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Informatica per le Arti
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Fondamenti di informatica e hardware Informatica Termine coniato in francese, informatique , da Dreyfus negli anni ’60 dalla contrazione di Information + automatique , indica la disciplina tecnico-scientifica che si occupa della progettazione e costruzione di calcolatori elettronici in grado di trattare ed elaborare in modo automatico l’informazione. Permettono dei benefici rispetto all’elaborazione umana: Si riducono i tempi di elaborazione Si aumenta l’affidabilità (minor probabilità di errori) Si evitano elaborazioni “noiose” Si diffondono elaborazioni “difficili” e che nell’uomo richiedono competenze poco diffuse. L’informazione che ha spinto l’uomo a creare elaboratori è quella numerica. Per questo si è diffuso il termine calcolatore (= computer = elaboratore, da cui computer science che equivale alla nostra informatica). Al posto di informatica è anche diffusa la nomea di “tecnologia dell’informazione” (Information Technology IT). L’incremento delle potenzialità degli elaboratori ad oggi interconnessi alla rete che ha unito la tecnologia dell’informazione a quella delle telecomunicazioni ha dato origini alla nuova disciplina dell’Information & Communication Technology (ICT) Il dato, l’informazione e la conoscenza Dato Insieme di simboli tracciati su un supporto fisico che rappresenta una proprietà di un oggetto senza contenere alcun riferimento alla proprietà stessa, descrizione sintetica di (alcune) proprietà. Il dato non comporta alcun vantaggio se non è messo in relazione alla proprietà a cui si riferisce e viene quindi trasformato in
Informazione Dato messo in relazione con la proprietà cui si riferisce
Conoscenza = Regole che consentono di trarre vantaggio dall’informazione, di risolvere problemi. Connessioni con le informazioni che sono l’insieme di dati che riguardano una determinata cosa. Risoluzione dei problemi basta sull’informazione : consente di compiere ragionamenti e prendere decisioni sugli oggetti reali, acquisendo un numero limitato di informazioni o quando non è possibile intervenire sugli oggetti presi in questione. Elaborazione (o trattamento) di informazione per risolvere problemi nel mondo reale Alla base di tutte le discipline tecnico- scientifiche. ð All’interno del mondo dell’informatica è stato fondamentale la creazione di un linguaggio formale , che a differenza del linguaggio naturale dell’uomo, le lingue, non deve presentare alcun tipo di ambiguità (usato anche nella matematica o nella logica), che prevede: L’individuazione di un alfabeto, un elenco finito di simboli; La definizione di una grammatica formale, insieme di regole sintattiche che specificano come i simboli dell’alfabeto possano essere combinati tra loro per costruire frasi ben formate all’interno del linguaggio La codifica e la rappresentazione dell’informazione L’informazione è formata da dati che sono un insieme di simboli. La stessa informazione può essere rappresentata con codifiche diverse, come le cifre decimali arabe, numerazione romana, la rappresentazione testuale dei numeri e nel caso dell’informatica: l’ Alfabeto binario Alfabeto estremamente ridotto, formato soltanto da “0” e “1”, chiamati bit (binary digit Cifra binaria, da cui però si ricostituiscono anche tutte le altre cifre). L’unità fondamentale dell'informazione è il bit, che può valere O oppure 1, come in vero o falso, dentro o fuori, sì o no. In termini di ingegneria il bit si può intendere come il più piccolo elemento a partire dal quale viene costruito tutto il resto. I computer funzionano esclusivamente con codici di 0 e di 1, a partire dai quali possono costruire Informatica umanistica di Lazzari (vd capitoli da non fare) L’umanista digitale (capitoli obbligatori 1/4) -> apporto del lato umanistico nello sviluppo dell’informatica ex Wiener (Viner), matematico, si interessa all’informatica in costruzione dando un contributo dal punto di vista umanistico e sociale, si concentra sulla creazione di una comunità (comunicazione), lui crea la cibernetica ->informatica come possibile regolazione di processi. Arpanet sottofondo umanistico forte. P101-> computer molto strano, senza schermo e tastiera, una sorta di calcolatrice informatizzata (computer da computazione, in Inghilterra -> computer science, anche se è diventata ben altro dalla matematica, in FR -> ‘informatique science’, informatica nel senso di informazione automatica, automatismo della macchina, uomo che dà istruzioni e macchina che procede). Questa è un’occasione persa per il mercato italiano, nonostante ciò, personalità come Faggin che hanno iniziato con Olivetti e poi si sono trasferiti negli Stati Uniti, lui realizza il primo microprocessore che ha da solo il potere dell’ELEA 9003 e di questi sistemi che occupavano una stanza sarà parte di quella azienda che produce touch screen. ELEA 9003-> primo calcolatore elettronico italiano. Questi due sono pubblicati da Edizioni di Comunità, che ha come simbolo una campana, fondato da Adriano Olivetti, figlio del fondatore della Olivetti di Ivrea, la fa crescere, muore giovane nel 60, attento al tema dell’innovazione tecnologica -> due libri raccontano di due progetti importanti della Olivetti, informatica italiana ha avuto un piccolo sviluppo a livello internazionale con ELEA 9003 che è venuto a mancare. Attento sviluppo delle comunità, per evitare di inurbare troppo Ivrea ha chiesto di realizzare delle architetture del lavoro integrate con il verde. Pagina di apertura. Novacene di Lovelock: Lovelock che ha inventato il termine ‘Gaia’ per definire il nostro pianeta, pianeta come un organismo intero e non come insieme di straordinarie di peculiarità scientifiche. Lovelock scrive il volume quando ha 100 anni, ragiona sulle interazioni tra le varie parti dell’organismo pianeta. Ragiona su cosa può essere il futuro in un’ottica di integrazione tra macchine e uomo e arriva fino all’intelligenza artificiale, questo riguarda anche la letteratura -> ex ‘Io robot’.
mondi interi Nei calcolatori ogni informazione è rappresentata esclusivamente con l’impiego di sequenze di bit. L’adozione di tale metodo si spiega dalla semplicità con cui i simboli possono essere rappresentati da dispositivi bistabili , dispositivi fisici in grado di assumere due configurazioni alternative e di permanere stabilmente nella configurazione loro assegnata (anche l’alfabeto Mors è un sistema binario, il segnale non deve essere per forza solo elettrico, come nel caso die computer, ma può essere anche ottico) In grado di ottenere le informazioni in base al fatto che passi o non passi una quantità di elettroni. Ridurre tutto a 0 e 1 è svantaggioso, richiede sequenze molto lunghe, di solito si evita di avere 0 come prima cifra, si inizia sempre con 1 la sequenza. Byte : sequenza di 8 bit (unità di misura della capacità di memoria). Indica le dimensioni di un file ne parliamo in termini dello spazio che occupa nella memoria. Il bit è l’unità minima di informazione binaria (uno zero oppure un uno) con cui vengono codificati i numeri e i caratteri. Per raggruppare i bit si scelgono le potenze di 2 (2, 4, 8, 16 bit, ecc…) poiché in questo modo tutte le operazioni si semplificano. Due bit sono davvero pochi, visto che permettono di contare solo da zero a tre (00, 01, 10, 11). Per poter contenere una qualsiasi cifra tra zero e nove servono almeno 4 bit. Se poi si vogliono rappresentare anche i caratteri alfabetici senza minuscole, bisogna passare a 6 bit (permette di codificare fino a 64 caratteri). Con l’avvento di Word processor si dovettero inserire le lettere minuscole e altri caratteri speciali; si scelse per questo il set ASCII (◄) a 7 bit (pari a 128 caratteri diversi). E quindi la più piccola potenza di 2 in grado di contenere un set di caratteri ASCII è quella di 8: con 8 bit si codificano 256 caratteri. Set ASCII = codice per la codifica dei caratteri in sistema binario che ovviamente varia da lingua a lingua. Gli strumenti per l’elaborazione dell’informazione Elaborazione/trattamento dell’informazione, qualsiasi attività condotta sull’informazione: o Creazione o Modifica (anche eliminazione) o Confronto o Conservazione (comunicazione a distanza nel tempo) Temi della memoria o Trasmissione (comunicazione a distanza nel tempo) Tema dello spazio a soggetti specifici o non determinati (diffusione) Una qualsiasi attività di trattamento dell’informazione può essere ricondotta ad uno schema di elaborazione che prevede i seguenti passi: Codifica dell’informazione (devono esistere dei simboli su un supporto fisico) Come la scrittura a mano, con una penna, su un supporto fisico come la carta, che si può leggere e conservare anche solo temporaneamente Trasformazione fisica sul supporto (generazione di nuove sequenze di simboli, come una traduzione, da numeri ad alfabeto e viceversa, che poi vanno codificate) Decodifica delle nuove sequenze di simboli Informazione = creata, modificata, confrontata conservata e trasmessa, così viene elaborata. La scrittura è una codifica (simboli su un supporto fisico) Si può trasformare in altre sequenze