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Panoramica dei sistemi informativi e del cloud computing, processi di produzione e gestione dell'informazione, ict come strumenti principali, rielaborazione dati, sistemi informativi e tecnologia per rendere utili i dati, componenti fondamentali, decisioni strutturate, investimento, cambiamento organizzativo, efficacia, scelte strategiche, evoluzione architetture it, modelli utilities computing, cloud computing (paas), tipologie, disponibilità, affidabilità, continuità operativa, sicurezza, privacy, conformità, nuova infrastruttura, big data, agenti utente, acquisto, monitoraggio, data mining, web crawler, assistenza cliente, utility software, trasmissione wireless, router, segnali radio, commutazione pacchetti internet.
Tipologia: Dispense
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ESAME DI INFORMATICA E SISTEMI INFORMATIVI (ovvero l’insieme dei processi che consentono la produzione e la gestione dell’informazione; i sistemi informativi elaborano dati e li trasformano in informazioni). Tali processi con il tempo sono diventati essenziali alle aziende poiché permettono di essere continuamente aggiornati riguardo dati, strumenti, applicazioni e persone funzionali allo svolgimento del proprio business. Un esempio lampante sono i supporti di automazione che aiutano l’impresa a rendere autonomi e velocizzano determinati compiti. Il cuore pulsante dei sistemi informativi sono le ICT, definibile anche come funzione principale, parliamo di strumenti che si avvalgono di software, hardware e reti, i quali rappresentano le infrastrutture dei processi dei sistemi informativi. La materia prima che viene utilizzata nei sistemi informativi per produrre informazioni sono i dati , ovvero dele rappresentazioni alfa-numeriche che offrono la descrizione originaria, priva di soggettività, di un evento. Il dato per poter assumere un senso, subisce un processo di elaborazione che lo trasforma in informazione. La rielaborazione dei dati possiede tre caratteristiche principali che ne descrivono le più importanti sfaccettature: la completezza del dato (deve essere una rappresentazione precisa e non frammentata), l’omogeneità (i dati devono essere rilevati e rappresentati con le stesse procedure) e la sincronia (devono essere riferiti allo stesso arco temporale). Successivamente, i dati, per poter assumere un significato ed essere utili, vengono trasformati in una forma significativa, il cui nome è informazione. Nel passaggio da dato ad informazione svolgono un ruolo molto importante i sistemi informativi e la tecnologia, senza i quali risulterebbe complicato rendere utili i dati nei tempi e nelle modalità opportune per il proprio business. L’informazione , una volta ultimata, presenta caratteri di relatività (dovuta allo scopo del destinatario) e finalizzazione (ciò che per me può essere un’informazione, per altri possono essere dati). L’ultimo stadio del processo evolutivo di un dato, è la conoscenza , la quale viene raggiunta solo grazie all’elaborazione e all’interpretazione che muovono il dato. In base quanto appena detto, i sistemi informativi e tutto ciò che ne concerne, sono strettamente legati al concetto di tecnologia , ma non inteso nel senso comune del termine ma piuttosto come l’applicazione e l’uso degli strumenti (matematici, scientifici o informatici) per la risoluzione di un problema pratico (ricerca di una soluzione, ottimizzazione delle procedure o anche la scelta di possibili strategie). Esistono sostanzialmente due grandi macrocategorie di tecnologia: le IT , tecnologie volte a supportare la gestione automatizzata dell’informazione, e le ICT , il cui acronimo sta per… dell’informazione e della comunicazione, e si occupano di combinare la capacità di immagazzinare ed elaborare i dati con la necessità di trasmetterli. Si tratta del campo di convergenza tra le tecnologie informative (IT) e le telecomunicazioni (TLC). Una delle più famose leggi dell’evoluzione informatica è la legge di Moore. Nel 1965 predisse che il numero di transistor che potevano essere inseriti in un microprocessore (formato da un chip di silicio) sarebbe raddoppiato periodicamente, con un periodo originalmente previsto in 12 mesi e assestatosi sui 18 mesi dall’inizio degli anni Ottanta; questa previsione si è dimostrata valida fino ad oggi e rappresenta l’impressionante crescita della capacità elaborativa degli elaboratori. Una chiave interpretativa puramente tecnologica (determinismo tecnologico) non è più sufficiente a una seria e realistica analisi del fenomeno ICT. Una corretta valutazione del se e del come un’invenzione avrà o meno la capacità di trasformarsi in innovazione andrà affrontata con un sistema di variabili interpretative di tipo tecnologico, economico, socio- culturale e normativo.
