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L'evoluzione dell'Informatica Giuridica: Dalle origini al Diritto dell'Informatica, Appunti di Informatica Giuridica

appunti e slide di informatica del diritto

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 28/08/2019

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L’Informatica Giuridica
Un po’ di storia ...
L’Informatica Giuridica nasce negli anni ‘40 in U.S.A.,
nell’immediato dopoguerra, grazie a due contributi
di Norbert Wiener (insieme a Julian H. Bigelow fondatore della
cibernetica), che ritiene si possano applicare al diritto meccanismi e
principi della cibernetica;
di Lee Loevinger, che fonda la Giurimetria, disciplina che ha il compito di
indagare in modo scientifico i problemi giuridici.
Il periodo non è casuale, erano gli anni di
Vannear Bush (che scrive nel 1945 “As we
may think”, come potremmo pensare, che ha
avuto una grande influenza su tanti scienziati,
come Doug Engelbart), di
ENIAC, …
La Giurimetria ...
ha tre ambiti di applicazione
F 0 D 8
ambito behavioristico-decisionale: deve individuare quali sono gli
elementi che guidano e condizionano una decisione giudiziale
F 0 D 8
ambito informativo: studia le modalità per la raccolta e ricerca
automatica delle informazioni giuridiche
ambito logico-decisionale: studia in che misura i ragionamenti dei giuristi
possano essere ridotti a strutture logiche (nasce la c.d. intelligenza
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L’Informatica Giuridica

Un po’ di storia ...

  • L’Informatica Giuridica nasce negli anni ‘40 in U.S.A., nell’immediato dopoguerra, grazie a due contributi - di Norbert Wiener (insieme a Julian H. Bigelow fondatore della cibernetica), che ritiene si possano applicare al diritto meccanismi e principi della cibernetica; - di Lee Loevinger, che fonda la Giurimetria, disciplina che ha il compito di indagare in modo scientifico i problemi giuridici.
  • Il periodo non è casuale, erano gli anni di Vannear Bush (che scrive nel 1945 “As we may think”, come potremmo pensare, che ha avuto una grande influenza su tanti scienziati, come Doug Engelbart), di

ENIAC, …

La Giurimetria ...

ha tre ambiti di applicazione

F 0 D 8 ambito behavioristico-decisionale: deve individuare quali sono gli

elementi che guidano e condizionano una decisione giudiziale

F 0 D 8 ambito informativo: studia le modalità per la raccolta e ricerca automatica delle informazioni giuridiche

➢ambito logico-decisionale: studia in che misura i ragionamenti dei giuristi possano essere ridotti a strutture logiche (nasce la c.d. intelligenza

artificiale).

Dalla Giurimetria all’Informatica Giuridica ... Negli anni ‘60 si diffonde anche in Europa, e quindi in Italia, l’idea di utilizzare l’elaboratore elettronico nel campo del diritto.

A fronte della necessità di controllo dell’inflazione legislativa, e più in generale

delle fonti del diritto, acquista valore l’informatica che

raccoglie, organizza e ricerca le informazioni giuridiche.

Con nomi diversi (giurimetria, giuscibernetica, informatica giuridica) viene introdotto

anche nel nostro Paese grazie alla magistratura.

La nascita dell’Informatica Giuridica

✓ A metà degli anni ‘60, un giovane magistrato della Corte di

Cassazione venne mandato in U.S.A. a vedere la presentazione di un grande elaboratore elettronico da parte della società I.B.M per risolvere il problema della gestione delle massime e delle sentenze della Suprema Corte

✓ Tornato da questo viaggio, Renato Borruso scrive uno dei primi saggi in materia di Informatica Giuridica, e si lancia il progetto C.E.D. della Corte di Cassazione e il sistema Italgiure Find

L’evoluzione dell’Informatica Giuridica

✓ Negli anni ‘70, quindi, l’incontro tra informatica e diritto porta alla nascita della prima grande banca dati giuridica on line ✓ Grazie all’opera dei magistrati della Cassazione, si prende in considerazione l’utilità dell’informatica per la gestione e la ricerca delle informazioni giuridiche ✓ Successivamente, è il passaggio dell’informatica da accentrata a distribuita a portare ad un secondo periodo di sviluppo

Da informatica accentrata a informatica distribuita il computer si diffonde, entra negli uffici pubblici, in quelli giudiziari, negli studi notarili ed infine in quelli legali.

Il Diritto dell’Informatica ✓ (^) In un primo momento, quello dell’informatica accentrata, dei grandi elaboratori, le problematiche giuridiche erano poche e di non particolare rilevanza/specialità.

