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Economia degli Intermediari Finanziari: Sistemi Finanziari e Modelli di Intermediazione, Sintesi del corso di Economia degli Intermediari Finanziari

Questo testo introduttivo esplora le funzioni attribuite ai sistemi finanziari, l'architettura dei sistemi finanziari e la loro importanza per l'economia di un paese. Vengono analizzate le funzioni allocative e di intermediazione, i tipi di mercato e gli attori chiave del sistema finanziario. Il documento illustra la struttura di un sistema finanziario, composto da strumenti, operatori, mercati e regole, e la funzione di intermediazione come trasferimento di risorse monetarie.

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

Caricato il 07/02/2014

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vicky_ac88 🇮🇹

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ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARIA FINANZIARI
CAPITOLO PRIMO: SISTEMI FINANZIARI E MODELLI DI INTERMEDIAZIONE
1.1 LE FUNZIONI ATTRIBUITE AI SISTEMI FINANZIARI: UN PRIMO APPROCCIO
Ai sistemi nanziari sono riconducibili le seguenti funzioni:
mobilizzazione e allocazione del risparmio agli investimenti
trasferimento e gestione dei rischi degli operatori economici
creazione di strumenti e servizi di pagamento alternativi alla moneta legale
trasmissione degli impulsi di politica monetaria al sistema economico.
Produzione di info sui prezzi delle attività nanziarie e delle variabili nanziarie
messa a punto di merccanismi ideonei a ridurre le imperfezioni nella
distribuzione delle informazioni e i collegati problemi di incentivo.
Per lo sviluppo di un paese è fondamentale l'adeguato funzionamento dei processi di
trasferimento delle risorse nanziarie accumulate dagli agenti economici in surplus
(consumi/investimenti inferiori ai fondi detenuti) a quelli in decit (fondi insucienti a
nanziare le spese).
F 0 B 7 Mobilizzazione ed allocazione del risparmio presso gli investitori, poiché la funzione
allocativa prevalente nelle banche necessita la predisposizione di meccanismi che
favoriscono l’incontro e lo scambio fra la domanda e l’oerta di nanziamenti,
conciliando le esigenze dei soggetti in surplus nanziario con quelli in decit
F 0 B 7 Trasferimento e gestione dei rischi degli operatori economici, attraverso lo sviluppo
di strumenti contrattuali ad hoc, sia con tecnologie gestionali idonee a limitare i rischi.
La rilevanza di questa funzione sta nel know how progettuale posseduto e nella
capacità di sfruttamento di economie d’informazione e di costi di transazione via via
decrescenti all’aumentare della scala delle operazioni realizzate (risk managment)
F 0 B 7 Creazione di strumenti e servizi di pagamento alternativi alla moneta, che
determinano le modalità di regolamento degli scambi reali e nanziari a disposizione
degli operatori (funzione monetaria). La banca centrale, le banche e gli istituti di
moneta elettronica, concorrono a denire l'oerta complessiva di moneta.
F 0 B 7 Trasmissione degli impulsi di politica monetaria, poiché il sistema nanziario ha una
posizione chiave nel trasmettere al settore reale dell’economia la variazione
dell’oerta di moneta stabile dalle autorità responsabili della politica monetaria
F 0 B 7 Produzione di informazioni sui prezzi delle attività nanziarie e delle variabili
nanziarie, in condizione di continuità, adabilità ed economicità.
F 0 B 7 Messa a punto di meccanismi idonei a ridurre le imperfezioni nella distribuzione delle
informazioni ed i collegati problemi di incentivo, minimizzando le c.d. asimmetrie
informative per garantire un corretto funzionamento del sistema, poiché in presenza di
asimmetrie informative (si manifesta una disuguaglianza informativa tra le controparti
coinvolte negli scambi nanziari), viene inuenzata la capacità decisionale degli
investitori che in presenza di elevata incertezza, incompletezza e inadabilità possono
decidere di non investire.
Due sono i tipi di asimmetria informativa:
o Adverse selection, si manifesta prima della conclusione dei contratti nanziari, ha il
potenziale eetto di facilitare il nanziamento di unità in decit che hanno maggiore
probabilità di cagionare eventi avversi come l’insolvenza
o Moral hazard, si palesa alla conclusione dei contratti nanziari ed è da attribuire alla
messa in atti di comportamenti opportunistici da parte di una controparte a danno
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Scarica Economia degli Intermediari Finanziari: Sistemi Finanziari e Modelli di Intermediazione e più Sintesi del corso in PDF di Economia degli Intermediari Finanziari solo su Docsity!

ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARIA FINANZIARI

CAPITOLO PRIMO: SISTEMI FINANZIARI E MODELLI DI INTERMEDIAZIONE

1.1 LE FUNZIONI ATTRIBUITE AI SISTEMI FINANZIARI: UN PRIMO APPROCCIO

Ai sistemi finanziari sono riconducibili le seguenti funzioni:

• mobilizzazione e allocazione del risparmio agli investimenti

• trasferimento e gestione dei rischi degli operatori economici

• creazione di strumenti e servizi di pagamento alternativi alla moneta legale

• trasmissione degli impulsi di politica monetaria al sistema economico.

• Produzione di info sui prezzi delle attività finanziarie e delle variabili finanziarie

• messa a punto di merccanismi ideonei a ridurre le imperfezioni nella

distribuzione delle informazioni e i collegati problemi di incentivo.

Per lo sviluppo di un paese è fondamentale l'adeguato funzionamento dei processi di trasferimento delle risorse finanziarie accumulate dagli agenti economici in surplus (consumi/investimenti inferiori ai fondi detenuti) a quelli in deficit (fondi insufficienti a finanziare le spese).

F 0 B 7Mobilizzazione ed allocazione del risparmio presso gli investitori, poiché la funzione allocativa prevalente nelle banche necessita la predisposizione di meccanismi che favoriscono l’incontro e lo scambio fra la domanda e l’offerta di finanziamenti, conciliando le esigenze dei soggetti in surplus finanziario con quelli in deficit F 0 B 7Trasferimento e gestione dei rischi degli operatori economici, attraverso lo sviluppo di strumenti contrattuali ad hoc, sia con tecnologie gestionali idonee a limitare i rischi. La rilevanza di questa funzione sta nel know how progettuale posseduto e nella capacità di sfruttamento di economie d’informazione e di costi di transazione via via decrescenti all’aumentare della scala delle operazioni realizzate (risk managment)

F 0 B 7Creazione di strumenti e servizi di pagamento alternativi alla moneta, che determinano le modalità di regolamento degli scambi reali e finanziari a disposizione degli operatori (funzione monetaria). La banca centrale, le banche e gli istituti di moneta elettronica, concorrono a definire l'offerta complessiva di moneta.

F 0 B 7Trasmissione degli impulsi di politica monetaria, poiché il sistema finanziario ha una posizione chiave nel trasmettere al settore reale dell’economia la variazione dell’offerta di moneta stabile dalle autorità responsabili della politica monetaria

F 0 B 7Produzione di informazioni sui prezzi delle attività finanziarie e delle variabili finanziarie, in condizione di continuità, affidabilità ed economicità. F 0 B 7Messa a punto di meccanismi idonei a ridurre le imperfezioni nella distribuzione delle informazioni ed i collegati problemi di incentivo, minimizzando le c.d. asimmetrie informative per garantire un corretto funzionamento del sistema, poiché in presenza di asimmetrie informative (si manifesta una disuguaglianza informativa tra le controparti coinvolte negli scambi finanziari), viene influenzata la capacità decisionale degli investitori che in presenza di elevata incertezza, incompletezza e inaffidabilità possono decidere di non investire.

Due sono i tipi di asimmetria informativa:

o Adverse selection, si manifesta prima della conclusione dei contratti finanziari, ha il potenziale effetto di facilitare il finanziamento di unità in deficit che hanno maggiore probabilità di cagionare eventi avversi come l’insolvenza o Moral hazard, si palesa alla conclusione dei contratti finanziari ed è da attribuire alla messa in atti di comportamenti opportunistici da parte di una controparte a danno

dell’altra. La capacità di osservare e sanzionare con prontezza questi comportamenti consente di ridurre i comportamenti di moral hazard, ma

impegnati nella produzione e diffusione di informazioni ai fini di minimizzare i fenomeni di asimmetria (per es. le agenzie di rating, società di revisione, analisti finanziari).

Due fenomeni derivanti da asimmetria informativa sono: o Insider trading, quando un numero ristretto di soggetti a motivo del ruolo svolto utilizza in modo opportunistico le informazioni riservate di cui è in possesso o Free riding, si manifesta in presenza di comportamenti imitativi che presuppongono la rinuncia alla raccolta ed elaborazione delle informazioni nonché al monitoraggio degli investimenti allo scopo di evitarne i costi correlati. La fragilità dei sistemi finanziari dovuta all'esistenza di queste imperfezioni nella distribuzione delle imperfezioni, giustifica la presenza di un set robusto di regole e di autorità di vigilanza.