di simboli Si codifica in nuove sequenze di simboli che vanno decodificate L’informazione in ingresso all’elaborazione viene definita input , quella prodotta in uscita dall’elaborazione stessa è l’ output. Si devono però fornire istruzioni per realizzare la trasformazione fisica in modo autonomo e automatico, questo è possibile grazie all’ Algoritmo ; ci permette di manipolare la trasformazione in una maniera che poi possiamo rendere automatica (somma e sottrazione sono algoritmi); l’algoritmo è la definizione di regole e istruzioni per portare a termine un processo che ci interessa a livello elettronico e computazionale. Regole/Istruzioni per condurre a termine un processo che ci interessa che deve essere però espresso in linguaggio formale per evitare ambiguità. I Linguaggi di programmazione sono linguaggi formali progettati per descrivere (non realizzare) algoritmi per essere eseguiti da un calcolatore. Sono formati da una sintassi semplice, una semantica limitata e assenza di ambiguità. I linguaggi di programmazione servono per scrivere algoritmi in cui io poi inserisco le informazioni. La formazione di un algoritmo in un linguaggio di programmazione è un Programma che deve essere in grado di leggere i miei dati in un certo modo grazie a dei programmi di base che li devo fornire e un Programmatore è una persona che scrive i programmi Io devo dare al computer una ricetta, ma affinché il computer la capisca, essa deve avere una decodifica, io do i simboli, lui li traduce in linguaggio binario, quando io ho istruito il computer con un software di base posso inserire ciò che voglio Video “Potenza di 10”, 1977 https://www.youtube.com/watch?v=cUMf9nu-NiM I dispositivi automatici per l’elaborazione dell’informazione Classificazione dei sistemi per il trattamento dell’informazione: I. I Sistemi manuali : forniscono una codifica dei dati ma affidano completamente all’uomo l’esecuzione delle trasformazioni fisiche su di essi Sistema di calcolo con carta e penna che dopo una serie di passaggi porta ad un risultato II. I sistemi (semi) automatici rigidi : sono in grado di operare singole trasformazioni di dati, ma richiedono continue indicazioni da parte dell’uomo che deve esercitare il controllo Calcolatrice tascabile che è in grado di compiere autonomamente singole operazioni numeriche ma con l’uomo che indica gli estremi dell’operazione III. I sistemi automatici flessibili : come il calcolatore, dispongono di una memoria all’interno della quale sono rappresentati i dati e le istruzioni, nonché una codifica esplicita delle trasformazioni fisiche da operare sui dati stessi. L’architettura di Von Neumann
Stoccaggio dell’informazione nel lungo periodo: stoccaggio di informazione di un programma in corso In un programma come Word o Excel, non vengono salvati tutti i passaggi, ma i dati di utilizzo temporaneo stanno nella memoria centrale, poi una volta salvati vengono collocati in una cella della memoria di massa. Su più celle di memoria stanno file molto pesanti che sono divisi in pacchetti che sono ricomposti secondo codici e se questo non avviene ci viene detto che c’è stato un errore di trasferimento, questo avviene secondo la TCP Transmission Control Protocol, accordo standardizzato per la trasmissione dei dati tra diversi utenti di una rete informatica. Le origini di questo protocollo risalgono al 1973. Il TCP permette la trasmissione delle informazioni in entrambe le direzioni. I sistemi informatici che comunicano tramite TCP possono pertanto inviare e ricevere dati contemporaneamente, proprio come avviene durante una conversazione telefonica. Le unità di trasmissione fondamentali utilizzate dal protocollo sono i segmenti (pacchetti) che, oltre al carico utile (ossia il messaggio effettivo), possono contenere anche informazioni di controllo e sono limitati a una dimensione di 1.500 byte. L’instaurazione e l’interruzione delle connessioni, classificabili come connessioni punto-a-punto, nonché la trasmissione stessa dei dati vengono acquisiste dal software TCP nella pila di protocolli di rete del rispettivo sistema operativo. Il software TCP viene controllato dalle varie applicazioni rete, come browser web o server, attraverso interfacce specifiche, laddove ciascuna connessione deve essere sempre identificata da due punti terminali chiaramente definiti (client e server). A questo riguardo, non ha alcuna rilevanza quale lato assuma il ruolo di client e di server – l’importante è che il software TCP abbia a disposizione per ciascun punto terminale una coppia ordinata e univoca formata da indirizzo IP e porta (detta anche “2-tupla” o “socket”). o Supporto alla CPU o Contiene programmi in esecuzione e relativi dati o Elevata velocità o Ridotta capacità o Volatile (il contenuto viene cancellato allo spegnimento del calcolatore) Di massa Celle fisse (stanno dentro al computer) o rimovibili e letti o scritti da Drive (programmi per leggere). Stoccaggio dell’informazione nel lungo periodo o Ridotta velocità o Elevata capacità o Persistente o Economica Memorie magnetiche Disco rigido (hard disk) e Nastro Dischi ottici (o magnetici es. floppy) CD; DVD; BD (Blue-ray Disc) Memorie flash (elettriche, non magnetiche) Memory card; Drive usb; Drive a stadio solido
Dati di utilizzo temporaneo stanno in Memoria centrale, una volta salvati si spostano nella Memoria di massa.
Informazioni molto grandi è distribuito su più celle di memoria, sono spacchettati, così come nelle comunicazioni che poi vengono ricomposti tramite protocolli di trasferimento. è Periferiche: o Tastiera; o Schermo o Dispositivi di puntamento o Stampante o Scanner o Fotocamera digitale o Videocamera digitale o Scheda audio è La “prima” legge di Moore (lavora per Intel^1 , ne produce i chip in silicio^2 ), 1965: Legge di tipo empirico = ricavata dai dati, che possono anche cambiare nel tempo (come quelle che governano la borsa). “La complessità di un microcircuito misurata come numero di transistor per chip, raddoppia ogni (12 poi 18) mesi”. Di anno in anno diminuivano i costi per la produzione dei transistor e si riduceva la loro dimensione, per questo ipotizzò che il numero dei transistor nei microprocessori sarebbe raddoppiato ogni 12 mesi circa, nel 1975 questa previsione si rivelò corretta e prima della fine del decennio i tempi si allungarono a due anni (18 mesi ca), periodo che rimarrà tale per tutti gli anni ’80 e rimane pressoché invariata fino ai giorni nostri. Rapidità di evoluzione della capacità di elaborazione dei dati nel singolo oggetto. Allo stesso ritmo evolvono le capacità di elaborazione dei dati e di memorizzazione, aumenta il numero di interazioni che il sistema può avere e quindi la sua capacità operativa Curva esponenziale: Exponential growth of computing. Andamento esponenziale molto ripido negli ultimi anni ed in continua accelerazione, probabilmente la legge non sarà più valida dal 2025 perché non si riuscirà più a tenere il passo alla micronizzazione anche per un limite di stoccaggio di elettroni (limiti atomici, l’hardware si scontra con le leggi della fisica, il transistor non può essere rimpicciolito all’infinito, deve comunque permettere il passaggio di elettroni che misurano almeno 1-2 nanometri cosa che non sarebbe un problema per il software). La grande rivoluzione potrebbe arrivare dal computer quantistico, un computer basato su leggi di meccanica quantistica ma non ancora utilizzabile come computer né tanto meno definibile come macchina. La seconda legge di Moore riguarda invece la crescita dei costi di produzione dei chip che raddoppia da una generazione all’altra. (^1) Intel Corporation è un'azienda multinazionale statunitense fondata il 18 luglio 1968 con sede a Santa Clara (California). Produce dispositivi a semiconduttore, microprocessori, componenti di rete, chipset per motherboard (scheda madre), chip per schede video e molti altri circuiti integrati. (^2) Un circuito integrato (IC, dall'inglese integrated circuit), in elettronica digitale, è un circuito elettronico miniaturizzato dove i vari transistori sono stati formati tutti nello stesso istante grazie a un unico processo fisico-chimico. Un chip (lett. "pezzetto") è il componente elettronico composto da una minuscola piastrina del wafer di silicio (die), a partire dalla quale viene costruito il circuito integrato; in pratica, il chip è il supporto che contiene gli elementi (attivi o passivi) che costituiscono il circuito. A volte si utilizza il termine chip per indicare complessivamente l'integrato. Viene realizzato a partire da un die di un wafer di un semiconduttore (generalmente silicio) attraverso diverse possibili scale di integrazione e rappresenta il core o nucleo o dispositivo di elaborazione del processore. Il circuito integrato è adibito, sotto forma di rete logica digitale o analogica, a funzionalità di processamento o elaborazione di ingressi espressi sotto forma di segnali elettrici, al fine di ottenere dati in uscita. L'ideazione del circuito integrato si deve a Jack St. Clair Kilby, che nel 1958 ne costruì il primo esemplare composto da circa dieci componenti elementari, per il quale vinse il premio Nobel per la fisica nel 2000.
è Il calcolatore deve saper utilizzare il linguaggio dell’algoritmo o necessita un traduttore, ci sono traduttori anche per computer ma programmi appositi, altrimenti app e software non possono essere scaricati o aperti. L’algoritmo deve già avere istruzioni fondamentali per il calcolatore Una volta specificato un algoritmo bisogna poterlo richiamare per eseguire algoritmi più difficili Il computer pesca nell’archivio ciò che gli serve, se manca qualcosa non si riesce a mandare in esecuzione per intero il programma. Bisogna evitare istruzioni ambigue, l’ordine di esecuzioni delle istruzioni è fondamentale, tempo e istruzioni non devono essere infinite. L’algoritmo deve essere deterministico, cioè se eseguito più volte deve dare lo stesso risultato (univoco) e deve essere parametrico, risolve una classe di problemi e al variare del numero deve comunque essere in grado di risolverli. Un algoritmo è una sequenza di istruzioni la cui esecuzione consente di realizzare un particolare trattamento dell’informazione o di risolvere uno specifico problema. Un algoritmo presuppone la presenza di qualcuno in grado di eseguirlo, che viene definito esecutore ; L’algoritmo viene letto dall’esecutore il quale, partendo dai dati in input, esegue le istruzioni in esso riportate seguendo un ordine ben preciso e giungendo ad ottenere i dati di output; L’algoritmo deve essere formulato in un linguaggio comprensibile all’esecutore; L’algoritmo deve prevedere soltanto istruzioni elementari , che richiedono all’esecutore la conduzione di operazioni elementari ; L’algoritmo deve essere formulato in un linguaggio non ambiguo, in cui cioè ogni istruzione caratterizzi univocamente una delle operazioni che l’esecutore è in grado di compiere; L’algoritmo deve specificare senza ambiguità l’ordine di esecuzione delle istruzioni e l’esecutore deve attenersi scrupolosamente ad esso; L’algoritmo deve essere formulato in un numero finito d’istruzioni; L’algoritmo deve essere deterministico , cioè, eseguendo lo stesso algoritmo più volte sugli stessi dati di input, l’esecutore deve generare sempre gli stessi dati di output; Un algoritmo parametrico è un algoritmo che è in grado di risolvere non un solo problema ma una classe di essi. Traduttori: software che permettono di tradurre da linguaggi di programmazione ad alto livello (Pascal, Basic...) in linguaggio macchina, ovvero insieme di calcolatori e traduttori, decodificatori Macchina astratta = calcolatore + traduttore individuata da: Compilatore: parte della macchina che accetta i software e l’intero programma sorgente e produce in uscita la rappresentazione del programma in linguaggio macchina Prima base della traduzione, rudimentale Interprete: accetta in ingresso tutto il programma ma lo traduce e fa eseguire ogni istruzione del programma sorgente direttamente Traduzione più raffinata e precisa. Il programma si inserisce in un sistema operativo che deve avere dei sistemi di traduzione che permettono di leggere ciò che il singolo programma contiene. ð Software = opera dell’ingegno (merce soft), deve essere supportato dal sistema e dai suoi sistemi di traduzione. SW proprietario = può essere usato acquistandolo oppure ottenendo l’autorizzazione all’uso (licenza) SW shareware (merce di scambio) = distribuito gratuitamente, può essere usato gratuitamente per un periodo di prova, dopo, pagandolo, si può utilizzarlo e ricevere aggiornamenti SW freeware (merce libera) = può essere liberamente usato copiato e distribuito SW libero o open-source = può essere usato, copiato e distribuito gratis ma rispettando alcune regole. I software opensource possono essere modificati entro certi limiti per ospitare ulteriori programmi o funzionalità. Il software di base: il sistema operativo (OS, Operating System) = insieme di programmi che forniscono all’utente: o Intermediazione nell’utilizzo della macchina HW o Visione astratta dell’HW (macchina virtuale, macchina astratta) o Un ambiente per l’esecuzione del SW applicativo. Il software di base è il sistema operativo che offre: Intermediazione tra software e hardware Mi dà una visualizzazione astratta di quello che la macchina ha in memoria, ma io non vedo le celle ma è una sorta di visualizzatore secondo un modello a finestre che è quello di Windows (che nasce però da Apple) Ambiente per l’esecuzione di un software applicativo (tipo di software progettato per soddisfare un requisito utente specifico word, videogiochi, audio o video player…). Composto da: Nucleo, che controlla la CPU Gestore della memoria, allocazione della memoria ai programmi in esecuzione Gestore dispositivi input/output: garantisce l’accesso ai dispositivi I/O e maschera i dettagli di basso livello e gli eventuali conflitti. Sorta di virtualizzazione della macchina. File system, archiviazione e reperimento dei dati sulla memoria di massa Gestore della rete, interfaccia e comunicazione con risorse collegate o altri calcolatori Interprete dei comandi, interfaccia con utenti semplice ed intuitiva è MALWARE (malicious software) Virus, programmi che si riproducono attaccando il loro codice a un altro programma, che producono effetti dannosi una volta che il programma viene avviato e possono bloccare quel programma o tutto il computer. Questi virus (malware) si trasmettono attraverso il programma di mailing e si diffondono tramite periferiche esterne ed estraibili come le chiavette USB. Worme: programma che si diffonde tra gli elaboratori autoreplicandosi mediante la rete (via e-mail) Troian horse = programmi distruttivi nascosti all’interno di un programma o gioco Hacker = tagliare, fare a pezzi, intaccare, sfrondare = riuscire a rendere un programma funzione, leggere un programma per rubare i dati e diffondere i virus. Individuo che aggira le protezioni di un sistema informatico per compiere accessi non autorizzati, può anche agire per il bene, lottando per il software libero o per divulgare informazioni, c’è poi anche l’hacking economico e lo spionaggio industriale Spyware = programmi spia che controllano l’utente e le sue abitudini senza autorizzazione (siti visitati, applicazioni eseguite…) Adware = programmi che propongono pubblicità (cookies) e viene definito disonesto se è istallato senza autorizzazione. Crimeware = programmi per il furto di identità Bufale o hoax = mail che annunciano l’imminente arrivo di messaggi e-mail infettati da virus Protezione: Diffidenza da materiale scaricato da siti web dubbi; e-mail con contenuto e/o mittente strano; documenti con macro; PC usati da molte persone
Si può dire che l’architettura di von Neumann è Turing equivalente e quindi, per la tesi di Church-Turing, potente almeno quanto tutti i modelli di calcolo esistenti, in grado di calcolare tutte le funzioni intuitivamente considerate calcolabili. Macchia importante perché negli anni ’40 la macchina costituirà un modello teorico per la costruzione dei calcolatori di nuova generazione a programma memorizzato e general-purpose; fornisce un modello generale e intuitivo della nozione di calcolabilità che non è ancora stato confutato e manda definitivamente in crisi il modello di conoscenza basato esclusivamente della logica matematica, pur essendone la sua espressione finale Non più meccanici come quelli di Pascal, Liebiniz ma di nuova generazione con un programma memorizzato che è somma di questi numeri (senza che l’utente indichi tutti i passaggi) che sono chiamati general-purpose, con uno scopo generale, non per forza solo per calcolo matematico. L’uso della logica fondazionale come sfondo cognitivo del modello del calcolatore presuppone alcune caratteristiche che verranno ereditate dalla macchina calcolatrice: Le operazioni della computazione si svolgono senza bisogno dell’apporto dell’ambiente o di altri soggetti esterni al calcolo Non ci sono sorprese nell’esecuzione delle operazioni: data una tavola di istruzioni e una serie di stati della macchina il risultato è costante e immutabile Tutta la conoscenza necessaria al risultato è presente nell’agente che esegue le operazioni in modo non ambiguo ed è priva di incoerenze. è La necessità di calcoli molto complessi era particolarmente sentita in vari campi con la Seconda Guerra mondiale: o La ricerca atomica: calcoli per misurare le caratteristiche esatte dell’esplosione e della posizione del materiale interno alla fissione o La ricerca balistica: equazioni differenziali non lineari per la misurazione delle tavole di lancio delle armi a lunga gittata o La crittografia Progetto Colossus, contro la macchina enigma, per decriptare i segnali in codice dell’esercito tedesco la cui chiave di lettura cambiava ogni giorno. ð Von Neumann e l’influenza di Turing: si incontrano a Princeton, restando colpito dal suo valore. Era al corrente del modello logico di calcolo proposto con la Macchina di Turing. Applica l’idea alla costruzione di un calcolatore reale: o Nella memoria (simile al nastro bidimensionale) risiedevano dati e programmi Inizialmente su schede perforate, i nastri bidimensionali arrivarono dopo o C’era un unico controllo logico che, sulla base della tavola di istruzioni (programma), estiva in modo centralizzato tutte le operazioni successive o Esistevano organi di input e di output (che nella MTU erano porzioni del nastro) è La macchina di Turing, macchina intelligente, doveva poter commettere errori: non è completamente affidabile e non può essere controllata solo dalla logica; può offrire diversi output rispetto agli stessi problemi, perché apprende
dall’esperienza passata Il mondo esterno esercita un ruolo rilevante nel processo di training. L’acquisizione di
conoscenza è causata dall’affetto congiunto di inferenza esterna (che include anche l’interazione sociale), automodificazione, casualità e altre strategie di apprendimento e non è un attività solitaria come accade nella logica. Oltre alla disciplina è necessario anche insegnare alla macchina la capacità di iniziativa. Anche se immagina un dispositivo diverso dal calcolatore nella prospettiva di costruire un automa in grado di autoriprodursi. Per farlo avrebbe dovuto: Modificare la struttura della logica formale Prendere in considerazione la durata delle dimostrazioni Essere capace di gestire la presenza di errori nelle computazioni Sviluppare l’abilità di interagire con concetti complessi, irriducibilità al vero/falso della logica tradizionale Realizzare la logica dell’analogia Lavorare con livelli di complessità crescenti capaci di introdurre fenomeni virtuosi in grado di autoriprodursi (IA). La logica dell’analogia è un presupposto interessante che è strettamente vicino al modo di lavorare dell’intelligenza umana che è molto analogica, sviluppiamo una versione analogica per avere più soluzioni. Lo sviluppo dell’analogia è importante anche nel collegamento tra le discipline, analogia tra storia e geografia, ma anche tra epoche diverse. La logica dell’analogia ci fa scomporre il problema per analizzarlo. Von Neumann capiva che le macchine erano organismi sempre più complessi e che trattavano con complessità maggiori e dovevano essere in grado di autoriprodurre fenomeni virtuosi, come nel gioco, la capacità di vincere Ma nessuno dei due fu creduto né ascoltato, quando proponeva sviluppi troppo complessi della scienza delle macchine, vinse il paradigma del digitale e delle capacità di queste macchine di riprodurre ogni fenomeno descrivibile, compresi quelli considerati intelligenti quando svolti dagli esseri umani Testo di Baricco: parla dell’introduzione del mondo dei giochi come mappe topografiche nell’immaginario umano. Turing e von Neumann precorrono i tempi, le macchine e lo sviluppo della tecnologia non sono ancora così avanti. Tecnologia amichevole: il Memex, sogno di Vanner Bush. è Nel 1945 Busch scrisse un articolo su come riscrivere lo sforzo bellico alla fine della Guerra: si chiama “ As Il memex (dalla contrazione di memory expansion , "espansione della memoria") era un sistema nel quale un individuo avrebbe registrato i propri libri, il proprio archivio e le proprie comunicazioni personali, meccanizzato in modo da poter essere consultato con eccezionali velocità e versatilità, una sorta di "espansione privata" della sua memoria. Le sue caratteristiche e l'uso che Bush ne prevedeva, di tipo prevalentemente individuale, ne fanno un antenato dell'odierno personal computer. Nel definire una macchina immaginaria - sapeva infatti che per l'epoca non era ancora realizzabile - Bush operò una selezione tra le tecnologie del tempo e ipotizzò quale sarebbe stato il loro sviluppo futuro, riflettendo inoltre sulle conseguenze che una tale innovazione avrebbe potuto avere. Bush, che operava nell'epoca precedente all'avvento dell'informatica digitale, aveva progettato numerosi modelli di macchine analitiche e concepì quindi il suo apparecchio come un avanzato calcolatore analogico, un dispositivo di tipo elettro-ottico e non più meccanico, basato sull'uso del microfilm, che all'epoca era la più avanzata e promettente forma di archiviazione delle informazioni (Bush aveva già progettato un “Selettore rapido“ di microfilm). Nel memex i microfilm, i dispositivi di selezione foto-ottica, i controlli da tastiera e la fotografia a secco si sarebbero combinati per creare una macchina che rispecchiasse e supportasse i processi della mente umana. Bush aveva persino previsto l'aggiunta dell'interazione vocale alla sua macchina (attraverso un sintetizzatore vocale elettronico e un sistema di riconoscimento vocale). Il memex era descritto come una scrivania dotata di schermi traslucidi, una tastiera, un set di bottoni e di leve. All'interno erano collocati i meccanismi motorizzati per la ricerca ultrarapida di un vasto archivio di microfilm contenente materiali a stampa di ogni genere (sia testi che immagini). Oltre a cercare e reperire informazioni in questo modo, il memex avrebbe dovuto permettere al lettore di aggiungere note a margine e scrivere commenti sfruttando la fotografia a secco.