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Sistemi Informativi e Cloud Computing: Caratteristiche e Modelli, Dispense di Elementi di Informatica

Panoramica dei sistemi informativi e del cloud computing, processi di produzione e gestione dell'informazione, ict come strumenti principali, rielaborazione dati, sistemi informativi e tecnologia per rendere utili i dati, componenti fondamentali, decisioni strutturate, investimento, cambiamento organizzativo, efficacia, scelte strategiche, evoluzione architetture it, modelli utilities computing, cloud computing (paas), tipologie, disponibilità, affidabilità, continuità operativa, sicurezza, privacy, conformità, nuova infrastruttura, big data, agenti utente, acquisto, monitoraggio, data mining, web crawler, assistenza cliente, utility software, trasmissione wireless, router, segnali radio, commutazione pacchetti internet.

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 04/03/2024

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ESAME DI INFORMATICA E SISTEMI INFORMATIVI (ovvero l’insieme dei processi che consentono la
produzione e la gestione dell’informazione; i sistemi informativi elaborano dati e li trasformano in
informazioni). Tali processi con il tempo sono diventati essenziali alle aziende poiché permettono di essere
continuamente aggiornati riguardo dati, strumenti, applicazioni e persone funzionali allo svolgimento del
proprio business. Un esempio lampante sono i supporti di automazione che aiutano l’impresa a rendere
autonomi e velocizzano determinati compiti. Il cuore pulsante dei sistemi informativi sono le ICT, definibile
anche come funzione principale, parliamo di strumenti che si avvalgono di software, hardware e reti, i quali
rappresentano le infrastrutture dei processi dei sistemi informativi.
La materia prima che viene utilizzata nei sistemi informativi per produrre informazioni sono i dati, ovvero
dele rappresentazioni alfa-numeriche che offrono la descrizione originaria, priva di soggettività, di un
evento. Il dato per poter assumere un senso, subisce un processo di elaborazione che lo trasforma in
informazione. La rielaborazione dei dati possiede tre caratteristiche principali che ne descrivono le più
importanti sfaccettature: la completezza del dato (deve essere una rappresentazione precisa e non
frammentata), l’omogeneità (i dati devono essere rilevati e rappresentati con le stesse procedure) e la
sincronia (devono essere riferiti allo stesso arco temporale).
Successivamente, i dati, per poter assumere un significato ed essere utili, vengono trasformati in una forma
significativa, il cui nome è informazione. Nel passaggio da dato ad informazione svolgono un ruolo molto
importante i sistemi informativi e la tecnologia, senza i quali risulterebbe complicato rendere utili i dati nei
tempi e nelle modalità opportune per il proprio business. L’informazione, una volta ultimata, presenta
caratteri di relatività (dovuta allo scopo del destinatario) e finalizzazione (ciò che per me può essere
un’informazione, per altri possono essere dati).
L’ultimo stadio del processo evolutivo di un dato, è la conoscenza, la quale viene raggiunta solo grazie
all’elaborazione e all’interpretazione che muovono il dato.
In base quanto appena detto, i sistemi informativi e tutto ciò che ne concerne, sono strettamente legati al
concetto di tecnologia, ma non inteso nel senso comune del termine ma piuttosto come l’applicazione e
l’uso degli strumenti (matematici, scientifici o informatici) per la risoluzione di un problema pratico (ricerca
di una soluzione, ottimizzazione delle procedure o anche la scelta di possibili strategie). Esistono
sostanzialmente due grandi macrocategorie di tecnologia: le IT, tecnologie volte a supportare la gestione
automatizzata dell’informazione, e le ICT, il cui acronimo sta per… dell’informazione e della comunicazione,
e si occupano di combinare la capacità di immagazzinare ed elaborare i dati con la necessità di trasmetterli.
Si tratta del campo di convergenza tra le tecnologie informative (IT) e le telecomunicazioni (TLC).
Una delle più famose leggi dell’evoluzione informatica è la legge di Moore. Nel 1965 predisse che il numero
di transistor che potevano essere inseriti in un microprocessore (formato da un chip di silicio) sarebbe
raddoppiato periodicamente, con un periodo originalmente previsto in 12 mesi e assestatosi sui 18 mesi
dall’inizio degli anni Ottanta; questa previsione si è dimostrata valida fino ad oggi e rappresenta
l’impressionante crescita della capacità elaborativa degli elaboratori. Una chiave interpretativa puramente
tecnologica (determinismo tecnologico) non è più sufficiente a una seria e realistica analisi del fenomeno
ICT. Una corretta valutazione del se e del come un’invenzione avrà o meno la capacità di trasformarsi in
innovazione andrà affrontata con un sistema di variabili interpretative di tipo tecnologico, economico, socio-
culturale e normativo.
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ESAME DI INFORMATICA E SISTEMI INFORMATIVI (ovvero l’insieme dei processi che consentono la produzione e la gestione dell’informazione; i sistemi informativi elaborano dati e li trasformano in informazioni). Tali processi con il tempo sono diventati essenziali alle aziende poiché permettono di essere continuamente aggiornati riguardo dati, strumenti, applicazioni e persone funzionali allo svolgimento del proprio business. Un esempio lampante sono i supporti di automazione che aiutano l’impresa a rendere autonomi e velocizzano determinati compiti. Il cuore pulsante dei sistemi informativi sono le ICT, definibile anche come funzione principale, parliamo di strumenti che si avvalgono di software, hardware e reti, i quali rappresentano le infrastrutture dei processi dei sistemi informativi. La materia prima che viene utilizzata nei sistemi informativi per produrre informazioni sono i dati , ovvero dele rappresentazioni alfa-numeriche che offrono la descrizione originaria, priva di soggettività, di un evento. Il dato per poter assumere un senso, subisce un processo di elaborazione che lo trasforma in informazione. La rielaborazione dei dati possiede tre caratteristiche principali che ne descrivono le più importanti sfaccettature: la completezza del dato (deve essere una rappresentazione precisa e non frammentata), l’omogeneità (i dati devono essere rilevati e rappresentati con le stesse procedure) e la sincronia (devono essere riferiti allo stesso arco temporale). Successivamente, i dati, per poter assumere un significato ed essere utili, vengono trasformati in una forma significativa, il cui nome è informazione. Nel passaggio da dato ad informazione svolgono un ruolo molto importante i sistemi informativi e la tecnologia, senza i quali risulterebbe complicato rendere utili i dati nei tempi e nelle modalità opportune per il proprio business. L’informazione , una volta ultimata, presenta caratteri di relatività (dovuta allo scopo del destinatario) e finalizzazione (ciò che per me può essere un’informazione, per altri possono essere dati). L’ultimo stadio del processo evolutivo di un dato, è la conoscenza , la quale viene raggiunta solo grazie all’elaborazione e all’interpretazione che muovono il dato. In base quanto appena detto, i sistemi informativi e tutto ciò che ne concerne, sono strettamente legati al concetto di tecnologia , ma non inteso nel senso comune del termine ma piuttosto come l’applicazione e l’uso degli strumenti (matematici, scientifici o informatici) per la risoluzione di un problema pratico (ricerca di una soluzione, ottimizzazione delle procedure o anche la scelta di possibili strategie). Esistono sostanzialmente due grandi macrocategorie di tecnologia: le IT , tecnologie volte a supportare la gestione automatizzata dell’informazione, e le ICT , il cui acronimo sta per… dell’informazione e della comunicazione, e si occupano di combinare la capacità di immagazzinare ed elaborare i dati con la necessità di trasmetterli. Si tratta del campo di convergenza tra le tecnologie informative (IT) e le telecomunicazioni (TLC). Una delle più famose leggi dell’evoluzione informatica è la legge di Moore. Nel 1965 predisse che il numero di transistor che potevano essere inseriti in un microprocessore (formato da un chip di silicio) sarebbe raddoppiato periodicamente, con un periodo originalmente previsto in 12 mesi e assestatosi sui 18 mesi dall’inizio degli anni Ottanta; questa previsione si è dimostrata valida fino ad oggi e rappresenta l’impressionante crescita della capacità elaborativa degli elaboratori. Una chiave interpretativa puramente tecnologica (determinismo tecnologico) non è più sufficiente a una seria e realistica analisi del fenomeno ICT. Una corretta valutazione del se e del come un’invenzione avrà o meno la capacità di trasformarsi in innovazione andrà affrontata con un sistema di variabili interpretative di tipo tecnologico, economico, socio- culturale e normativo.

