esempio con il protocollo HTTPS : un’estensione di HTTP che implementa un protocollo di comunicazione più sicuro sul Web, utile quando è necessario trasmettere dati di autenticazione come nomi utenti e password

Entità coinvolte

  • Client: l’agente che fa la richiesta , ad esempio un browser
  • Server: l’agente che dovrebbe avere informazioni su una risorsa, ad esempio un server Web, e che risponde alla richiesta
  • Messaggio di richiesta: il messaggio mandato dal client al server in cui vengono chieste informazioni riguardo una specifica risorsa indicata da un URL
  • Messaggio di risposta: il messaggio che il server restituisce al client, che può essere sia positivo sia negativo

Tipologie di richieste = Metodi

  • Le tipologie di richieste che possono essere effettuate da un client vengono definite grazie all’uso di uno specifico metodo , ovvero l’operazione di richiesta relativa all’URL coinvolto nella comunicazione
  • Questa operazione può essere di diversa natura , come una semplice richiesta di informazioni, ad azioni più operative che determinano l’esecuzione di una specifica azione del server
  • Non tutte le operazioni a disposizione, ovviamente, sono permesse – dipendono esclusivamente dalle capacità del server e dai permessi concessi al client

Metodi HTTP

  • Il metodo più usato nel Web è GET , che permette di richiedere informazioni sulla risorsa definita dall’URL specificato – per esempio come conseguenza di un click su un collegamento ipertestuale

1) PUT permette di creare sul server web contattato la risorsa specificata dall’URL utilizzato nella

richiesta, e di associarvi informazioni incluse nella richiesta

2) DELETE permette di rimuovere dal server web contattato tutte le informazioni relative alla

risorsa specificata nella richiesta tramite l’URL

3) POST permette di specificare informazioni aggiuntive , incluse nella richiesta, ad una risorsa

esistente che già risiede sul server

Classificazione metodi HTTP

A. Safe: viene usato solo per recuperare delle informazioni dal server web, senza cambiarne lo stato , ad esempio aggiungendo nuovi dati (ad esempio GET) B. Idempotente: molteplici richieste effettuate allo stesso URL hanno lo stesso effetto , sul server web, che effettuare una sola richiesta (ad esempio GET e PUT)

  • GET è preponderante nel Web, visto che viene usato per richiedere una qualsiasi risorsa, gli altri metodi non sempre sono liberamente utilizzabili da tutti i client – sta sempre al server decidere quali di questi metodi possano essere usati nella comunicazione

Messaggio HTTP

  • i metadati relativi alla comunicazione – come il nome di client usato per effettuare la richiesta, il nome del server web che dovrebbe avere a disposizione la risorsa, etc.
  • eventuali dati (o contenuto) da accompagnare al messaggio – può essere vuoto nel caso in cui si richiede una pagina, per esempio

Messaggi di risposta

  • Tutte le risposte, oltre che a contenere metadati nell’header e, talvolta, dati nel payload, specificano anche un codice di stato (sempre nell’header)
  • Un codice di stato è un numero di tre cifre , la cui prima (da 1 a 5) definisce la classe di risposta:
    1. Risposta informativa (molto raro, di solito non usato)
    2. Successo (es. 200 OK)
    3. Redirezione (es. 303 See other)
    4. Errore del client (es. 403 Forbidden, 404 Not Found)
    5. Errore del server (es. 503 Service Unavailable)

Server web

  • È un computer “speciale” che esegue un software specifico che permette di ricevere, gestire, e soddisfare richieste HTTP provenienti da un client, ad esempio un browser
  • Il nome del server web è incluso nell’URL che identifica la risorsa di cui si vuole ottenere informazioni, nella parte host, come introdotto nella lezione precedente precedente (ad esempio it.wikipedia.org)
  • La richiesta HTTP da mandare al server è molto più strutturata rispetto a quello che abbiamo visto la scorsa volta con il semplice URL

Informazioni principali di una richiesta

  • Quando un client (ad esempio, un browser) richiede informazioni su una specifica risorsa (ad esempio una pagina web) utilizzando l’URL relativo, ad esempio http://it.wikipedia.org/wiki/ Uniform_Resource_Locator
  • la richiesta che viene davvero effettuata ha la seguente forma:

Metodo HTTP percorso Protocollo e versione

GET /wiki/Uniform_Resource_Locator HTTP/1.1 HOST: it.wikipedia.org Nome del server web da contattare

Cosa succede lato server

  • Una volta che il server web riceve una richiesta fatta come indicato in precedenza, cerca localmente informazioni del documento indicate nel percorso della richiesta
  • Se trova la risorsa, ne fa una copia che viene impacchettata nel payload in un nuovo messaggio HTTP di risposta e la invia al mittente originale, specificando “200 OK” come stato
  • Se non trova la risorsa, associa il codice di errore relativo nello stato e, opzionalmente, potrebbe anche specificare nel payload un qualche messaggio per specificare meglio l’errore o, in generale, la situazione occorsa