^ Cosa più importante di tutte, il memex avrebbe dovuto consentire la creazione di “collegamenti” stabili tra documenti diversi, attraverso la loro semplice selezione e la pressione di un tasto da parte dell'utente. Questa sua caratteristica rende il memex di Bush il precursore dei sistemi ipertestuali, come quelli che costituiscono il World Wide Web. Bush ipotizzò inoltre che l'uso esteso dei memex avrebbe dato vita a nuove figure professionali, come i trailblazers (da to blaze a trail , gergo dei boscaioli americani), individui specializzati nel tracciare nuove piste o percorsi associativi nella grande massa di informazioni già esistenti. Nel suo saggio As We May Think , Bush riporta l'impressionante descrizione di una sessione di lavoro con memex, del tutto simile a quella di una ricerca su internet, con quasi cinquant'anni di anticipo. Nello stesso momento in cui scriveva del Memex, Bush sosteneva che
Intelligenza artificiale: macchina che gioca a scacchi, impara dai suoi errori davanti alle medesime mosse,
ovviamente è l’uomo ha programmarla: fin dagli anni ’40 e ’50 compaiono i primi articoli che disegnavano algoritmi in grado di giocare ma bisogna aspettare il 1967 per uscire dalla teoria e vedere un programma vero e proprio, Mak Hack VI che compete in un torneo riservato agli umani, seppur con risultati modesti: vinse 3 partite, ne perse 12 e ne pareggiò 3. La ricerca andò avanti e tutti i principali home computer degli anni ’80 ospitarono rudimentali programmi di scacchi e ci si chiedeva se un giorno i computer avrebbero mai battuto l’uomo a scacchi. Nel 1957i ricercatori del Carnegie Mellon University fissò a 10 anni dopo il sorpasso dell’uomo dal computer ma il Maestro Internazionale
we may think ”^3 Identificò l’area dell’overload (sovraccarico) informatico come quella maggiormente bisognosa di sforzi. Immaginò una macchina: il Memex che doveva risolvere delle informazioni, attraverso una struttura di memorizzazione organizzata con metodi analogici. Gli scienziati devono concentrarsi su come immagazzinare e diffondere la conoscenza, ora agli strumenti se sviluppati correttamente gli permetteranno di accedere all’eredità della conoscenza di secoli. Gli scienziati durante la guerra hanno dovuto mettere in condivisione molto, tralasciando le proprie concezioni e credenze Scienza molto aperta, soprattutto rispetto alla concezione “gelosa” della conoscenza tra gli scienziati e più di tutti i fisici, che si sono allontanati dai loro compiti “pacifici” e sono giunti a scoperte impensabili (nucleare) che hanno portato ad una serie di ammodernamenti in vari ambiti Necessario creare ponti tra le varie discipline, comunicazione. Propone la diffusione della conoscenza, utilizzando lo sviluppo della tecnologia che permette di comprimere il mondo in ormai pochi centimetri. La mente umana lavora per associazioni e salta da una all’altro argomento in un secondo, soprattutto con un pensiero analogico molto sviluppato Serendipità. Alcuni di questi processi possono poi essere delegati alla macchina, soprattutto le più noiose, permettendo all’uomo di concentrarsi sulle nuove conoscenze e scoperte. ð La cibernetica secondo Norbert Wiener è il controllo e la comunicazione nelle macchine e negli animali. Il termine cibernetica (dal greco: κυβερνήτης, kybernḗtēs, 'pilota di navi') indica un vasto programma di ricerca interdisciplinare, rivolto allo studio matematico unitario degli organismi viventi e, più in generale, di sistemi, sia naturali che artificiali Quella che per noi è una disciplina che governa le macchine, ad un livello più profondo parla del legame, interdipendenza, comunicazione, controllo tra esseri viventi e calcolatori, macchine, tecnologia. Nacque durante gli anni della Seconda guerra mondiale, su impulso di un gruppo di ricercatori, tra i quali ebbe una parte predominante il
matematico statunitense Norbert Wiener Dagli studi di Wiener nacque la cibernetica, scienza di orientamento
interdisciplinare che si occupa non solo del controllo automatico dei macchinari mediante il computer e altri
strumenti elettronici, ma anche dello studio del cervello umano, del sistema nervoso e del rapporto tra i due sistemi,
artificiale e biologico, di comunicazione e di controllo. Indipendentemente da Platone ed Amperre, che lo usano in altri
ambiti, ma che con un esplicito omaggio a Maxwell, fisico che usa questo termine nel 1864, il termine fu reintrodotto da Wiener nell’estate del 1947, anglicizzato in cybernetics, nell’atto di dare il titolo al proprio libro pubblicato l’anno
successivo: Cybernetics, or control and communication in the animal and the machine (1948) Si concentra sul
tema del controllo e della comunicazione: rappresenta un tentativo di sintesi fra la biologia, la neurofisiologia, la
tecnica di gestione dell'informazione, unificati dall'adozione di strumenti matematici comuni, con lo scopo di
dimostrare come le macchine fossero assimilabili agli esseri umani per quelle facoltà - fino ad allora considerate
tipicamente umane - come il linguaggio, il comando, il controllo e, soprattutto, l'apprendimento. Il tema della
cibernetica aveva rilevanza per i sistemi di controllo automatici. In tali ricerche, Wiener capì che sia un animale, un
contesto comunicativo, una centralina antiaerea in grado di autocorreggere il tiro, erano tutte "macchine
cibernetiche": che elaborano informazione. In particolare, si trattava di nuovi sistemi automatici retroazionati, in cui il
comportamento intenzionale (o teleologico) era spiegato attraverso il meccanismo della retroazione (o feedback )
negativa. Nel sistema di Wiener e Bigelow si ha un radar che osserva la rotta dell'aereo da abbattere. Il radar invia
un segnale elettrico ad un calcolatore. Questo prevede la posizione futura dell'aereo sulla base della teoria della
predizione e comanda il motore del cannone antiaereo. Dopo il colpo, il radar verifica la nuova posizione dell'aereo.
La differenza tra posizione prevista e posizione effettiva viene reintrodotta nel calcolatore per correggere il tiro.
Quest'ultimo processo di reinserire il dato di uscita in ingresso è detto "retroazione" (o " feedback" ) e in particolare
"retroazione negativa", in quanto il dato di uscita è reintrodotto "a sottrarre" il dato di ingresso.
è Comunicazione e controllo secondo Wiener : ( comunicare, dal latino “rendere partecipe”, “condividere”, è un dono condiviso, la comunità è un luogo di condivisione, la comunità virtuale è un luogo di condivisione virtuale ).
- Quando comunico con un’altra persona, impartisco a essa un messaggio e quando egli comunica con me, mi restituisce un messaggio relativo che contiene informazioni primariamente accessibili solo a lui e non a me La comunicazione è uno scambiare il messaggio con un altro.
- Quando controllo le azioni di un’altra persona, le comunico un messaggio e, sebbene questo sia nella forma imperativa, la tecnica di comunicazione non differisce da quella di un messaggio fatto. Se il mio controllo deve essere efficiente io devo prendere conoscenza di qualsiasi messaggio da parte dell’altro, che possa indicare che
l’ordine è stato compreso ed è stato obbedito Importanza del feedback nella comunicazione.
Quando do un ordine alla macchina la situazione non è diversa da quando la do ad una persona, io sono consapevole che l’ordine è uscito e attendo il feedback della macchina Crescita costante della comunicazione uomo-macchina, senza pregiudizi pro/contro gli aspetti meccanici. Lo dice negli anni ’50, molto precoce. Servono sistemi che sviluppino questa comunicazione per una comprensione migliore dell’automazione. La comunicazione e il controllo dell’informazione è fondamentale per l’uomo. L’informazione è un fatto di elaborazione, non di archiviazione, gli scenari ed il contesto mutano e l’informazione deve essere adattata ed è fattibile solo se è stata elaborata. Fondamentale è l’essere ben informati e gli strumenti dell’uomo devono essere sviluppati in questa strada Poi si sposta verso l’informazione per la vita pubblica, è importante vivere con un’informazione adeguata. Importanza della comunicazione e del controllo che appartengono all’essenza della vita interiore dell’uomo così come appartengono alla vita dell’uomo nella società. Importanza della comunicazione e del controllo, cioè dello scambio dell’informazione che resta fondamentale, ed è importante che l’uomo sia informato. L’informazione è un processo dinamico ed è sbagliato pensare che l’informazione possa essere stoccata/registrata senza un deprezzamento sul suo valore in un mondo che cambia. Il mondo cambia e non dobbiamo pensare ad accontentarci alo stoccaggio/archiviazione della conoscenza. L’informazione è più in fatto di elaborazione che di archiviazione. L’archiviazione può essere importante, ma senza elaborazione non ci sono passi avanti, l’idea che l’informazione vada rielaborata perché gli scenari mutano, il contesto è più complesso. Come sottolineava Busch, il Memex serviva per archiviare, ma evidenziava anche l’importanza di scambiare l’informazione. Sposta l’attenzione sul fatto di essere ben informati, la richiesta che l’informazione venga elaborata è più alta oggi di un (^3) Vannevar Bush, allora direttore dell'Office of Scientific Research and Development ("Ufficio per la ricerca e lo sviluppo in ambito scientifico"), l'organismo che controlla il Progetto Manhattan, sottolineava come l'unità di intenti degli scienziati alleati nella Seconda guerra mondiale dovesse essere protratta anche in tempo di pace. L'ostacolo principale era per Bush il moltiplicarsi delle ricerche, che contrastava con il fatto che le materie di studio si facevano sempre più specialistiche mettendo a rischio l'interdisciplinarità e il dialogo fra gli scienziati. Come soluzione tecnica al problema, Bush propose di creare una macchina ipertestuale, il Memex, una sorta di scrivania elettromeccanica dotata di un archivio in microfilm che fungeva da arcaica memoria di massa e permetteva di immagazzinare pagine di libri e documenti e, conseguentemente, di riprodurli ed associarli gli uni agli altri. Sebbene qualcosa di simile al memex non poté essere realizzato prima dell'avvento della miniaturizzazione elettronica, l'articolo di Bush ebbe un'importanza capitale nello sviluppo dell'informatica e dell'ipertesto. L'influenza di questo articolo è evidente nell'operato di Douglas Engelbart che, leggendo l'articolo al ritorno dalla guerra dove operò come tecnico radar, sviluppò l'oN Line System basandosi proprio sulle idee espresse da Bush.
