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I fondamenti dell'informatica e dell'hardware, definendo il termine informatica e descrivendo l'elaborazione delle informazioni. Vengono inoltre presentati i linguaggi di programmazione e la classificazione dei sistemi per il trattamento dell'informazione. Viene descritta l'evoluzione storica dei sistemi per l'elaborazione dell'informazione, dall'abaco ai moderni computer, fino all'internet delle cose. Infine, viene presentata l'architettura di Von Neumann e il concetto di linguaggio macchina.
Tipologia: Dispense
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CAPITOLO 1- Fondamen2 di informa2ca e hardware Il termine informa-ca fa riferimento alla disciplina che si occupa di proge5are e costruire delle macchine in grado di tra5are/elaborare in modo automa-co l'informazione. Rispe5o all'elaborazione condo5a dall'uomo vi sono diversi benefici: riduzione dei tempi di elaborazione, maggiore affidabilità, liberazione dell'uomo da incombenze noiose è il più facile e diffuso impiego di elaborazioni che, quando condo5e dall'uomo, richiedono competenze poco comuni. IT= tecnologia dell'informazione ICT= tecnologia dell'informazione e della comunicazione Nei diversi contes- il termine informazione assume significa- e valenze differen-, in genere in relazione ad altri conceJ quali comunicazione, controllo, da-, conoscenza, percezione e rappresentazione. A livello più basso un dato è un insieme di simboli traccia- su un supporto fisico che rappresenta una proprietà di un ogge5o nel mondo reale senza però contenere alcun riferimento alla proprietà stessa, a un livello di astrazione maggiore si può parlare di conoscenza quando si dispone di regole che perme5ono di trarre vantaggio da tale informazione; dunque, l' informazione è un dato messo in relazione con la proprietà con cui si riferisce. Per comunicare gli uomini hanno sviluppato dei linguaggi naturali che si cara5erizzano come ambigui, di conseguenza linguaggi formali vennero sviluppa- e impiega- in tuJ quegli ambi- in cui è importante evitare l'ambiguità, la definizione di un linguaggio formale prevede:
con licenze incompa-bili con quelle originaria e il sooware originario o modificato deve essere sempre distribuito anche in formato sorgente Il sooware per i calcolatori viene normalmente classificato in due categorie:
Il sistema opera-vo deve essere in grado di controllare con efficienza la RAM, garan-re lo spazio necessario a ciascun processo, per proteggere lo spazio allocato a un processo da intrusioni non autorizzate da parte di altri processi e ges-re in modo controllato spazi comuni tra processi per la condivisione di da- e lo scambio di messaggi. Quando un programma viene caricato nella RAM, senza che esso se ne accorga, viene ritoccato, ovvero il suo codice e la sua area da- vengono suddivisi in pagine e posiziona- nelle pagine libere della RAM grazie alla Memory Management Unit (MNU), un disposi-vo hardware che man-ene una tabella di corrispondenza che consente poi la conversione tra gli indirizzi logici impiega- dal programma e quelli fisici nella RAM. Se i processi richiedono l'occupazione di un numero di pagine maggiori di quello disponibile si provveda allo swap, ovvero al trasferimento in un'apposita area su memoria di massa di quelle il cui impiego nell'immediato futuro e meno probabile. La ges-one delle periferiche: Il processo opera sulle periferiche virtuali in condizioni di device independence, impiega cioè comandi di alto livello appropria- al -po di periferica mentre il gestore, supportato dal driver, trasforma tali comandi generici in istruzioni specifiche per la periferica fisica e si occupa di tuJ i de5agli rela-vi alla sincronizzazione e agli indirizzamen-. Il driver fornisce al sistema opera-vo tuJ i de5agli opera-vi per ges-re una periferica. Mol- sistemi opera-vi su personal computer supportano il plug and play ovvero quando il calcolatore rileva la presenza di una nuova periferica è in grado in modo autonomo di riconoscere il driver appropriato per essa, installarlo e configurarlo. La ges-one dei file: Il file system è il componente del sistema opera-vo che si occupa della ges-one