Indirizzo del server web

  • Seppur noi, utilizzatori di client come i browser, cerchiamo di accedere ad una risorsa a disposizione in un certo server web usando il nome di quest’ultimo ( ad esempio it.wikipedia.org), in realtà il server web non è direttamente raggiungibile usando il suo nome ma attraverso un indirizzo specifico
  • Un qualunque server web è identificato (semplificando, per ora) in modo univoco da una sequenza di quattro numeri separati da punti, ad esempio 130.136.130.1, ove ogni numero può essere un valore che va da 0 a 255
  • Questo numero si chiama indirizzo IP , dove “IP” è l’acronimo di “Internet Protocol” – che discuteremo nel dettaglio nella prossima lezione

Transmission Control Protocol (TCP)

  • Sia il riordino dei pacchetti sia lo spezzare il messaggio originale in più pacchetti conformemente con l’MTU della rete, è gestito dallo strato di trasporto
  • Protocollo principale: Transmission Control Protocol (TCP) proposto da Vinton Cerf e Robert Kahn nel 1974 per ARPANET

Cosa permette di fare

  • Il TCP permette la consegna affidabile , ordinata , e esente da errori di un flusso di byte tra due computer in comunicazione tra loro attraverso una rete basata sul protocollo IP, e gestisce tutti quei processi che garantiscono la ritrasmissione di un pacchetto nel caso in cui non sia stato recapitato al destinatario entro un certo tempo limite
  • L’ header di un pacchetto TCP contiene informazioni relative alla comunicazione a livello trasporto tra i due computer mittente e destinatario (le porte usate per la comunicazione e un numero di sequenza che indica l’ordine dei vari pacchetti TCP), mentre il payload contiene le informazioni che devono essere scambiate tra i partecipanti alla comunicazione

Comunicazione connessa

  • Il mittente e il destinatario si mettono d'accordo di iniziare una comunicazione in modo esplicito prima di scambiarsi i dati, e dichiarano altrettanto esplicitamente quando questa comunicazione si può ritenere conclusa
  • Il processo di inizio della comunicazione, è regolato dal meccanismo del three-way handshake , mentre quello di chiusura è il four-way handshake

Altri protocolli basati su TCP: SMTP

  • Il Simple Mail Transfer Protocol (SMTP) è il principale protocollo di comunicazione dello strato applicativo per spedire email
  • Ogni volta che si spedisce una mail, in realtà non viene recapitata direttamente al destinatario, ma viene raccolta da un server di posta di competenza del dominio della mail del destinatario
  • Dominio identificato dalla parte dell’indirizzo email che segue il carattere “@”
  • Questo server è come un server web ed è in grado di ricevere email attraverso il protocollo SMTP, per poi inoltrarle ai relativi destinatari quando questi ne fanno richiesta mediante l’uso del protocollo POP o IMAP

Altri protocolli basati su TCP: POP e IMAP

  • Sono entrambi utilizzati per richiedere e ricevere email da un server di posta
  • Con il Post Office Protocol (POP) , il server di posta consegna tutti i messaggi precedentemente inviati a quel particolare destinatario e, una volta consegnati, li cancella dal server
  • L’ Internet Message Access Protocol (IMAP) è stato esplicitamente sviluppato per facilitare la gestione di una stessa casella di posta elettronica da parte di più dispositivi – infatti i messaggi di posta elettronica non vengono eliminati automaticamente dal server anche se sono stati già recapitati ai rispettivi destinatari a seguito di una loro richiesta, ma devono essere eliminati esplicitamente dall’utente, se lo desidera

Altri protocolli basati su TCP: FTP

  • Il File Transfer Protocol (FTP) è un protocollo che permette il trasferimento di un qualunque file da un computer ad un server e viceversa
  • È uno dei protocolli più adottati di Internet per permettere lo scaricamento di una grossa mole di dati, mentre è poco adatto per scaricare documenti molti piccoli, come pagine web

Marcatura di un testo

  • Definizione: l’annotazione del testo così da definire esplicitamente i vari ruoli strutturali e semantici delle varie parti che lo compongono

È un albero!