Alcuni membri sono creativi in vari campi e discipline, non solo quella del computer, ma si rendono conto dell’impatto
che può avere il computer sul mondo e società.
Arpanet nasce dall’agenzia della difesa Arpa, parte come progetto finanziato dal Ministro difesa degli USA ma poi si è
espanso e svincolato.
1960: Avvio delle ricerche di ARPA [(Defense) Advanced Research Projects Agency], progetto del Ministero
della Difesa USA.
1967: Prima conferenza internazionale sulla rete ARPANET.
1969: Collegamento dei primi computer tra 4 università americane.
1971: La rete ARPANET connette tra loro 23 computer.1972: Nascita dell'Inter Networking Working Group,
organismo incaricato della gestione della rete (nominata Internet solo nel 1982).Ray Tomlinson propone
l'utilizzo del simbolo @ per separare il nome utente da quello della macchina (poi Internet provider).
1973: UKe Norvegesi uniscono alla rete con un computer ciascuna.
1973-...: Vint Cerf e Robert Kahn (dell’Information Processing Technique Office, nato da ARPA) inventano il
protocollo TCP/IP Trasmissione e internet protocol
1979: Creazione dei primi Newsgroup (forum di discussione) da parte di studenti americani.
1980 (27.10): Primo hack della storia di internet ("to hack" nell’accezione di "tagliare", "sfrondare",
"sminuzzare", "ridurre", "aprirsi un varco", fra le righe di un codice/programma, inizialmente al fine di
migliorarne l’efficienza): sperimentando sulla velocità di propagazione delle e-mail, a causa di un errore negli
header del messaggio, Arpanet venne totalmente bloccata.
1981: Nasce in Francia la rete Minitel. In breve tempo diventa la più grande rete di computer al di fuori degli
USA.
1982: Definizione del protocollo TCP/IP e della parola "Internet".
1983: Appaiono i primi server con i nomi per indirizzarsi ai siti. Operatore che gestisce i siti e la rete internet.
1984: La rete conta ormai mille computer collegati...
1985: Sono assegnati i domini nazionali: itper l'Italia,.deper la Germania Ovest,.frper la Francia .... Il 15.
viene registrato il primo dominio.com di tutto il mondo1986: Si lancia LISTSERV, il primo sw per la gestione
di una mailing list. 30.4.
1986 L'Italia è il quarto Paese al mondo a collegarsi alla rete Arpanet: da Pisa, sede del Centro Nazionale
Universitario di Calcolo Elettronico (in acronimo CNUCE, oggi Cnit, "Consorzio nazionale interuniversitario
per le telecomunicazioni")
1987: Ad Internet sono connessi 10.000 computer. Il dominio “cnr.it” (del Consiglio Nazionale delle Ricerche)
è il primo dominio con la denominazione geografica dell'Italia.
1989: Sono connessi ad Internet 100.000 computer. Grazie a un finanziamento Ibm, la Cornell University
(Ithaca, NY State) e il Cern di Ginevra si collegano a 1,5 Mbps: una prestazione finalmente accettabile tra i due
continenti => Internet entra sempre più nelle reti di ricerca europee.
1990: Scomparsa di ARPANET. Nascita del protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol, protocollo di
comunicazione) e del linguaggio HTML (HyperText Marckup Linguage, linguaggio di marcatura per la
costruzione di pagine web, semplice, riduce le barriere di ingresso permettendo a tutti volendo di scrivere una
pagina web).
1991: Il CERN (Centro Europeo di Ricerca Nucleare) annuncia la nascita del World Wide Web(www), esito
del progetto di Tim Berners-Lee avviato lì nel 1989
1993: Il primo browser pensato per il web, Mosaic. IlCrs4(Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in
Sardegna) crea il primo sito web italiano, secondo in Europa: crs4.it
1995: La National Science Foundation cessa di sostenere finanziariamente la dorsale; questo elimina le ultime
restrizioni all'uso commerciale di Internet Si apre al mondo.
1995: costituzione del World Wide Web Consortium(W3C) e relativa adesione del centro CSELT.
1996: Sono connessi ad Internet 10 milioni di computer.
1999: Viene pubblicato Napster, il primo sistema di file sharing di massa. Gli utenti di Internet sono 200
milioni in tutto il mondo.
2008: Gli utenti di Internet sono circa 600 milioni in tutto il mondo.
2009: Gli utenti di Internet sono circa 1 miliardo in tutto il mondo.
2011: Gli utenti di Internet sono circa 2 miliardi in tutto il mondo.
2015: Gli utenti di Internet sono oltre 3,3 miliardi in tutto il mondo.
è TCP/IP: il protocollo fondamentale di internet: 1973 Cerf e Kahn
Comunicazioni tra elaboratori in maniera precisa, riducendo al massimo gli errori e le difficoltà di invio e ricezione
dei dati.
Combinazione di due procedure informatiche: TCP (Transmission Control Protocol) che gestisce l’organizzazione dei
dati e della loro trasmissione: i dati vengono spezzettati in pacchetti più piccoli e poi ricomposti nel momento in cui
arrivano al computer a cui sono destinati Commutazione a pacchetto, packet switch. Il TCP per funzionare deve
legarsi all’IP (Internet Protocol) che consente a ogni computer di essere identificato da un numero (composto da
blocchi numerici). Questo consente di stabilire con esattezza qual è il dispositivo elettronico collegato alla Rete e
fornisce l’indirizzo di destinazione dei dati, chi spedisce i dati, chi li riceve. Permette di dialogare sulla rete, di
scambiare le informazioni.
La portata della rivoluzione: basti pensare che con il TCP/IP oggi è possibile interconnettere non solo computer ma
qualsiasi tipo di dispositivo, da stampanti, telefoni, robot, videocamere. Senza il TCP/IP non ci sarebbe Internet come
la conosciamo e tutte le sue derivazione come The Internet of Things.
L’invenzione del World Wide Web Internet è la rete, il supporto, i tubi il Web è il contenuto dei tubi fatto di pagine.
Nel 1989 Tim Berners-Lee, un ricercatore del Cern di Ginevra, ottenne l’approvazione per un progetto di realizzazione di
un sistema autore per la produzione e l’archiviazione comune di documenti ipertestuali. Il progetto prese successivamente
il nome di World Wide Web. Il sistema però funzionava solo sulle macchine NEXT (Mac con struttura a finestre), su cui
si lavorava al CERN: bisognava trovare un modo per visualizzare le pagine ipertestuali anche su altri computer, era cioè
necessario progettare un BROWSER, un visualizzatore universale di pagine web guidato da un protocollo. poche regole
di base comuni per permettere la comunicazione di un computer con un altro senza troppi problemi:
Universal Resource Identifiers (URIs); stringa di testo che identifica la pagina Web
Hypertext Transfer Protocol (HTTP);
Hypertext Markup Language (HTML) Linguaggio che permette di collocare dei marker sulla pagina di ciò
che ci può interessare, come un’immagine o un grafico. Viene implementato per aumentarne la versabilità e
ospitare altri contenuti
JavaScrpit.
Java: anche fuori dal web
Flash: per animazione multimediale
XML
Al National Center for Super computing Applications (NCSA) dell’University of Illinois, Marc Andreessen ed Eric
Bina realizzarono un Browser per il World Wide Web, indipendente dal computer usato per connettersi alla rete. Nel
gennaio 1993 il Browser fu reso disponibile sul web; a settembre 1993 venivano rilasciate le versioni per Windows e
Mac: si trattava di MOSAIC (-1997) da cui prese le mosse l’avventura di NETSCAPE (1994-2003, for Internet Explorer,
prima guerra dei Browser) e l’inizio del Web come noi lo conosciamo.
Ö Il Web 2.0: Un’etichetta inventata nel 2004 da Tim O’Reilly per rinvigorire lo spirito commerciale delle aziende
dot.com. Gli obiettivi sono:
o Puntare all’offerta di servizi più che di software;
o Lavorare sul remix di servizi piuttosto che di inventarne di nuovi;
o Considerare il web un’architettura di partecipazione;
o Elaborare strategie per lo sfruttamento dell’intelligenza collettiva
L’utente/cliente dialoga con l’azienda tramite sociale e web.
Ø Open data:
Un progetto patrocinato dallo stesso Tim Berners-Lee per diffondere in rete non solo risorse, ma veri e propri
dati strutturati;
È collegato al movimento del semantic web, che si propone di aggiungere uno strato di logica al web;
L’idea dell’open data consiste nel costruire e distribuire dati strutturati etichettati in modo uniforme, tali che
possano essere usati e confrontati con altri dati paragonabili;
Una derivazione del movimento dell’open data è l’e-government 2.0: il progetto di diffondere tutti i dati delle
amministrazioni pubbliche costruendo banche dati collaborative;
Es. www.regulations.gov il portale dell’open data della pubblica amministrazione americana
A è questo è legato l’Open Access movement: Secondo Peter Suber, uno dei principali esponenti di questo movimento,
la letteratura open access è “digitale, online, priva di costi, e priva delle principali restrizioni dovute al copyright e alle
licenze d’uso”. L’open access alla letteratura scientifica si tradurrebbe nell’abbattimento dei costi delle biblioteche
universitarie, permettendo all’università di non pagare doppiamente il lavoro dei propri ricercatori, sovvenzionandola
ricerca e poi comprandole riviste a pagamento dove gli studiosi pubblicano i propri risultati Biblioteca digitale della
letteratura italiana Biblioteca della Letteratura Italiana (LiberLiber)
Il ruolo dei saperi umanistici ha avuto un’importanza difficile da sottovalutare nello sviluppo dell’informatica. Anche
nel presente della tecnologia i temi di natura umanistica svolgono un ruolo fondamentale e sono al centro dello statuto
epistemologico complesso e stratificato della scienza dei calcolatori. La comunicazione, l’interazione, l’integrazione con
la macchina e attraverso la macchina rappresentano tuttora delle sfide per la costruzione di strumenti di supporto
umanistici. Le discipline umanistiche, oltre ad aver contribuito alla tecnologia, sono state investite da essa in un processo
di integrazione e di gestione della conoscenza totalmente rinnovato rispetto al passato.