Le componenti fondamentali dei sistemi informativi sono le persone nella loro totalità, sia coloro che utilizzano i sistemi informativi, e quindi i destinatari delle informazioni, in quanto parte integrante del flusso informativo (gli utenti) e sia le persone coinvolte nella loro progettazione e manutenzione. L’altra componente fondamentale dei sistemi informativi sono i processi ovvero le attività che le organizzazioni eseguono per raggiungere i loro obiettivi, sia quelle di base per trasformare gli input in output, sia quelle di supporto a quelle di base che ne migliorano lo svolgimento. A seconda della posizione che si assume nella piramide sociale di Anthony le persone possiedono differenti responsabilità e differenti necessità informative. La piramide è composta da tre livelli: operativo, tattico e strategico-direzionale. A livello operativo (capireparto-supervisori-personale operativo) avvengono i processi aziendali quotidiani e di routine, nonché le interazioni con i clienti. I sistemi informativi che supportano le attività sono i sistemi transazionali (Transaction Processing System ʹ TPS) e sono dedicati all’automazione delle attività ripetitive e a migliorare l’efficienza dei processi aziendali a contatto con i clienti. Una transazione è qualsiasi cosa avvenga nell’attività quotidiana di un’azienda e di cui debba essere tenuta traccia. La pianificazione operativa ha un orizzonte temporale di alcuni giorni e i responsabili del livello operativo prendono decisioni quotidiane strutturate e ricorrenti. Le decisioni strutturate sono quelle in cui le procedure da seguire possono essere specificate in anticipo: poichè sono relativamente semplici, possono essere programmate direttamente nei sistemi informativi operativi, in modo da poter essere compiute con interventi umani limitati. I sistemi informativi sono utilizzati per aumentare l’efficacia (per raggiungere gli obiettivi più rapidamente e con minore fatica) ottimizzando i processi e comprendendo meglio le cause degli eventuali problemi nelle prestazioni. L’investimento sui sistemi informativi ha un ritorno piuttosto rapido, dato che le attività di questo livello sono chiaramente delineate e definite. A livello tattico (dirigenti-responsabili funzionali) si occupano di monitorare e controllare le attività del livello operativo e di fornire informazioni ai livelli superiori dell’organizzazione. I midlevel manager si concentrano su come utilizzare e allocare le risorse dell’organizzazione allo scopo di incrementare l’efficacia (misura in cui gli obiettivi e le attività vengono portati a termine correttamente) al fine di raggiungere gli obiettivi strategici dell’organizzazione. I direttori di livello intermedio tipicamente si occupano dei problemi di una specifica funzione aziendale, come il marketing o la finanza. L’ambito decisionale è moderatamente complesso e ha orizzonti temporali di alcuni mesi (pianificazione tattica). Le decisioni sono considerate decisioni semistrutturate, perché soluzioni e problemi non sono chiaramente definiti e spesso richiedono capacità di valutazione ed esperienza. Alcune procedure da seguire possono essere specificate in anticipo, ma non al punto da poter fornire indicazioni specifiche. I sistemi che supportano le attività a questo livello son i Management Information System (MIS e i sistemi di supporto decisionale (Decision Support System ʹ DSS, o sistemi di Business Intelligence ʹ BI). A livello strategico-direzionale (top manager), i dirigenti e i manager si focalizzano su obiettivi strategici di lungo termine come quali prodotti realizzare, quale strategia organizzativa seguire. Le decisioni sono relative a problemi complessi, con prospettive temporali a lungo termine, e sono caratterizzate a processi decisionali molto articolati. Tali decisioni sono definite non strutturate, relative a situazioni e scenari per i quali è difficile specificare in anticipo le procedure da seguire e le conseguenze che ne deriveranno. I sistemi che supportano le attività a questo livello sono i sistemi di supporto direzionale (Executive Information System ʹ EIS, o Executive Support System ʹ ESS), attraverso i quali le prestazioni, misurate attraverso Key Performence Indicator / KPI, vengono visualizzate su pannelli di controllo.

