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Informatica Umanistica, Appunti di Elementi di Informatica

Riassunto libro informatica umanistica. Triennale scienze dell'educazione.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 15/10/2020

MartinaGaspani
MartinaGaspani 🇮🇹

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RIASSUNTO
INFORMATICA UMANISTICA ED. 2014
CAPITOLO I – FONDAMENTI DI INFORMATICA E HARDWARE
INFORMATICA (informatique) SI OCCUPA DI PROGETTARE E COSTRUIRE MACCHINE IN GRADO DI
TRATTARE O ELABORARE IN MODO AUTOMATICO L’INFORMAZIONE.
BENEFICI DATI DAGLI ELABORATORI AUTOMATICI (MACCHINE IN GRADO DI COMPIERE AUTONOMAMENTE
ATTIVITA’ DI ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE):
- Riduzione dei tempi di calcolo;
- Maggiore affidabilità;
- Automazione del lavoro;
- Diffusione di metodi di elaborazione che richiedono competenze specifiche.
CALCOLATORE in inglese computer deriva da COMPUTER SCIENCE, corrispondente italiano di
informatica, chiamata anche tecnologia dell’informazione, dall’inglese INFORMATION TECNOLOGY (IT).
TELECOMUNICAZIONI nata con l’avvento delle reti, disciplina chiamata INFORMATION &
COMMUNICATION TECHNOLOGY (ICT). Si occupano della trasmissione dell’informazione a distanza.
DATO insieme di simboli di un alfabeto.
EX. Il numero 39,5 (dato) è composto dai simboli “3” “9” “,” “5”
INFORMAZIONE si ottiene relazionando dato con priorità a cui si riferisce.
EX. La temperatura corporea di un individuo è misurata in 39,5°C
CONOSCENZA è ad un livello maggiore di astrazione, permette di trattare l’informazione.
EX. La temperatura di un individuo è 39,5°C, esistono regole che permettono di trattare questo
stato per superare questa condizione pericolosa.
LINGUAGGIO NATURALE è ambiguo. Soggetto ad una pluralità di significati.
EX. Sposta il cavallo --- qual è il significato specifico di cavallo? Bisogna conoscere il contesto
(cavallo dei pantaloni / Cavallo- equino).
LINGUAGGIO FORMALE sviluppato e impiegato in ambiti come l’informatica, la matematica, la fisica.
Introdotto per evitare le ambiguità nell’interpretazione. E’ composto da:
- Alfabeto finito di simboli;
- Grammatica formale.
BIT (bit) BINARY DIGIT – CIFRA BINARIA (BINARY INFORMATION UNIT). Nei calcolatori ogni informazione
è codificata in bit perchè è possible rappresentare il valore dei bit su dispositive bistabili ( dispositive fisici in
grado di assumere due configurazioni alternative e di permanere stabilmente nella configurazione loro
assegnata).
Un bit può assumere i valori 0 e 1.
2 bit : 4 (2²) sequenze possibili: 00, 01, 10, 11.
3 bit : 8 (2³) sequenze possibili: 000, 001, 011, 100, 010, 111, 101, 110.
Nel SI i multipli sono declinati sulle potenze di 10 (10³ - 10⁴).
In informatica si utilizzano le potenze del 2 (2²⁰ - 2³⁰).
- 2¹⁰ = 1024 10³ = 1000
n bit = 2ⁿ sequenze possibili
la memoria del calcolatore contiene sequenze di bit che codificano l’informazione.
La sua capacità è misurata in bit, Byte o i loro multipli.
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RIASSUNTO

INFORMATICA UMANISTICA ED. 2014

CAPITOLO I – FONDAMENTI DI INFORMATICA E HARDWARE

INFORMATICA (informatique)SI OCCUPA DI PROGETTARE E COSTRUIRE MACCHINE IN GRADO DI TRATTARE O ELABORARE IN MODO AUTOMATICO L’INFORMAZIONE. BENEFICI DATI DAGLI ELABORATORI AUTOMATICI (MACCHINE IN GRADO DI COMPIERE AUTONOMAMENTE ATTIVITA’ DI ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE):

  • Riduzione dei tempi di calcolo;
  • Maggiore affidabilità;
  • Automazione del lavoro;
  • Diffusione di metodi di elaborazione che richiedono competenze specifiche. CALCOLATORE  in inglese computer deriva da COMPUTER SCIENCE, corrispondente italiano di informatica, chiamata anche tecnologia dell’informazione, dall’inglese INFORMATION TECNOLOGY (IT). TELECOMUNICAZIONI  nata con l’avvento delle reti, disciplina chiamata INFORMATION & COMMUNICATION TECHNOLOGY (ICT). Si occupano della trasmissione dell’informazione a distanza. DATO  insieme di simboli di un alfabeto.  EX. Il numero 39,5 (dato) è composto dai simboli “3” “9” “,” “5” INFORMAZIONE  si ottiene relazionando dato con priorità a cui si riferisce.  EX. La temperatura corporea di un individuo è misurata in 39,5°C CONOSCENZA  è ad un livello maggiore di astrazione, permette di trattare l’informazione.  EX. La temperatura di un individuo è 39,5°C, esistono regole che permettono di trattare questo stato per superare questa condizione pericolosa. LINGUAGGIO NATURALE  è ambiguo. Soggetto ad una pluralità di significati.  EX. Sposta il cavallo --- qual è il significato specifico di cavallo? Bisogna conoscere il contesto (cavallo dei pantaloni / Cavallo- equino). LINGUAGGIO FORMALE  sviluppato e impiegato in ambiti come l’informatica, la matematica, la fisica. Introdotto per evitare le ambiguità nell’interpretazione. E’ composto da:
  • Alfabeto finito di simboli;
  • Grammatica formale. BIT (bit)  BINARY DIGIT – CIFRA BINARIA (BINARY INFORMATION UNIT). Nei calcolatori ogni informazione è codificata in bit perchè è possible rappresentare il valore dei bit su dispositive bistabili ( dispositive fisici in grado di assumere due configurazioni alternative e di permanere stabilmente nella configurazione loro assegnata). Un bit può assumere i valori 0 e 1.  2 bit : 4 (2²) sequenze possibili: 00, 01, 10, 11.  3 bit : 8 (2³) sequenze possibili: 000, 001, 011, 100, 010, 111, 101, 110.  … Nel SI i multipli sono declinati sulle potenze di 10 (10³ - 10⁴). In informatica si utilizzano le potenze del 2 (2²⁰ - 2³⁰).
  • 2 ¹⁰ = 1024  10³ = 1000 n bit = 2ⁿ sequenze possibili la memoria del calcolatore contiene sequenze di bit che codificano l’informazione. La sua capacità è misurata in bit, Byte o i loro multipli.

