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INFORMATICA UMANISTICA 1° MODULO - MILANESE, Appunti di Elementi di Informatica

appunti del primo modulo di informatica umanistica

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 03/07/2020

simran97
simran97 🇮🇹

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INFORMATICA UMANISTICA
Strumenti che verranno illustrati:
- Textstat programma che serve a fare indice di parole
- Treetagger programma di lemmatizzazione (preparare il lessico)
- Markdown online
- Mdscholar
- Jabref è per leggere la bibliografia
- LyX
- Snobol
RAPPORTO TRA SCIENZE UMANISTICHE E TECNOLOGIA
Gli umanisti spesso si trovano difronte al problema dell’informatica; in realtà il problema vero è
che spesso gli umanisti usano male il computer (lo usano semplicemente come macchina di
scrittura) senza capire che permette di cambiare il modo di lavorare della persona, bisogna capire
che permette di fare cose che senza non sarebbe uguale. Una persona può usare la scala mobile
per stare in piedi e conversare ecc. = in quel caso ha risparmiato energia, ma non ha ottenuto nulla
di concreto. Se io faccio la stessa cosa che faccio con le scale normali avrei lo stesso risultato
(brucerei ugualmente calorie) ma raggiungo il piano più velocemente e facendo meno fatica. Il
computer se usato bene è fortemente liberatorio, ci farebbe risparmiare un sacco di fatiche e
applicare quel tempo risparmiato su altro, per approfondire = risultato che in molti casi abbiamo
più tempo libero con maggiore efficacia nel lavoro svolto.
Quando non c’erano i computer (o non erano accessibili a tutti) bisognava cercare fisicamente libri
nelle varie biblioteche raggiungibili, oppure bisognava fare un lungo giro di telefonate e
delegazione del compito ad altri per la ricerca di quel tale libro in altre biblioteche o luoghi (si
parla di casi disperati), la procedura insomma risultava molto lunga e faticosa. Procedimenti che
potevano anche durare settimane, oggi il tutto è risolvibile in poche ore o al massimo in due tre
giorni, grazie al computer la ricerca è efficace, veloce e facilmente risolvibile: si fa la ricerca in
computer del libro che serve, si sa subito dove è disponibile e in che modo venirne in possesso nel
giro di poco tempo.
Il computer fa risparmiare tempo se lo si usa in modo più produttivo, ma neanche tanto se lo si usa
solo al posto di carta e penna o solo come un grande smartphone. – approccio giapponese/cinese
che sostiene l’essenzialità umana dell’ordine. È importante tenere pulito il computer, l’ordine
rende il lavoro efficace, permette di non perdere informazioni, dati. importante fare il Backup
per questo (efficace l’hard disk).
Giorgio Caproni ha fatto la prima stesura che però è andata a fuoco insieme all’intera casa editrice
e ha dovuto riscrivere a memoria.
Il rapporto tra gli umanisti e la tecnologia è sempre esistita: pensare al fatto che le fotocopie sono
sempre state importanti, tanto che anche fino ad oggi si usa farle, anche se all’inizio il fotocopiare
era un’azione manuale, i monaci avevano “fotocopiato”/copiato la Bibbia; anche gli indici delle
singole parole prima era fatto manualmente, un autore prendeva una è parola e ci scriveva sopra
un’intera schedina, oggi questo lavoro è svolto dal computer.
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INFORMATICA UMANISTICA

Strumenti che verranno illustrati:

  • Textstat programma che serve a fare indice di parole
  • Treetagger programma di lemmatizzazione (preparare il lessico)
  • Markdown online
  • Mdscholar
  • Jabref è per leggere la bibliografia
  • LyX
  • Snobol RAPPORTO TRA SCIENZE UMANISTICHE E TECNOLOGIA Gli umanisti spesso si trovano difronte al problema dell’informatica; in realtà il problema vero è che spesso gli umanisti usano male il computer (lo usano semplicemente come macchina di scrittura) senza capire che permette di cambiare il modo di lavorare della persona, bisogna capire che permette di fare cose che senza non sarebbe uguale. Una persona può usare la scala mobile per stare in piedi e conversare ecc. = in quel caso ha risparmiato energia, ma non ha ottenuto nulla di concreto. Se io faccio la stessa cosa che faccio con le scale normali avrei lo stesso risultato (brucerei ugualmente calorie) ma raggiungo il piano più velocemente e facendo meno fatica. Il computer se usato bene è fortemente liberatorio, ci farebbe risparmiare un sacco di fatiche e applicare quel tempo risparmiato su altro, per approfondire = risultato che in molti casi abbiamo più tempo libero con maggiore efficacia nel lavoro svolto. Quando non c’erano i computer (o non erano accessibili a tutti) bisognava cercare fisicamente libri nelle varie biblioteche raggiungibili, oppure bisognava fare un lungo giro di telefonate e delegazione del compito ad altri per la ricerca di quel tale libro in altre biblioteche o luoghi (si parla di casi disperati), la procedura insomma risultava molto lunga e faticosa. Procedimenti che potevano anche durare settimane, oggi il tutto è risolvibile in poche ore o al massimo in due tre giorni, grazie al computer la ricerca è efficace, veloce e facilmente risolvibile: si fa la ricerca in computer del libro che serve, si sa subito dove è disponibile e in che modo venirne in possesso nel giro di poco tempo. Il computer fa risparmiare tempo se lo si usa in modo più produttivo, ma neanche tanto se lo si usa solo al posto di carta e penna o solo come un grande smartphone. – approccio giapponese/cinese che sostiene l’essenzialità umana dell’ordine. È importante tenere pulito il computer, l’ordine rende il lavoro efficace, permette di non perdere informazioni, dati.  importante fare il Backup per questo (efficace l’hard disk). Giorgio Caproni ha fatto la prima stesura che però è andata a fuoco insieme all’intera casa editrice e ha dovuto riscrivere a memoria. Il rapporto tra gli umanisti e la tecnologia è sempre esistita: pensare al fatto che le fotocopie sono sempre state importanti, tanto che anche fino ad oggi si usa farle, anche se all’inizio il fotocopiare era un’azione manuale, i monaci avevano “fotocopiato”/copiato la Bibbia; anche gli indici delle singole parole prima era fatto manualmente, un autore prendeva una è parola e ci scriveva sopra un’intera schedina, oggi questo lavoro è svolto dal computer.

Prendiamo d’esempio la pagina della biblioteca della nostra università, se si cerca l’Oxford English e si apre una scheda qualunque (si apre una parola qualunque) esempio quella di “computer” si trovano le registrazioni con la pronuncia e poi di seguito quando è adoperata, questa scheda esiste perché un tale ha fatto una ricerca su questa parola e ci ha costruito manualmente una schedina. I vari anni con i testi in cui è stato usato le prime volte.. vi è una scelta di particolari scrittori che lo hanno usato nelle proprie opere come termine.. Il computer svolge questi lavori in modo più efficace, l’uomo dopo un po’ si stufa o è condizionato da emozioni/circostanze. Nell’800 rapporto umanisti-tecnologia: c’è un monastero in Francia i monaci si rendono conto di un problema, vogliono studiare testi antichi rinvenuti, ma i manoscritti sono oggetti che possono andare persi o si rovinavano, da ricordare il manoscritto “repleatur os meum” (le note sono molto simili alle nostre) monaci andavano in giro e andava a studiarsi questo manoscritto, copiava a mano, quando tornava nel proprio monastero e si domandava se questo tale pezzo non fosse stato copiato male. In seguito, i monasteri vennero mandati in giro con la fotocamera: usare la fotografia era molto all’avanguardia, i monasteri hanno da subito capito che la tecnologia migliorava. Hanno capito che la tecnologia aveva la capacità di avere un approccio diverso. Fotografie ottocentesche fatte ad alta risoluzione, permettevano di risparmiare tempo, soldi e fatiche e ottenere un risultato del lavoro migliore. Questi monaci continuarono così a migliorare la tecnologia al fine di ottenere sempre più efficacia nel lavoro svolto. Un personaggio ebbe l’idea che ci sarebbe stata una macchina nel futuro capace di memorizzare tutti i manoscritti, un altro francese ideò, in un libro che si chiama “la critica dei testi e la sua automatizzazione) che sarebbe stato possibile fere lavori di confronto tra le varie opere: tre versioni di una stessa opera da cui trarre quali aspetti/parti sono uguali nelle tre versioni. Pascoli apportava numerose variazioni, ci sono varie edizioni stampa che vengono poi cancellate dallo stesso autore e rifatte per poi tornare all’opera iniziale. Questo lavoro è svolto in modo più facile dai computer. Nell’infinito di leopardi egli cambia da interminabili spazi (molto vasto come concetto) in interminato spazio (un concetto di maggiore unità)  certo i computer non danno nuove idee ma permettono maggiore e rapida accessibilità al confronto tra le varie versioni che vengono in mente ad una persona. Il computer non sostituisce l’umano, non può dare “l’interpretazione” ma può certamente dare all’uomo materiale su cui lavorare, su cui riflettere. Nel 1949 Busa fa un lavoro su San Tommaso e voleva approfondire sulle parole usate da San Tommaso, quindi si fa arrivare il computer dall’America.

