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Diritto Internazionale: Principi Fondamentali e Consuetudini, Appunti di Tecniche Di Intelligenza Artificiale

Sui principi fondamentali del diritto internazionale, inclusa la consuetudine internazionale e i limiti alla modifica di norme imperative. Viene anche discusso il ruolo della corte internazionale di giustizia e la distinzione tra consuetudini generali e imperative. Il documento include esempi pratici e riferimenti alla convenzione di vienna sui diritti di trattati.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 05/03/2019

aleblaggo7
aleblaggo7 🇮🇹

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22.02.2013
Diritto Internazionale:
Prof: Calamia; E' tutto ciò che riguarda l'ambito esterno allo stato.
Ricevimento: mercoledì dopo la lezione, via San Giuseppe 22 "Sezione diritto
internazionale".
Il diritto internazionale non è solo il diritto, ma è un'ordinamento, in cui rientrano: diritto
internazionale privato, penale, amministrativo, tributario etc. Si fa una scelta operando su
determinati argomenti fondamentali per la formazione:
-fonti;
-soggetti;
-applicazione all'ordinamento italiano;
-concetto in senso stretto e controversie del diritto internazionale e modi di risoluzioni;
Dierenze fra ordinamento interno e internazionale:
1.Produzione delle nome: ordinamento nazionale produce le norma
attraverso il parlamento, che è un'istituzione apposita. Nell'ordinamento
internazionale non ce un soggetto apposito che produce le norme, sono gli stati
a produrle e le loro eetti ricadono sugli stessi.
2.Funzione di accertamento di diritto:
-nazionale: organo precostituito dalla legge a cui il soggetto si rivolge per
ottenere una difesa o condanna-> soluzione delle controversie;
-internazionale: è vero che esiste la Corte internazionale di giustizia, ma ci
vuole un elemento volontaristico alla base perché quel determinato organo
possa deliberare. Mentre nel primo la soluzione giurisdizionale è opzionale e
secondaria, nel secondo è arbitrale.
3. Coazione e esecuzione di un diritto: nel diritto internazionale non ce un
soggetto di realizzazione, anche se prima era previsto un potere coattivo,
mentre nel nazionale ce un soggetto che realizza una decisione
coattivamente. E quindi esecuzione della sentenza è lasciata alla parte
scontta, ossia allo stato scontto che è stato dichiarato soccombente.
"Diritto internazionale nisce per essere il diritto degli stati dominanti": è
parzialmente vero, in quanto il diritto internazionale si basa sulla prassi, e la
prassi dei paesi più sviluppati è più adatta in quanto i ni sono diversi(non di
sopravvivenza). Ma il diritto internazionale è posto a protezione degli stati
deboli, questa è la sua essenziale nalità.
Il diritto internazionale è come una scala su quale ci sono i soggetti: bisogna
quindi salire tutti gradini uno per uno e quindi ciò di cui si occupa è si il
controllo dei gradini più alti ma più che l'altro il fornimento di mezzi per la
salita.
Fonti del diritto internazionale:
1. le prime fonti sono usi e consuetudini, con un aggravante che non si trova
in nessuna norma dell'ordinamento internazionale e quindi vanno ricavati dalla
prassi- come fonti non scritti;
2. Trattati- come diritto scritto, ma qualche volta possono essere orali;
3. Principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili;
4. Decisioni e dottrina più autorevole.
Disposizione dello statuto di "Corte internazionale di giustizia" all'art.38: "la
corte la cui funzione è di decidere in base del diritto internazionale le
controversie che gli sono sottoposte abdica(rimette) a:
a) le convenzioni internazionale(trattato, protocollo) sia generali che
particolari che stabiliscono le norme espressamente riconosciuti;
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Diritto Internazionale: Prof: Calamia; E' tutto ciò che riguarda l'ambito esterno allo stato. Ricevimento: mercoledì dopo la lezione, via San Giuseppe 22 "Sezione diritto internazionale". Il diritto internazionale non è solo il diritto, ma è un'ordinamento, in cui rientrano: diritto internazionale privato, penale, amministrativo, tributario etc. Si fa una scelta operando su determinati argomenti fondamentali per la formazione: -fonti; -soggetti; -applicazione all'ordinamento italiano; -concetto in senso stretto e controversie del diritto internazionale e modi di risoluzioni; Differenze fra ordinamento interno e internazionale:

  1. Produzione delle nome: ordinamento nazionale produce le norma attraverso il parlamento, che è un'istituzione apposita. Nell'ordinamento internazionale non ce un soggetto apposito che produce le norme, sono gli stati a produrle e le loro effetti ricadono sugli stessi. 2 .Funzione di accertamento di diritto: -nazionale: organo precostituito dalla legge a cui il soggetto si rivolge per ottenere una difesa o condanna-> soluzione delle controversie; -internazionale: è vero che esiste la Corte internazionale di giustizia, ma ci vuole un elemento volontaristico alla base perché quel determinato organo possa deliberare. Mentre nel primo la soluzione giurisdizionale è opzionale e secondaria, nel secondo è arbitrale.
  2. Coazione e esecuzione di un diritto: nel diritto internazionale non ce un soggetto di realizzazione, anche se prima era previsto un potere coattivo, mentre nel nazionale ce un soggetto che realizza una decisione coattivamente. E quindi esecuzione della sentenza è lasciata alla parte sconfitta, ossia allo stato sconfitto che è stato dichiarato soccombente. "Diritto internazionale finisce per essere il diritto degli stati dominanti": è parzialmente vero, in quanto il diritto internazionale si basa sulla prassi, e la prassi dei paesi più sviluppati è più adatta in quanto i fini sono diversi(non di sopravvivenza). Ma il diritto internazionale è posto a protezione degli stati deboli, questa è la sua essenziale finalità. Il diritto internazionale è come una scala su quale ci sono i soggetti: bisogna quindi salire tutti gradini uno per uno e quindi ciò di cui si occupa è si il controllo dei gradini più alti ma più che l'altro il fornimento di mezzi per la salita. Fonti del diritto internazionale:
  3. le prime fonti sono usi e consuetudini , con un aggravante che non si trova in nessuna norma dell'ordinamento internazionale e quindi vanno ricavati dalla prassi- come fonti non scritti ;
  4. Trattati - come diritto scritto , ma qualche volta possono essere orali;
  5. Principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili;
  6. Decisioni e dottrina più autorevole. Disposizione dello statuto di "Corte internazionale di giustizia" all' art.38: "la corte la cui funzione è di decidere in base del diritto internazionale le controversie che gli sono sottoposte abdica (rimette) a: a) le convenzioni internazionale (trattato, protocollo) sia generali che particolari che stabiliscono le norme espressamente riconosciuti;

b) consuetudine internazionale come prova di una pratica generale accertata come il diritto; c) principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili; d) con riserva delle disposizioni dell'art.59, le decisioni giudiziarie e la dottrina degli autori più qualificati delle varie nazioni come mezzi sussidiari per la determinazioni delle norme giuridiche" => questo è l'ordine che va seguito per la decisione delle controversia sul piano internazionale. La corte non può fare l'altro che applicare la norma internazionale. <3 Se ce la volontà negoziale dello stato(non viziata, legittima e efficace) bisogna applicare la norma specifica, se è assente o in contrasto con la prassi applicata, si applica la consuetudine. Tutto ciò non è però la gerarchia delle fonti. Ciò però va letto insieme all' art.53 della Convizione di Vienna sui diritti di trattati, la quale ha riconosciuto esistenza dello ius cogens, ossia norme imperative del diritto internazionale generale. Esso produce gli effetti che trascendono il diritto dei trattati. Inoltre devono essere compresi tra le fonti di diritto internazionali anche gli accordi, ossia procedimenti di produzione giuridica-> c.d. fonti previsti da accordo o fonti di terzo grado. Consuetudine internazionale: è definita dalla Corte Internazionale della Giustizia come " una pratica generale accettata quale diritto ", ossia una prassi. E' composta da due elementi:

1. diuturnitas o elemento materiale: ripetizione costante di un comportamento da parte della generalità degli stati; 2. opino iuris ac necessitatis o elemento psicologico: ossia convinzione generale che tale comportamento sia conforme al diritto e quindi considerato moralmente obbligatorio. Come si fa però a provare la sussistenza di questi due elementi??? Per esempio le norme di cortesia internazionale non sono consuetudini, bensì i comportamenti. 27.02. Al livello internazionale si afferma che i due elementi sono necessari affinché sussista una consuetudine. es. relazioni diplomatiche: vengono effettuate dalle persone a cui è riconosciuto il potere di regolare i rapporti tra i determinati stati. Diplomati godono dei benefici(immunità, inviolabilità etc), i quali sono estesi a volte anche al loro personale, ma ciò non è riconosciuto al livello diritto bensì al livello di cortesia intenazionale, nella quale manca la sussistenza dell'elemento psicologico. -prova dell'elemento psicologico: si ha nella dimostrazione della convinzione. E' illustrata dalla Corte internazionale di Giustizia , che è un organo collocato all'interno dell'ONU(CGi), prima dell'istituzione dell'ONU operava Società delle nazioni, all'interno della quale era Corte Permanente della Giustizia(CPGI). L'organo internazionale non esiste se non è collocato all'interno di un'istituzione internazionale. Esempi: -Caso Lotus: si verifica una collisione tra il piroscafo francese "Lotus" e un'imbarcazione turca, a largo di Mitilene. La peggio ce l'ha imbarcazione turca, feriti e morti, mentre lotus imbarca e salva superstiti ed attracca al Mitelene. Appena lo fa il capitano viene arrestato e viene posto sotto il processo per omicidio plurimo. Viene condannato a prigionia e a pagamento di

fondamento nell'art.53 della Convenzione di Vienna sui diritti dei trattati, che contiene la sua definizione: è una regola del diritto internazionale generale riconosciuta ed accettata dalla comunità internazionale come inderogabile. Criteri identificativi sono due:

  • generalità: con efficacia erga omnes ed vincolante di tutti i membri di comunità internazionale;
  • accettazione e riconoscimento dell'inderogabilità dalla comunità internazionale nel suo insieme: sussistenza convinzione della sua inderogabilità-> opinio iuris. La norma consuetudinaria si rivolge a tutti soggetti dell'ordinamento internazionale. Essa sviluppa la propria funzione scindendosi in una serie di rapporti sinnallagmatici: si rivolge in pratica ad ABCDR, ma si creano rapporti bilaterali fra questi. Essa si scompone e nella grande parte delle situazioni disciplina i rapporti fra a/b, c/d etc. Gli stati esterni al rapporto non sono presi in considerazione, anche se la consuetudine li vincola. Ius cogens è invece efficace erga omnes e nel caso dell'aggressione delle sue materie(genocidio, tortura, divieto di crimini di guerra e contro umanità) nasce un doppio grado della responsabilità: -nei confronti della vittima diretta; -nei confronti di altri stati: in casi del crimine internazionale, ossia un'illecito grave. Stato che lo commette subisce le conseguenze ulteriori. 21 maggio 1969 "Convenzione di Vienna" riguardo ai diritto dei trattati afferma è nullo il trattato contrario alla consuetudine internazionale. 28.02. <3 Norme istitutive di vincoli solidali: possono essere sia consuetudinaria sia pattizia. Essi nascono come norme pattizie è quello di norme che proteggono i diritti umani (es. Convenzione europea della salvaguardia dei diritti dell'uomo), sono efficaci non solo nei confronti di un stato solo ma di tutti gli stati. Hanno la caratteristiche di trovare applicazione a tutti gli stati di comunità internazionali. Rapporti sono di carattere bilaterali, alcuni sono quindi anche solidali: illecito commesso non solo in confronti dello stato direttamente leso, ma anche di tutta la comunità internazionale. Norme cogenti(ius cogens): tutte le norme sono istitutive di vincoli solidali, ma non tutte sono cogenti(inderogabili). E' una cerchia più ristretta. Quali sono le norme cogenti? Non si ha un codice di norme cogenti e quindi non ce numerus clausus. Effetto della norma cogente è quello che essa non può essere derogata con la volontà degli stati e quindi essi rinunciano volontariamente ad una parte della propria sovranità. … il diritto internazionale ha fonti delle consuetudini(ha portata in comunità locale) e trattati (ha portata nella comunità internazionale-> si mette per iscritto le consuetudini). Per esempio: diritto dei trattati, consolari, diplomatico, del mare. Convenzione di Vienna è stata firmata dagli stati nel 1969 e quindi adesso è una regola giuridica che si applica negli stati che l'hanno firmato. Si ha una norma consuetudinaria e si va a ricercare con i mezzi necessari (diuturnitas, opino iuris) poi la si mette per iscritto e viene firmato dagli stati: stati che hanno fermato applicano la norma in forza dell'articolo della convenzione, altri stati la applicano come norma consuetudinaria. Quando ci siamo di fronte ad una norma bisogna chiedere se questa norma è codificata o meno??? Non tutte le norme corrispondono sia al diritto consuetudinario e codificato: se è norma modificativa, gli stati che hanno ratificato applicano norma modificata, tutti gli altri no, applicano cioè quella consuetudinaria. Diritto pattizio prevale quindi sulla norma consuetudinaria.

art. 53 della Convenzione: "il nullo ogni trattato che al momento della sua conclusione è in conflitto con una norma internazionale inderogabile generale"-> questo conferma esistenza delle norma imperative internazionali. Ma quali sono le norme imperative? In sede di redazione si sono scontrati varie opinioni:

  1. sosteneva la redazione di un elenco delle norme imperative; comunità internazionali si divideva in quattro gruppi: -socialisti(URSS); -paesi occidentali; - paesi non allineati(formalmente distanti da due gruppi); -paesi in via di sviluppo(emergenti nella comunità nazionale). La commissione del diritto internazionale ha il compito di redigere il diritto dei trattati e non delle norme cogenti.
  2. proposta riduttiva rispetto alla prima: predisporre l'esempio delle norme cogenti. Tutte le volte che si procede all'esemplificazione gli esempi diventano le regole e nuove non si introducono mai. Il rimedio: art. 53 nella seconda parte si è aggiunto: "ai fini della presente Convenzione una norma imperativa di diritto internazionale e generale una norma imperativa è una norma accettata e riconosciuta dalla comunità internazionale degli stati nel suo insieme in tanto che norma alla quale nessuna deroga è prevista se non della norma generale e internazionale". Quatto caratteri:
  3. accettata e riconosciuta: quando ha le caratteristiche della consuetudine(opino iuris/ diuturnitas). In questo caso elemento psicologica ha la portata maggiore, in quanto bisogna accettare il carattere inderogabile dello ius cogens;
  4. dalla comunità internazionale nel suo insieme: norma consuetudinaria nasce perché il comportamento è tenuto da moltissimi stati e non da tutti e si applica a tutti anche nei confronti di quelli stati che non l'hanno applicata o sono nati dopo istituzione della consuetudine; mentre le norme cogenti vanno riscontrati in tutti membri della comunità internazionale;
  5. inderogabile;
  6. può essere modificata soltanto con un'altra norma cogente. Ultimi due punti sono più che elementi costitutivi, le conseguenze della norma. Gli strumenti della norma cogente: contengono informazioni di alcuni diritti che sono ritenuti indispensabile da tutti gli stati (divieto di genocidio, pirateria, trattato contro buoni costumi). La sua violenza provoca la nascita non di un illecito, ma di un crimine internazionale. Si è discusso molto sulla legittimità o meno delle norme contenuti in un contratto tra la Francia e Principato di Montecarlo che consente alla polizia francese entrare sul territorio di Montecarlo e inseguire i soggetti che hanno comesso i reati in Francia. E' una norma che estende il potere di polizia limitando quindi la sovranità nazionale. Esiste una norma di inseguimento in via mare purché inseguimento fosse iniziato nel territorio nazionale. Se norma cogente sorge successivamente al trattato cosa succede??? Effetti di questo trattato cessano. Consuetudini particolari: non sono rivolti a tutti gli stati, bensì ad una cerchia che deve avere il carattere particolare. Nasce come consuetudine locale o regionale, appartenente alla specifica aria regionale. ES. America latina: una delle consuetudine tipica è quella dell'assillo diplomatico che consiste nella possibilità della sua concessione a persone che siano accusate di aver commesso un reato politico; il principio di uti possidetis, è il principio in base al quale sono state delimitati gli stati di america latina: quando si arrivava bisognava mettere la bandiera e il territorio diventava di tale stato fino alla montagna o un fiume. Sono norma particolari che sono deroga alla norma generale.

-accordo-> sviluppo di un testo negoziale nel quale sarà manifestazione della volontà. E questo testo viene parafato( parafattura è classico strumento con quali diplomatici sgolano il testo sul quale si è trovata una convergenza ), ciò però non significa emanazione del contratto; si ha invece effetto affinché il testo non subisca successive modificati. Discussione-> testo-> siglatura(accordo sulla regolamentazione pattizia); 2 fase: conclusione vera e propria del trattato: forma attraverso la quale gli stati manifestano la propria volontà è libera e quindi il modo di manifestazione è rilasciato al diritto costituzionale nazionale(conclusione, ratificare e altri modi di accettazione)-> libertà di forma comporta che nella prassi sono stati realizzati due dovere modalità di stipulazione: -in forma solenne -> soggetto legittimato firma e poi il testo viene scambiato, depositato o comunicato lo strumento di ratifica(art.87cost). Ratifica è strumento è cristalizza la volontà dello stato di partecipare al trattato, e quindi un atto interno dello stato. Se qualcuno solleva il giudizio di compatibilità con il diritto nazionale si ha patologia. Dipende dalla tipologia di trattati: Trattato multilaterali: presenza fisica di rappresentanti di diversi stati al fine della conclusione del trattato però successivamente si ha ratifica. es. Convenzione di Vienna(art.84): entra in vigore al 30 giorno dalla ratifica di almeno 35 stati. Viene individuato un depositario generale del contratto che era il Segretario Generale delle nazioni unite, con funzione di semplificazione e controllo. Trattati bilaterali: un stato di fronte all'altro: con lo scambio di strumenti della ratifica, il trattato entrerà in vigore quando la ratifica di uno stato raggiunge la cancelleria dell'altro stato oppure ce incontro per lo scambio. -in forma semplificata-> il trattato viene concluso senza la ratifica, con la firma ed entra subito in vigore. es. accordo bilaterale in forma semplificata è il c.d. scambio di lettere. Accordo nasce con accettazione della proposta(accettazione giunge all'ambasciata francese). Ratifica normalmente passa per i parlamenti nazionali, accordo bilatera nella forma semplificata no. art. 80 Cost: il parlamento è autorizzato alla ratifica di trattati politici, leggi etc da riguardare-> possono essere conclusi solo in modo solenne. Ciò comporta delle conseguenze: nel caso di violazione dell'art.80 ha la rilevanza il principio della buona fede. Nonostante ciò si ha la violazione dell'art.80 in tutti modi, in quanto si ha una bella caustica di stipulazione dei trattati in modo semplificato su argomenti indicati dall'art. stesso. Il parlamento non ha una funzione d mero controllo della politica estera, ma è compartecipe alla politica estera, in vista della designazione costituzionale. E quindi in caso di violazione si avrà avere la responsabilità: ce stata un fase in cui il Parlamento è stato espropriato da poteri: memorandum di Trieste stipulato con Iugoslavia. Se viene violata la norma interna di competenza di organo si ha la nullità del trattato internazionale stesso. Affinchè il trattato sia concluso ed entrato in vigore sul piano nazionale: pluralità di ordinamenti giuridici, e quindi purché il giudice interna possa applicare le norma del trattato nazionale questo deve essere adattato al diritto nazionale: la concreta applicaziona si ha con la trasformazione del diritto internazionale al diritto nazionale. Ciò può essere effettuato soltanto con intervento degli organi legislativi(Parlamento, Governo) in particolare con i loro provvedimenti formali. Convezione che regola la materia di legge di cambiali(Ginevra del 1930).<

Il parlamento italiano autorizza la ratifica e contemporaneamente da esecuzione. 06.03. Quando si passa da accordo bilaterali a<3d un'ipotesi del trattato plurilaterale. Tutto legato agli aspetti fondamentali dell'argomentazione del trattato. Classificazione dei trattati: -bilaterale -plurilaterale -chiuso: parti sostanziali sono coloro che hanno partecipato nella negoziazione; -aperto: altri parti possono entrare a far parte di trattato, tramite atto unilaterale di adesione. -semi/aperto o chiuso: possibile partecipazione al trattati per coloro che hanno le determinate caratteristiche richieste es. Comunità Economica Europea(CEE Trattato di Roma del 1956, potevano essere ammessi solo stati europei). Gli stati possono stabilire due ulteriori elementi: 1. entra in vigore se tutti gli stati lo ratificano; 2. possibilità che la regolamentazione del trattato non sia unitaria(se stato A vuole entrare a far parte del trattato ma non vuole applicare un determinato articolo, è possibile farlo?) Si attua così il meccanismo della riserva: se è prevista la sua ammissione o esclusione non si pongono i problemi, nel caso in cui il trattato tace si ha una lacuna. Cosa succede? Lo stato può opporre autonomamente una riserva o non esiste questa possibilità? La risposta trova spiegazione nel principio preminente: è preferibile integrità di applicazione del trattato oppure una maggiore partecipazione anche se oppone le riserve? Un noto parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del 1951, sulla opinabilità delle riserve alla convenzione sul genocidio: alcuni volevano applicarla ma opporre le riserve. Così si rivolge alla CIG. Riserva nel silenzio del trattato possono essere opposte con la puntualizzazione purché le riserve siano compatibili con oggetto e scopo del contratto. Riserva è una dichiarazione unilaterale rilasciata da uno stato al momento della sottoscrizione, ammissione, ratifica ad un trattato plurilaterale, con la quale lo stato esclude applicazione nei suoi confronti di una o più norme di trattato, ovvero chiede che uno o più norme del trattato vengono interpretate in un certo modo(possono essere definite anche come riserve eccettuativa o interpretativa). La situazione si complica in quanto non ce soggetto che valuta la compatibilità con il trattato. Funzione decentrata di diritto di accertamento può essere opposto da tutti i soggetti che fanno parte dell'ordinamento, ciò comporta però le situazioni non omogenei. <3 La convenzione di Vienna sui diritti di trattati contiene una regolamentazione concreta della riserva (artt.19-23), che precisa le modalità di opposizione etc. Nell'art.2 viene specificato cosa si intende per riserva-> è una dichiarazione unilaterale fatta da uno stato e volta a modificare applicazione o interpretazione del trattato in quel determinato stato.

Riserve non sono ammesse: a)se sono vietate dal trattato; b)il trattato non disponga di solo riserve determinate, vietando gli altri(ammissione parziaria); c)negli altri casi la riserva non sia compatibile con lo scopo e oggetto del trattato. Il parere della CIG è diventata una norma consuetudinaria. Il fatto che uno stato ha la facoltà di opporre le riserve non significa che altri stati debbono essere d'accordo. Gli stato a volte scrivono i commenti alle riserve degli altri stati. Gli stati quando si trovano di fronte ad una riserva dell'altro stato pongono in essere due attività diversi:

Svezia, USA e Canada hanno fatto simili dichiarazioni nei confronti della riserva apposta dalla Siria. => Questi stati hanno spostato attenzione dalla norma riservata agli altre norme. Obiezione può riguardare solo la materia di riserva, ma qualcuno ha parlato della controriserva, ossia quella opposta sugli articoli diversi. Ambito di riferimento di una riserva è una norma e non di uno stato. E quindi non si può affermare una controriserva, in quanto non è prevista dal diritto internazionale. Calamia ha ipotizzato una soluzione diversa: essa parte da un'assioma(se si accetta allora si arriva ad una soluzione). Riferimento logico: quando si parla della convenzioni sui diritti dei trattati (sul diritto del mare o futura sulla responsabilità internazionale degli stati). Quando le convenzioni sono così importanti si deve concentrare l'attenzione sull'oggetto. E' molto difficile valutazione sui trattati settoriali del diritto internazionale. In una convenzione con pluralità oggetti: si può parlare di dichiarazione di incompatibilità parziale che manifestano non il giudizio di valore

7 marzo diritto internazionale sulle riserve, si toccano vari aspetti, dal carattere volontaristico, dalla funzione accertativa, alla funzione che ne discende, ai rapporti che ci possono essere tra gli stati, una serie di connessioni che servono nell'inquadramento dell'ordinamento. un altro profilo del diritto dei trattati, un profilo rilevante perché è quello che riguarda le regole che sono poste a fondamento della interpretazione dei trattati. abbiamo esaminato nella evoluzione come nasce un trattato, le forme di stipulazione del trattato, abbiamo esaminato il contenuto materiale del trattato, le restrizioni all'applicazione, un'altro aspetto fondamentale è come deve essere interpretato un trattato. quali sono le regole che deve seguire chi deve interpretare il trattato, i vari metodi di interpretazione nel diritto interno, passando da interpretazioni non omogenee, una cosa è l'interpretazione di una legge, una di un contratto, nel diritto privato e nel diritto pubblico ci sono delle regole diverse, quando si va a interpretare il contratto, si deve cercare quelle che sono le reali volontà delle parti, l'accordo internazionale si pone in una situazione che è leggermente diversa dalle ipotesi a cui fa riferimento, può essere considerato più vicino a una legge o a un contratto. quando si interpreta un trattato internazionale ci si deve porre la domanda: è un trattato a valore normativo o contrattuale? (significa che si preferisce un interpretazione a scapito di un altra, interpretazione oggettiva (testuale) o soggettiva (rivoltà all'interpretazione della reale volontà delle parti al di la del dato scritto) la norma contenuta nella convenzione di vienna del 1869, cerca di rispondere a questa domanda: quale significato devo dare alle regole interpretative per risolvere una controversia che ci può essere su una norma. interpretazioni degli stati che volevano ricondurre il contratto in base contrattuale (stati uniti d'America) e gli altri stati (stati di recente formazione) che preferivano un interpretazione soggettiva ma quanto più possibile testuale, volevano che il riferimento al dato scritto dovesse prevalere rispetto alla volontà contenuta dalle parti (stati negoziatori partecipanti a quel determinato trattato). ci siamo trovati di fronte a un forte dibattito sull'articolo 31 della convenzione di vienna. al paragrafo 1 dell'art 31 viene specificato che il trattato deve essere interpretato in buonafede secondo il senso ordinario dei termini del trattato, nel loro contesto , e alla luce dell'oggetto e dello scopo, dall'art 31 si ricava quattro criteri principali di interpretazione:

-buonafede -senso ordinario dei termini -contesto -oggetto e scopo dall'indicazione di questi elementi emerge che si è scelta l'interpretazione oggettiva, testuale, e sostanzialmente è stato messo in minoranza il gruppo di stati, che preferivano avere un interpretazione soggettiva più che oggettiva. -qual'è l'oggetto del trattato (risulta dal trattato stesso) -scopo del trattato (non è difficile da individuare perché le parti quando stipulano un trattato specificano il motivo, e lo scopo perseguibile.) -l'interpretazione in buonafede presuppone che gli stati quando ratificano un trattato, lo facciano in buonafede.

  • il problema si pone nel senso ordinario dei termini e nel contesto. il senso ordinario dei termini è una mera ricerca etimologica che fa individuare il significato di un termine utilizzato all'interno della regolamentazione pattizia -il contesto: cos'è? è quello che la norma identifica come contesto, il contesto può avere dei contenuti non certi e non omogenei, anche se in questa specificazione di cos'è il contesto, gli stati risultati sconfitti nell'individuazione del criterio generale. il paragrafo 2 dell'articolo 31: ai fini dell'interpretazione del trattato il contesto comprende: oltre il testo (del contesto fa parte il testo)