Multipli delbit Prefissi SI Prefissi binari Nome Simbolo Multipli Nome Simbolo Multipli kilobit kbit 103 kibibit Kibit 210 megabit Mbit 106 mebibit Mibit 220 gigabit Gbit 109 gibibit Gibit 230 terabit Tbit 1012 tebibit Tibit 240 petabit Pbit 1015 pebibit Pibit 250 exabit Ebit 1018 exbibit Eibit 260 zettabit Zbit 1021 zebibit Zibit 270 yottabit Ybit 1024 yobibit Yibit 280  8 bit = 1 Byte Attraverso l’elaborazione dell’informazione posso:

  • Creare un informazione
  • Modificare o eliminare un’informazione
  • Confrontare due o più informazioni
  • Conservare le informazioni
  • Trasmettere l’informazione L’informazione viene elaborata tramite ALGORITMIsequenze di istruzioni che indicono all’esecutore le operazioni da eseguire sulle informazioni.
  • INPUTinformazione in ingresso all’elaborazione
  • OUTPUTinformazione prodotta in uscita dall’elaborazione LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONElinguaggi formali progettati per descrivere algoritmi in modo tale che possano essere eseguiti da un moderno calcolatore. Caratteristiche: sintassi semplice, semantica limitata, assenza di ambiguità.EX. Basic, Cobol, Pascal, Java… La formulazione di un algoritmo in un linguaggio di programmazione è definita programma e un programmatore è una persona che scrive programmi. EVOLUZIONE DEI SISTEMI DI ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE:
  • Abaco – rappresentazione numerica posizionale
  • Regolo calcolatore – strumento di calcolo analogico
  • Pascalina – calcolatrice meccanica inventata da Pascal
  • Analytical engine – primo calcolatore programmabile inventato da Charles Babbage
  • Calcolatore basato su relè elettromagnetici
  • Colossus – calcolatore a valvole termoioniche
  • ENIAC – anno 1941/
  • EDVAC
  • Calcolatori a transistor
  • Calcolatori con microchip
  • Personal computer Con il passare del tempo sono diminuite le dimensioni dei componenti e quindi l’intero calcolatore.  EX. ENIAC era grande come una stanza.

 CONSOLE PER VIDEOGIOCHI, MEDIA CENTER

WORKSTATION, simile ad un pc ma con caratteristiche superiori. Adatto ad elaborazioni matematiche, statistiche, d’ingegneria, di architettura e grafica.  COMPUTER MULTI- UTENTE

  • Pc, in questo caso il computer multi- utente ha la funzione di server ed il pc di client
  • Videoterminale, dispositivo di I/O, costituito da un video, una tastiera ed eventualmente un mouse.
  • Minicomputer, mainframe, supercomputerCALCOLATORI EMBEDDED, collocati all’interno di altri sistemi come automobili, aeromobili, semafori stradali, caldaie, lettori MP3. IL PROCESSORECPU Esegue le istruzioni codificate in binario all’interno della memoria centrale e modifica i dati anch’essi codificati in binario sempre all’interno della memoria centrale. Per svolgere le sue attività si avvale di registri. Il ciclo della CPU è composto da 4 attività:
  • Lettura della memoria (fetch). In questa fase legge un’istruzione dalla memoria centrale e la memorizza nel REGISTRO IR (Instruction Register). Il rispetto del corretto ordine di esecuzione è garantito dal REGISTRO PC (Program Counter) che mantiene l’indirizzo della cella di memoria contenente la prossima istruzione da eseguire.
  • Decodifica
  • Esecuzione. Quella vera e propria è solitamente fatta dall’ unità aritmetico- logica (ALU)
  • Scrittura. Il linguaggio macchina di ogni CPU prevede anche istruzioni di salto (jump) che modificano il valore del program counter per consentire di modificare il flusso di esecuzione, solitamente sequenziale, delle istruzioni. La frequenza con cui vengono eseguite le istruzioni è data dal clock. La frequenza di clock viene indicata in hertz e determina la velocità massima di elaborazione della CPU. Le CPU moderne hanno una frequenza di clock di alcuni GHz. LA MEMORIA CENTRALERAM E’ il dispositivo di memorizzazione che interagisce con la CPU tramite bus per eseguire le istruzioni. E’ una memoria volatile, per mantenere le informazioni deve essere alimentata, però ha tempi di accesso ridotti. Tipi di accesso ai dispositivi di memorizzazione:
  • Accesso sequenziale
  • Accesso diretto
  • Accesso misto
  • Accesso associativo La capacità tipica della RAM è ta 4 e 32 GB. Esistono altri tipi di memoria:
  • ROM (read only memory) memorie di sola lettura che sono programmate all’inizio
  • EPROM (erasable programmable read only memory) non volatile. Memoria di sola lettura programmabile e cancellabile LA MEMORIA DI MASSAMEMORIA SECONDARIA Ha come funzione principale quella di garantire la persistenza dei dati. Rispetto alla memoria centrale offre una maggior capacità, un minor costo di memorizzazione ma tempi di accesso più lunghi. Alcune memorie di massa si basano su supporti rimovibili, per la cui lettura e scrittura il calcolatore deve essere dotato di un apposito dispositivo chiamato drive. Altre memorie di massa sono invece fisse. TECNICHE IMPIEGATE PER IL DISASTER RECOVERY – insieme di misure tecnologiche atte a ripristinare sistemi, dati e infrastrutture a fronte di eventi dannosi:

BACKUP  Termine che identifica la copia di dati e informazioni su un supporto di memoria (Floppy disk, CD-ROM, ecc…), ovvero la procedura e copia in sicurezza di File per procedure di reinstallazione.  FORMATTAZIONE  consiste nella preparazione del supporto al suo primo utilizzo. Comporta la cancellazione totale di eventuali dati preesistenti.  RIDONDANZA  duplicazione dei dati su più supporti allo scopo di garantirne la sopravvivenza e la continuità nell’accesso anche in caso di guasti a singoli dischi.  DEFRAMMENTAZIONE  ottimizza le prestazioni del disco riorganizzando in modo più efficiente l’utilizzo dei blocchi nel file system Le memorie di massa si possono classificare in:  DISPOSITIVI MAGNETICI:

**- Floppy disk

  • Disco rigido,** il supporto di memorizzazione è costituito da uno o più dischi, detti piatti (platter) - Nastri magnetici, supportano solo l’accesso sequenziale  **DISPOSITIVI OTTICI, sono letti con una luce laser:
  • CD (Compact Disc),** ha una capacità tipica di 700 MB - DVD (Digital Versatile Disc), introdotto verso la fine degli anni ’90. Consente una capacità di 4,7 GB - BD (Blu-ray Disc), raggiunge una capacità di 25 GB o 50 GB su supporti dual layer  **MEMORIE FLASH – EEPROM, supporto il cui contenuto informativo può essere scritto o cancellato e riprogrammato mediante processi elettrici.
  • Memory card
  • Drive USB
  • Drive a stato solido** Per il collo di bottiglia di Von Neumann, una CPU moderna, soprattutto quando le sono richieste elaborazioni semplici su grosse quantità di dati, si trova spesso a perdere tempo prezioso nell’attesa che un dato sia letto o scritto in memoria. Per ridurre gli effetti negativi da ciò si basa sul **PRINCIPIO DI LOCALITA’ :
  • Località temporale,** lettura in memoria nella stessa cella in istanti di tempo successivi - Località spaziale, lettura in memoria nelle celle adiacenti a quella letta attualmente I livelli più vicini alla CPU sono caratterizzati per maggior velocità e minor capacità (vedi slide – schema gerarchie di memoria) LE PERIFERICHE Sono dispositivi connessi all’unità centale del calcolatore, che permettono l’immissione o l’emissione di dati. Si connettono attraverso delle interfacce che vengono inserite nelle schede madri dei pc o usando le pc card dei laptop. I connettori disponibili per la comunicazione tra pc e periferica sono:
  • Connettori parallel o serial ATA (lettore cd, masterizzatore)
  • Connettori PS/
  • Connettore VGA o DVI
  • Connettore minijack
  • Connettore seriale (RS- 232)
  • Porta parallela
  • Connettore RJ11 (modem, fax)
  • Connettore RJ45 (interfaccia di rete)
  • Connettore USB
  • Connettore FireWire (IEEE 1394)
  • Interfaccia IrDA infrarossi (wireless) e onde radio (Bluetooth) Le principali periferiche: - La tastiera, dispositivo di input più comune. Alcuni tasti non producono alcun input ma, premuti in combinazione con altri, ne modificano l’effetto  tasti modificatori - < alt Gr>.

Media center, personal computer dotato di interfaccia grafica, interfaccia sonora e altre periferiche progettate per consentirgli di costituire il centro di controllo del sistema di intrattenimento domestico per la fruizione di musica, film, fotografie (home theater). Lettori MP3.

  • Combinazioni di periferiche, google glasses (computer indossabili). LIM –lavagna interattiva multimediale ( superficie interattiva, rappresenta l’evoluzione della lavagna tradizionale). Nastro magnetico, CAPITOLO II – IL SOFTWARE SOFTWARE  unità di memorizzazione in cui trovano posto , oltre ai dati da elaborare, anche le istruzioni eseguite dal calcolatore per condurre l’elaborazione stessa. Grazie a esso il calcolatore è una macchina estremamente flessibile. ALGORITMO  è una sequenza di istruzioni la cui esecuzione consente di realizzare un trattamento dell’informazione o di risolvere uno specifico problema. Ogni algoritmo deve avere:
  • Un esecutore. Qualcuno o qualcosa in grado di eseguirlo  calcolatore.
  • Deve essere formulato da un linguaggio comprensibile all’esecutore.
  • Deve prevedere soltanto istruzioni elementari (richiedono conduzione di operazioni elementari)
  • Deve essere formulato in un linguaggio non ambiguo e in un numero finito di istruzioni.
  • L’esecuzione deve terminare fornendo i dati di output in un tempo finito.
  • Deve essere deterministico.
  • Un algoritmo parametrico è un algoritmo che, facendo riferimento ai dati di input, è in grado di risolvere una classe di problemi. LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE  è un linguaggio formale impiegato per descrivere algoritmi che devono essere eseguiti da un calcolatore. PROGRAMMA  è un algoritmo espresso in un linguaggio di programmazione. LINGUAGGIO MACCHINA  caratteristico di una CPU e costituito dalla codifica in binario di istruzioni che corrispondono alle operazioni elementari eseguibili dalla CPU stessa, è un linguaggio di programmazione. LINGUAGGIO ASSEMBLATORE  un linguaggio di programmazione che a ogni istruzione binaria del linguaggio macchina associa una codifica mnemonica in lingua inglese. LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE DI ALTO LIVELLO( BASIC, COBOL, JAVA, PASCAL) in grado di rendere l’attività di programmazione più semplice e produttiva. Per poter essere eseguito da un calcolatore deve essere tradotto nel linguaggio macchina corrispondente., questo può essere fatto dal calcolatore stesso sotto la guida di un programma (traduttore). Abbiamo due tipi di traduttori:
  • COMPILATORE , riceve in input l’intero programma e produce in output la sua traduzione in linguaggio macchina.
  • INTERPRETE , riceve in input il programma sorgente e ne traduce le singole istruzioni facendole eseguire direttamente. MACCHINA ASTRATTA  combinazione di un calcolatore e del relativo traduttore di un linguaggio di programmazione di alto livello. Contrapposta alla MACCHINA FISICA , rappresentata dal solo calcolatore. ALAN MATHISON TURINGconsiderato il padre della moderna informatica. Ideò la MACCHINA DI TURING (MdT)  è una macchina ideale che manipola i dati contenuti su un nastro di lunghezza potenzialmente infinita, secondo un insieme prefissato di regole ben definite. In altre parole, è un modello astratto che definisce una macchina in grado di eseguire algoritmi e dotata di un nastro potenzialmente infinito su cui può leggere e/o scrivere dei simboli. MACCHINA DI TURING UNIVERSALE (UTM)  una macchina di Turing in grado di simulare il funzionamento di qualsiasi altra macchina di Turing e ne descrive in dettaglio una possibile realizzazione. TESI DI CHURCH- TURING  formulata indipendentemente, ma con contenuto sostanzialmente equivalente, a distanza di pochi mesi dapprima dal matematico e logico Alonzo Church e dallo stesso Turing. SE UNA FUNZIONE E’ INTUITIVAMENTE CONSIDERATA CALCOLABILE, ALLORA ESISTE UNA MACCHINA DI TURING IN GRADO DI CALCOLARLA. I software utilizzati attualmente sono molto articolati e vengono progettati e realizzati da gruppi di professionisti con diverse specializzazioni. Si è sviluppata l’ INGEGNERIA DEL SOFTWARE  branca

dell’ingegneria che si occupa di sviluppare approcci sistematici e disciplinati allo sviluppo, alla messa in opera e alla manutenzione del software a livello industriale. Le metodologia proposte per lo sviluppo di un nuovo prodotto assumono un CICLO DI VITA DEL SOFTWARE che prevede alcune fasi:

  • Analisi
  • Progettazione
  • Implementazione o codifica
  • Collaudo
  • Rilascio (deployment)
  • Manutenzione STRUMENTI CASE  software in grado di supportare o parzialmente automatizzare alcune delle fasi. Il software può essere duplicato molto facilmente e distribuito su supporti economici. E’ un’opera dell’ingegno e soggetto alle norme sul diritto d’autore. LICENZE D’USO DEI SOFTWARE:
  • SHAREWARE , il prodotto, che può essere liberamente ridistribuito, può essere utilizzato per un periodo di prova (di solito un mese). L’utilizzo oltre tale termine richiede la registrazione presso il produttore e il successivo pagamento.
  • FREEWARE , prodotto distribuito gratuitamente. Può essere fornita anche la versione sorgente e quindi può essere anche copiato e distribuito liberamente.
  • SOFTWARE LIBERO E SOFTWARE OPEN SOURCE , entrambi distribuiti con la versione sorgente dal titolare che ne incoraggia l’uso, lo studio, le modifiche e la ridistribuzione gratuita ma, le versioni modificate devono sempre menzionare gli autori delle versioni precedenti, devono essere distribuiti con licenze compatibili con quella originaria e, il software modificato o originario deve essere sempre distribuito con la versione sorgente. Il software per i calcolatori viene classificato in due categorie in base alle funzionalità che offre:
  • SOFTWARE APPLICATIVO, comprende i programmi che il programmatore realizza utilizzando le prestazioni che offre il sistema operativo e tra essi troviamo ad esempio applicazioni gestionali destinati alle esigenze specifiche di un utente o di un'azienda e tutto ciò che riguarda l' office automation. I principali software applicativi sono:  Applicazioni di videoscrittura: Microsoft Word, Apache OpenOffice Writer…  Applicazioni per la gestione di fogli elettronici: Microsoft Excel, Apache OpenOffice Calc…  Applicazioni per la produzione di presentazioni multimediali basate su diapositive: Microsoft Powerpoint, Apache OpenOffice Impress..  Applicazioni di desktop publishing: Microsoft Publisher…  Applicativi per la gestione di basi di dati: Microsoft Access, Apache OpenOffice Base..  Editor web: Adobe Dreamweaver…  Applicazioni grafiche e di fotoritocco: Adobe Photoshop, Picasa..  Applicazioni per la realizzazione di diagrammi: Microsoft Visio, Apache OpenOffice Draw..  Applicazioni per la gestione delle finanze individuali: Quicken..  Organizer: IBM Notes, Microsoft Outlook  Applicazioni di project management: Microsoft Project.  Applicazioni OCR  Applicazioni CAD  Videogiochi  Applicazioni per la fruizione e la manipolazione di materiale multimediale: Audio player, video player…  Mobile application/ mobile app/ app per dispositivi quali tablet, smartphone, PDA o altri dispositivi mobili
  • SOFTWARE DI BASESISTEMA OPERATIVO, software di base che permette l’interazione tra utente e calcolatore tramite una serie di programmi. Le componenti di un sistema operativo sono:  Nucleo (kernel)  Gestore della memoria  Gestore dei dispositivi di I/O  File system

Queste attività sono realizzate dalla memoria virtuale (introdotta negli anni ’60)  rende disponibile ad ogni processo un suo spazio di indirizzamento virtuale, per cui ogni programma opera come se avesse a sua completa disposizione l’intera RAM. E’ una memoria illusoria, il sistema operativo sposta nell’hard disk alcune parti della memoria relative a processi che non si stanno eseguendo ora. In realtà, il gestore della memoria assegna uno spazio di memoria ad ogni processo e questo spazio viene diviso in blocchi di memoria le cosiddette pagine. Memory Management Unit – MMU  dispositivo hardware (per la gestione della RAM) che mantiene una tabella di corrispondenza e che consente poi la conversione tra gli indirizzi logici impiegati dal programma e quelli fisici nella RAM. Swapping  trasferimento in un apposita area ( area di swap ) su memoria di massa. – file che un sistema operativo mette li per riservarsi un area sull’ hard disk A partire dagli anni ’60, i sistemi operativi hanno cominciato a inglobare un gestore con lo scopo di consentire a ogni processo di lavorare su periferiche virtuali :

  • il processo opera come se la periferica fosse a sua completa disposizione;
  • il processo opera su ciascuna periferica in condizioni di device independence grazie al driver. L’impiego di una periferica su un calcolatore con un determinato sistema operativo è subordinato alla disponibilità del driver specifico per la periferica e per il sistema operativo. Driver  software che fornisce al sistema operativo tutti i dettagli operativi per gestire una periferica. Ogni sistema operativo è distribuito con i driver per le periferiche più comuni mentre gli altri sono forniti dal produttore della periferica. Plug and Play (PnP)  quando il calcolatore rileva la presenza di una nuova periferica è in grado autonomamente di riconoscere il driver appropriato per essa, installarlo e configurarlo. File system componente del sistema operativo che si occupa della gestione delle memorie di massa, al cui interno i dati sono organizzati in file. I file sono organizzati nel file system in maniera gerarchica a partire da una cartella denominata root  può contenere file e/o cartelle che a loro volta possono contenere file e/o cartelle dando origine a una struttura ad albero. Ogni file e cartella sono identificati da un nome e un pathname (descrizione del percorso più breve per trovarle partendo dalla radice) Per ogni file o cartella il file system memorizza e gestisce:
  • il formato (“.doc”)
  • le dimensioni
  • la data e l’ora di creazione
  • la data e l’ora dell’ultima modifica
  • le autorizzazioni i moderni sistemi operativi integrano una componente importante il cui compito è la gestione della connessione in rete, sono definiti sistemi operativi di rete (NOS) perché progettati assumendo come obbligatoria la connessione del calcolatore in rete. Abbiamo diverse modalità di interazione tra utenti e calcolatori nell’ambito di una rete:
  • interazione uomo – calcolatore locale: interazione tradizionale tra utente e un’applicazione in esecuzione sul calcolatore senza connessione di rete (scrivere su word)
  • interazione uomo – calcolatore remoto: tramite un applicazione in esecuzione su un calcolatore locale, l’utente interagisce con un’altra applicazione in esecuzione su un calcolatore remoto connesso in rete che a sua volta può avvalersi di servizi resi da altre applicazioni (navigazione web)
  • interazione tra uomini mediata da calcolatori: chat l’interfaccia uomo/macchina è il componente del sistema operativo che gestisce direttamente l’interazione con l’utente. All’inizio di una sessione di lavoro, il sistema operativo deve identificare con certezza l’utente ( autenticazione ) che intende accedere al calcolatore. L’autenticazione informatica può essere di tre modalità, impiegate anche in combinazione tra loro:
  • dimostrazione di conoscenza: consiste nel chiedere all’utente delle credenziali  username e password
  • dimostrazione di possesso: l’utente deve dimostrare di possedere un oggetto fisico  smart card o una drive USB
  • dimostrazione di caratteristiche fisiche: l’utente deve dimostrare di possedere delle caratteristiche fisiche  lettura delle impronte digitali

utenti diversi hanno autorizzazioni diverse:

  • amministratore di sistema: installa hardware e software e ne assicura l’aggiornamento; configura il sistema operativo e le periferiche; crea gli account.
  • Operatore di sistema: sostituisce l’amministratore
  • Programmatore: realizza applicazioni
  • Utente applicativo: utilizza le applicazioni GUI  interfaccia grafica WYSIWYG (what you see is what you get, ottieni ciò che vedi)  propone la visualizzazione immediata degli effetti dell’esecuzione dei comandi. Le interfacce multimediali si avvalgono di più media in input (testo-tastiera, grafica-dispositivi di puntamento, suoni-microfono) e in output (testi, immagini, filmati..) Virtuale  sistema che simula caratteristiche o funzionalità diverse da quelle reali Realtà virtuale  applicazioni basate su calcolatori che, mediante l’invio a una persona di stimoli sensoriali di tipo visivo, uditivo e tattile, sono in grado di simularne la collocazione all’interno di un mondo, reale o immaginario, diverso da quello in cui è realmente ubicata. Piazze virtuali  servizi che, mediante la connessione di calcolatori in rete, consentono a persone fisicamente ubicate a distanze anche notevoli, di comunicare e intrattenere relazioni sociali simili a quelle che si sviluppano nelle piazze dei centri urbani. Malware  classe di programmi progettati per infiltrarsi, ed eventualmente apportare danni, all’interno di un calcolatore senza il consenso informato del suo proprietario. Ne esistono diversi:
  • Computer virus: insieme di istruzioni nascosto in un programma di uso comune. Se il programma è mandato in esecuzione vengono eseguite anche le istruzioni virulente, che costringono il calcolatore a cercare altri programmi nella memoria di massa e a infettarli. Si diffonde da un calcolatore all’altro con il trasferimento di un programma infetto.
  • Worm: è un programma che, tramite la rete, invia copie di se ad altri calcolatori e genera problemi sulla rete intasandola di messaggi inutili.
  • Trojan horse: programma che si presenta come un’inutile applicazione, di solito gratuita, che le persone sono incentivate a installare sul proprio calcolatore. Questo durante l’esecuzione apre una breccia all’interno delle difese del calcolatore e fa si che divenga facilmente oggetto di attacchi e accessi non autorizzati.
  • Spyware: programma installato senza autorizzazione su un computer per raccogliere informazioni sull’utente e sulle sue abitudini. Spinge a cambiare le impostazioni rallentando l’esecuzione e la connessione in rete e provocando visualizzazioni di pagine web non richieste dall’utente
  • Adware: programma che propone all’utente pubblicità sotto forma di immagini, animazioni, filmati.
  • Crimeware: software progettato per il furto d’identità.
  • Hoax: è un messaggio di posta elettronica che annuncia l’imminente arrivo di altri messaggi infettati da pericolosissimi virus. Esistono sistemi automatici di difesa:
  • Firewall: dispositivo hardware o software che crea una barriera elettronica contro gli attacchi.
  • Antivirus: software in grado di prevenire, individuare e rimuovere i programmi malware ma deve essere costantemente aggiornato. CAPITOLO III – LA RAPPRESENTAZIONE DEI DATI PER LE SCIENZE UMANE Trattare l’informazione è composta da varie fasi:
  • Rappresentare i dati su un supporto fisico con sequenze di simboli che codificano l’informazione;
  • Il supporto fisico è sottoposto a una trasformazione che modifica i dati;
  • I dati ottenuti sono decodificati generando nuova informazione. LA RAPPRESENTAZIONE DECIMALE POSIZIONALE La codifica oggi adottata per i numeri è la notazione decimale posizionale. L’aggettivo “decimale” fa riferimento ai 10 simboli, le cifre  0,1,2,3,4,5,6,7,8, L’aggettivo “posizionale” indica che ogni cifra assume un diverso ruolo in funzione della sua posizione

La codifica analogica (lancette dell’orologio), richiede l’individuazione di una grandezza analoga. Ad ogni incremento/decremento della prima dovrà corrispondere un incremento/decremento della seconda. Porta meta informazioni di tipo ordinale e metrico.  La codifica digitale (numeri dell’orologio), richiede l’introduzione di un alfabeto di simboli e di regole di codifica per associare una grandezza ad una sequenza di simboli. E’ un approccio più compatto Grandezze discrete  valori appartenenti all’insieme dei numeri naturali. Grandezze continue  valori appartenenti all’insieme dei numeri reali. QUANTIZZAZIONE  se un valore continuo viene rappresentato con una codifica digitale è necessario discretizzarlo. La rappresentazione discreta (a gradini) prevede un processo di quantizzazione, caratteristica intrinseca di tutte le codifiche digitali. La quantizzazione prevede l’individuazione di un numero finito di intervalli e tutti i diversi valori all’interno dello stesso intervallo vengono rappresentati con la stessa sequenza di simboli.  EX. Nella rappresentazione della temperatura fino ai decimali di grado le temperature 37,51 e 37, vengono rappresentate con la stessa sequenza di simboli 37,5. La quantizzazione porta ad una approssimazione dei valori : 37,51 e 37,5437, CAMPIONAMENTO  per rappresentare l’andamento nel tempo di una grandezza continua, usando una codifica digitale, è necessario effettuare un campionamento. Si divide l’intervallo di osservazione del fenomeno in sottointervalli. Il valore viene rilevato in un istante predefinito. La frequenza di campionamento è definita come numero di campioni per unità di tempo. Porta ad un’approssimazione.  teorema del campionamento di Shannon  EX. Una frequenza di 7Hz indica che ogni secondo vengono rilevati 7 campioni. QUANTIZZAZIONE E CAMPIONAMENTO SONO L’ESSENZA DELLA CODIFICA DIGITALE. ENTRAMBI PROVOCANO UNA PERDITA DELL’INFORMAZIONE. La codifica digitale rispetto a quella analogica favorisce la corretta trasmissione del segnale lungo un canale che presenta un rumore tra ciò che giunge al ricevitore e ciò che il trasmettitore ha inviato. Se si trasmette un segnale analogico tutti i valori del segnale sono leciti e, il ricevitore non riesce ad individuare se sono presenti difformità del rumore mentre,se si trasmette un segnale digitale binario, i suoi valori possibili sono soltanto 0 e 1 e, tutti i valori diversi da questi sono riconoscibili come effetti del rumore. Per il riconoscimento e l’eventuale correzione di errori generati dal rumore nell’ambito della trasmissione binaria si adottano meccanismi basati sulla ridondanzasi trasmettono più simboli rispetto a quelli necessari per codificare l’informazione. Schema di ripetizione  prevede che ogni simbolo del messaggio sia trasmesso due o più volte. Il messaggio viene scomposto in blocchi di bit, byte o nibble. Ogni blocco viene ripetuto più volte.  Il messaggio binario 011011101100 può essere scomposto nei blocchi 0110 1110 1100.  Il messaggio verrà cosi inviato: 0110 0110 1110 1110 1100 1100. Il ricevitore individuando differenze tra quelle che dovrebbero essere copie dello stesso blocco rileva la presenza di errori di trasmissione.  Ricevendo invece la sequenza 0110 0111 1110 1110 1000 1100 il ricevitore rileverebbe due errori di trasmissione nel primo e nel terzo blocco. Controllo di parità  il trasmettitore suddivide il messaggio binario in blocchi di bit. Trasmettendo il blocco si contano il numero di 1 al suo interno:  Se il blocco contiene un numero dispari di 1, viene aggiunto in coda al blocco un bit di parità a 1  Se il blocco contiene un numero pari di 1, viene aggiunto in coda al blocco un bit di parità a 0 Per trasmettere il messaggio binario 0110111011001010 il trasmettitore invierebbe:  01101110 seguito da un bit di parità pari a 1 perché il primo byte contiene un numero dispari (5) di 1 e ne aggiunge un altro in coda per inviarne un numero pari.  11001010 seguito da un bit di parità pari a 0 perché gli 1 sono già pari nel byte. Il ricevitore conta il numero di 1 presenti in ciascun blocco e nel corrispondente bit di parità e, se ottiene un numero dispari rileva la presenza di un errore di trasmissione. LA RAPPRESENTAZIONE BINARIA DI INFORMAZIONE NON NUMERICA Un codice è una sequenza di simboli impiegati per rappresentare sinteticamente oggetti del mondo reale:

  • Ogni studente universitario è identificato da un numero di matricola (codice numerico – stringa di cifre decimali – lunghezza variabile);
  • Ogni cittadino italiano è identificato dal codice fiscale (codice alfanumerico – lunghezza fissa 16 caratteri);
  • Ogni impresa italiana è identificata da una partita IVA (codice numerico – lunghezza fissa 11 cifre); la comunicazione d’informazioni codificate è possibile solo se il mittente e destinatario concordano il tipo di codifica. Nei calcolatori tutti i codici sono costituiti da sequenze di bit.  Una sequenza di n bit può assumere 2configurazioni alternative. Abbiamo diversi tipi di informazione: testo, immagini, suoni, filmati IL TESTO La codifica del testo viene realizzata associando un codice binario ad ogni singolo carattere. Esistono diversi standard:  ASCII  codifica secondo la quale ogni carattere è rappresentato da una sequenza di 7 bit ( 2⁷ = 128 caratteri). Proposto prima da IBM e dopo adottato dall’ISO.  ASCII esteso  consente di raddoppiare il numero di caratteri (da 128 a 256) e di rappresentare anche altre lettere in uso nei linguaggi naturali delle diverse regioni del mondo.  EBCDIC  codifica dei caratteri a 8 bit utilizzata da molti mainframe e minicomputer IBM.  Unicode  prevede la possibilità di impiegare fino a 21 bit (oltre 2 milioni di caratteri diversi). Comprende l’ASCII esteso Latin1, caratteri utilizzati in quasi tutte le lingue vive e alcune morte, ideogrammi, alfabeto Braille, simboli matematici, chimici, cartografici Nelle memorie di massa di un calcolatore è opportuno distinguere i file di puro testo (plain text  .txt) che contengono solo caratteri da altri tipi di file che, associati ad alcune applicazioni ne consentono la creazione, la modifica o la lettura:
  • File con estensione .doc gestiti con l’applicazione Microsoft Word, contengono oltre al testo informazioni che specificano il font (tipo di carattere), le dimensioni delle pagine, i margini, le note a piè di pagine etc.. quando si salva un documento dopo averlo modificato con Microsoft Word, tutte queste informazioni vengono salvate all’interno del file insieme al testo vero e proprio.
  • Linguaggi di marcatura , consentono di inserire , all’interno del puro testo, annotazioni anch’esse in puro testo ma con caratteristiche sintattiche particolari  HTML impiegato per realizzare delle pagine ipertestuali che costituiscono in internet in World Wide Web  descrive una pagina dell’ipertesto e contiene oltre al puro testo delle marcature denominate tag.
  • ODT (apache Open Office) DOCX (Microsoft Word) , adottati per la codifica di documenti con linguaggi di marcatura basati su XML.
  • RTF , sviluppato per supportare lo scambio di documenti tra sistemi e applicazioni. Contiene codici di controllo.
  • PostScript , linguaggio di programmazione che consente di descrivere l’impaginazione. Diffuso nell’editoria.
  • PDF , originariamente sviluppato da Adobe e rilasciato come standard dall’ISO. Comune per la diffusione di documenti su internet. LE IMMAGINI Il campionamento e la quantizzazione possono essere utilizzati anche per la rappresentazione digitale delle immagini. I dispositivi di acquisizione campionano un immagine: la suddividono in una bitmap, una matrice di piccolissimi rettangoli, i pixel e, individuano per ciascuno di essi un singolo colore. se i pixel sono molto grossi l’immagine risulterà sgranata mentre, se sono molto piccoli appare molto fedele all’originale. La quantizzazione entra in gioco nella rappresentazione del colore. Profondità di colore  numero dei bit impiegati per codificare il colore associato a ciascun pixel. In un immagine monocromatica in bianco e nero il colore dei pixel viene codificato con un bit (0 nero, 1 bianco). In un immagine in tonalità di grigio si possono usare 8 bit per rappresentare le 256 tonalità di grigio.
  • Compressione lossless (senza perdita). Prende in input un file e ne genera uno in output di dimensioni ridotte. Il processo è reversibile, si può ritornare alla fase iniziale.
  • Compressione lossy (con perdita). Una piccola quantità di informazioni può essere persa in modo irreversibile. LE BASI DI DATI In un’organizzazione il sistema informativo è l’insieme di tutte le risorse che essa impiega per raccogliere, organizzare e rendere fruibili le informazioni necessarie alle proprie attività. Sono sistemi informativi il catalogo di una biblioteca, gli archivi della segreteria in una scuola. Negli ultimi anni tendono ad essere identificati con i sistemi informatici costituiti dai calcolatori. Le prime applicazioni informatiche tendevano a costituire raccolte di dati organizzate in file mentre oggi si tende a costituire le basi di dati (DB, Data Base). La sua gestione è affidata a un sistema di gestione di base di dati (DBMS)  applicazione software cui tutte le altre applicazioni si rivolgono per ottenere l’accesso ai dati. SICUREZZA INFORMATICA Una branca dell’informatica si occupa di progettare, mettere in atto e monitorare tutte le misure atte a progettare i sistemi informatici e i dati in essi memorizzati dai potenziali rischi alla sicurezza. I principali aspetti coinvolti sono:
  • Riservatezza (privacy) , protezione da letture non autorizzate;
  • Integrità , protezione da modifiche non autorizzate. Comprende:  Autenticità : garanzia dell’identità della sorgente, del destinatario e del contenuto del messaggio;  Non ripudiabilità : garanzia che la sorgente non può negare la trasmissione del messaggio e il destinatario non può negarne la ricezione.
  • Disponibilità , protezione da interventi non autorizzati che compromettono la possibilità di accesso ai dati da parte degli utenti autorizzati. LA NORMATIVA ITALIANA La normativa italiana di riferimento per la sicurezza informatica è costituita dalla legge sulla privacy.
  • Dato personale  informazione relativa a persona fisica, giuridica, ente o associazione.
  • Dato sensibile  dato personale che rivela l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose o filosofiche, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, organizzazioni, lo stato di salute e la vita sessuale.
  • Dato giudiziario  dato personale che rivela provvedimenti giudiziari e amministrativi. La legge individua una serie di misure minime di sicurezza:
  • Autenticazione informatica con credenziali di autenticazione personali;
  • Procedure di gestione delle credenziali di autenticazione: lunghezza minima e durata della password;
  • Aggiornamento periodico dell’individuazione dell’ambito del trattamento consentito ai singoli incaricati e addetti;
  • Protezione degli strumenti elettronici e dei dati tramite strumenti HW e SW per la protezione contro SW maligni;
  • Procedure per la custodia di copie di sicurezza di dati e sistemi;
  • Stesura di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza. LA CRITTOGRAFIA La crittografia è una tecnica utilizzata per garantire la riservatezza dei dati durante la loro trasmissione. Codice di Cesare  tecnica crittografica Nei tradizionali algoritmi crittografici a chiave segreta (crittografia simmetrica):
  • Tramite un algoritmo di cifratura, il mittente trasforma un messaggio in chiaro in un messaggio cifrato;
  • Il destinatario è in grado di rigenerare il messaggio originale tramite un algoritmo di decifratura;
  • Se il messaggio viene intercettato, anche conoscendo l’algoritmo di decifratura, senza la chiave segreta risulta essere illeggibile. La fase più delicata è quella in cui il mittente trasmette la chiave segreta al destinatario. Algoritmi crittografici a chiave pubblica (crittografia asimmetrica)  invece di una singola chiave segreta, prevedono l’impiego di una coppia di chiavi tali per cui la conoscenza di una di esse non consente di ricalcolarne l’altra. L ‘algoritmo di cifratura usa una delle chiavi e quello di decifratura l’altra. Ogni persona in possesso della chiave pubblica può cifrare i messaggi e inviarli ma, solo la persona in possesso della chiave privata può decifrarli. Gli stessi algoritmi possono essere usati per la firma elettronica garantendo riservatezza, integrità e non ripudiabilità. CAPITOLO IV – DALLE RETI A INTERNET Telematica  disciplina che nasce dall’incontro tra l’informatica e le telecomunicazioni. Rete di calcolatori (computer network)  insieme di due o più calcolatori e dispositivi, connessi tra loro allo scopo di comunicare e condividere dati e risorse. Nodi  singoli elementi connessi dalla rete. Le reti possono essere classificate in base al loro raggio d’azione:
  • Rete personale (PAN) , interconnette un computer con dispositivi periferici (stampanti, telefono) in un raggio d’azione di qualche metro.
  • Rete locale (LAN) , interconnette i calcolatori in un edificio o in edifici adiacenti.
  • Rete metropolitana (MAN) , si estende su un area più ampia della LAN.
  • Rete geografica (WAN) , si estende su un’ampia area geografica.
  • Rete globale (GAN) , si estende a livello globale. Rete privata virtuale (VPN)  simulazione della connessione diretta tra due calcolatori o tra due LAN. Molto diffuse in ambiente domestico sono le WLAN (wireless LAN) e le WPAN. Internetworking  connettere due nodi appartenenti a due reti diverse, dando origine ad un’unica rete, estesa quanto la somma delle due reti originarie. Internet  rete di reti di calcolatori estesa a livello globale. Rete per eccellenza. Esiste perché sussistono delle reti, preesistenti, che si connettono fra di loro per generare quella rete delle reti che è appunto internet. Quando parliamo di reti non parliamo necessariamente di internet. Stampante di rete  stampante connessa alla rete e disponibile per tutti gli utenti di quella stessa rete. Requisito essenziale affinchè due calcolatori costituiscano una rete è che essi siano in grado di comunicare, scambiarsi informazioni. Segnale  grandezza fisica il cui valore cambia nel tempo. In un sistema di comunicazione i segnali vengono usati per comunicare. Affinchè la comunicazione possa compiersi è necessario che sorgente e destinatario condividano lo stesso contesto, attribuiscano cioè il medesimo contenuto informativo a un dato messaggio. Canale di trasmissione  sistema fisico in grado di trasferire un segnale e alle cui estremità si trovano rispettivamente un trasmettitore e un ricevitore. Codice Morse  codifica l’alfabeto con punti e linee che vengono generalmente convertiti in impulsi elettrici. Rumore  fenomeno acustico. Qualunque segnale indesiderato che interferisce con quello trasmesso, determinando differenze anche sostanziali tra il messaggio inviato dalla sorgente a quello giunto al destinatario. Per evitare o ridurre al minimo gli effetti negativi del rumore, trasmettitore e ricevente concordano l’utilizzo di tecniche di codifica con ridondanza  oltre ai simboli del messaggio , nel segnale vengono codificati simboli aggiuntivi che consentono al ricevitore di verificare la corrispondenza del messaggio ricevuto con quello trasmesso e, in caso negativo, correggere l’errore dovuto al rumore o chiedere la ritrasmissione del messaggio.

Software (posta elettronica),  Utenti. Nodi della rete  due o più dispositivi informatici interconnessi da opportune linee di trasmissione possono essere messi in comunicazione, in maniera che gli utenti possano depositare, reperire o scambiarsi informazioni. Programmi  codici che permettono agli utenti di mettere in atto le loro strategie di comunicazione. Messaggio  testo che viene scambiato fra due nodi di una rete, non necessariamente un messaggio di posta o di chat. File scambiato fra due calcolatori. La comunicazione sulle moderne reti informatiche è del tipo a commutazione di pacchetto  il nostro testo non viene spedito in un unico blocco di testo ma viene spezzato in tanti pacchetti, ognuno instradato per proprio conto sulla rete. Protocolli di rete  norme e convenzioni che stabiliscono i formati dei messaggi e le modalità di colloquio fra i programmi che se li scambiano, le quali regolano l’invio e la ricezione di informazioni tramite una rete. Sono i programmi usati dagli utenti a dover rispettare le norme di comunicazione.  vengono gestiti dall’ISO o il W3C. Non esiste un solo protocollo che governi tutte le operazioni di rete ma, le architetture di rete prevedono l’esistenza di strati di protocollo, ciascuno destinato a regolare le comunicazioni a un certo livello. Suite dei protocolli internet (suite di protocolli TCP/IP)  suddivisa in quattro livelli: applicazioni, trasporto, internetworking e collegamento. Interazione gerarchica fra livelli  un protocollo di un certo livello lavora sfruttando servizi messi a sua disposizione dal livello inferiore e fornisce a sua volta servizi al livello superiore. Gli strati più alti sono più vicini all’utente e usano dati ad un livello più alto di astrazione, quelli più bassi sono più vicini alla macchina e usano dati manipolabili fisicamente. Intranet  rete locale o un inviluppo di reti locali, usata da un’organizzazione (azienda, ente) per la comunicazione interna e l’accesso all’informazione, con accesso ristretto agli utenti parte dell’organizzazione e con uso dei protocolli tipici di internet. Extranet  parte della intranet accessibile a esterni autorizzati. Nella rete i nodi possono essere attivi o passivi. Alternativamente possiamo parlare di client, colui che richiede un servizio e di server , colui che fornisce un servizio  con questi termini ci si riferisce spesso o al software o all’hardware ma anche ad entrambi. Le funzioni principali delle reti sono:

  1. Permettere la comunicazione fra più nodi/utenti;
  2. Permettere la condivisione di risorse. Le reti assumono un nome diverso a seconda della loro estensione: - LAN, è la rete domestica. Sono state create per:  Programmi di calcolo scientifico;  Archivio centralizzato, conserva le informazioni relative a tutti i clienti;  Unità disco condivisa, in modo che il docente possa scambiare materiali con gli studenti;  Backup  Stampanti in rete. - WAN, rete distribuita su un territorio più ampio. Consente:  Interoperabilità, cooperazione fra sedi che hanno calcolatori con sistemi operativi diversi; organizzazioni di teleconferenze che evitano tempi e spese di trasferta. Internet è nato alla fine degli anni ’60 come progetto del Ministero della Difesa degli Stati Uniti. Approdò in Europa negli anni ’70 e in Italia dal 1986. Il World Wide Web nacque all’inizio degli anni ’90. Internetrete di reti. Complesso insieme di reti che sono mantenute in collegamento le une con le altre tramite opportune infrastrutture di interconnessione. Cresce man mano che si aggiungono nuove reti. All’interno di internet si hanno diverse sottoreti, ciascuna delle quali ha un calcolatore detto gateway  funge da porta di accesso fra i calcolatori della stessa rete e quelli del resto di internet. Il collegamento fra gateway di reti diverse è garantito dall’esistenza di sottoreti di interconnessione.

I computer si identificano tramite indirizzi IPInternet protocol. Indirizzi numerici costituiti da 32 cifre binarie, che vediamo scritte in rappresentazioni decimali, costituita da quattro numeri compresi fra 0 e 255, separati l’uno dall’altro con un punto (193.204.205.20). ICANN  autorità internazionale che attribuisce indirizzi IP ad aziende ed enti che ne fanno richiesta. Normalmente l’utente non si deve ricordare dell’indirizzo IP per accedere ad un servizio web. La corrispondenza tra IP e nome del sito web è gestita dal DNS  rete di archivi gestita dai server DNS, che contengono tabelle di corrispondenza fra indirizzi simbolici e numerici. Mailservernew. unibg.it Dominio di primo livello dot. Dominio di secondo livello L’ICANN gestisce l’assegnazione dei domini e la loro sintassi. I nomi di domini di primo livello si dividono in nazionali e sovranazionali. Sono nazionali quelli legati al paese di appartenenza del registrante:

- .it  **Italia

  • .fr**  **Francia
  • .de**  **Germania… I domini sovranazionali tendono a dare una caratterizzazione specifica del tipo di registrante:
  • .mil**  **nodi militari
  • .org**  attività senza fini di lucro -. comcommerciali -. eduaccademici Il dominio di secondo livello è quello associato all’ente, azienda, organismo, servizio o persona a cui è legato quell’indirizzo. Il dominio di terzo livello, se esiste, è associato ad un servizio dell’associazione del secondo livello. I servizi su internet:  Posta elettronica : risale ai primi anni ’70. Sistema di comunicazione asincrono. Lo scambio di messaggi avviene fra un mittente e uno o più destinatari che dispongono di una o più caselle di posta, individuate da un indirizzo di emailnomeutente@nomedominio. Il nomedominio individua un dominio nello spazio del DNS mentre il nomeutente individua l’utente all’interno di quel dominio. Il funzionamento della posta elettronica è resa possibile da una rete di mail server  calcolatori che fungono da uffici postali per lo smistamento e la conservazione dei messaggi. Dalla parte dell’utente è attivo un mail client  consente la redazione e l’invio dei messaggi in uscita e la ricezione dal proprio server dei messaggi in entrata. Il client può essere : un vero programma di posta (outlook), un programma integrato nel web browser oppure una funzione messa a disposizione da un sito web (Gmail, Yahoo). La comunicazione client - server è governata dai protocolli SMPT, POP e IMAP. Un messaggio di posta elettronica è formato dal corpo del messaggio (testo scritto dall’utente), da eventuali documenti allegati (testi, immagini) e da una serie di campi con informazioni di controllo. Invasioni della privacy degli utenti della retespam o spamming (pubblicità non richiesta), catene di Sant’Antonio, phishing (messaggi che cercano di ottenere dall’utente informazioni quali coordinate bancarie). Posta elettronica certificata PEC  servizio che garantisce la ricezione e l’integrità del messaggio.  Liste di discussione o mailing list: sistema di comunicazione molti a molti, organizzati in maniera tale che più persone, pur senza conoscere ciascuna l’indirizzo dell’altra, possano scambiarsi messaggi relativi ad un argomento comune. Per entrarvi è necessario iscriversi. L’iscrizione o la cancellazione di un utente hanno effetto immediato. Esistono due modalità di funzionamento delle liste di discussione: 1. Liste moderate, ogni messaggio, prima di essere inoltrato agli iscritti alla lista, viene esaminato da un amministratore della lista stessa (moderatore).