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Inquinamento, Appunti di Scienze della Terra

informazioni utili ed importanti sull'inquinamento

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 16/11/2018

brunellina
brunellina 🇮🇹

4.8

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L’INQUINAMENTO
Nel 2017 l’uomo grazie alle scoperte di centinaia di uomini è riuscito a fare passi da gigante nel campo della
tecnologia ma uno dei problemi che tutt’oggi non è riuscito a risolvere riguarda la tematica dei rifiuti.
L’uomo, dall’inizio dei tempi, ha prodotto rifiuti, dalle normali feci fino a oggi, in cui contiamo una vasta
gamma di rifiuti, dalla plastica ai metalli pesanti. L’uomo non è ancora riuscito a trovare i metodi necessari
per smaltire tutti i rifiuti prodotti da lui stesso; per questo motivo, sia per ignoranza sia per astuzia, sono stati
abbandonati o nascosti, sottoterra o in mare, pensando che essi non dovessero più dare problemi. Perciò oggi
ci ritroviamo non solo a faccia a faccia con i rifiuti stessi ma anche con un fenomeno molto preoccupante che
mette in pericolo le nostre stesse vite: l’inquinamento.
L'inquinamento è un'alterazione dell'ambiente che può essere di origine antropica o naturale. Esso produce
disagi temporanei, patologie o danni permanenti per la vita in una data area, e può porre la zona in
disequilibrio con i cicli naturali esistenti. L'alterazione può essere di svariata origine, chimica o fisica.
Analizziamo i più famosi fenomeni di inquinamento presenti nel mondo:
ISOLE DI PLASTICA
Ci sono voluti undici anni di misure, ma alla fine la quantità di plastica che galleggia al centro del Pacifico
Settentrionale, la cosiddetta “Great Pacific Garbage Patch” è stata determinata con una certa accuratezza.
Si tratta di un'immensa massa di spazzatura che vaga nell'Oceano Pacifico: oltre 21 mila tonnellate di
microplastica, in un’area di qualche milione di kmq con una concentrazione massima di oltre un milione di
oggetti per kmq. L’accumulo è noto da parecchio tempo, perlomeno dalla fine degli anni ’80, e ha un'età di
oltre 60 anni. Un gigantesco vortice di correnti superficiali ha concentrato in quest’area i rifiuti formati
principalmente da materiali plastici gettati o persi da navi in transito, o scaricati in mare dalle coste del Nord
America e dall’Asia. Questa concentrazione, oltre che dall’effetto focalizzante delle correnti, dipende dal
fatto che la plastica non è biodegradabile e permane per tempi lunghissimi nell’ambiente. Una lentissima
degradazione a opera principalmente della luce del Sole, scompone i frammenti plastici in sottili filamenti
caratteristici delle catene di polimeri. Questi residui, non sono metabolizzabili dagli organismi, e finiscono
per formare un vero e proprio “brodo” nell’acqua salata dell’oceano.
Effetti tossici
Gli effetti per l’ambiente non sono stati ancora studiati in maniera approfondita e appaiono di difficile
valutazione data l’estensione del fenomeno e le scale temporali associate, ma sono probabilmente importanti.
Si pensa soprattutto alle alte concentrazioni di PCB (molto tossici e probabilmente cancerogeni) che possono
entrare nella catena alimentare visto che i filamenti plastici sono difficilmente distinguibili dal plancton e
quindi ingeriti da organismi marini, ma anche alla capacità della microplastica di fornire un supporto alla
proliferazione di colonie microbiche di patogeni. Più in generale, è preoccupante la presenza di rifiuti
pervasivi e tossici, in un ecosistema fondamentale, durante periodi di decine o centinaia di anni.
Anche nel Mediterraneo?
L’Isola di Plastica, che non e’ presente solo nell’Oceano Pacifico ma anche in Atlantico e probabilmente in
Mediterraneo, non è solo un disastro ambientale incalcolabile ma è la metafora più precisa e terribile del
fallimento del nostro modello di sviluppo
INQUINAMENTO RADIOATTIVO
La radioattività, o decadimento radioattivo, è l’insieme di processi fisico-atomici a mezzo dei quali alcuni
nuclei atomici instabili (radionuclidi) o radioattivi decadono (trasmutano) in una specie atomica a contenuto
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L’INQUINAMENTO

