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INTERO PROGRAMMA DI QUINTA SUPERIORE, Dispense di Economia aziendale

appunti da ripassare in vista della maturità

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 19/08/2022

alessia-ferrara-15
alessia-ferrara-15 🇮🇹

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LA GESTIONE DELLE BANCHE
Quali funzioni svolgono gli intermediari finanziari?
il credito è il diritto del creditore, che ha effettuato una prestazione attuale, di ottenere
una controprestazione futura.
Credito diretto: le operazioni di credito avvengono direttamente tra le parti.
Credito indiretto: le operazioni di credito avvengono con l’intervento di intermediari finanziari.
Credito alla produzione: in cui il debitore è un’impresa che necessita di finanziamenti
Credito al consumo: in cui il debitore è una persona singola o una famiglia.
Il diffondersi del credito indiretto ha favorito la nascita di intermediari finanziari.
Quali funzioni svolgono le banche?
la banca è un’impresa che opera nel settore del credito e dei regolamenti monetari,
esercitando attività di intermediazione e finanziaria che si affianca e si intreccia con la
prestazione di numerosi servizi.
-Funzione creditizia: le banche operano come intermediari tra i soggetti che offrono capitali e i soggetti che
li richiedono;
-Funzione monetaria: le banche costituiscono il fulcro del sistema dei pagamenti che avvengono con
strumenti bancari cartacei ed elettronici;
-funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria: influenzano la distribuzione della produzione
del reddito nazionale attraverso la concessione di crediti;
-funzione di servizi: le banche offrono alla clientela una gamma sempre più vasta di servizi.
Quali obiettivi di gestione perseguono le banche?
1. Liquidità: le banche devono essere in grado di far fronte regolarmente con tempestività le richieste di
rimborso e agli altri pagamenti;
2. solvibilità: le banche devono disporre di un patrimonio adeguato a fronteggiare gli impegni finanziari a
breve e medio/lungo termine;
3. redditività: le banche devono conseguire un risultato economico in grado di remunerare il capitale
investito e di potenziare l’attività attraverso l’autofinanziamento.
Gli obiettivi di liquidità e di redditività sono in conflitto tra loro. Per conseguire la massima liquidità la banca
non dovrebbe impiegare i fondi ricevuti dei depositanti, ma, così facendo, opererebbe in perdita. Al contrario,
per conseguire la massima redditività la banca dovrebbe impiegare tutti i fondi ricevuti dai depositanti,
ottenendo così la maggiore remunerazione possibile, ma questa scelta inciderebbe fortemente sulla sua
liquidità.
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LA GESTIONE DELLE BANCHE

Quali funzioni svolgono gli intermediari finanziari?

il credito è il diritto del creditore, che ha effettuato una prestazione attuale, di ottenere una controprestazione futura.Credito diretto: le operazioni di credito avvengono direttamente tra le parti. ● Credito indiretto: le operazioni di credito avvengono con l’intervento di intermediari finanziari. ● Credito alla produzione : in cui il debitore è un’impresa che necessita di finanziamenti ● Credito al consumo : in cui il debitore è una persona singola o una famiglia. Il diffondersi del credito indiretto ha favorito la nascita di intermediari finanziari.

Quali funzioni svolgono le banche?

la banca è un’impresa che opera nel settore del credito e dei regolamenti monetari, esercitando attività di intermediazione e finanziaria che si affianca e si intreccia con la prestazione di numerosi servizi.

- Funzione creditizia: le banche operano come intermediari tra i soggetti che offrono capitali e i soggetti che li richiedono; - Funzione monetaria: le banche costituiscono il fulcro del sistema dei pagamenti che avvengono con strumenti bancari cartacei ed elettronici; - funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria : influenzano la distribuzione della produzione del reddito nazionale attraverso la concessione di crediti; - funzione di servizi: le banche offrono alla clientela una gamma sempre più vasta di servizi.

Quali obiettivi di gestione perseguono le banche?

1. Liquidità: le banche devono essere in grado di far fronte regolarmente con tempestività le richieste di rimborso e agli altri pagamenti; 2. solvibilità: le banche devono disporre di un patrimonio adeguato a fronteggiare gli impegni finanziari a breve e medio/lungo termine; 3. redditività : le banche devono conseguire un risultato economico in grado di remunerare il capitale investito e di potenziare l’attività attraverso l’autofinanziamento. Gli obiettivi di liquidità e di redditività sono in conflitto tra loro. Per conseguire la massima liquidità la banca non dovrebbe impiegare i fondi ricevuti dei depositanti, ma, così facendo, opererebbe in perdita. Al contrario, per conseguire la massima redditività la banca dovrebbe impiegare tutti i fondi ricevuti dai depositanti, ottenendo così la maggiore remunerazione possibile, ma questa scelta inciderebbe fortemente sulla sua liquidità.

QUALI TECNICHE DI GESTIONE APPLICANO LE BANCHE?

Per realizzare un compromesso tra obiettivi che si presentano in naturale conflitto, le banche cercano una giusta combinazione tra le operazioni di raccolta fondi, impiego fondi e servizi. 1) il problema della liquidità è particolarmente avvertito dalle banche in quanto esse operano in prevalenza con fondi di terzi, i quali possono richiedere, in qualunque momento, la restituzione dei loro capitali. Per risolvere ciò, le banche destinano una parte dei fondi raccolti in investimenti che garantiscono i mezzi necessari a conservare in equilibrio la tesoreria e, migliorano il risultato economico con la maturazione di interessi e la realizzazione di plusvalenze. 2) la richiesta di rimborso o di pagamento viene fronteggiata con la creazione di **riserve di liquidità

  1. L’equilibrio temporale** tra le operazioni di raccolta e quelle di impiego fondi è raggiunto attraverso la concordanza delle scadenze. 4) Per affrontare il rischio di impresa, le banche devono procedere al frazionamento dei rischi.

Quali operazioni effettuano le banche?

le principali operazioni compiute dalle banche sono quelle creditizie. Tali operazioni possono essere suddivise in due categorie:

- Operazioni di raccolta fondi , sono dette passive in quanto la banca diventa debitrice nei confronti dei clienti; sotto l’aspetto economico la banca deve remunerare i capitali raccolti pagando interessi passivi. - Operazioni di impiego fondi , sono dette attive in quanto la banca diventa giuridicamente creditrice nei confronti di coloro che finanzia; con quest’operazioni la banca riscuote interessi e commissioni. Le altre operazioni sono:

  • **operazioni di investimento finanziario
  • servizi di investimento e servizi accessori
  • servizi complementari**

Come viene definito il prezzo delle operazioni bancarie?

il prezzo dell’operazioni bancarie è rappresentato dal tasso, se si tratta di operazioni di raccolta o di impiego fondi, e da commissioni, se si tratta di servizi. Nello stabilire i tassi di interesse le banche si basano su alcuni valori di riferimento tra i quali ricordiamo: l’Euribor, il Libor. Nello stabilire i tassi attivi da applicare ai finanziamenti concessi alla clientela le banche considerano la durata dei singoli prestiti e valutano attentamente il rischio che ciascuno di essi comporta: a durate più lunghe e a rischi maggiori corrispondono a tassi più elevati e viceversa. I tassi passivi, corrisposti ai depositanti sulle somme raccolte, dipendono dall’entità del capitale depositato e dalla durata della loro giacenza presso la banca. Il divario fra i tassi praticati dalle banche forma due forbici:

- la prima forbice , è dovuta al divario tra i tassi attivi e quelli passivi; - la seconda forbice è dovuta al divario fra il top rate (tasso attivo massimo) e prime rate (tasso attivo minimo);

Quali sono i documenti di sintesi della gestione delle banche?

- lo stato patrimoniale ; Le fonti di finanziamento a cui può accedere la banca sono:

Come sono liquidati gli interessi e calcolate le competenze?

Nel contratto devono essere specificati i tassi di interesse applicati, rapportati su base annua, e che la contabilizzazione degli interessi creditori e degli interessi debitori avvenga con uguale periodicità, a fine anno. Gli interessi creditori vengono capitalizzati sul conto corrente e producono interessi; gli interessi debitori maturati nell’esercizio non possono produrre ulteriori interessi e vengono quindi contabilizzati separatamente dal capitale e divengono esigibili il 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati. I tassi bancari sono soggetti a frequenti oscillazioni in dipendenza del grado di liquidità del sistema economico. Ai clienti ai quali è stato accordato un fido utilizzabile in conto corrente le banche richiedono il versamento di una commissione per messa disposizione dei fondi. Ai correntisti che utilizzano somme in eccedenza rispetto al saldo del conto corrente e a quelli che utilizzano somme superiori al fido concesso, i contratti prevedono l’applicazione di una penale chiamata commissione di istruttoria veloce ; esso è determinato in misura fissa e valore assoluto. Alla banca competono inoltre i recuperi spese, che riguardano:

  • le spese di tenuta del conto corrente , per le quali è di solito previsto un importo per ogni movimento registrato;
  • Le spese forfettarie trimestrali che servono a recuperare il costo di ogni liquidazione periodica del conto corrente.