COMPACT DICK non è ad accesso casuale, ma si tratta di sequenza. Non si può saltare, come il papiro si deve srotolare fino alla fine, così se vuoi andare alla fine di una cassetta della musica che si utilizzava una decina di anni fa bisogna far passare tutta la cassetta per arrivare fino al punto di interesse. La tecnologia ci illude che il dato che abbiamo salvato in tali dispositivi sia per sempre, ma in realtà non è così, perché la stessa tecnologia è in continua evoluzione  prima si avevano i nastri per esempio, ma questi poi diventarono inutili, e vennero molti buttati nelle discariche, quelli che invece si hanno ancora, sono ancora lì, nel senso che fisicamente ci sono e contengono tot dati, ma questi dati non si possono più leggere, forse si ha anche trovato il modo, ma comunque non si riesce. Così come oggi non sono più riproducibili (praticamente) i Dvd. QUINDI I DATI SI RIMANGONO IN ETERNO MA DOPO UN PO’ DIVENTANO ILLEGGIBILI CON I COMPUTER E I DISPOSITIVI SEMPRE IN CONTINUA EVOLUZIONE. Invecchiano non solo gli hardware ma anche i software, per esempio se ho un file di word del 1999 sul mio word di 2017 non sarei in grado di leggerlo.  invecchiamento di dati, di software. 06/03/ Invecchiamento hardware e software. Invecchiamento di hardware è assolutamente normale, le macchine invecchiano. Il problema sorge quando invecchia il sistema di archiviazione, l’unico che perdura nel tempo, almeno fino ad ora è il libro, che dura da circa 1700 anni. Non valgono più nulla per esempio le schede perforate, le cassette, le videocassette. MICROSOFT non ci dice cosa c’è sotto il file di word. Dentro questo file, non ci sono semplici caratteri, se lo si apre con block notes, si vede tutto codificato, e solo i programmatori riescono a decifrare cosa c’è scritto  lo stesso vale per i vecchi aggeggi, solo che non si ha più modo di decodificare. Explorer è un browser gratis, ma non può essere modificato, mentre posso modificare Firefox, tuttavia devo dichiararlo e cambiare il nome del nuovo browser ottenuto. Se si vuole studiare Firefox ci sono le istruzioni per farlo e modificarlo, per fare un concetto simile e c’è anche la licenza, che indica quali cose si possono fare e quali no. Il codice deve essere approvato da Mozilla (che ha fatto Firefox). LibreOffice funziona esattamente come Word di Microsoft, certe cose sono superiori, certe inferiori, è superiore nella programmazione delle pagine ecc. mentre Excel è molto più efficace di quello di LibreOffice. Tutto quello che fa funzionare LibreOffice può essere apertamente studiato. L’unica cosa realmente proibita è utilizzare lo stesso codice tenendo lo stesso nome pur apportando modifiche nel programma. Se metto in giro un programma gratuitamente, e quest’altra persona lo cambia e lo vende, è sbagliato a meno che non sia stato io a dare il permesso. L’informatica è tutta basata su software liberi, questi fanno girare il mondo dell’informatica. STALLMAN: LINUS TORVALS: fa nascere un nuovo sistema che oggi è usato dalla maggior parte, LINUX, soprattutto è usato dai grandi computer mondiali. Funziona molto bene, estremamente robusto, è quello che fa funzionare Google, i server di tutte le università del mondo e i grandi calcolatori.