Le componenti fondamentali dei sistemi informativi sono le persone nella loro totalità, sia coloro che utilizzano i sistemi informativi, e quindi i destinatari delle informazioni, in quanto parte integrante del flusso informativo (gli utenti) e sia le persone coinvolte nella loro progettazione e manutenzione. L’altra componente fondamentale dei sistemi informativi sono i processi ovvero le attività che le organizzazioni eseguono per raggiungere i loro obiettivi, sia quelle di base per trasformare gli input in output, sia quelle di supporto a quelle di base che ne migliorano lo svolgimento. A seconda della posizione che si assume nella piramide sociale di Anthony le persone possiedono differenti responsabilità e differenti necessità informative. La piramide è composta da tre livelli: operativo, tattico e strategico-direzionale. A livello operativo (capireparto-supervisori-personale operativo) avvengono i processi aziendali quotidiani e di routine, nonché le interazioni con i clienti. I sistemi informativi che supportano le attività sono i sistemi transazionali (Transaction Processing System ʹ TPS) e sono dedicati all’automazione delle attività ripetitive e a migliorare l’efficienza dei processi aziendali a contatto con i clienti. Una transazione è qualsiasi cosa avvenga nell’attività quotidiana di un’azienda e di cui debba essere tenuta traccia. La pianificazione operativa ha un orizzonte temporale di alcuni giorni e i responsabili del livello operativo prendono decisioni quotidiane strutturate e ricorrenti. Le decisioni strutturate sono quelle in cui le procedure da seguire possono essere specificate in anticipo: poichè sono relativamente semplici, possono essere programmate direttamente nei sistemi informativi operativi, in modo da poter essere compiute con interventi umani limitati. I sistemi informativi sono utilizzati per aumentare l’efficacia (per raggiungere gli obiettivi più rapidamente e con minore fatica) ottimizzando i processi e comprendendo meglio le cause degli eventuali problemi nelle prestazioni. L’investimento sui sistemi informativi ha un ritorno piuttosto rapido, dato che le attività di questo livello sono chiaramente delineate e definite. A livello tattico (dirigenti-responsabili funzionali) si occupano di monitorare e controllare le attività del livello operativo e di fornire informazioni ai livelli superiori dell’organizzazione. I midlevel manager si concentrano su come utilizzare e allocare le risorse dell’organizzazione allo scopo di incrementare l’efficacia (misura in cui gli obiettivi e le attività vengono portati a termine correttamente) al fine di raggiungere gli obiettivi strategici dell’organizzazione. I direttori di livello intermedio tipicamente si occupano dei problemi di una specifica funzione aziendale, come il marketing o la finanza. L’ambito decisionale è moderatamente complesso e ha orizzonti temporali di alcuni mesi (pianificazione tattica). Le decisioni sono considerate decisioni semistrutturate, perché soluzioni e problemi non sono chiaramente definiti e spesso richiedono capacità di valutazione ed esperienza. Alcune procedure da seguire possono essere specificate in anticipo, ma non al punto da poter fornire indicazioni specifiche. I sistemi che supportano le attività a questo livello son i Management Information System (MIS e i sistemi di supporto decisionale (Decision Support System ʹ DSS, o sistemi di Business Intelligence ʹ BI). A livello strategico-direzionale (top manager), i dirigenti e i manager si focalizzano su obiettivi strategici di lungo termine come quali prodotti realizzare, quale strategia organizzativa seguire. Le decisioni sono relative a problemi complessi, con prospettive temporali a lungo termine, e sono caratterizzate a processi decisionali molto articolati. Tali decisioni sono definite non strutturate, relative a situazioni e scenari per i quali è difficile specificare in anticipo le procedure da seguire e le conseguenze che ne deriveranno. I sistemi che supportano le attività a questo livello sono i sistemi di supporto direzionale (Executive Information System ʹ EIS, o Executive Support System ʹ ESS), attraverso i quali le prestazioni, misurate attraverso Key Performence Indicator / KPI, vengono visualizzate su pannelli di controllo.
Esistono differenti modelli di cloud computing che si caratterizzano per diversi livelli di libertà gestionale in dotazione al cliente, si tratta di servizi hardware e software gestiti in cloud dal provider (chi offre il servizio) anziché essere gestiti internamente. Con ‘’as a Service’’ si indica un servizio di cloud computing gestito da un provider esterno per conto dell’utente, che in questo modo ha la possibilità di dedicarsi alle attività strategiche, come la scrittura di codice e le relazioni con i clienti. Ogni tipo di cloud computing offre la possibilità di delegare la gestione di un numero sempre maggiore di componenti dell’infrastruttura on permise (chi riceve il servizio). Quando hardware e software sono in sede, la gestione, la manutenzione e l’aggiornamento spettano ai lavoratori dell’azienda stessa. Con il cloud computing c’è la possibilità di assegnare la gestione di uno, un paio o tutti i componenti ad un ente esterno (il provider) così da avere il tempo di dedicarsi meglio alle attività strategiche.
1. IaaS (Infrastructure as a Service) In questo modello, il provider mette a disposizione le capacità base di calcolo, storage e rete. Il provider fornisce i servizi di infrastruttura come lo storage e la virtualizzazione quando sono necessari, tramite cloud e internet. Un esempio può essere Netflix dove l’utente è responsabile del sistema operativo, dei dati e delle applicazioni, mentre invece il provider offre l’accesso alla gestione di rete, server, virtualizzazione e storage. Questo modello offre notevole flessibilità, in quanto consente di acquistare unicamente le componenti necessarie, aggiungendole ed eliminandole a sua discrezione. Le spese sono notevolmente ridotte e fisse; non sono presenti spese di manutenzione. Alcuni esempi sono: AWS, Microsoft Azure e Google Cloud. 2. Paas (Platform as a Service) (soprattutto per gli sviluppatori) Nel modello PaaS, il sottoscrittore del servizio ha la possibilità di installare, sviluppare e gestire le proprie applicazioni utilizzando la piattaforma hardware e il relativo software di sistema messi a disposizione dal provider. Il provider fornisce l’infrastruttura di calcolo sottostante, l’azienda-cliente non deve occuparsi neanche di acquisire le licenze del software di sistema e anche il funzionamento e l’aggiornamento della piattaforma erogata vengono gestiti dal fornitore del servizio. Un nuovo trend è quello delle piattaforme di serverless computing, progettate per liberare gli utenti anche dalla necessità di gestire tali macchine virtuali. Il servizio si occupa di tutta la gestione della piattaforma sottostante e abilita la scalabilità dei servizi (essere in grado di aumentare o diminuire le prestazioni su una scala definita), mentre all’utente viene fatturato il tempo di utilizzo. L’utente si dedica quindi alla scrittura dei codici e alla gestione delle app, senza mai doversi occupare degli aggiornamenti software o della manutenzione dell’hardware. Alcuni esempi sono: AWS Elastic, Heroku e Red Hat Openshift. 3. SaaS (Software as a Service) Questo modello è anche noto come ‘’servizi applicativi cloud’’, ed è la forma più avanzata e completa di cloud computing; consiste nella fornitura di un’intera applicazione gestita da provider tramite un browser web. Il provider si occupa degli aggiornamenti software, della correzione di bug e di altre attività generiche di manutenzione del software, mentre l’utente si connette all’app tramite una dashboard. Non è prevista l’installazione del software sulle singole macchine e l’accesso dei gruppi al programma è più lineare ed affidabile. Alcuni esempi sono: Google Apps, Dropbox e Salesforce Esistono due principali tipologie di cloud (tecnologia che permette di elaborare dati ed immagazzinarli in rete; consente l’accesso ad applicazioni e dati memorizzati su un hardware remoto anziché sulla workstation locale): i cloud privati ed i cloud pubblici. I servizi presenti sui cloud pubblici possono essere utilizzati da tutti con una tariffa basata sull’utilizzo. I cloud privati risiedono internamente alle aziende che lo posseggono,
forniscono l’accesso in modalità self-service e assicurano un alto livello di personalizzazione, flessibilità e controllo sui propri dati. Fattori che le aziende dovrebbero tenere in conto per la valutazione dei diversi cloud pubblici.
L’INFORMATICA VERDE o GREEN COMPUTERING Si tratta dell’utilizzo di risorse informatiche in maniera più efficiente in modo da ridurre l’impatto ambientale delle stesse. Esiste un modo per limitare il più possibile l’inquinamento delle risorse informatiche, e si tratta del passaggio alla virtualizzazione, la quale aiuta a diminuire il potenziale inquinante dell’organizzazione e il suo conto energetico. Un altro modo per limitare maggiormente i consumi esagerati di energia e quindi diminuire l’impatto sull’ambiente è l’impiego di hardware costantemente aggiornati con i tempi e la conseguente dismissione di quelli obsoleti. Sia le organizzazioni che i singoli individui devono valutare il modo migliore per smaltire i computer e i componenti indesiderati e devono anche assicurarsi che i dati presenti nei computer dismessi vengano eliminati. Il crowdsourcing è una tipologia di attività online partecipativa nella quale una persona, istituzione o organizzazione aziendale, propone ad un gruppo di individui, mediante un annuncio aperto e flessibile, la realizzazione libera e volontaria di un compito specifico. In altri termini si tratta della capacità di un’organizzazione di esternalizzare (outsourcing) alla massa (crowd) degli utenti della rete, una o più attività che prima venivano svolte da dipendenti. Un concetto correlato a quello di outsourcing è quello dell’innovazione aperta (open innovation). Le aziende stanno sempre più cercando di creare reti di ricerca e sviluppo ad hoc coinvolgendo gli stakeholder esterni nei loro processi di innovazione in modo da sfruttare il potenziale dell’intelligenza collettiva, un concetto basato sul presupposto che gruppi distribuiti di persone con una gamma variegata di informazioni e di esperienza siano in grado di superare le capacità dei singoli esperti. La produzione paritaria è la creazione di beni o servizi dia parte di comunità auto- organizzate. La creazione dei beni dipende dal contributo incrementale dei partecipanti, in modo che chiunque possa aiutare a produrre o a migliorare il risultato finale (esempio è Wikipedia). hanno dato origine a un nuovo paradigma di economia della collaborazione (crowd economy), ovvero l’utilizzo della crowd come potenziale fornitore di un’ampia gamma di servizi/beni. E’ possibile parlare di crowd ogni volta che una specifica domanda di un bene/servizio viene soddisfatta da un’offerta proveniente da un insieme di individui non formalmente collegati tra loro. I PRINCIPALI TREND DIGITALI La rivoluzione digitale che caratterizza il contesto attuale, può essere vista come l’ennesima tappa di un processo di digitalizzazione in atto da anni. Il merito è delle ICT che hanno implicato un processo di convergenza digitale, attraverso il quale le informazioni e la conoscenza possono essere scambiate facilmente grazie ai device (telefoni) e in generale alle reti di comunicazione. Accanto ai trend già affermati, quali i social media e il cloud computing, ce ne sono altri di notevole importanza:
consentono di raggiungere un’interazione ed una connessione continua, facendo in modo che la produzione possa auto-controllarsi. Alcune previsioni future pensano che questo trend verrà sostituito con INTERNET OF EVERYTHINGS, in cui tutte le potenzialità verranno aumentate tramite funzioni di connettività e di intelligenza artificiale.
non sostituiscono il lavoratore manuale ma che collaborano con lui migliorandone le prestazioni lavorative. I sistemi AI, seppur sofisticati, non riescono a replicare la tipica degli esseri umani, restando di fatto delle intelligenze limitate: questi sistemi possono diventare estremamente abili nello svolgimento di un singolo compito, ma non riescono a replicare lo stesso processo in un contesto diverso, per questo motivo, si ritiene che siano affetti da catastrophic forgetting (il dimenticare catastrofico): si tratta di un problema tipico di molti algoritmi e modelli di machine learning che, dopo essere stati allenati allo svolgimento di un primo compito, quando vengono allenati allo svolgimento di un secondo, dimenticano come eseguire il primo. A tali limiti occorre aggiungere che le macchine non sono in grado di replicare alcune abilità tipicamente umane, tra le quali quelle di effettuare ragionamenti basati sul buon senso, avere consapevolezza di ciò che stanno facendo, capire le sfumature del linguaggio, esprimere volontà, porre nuove domande. LA RIVOLUZIONE DIGITALE E L’INDUSTRY 4. In ambito aziendale, l’utilizzo delle tecnologie ha portato alla definizione di Industry 4.0: il termine scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale e vuole identificare il processo che dovrebbe condurre a una produzione industriale in gran parte automatizzata e interconnessa. Il timore della distruzione di lavoro come conseguenza dell’introduzione di nuovi strumenti e processi di produzione, caratterizza tutta la storia dell’economia industriale, dalla rivoluzione industriale alla tecnologica keynesiana. Alcune teorie prevedono una drastica riduzione dei posti di lavoro come conseguenza del progresso tecnologico, altri rilevano trasformazioni solo transitorie del mercato del lavoro a seguito dell’attuale rivoluzione digitale. Comune sembra comunque essere l’impatto dell’ICT sui tipi di mansioni e occupazioni coinvolte nella trasformazione. La gamma di competenze che le ICT contendono agli esseri umani è in continua espansione, spaziando da capacità di svolgimento di compiti semplici e ripetitivi fino ad arrivare alla creazione di conoscenza. I computer potrebbero così minacciare anche i knowledge worker, ovvero i lavoratori con alto grado di istruzione che creano, modificano e sintetizzano la conoscenza come parte fondamentale del loro lavoro. Verosimilmente l’essere umano continuerà ad avere un ruolo fondamentale in quelle mansioni che richiedono abilità cognitive complesse. È molto probabile che resterà agli umani il lavoro che richiede pensiero innovativo, creatività, intelligenza socio-emotiva, capacità di relazioni sociali, capacità di negoziazione e persuasione. Tra le opportunità per future occupazioni ci sono i lavori a supporto del progresso tecnologico: scienziati, ingegneri, programmatori, che creano, programmano, gestiscono e mantengono le macchine oggetto della trasformazione digitale. I lavoratori del futuro dovranno integrare tecnologia e individui in modo simbiotico, in un percorso di collaborazione. Quella attuale potrebbe essere solo una fase di transizione e, nel medio-lungo periodo, il sistema potrebbe trovare un nuovo equilibrio in cui si assiste a un processo di sostituzione e trasformazione degli impieghi, piuttosto che di pura distruzione.
Analizzando Internet e World Wide Web, si può notare come questi si siano rivelati uno straordinario agente di cambiamento fino a diventare una delle principali risorse per la competitività e la crescita economica delle aziende. La connettività mondiale di Internet consente la diffusione globale delle informazioni, il che viene sfruttato dalle aziende per far conoscere e promuovere i loro prodotti nei mercati internazionali. Il contesto digitale consente alle aziende di sviluppare e gestire vetrine virtuali che risultano accessibili da un qualsiasi device in grado di connettersi al web. Internet ed il web hanno dato la possibilità di avere a disposizione un’enorme mole di dati a disposizione ma la loro qualità e affidabilità sollevano questioni etiche a livello sociale, individuale e politico. La comunicazione interattiva tramite Internet supporta le aziende nella relazione e nella fidelizzazione del cliente, poiché un miglior livello di accuratezza e tempestività delle risposte può migliorare notevolmente l’immagine dell’azienda e consolidare il rapporto con la clientela. L’assistenza al cliente può essere fatta seguendo diverse procedure: accesso al database (basati su elenchi FAQ, il cliente può trovare autonomamente l’informazione ricercata), il forum di discussione e servizi interattivi messi a disposizione dall’impresa stessa come chat basate su protocolli di rete o realizzati con interfaccia. Alcune aziende implementano procedure di accesso a call center, ai quali il cliente può fare riferimento per trovare supporto diretto da parte di operatori. Internet ha consentito di svolgere e portare a termine transazioni elettroniche, riducendone i costi e migliorando l’efficienza operativa. Internet e il web offrono ai privati la possibilità di effettuare transazioni online con un limitato coinvolgimento di operatori umani, riducendo notevolmente i costi di transazione. PERSONALIZZAZIONE DI MASSA consumi di massa si basano sul concetto di produzione di massa mediante la quale è possibile produrre un elevato numero di prodotti standardizzati, riducendo i costi di produzione attraverso le economie di scala. L’evoluzione delle tecnologie web ha consentito alle aziende di adattarsi alle specifiche esigenze di ogni singolo cliente su larga scala, con un modello definito personalizzazione di massa (mass customization). Il collegamento tra la piattaforma web di e-commerce che abilita il cliente alla configurazione online del prodotto personalizzato e la produzione aziendale just in time consente alle aziende di realizzare ciascun bene on demand (su richiesta) e sulla base delle specifiche caratteristiche espresse dal singolo consumatore
ROM= memoria stabile (non volatile) il cui contenuto non può essere impostato e modificato dall’utente. Il collegamento tra CPU e memoria temporanea/centrale/primaria avviene grazie ai bus, ovvero collegamenti tra la scheda madre e le altre componenti del computer che consentono lo scambio di dati tra le varie componenti. L’ output dell’informazione richiesta e dei dati richiesti può avvenire sotto molteplici forme. L’output video è oggi quasi totalmente incentrato sulle tecnologie LCD, ovvero mediante cristalli liquidi presenti nei dispositivi che si configurano sempre più leggeri, sottili e meno ingombranti. L’output per trasferire disegni tecnici dal computer alla carta è dovuto ai plotter. La qualità della stampa viene valutata e misurata in funzione del numero di dpi (dots per inches) e dipende dalla risoluzione utilizzata dalla stampante. L’output audio avviene grazie alla scheda audio del computer che traduce i bit in toni che vengono inviati alle casse per la riproduzione. TECNOLOGIE DI MEMORIZZAZIONE La memoria di massa o secondaria si utilizza per conservare in maniera permanente i dati. I nastri magnetici, i floppy disk, il disco fisso, i dischi CD ROM, i dischi DVD e i memory stick sono tutte memorie di massa. Tutte le memorie secondarie includono 2 elementi distinti: il dispositivo e il supporto di memorizzazione. La lettura dei dati presenti nei dischi comprende la conversione di punti magnetizzati, che rappresentano i dati, in impulsi elettrici che possono essere interpretati dal processore del computer. Nastri magnetici furono i primi supporti di memorizzazione di massa utilizzati sui computer. Oggi sono utilizzati per effettuare backup o per archiviare dati storici ai quali non è necessario accedere con la massima rapidità. Disco