Quali comunicazioni vengono inviate al cliente?

la banca invia periodicamente al cliente un estratto conto , nel quale vengono elencati in ordine cronologico tutte le operazioni che hanno dato luogo ad addebiti e accrediti; Sugli estratti conto è a carico del correntista l’imposta di bollo il cui importo annuale ammonta 34,20 € annui per le persone fisiche e 100 € per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

1 LE IMMOBILIZZAZIONI

Le immobilizzazioni son rappresentate da investimenti pluriennali di natura reale e finanziaria.

Le immobilizzazioni immateriali comprendono gli oneri pluriennali, i beni immateriali e

l’avviamento.

● I beni immateriali sono formati da beni a utilità pluriennali che possono essere

venduti (diritto di brevetto, concessioni, licenze, i marchi). Vengono contabilizzati nel

momento in cui l’impresa ne acquisisce la titolarità

● Gli oneri pluriennali sono costi sostenuti per acquisire fattori produttivi a lungo ciclo

di utilizzo che non hanno un mercato di riferimento (costi di impianto e ampliamento

accompagnati dalla fattura del professionista, costi di sviluppo documentati da

fatture).

● L’avviamento rappresenta la capacità dell’impresa di produrre utili. Può essere

contabilizzato soltanto quando vi è l’acquisizione di un’azienda funzionante;

Le immobilizzazioni materiali possono essere distinte:

  • beni strumentali , ossia beni utilizzati per produrre beni e servizi;
  • beni non strumentali , cioè beni non utilizzati nei processi produttivi

Le immobilizzazioni finanziarie sono formate dai crediti finanziari, dai titoli di debito e dai titoli di

capitale investito nell’attività aziendale per periodi medio/lunghi.

La voce crediti accoglie tutti i crediti di origine finanziaria.

2 OPERAZIONI BENI STRUMENTALI

I beni strumentali possono essere acquisiti a titolo di proprietà , oppure attraverso un’operazione di

leasing.

Il costo dei beni strumentali realizzati interamente viene patrimonializzato quando la costruzione è

terminata.

I beni acquisiti in leasing non vengono iscritti nello Stato Patrimoniale; i canoni di leasing

rappresentano costi per godimento di beni di terzi.

Nel corso della loro vita i beni strumentali necessitano di interventi che danno origine a:

  • costi di manutenzione e riparazione se vengono effettuati per mantenere la funzionalità del bene,

oppure per ripararlo;

  • costi incrementativi se gli interventi eseguiti aumentano la capacità produttiva o ne migliorano la

funzionalità.

I costi di manutenzione fanno parte di costi per servizi; i costi incrementativi devono essere

patrimonializzati.

I beni strumentali vengono dismessi; Tali operazioni danno origine a componenti positivi o negativi

del reddito (plusvalenze, minusvalenze, ecc).

3 IL BILANCIO D’ESERCIZIO: STRUMENTI COMUNICAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA

le imprese comunicano con: Il sistema informativo di bilancio è costituito dall’insieme dei documenti

che compongono il bilancio d’esercizio e dei suoi allegati.

BILANCIO D’ESERCIZIO

È composto dallo stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa.

Viene redatto dagli organi amministrativi oppure, da un dirigente contabile. Deve essere approvato

dall’assemblea dei soci o dal consiglio di sorveglianza.

I principi contabili nazionali chiariscono che, per ottenere la rappresentazione veritiera e corretta

della situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa e del risultato economico dell’esercizio,

occorre che il bilancio sia formato con neutralità.

il principio di neutralità richiede che coloro che predispongono il bilancio non favoriscano alcuni

destinatari a svantaggio di altri ma si comportino come un organo al di sopra delle parti.