Esistono differenti modelli di cloud computing che si caratterizzano per diversi livelli di libertà gestionale in dotazione al cliente, si tratta di servizi hardware e software gestiti in cloud dal provider (chi offre il servizio) anziché essere gestiti internamente. Con ‘’as a Service’’ si indica un servizio di cloud computing gestito da un provider esterno per conto dell’utente, che in questo modo ha la possibilità di dedicarsi alle attività strategiche, come la scrittura di codice e le relazioni con i clienti. Ogni tipo di cloud computing offre la possibilità di delegare la gestione di un numero sempre maggiore di componenti dell’infrastruttura on permise (chi riceve il servizio). Quando hardware e software sono in sede, la gestione, la manutenzione e l’aggiornamento spettano ai lavoratori dell’azienda stessa. Con il cloud computing c’è la possibilità di assegnare la gestione di uno, un paio o tutti i componenti ad un ente esterno (il provider) così da avere il tempo di dedicarsi meglio alle attività strategiche.

1. IaaS (Infrastructure as a Service) In questo modello, il provider mette a disposizione le capacità base di calcolo, storage e rete. Il provider fornisce i servizi di infrastruttura come lo storage e la virtualizzazione quando sono necessari, tramite cloud e internet. Un esempio può essere Netflix dove l’utente è responsabile del sistema operativo, dei dati e delle applicazioni, mentre invece il provider offre l’accesso alla gestione di rete, server, virtualizzazione e storage. Questo modello offre notevole flessibilità, in quanto consente di acquistare unicamente le componenti necessarie, aggiungendole ed eliminandole a sua discrezione. Le spese sono notevolmente ridotte e fisse; non sono presenti spese di manutenzione. Alcuni esempi sono: AWS, Microsoft Azure e Google Cloud. 2. Paas (Platform as a Service) (soprattutto per gli sviluppatori) Nel modello PaaS, il sottoscrittore del servizio ha la possibilità di installare, sviluppare e gestire le proprie applicazioni utilizzando la piattaforma hardware e il relativo software di sistema messi a disposizione dal provider. Il provider fornisce l’infrastruttura di calcolo sottostante, l’azienda-cliente non deve occuparsi neanche di acquisire le licenze del software di sistema e anche il funzionamento e l’aggiornamento della piattaforma erogata vengono gestiti dal fornitore del servizio. Un nuovo trend è quello delle piattaforme di serverless computing, progettate per liberare gli utenti anche dalla necessità di gestire tali macchine virtuali. Il servizio si occupa di tutta la gestione della piattaforma sottostante e abilita la scalabilità dei servizi (essere in grado di aumentare o diminuire le prestazioni su una scala definita), mentre all’utente viene fatturato il tempo di utilizzo. L’utente si dedica quindi alla scrittura dei codici e alla gestione delle app, senza mai doversi occupare degli aggiornamenti software o della manutenzione dell’hardware. Alcuni esempi sono: AWS Elastic, Heroku e Red Hat Openshift. 3. SaaS (Software as a Service) Questo modello è anche noto come ‘’servizi applicativi cloud’’, ed è la forma più avanzata e completa di cloud computing; consiste nella fornitura di un’intera applicazione gestita da provider tramite un browser web. Il provider si occupa degli aggiornamenti software, della correzione di bug e di altre attività generiche di manutenzione del software, mentre l’utente si connette all’app tramite una dashboard. Non è prevista l’installazione del software sulle singole macchine e l’accesso dei gruppi al programma è più lineare ed affidabile. Alcuni esempi sono: Google Apps, Dropbox e Salesforce Esistono due principali tipologie di cloud (tecnologia che permette di elaborare dati ed immagazzinarli in rete; consente l’accesso ad applicazioni e dati memorizzati su un hardware remoto anziché sulla workstation locale): i cloud privati ed i cloud pubblici. I servizi presenti sui cloud pubblici possono essere utilizzati da tutti con una tariffa basata sull’utilizzo. I cloud privati risiedono internamente alle aziende che lo posseggono,

forniscono l’accesso in modalità self-service e assicurano un alto livello di personalizzazione, flessibilità e controllo sui propri dati. Fattori che le aziende dovrebbero tenere in conto per la valutazione dei diversi cloud pubblici.