  • L’organizzazione a scatole appena presentata descrive un albero, dove la scatola più grande

(ovvero “libro”) altro non è che la radice dell’albero che contiene i vari capitoli, e questi a loro volta

contengono i paragrafi, e così via

Da SGML a XML

  • In modo da definire formalmente la marcatura relativa a un certo testo, sono stati sviluppati diversi linguaggi di markup
  • Quelli di maggiore rilevanza per il Web seguono una sintassi specifica introdotta per la prima volta nello Standard Generalized Markup Language (SGML, 1986), e poi ripresa dal suo successore, l’ Extensible Markup Language (XML, 1996)
  • Sono metalinguaggi : definiscono le regole sintattiche che devono essere seguite per specificare la marcatura di un testo, ma non impongono alcun vocabolario particolare per il nome da assegnare ai vari marcatori – cosa che invece viene poi fatta quando si definisce un linguaggio di marcatura vero e proprio basato su queste regole sintattiche

Regole sintattiche: elementi

  • Il nome informativo che esprime la semantica della porzione del testo al quale l’elemento si riferisce – quello che abbiamo fatto finora Regole sintattiche: attributi Contiene delle informazioni aggiuntive che si riferiscono all’elemento su cui viene specificato – un elemento può avere nessuno, uno o più attributi

Regole sintattiche: commenti

  • Informazioni opzionali che possono venire inserite in qualsiasi punto della documento marcato, ma non fanno parte effettiva del contenuto

Titoli

Il contenuto testuale di un documento HTML è contenuto dentro l’elemento body e può essere organizzato mediante l’uso di appropriati elementi HTML, che veicolano una precisa semantica Paragrafi

Alice was beginning to get very tired of sitting by her sister on the bank, and of having nothing to do: once or twice she had peeped into the book her sister was reading, but it had no pictures or conversations in it, “and what is the use of a book,” thought Alice, “without pictures or Conversations?”

So she was considering in her own mind, (as well as she could, for the hot day made her feel very sleepy and stupid,) whether the pleasure of making a daisy-chain would be worth the trouble of getting up and picking the daisies, when suddenly a white rabbit with pink eyes ran close by her.

Enfasi

Enfatizzare porzioni di testo in HTML si specifica mediante i seguenti due elementi:

  • em per enfasi “leggera”
  • strong per enfasi “forte” Alice was beginning to get very tired of sitting … … when suddenly a white rabbit with pink eyes …

Citazioni

Tre differenti elementi per specificare le citazioni in un testo:

  • cite, il titolo di un lavoro citato
  • q, citazione in linea
  • blockquote, citazione come blocco a se stante

Liste e tabelle

  • In HTML esistono due elementi che permettono di creare una lista:
    • ol per la lista ordinata
    • ul per la lista non ordinata
  • Le singole voci della lista vengono indicate usando l’elemento li
  • Una tabella (elemento table) è composta da una sequenza di righe (elemento tr), ognuna delle quali contiene una o più celle che possono essere di due tipi:
    • celle contenenti dati (elemento td)
    • celle che definiscono intestazioni per le righe o le colonne identificate dalla tabella (elemento th)

Multimedia

  • L’elemento HTML per specificare un’immagine è img, un elemento che non contiene alcun testo ma che deve specificare i seguenti due attributi:
    • (^) src, l’URL dove reperire l’immagine
    • (^) alt, un testo alternativo mostrato al posto dell’immagine se quest’ultima, per qualsiasi ragione, non è visualizzabile
  • L’elemento video usato insieme all’elemento source permettono di inserire un video in un documento HTML – l’elemento source deve avere specificato l’attributo src che, come per le immagini, si riferisce all’URL dove reperire il video

Presentazione di un documento HTML: CSS

  • Nel 1996 viene rilasciata per la prima volta la specifica del Cascading Style Sheet (CSS), ovvero un ulteriore linguaggio che permette di definire il livello presentazionale degli elementi di HTML, come ad esempio:
    • il colore e la dimensione del testo contenuto nei titoli e nei paragrafi
    • la posizione di sezioni, articoli, immagini o video
    • l’animazione dinamica quando si posiziona il cursore del mouse su una voce del menu e/o sui link

Tecnologie informatiche e scienze umane

  • L’uso delle tecnologie informatiche è estremamente pervasivo, visto che concilia, regola, e scandisce ogni momento delle nostre attività quotidiane
  • Lo studio delle materie umanistiche non fa eccezione: il processo di digitalizzazione di artefatti fisici – come lettere, carteggi, libri, archivi – in documenti digitali ha reso possibile il loro accesso e studio in modo totalmente remoto, senza necessariamente recarsi nel luogo dove l’opera viene custodita ma richiedendola in digitale

Progetti digitali

  • Tutti i progetti digitali che riguardano le scienze umane hanno delle caratteristiche comuni: - (^) piattaforma (generalista o specialistica) solitamente Web, che permette di usufruire del contenuto digitale del progetto e di presentarlo al pubblico - (^) gestire delle risorse digitali - (^) organizzare queste risorse in modo strutturato e informativo per un qualunque agente, sia esso umano o macchina - (^) permettere l’ accesso a queste risorse - (^) visualizzare appropriatamente a video le informazioni rilevanti e di rilievo per una specifica ricerca