5 IL BILANCIO D’ESERCIZIO CIVILISTICO

il bilancio d’esercizio è il documento redatto al termine del periodo amministrativo con cui si

rappresentano la situazione patrimoniale e finanziaria dell’azienda e il risultato economico

conseguito.

tale documento è formato da quattro parti: lo stato patrimoniale, il conto economico, il conto

finanziario e la nota integrativa.

lo stato patrimoniale contiene dati contabili che offrono informazioni sulla consistenza e sulla

composizione del patrimonio aziendale. È diviso in attivo e passivo ed è redatto a sezioni

contrapposte. Il conto economico evidenzia il reddito conseguito. È in forma scalare perciò troviamo

risultati intermedi.

il rendiconto finanziario ha lo scopo di evidenziare l’ammontare e la composizione delle

disponibilità liquide all’inizio e alla fine dell’esercizio.

la nota integrativa ha lo scopo di favorire la comprensione del bilancio esercizio;

6 FORME DEL BILANCIO ESERCIZIO CIVILISTICO

  • Forma ordinaria , applicabile a tutte le società di capitali non quotate in mercati regolamentati;
  • forma abbreviata , utilizzata solo dalle società che nel primo esercizio, o successivamente per due

esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei limiti indicati dall’articolo del codice civile 2435.

È inoltre previsto un bilancio per le micro imprese.

Le società che redigono il bilancio d’esercizio in forma abbreviata sono esonerate dalla redazione

del rendiconto finanziario.

Inoltre sono ammesse alcune semplificazioni nell’applicazione dei criteri di valutazione dei titoli, dei

crediti e dei debiti.

Il bilancio delle micro-imprese ha la stessa conformazione del bilancio in forma abbreviata. Le micro-

imprese sono tuttavia esonerate dalla redazione del rendiconto finanziario, della nota integrativa e

della relazione sulla gestione.

7 PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO

Il bilancio d’esercizio deve essere compilato con chiarezza, veridicità e correttezza.

PRUDENZA : la prudenza comporta che si deve tener conto dei rischi e delle perdite che

presumibilmente si manifestano nell’esercizio futuro, mentre i ricavi vanno considerati soltanto se

certi e definitivi.

CONTINUITÀ : la valutazione delle voci di bilancio deve essere fatta nella prospettiva della

continuazione dell’attività aziendale e non in una fase particolare della sua vita quale potrebbe

essere la cessione o la liquidazione.

PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA : la rilevazione e la presentazione delle voci devono

essere effettuate tenendo conto della sostanza dell’operazione o del contratto.

COMPETENZA ECONOMICA : le norme prevedono che la competenza economica delle operazioni

debba prevalere sulla loro manifestazione finanziaria. Per questo motivo alla fine del periodo

amministrativo occorre redigere le scritture di assestamento.

VALUTAZIONE ANALITICA : È vietato compensare i valori di segno opposto. Questo principio non

riguarda però, per esempio, le immobilizzazioni che devono apparire al netto dei fondi

ammortamento, gli acquisti e le vendite che devono essere iscritte al netto di resi, ribassi, buoni i

premi.

COMPARABILITÀ E COSTANZA : È richiesta la costanza nell’applicazione dei criteri di valutazione.

8 A QUALI FORME DI CONTROLLO È SOGGETTO IL BILANCIO?

la revisione legale è un insieme di attività svolte da un soggetto iscritto nel registro dei revisori con

cui si sottopongono al controllo legale il bilancio d’esercizio, e se redatto, il bilancio consolidato.

Nelle società quotate in mercati regolamentati la revisione legale esercitata da una società di

revisione soggetta alla disciplina e alla vigilanza della Consob;

Nelle società non quotate in mercati regolamentati la revisione legale può essere esercitata anche

da un revisore legale (persona fisica).

il soggetto incaricato della revisione legale viene nominato nell’atto costitutivo della società e,

successivamente, dall’assemblea dei soci;

L’obiettivo principale della revisione è quello di ottenere elementi di prova sufficienti al fine di

esprimere un giudizio sul bilancio.

Il bilancio è ritenuto Conforme quando è idoneo a soddisfare le esigenze degli utilizzatori, è stato

redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e

finanziaria e risultato economico dell’esercizio.

9 COME SI SVOLGE LA PROCEDURA DI REVISIONE LEGALE?

L’attività di revisione deve essere svolta gradualmente.