Adriano Olivetti
Nasce nel 1901 e muore in treno nel 1960. “Città dell’uomo2, libro che raccoglie i suoi scritti e fonda la Casa Editrice
“Edizioni di Comunità” (simbolo della campana). Imprenditore che si occupa del tema del lavoro e scrive in direzione
della civiltà. L’azienda Olivetti nasce ad Ivrea. Avrà molto a cuore il tema della comunità e del cittadino.
è Idea di fondare un movimento politico, “Movimento di comunità”, come luogo in cui una persona cresce, nasce, muore,
con l’idea di poterla cambiare. Lavorando sulle comunità abbiamo più a cuore le necessità dell’uomo, piuttosto che a
livello statale. I politici nazionali devono aver fatto un cursus honorum partendo dall’assessore comunale. Otterrà 2 o 3
seggi in parlamento ma non sarà lui a parteciparvi Problema di fondare una nuova fabbrica a Pozzuoli, problema del
Mezzogiorno (Ai lavoratori di Pozzuoli, pdf), non compra fabbriche già fatte ma le realizza da capo, secondo criteri di
architettura che siano vicini al mondo del lavoro ma anche alle esigenze di chi ci vive. Siamo nel ’55, compenetrazione di
interessi imprenditoriali e necessità della gente, consapevole che avrebbe portato nuovo lavoro al sud ma allo stesso
tempo lo avrebbe tolto al nord, che ne aveva comunque bisogno, consapevole che nel mezzogiorno non c’erano le stesse
opportunità commerciali che al nord ma la apre lo stesso, crede nella sua azienda e nei suoi dipendenti. Umanista,
geourbanista, presta attenzione ai dettaglia, all’umanità verso gli operai, alla conoscenza (ampie finestre, biblioteca,
giardini, orari flessibili per i dipendenti che ancora lavoravano i campi ecc.). Attenzione a vivere in un mondo luminoso,
trasparente per costruire anche un senso di famigliarità per evitare l’alienazione tipica del lavoro in fabbrica, molto raro al
tempo e anche al giorno d’oggi in certi posti (Londra). Vi era anche una biblioteca, attività di fabbrica in cui
partecipavano anche le famiglie degli operai, come spettacoli o film. L’edificio esiste ancora ed ospita una multinazionale
per l’energia, ed è patrimonio dell’UNESCO. Fu inaugurato in 2 anni (1953-55).
Ø Video “ Sud come Nord ”, sullo stabilimento a Pozzuoli dell’Olivetti nel 1957, emerge l’importanza della
famiglia, della coesione, della partecipazione viva e attiva di tutti i dipendenti nella vita della fabbrica e della
fabbrica nella vita dei dipendenti https://vimeo.com/
Ø Video “ La memoria del futuro ”. Ambientato a Milano, Piazza Affari, anni ’60. Uso di animazioni e di
musiche di compositori importanti, attenzione al dettaglio, anche pubblicitario per pubblicizzare l’azienda.
Mostra i dettagli dei computer e delle apparecchiature del tempo, sembra fantascienza, anche per le musiche
utilizzate, macchina da input simile a quella da scrivere da cui esce un nastro perforato, un lettore che lo legge e
da le istruzioni a seconda delle perforazioni https://www.youtube.com/watch?v=dm0iLXrGXok
Ø Video “ELEA 9000”, anni ’60, parla del calcolatore. anche qui fine animazione, racconta la logica che spinge
coloro che costruiscono i materiali del computer, la memoria, quale informazioni deve riuscire a codificare, i
dispositivi di input e output. Matematica calata nella realizzazione per la prima volta usata per risolvere problemi
reali. Lo sviluppo dei computer è inizialmente utilizzato in ambito aziendale (Olivetti), tuttavia, tramite lo
sviluppo tanto di hardware e software che della logica che si cela dietro di essi è stato possibile ampliare il loro
utilizzo negli usi più disparati a partire da calcoli censitari e di programmi di lunghezza della vita, quanto in
ambito astronomico con calcoli relativi al movimento dei pianeti che hanno reso possibile lo sviluppo dei pensieri
di Galileo, Copernico e Keplero e nuove scoperte astronomiche. Sviluppi dei programmi che vanno di pare passo
svolgono un ruolo fondamentale in numerose applicazioni informatiche, dalla contabilità, alla gestione delle risorse
umane e alla finanza fino a contesti tecnici come la gestione di rete o la telefonia.
Le reti hanno la funzione di comunicazione tra più nodi e utenti e la condivisione di risorse come i programmi di calcolo;
gli archivi; le memorie e le unità di disco condivise (Google Drive); servizi di backup (salvataggio via rete, Dropbox,
OneDrive); stampanti di rete.
Internet nasce da un progetto statunitense del 1969, che poi si sviluppa in un inviluppo di reti (tante reti connesse tra loro)
e che permette una molteplicità di servizi
Ø Posta elettronica (nomeutente@nomedominio; governato dal protocollo SMTP, Simple Mail Transfer Protocol,
per l’invio del messaggio e il POP, Post Office Protocol per ricezione e scaricamento del messaggio e l’IMAP,
Interactive Mail Access Protocol ricezione e consentire l’accesso in remoto ai messaggi memorizzati su un server
esterno; lettura: programma di Posta elettronica (Outlook) o funzione integrata al browser (Gmail) o sito web
(Libero); serie di campi da compilare per inviare il messaggio, come il destinatario, il mittente, l’oggetto, eventuali
altri destinatari nascosti (Ccn) o visibili (Cc) ed eventuali allegati)
Ø Liste di discussione, mailing list: scambio di messaggi, di posta, su un argomento che lega una comunità di
utenti che devono usare: l’indirizzo di amministrazione per iscriversi, cancellarsi, richiedere messaggi precedenti;
indirizzo di smistamento, per inviare messaggi che vengono rimbalzati a tutti gli iscritti
Ø File Transfer Protocol: consente la copia tra calcolatori distanti, anche tra sistemi operativi diversi con
interfaccia a caratteri o grafica (io a caratteri), we transfer oppure Peer to peer, rete paritaria in cui ogni nodo è sia
client che server, usato per il file sharing per film o musica, come eMule.
Ø Newsgroups e forum: il primo indica lo scambio di messaggi di posta organizzati per argomenti, il forum è un
gruppo di discussione sul Web.
Ø Chat, instant messaging e VOIP (Voice over Internet Provider, comunicazione telefonica sfruttando la rete e non
u operatore telefonico, come quelli nei videogiochi o Skype, gratuito ma ci sono anche a pagamento o le aule
virtuali): comunicazione in tempo reale anche tra sconosciuti.
Ø Backup, archiviazione e condivisione
Tramite indirizzi unici che possono essere
IP, undici numeri, 32 bit, 11 cifre, separate da punti a 3 a 3 che individua la macchina che è collegata alla rete
Simbolici come www.pluriversiradio.it che sono associazioni gestite da DNS, URL (Uniform Resource
Locator, convenzioni per denominare/identificare le risorse web in modo univoco, secondo lo schema
Protocollo://hostname:porta/path?query#frammento) https ha sostituito http perché più sicuro
Indirizzi IPv6, indirizzi di comunicazione tra macchine
Il WWW permette di gestire ipertesti sulla rete: con ipertesto si intende un testo digitale, non solo scritto ma anche audio
e video, che chiamiamo nodo, le cui parti tematicamente affini o logicamente correlate, sono connesse, tramite link che
sono parole attive, hotword, in una struttura reticolare con altre pagine, la struttura/navigazione, determina il modo in cui
l’ipertesto può essere fruito, è legata a uno o più autori che hanno scelto/scritto i testi e li hanno connessi. Le strutture che
regolano la rete degli ipertesti possono essere:
1. Lineare
2. Gerarchica
3. A stella, se la home è in posizione centrale
4. A grafo completo, in cui ogni nodo è raggiungibile da tutti gli altri (Menù sempre visibile)
5. Circolare: l’ultimo nodo si connette con il primo.
Per multimedialità si intende invece la pluralità dei media (linguaggi, forme di comunicazione, formati, testo, immagini,
filmato, suoni), si trova nell’ipertesto e forma una strategia di comunicazione unitaria L’ipertesto è la struttura, la
multimedialità è il supporto Ipermedialità. Il WWW è un ipertesto multimediale posto su rete:
Pagina web: nodo della rete
o Statiche: ad un file corrisponde una pagina
o Dinamiche: generate da una richiesta dell’utente (ricerca su Google)
Homepage: nodo iniziale del sito
Sito: collezione di pagine con coerenza argomentativa che deve avere ben chiara la sua autorialità (chi l’ha
prodotto, solitamente una persona sola), l’argomento di comunicazione, il tema principale, la strategia
comunicativa e argomentativa, il destinatario, il target definito, la collocazione fisica su un server web e il suo
indirizzo CMS (Content Menagement System, funzionalità per la costruzione corale di un sito da parte di
personale non specializzato)
Portale: sito che offre più servizi informativi e comunicativi (notizie, posta, comunità virtuali…)
o Orizzontale: generalista
o Verticale: tematico
Tipi di sito: aziendale, istituzionale, personale (blog)
Modelli di comunicazione: informativa, conativa, emotiva.
Differenza tra Portale e Sito (IMPORTANTE PER ESAME)
La differenza sostanziale fra un sito web e un portale è che quest'ultimo raccoglie un insieme di servizi e li rende
disponibili in un'unica struttura, insieme di servizi legati a vari musei che permette di navigare tra le informazioni reperite
tra i vari siti; mentre un sito web è più semplicemente un insieme di pagine web. Fra i portali possiamo annoverare quelli
aziendali di servizi (ad esempio delle diverse compagnie telefoniche, di utenze etc.), pubblici (Ministeri e Comuni), di
imprese private che vogliono offrire dei servizi accessori ai proprio clienti (vedi giochi, promozioni, forum etc.). Fino a
poco tempo fa una differenza era rappresentata anche dal modo in cui venivano aggiornati: mentre un sito web poteva
essere aggiornato "a mano" scrivendo codice html o php, un portale era sempre dotato di un software di gestione dei
contenuti che permettesse la sua amministrazione. Oggi questa distinzione è meno netta, grazie soprattutto ai CMS che
hanno reso possibile l'uso di piattaforme per l'amministrazione dei contenuti anche per i siti di piccole dimensioni.