Nel 2017 l’uomo grazie alle scoperte di centinaia di uomini è riuscito a fare passi da gigante nel campo della tecnologia ma uno dei problemi che tutt’oggi non è riuscito a risolvere riguarda la tematica dei rifiuti. L’uomo, dall’inizio dei tempi, ha prodotto rifiuti, dalle normali feci fino a oggi, in cui contiamo una vasta gamma di rifiuti, dalla plastica ai metalli pesanti. L’uomo non è ancora riuscito a trovare i metodi necessari per smaltire tutti i rifiuti prodotti da lui stesso; per questo motivo, sia per ignoranza sia per astuzia, sono stati abbandonati o nascosti, sottoterra o in mare, pensando che essi non dovessero più dare problemi. Perciò oggi ci ritroviamo non solo a faccia a faccia con i rifiuti stessi ma anche con un fenomeno molto preoccupante che mette in pericolo le nostre stesse vite: l’inquinamento.

L'inquinamento è un'alterazione dell'ambiente che può essere di origine antropica o naturale. Esso produce disagi temporanei, patologie o danni permanenti per la vita in una data area, e può porre la zona in disequilibrio con i cicli naturali esistenti. L'alterazione può essere di svariata origine, chimica o fisica. Analizziamo i più famosi fenomeni di inquinamento presenti nel mondo:

  • ISOLE DI PLASTICA

Ci sono voluti undici anni di misure, ma alla fine la quantità di plastica che galleggia al centro del Pacifico Settentrionale, la cosiddetta “Great Pacific Garbage Patch” è stata determinata con una certa accuratezza.

Si tratta di un'immensa massa di spazzatura che vaga nell'Oceano Pacifico: oltre 21 mila tonnellate di microplastica, in un’area di qualche milione di kmq con una concentrazione massima di oltre un milione di oggetti per kmq. L’accumulo è noto da parecchio tempo, perlomeno dalla fine degli anni ’80, e ha un'età di oltre 60 anni. Un gigantesco vortice di correnti superficiali ha concentrato in quest’area i rifiuti formati principalmente da materiali plastici gettati o persi da navi in transito, o scaricati in mare dalle coste del Nord America e dall’Asia. Questa concentrazione, oltre che dall’effetto focalizzante delle correnti, dipende dal fatto che la plastica non è biodegradabile e permane per tempi lunghissimi nell’ambiente. Una lentissima degradazione a opera principalmente della luce del Sole, scompone i frammenti plastici in sottili filamenti caratteristici delle catene di polimeri. Questi residui, non sono metabolizzabili dagli organismi, e finiscono per formare un vero e proprio “brodo” nell’acqua salata dell’oceano.

Effetti tossici

Gli effetti per l’ambiente non sono stati ancora studiati in maniera approfondita e appaiono di difficile valutazione data l’estensione del fenomeno e le scale temporali associate, ma sono probabilmente importanti. Si pensa soprattutto alle alte concentrazioni di PCB (molto tossici e probabilmente cancerogeni) che possono entrare nella catena alimentare visto che i filamenti plastici sono difficilmente distinguibili dal plancton e quindi ingeriti da organismi marini, ma anche alla capacità della microplastica di fornire un supporto alla proliferazione di colonie microbiche di patogeni. Più in generale, è preoccupante la presenza di rifiuti pervasivi e tossici, in un ecosistema fondamentale, durante periodi di decine o centinaia di anni.

Anche nel Mediterraneo?