12 COME SI RIELABORA LO STATO PATRIMONIALE?

La riclassificazione dello stato patrimoniale comporta che gli elementi attivi e passivi che

compongono il patrimonio vengano esposti in ordine di scadenza ( liquidabilità per gli impieghi ed

esigibilità per i debiti)

Gli impieghi risultano suddivisi:

- Attivo corrente , formato dagli elementi patrimoniali che possono essere trasformati in moneta

entro breve scadenza

- Attivo immmobilizzato , formato dagli elementi del patrimonio destinati a restare investiti

nell’attività aziendale per un periodo di tempo medio/ lungo;

le fonti di finanziamento vengono classificate in:

- debiti a breve scadenza (o passività correnti) come i debiti commerciali finanziari o di qualsiasi

altra natura rimborsabili entro 12 mesi; tali passività, se non diversamente indicato, possono

includere anche i ratei e risconti. Comprendono anche i fondi per rischi e oneri se il loro utilizzo è

previsto entro l’esercizio successivo;

- debiti a medio-lungo scadenza (o passività consolidate), ossia i debiti di qualsiasi natura da

rimborsare oltre 12 mesi e i fondi per rischi e oneri se il loro utilizzo è previsto nel medio-lungo

termine;

- Patrimonio netto che comprende il capitale proprio, il risultato economico. La quota di utile di

esercizio da distribuire i soci, se lo stato patrimoniale riclassificato tiene conto della delibera di

riparto, è inclusa tra i debiti a breve scadenza.

13 COME SI RIELABORA IL CONTO ECONOMICO?

Il Conto economico civilistico non distingue i componenti di reddito della gestione caratteristica da quelli della gestione accessoria. Inoltre, non specifica l'importo di eventuali componenti di reddito delle gestioni caratteristica, accessoria e finanziaria di entità o incidenza eccezionali, derivanti da operazioni destinate a non ripetersi nel tempo (costi e ricavi non correnti). Inoltre, nel Conto economico civilistico i componenti di reddito sono classificati per natura , mentre, in alcune circostanze, è utile distinguere i costi per destinazione produttiva in relazione alle aree funzionali. L'obiettivo della riclassificazione del Conto economico è di ottenere una configurazione tale da evidenziare le aggregazioni e i risultati intermedi di gestione utili a comprendere la progressiva formazione del reddito d'esercizio. La configurazione del Conto economico a valore aggiunto classifica i costi e i ricavi per natura, mettendo in evidenza il valore aggiunto creato dalla gestione aziendale. Il valore aggiunto è l'incremento di valore che l'azienda aggrega al valore dei beni e dei servizi acquistati da altre aziende. Il valore aggiunto è ripartito fra tutti i soggetti che hanno concorso alla sua determinazione sotto forma di: ● retribuzioni al personale dipendente (salari e stipendi, oneri sociali, TFR); ● interessi; ● dividendi o quote di utile spettanti ai soci.

14 COME SI INTERPRETA IL BILANCIO D’ESERCIZIO?

l’interpretazione prospettica del bilancio ha il fine di ottenere informazioni utili per comprendere il

futuro andamento aziendale.

  • Se le informazioni sono raccolte da un soggetto interno l’interpretazione prospettica è utile per

individuare i punti di forza e punti di debolezza della struttura patrimoniale e della gestione

reddituale

  • se le informazioni sono raccolte da un soggetto esterno , l’interpretazione prospettica del bilancio

può essere diversamente indirizzata a seconda degli obiettivi che tale soggetto si propone di

realizzare.

L’interpretazione prospettica del bilancio può essere effettuata mediante l’analisi per indici e

l’analisi per flussi.

INDICI

CONTO ECONOMICO

ROE (return on equity)

Reddito d’esercizio / capitale proprio * 100

Esprime la redditività del capitale di rischio. Si riferisce all’intera gestione aziendale e ingloba la redditività delle gestioni caratteristica, accessoria e finanziaria. Tale indicatore serve, soprattutto ai soggetti esterni, per valutare quale sia, tra più alternative, l’investimento maggiormente redditizio.

ROI (return on investment)

Reddito operativo / totale impieghi *

Consente di verificare la redditività degli investimenti effettuati indipendentemente dall’andamento della gestione accessoria, della gestione finanziaria e della pressione fiscale. Tanto più il ROI assume valori elevati, tanto maggiore è la redditività del capitale investito. Tuttavia per verificare la convenienza a effettuare investimenti deve essere confrontato con il ROD.

ROD (return of debt)

Oneri finanziari / capitale di debito *

Esprime in termini percentuali il costo dell’indebitamento, cioè il tasso di interesse che l’impresa paga sui debiti. Se ROI>ROD l’impresa ha convenienza a investire anche utilizzando capitale di debito. Tuttavia va tenuto presente che l’indebitamento incide sulla gestione finanziaria e, conseguentemente sul ROE

ROS (return on sales)

Reddito operativo / ricavi di vendita *

Esprime la redditività delle vendite e sintetizza le relazioni esistenti tra volumi, costi e prezzi di vendita.

PATRIMONIO CIRCOLANTE

NETTO

Attivo corrente

Debiti a breve scadenza

INDICE DI DISPONIBILITA’

Attivo corrente

debiti a breve scadenza

Evidenzia la capacità di far fronte agli impegni finanziari a breve termine utilizzando l’attivo corrente. Deve avere un valore compreso tra 1 e 2.

MARGINE DI TESORERIA

Disp. Liq + disp. Fin

debiti a breve scadenza

INDICE DI LIQUIDITA’

SECONDARIA

Disp. Liq + disp. Fin

debiti a breve scadenza

Evidenzia la capacità di far fronte agli impegni finanziari a breve termine utilizzando solo disponibilità liquide e quelle finanziarie. Se è < di 1 l’impresa può avere difficoltà finanziarie.

MARGINE DI STRUTTURA

Capitale proprio

immobilizzazioni

INDICE DI AUTOCOPERTURA

DELLE IMMOBILIZZAZIONI

Capitale proprio

immobilizzazioni

Evidenzia in quale misura gli investimenti in immobilizzazioni sono finanziati con capitale proprio. Se è < di 1 le immobilizzazioni sono finanziate anche con capitale di debito.

MARGINE DI COPERTURA

GLOBALE

Cap. proprio + deb m-l

immobilizzazioni

INDICE DI COPERTURA

GLOBALE DELLE

IMMOBILIZZAZIONI

Cap. proprio + deb m-l

immobilizzazioni

Evidenzia in quale misura gli investimenti in immobilizzazioni sono finanziati con capitale permanente. Se è > di 1 l’impresa ha un adeguato equilibrio tra fonti e impieghi. Il Rendiconto finanziario delle variazioni delle disponibilità liquide è un prospetto che evidenzia l’importo e la composizione delle disponibilità liquide e i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento e da quella di finanziamento. Per le società che redigono il bilancio in forma ordinaria tale prospetto è parte integrante del bilancio d’esercizio. Le imposte possono essere classificate in: ● DIRETTE : irpef, ires, irap, imu ● INDIRETTE : iva, imposta di registro Quali imposte sul reddito sono dovute dall’impresa: ● IMPOSTE SUL REDDITO : irpef, ires ● IMPOSTE SUL VALORE DELLA PRODUZIONE NETTA : irap Come si calcola la base imponibile dell’IRES? ● PRINCIPI FISCALI : Competenza fiscale, inerenza, certezza e determinabilità, iscrizione in bilancio, imputabilità specifica

REDDITO FISCALE : Reddito di bilancio (+) Variazioni in aumento (–) Variazioni in diminuzione ● REDDITO IMPONIBILE : Reddito fiscale (–) Perdite esercizi precedenti Come si calcola la base imponibile IRAP? Differenza tra Valore e Costi della produzione (A–B) (+) Costi indeducibili LE IMPOSTE Le imposte sono entrate tramite le quali lo Stato e gli enti territoriali (Regioni, Province e Comuni) finanziano le spese pubbliche. Le imposte si suddividono in:

  • imposte dirette , che colpiscono il reddito (IRPEF, IRES), il patrimonio (IMU) o il valore della produzione netta (IRAP);
  • imposte indirette, che colpiscono il consumo (IVA) o il trasferimento di ricchezza (Imposta di registro). Il reddito delle imprese viene assoggettato a un’imposta differente a seconda della forma giuridica dell’impresa:
  • IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), colpisce il reddito dell’impresa realizzato dall’imprenditore (impresa individuale) o dai soci in società di persone;
  • IRES (imposta sul reddito delle società), colpisce il reddito delle persone giuridiche (società di capitali, cooperative ed enti equiparati). Tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, devono versare alle Regioni l’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive). IL REDDITO FISCALE Il reddito fiscale rappresenta il risultato economico da assoggettare a tassazione secondo la normativa fiscale. il reddito fiscale deve essere determinato rispettando i seguenti princìpi:
  • competenza fiscale , i costi e ricavi devono essere imputati all’esercizio di competenza; non sempre la competenza fiscale coincide con quella civilistica;
  • inerenza , i costi sono considerati nel calcolo del reddito fiscale solo se riguardano esclusivamente l’attività d’impresa;
  • certezza e determinabilità , i costi per essere dedotti devono essere documentati da una fattura o un altro documento, salvo eccezioni previste dalla normativa fiscale; - iscrizione in bilancio, i costi possono essere dedotti fiscalmente solo se sono inseriti nel Conto economico civilistico, salvo eccezioni previste dalla normativa fiscale;
  • imputabilità specifica , i costi sono deducibili solo se sono relativi ad attività che producono ricavi che concorrono a formare il reddito fiscale.