  1. DISPONIBILITA’ e AFFIDABILITA’ Neppure i maggiori fornitori di servizi di cloud computing pubblico sono immuni da problemi, per questo le aziende devono valutare quali applicazioni spostare sul cloud e come garantirne la disponibilità. Dato che spesso subire eventi negativi risulta molto oneroso, le aziende dovrebbero replicare le proprie infrastrutture utilizzando diversi fornitori di servizi. Un importante criterio di valutazione riguarda le policy di supporto del fornitore. Le aziende devono accertarsi che siano presenti capacità e competenze del personale di supporto accettabili, specialmente per le applicazioni mission critical (quelle che possono mettere a repentaglio il raggiungimento di un obiettivo), in grado di risolvere eventuali problemi.
  2. SCALABILITA’ ʹ Indica che le aziende sono in grado di aumentare o ridurre le dimensioni della propria infrastruttura in base alle proprie esigenze. Le organizzazioni devono valutare attentamente il livello al quale il fornitore potrà essere in grado di soddisfare le loro esigenze attuali e future in termini di storage e volumi transazionali.
  3. CONTINUITA’ OPERATIVA Quando un’organizzazione si sposta su un’infrastruttura nel cloud pubblico, mette una grande quantità di dati e di capacità di elaborazione nelle mani di un’entità esterna. Se questa dovesse fallire, le ripercussioni per i clienti potrebbero essere notevoli, a partire dai costi e dal tempo necessario ad approvare una nuova infrastruttura, migrare le applicazioni o trasferire i dati
  4. SICUREZZA, PRIVACY E CONFORMITA’ Le aziende devono chiedersi quale sarà il livello di protezione dei dati dagli accessi esterni indesiderati, come verrà salvaguardata la privacy dei dati degli utenti e se i criteri di memorizzazione dei dati sono conformi alle normative internazionali come il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e agli standard come il Payment Card Industry Data Security Standard. Gli aspetti relativi a disponibilità, affidabilità e sicurezza sono trattati negli accordi sui livelli di servizio (SLA, Service Level Agreement), contratti che specificano il livello di servizio fornito in termini di prestazioni, garanzie, disaster recovery. Questi accordi sui livelli di servizio non garantiscono la disponibilità delle risorse: vengono promessi unicamente determinati livelli di servizio ed eventuali sconti o rimborsi nel caso in cui le promesse non vengano mantenute. Per questo tali accordi possono essere considerati mezzi per risolvere eventuali dispute in caso di problemi, ma non strumenti di risoluzione dei problemi stessi. Le aziende devono anche considerare in maniera critica i livelli di disponibilità che sarebbero in grado di garantire con un’infrastruttura interna e i costi associati. Molte aziende spesso optano per un approccio ibrido, che vede il mantenimento di alcune applicazioni molto importanti come quelle mission critical e lo spostamento di altre applicazioni meno sensibili sul cloud pubblico.
  5. VARIETA’ DELL’OFFERTA
  6. COSTI Il modello dell’utility computing utilizzato dai fornitori di cloud computing offre alle aziende il controllo sulle risorse che utilizzano e pagano: l’impresa paga solo per le risorse che utilizza e può aumentarle o diminuirle secondo necessità.

L’INFORMATICA VERDE o GREEN COMPUTERING Si tratta dell’utilizzo di risorse informatiche in maniera più efficiente in modo da ridurre l’impatto ambientale delle stesse. Esiste un modo per limitare il più possibile l’inquinamento delle risorse informatiche, e si tratta del passaggio alla virtualizzazione, la quale aiuta a diminuire il potenziale inquinante dell’organizzazione e il suo conto energetico. Un altro modo per limitare maggiormente i consumi esagerati di energia e quindi diminuire l’impatto sull’ambiente è l’impiego di hardware costantemente aggiornati con i tempi e la conseguente dismissione di quelli obsoleti. Sia le organizzazioni che i singoli individui devono valutare il modo migliore per smaltire i computer e i componenti indesiderati e devono anche assicurarsi che i dati presenti nei computer dismessi vengano eliminati. Il crowdsourcing è una tipologia di attività online partecipativa nella quale una persona, istituzione o organizzazione aziendale, propone ad un gruppo di individui, mediante un annuncio aperto e flessibile, la realizzazione libera e volontaria di un compito specifico. In altri termini si tratta della capacità di un’organizzazione di esternalizzare (outsourcing) alla massa (crowd) degli utenti della rete, una o più attività che prima venivano svolte da dipendenti. Un concetto correlato a quello di outsourcing è quello dell’innovazione aperta (open innovation). Le aziende stanno sempre più cercando di creare reti di ricerca e sviluppo ad hoc coinvolgendo gli stakeholder esterni nei loro processi di innovazione in modo da sfruttare il potenziale dell’intelligenza collettiva, un concetto basato sul presupposto che gruppi distribuiti di persone con una gamma variegata di informazioni e di esperienza siano in grado di superare le capacità dei singoli esperti. La produzione paritaria è la creazione di beni o servizi dia parte di comunità auto- organizzate. La creazione dei beni dipende dal contributo incrementale dei partecipanti, in modo che chiunque possa aiutare a produrre o a migliorare il risultato finale (esempio è Wikipedia). hanno dato origine a un nuovo paradigma di economia della collaborazione (crowd economy), ovvero l’utilizzo della crowd come potenziale fornitore di un’ampia gamma di servizi/beni. E’ possibile parlare di crowd ogni volta che una specifica domanda di un bene/servizio viene soddisfatta da un’offerta proveniente da un insieme di individui non formalmente collegati tra loro. I PRINCIPALI TREND DIGITALI La rivoluzione digitale che caratterizza il contesto attuale, può essere vista come l’ennesima tappa di un processo di digitalizzazione in atto da anni. Il merito è delle ICT che hanno implicato un processo di convergenza digitale, attraverso il quale le informazioni e la conoscenza possono essere scambiate facilmente grazie ai device (telefoni) e in generale alle reti di comunicazione. Accanto ai trend già affermati, quali i social media e il cloud computing, ce ne sono altri di notevole importanza:

  1. Internet delle cose , Internet of Things (IoT): Rappresenta un’ampia varietà di oggetti fisici (di uso comune, indossabili o quant’altro) che vengono dotati di chip e attraverso la rete, si connettono tra di loro e condividono autonomamente dati relativi al loro stato o ad esempio all’ambiente che li circonda. (campi d’applicazione: domotica, coltivazione intelligente, sanità digitale). A livello industriale si realizza con l’utilizzo di CPS che, attraverso sensori installati sui macchinari,

consentono di raggiungere un’interazione ed una connessione continua, facendo in modo che la produzione possa auto-controllarsi. Alcune previsioni future pensano che questo trend verrà sostituito con INTERNET OF EVERYTHINGS, in cui tutte le potenzialità verranno aumentate tramite funzioni di connettività e di intelligenza artificiale.

  1. Tecnologia Mobile : La gestione dei device mobili utilizzati dai lavoratori può essere fonte di preoccupazione per le aziende, ma può anche fornire molte opportunità, quali un maggior grado di collaborazione e un maggior livello di produttività. L’evoluzione di tale tecnologia, in particolare di quella telefonica ha visto il susseguirsi di 5 generazioni: Verso gli anni 80, il primo standard di rete cellulare che rese possibile la diffusione di massa dei dispositivi mobili fu il TACS, un sistema di comunicazione mobile di tipo analogico che consentiva di veicolare il traffico voce. L’attribuzione di un canale radio a un terminale mobile avveniva in modo statico, vincolando la base di utenza al numero di canali radio disponibili. L’esigenza di mobilità da parte di un numero sempre crescente di utenti ha imposto il passaggio alla seconda generazione. La seconda generazione di reti di comunicazione mobile introdusse un sistema di trasmissione di tipo digitale, il GSM. Questo sistema, basato sulla commutazione di circuito, prevede un canale principale esclusivamente dedicato alla fonia e un canale addizionale per il traffico dati. La seconda generazione di telefonia mobile ha introdotto la possibilità di garantire all’utente un livello di autonomia rispetto all’ambiente circostante e ai device: all’interno di ciascun dispositivo veniva collocata una SIM card che, adeguata alla conformazione del device, ne garantisce la completa mobilità. Allo scopo di superare alcune restrizioni tecniche del sistema GSM e di facilitare l’introduzione dei servizi multimediali, sono state concepite alcune soluzioni che si identificano nel messo tra la seconda e la terza generazione: con HSCSD si aumentò la velocità di trasmissione dati, il GPRS si avvicinò al concetto di servizio multimediale ma la consacrazione avvenne definitivamente con EDGE che consentì l’erogazione dei servizi e di alcune applicazioni multimediali. La terza generazione corrisponde all’UMTS, il quale fu in grado di conciliare la mobilità dell’utente con la crescente esigenza di multimedialità. Le reti UMTS sono state potenziate mediante i protocolli HSPA, che estendono e migliorano le sue prestazioni, aumentando la capacità delle reti e ampliando la larghezza di banda. È possibile distinguere tra HSDPA, per la trasmissione verso l’utente/downlink e HSUPA, per la trasmissione dati in uplink/verso la rete. La quarta generazione è associata allo standard LTE, finalizzato a garantire l’accesso mobile a banda larga, sfruttando diverse tecnologie di accesso radio mobile come OFDM e MIMO in un ambiente basato unicamente sul protocollo IP. Tra i vantaggi, oltre alla velocità di connessione a Interne e alle elevate capacità di banda assicurate in download, vi è la possibilità di sostenere costi per Mbyte più contenuti. Per quanto riguarda la quinta generazione, da qualche anno l’unione europea ha iniziato a delineare le linee guida su cui si baserà il nuovo standard 5G, la cui disponibilità è prevista a partire dal 2020. La nuova infrastruttura sarà in grado di migliorare la velocità di trasmissione dati delle attuali reti e di ridurre la latenza (ritardo), supportando sia un crescente numero di utenti connessi, sia nuovi e migliori servizi accessibili da rete mobile: la quinta generazione potrà fornire innovativi servizi per la comunicazione, supportare sofisticate applicazioni di gaming e realtà aumentata, permettere di sviluppare al meglio l’internet delle cose.
  2. Big Data: Le organizzazioni cercano continuamente di ottenere le informazioni giuste a supporto delle decisioni aziendali, raccogliendo sempre più dati da fonti interne ed esterne. Con il termine Big Data ci si riferisce all’enorme quantità di dati disponibili oggi, ma dietro questa definizione si nasconde un fenomeno più complesso del semplice accumulo di dati digitali. Big Data è un termine utilizzato per descrivere un quantitativo di dati enorme in termini di volume, e altrettanto differenziato in termini di formato (varietà), che viene generato e scambiato quotidianamente. Nella definizione sono inclusi sia dati strutturati (facilmente rappresentabili in tabelle) sia dati