L’Isola di Plastica, che non e’ presente solo nell’Oceano Pacifico ma anche in Atlantico e probabilmente in Mediterraneo, non è solo un disastro ambientale incalcolabile ma è la metafora più precisa e terribile del fallimento del nostro modello di sviluppo

• INQUINAMENTO RADIOATTIVO

La radioattività, o decadimento radioattivo, è l’insieme di processi fisico-atomici a mezzo dei quali alcuni nuclei atomici instabili (radionuclidi) o radioattivi decadono (trasmutano) in una specie atomica a contenuto

energetico inferiore in accordo con la legge di conservazione della massa e dell’energia energia e raggiungendo così uno stato di maggiore stabilità.

Tale trasmutazione avviene in vari modi: per emissione di protoni e neutroni dal nucleo e per la cattura elettronica. Ogni tipo di decadimento emette in genere dei raggi. I raggi alfa e beta sono composti di particelle con carica elettrica, perciò interagiscono quasi immediatamente con la materia circostante venendo immediatamente assorbiti, i raggi gamma e i neutroni invece, elettricamente neutri, vengono assorbiti solo per urto diretto contro un atomo o un nucleo atomico pertanto possono propagarsi per lunghe distanze.

1)inquinamento industriale: gli impianti nucleari sono autorizzati a rigettare nell’ambiente materie radioattive in quantità stabilita dalle autorità competenti. Questo tipo di inquinamento è causato dagli scarti dell’industria estrattiva dell’uranio, dalle scorie radioattive sottoprodotto delle centrali nucleari e dai reattori nucleari in dismissione. L’attività di tali prodotti inquinanti ha una durata dell’ordine delle migliaia di anni ed allo stato attuale l’unica soluzione percorribile è lo stoccaggio in appositi siti come miniere dismesse, dopo averle inglobate in colate di cemento.

2)inquinamento bellico è dovuto a radiazioni di esplosioni nucleari per esperimenti atomici (test nucleari) ed a resti di proiettili di uranio impoverito utilizzati.

3)inquinamento accidentale come indica il termine stesso è quello dovuto ai vari incidenti nucleari (Chernobyl, Three Mile Island e di Bophal) oppure dalla fuoriuscita delle scorie da una discarica, o dal rischio d’incidente durante il trasporto delle scorie radioattive.

  • LA TERRA DEI FUOCHI La Terra dei fuochi è quel territorio, compreso tra la provincia di Napoli e la provincia di Caserta, interessato da continui roghi tossici appiccati alle discariche abusive che proliferano in tutto il territorio: i rifiuti, urbani e speciali, bruciati nell'area del casertano e nella zona settentrionale della provincia di Napoli sono la principale fonte di inquinamento della zona, tra le aree più compromesse d'Italia sotto il profilo ambientale. Vari comitati di cittadini, formatisi nel corso del tempo, da anni denunCIano roghi tossici che continuamente vengono appiccati da diversi anni: dai pneumatici usurati all‘olio esausto, dall’etemit al piombo fino all'abbigliamento e alla mobilia, ma anche veleni industriali di ogni sorta, che dopo l'incenerimento avvelenano il territorio e diventano parte del passato. Come risulta da numerosi studi epidemiologici ufficiali e autonomi l‘area del napoletano-caseitano è impregnata di diossina ed altre sostanze velenose, la cui presenza massiccia è censita fin dalla fine degli anni ‘90. Come denunciato da numerosi comitati dei cittadini siamo ad un punto di non ritorno, anche perchè non esiste un piano bonifiche per arginare il fenomeno. in crescita esponenziale. A nulla valgono le decine di inchieste giornalistiche, le denunce della Commissione Parlamentare per gli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, gli esposti delle associazioni di cittadini, i morti che ogni giorno vengono salutati dai loro cari nei cimiteri di questa terra avvelenata. ll territorio delle province di Napoli e Caserta è oggi totalmente compromesso: il tasso di mortalità tumorale è il più alto del continente, le continue emergenze rifiuti hanno solo aggravato lo stato di inquinamento e di illegalità in cui versa il territorio. Da un lato c'è lo Stato. che non riesce a fronteggiare l'emergenza inquinamento e a trovare una soluzione definitiva per i continui roghi tossici, e dall'altro la. criminalità organizzata. che imperterrita continua con lo sversamento e la bruciatura di rifiuti pericolosi su tutto il territorio.