delle memorie di massa al cui interno i da- sono organizza- in file, spesso costruisce una stru5ura logica gerarchica all'interno di un supporto di memoria di massa che ha l'obieJvo di supportare gli uten- nell'organizzazione dei file in base al loro contenuto, andando così a facilitare la successiva ricerca. In sostanza, in un supporto di memoria viene creata una cartella denominata radice, quest'ul-ma può contenere file o cartelle che a loro volta possono contenere file o cartelle dando origine a una stru5ura ad albero. Ogni file e ogni cartella sono iden-fica- da un nome e un pathname, la descrizione del percorso più breve per raggiungerli partendo dalla radice ed elencando i nomi di tu5e le cartelle incontrate lungo il percorso stesso. Mol- file system supportano la possibilità di sovrapporre alla stru5ura ad albero dei riferimen-, ossia dei collegamen- o link che consentono di simulare la presenza di un'altra cartella all'interno della cartella stessa, ubica- in realtà altrove all'interno della gerarchia. Per ogni file o cartella il file system memorizza e ges-sce un insieme di proprietà, tra cui il formato, le dimensioni, le autorizzazioni, la data e l'ora di creazione e dell'ul-ma modifica. La ges-one della rete I moderni sistemi opera-vi integrano un componente importante il cui compito è la ges-one della connessione in rete, vengono spesso defini- sistemi opera-vi di rete o NOS (Network Opera6ng System). Si ri-ene inoltre importante evidenziare le differen- modalità di interazione tra uten- e calcolatori nell'ambito di una rete:
Molto diffusi in ambiente domes-co sono le WLAN e le WPAN, rispeJvamente re- locali e re- personali senza fili. È possibile conne5ere due nodi appartenen- a due re- diverse, e in questo modo si dà origine a un'unica rete, estesa quanto la somma delle due re- originarie, questo meccanismo viene definito internetworking e ha portato negli ul-mi decenni alla progressiva cos-tuzione di Internet. Un requisito essenziale affinché due o più calcolatori cos-tuiscano una rete è che essi siano in grado di comunicare, definiamo un semplice modello che possa rappresentare un sistema di comunicazione per i nostri scopi:
Il servizio di posta ele5ronica cer-ficata garan-sce la ricezione e l'integrità del messaggio.
collocazione fisica e così pure si dice che si sfru5a il cloud per un'elaborazione, quando il programma non è eseguito dal processore della macchina dell'utente, ma da un operatore remoto. Non è da confondersi con il termine grid compu-ngà si applica a codici di calcolo distribuito, ossia algoritmi che vengono implementa- dai programmi che sono esegui- su una pluralità di macchine, per ragioni di efficienza. CAPITOLO 5- Il World Wide Web La stru5ura re-colare è la forma di un -po di documento che ci interessa per l'impa5o che ha avuto nello sviluppo della comunicazione telema-ca: l’ ipertesto. In prima ba5uta intendiamo con questo termine un documento informa-zzato cos-tuito da diverse porzioni di testo, collegate fra loro da nessi logici, implementate tramite collegamen- che consentono al le5ore il passaggio da un blocco di testo all'altro. Il documento assume di conseguenza una stru5ura re-colare: su questa stru5ura il le5ore può organizzare la le5ura passando di blocco in blocco, seguendo i collegamen- propos- e a5uando quindi una navigazione o scansione non lineare. Quando parliamo di ipertes- soJntendiamo che ci s-amo riferendo alle implementazioni informa-che, il termine è stato coniato da Ted Nelson, anni ’60. L'ipertesto negli ul-mi anni si è imposto come stru5ura di organizzazione di una molteplicità di documen- con i quali gli uten- dei calcolatori hanno a che fare in con-nuazione:
Le pagine sono ospitate da nodi specializza- dalla rete, deJ server web o server h5p. Un utente del web può sfogliare il documento e navigare nella stru5ura dei collegamen- usando un apposito programma client de5o browser ( Chrome, Edge, Firefox, Opera, Safari ). In quanto documen- mul-mediali le pagine del web sono cos-tuite, dal punto di vista del testo superficiale, cioè di quanto appare all'utente, da tes-, grafica, filma- e via dicendo, per quanto riguarda i forma- ammissibili nel web tuJ i browser moderni riconoscono i forma- grafici jpg/jpeg, gif e png, l'incorporazione di altri forma- invece richiede all'utente l'installazione di opportuni programmi aggiun-vi di visualizzazione deJ plug in ( Quick6me, Acrobat Reader, Flash). Si è soli- indicare con il termine sito web un insieme di pagine che godono di una certa coerenza rispe5o a determina- fa5ori:
Una pagina web viene definita sta-ca quando ne esiste su di un server una descrizione completa reda5a dal suo autore, mentre una pagina del web viene de5a dinamica quando essa viene generata da un programma a par-re da descrizioni parziali disponibili nel server e da informazioni aJnte da archivi. Un classico caso di pagina sta-ca può essere quello di una home page personale, in questo caso si può tra5are di semplici pagine scri5e in linguaggio HTML, compilate dall'autore e poi trasferite sul server che ospita il sito, nel momento dell'interazione fra client e server l'utente interessato a quella specifica pagina web la richiederà al server, che provvederà a spedirgli il file contenente il testo della pagina, che sarà poi opportunamente interpretato dal browser dell'utente. Possiamo dire che c'è una corrispondenza uno a uno tra le pagine visualizzate dall'utente E quelle memorizzate sul server, fra unità di testo superficiale visualizzate localmente e unità di testo profondo memorizzate in remoto. Nel caso della pagina dinamica invece non esiste una corrispondenza di questo genere, in quanto il testo profondo viene composto al momento della richiesta dell'utente. Si no- che anche le pagine sta-che possono essere dotate di microelemen- dinamici: un -pico caso è quello di pagine sta-che che incorporano un piccolo script (programma) per mostrare da- sta-s-ci. I si- dinamici offrono spesso, so5o forma dei cosiddeJ CMS ( Content Management System ), funzioni che consentono anche a personale non specializzato di inserire nel sito contenu- senza avere par-colari competenze tecniche al di là di quelle rela-ve al semplice uso dei moduli di caricamento propos-. Il perfezionarsi di ambien- di sviluppo e ges-one di si- ha contribuito a limitare il numero di si- sta-ci: un servizio come WordPress rende possibile sviluppare un piccolo sito personale (ma anche professionale) auten-che non hanno la minima conoscenza dei linguaggi del web. Ul-mamente stanno prendendo piede tecniche di mascheramento degli indirizzi, ai fini dell'oJmizzazione delle ricerche nei motori di ricerca, per cui le pagine dinamiche vengono riba5ezzate con nomi più Search Engine Friendly (SEF, “amichevoli per i motori di ricerca”), che possono anche chiudersi con le stesse estensioni delle pagine sta-che. Per ciò che riguarda l'organizzazione interna delle pagine possiamo dis-nguere due macrocategorie:
richiamato all'interno di una pagina HTML ed eseguito dal browser, a pa5o che sul client sia stato installato un ambiente virtuale Java
Nella sua ricerca un generico spider parte da una lista di indirizzi no- di pagine web, scorre la lista e visita le pagine corrisponden- agli indirizzi disponibili, durante la lista lo spider iden-fica i collegamen- uscen- nella pagina e li trascrive nella lista degli indirizzi in archivio, provvedendo poi a un eventuale successiva analisi de5a indexing o indicizzazione, volta a iden-ficare i termini più significa-vi contenu- nella pagina. L’aJvità dello spider e con-nua, asincrona rispe5o alle richieste degli uten- e ciclica: periodicamente lo spider rivisita le pagine a lui già note, con una periodicità variabile in funzione dell'importanza s-mata nella pagina stessa e della sua frequenza di variazione nel tempo. Che propongono all'utente la cosidde5a copia cache della pagina, perme5endo di ispezionare la copia archiviata e dunque corrispondente ai requisi- specifica- dall'utente. Nel proporre risulta- il motore di ricerca svolge un'operazione di ranking, ossia un'operazione di ordinamento dei risulta-: tenta di stabilire un ordinamento in base a un algoritmo di page rank fondato sulla s-ma della rilevanza rispe5o ai criteri di ricerca, nonché sulla popolarità della pagina nella rete. Riassumendo possiamo dire che un motore di ricerca è cos-tuito da: