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informazioni utili ed importanti sull'inquinamento
Tipologia: Appunti
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Nel 2017 l’uomo grazie alle scoperte di centinaia di uomini è riuscito a fare passi da gigante nel campo della tecnologia ma uno dei problemi che tutt’oggi non è riuscito a risolvere riguarda la tematica dei rifiuti. L’uomo, dall’inizio dei tempi, ha prodotto rifiuti, dalle normali feci fino a oggi, in cui contiamo una vasta gamma di rifiuti, dalla plastica ai metalli pesanti. L’uomo non è ancora riuscito a trovare i metodi necessari per smaltire tutti i rifiuti prodotti da lui stesso; per questo motivo, sia per ignoranza sia per astuzia, sono stati abbandonati o nascosti, sottoterra o in mare, pensando che essi non dovessero più dare problemi. Perciò oggi ci ritroviamo non solo a faccia a faccia con i rifiuti stessi ma anche con un fenomeno molto preoccupante che mette in pericolo le nostre stesse vite: l’inquinamento.
L'inquinamento è un'alterazione dell'ambiente che può essere di origine antropica o naturale. Esso produce disagi temporanei, patologie o danni permanenti per la vita in una data area, e può porre la zona in disequilibrio con i cicli naturali esistenti. L'alterazione può essere di svariata origine, chimica o fisica. Analizziamo i più famosi fenomeni di inquinamento presenti nel mondo:
Ci sono voluti undici anni di misure, ma alla fine la quantità di plastica che galleggia al centro del Pacifico Settentrionale, la cosiddetta “Great Pacific Garbage Patch” è stata determinata con una certa accuratezza.
Si tratta di un'immensa massa di spazzatura che vaga nell'Oceano Pacifico: oltre 21 mila tonnellate di microplastica, in un’area di qualche milione di kmq con una concentrazione massima di oltre un milione di oggetti per kmq. L’accumulo è noto da parecchio tempo, perlomeno dalla fine degli anni ’80, e ha un'età di oltre 60 anni. Un gigantesco vortice di correnti superficiali ha concentrato in quest’area i rifiuti formati principalmente da materiali plastici gettati o persi da navi in transito, o scaricati in mare dalle coste del Nord America e dall’Asia. Questa concentrazione, oltre che dall’effetto focalizzante delle correnti, dipende dal fatto che la plastica non è biodegradabile e permane per tempi lunghissimi nell’ambiente. Una lentissima degradazione a opera principalmente della luce del Sole, scompone i frammenti plastici in sottili filamenti caratteristici delle catene di polimeri. Questi residui, non sono metabolizzabili dagli organismi, e finiscono per formare un vero e proprio “brodo” nell’acqua salata dell’oceano.
Effetti tossici
Gli effetti per l’ambiente non sono stati ancora studiati in maniera approfondita e appaiono di difficile valutazione data l’estensione del fenomeno e le scale temporali associate, ma sono probabilmente importanti. Si pensa soprattutto alle alte concentrazioni di PCB (molto tossici e probabilmente cancerogeni) che possono entrare nella catena alimentare visto che i filamenti plastici sono difficilmente distinguibili dal plancton e quindi ingeriti da organismi marini, ma anche alla capacità della microplastica di fornire un supporto alla proliferazione di colonie microbiche di patogeni. Più in generale, è preoccupante la presenza di rifiuti pervasivi e tossici, in un ecosistema fondamentale, durante periodi di decine o centinaia di anni.
Anche nel Mediterraneo?
L’Isola di Plastica, che non e’ presente solo nell’Oceano Pacifico ma anche in Atlantico e probabilmente in Mediterraneo, non è solo un disastro ambientale incalcolabile ma è la metafora più precisa e terribile del fallimento del nostro modello di sviluppo
La radioattività, o decadimento radioattivo, è l’insieme di processi fisico-atomici a mezzo dei quali alcuni nuclei atomici instabili (radionuclidi) o radioattivi decadono (trasmutano) in una specie atomica a contenuto
energetico inferiore in accordo con la legge di conservazione della massa e dell’energia energia e raggiungendo così uno stato di maggiore stabilità.
Tale trasmutazione avviene in vari modi: per emissione di protoni e neutroni dal nucleo e per la cattura elettronica. Ogni tipo di decadimento emette in genere dei raggi. I raggi alfa e beta sono composti di particelle con carica elettrica, perciò interagiscono quasi immediatamente con la materia circostante venendo immediatamente assorbiti, i raggi gamma e i neutroni invece, elettricamente neutri, vengono assorbiti solo per urto diretto contro un atomo o un nucleo atomico pertanto possono propagarsi per lunghe distanze.
1)inquinamento industriale: gli impianti nucleari sono autorizzati a rigettare nell’ambiente materie radioattive in quantità stabilita dalle autorità competenti. Questo tipo di inquinamento è causato dagli scarti dell’industria estrattiva dell’uranio, dalle scorie radioattive sottoprodotto delle centrali nucleari e dai reattori nucleari in dismissione. L’attività di tali prodotti inquinanti ha una durata dell’ordine delle migliaia di anni ed allo stato attuale l’unica soluzione percorribile è lo stoccaggio in appositi siti come miniere dismesse, dopo averle inglobate in colate di cemento.
2)inquinamento bellico è dovuto a radiazioni di esplosioni nucleari per esperimenti atomici (test nucleari) ed a resti di proiettili di uranio impoverito utilizzati.
3)inquinamento accidentale come indica il termine stesso è quello dovuto ai vari incidenti nucleari (Chernobyl, Three Mile Island e di Bophal) oppure dalla fuoriuscita delle scorie da una discarica, o dal rischio d’incidente durante il trasporto delle scorie radioattive.