1.2 L’ARCHITETTURA DEI SISTEMI FINANZIARI L’analisi morfologica di un sistema finanziario implica la valutazione delle diverse componenti che lo determinano come intermediari finanziari, mercati, attività finanziarie, norme e autorità di vigilanza. Agli intermediari finanziari e ai mercati compete la creazione dei rapporti fra gli agenti economici nel sistema finanziario, basatosi sulla produzione di attività finanziarie. Il problema è quello dell’equilibrio tra mercati e sistemi finanziari che comporta la valutazione comparata di due differenti strutture di collegamento fra più unità in surplus ed in deficit:

F 0 B 7La prima è fondata sullo sviluppo di circuiti intermediati, luoghi in cui gli intermediari creditizi realizzano il trasferimento di risorse tra unità in surplus e unità in deficit finanziario. Il ruolo degli intermediari è quello dell’asset trasformer, ossia operatore che è in grado di trasformare, mediante i processi produttivi di cui si dota la combinazione di rischio e rendimento delle unità in surplus, che affidano i propri risparmi

F 0 B 7La seconda basata su circuiti diretti, luoghi in cui si manifestano le condizioni necessarie per la canalizzazione delle risorse finanziarie dai fondi richiedenti a quelli offerenti attraverso i mercati.

In realtà, l'allocazione delle risorse monetarie dalle unità in surplus a quelle in deficif, può avvenire anche in altro modo, ossia direttamente tra le parti interessate, senza l'ausilio nel del mercato ne degli intermermediari. Ciò nonostante le controparti sostengono dei costi di transazione (per es. ricerca controparte, elaborazione informazioni). Questi costi possono essere un primo fattore che ostacola gli scambi diretti. La manifestazione di circostanze quali la difficoltà a reperire la controparte, l'incompatibilità, la difficoltà di accesso alle informazioni, possono tradursi in astensione dall'investimento.

1.2.1 La classificazione degli intermediari finanziari

Gli intermediari finanziari sono operatori professionali, attivi nei circuiti di finanziamento indiretto attraverso la produzione e l’offerta di strumenti e servizi finanziari destinati alle unità in surplus ed in deficit.

Sono intermediari finanziari:

F 0 B 7 Banche , che raccolgono fondi dalle unità in surplus attraverso varie tipologie di contratti di deposito e l'emissione di titoli di debito che impiegano prevalentemente per la concessione di prestiti di varia natura alle unità in deficit. Possono essere o meno specializzate per prodotti, segmenti di clientela serviti, canali di distribuzione utilizzati. Oltre l'intermediazione creditizia e l'offerta di strumenti di pagamento,

possono produrre servizi connessi all'intermediazione mobiliare (strutturazione, collocamento strumenti finanziari) alla consulenza finanziaria e alla gestione di patrimoni finanziari e di fondi pensione.

F 0 B 7Intermediari creditizi non bancari , società di credito al consumatore, leasing, factoring e forfaiting. Sono intermediari specializzati in una particolare attività creditizia che finanziano attraverso l’assunzione di

vita o morte) o al patrimonio dell'assicurato (furto, incendio) o alla sua professione. Poiché la prestazione monetaria a cui è tenuto l'assicuratore dipende dalla manifestazione di un evento, è anche possibile che questa non avvenga mai.

1.2.3 I principali mercati finanziari

I mercati finanziari sono i luoghi (fisici o telematici) dove avvengono gli scambi finanziari

  1. Basato sui mercati, in cui il finanziamento delle unità in deficit si compie mediante l’emissione ed il collocamento di strumenti finanziari negoziabili (azioni, obbligazioni, titoli di stato), ed in cui gli intermediari sono coinvolti nel funzionamento dei mercati mediante l’offerta di servizi di collocamento, negoziazione e pricing

cioè attività di investment banking. Questo vale per il sistema degli Stati uniti, e dei paesi

riuscire a dismettere l’attività in portafoglio. Dobbiamo poi distinguere due figure di intermediari, che si occupa della gestione dei costi e dei rischi: F 0 B 7Asset broker, che si occupano della minimizzazione dei costi F 0 B 7Asset trasformer che si occupano del contenimento del rischio di liquidità e di prezzo. 1.4.2 L’interpretazione teorica degli intermediari finanziari Gli asset broker come le SIM e le società di gestione di fondi comuni mobiliari e immobiliari, sono soggetti specializzati nell’offerta di prodotti connessi all’attività di investimento sui mercati finanziari ovvero nella produzione di servizi di portafoglio, insieme a servizi di mediazione. Il ricorso ai loro servizi risulta conveniente poiché sono in grado di sfruttare economie di scala nella produzione delle attività offerte, cioè ridurre i costi unitari di transazione al crescere dei volumi di attività prodotti. Sono in grado di minimizzare la soglia di accesso all’investimento nonché di assicurare una adeguata diversificazione del patrimonio del singolo partecipante al fondo. Gli asset broker puri però non sono in grado di trasformare i rischi di credito e liquidità, ma solamente ridurre i costi di transazione e anche quelli di informazione. Si limitano infatti a un’attività di servizio funzionale ad agevolare le decisioni e le scelte di investimento dei soggetti agendo come soggetto mandatario. L’asset broker non offre alla sua clientela alcuna garanzia sul rendimento del patrimonio gestito, poiché è soggetto al rischio di prezzo e liquidità. Se invece i risparmiatori sono interessati a minimizzare sia i costi informativi e di transazione, sa i rischi

legati al prezzo e alla liquidità, devono rivolgere ad asset trasformer, i quali intervengono nella

o Hanno natura monetaria sono cioè accettate quale strumento di pagamento. Per questo motivo, le passività bancarie annullano di fatto il rischio di prezzo e di liquidità in capo ai depositanti. Non vi è infatti incertezza circa il prezzo di rimborso e il profilo di liquidità dell’attività finanziaria. Perché i depositante dovrebbero credere alla promessa della banca di rimborsare i depositi a vista al nominale? Sotto il profilo logico, gli impieghi in crediti della banca rappresentano un portafoglio di investimento comparabile con il patrimonio di un fondo comune investito in prestiti obbligazionari. La banca agisce implicitamente quale soggetto delegato in pool dai depositanti a impiegare in prestiti i loro depositi. Alle imprese conviene ricorrere al credito bancario rispetto all’emissione di titoli obbligazionari con caratteristiche di mercato, a motivo delle capacità della banca di concedere credito nella misura e per le durate richieste. Vi è poi un altro motivo della fiducia dei depositanti, giustificato da tre fattori:

  1. Diversificazione del portafoglio impieghi, che permette di abbassare il coefficiente di correlazione poiché i vari rendimenti avranno dinamiche non omogenee, consente la gestione dei rischi dell’attivo bancario a parità di rendimento.
  2. Il contratto di debito e l’impiego di capitale proprio, il contratto di debito assicura ai depositanti un privilegio legale che sta nel pagamento delle loro ragioni di credito rispetto agli azionisti della banca che sono creditori subordinati rispetto ai risparmiatori, poiché gli ultimi apportano capitale di rischio, i quali devono stare attenti perché il risultato della banca impatta i loro capitali. Inoltre la maggior parte delle tipologie di deposito sono contratti standard e per cui tale circostanza riduce in capo ai depositanti gli stati di natura che devono essere osservati in quanto i depositanti dovranno

attivarsi solamente nel caso in cui la banca non adempisse al servizio.

  1. Presenza di schemi di assicurazione dei depositanti e di un prestatore di ultima istanza, poiché il sistema bancario è dotato di un safety net, generalmente pubblico, cioè una rete di protezione rappresentata da schemi di assicurazione dei depositante, e da un prestatore di ultima istanza che è la Banca Centrale.

CAPITOLO SECONDO: LA FUNZIONE ALLOCATIVA E MONETARIA DEL SISTEMA

FINANZIARIO

2.1 I RUOLI E LA CENTRALITA’ DEL SISTEMA FINANZIARIO

Il sistema finanziario è un infrastruttura molto complessa che svolge un ruolo cruciale, quello di allocare capitale e rischi nel sistema economico. questo svolge le proprie funzioni con l’obiettivo di soddisfare i bisogni di natura finanziaria dei diverse operator economici, che derivano dall’esigenza di trasferire potere d’acquisto nel tempo, per poterne disporre in futuro. Per quel che invece riguarda quella che è la struttura del sistema finanziario si compone da strumenti, cioè contratti finanziari che esplicitano gli accordi regolando il trasferimento della moneta, operatori, mercati e regole. Gli operatori e i mercati assolvono il compito di effettuare o facilitare il trasferimento del potere d’acquisto tra i diversi soggetti economici. I primi detengono e negoziano i contratti finanziari e prestano i servizi a supporto della conclusione delle operazioni finanziarie, mentre i mercati rappresentano l’insieme degli scambi di contratti finanziari, ad oggi più che fisici, virtuali. Possiamo distinguere diverse funzione del sistema finanziario

  1. FUNZIONE MONETARIA: agli operatori viene offerto un modo efficiente di effettuare il pagamento dei beni e servizi acquisiti, sia nella messa a disposizione dei mezzi di pagamento in termini di quantità, sia nella erogazione di servizi di pagamento, necessari per la circolazione della moneta.
  2. FUNZIONE DI INTERMEDIAZIONE: che consiste nel collegamento, ossia il trasferimento e la movimentazione di risorse monetarie dagli operatori che si trovano in una situazione di eccedenza agli operatori in disavanzo, vale a dire coloro che non dispongono delle risorse proprie per finanziare le proprie decisioni di consumo e/o di investimento. L’incontro tra domanda o offerta avviene attraverso la negoziazione di contratti che prevedono l’esecuzione di prestazioni monetarie contrapposte e distanze nel tempo.
  3. FUNZINOE DI DIVERSIFICAZIONE E SUDDIVISIONE DEL RISCHIO: un operatore è esposto al rischio

trasferimento delle risorse monetarie dai soggetti in avanzo finanziario ai soggetti che devono

fronteggiare

fabbisogni di fondi, generati da decisioni di consumo o di investimento. La capacità allocativa viene intesa come l’efficacia nel canalizzare le risorse scarse verso impieghi finanziari alternativi attraverso un processo sistematico di valutazione e selezione che giunge a scegliere quelle opportunità che offrono un maggior rendimento a parità di rischio, oppure con minor rischio a parità di rendimento. 2.2.1 I settori istituzionali Per individuare gli operatori si può ricorrere al concetto di unità istituzionale, intesa come soggetto dotato di autonomia e capacitò di decisione in relazione al proprio patrimonio e alle proprie risorse finanziarie, presiede alla formazione e alla ripartizione del reddito Tali unità sono distinte in famiglie, imprese finanziarie e non finanziarie, istituzione pubbliche e Resto del mondo, settore che non è caratterizzato da comportamenti simili, ma comprende semplicemente le unità istituzionali non residenti che effettuano operazioni con unità istituzionali residenti. 2.2.2 I saldi finanziarie dei settori economici Legenda F 0 B 7Yn reddito prodotto dall’esercizio F 0 B 7Cn consumi correnti F 0 B 7S n risparmio conseguito nell’esercizio dell’unità economica (può essere negativo o positivo) F 0 B 7In spesa per investimenti F 0 B 7SFn saldo finanziario, misura il risparmio che un soggetto o un settore trasferisce o riceve dagli altri soggetti o settori. F 0 B 7AF n ammontare delle attività finanziarie detenute dal soggetto F 0 B 7PF n consistenza delle passività finanziarie emesse dal soggetto e la variazione nell’esercizio Descriviamo le relazioni tra le grandezze indicate

  1. Y n-C n =Sn formazione del risparmio
  2. S n –I n = SF n il saldo finanziario è la differenza tra il risparmio generato dalle attività correnti e la spesa per investimenti e può essere riscritto anche come SF n = ΔAF n-ΔPF n poiché misura la variazione dei crediti netti o debiti netti di un soggetto o settore nei confronti deli altri soggetti
  3. S n + ΔPF n = In + ΔAF n questa relazione è il risultato dell’interazione delle due precedenti ed esprime l’identità tra le risorse considerate come fonti e le risorse investite
    1. Σ SFn = 0 con ΣPF a soggetti con saldo finanziario positivo, e ΣPF b soggetti con saldo finanziario negativo con a+b=n. poiché prendiamo l’ipotesi di un’economia chiusa, si ha che il risparmio nazionale coincide con le variazioni delle attività reali, S n = I n Distinguiamo tra unità in surplus e unità in deficit
    2. Imprese non finanziarie, tipicamente unità in deficit. Il risparmio in questo settore è insufficiente a coprir il fabbisogno finanziario derivante dalla spesa per investimenti. Il risparmio netto è rappresentato dal reddito non distribuito
    3. Imprese finanziarie, evidenziano una situazione di equilibrio