A differenza del sito web, il portale web è uno spazio online riservato a un pubblico ristretto, in quando chiede
all’utente di effettuare il login con nome utente e password, e contiene una grande quantità di contenuti e
informazioni studiati per utenti ben precisi: pensa, ad esempio, ai portali statali e ai portali governativi, ma
anche ai portali aziendali o a molti siti di e-commerce, e ai portali per la sanità e per l’istruzione. Un portale
web è una piattaforma che offre a dipendenti, clienti e fornitori della tua azienda un unico punto d’accesso a
tutte le informazioni e propone ad ogni tipologia di utente informazioni personalizzate. Inoltre, un portale web
è la soluzione ideale per migliorare la comunicazione interna all’azienda, la condivisione di informazioni e il
modo in cui anche i clienti e i fornitori interagiscono con la tua attività. Tra i vantaggi che il portale web può
offrirti c’è un controllo maggiore dei processi quotidiani e l’automatizzazione delle attività in quanto è
possibile accedere ai contenuti non solo dal dispositivo desktop aziendale, ma anche da smartphone e tablet, in
ogni momento e da ogni luogo. Oggi la maggior parte delle aziende ha sviluppato un portale web
personalizzato, in particolare se i dipendenti si trovano in più sedi diverse o si vuole migliorare la
comunicazione tra l’azienda e i fornitori, ma non solo. Ti consigliamo di implementare un portale web
aziendale anche se devi richiedere contributi esterni, gestire più rivenditori o fornitori, vuoi aumentare la
visibilità delle informazioni o cerchi una soluzione IT scalabile.
Più conosciuto e diffuso è, invece, il sito web, che è costituito da più pagine web raggiungibili attraverso un
URL o indirizzo web ed ospitate su un singolo dominio. Rispetto al portale web, i contenuti sono accessibili a
tutti gli utenti, senza la necessità di effettuare il login e senza alcuna personalizzazione sulla base delle
caratteristiche dell’utente. Gli obiettivi di un sito web sono diversi rispetto a quelli di un portale, e tra questi
possiamo ricordare:
Diffusione delle informazioni personali, commerciali o informative, come nel caso dei siti di news, dei
siti personali e di quelli aziendali;
Raccolta di contenuti che l’utente può scaricare tramite download, come nel caso dei dizionari ed
enciclopedie online, siti sportivi, siti di musica e film e molto altri ancora;
Tra le tipologie di siti web citiamo i siti statici, i siti dinamici e il blog. I siti statici sono leggeri e si basano su
poche pagine informative: un semplice biglietto da visita online per la persona o l’azienda. I siti web dinamici
sono orientati all’interazione con l’utente e offrono contenuti sempre nuovi: la soluzione perfetta per un approccio
più interattivo con il potenziale cliente.
Chi si occupa dell'implementazione di un portale web per l'azienda, ovvero i programmatori e gli sviluppatori, devono
considerare diversi aspetti: design, piattaforma, stabilità e tanto altro. Il portale web, infatti, a differenza del sito web è
pensato per offrire alla tua azienda una Digital Customer Experience completa, un’interfaccia semplice e compatibile con
ogni dispositivo (computer, smartphone, tablet) senza trascurare l’importanza della sicurezza dei dati e delle informazioni
caricate sul portale e le prestazioni dello stesso in termini di caching, ottimizzazione dei contenuti multimediali, gestione
dei cookie e posizionamento sui motori di ricerca. Un’ulteriore differenza tra sito e portale è data dai benefici che
quest’ultimo può portare alla tua azienda in termini di soddisfazione degli utenti, accesso migliore alle informazioni
principali, possibilità di ottenere dati statistici su chi fa il login, oltre che, naturalmente a un notevole ritorno economico
grazie alla scelta di una soluzione IT scalabile, a un miglioramento dei processi decisionali e della comunicazione interna
ed esterna, con i clienti e i fornitori. La differenza sostanziale tra sito e portale web è che il portale web racchiude più
servizi rendendoli disponibili a un gruppo ristretto di utenti in un’unica struttura, accessibile con un login personalizzato.
Il sito web, invece, raccoglie i contenuti in un insieme di pagine web a disposizione di un pubblico indifferenziato, senza
personalizzazioni.
è Motori di ricerca: da una lista di parole chiave dell’utente a una lista di indirizzi di risorse web relative a quelle parole
Ha un programma di interrogazione e uno spider, programma che esplora la rete alla ricerca della pagina, le
analizza e le indicizza (copia la pagina in archivio), ripetendo periodicamente l’operazione per evitare che la
pagina non si trovi o informazioni mancanti e le ordina poi secondo un ranking, per rilevanza, popolarità e
profilazione.
Ö AI-DA Robot: diversi motori di ricerca danno rilevanza a differenti siti come annunci, video, Wikipedia, notizie o
articoli di giornale ponendoli in diverso ordine (Chrome, Ya-hoo, DuckDuck, Metacrawler che permette la ricerca su più
motori di ricerca Metamotori e Plurimotori che mettono a confronto i risultati di più motori di ricerca, come Bing vs
Google). Ci sono poi motori di ricerca, i clusterizzatori che raggruppano le notizie per argomenti di ricerca: vita, opere
ecc. di un autore che però non esistono più. Abbiamo poi motori di ricerca specifici , come Google Scholar che lavora su
articoli pubblicati, libri ecc., riguardanti un argomento o una persona, è ordinabile per data e include le pubblicazioni di
quella persona o sue citazioni. Google Patents invece si occupa di raccogliere e rendere fruibili i brevetti, il numero,
l’anno, da chi ecc.
è Con Web 2.0 intendiamo un’evoluzione del web ormai avvenuta verso la condivisione di informazioni fra utenti e
possibilità di modificare info/pagine esistenti e l’interazione fra utenti. L’utente interagisce e non è solo fruitore, può
modificare Social networks, Wiki, Piattaforma di condivisione come YouTube e Google Docs, informazioni condivise
per luoghi o esercizi commerciali come TripAdvisor e il social bookmarking che è un servizio basato sul web, dove
vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark) creati dagli utenti, liberamente consultabili e condivisibili con
gli altri utenti della stessa comunità virtuale. Si organizza tramite tag che permette di classificare, individuare, ordinare e
condividere le risorse internet mediante etichettature e categorizzazioni. Nascono nel 2003 con il sito del.icio.us poi
acquistato da Yahoo. Permette di classificare le risorse basandosi su etichette creati da individui che conoscono il
contenuto del sito mentre i software cercano di capirlo per mezzo di un algoritmo; la classificazione è semantica e quindi
il criterio è basato sulle visualizzazioni di una risorsa, sul suo gradimento, non è il sistema che gerarchizza le pagine web
da mostrarmi in base al numero di collegamenti che presenta (come funziona il ranking di Google) ma si basa sul
gradimento degli utenti, sul numero di visualizzazioni.
Anche il web si misura attraverso modelli di qualità da definire opportunamente:
Caratteristiche che compongono il modello di qualità come grafica, contenuto ecc.
o Grafica: coerenza di stili, font, colori che si può adattare all’argomento, di solito meglio uniformarli ma si possono
dividere a seconda del tema che si tratta
o Contenuto/comunicazione (riesce a comunicare cosa si è prefisso): chiarezza del contenuto, la lingua adatta a
livello grammaticale e sintattico, la reperibilità con collegamenti interni ed esterni e la loro utilità
o Autorevolezza/architettura: di autori e fonti, riferimenti bibliografici e fonti per la verifica, contatti
o Usabilità: interfaccia semplice ed efficace, navigazione intuitiva, facile da raggiungere. Grado di efficacia,
efficienza e soddisfazione derivato dall’utilizzo di una pagina o di un servizio web al fine di raggiungere lo scopo
per cui è stato originariamente progettato. Si misura riproducendo una serie di principi di qualità
Curva di apprendimento
Semplicità di memorizzazione
Efficienza/ridondanze
Errori
Soddisfazione
Usabilità non va confusa con l’esperienza d’uso, la prima indica specificatamente lo scopo finale per cui un sito
web è stato disegnato mentre l’esperienza d’uso è la soddisfazione generale derivata dall’utilizzo del sito web in
quel dato momento/giorno. Deve avere:
con l'obiettivo di contribuire alla dignità umana e alla giustizia sociale, all'uguaglianza globale e al benessere planetario”
(Proposta ICOM 2019, non ancora accolta).
Incontro dell’ICOM (istituzione che abbraccia musei di tutto il mondo con segretari per ogni nazione) nel novembre
2020 a Parigi, dal titolo “What does museum stand for? Permette di comprendere la tendenza odierna che guida la
definizione di un museo, l’inclusività, il porre domande di sensibilità, di giustizia dell’interpretazione dei materiali e del
popolo che rappresenta, la decolonizzazione dei musei e delle restituzioni, politica antirazzista, sulla differenza di genere
e altre discriminazioni.
ð Requisiti per una completa realizzazione di un museo virtuale
Multimedialità-interattività, multidisciplinarietà e multisensorialità
Multidimensionalità (la geometria del museo e delle informazioni contenute) e multitemporalità (evoluzione
diacronica museografica)
Connettività (multiutenza e associazioni ipertestuali) e dinamicità (l’informazione si evolve nel tempo)
Contestualizzazione dei dati (con riferimenti anche ad altri spazi di interazione, URL ecc.)