Molti programmatori che lasciano i programmi gratis, liberi, guadagnano sull’assistenza (vedi le grandi ditte che hanno bisogno di assistenza non in termini di giorni ma minuti, tengono una squadra di assistenti, li pagano) oppure guadagnano sulla pubblicità (ti bombardano di pubblicità, ma se paghi quei due o tre euro al tizio, le pubblicità spariscono). Umberto eco fece un’osservazione: nel mondo dominato da internet siamo come in un bar dello sport in cui gli spettatori si credono migliori dei giocatori in questione e dicono “io avrei fatto cosi ecc.”; oggi chiunque può pubblicare di tutto, anche fake news, per esempio news pseudoscientifiche. Non siamo più in grado di capire se un’informazione che ci arriva sia corretta o meno. L’egualitarismo su internet è problematico. Altro problema è il controllo su tutti noi. Noi tutti siamo controllati. Meglio usare browser anonimizzati. 07/03/ LO STATUTO DISIPLINARE DELL’INFORMATICA UMANISTICA DIGITALIZZAZIONE La differenza tra analogico e digitale: digitale viene dal latino, vuol dire semplicemente le dita, perché nel medioevo si contava con le dita, quindi ha assunto un carattere numerale. Oggi si adopera con il senso di computerismo ecc. ma non è propriamente corretto. La meridiana, per esempio, fa un “percorso” continuo, mentre le lancette moderne non mostrano il corso continuo del tempo, anzi va a scatti, si vede subito il numero successivo, non si vede ciò che sta in mezzo, dunque funziona a numeri, ed è questa funzione che si chiama Digitale. Quindi BASATO SU NUMERI = DIGITALE Digitalizzazione è trasformare qualcosa in una serie di numeri. Posso anche digitalizzare un pensiero, attribuisco ad una prima cosa 1 e ad un’altra 0 ecc. digitalizzo (sostituendo le parole con i numeri) l’intero pensiero. Il computer funziona su questo sistema binario 0 e 1. Noi non vediamo questa serie di numeri che si cela sotto il nostro testo, ma c’è ed è interno al computer. Avvengono calcoli proprio a livello di Hardware. Come si può trasformare un testo in modo che il computer lo capti? Un modo è la tastiera. Quando diciamo che leggiamo a caratteri, non è vero, perché in realtà noi leggiamo a blocchi, tant’è che spesso non ci accorgiamo degli errori. Ottico carattere riconoscimento = Ocr  produce degli errori automatici, in base a come è stato programmato.  esempio se non è stato programmato il sistema ei numeri romani può accadere che MC MXX diventino -> MC ‘ MXX. (?) Per far passare l’informazione bisogna trasformare il continuo in discontinuo. Rendere discontinuo il continuo è quello che facciamo quando studiamo una nuova lingua. Quando descrivo una lingua e dico TO BE e dico che è un verbo infinito di essere in inglese, io uso il Metalinguaggio. Faccio un’operazione metalinguistica= operazione di descrizione. Se la grammatica inglese è scritta in italiano, l’italiano è il metalinguaggio che descrive l’inglese.

“Nuovo tonfo Facebook, rumor Steve Bannon.”  titolo di un articolo:

  1. Non c’è il verbo.
  2. Non c’è la preposizione “di” Facebook. Questa struttura tipica ormai dei giornali è nata grazie a Giacomo Devoto (morto negli anni 80), aveva notato al telegiornale il cartellone “attesa parenti” e capì subito che era una nuova struttura linguistica. Io posso salvare in Html DONALD KNUTH: matematico e studioso dei computer.  stampante ad aghi. Il TEx di Knuth Leslie Lamport lo ha modificato ed è diventato LaTeX  con cui si stampano e rilegano tutti i libri oggi. Sono nati diversi programmi che sono molto simili a word ecc. ma che produco file di tipo LaTeX. Esempio: LyX. C’è un’interfaccia come quella di word ma poi viene tutto trasformato in LaTeX. Programma che può funzionare su qualsiasi sistema operativo, windows, mac ecc.  l’installazione non costa ma è un programma pesante e ci vuole almeno un’ora per installarlo, anche con buona connessione internet. Un altro programma è “scientific word”. Latex mescola un po’ le informazioni grafiche con semantiche. Latex non è efficace nel custodire l’informazione. Non è la strada per salvare l’informazione nel tempo, una soluzione è Lyx, ma è troppo pesante. Un’altra soluzione è stata ideata da un filosofo: noi umanisti non descriviamo macchinari ecc., scriviamo titoli ecc.  quindi  DILLINGER (è un po’ come scrivere a mano  esempio la sottolineatura sotto ad una frase mi permette di riconoscerla come titolo)  MARKDOWN.  lo stesso sistema di come si fa il corsivo ecc. su WhatsApp, aggiungendo per esempio “parola”.