✓ Il passaggio all’informatica distribuita, all’informatica per tutti, ha portato alla nascita dei primi problemi giuridici, legati proprio alla repentina diffusione di un nuovo (e sconosciuto) strumento ✓ Nel nostro Paese primi problemi hanno infatti riguardato i contratti legati all’uso dell’informatica, e alle difficoltà per la determinazione del loro adempimento (Tribunale di Salerno, 1983)

✓ Un secondo settore di problemi si è quindi creato circa la tutela dei programmi per elaboratori (Tribunale e Corte di Appello di Torino, 1985), anticipato da una norma della fine degli anni ’70 relativa alla non brevettabilità degli stessi “in quanto tali” (art. 7 D.P.R. 22 giugno del 1979 n. 338) ✓ Successivamente, le problematiche giuridiche hanno riguardato la disciplina dei crimini perpetrati attraverso, o nei confronti, del computer. Quindi la protezione dei dati personali e il valore giuridico dei documenti elettronici

✓ Iniziano ad essere pubblicate le prima normative anche nel nostro Paese, in genere di deriva comunitaria o internazionale (legge sulla tutela dei programmi per elaboratore, 1992/518, legge sui reati informatici, 1993/547, legge sulla privacy, 1996/675, legge sul valore giuridico del documento elettronico e firma digitale, 1997/518,…), e si inizia a diffondere tra gli operatori del diritto lo studio specifico del diritto dell’informatica. ✓ Porta poi ad un forte sviluppo in tali studi e nelle correlate problematiche l’avvento di Internet, che rende necessaria una nuova riflessione sui temi che sembravano essere consolidati (ad esempio sulla tutela del c.d. bene giuridico informatico, la cui violazione assume dimensioni impensabili grazie proprio alla Rete: si pensi al problema del file sharing), e quindi la regolamentazione dei nuovi fenomeni

Si sviluppa ad esempio il c.d. commercio elettronico, che rende necessario studiare il diritto civile e commerciale proprio nell’ottica della nuova metodologia ✓ il resto è storia dei nostri giorni, ancora tutta da scrivere, condizionata dalla oramai totale diffusione delle nuove tecnologie, diffusione legata in particolare al suo uso, e purtroppo non alla consapevolezza del suo uso

Ambiti funzionali e

oggetto dell’Informatica Giuridica L’Informatica Giuridica 5 ambiti funzionali ✓ informativo (banche dati)

✓ conoscitivo (sistemi esperti)

✓ redazionale (programmi per la redazione di atti legali)

✓ gestionale (programmi per l’automazione dell’ufficio

legale) F 0 F C didattico (programmi di insegnamento del diritto)

Possiamo distinguere 3 diversi oggetti, e quindi classificarla sulla base di essi

F 0 F C informatica normativa (o delle fonti)

F 0 F C informatica giuridica documentaria (o dei fatti

giuridici)

F 0 F C informatica giudiziaria (o di gestione giuridica,

cioè di gestione degli uffici giudiziari e legali)

L’Informatica Giuridica normativa Come lavora un giurista? ✓ conoscenza della fattispecie

✓ conoscenza della regola

✓ applicazione della regola alla fattispecie

Innanzitutto per apprendere le fonti del diritto possono essere utilizzati strumenti tradizionali di conoscenza, siano essi “ufficiali”

  • per la Legislazione, la Gazzetta Ufficiale, il Bollettino Ufficiale delle

Regioni, la Gazzetta delle Comunità Europee, …

  • per la Giurisprudenza, l’apprensione materiale dei provvedimenti del giudice presso la sua cancelleria o “privati”
  • per la Legislazione e la Giurisprudenza, le raccolte private (essenzialmente le riviste giuridiche e i repertori)
  • per la Dottrina, sempre le edizioni “private”, attraverso la pubblicazione di monografie, saggi e commenti, note a sentenza.

Gli strumenti di conoscenza delle fonti del diritto

Ma gli strumenti tradizionali di conoscenza, a fronte dell’enorme mole di documentazione da conoscere, sono inadeguati a poter gestire un ordinamento giuridico non più a dimensione umana (basti pensare che in Italia dal 1861 sono state emanate circa 400.000 leggi - delle quali non è possibile conoscere quante sono attualmente in vigore - e che le pronunce dei giudici della sola Cassazione Civile sono circa 7-8.000 all’anno). Questo anche a causa del metodo di ricerca dei singoli documenti, consentito dal supporto cartaceo degli stessi, e quindi essenzialmente dalla ricerca attraverso indici e classificazioni.

La ricerca delle fonti del diritto Infatti la ricerca delle fonti del diritto può avvenire essenzialmente attraverso due modalità:

  • “a colpo sicuro”, quando cioè ho già gli estremi del documento che devo cercare (ad esempio, voglio trovare il testo del D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, pubblicato nella G.U. 29 luglio 2003; oppure la sentenza n. 4061 del 2008)

  • “per approssimazioni successive”, quando cioè non ho gli estremi, ma ho l’argomento (e quindi non so a monte quale sarà il risultato della mia ricerca), e provo diversi tecniche di ricerca fino ad arrivare al risultato finale (ad esempio nel caso del monopattino). - Nel primo caso la differenza tra lo strumento tradizionale e quello moderno è essenzialmente una questione di tempi, e di “comodità della ricerca”, per raggiungere il risultato; nel secondo caso il risultato è totalmente nuovo, l’informazione che si viene ad acquisire è l’effetto dell’automazione della stessa, e cioè dell’informazione automatica, dell’informatica.

  • E’ quindi possibile effettuare la ricerca usando un qualsiasi dato contenuto nel documento da cercare (sia esso una legge, una sentenza o un articolo di dottrina), o un insieme di dati collegati tra loro, ma anche una qualsiasi parola all’interno del relativo testo.

  • Tale risultato è reso possibile dall’avvento delle c.d. banche dati informatiche (e dei relativi sistemi di ricerca). Le banche di dati

  • Queste (anche dette “ data base ”) sono raccolte elettroniche di

  • informazioni, non duplicate, in correlazione reciproca ed

  • utilizzabili per più applicazioni e da più utenti, sulle quali

  • agiscono sistemi di ricerca automatizzati che permettono di

  • operare una selezione di documenti in maniera efficace

  • secondo le esigenze del ricercatore, consentendo così di operare una vera e propria trasformazione qualitativa degli effetti derivati dai tradizionali archivi cartacei. L'espressione "banca dati", quantunque ormai di larghissimo uso, deve essere utilizzata non come sinonimo di archivio elettronico, bensì soltanto per indicare l'archivio elettronico strutturato mediante un software applicativo particolare, in modo tale da consentire la ricerca sulla base di cinque principi che ne rivoluzionano la tecnica e i risultati. I principi fondamentali sono:

  • libertà e casualità della ricerca;

  • (^) libera combinazione delle chiavi di ricerca in and,or, not secondo le regole della logica booleana;

  • libera mascherabilità di caratteri alfanumerici di un dato chiave;

  • possibilità di estrarre automaticamente informazioni dai documenti registrati ed ottenerne la prospettazione in forma sintetica;

  • possibilità di interagire con l'elaboratore svolgendo la ricerca con una serie successiva di ordini e dati. Le banche dati possono essere di informazione primaria, o fattuali, oppure di informazione secondaria:

  • le prime ( source data bases ) forniscono direttamente l'informazione stessa, il documento completo, quella cioè elaborabile per produrre nuova conoscenza;

  • Cioè, come è possibile che il computer possa cercare un singolo dato, una singola parola, nel testo di 400.000 documenti, e in un quarto di secondo trovare la risposta?
  • Per rispondere occorre capire come funziona un computer.

Ma come è possibile questo risultato? E’ molto importante tenere presente che la ricerca, lato computer, avviene non a

livello di significati “umani”, ma

  • livello di “stati elettrici” (i bit e i byte ) in un “linguaggio macchina”.
  • ecco perché si può verificare l’estrazione errata di un documento che contiene la

parola “contratto” associata alla parola “muscolo”, mentre si voleva cercare la parola

“contratto” nel suo significato di “accordo”.

La ricerca della documentazione

  • Da qui l’importanza della scelta del dato da cercare, che sta alla base del successo della ricerca della documentazione giuridica.
  • Il bravo ricercatore è quindi chi, grazie alla sua cultura giuridica ed al suo intuito, sa scegliere bene il dato da cercare,
  • e quindi sa innanzitutto capire bene cosa cercare.
  • I quesiti che il ricercatore può porsi sono 3

La ricerca della documentazione

  • (^) “cosa cercare ?” cioè capire esattamente quale ricerca devo fare nell’ambito della singola esigenza (ad esempio sulla base del racconto del mio cliente);
  • “dove cercare ?” cioè in quale tipo di banca dati, anche a seconda della fonte che voglio trovare;
  • (^) “come cercare ?” cioè in base a quale dato scelto (o vincolato) e con quali regole della specifica banca dati

Ad Esempio ...

  • Voglio sapere se posso raccogliere i dati personali dei clienti del mio albergo per

mandare loro la pubblicità

  • Voglio sapere se la guida del monopattino è stata considerata dai

giudici equiparata a quella di un automobile

  • Voglio sapere la casa editrice del libro “Scritto con la luce” di Mario G. Losano

La ricerca automatica della documentazione giuridica può avvenire ...

  • “a colpo sicuro”: ho i dati necessari e sufficienti per trovare il documento di cui ho bisogno - es. cerco il D.Lgs. n.196 del 2003
  • per approssimazioni successive: ho una serie eterogenea di dati, tutti

teoricamente utili per la ricerca, ma solo alcuni veramente necessari (la ricerca sarà frutto di tentativi successivi)

Ricerca attraverso una pluralità di dati

(concetto di “dato-esca”)

“Nella ricerca in banca dati il ricercatore è simile ad un pescatore. Come il

pescatore attacca un’ “esca” all’amo perché i pesci abbocchino, così il ricercatore indica al computer un dato perché siano pescati tutti i documenti che contengono (o non contengono) un dato uguale a quello indicato”

Renato Borruso Dati esca, ad esempio, possono essere:

o. le parole che si presumono contenute nel testo