non sostituiscono il lavoratore manuale ma che collaborano con lui migliorandone le prestazioni lavorative. I sistemi AI, seppur sofisticati, non riescono a replicare la tipica degli esseri umani, restando di fatto delle intelligenze limitate: questi sistemi possono diventare estremamente abili nello svolgimento di un singolo compito, ma non riescono a replicare lo stesso processo in un contesto diverso, per questo motivo, si ritiene che siano affetti da catastrophic forgetting (il dimenticare catastrofico): si tratta di un problema tipico di molti algoritmi e modelli di machine learning che, dopo essere stati allenati allo svolgimento di un primo compito, quando vengono allenati allo svolgimento di un secondo, dimenticano come eseguire il primo. A tali limiti occorre aggiungere che le macchine non sono in grado di replicare alcune abilità tipicamente umane, tra le quali quelle di effettuare ragionamenti basati sul buon senso, avere consapevolezza di ciò che stanno facendo, capire le sfumature del linguaggio, esprimere volontà, porre nuove domande. LA RIVOLUZIONE DIGITALE E L’INDUSTRY 4. In ambito aziendale, l’utilizzo delle tecnologie ha portato alla definizione di Industry 4.0: il termine scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale e vuole identificare il processo che dovrebbe condurre a una produzione industriale in gran parte automatizzata e interconnessa. Il timore della distruzione di lavoro come conseguenza dell’introduzione di nuovi strumenti e processi di produzione, caratterizza tutta la storia dell’economia industriale, dalla rivoluzione industriale alla tecnologica keynesiana. Alcune teorie prevedono una drastica riduzione dei posti di lavoro come conseguenza del progresso tecnologico, altri rilevano trasformazioni solo transitorie del mercato del lavoro a seguito dell’attuale rivoluzione digitale. Comune sembra comunque essere l’impatto dell’ICT sui tipi di mansioni e occupazioni coinvolte nella trasformazione. La gamma di competenze che le ICT contendono agli esseri umani è in continua espansione, spaziando da capacità di svolgimento di compiti semplici e ripetitivi fino ad arrivare alla creazione di conoscenza. I computer potrebbero così minacciare anche i knowledge worker, ovvero i lavoratori con alto grado di istruzione che creano, modificano e sintetizzano la conoscenza come parte fondamentale del loro lavoro. Verosimilmente l’essere umano continuerà ad avere un ruolo fondamentale in quelle mansioni che richiedono abilità cognitive complesse. È molto probabile che resterà agli umani il lavoro che richiede pensiero innovativo, creatività, intelligenza socio-emotiva, capacità di relazioni sociali, capacità di negoziazione e persuasione. Tra le opportunità per future occupazioni ci sono i lavori a supporto del progresso tecnologico: scienziati, ingegneri, programmatori, che creano, programmano, gestiscono e mantengono le macchine oggetto della trasformazione digitale. I lavoratori del futuro dovranno integrare tecnologia e individui in modo simbiotico, in un percorso di collaborazione. Quella attuale potrebbe essere solo una fase di transizione e, nel medio-lungo periodo, il sistema potrebbe trovare un nuovo equilibrio in cui si assiste a un processo di sostituzione e trasformazione degli impieghi, piuttosto che di pura distruzione.

BUSINESS DIGITALE

Analizzando Internet e World Wide Web, si può notare come questi si siano rivelati uno straordinario agente di cambiamento fino a diventare una delle principali risorse per la competitività e la crescita economica delle aziende. La connettività mondiale di Internet consente la diffusione globale delle informazioni, il che viene sfruttato dalle aziende per far conoscere e promuovere i loro prodotti nei mercati internazionali. Il contesto digitale consente alle aziende di sviluppare e gestire vetrine virtuali che risultano accessibili da un qualsiasi device in grado di connettersi al web. Internet ed il web hanno dato la possibilità di avere a disposizione un’enorme mole di dati a disposizione ma la loro qualità e affidabilità sollevano questioni etiche a livello sociale, individuale e politico. La comunicazione interattiva tramite Internet supporta le aziende nella relazione e nella fidelizzazione del cliente, poiché un miglior livello di accuratezza e tempestività delle risposte può migliorare notevolmente l’immagine dell’azienda e consolidare il rapporto con la clientela. L’assistenza al cliente può essere fatta seguendo diverse procedure: accesso al database (basati su elenchi FAQ, il cliente può trovare autonomamente l’informazione ricercata), il forum di discussione e servizi interattivi messi a disposizione dall’impresa stessa come chat basate su protocolli di rete o realizzati con interfaccia. Alcune aziende implementano procedure di accesso a call center, ai quali il cliente può fare riferimento per trovare supporto diretto da parte di operatori. Internet ha consentito di svolgere e portare a termine transazioni elettroniche, riducendone i costi e migliorando l’efficienza operativa. Internet e il web offrono ai privati la possibilità di effettuare transazioni online con un limitato coinvolgimento di operatori umani, riducendo notevolmente i costi di transazione. PERSONALIZZAZIONE DI MASSA consumi di massa si basano sul concetto di produzione di massa mediante la quale è possibile produrre un elevato numero di prodotti standardizzati, riducendo i costi di produzione attraverso le economie di scala. L’evoluzione delle tecnologie web ha consentito alle aziende di adattarsi alle specifiche esigenze di ogni singolo cliente su larga scala, con un modello definito personalizzazione di massa (mass customization). Il collegamento tra la piattaforma web di e-commerce che abilita il cliente alla configurazione online del prodotto personalizzato e la produzione aziendale just in time consente alle aziende di realizzare ciascun bene on demand (su richiesta) e sulla base delle specifiche caratteristiche espresse dal singolo consumatore