fisso (hard disk) è formato da un supporto principale costituito da una serie di piatti sovrapposti di metallo o ceramica, protetti in un contenitore metallico sigillato e sottovuoto. I dati sono letti e memorizzati su tutte le superfici dei dischi mediante una testina fissata a un braccio che si muove rapidamente e con precisione. CD ROM (Compact Disc Read Only Memory) sono dischi ottici rimovibili non modificabili. DVD ROM (Digital Versatile Disc Read Only Memory) esistono le versioni recordable DVD-R, e rewritable DVD-RW. Memory stick sono dispositivi di memoria portatili, piccoli e leggeri. L’INFRASTRUTTURA DEI SOFTWARE Il software è costituito da programmi, o insiemi di istruzioni, tramite i quali il computer esegue determinate funzioni di elaborazione. È rappresentato da elementi intangibili. Software di sistema = insieme dei programmi che controllano le operazioni fondamentali per la gestione del computer. Si compone di sistema operativo e utility software. Il sistema operativo o software di base (microsoft windows, unix, mac os x, linux), coordina l’interazione tra i dispositivi hardware, le periferiche, il
software applicativo e gli utenti. Parte del sistema operativo sono anche i driver, moduli dedicati alla gestione delle periferiche. Gli utility software forniscono funzionalità aggiuntive al sistema operativo e includono software antivirus, screen saver e programmi di disinstallazione. Software applicativo= consente all’utente di eseguire compiti specifici. Ogni programma applicativo interagisce con il software di sistema, il quale, a sua volta, interagisce con l’hardware del computer. Esistono differenti tipologie di software applicativo, alcuni esempi possono essere: il software per la produttività personale (attività di calcolo, scrivere, creare grafici), il software per il mercato verticale (esigenze specifiche di un settore o mercato) o ad esempio il software per il mercato orizzontale (il quale risponde a necessità comuni a più settori). Possono essere ‘’make’’ se sviluppati con le proprie risorse o ‘’buy’’ se acquistati esternamente. LE TENDENZE DELL’INFRASTRUTTURA DEI SOFTWARE
Perché un browser possa connettersi a un sito web deve conoscere il suo indirizzo URL (Uniform Ressource Locator). L͛URL è costituito da varie parti distinte: il protocollo web, il nome host (che comprende il nome di dominio), il percorso della risorsa da recuperare.
Nell’ambito delle quantità economiche e delle connesse quantità stimate e congetturate, si possono individuare vari sottosistemi di modelli, ma uno in particolare offre le basi per valutare e rappresentare l’economicità. Si tratta del sistema dei valori di azienda, il quale utilizza il valore della moneta come espressione degli scambi tra l’impresa e soggetti terzi. La moneta possiede la funzione di semplificare e facilitare proprio questi rapporti di scambio che sono funzionali ed essenziali allo sviluppo della produzione economica. Il valore della moneta si manifesta sia con valori riferiti ad un istante ben preciso (quantità fondo o stock) e sia con valori riferiti ad un arco temporale più duraturo (quantità flusso o flux). Questi valori vengono poi inseriti nel reddito d’esercizio parziale in due sezioni differenti: le quantità flusso risiederanno nel reddito d’esercizio, mentre invece le quantità fondo troveranno riscontro nel capitale di funzionamento. Tutti i valori che fanno riferimento a scambi verranno nominati ‘’valori numerari’’, e conseguentemente le loro variazioni vengono denominate ‘’variazioni numerarie’’. Tali espressioni troveranno luogo unicamente nello stato patrimoniale. Esistono anche i valori non numerari, dei quali però non ci interessiamo. I valori vengono determinati nel momento in cui si manifesta la variazione numeraria, ovvero il momento in cui si emette o riceve fattura. I motivi che spingono ad attuare questo meccanismo sono due: la volontà di preferire valori certi dei quali non si ha la possibilità che varino successivamente durante le fasi finali di negoziazione e la possibilità di effettuare un riscontro in tempi brevi (tra l’emissione di una fattura e una ipotetica spedizione). La scelta di questo momento coincide anche con la possibilità di inserire contemporaneamente i due valori con segno contrario nei conti. I conti rappresentano pertanto i metodi di raccolta dei valori, grazie ai quali si viene a creare un sistema di rilevazioni multiple che prende il nome di partita doppia.