Deterritorializzazione (l’informazione museale non appartiene ad alcun territorio se non alla rete e al contesto) ;
Polisemicità, accessibilità a dati invisibili
Meta alfabetizzazione (navigazione guidata da metafore verso informazioni complesse);
Cognitività. In quanto strutturasistema il museo virtuale diventa spazio cognitivo, quindi si incrementa di
significati in ragione del contesto che ricompone, cioè della somma di informazioni e associazioni che accorpa;
Interscambio (con altri ambienti reali e virtuali);
Narratività, cioè la possibilità per il museo virtuale di mostrare e rendere leggibili non solo opere, reperti od
oggetti, ma anche eventi o episodi dinamici (pensiamo ad esempio all’ipotesi di un museo virtuale delle
battaglie del mondo antico)
ð La catalogazione è fondamentale per la conoscenza del patrimonio culturale e consiste nell’attività di registrazione,
descrizione e classificazione di tutte le tipologie di beni culturali. In Italia se ne occupa l’Istituto centrale del catalogo e
delle documentazione (ICCD), che definisce gli standard catalografici e gli strumenti per la catalogazione e la
documentazione del patrimonio archeologico, architettonico, storico artistico e etnoantropologico nazionale in accordo
con le regioni; gestisce il Sistema Nazionale Centrale del catalogo e svolge funzioni di alta formazione e ricerca nel
settore della catalogazione lavorando in diretto contatto con le Soprintendenze Assestato l’importanza di un bene,
pubblico o privato, fa scelte in base al suo interesse. Il bene privato può essere messo in vendita all’asta anche all’estero a
patto che non esca dai confini nazionali e con tutta una serie di vincoli o particolari attenzioni (architettura, non puoi
impedire apporti ma limitarli). Le opere del privato notificate sono catalogate o almeno alle foto delle opere, non per
forza gestite dallo stato ma anche da Università.
Sistema SIRbeC (Sistema, Informativo Regionale dei Beni Culturali) della Regione Lombardia, fornisce tutta una serie
di dati, come il tema del dipinto, i codici e la sua collocazione, anche nel museo ecc.
è Thesaurus: Lessico dei termini relativi a un ambito di conoscenze generale o specifico, collegati tra loro in una rete
gerarchica e relazionale. Significa anche vocabolario per opere lessicografiche, repertori scientifici, lessici storici. In
biblioteconomia il thesaurus ha lo scopo di fornire un vocabolario normalizzato e controllato, utilizzabile nelle fasi di
indicizzazione, ricerca e recupero dei documenti. La sua principale caratteristica è la capacità di facilitare la ricerca dei
termini per mezzo di categorie generali. In informatica il thesaurus è l’insieme delle parole chiave (o descrittori) che
danno accesso a una banca dati o a vocabolari (con elenchi di sinonimi) associati a programmi di videoscrittura. Sono
compilati tramite degli standard: liste di termini organizzati in un esplicito sistema di relazioni: nella forma più
elementare sono insiemi di lise di termini da inserire nei campi da compilare. Gli standard terminologici (Data value
standard) aiutano la standardizzazione del linguaggio sia in fase di compilazione dei database sia in fase di ricerca. L’uso
di un linguaggio standardizzato è fondamentale per aumentare il recupero dei dati e la precisione in fase di ricerca.
All’interno delle tassonomia (che organizzano alcuni ambiti specifici d’analisi di un insieme strutturato di categorie
concettuali) si trovano i sistemi di classificazione iconografica che strutturano e regolano la descrizione dei soggetti
iconografici delle opere d’arte. è L’Iconclass è il Sistema iconografico standard per la catalogazione dei soggetti presenti
nella storia dell’arte occidentale dal tardoantico all’età moderna, in Europa: ideato nel 1950 all’UNI di Leida da van de
Waal. Trasforma la descrizione iconografica in una stringa alfanumerica evitando i problemi di multilinguismo e di
ridondanza. Si divide in 10 grandi classi contraddistinte da un numero
0. Immagini astratte
1. Religione e magia
2. Natura
3. Essere umano
4. Società, civiltà, cultura
5. Idee e concetti astratti
6. Storia
7. Bibbia
8. Letteratura
9. Mitologia classica e storia antica
il primo numero identifica la classe di appartenenza, i successivi specificano i singoli oggetti
ð Guarda file per l’ISBN (soprattutto per ONIX), non c’è sul libro.
Le informazioni sono registrate nei documenti, potenzialmente di ogni tipo ed epoca. Caratterizzano il documento
- Supporto (deve essere descritto)
- Tipo e forma di contenuto
- Ciclo di vita
- Decodifica
L’esigenza informativa nasce da una carenza, ci si pone una domanda, ASK (Anomalous State of Knowledge) che
implica un atteggiamento attivo e ci si rivolge ad esperti (biblioteche, archivi, siti o motori di ricerca (IR, Information
Retrieval) e si può consultare direttamente il documento o una bibliografia Processo interattivo utente-sistema di
indicizzazione, non fornisce la conoscenza ma informa l’utente sulle possibili fonti di conoscenza; una fonte è rilevante a
fronte dell’esigenza informativa dell’utente
Metadato = informazione che descrive un insieme di dati, come la scheda del catalogo di una biblioteca, informa sul
contenuto e sulla collocazione del libro; sull’autore o le modalità d’accesso all’informazione e le sue limitazioni.
Forniscono informazioni in merito ad altri dati, di cui descrivono il contenuto, la qualità, le condizioni, la storia, la
disponibilità e altre caratteristiche. A livello informatico possono essere
Descrittivi: per l’identificazione ed il recupero degli oggetti tramite una serie di standard
ISBN (International Standard Book Number) = sequenza numerica di 13
cifre usata internazionalmente per la classificazione dei dati, nasce tra
1966-70. Esistono anche analoghi codici numerici come l'ISSN per la
classificazione di pubblicazioni periodiche come i quotidiani o le riviste, o
l'ISMN per gli spartiti musicali. L'attuale codice ISBN è formato da una
stringa di 13 cifre, suddivise in 5 settori. Generalmente, ma non sempre, i
vari settori del codice ISBN sono separati l'uno dall'altro da un trattino (è il
metodo consigliato) o da uno spazio.
Prefisso EAN – sono le prime tre cifre del codice ISBN, introdotte a partire dal 2007;
indicano che si è in presenza di un libro.
Gruppo linguistico – è l'identificativo del paese o dell'area linguistica dell'editore;
può utilizzare da 1 a 5 cifre.
Editore – è l'identificativo della casa editrice o del marchio editoriale; può utilizzare
da 2 a 7 cifre.
Titolo – è l'identificativo del libro; può utilizzare da 1 a 6 cifre.
Carattere di controllo – è l'ultima cifra del codice ISBN (nei "vecchi" codici ISBN-
10, oltre ai numeri da 0 a 9, si utilizzava anche il 10 romano, cioè la "X") e serve a
verificare che il codice non sia stato letto o trascritto erroneamente (cosa che può
sempre accadere, specialmente quando si usano strumenti automatici come i lettori di
codici a barre).
Solo il primo e l'ultimo settore hanno un numero fisso di cifre
(rispettivamente 3 e 1), mentre per gli altri tre settori centrali il numero di cifre varia in modo
complementare fra loro. I tre settori centrali, nel loro insieme, hanno dunque a disposizione le nove
cifre restanti; ciò significa che, meno cifre sono utilizzate dal gruppo linguistico e dall'editore, più cifre
sono disponibili per la sua produzione editoriale (il settore titolo). In altre parole, le lingue e gli editori
che hanno meno cifre nel codice ISBN dovrebbero essere anche quelli che pubblicano una maggior
quantità di libri.
ONIX (Online Information eXchange) = formato XML (Linguaggio di marcatura estendibile,
metalinguaggio per la definizione di linguaggi di markup), il più completo e diffuso standard
internazionale di metadati editoriali. All’inizio nato per ‘ambito librario per comunicare in formato
elettronico informazioni sui libri, poi ampliato per altri tipi di media. Permette oggi di trasferire dati in
modo strutturato e schematico, evitando di inserire volta per volta ogni metadato ma estraendo quelli
necessari
DOI
URL
Amministrativi e gestionali inerenti alle modalità di archiviazione e manutenzione degli oggetti digitali nel
sistema di gestione dell’archivio digitale, necessari per una corretta esecuzione delle relative attività:
documentano i processi tecnici associati alla conservazione permanente, forniscono informazioni sulle
condizioni e sui diritti di accesso agli oggetti digitali, certificare l’autenticità e l’integrità del contenuto,
documentare la catena di custodia degli oggetti, identificarli in maniera univoca, come il Metadata for digital
preservation CEDARS
Strutturali usati per descrivere la struttura interna del documento come i capitoli, l’introduzione, indice ecc.
e gestire le relazioni tra le varie parti componenti gli oggetti digitali attraverso la mappatura di schemi di
metadati diversi che forniscono dati di identificazione e localizzazione del documento, come il codice
identificativo, l’indirizzo del file sul server, l’archivio digitale e il suo indirizzo internet (SGML, XML,
Electronic Binding)
Semantici sui contenuti del documento, come parole chiave o abstract
Localizzazione fisica
I metadati possono risiedere
1. Dentro il documento primario (nell’intestazione dei file HTML)
2. In una scheda catalografica
3. In un documento affine (citazioni)
Vengono raccolti in
Ø Indici o liste di browsing
Ø Database ricercabili
La biblioteca ha lo scopo di mediazione fra utenti e informazioni; costruisce collezioni sia fisiche che online; conserva il
patrimonio librario e sviluppa il rapporto con l’utente web-aware. L’IR in biblioteca può avvenire: con il browsing a
scafale; col catalogo ordinato per autore o titolo; il catalogo per oggetto; l’OPAC = Online Public Access catalogue,
catalogo informatizzato delle biblioteche, si diffonde a metà anni ’80 sostituendo i cataloghi a schede. Permette la ricerca
tramite modi consueti: autore, titolo, soggetto, classificazione Dewey, ISBN, parola chiave, anno di pubblicazione,
editore. Indica la localizzazione del documento, la sua disponibilità e l’eventuale possibilità di prenotazione; ci sono vari
filtri per la ricerca, come il formato del libro. Negli ultimi anni sembra sarà superato dagli OPAC di nuova generazione o
discovery tools sia proprietari come Summon o open surce come Vufind, sviluppata nel 2010 opera con interfaccia di
ricerca Google-like e una ricerca per parola chiave, permette di inserire anche riviste elettroniche, risorse digitali, banche
dati, archivi istituzionali.
Classificazione Dewey = schema di classificazione bibliografica per argomenti organizzati gerarchicamente, ideato dal
bibliotecario statunitense Melvil Dewey nel 1876
000-099 Generalità, Informatica e Informazione;
100-199 Filosofia e Psicologia;
200-299 Religione;
300-399 Scienze Sociali;
400-499 Linguaggio;
500-599 Scienze Naturali;