ROM= memoria stabile (non volatile) il cui contenuto non può essere impostato e modificato dall’utente. Il collegamento tra CPU e memoria temporanea/centrale/primaria avviene grazie ai bus, ovvero collegamenti tra la scheda madre e le altre componenti del computer che consentono lo scambio di dati tra le varie componenti. L’ output dell’informazione richiesta e dei dati richiesti può avvenire sotto molteplici forme. L’output video è oggi quasi totalmente incentrato sulle tecnologie LCD, ovvero mediante cristalli liquidi presenti nei dispositivi che si configurano sempre più leggeri, sottili e meno ingombranti. L’output per trasferire disegni tecnici dal computer alla carta è dovuto ai plotter. La qualità della stampa viene valutata e misurata in funzione del numero di dpi (dots per inches) e dipende dalla risoluzione utilizzata dalla stampante. L’output audio avviene grazie alla scheda audio del computer che traduce i bit in toni che vengono inviati alle casse per la riproduzione. TECNOLOGIE DI MEMORIZZAZIONE La memoria di massa o secondaria si utilizza per conservare in maniera permanente i dati. I nastri magnetici, i floppy disk, il disco fisso, i dischi CD ROM, i dischi DVD e i memory stick sono tutte memorie di massa. Tutte le memorie secondarie includono 2 elementi distinti: il dispositivo e il supporto di memorizzazione. La lettura dei dati presenti nei dischi comprende la conversione di punti magnetizzati, che rappresentano i dati, in impulsi elettrici che possono essere interpretati dal processore del computer. Nastri magnetici furono i primi supporti di memorizzazione di massa utilizzati sui computer. Oggi sono utilizzati per effettuare backup o per archiviare dati storici ai quali non è necessario accedere con la massima rapidità. Disco fisso (hard disk) è formato da un supporto principale costituito da una serie di piatti sovrapposti di metallo o ceramica, protetti in un contenitore metallico sigillato e sottovuoto. I dati sono letti e memorizzati su tutte le superfici dei dischi mediante una testina fissata a un braccio che si muove rapidamente e con precisione. CD ROM (Compact Disc Read Only Memory) sono dischi ottici rimovibili non modificabili. DVD ROM (Digital Versatile Disc Read Only Memory) esistono le versioni recordable DVD-R, e rewritable DVD-RW. Memory stick sono dispositivi di memoria portatili, piccoli e leggeri. L’INFRASTRUTTURA DEI SOFTWARE Il software è costituito da programmi, o insiemi di istruzioni, tramite i quali il computer esegue determinate funzioni di elaborazione. È rappresentato da elementi intangibili. Software di sistema = insieme dei programmi che controllano le operazioni fondamentali per la gestione del computer. Si compone di sistema operativo e utility software. Il sistema operativo o software di base (microsoft windows, unix, mac os x, linux), coordina l’interazione tra i dispositivi hardware, le periferiche, il

software applicativo e gli utenti. Parte del sistema operativo sono anche i driver, moduli dedicati alla gestione delle periferiche. Gli utility software forniscono funzionalità aggiuntive al sistema operativo e includono software antivirus, screen saver e programmi di disinstallazione. Software applicativo= consente all’utente di eseguire compiti specifici. Ogni programma applicativo interagisce con il software di sistema, il quale, a sua volta, interagisce con l’hardware del computer. Esistono differenti tipologie di software applicativo, alcuni esempi possono essere: il software per la produttività personale (attività di calcolo, scrivere, creare grafici), il software per il mercato verticale (esigenze specifiche di un settore o mercato) o ad esempio il software per il mercato orizzontale (il quale risponde a necessità comuni a più settori). Possono essere ‘’make’’ se sviluppati con le proprie risorse o ‘’buy’’ se acquistati esternamente. LE TENDENZE DELL’INFRASTRUTTURA DEI SOFTWARE

  1. SOFTWARE ON DEMAND: Software a noleggio, seguono il modello SaaS.
  2. SOFTWARE OPEN SOURCE/ LIBERO: Il movimento open source si è diffuso con Internet, attraverso cui persone di tutto il mondo mettono a disposizione il proprio tempo e la propria competenza per sviluppare o migliorare software. Il sistema operativo Linux è stato sviluppato da Linus Torvalds nel 1991. Avendo sviluppato lui stesso la prima versione, Torvalds rese disponibile il codice sorgente del suo sistema operativo a chiunque desiderasse utilizzarlo e migliorarlo. LO SVILUPPO DEL SOFTWARE Grazie ai linguaggi di programmazione è possibile scrivere programmi che realizzano algoritmi (sequenza di operazioni e passaggi da compiere per risolvere un determinato problema) pensati per supportare compiti aziendali specifici. Tradizionalmente i linguaggi di programmazione venivano suddivisi in generazioni, mentre oggi si tende a classificarli in paradigmi di programmazione. PAGINA 71, VARIE TIPOLOGIE L’INFRASTRUTTURA DI COMUNICAZIONE Una rete informatica (classificabili in base alla dimensione, distanza coperta e struttura) è rappresentata dal collegamento tra due o più computer attraverso un mezzo trasmissivo al fine di effettuare una trasmissione di dati, informazioni e servizi. Tutte le reti informatiche necessitano di 3 elementi costitutivi: COMPUTER MITTENTE E COMPUTER DESTINATARIO, UNA LINEA DI TRASMISSIONE E UN PROTOCOLLO che definisca le regole di trasmissione tra i due computer. La linea di trasmissione è il mezzo impiegato per trasmettere in una rete e per scegliere quale rappresenta il più adatto, un’organizzazione dovrebbe prendere in considerazione: la larghezza di banda, l’attenuazione (indebolimento del segnale durante la trasmissione) e la possibilità di intercettazione. La TRASMISSIONE VIA CAVO= a seconda dei materiali e della tecnologia utilizzata per produrre i cavi, si avranno vantaggi e svantaggi. Si può sintetizzare che la fibra ottica rappresenta il mezzo più utilizzato per il cablaggio in banda larga e può trasportare enormi moli di informazioni in modo molto rapido rispetto al

Perché un browser possa connettersi a un sito web deve conoscere il suo indirizzo URL (Uniform Ressource Locator). L͛URL è costituito da varie parti distinte: il protocollo web, il nome host (che comprende il nome di dominio), il percorso della risorsa da recuperare.

  • Il protocollo web indica il protocollo da utilizzare per l͛’accesso al server. I protocolli più comuni sono http, HTTPS (Hypertext Transfer Protocol Over Secure Socker Layer), FTP (File Transfer Protocol)
    • Il nome host rappresenta l͛’indirizzo fisico del server su cui risiede la risorsa da recuperare. Indica il particolare server web che risponde alla richiesta da parte di un browser. È costituito anche dal nome di dominio, cioè da un termine che aiuta le persone a riconoscere la società. I nomi di dominio sono ordinati secondo una struttura gerarchica al cui vertice vi sono i TLD (Top Level Domain), a loro volta classificabili in:
  1. Domini generici come com, edu, gov, org
  2. Domini Paese chiamati anche CCTLD (Country Code Top Level Domain), it, fr, uk Per creare un nuovo dominio di secondo livello (registrazione del dominio), è necessario chiedere un permesso al dominio a cui il nuovo dovrà appartenere. La IANA (Internet Assigned Numbers Authority) delega a specifiche istituzioni, denominate registration naming authorities, l͛’assegnazione dei domini di secondo livello facenti riferimento a un particolare TLD. In Italia l͛’organismo responsabile dell͛’assegnazione dei nomi di dominio e della gestione dei registri per il CCTLD it è NIC Italia
  • Il percorso della risorsa da recuperare indica la directory o la cartella all͛’interno di un server nella quale è possibile identificare un file Deep Web = parti del Web che non possono essere indicizzate dai motori di ricerca convenzionali. I motori di ricerca non possono esplorare queste pagine perché i loro contenuti vengono generati dinamicamente dai database e dipendono da ciò che viene richiesto Dark Web = aree del WWW che vengono utilizzate per vari scopi nefandi (traffico di droga, dati di carte di credito rubati, pornografia illegale) e che tipicamente sono accessibili solo mediante browser specializzati che rendono anonimo l͛’utente e nascondono le sue tracce DIFFERENZA TRA SEGNALI DIGITALI E ANALOGICI ANALOGICI= quando i valori utili che rappresentano tale segnale possono essere infiniti. Sono paragonabili a un’onda e possono assumere valori da 0 a 1. Molto sensibili alle interferenze DIGITALI= possono assumere solo due stati. 0 in caso di assenza di corrente, 1 in presenza di corrente. Minor interferenza e maggiore risoluzione Supercomputer> mainframe> workstation> personal computer> dispositivo mobile COS’E’ UN PROCESSORE? E’ il CPU e fornisce le istruzioni e la potenza necessarie per il funzionamento del computer. Più è potente e aggiornato, più il computer è in grado di completare velocemente operazioni. Per indicarne la potenza e la complessità si fa riferimento al numero di transistor presenti all’interno. Sono dei semi-conduttori, in altre parole si tratta di porte che vengono controllate dall’elettricità, un po’ come succede ai ponti levatoio. Dispone di tre pin: uno d’ingresso (source), uno di controllo (gate) e uno d’uscita (drain).

Nell’ambito delle quantità economiche e delle connesse quantità stimate e congetturate, si possono individuare vari sottosistemi di modelli, ma uno in particolare offre le basi per valutare e rappresentare l’economicità. Si tratta del sistema dei valori di azienda, il quale utilizza il valore della moneta come espressione degli scambi tra l’impresa e soggetti terzi. La moneta possiede la funzione di semplificare e facilitare proprio questi rapporti di scambio che sono funzionali ed essenziali allo sviluppo della produzione economica. Il valore della moneta si manifesta sia con valori riferiti ad un istante ben preciso (quantità fondo o stock) e sia con valori riferiti ad un arco temporale più duraturo (quantità flusso o flux). Questi valori vengono poi inseriti nel reddito d’esercizio parziale in due sezioni differenti: le quantità flusso risiederanno nel reddito d’esercizio, mentre invece le quantità fondo troveranno riscontro nel capitale di funzionamento. Tutti i valori che fanno riferimento a scambi verranno nominati ‘’valori numerari’’, e conseguentemente le loro variazioni vengono denominate ‘’variazioni numerarie’’. Tali espressioni troveranno luogo unicamente nello stato patrimoniale. Esistono anche i valori non numerari, dei quali però non ci interessiamo. I valori vengono determinati nel momento in cui si manifesta la variazione numeraria, ovvero il momento in cui si emette o riceve fattura. I motivi che spingono ad attuare questo meccanismo sono due: la volontà di preferire valori certi dei quali non si ha la possibilità che varino successivamente durante le fasi finali di negoziazione e la possibilità di effettuare un riscontro in tempi brevi (tra l’emissione di una fattura e una ipotetica spedizione). La scelta di questo momento coincide anche con la possibilità di inserire contemporaneamente i due valori con segno contrario nei conti. I conti rappresentano pertanto i metodi di raccolta dei valori, grazie ai quali si viene a creare un sistema di rilevazioni multiple che prende il nome di partita doppia.