Le spese di manutenzione e riparazione sono fiscalmente deducibili nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili iscritti all’inizio dell’esercizio nel registro dei beni ammortizzabili. Se ci sono dei beni per i quali è stato stipulato un contratto di manutenzione periodica:

  • il costo della manutenzione periodica è totalmente deducibile ;
  • il costo storico dei beni relativi al contratto di manutenzione periodica non deve essere considerato ai fini del calcolo del 5%. Se le spese di man e rip fisc sono minori di quelle civ: var in aumento La normativa fiscale consente di poter dedurre questa variazione in aumento nei successivi cinque anni. L’impresa effettuerà delle variazioni in diminuzione di un quinto nei cinque anni successivi. IL TRATTAMENTO FISCALE DELLE PLUSVALENZE Le plusvalenze che derivano dalla vendita di beni strumentali si determinano come differenza tra il prezzo di vendita e il valore contabile del bene al momento della cessione. Le plusvalenze partecipano alla formazione del reddito dell’impresa nell’esercizio in cui sono state rilevate. La normativa fiscale permette all’impresa di scegliere, se il bene è posseduto da almeno tre anni, tra:
  • tassazione integrale della plusvalenza nell’esercizio in cui è stata realizzata;
  • tassazione a quote costanti in un massimo di cinque anni (compreso l’esercizio in cui è stata realizzata). Se l’impresa sceglie la tassazione a quote costanti in cinque anni rileverà:
  • una variazione in diminuzione per l’intero ammontare della plusvalenza;
  • una variazione in aumento per un quinto della plusvalenza;
  • una variazione in aumento per un quinto della plusvalenza nei quattro esercizi successivi. IL REDDITO IMPONIBILE E LE IMPOSTE DOVUTE L’impresa, una volta determinato il reddito fiscale, deve calcolare il reddito imponibile, le imposte dovute e le imposte da versare. Le società di capitali calcolano il reddito imponibile e l’IRES da versare con il seguente procedimento:
  1. determinazione del reddito imponibile, sottraendo al reddito fiscale le eventuali perdite degli esercizi precedenti nel limite dell’80% del reddito fiscale stesso; (reddito imponibile= reddito fiscale-perdite es pr)
  2. determinazione dell’IRES dovuta, moltiplicando il reddito imponibile per l’aliquota 24%. L’IRAP L’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) è un’imposta diretta e proporzionale, dovuta da tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica. La base imponibile IRAP è rappresentata dal valore della produzione netta e si ricava direttamente dal Conto economico civilistico, escludendo alcuni costi indicati dalla normativa come costi non deducibili. La base imponibile IRAP per le società di capitali è calcolata nel seguente modo:

Differenza tra Valore e costi della produzione (A–B) di Conto economico

  • quota interessi compresi nei canoni di leasing
  • costi per il personale non deducibili
  • compensi per collaborazioni coordinate e continuative e lavori occasionali
  • svalutazione delle immobilizzazioni e dei crediti compresi nell’attivo circolante
  • accantonamenti per rischi e altri accantonamenti
  • perdite su crediti
  • Imposta municipale propria (IMU) BASE IMPONIBILE IRAP Per ottenere l’IRAP dovuta la base imponibile viene moltiplicata per l’aliquota 3,90%; le Regioni possono aumentare o diminuire tale aliquota entro un intervallo fissato dalla normativa. LA LIQUIDAZIONE E IL VERSAMENTO DELLE IMPOSTE SUL REDDITO La determinazione delle imposte avviene tramite autoliquidazione, cioè le imprese calcolano autonomamente la base imponibile e le imposte dovute. Le imprese devono compilare annualmente la dichiarazione dei redditi in cui indicano il reddito imponibile e l’imposta dovuta. In particolare le società di capitali devono presentare in via telematica:
  • la dichiarazione annuale IRES (modello Redditi SC – Società di capitali);
  • la dichiarazione annuale IRAP. La normativa fiscale impone alle imprese di versare :
  • un acconto, pari a una certa percentuale delle imposte dell’esercizio precedente, da corrispondere in due rate;
  • il saldo, da corrispondere nella stessa data del primo acconto. L’IRES da versare si ottiene sottraendo all’IRES dovuta le ritenute subìte a titolo d’acconto (per esempio, sugli interessi attivi bancari) e gli acconti versati. L’IRAP da versare si ottiene sottraendo all’IRAP dovuta gli acconti versati. Le rilevazioni contabili relative alle imposte rientrano tra le scritture di assestamento (scritture di completamento) e servono per registrare le imposte dell’esercizio e il debito per le imposte da versare. IL FIDO BANCARIO Le operazioni di gestione creano nelle imprese uno sfasamento temporale tra le uscite relative ai costi di acquisto dei fattori produttivi e le entrate dei ricavi di vendita. Si crea così un fabbisogno finanziario in funzione dell'investimento da effettuare:
  • Per finanziare l'acquisto di fattori della produzione a medio/lungo ciclo di utilizzo si ricorre a finanziamenti di importo elevato e con scadenza media/lunga;
  • Per finanziare l'acquisto di fattori della produzione a breve ciclo di utilizzo si ricorre a finanziamenti di importo più contenuto e con scadenza a breve termine.

Nella concessione del fido le banche devono rispettare dei principi: ● Contenere l'affidamento ● Frazionare i rischi Le esposizioni nei confronti in un cliente affidato devono essere contenute nel limite del patrimonio di vigilanza della banca. La banca d'ltalia stabilisce le procedure e ele regole organizzative che le banche devono rispettare per l'assunzione di grandi rischi. Le banche sono tenute a registrare in un apposito libro dei fidi gli affidamenti concessi senza garanzie reali e a conservare un archivio di rischi che riporta, cliente per cliente, i fidi diretti e indiretti concessi. Bisogna distinguere: ● Il fido potenziale, che è la misura massima di credito di cui un cliente sarebbe meritevole; ● Il fido accordato, che è il credito effettivamente deliberato dalla banca è messo a disposizione del cliente; ● Il fido utilizzato, che è l'importo effettivamente utilizzato dal cliente. Per evitare che un cliente richieda e ottenga da banche diver più affidamenti le banche utilizzano i seguenti strumenti : ● Richiedono una dichiarazione sulla situazione patrimoniale e sugli affidamenti ottenuti da altre banche: ● Utilizzano la centrale dei rischi , un sistema informativo operante presso la bancad'italia. Le piccole e medie imprese incontrano spesso difficoltà nell'ottenere affidamenti a causa del loro modesto potere contrattuale nei confronti delle banche. Esse fanno ricorso alle unioni associative denominate Confidi. Tali organismi offrono i seguenti vantaggi alle piccole e medie imprese che si associano: ● Forniscono alle banche la loro garanzia facilitando l'affidamento; ● Permettono alla piccole e medie imprese di ricevere prestiti a breve, medio e lungotermine a Condizioni migliori; ● Forniscono consulenza finanziaria e di orientamento alle piccole e medie imprese. COME SI SVOLGE 'ISTRUTTORIA DI FIDO? Le banche accertano all'impresa: ● La consistenza patrimoniale; ● La capacità di conseguire risultati economici positivi e di generare flussi finanziari; ● La situazione organizzativa e funzionale: ● Le doti morali e la correttezza commerciale; ● Le esigenze finanziarie e gli impieghi che intende realizzare con il finanziamento; ● Il settore in cui opera; ● La situazione debitoria nei confronti di altre banche. La richiesta di fido deve contenere i seguenti elementi : L'importo, la durata, lo scopo dell'affidamento, l'elenco degli altri affidamenti bancari tra un corso, le garanzie reali e personali offerte. Deve inoltre possedere informazioni che dipendono da:

● Le persone fisiche devono indicare le passività esistenti nel momento della richiesta; ● I soggetti dotati di autonomia patrimoniale devono allegare l'ultimo bilancio o la situazione contabile in data recente; ● I soggetti dotati di personalità giuridica devono allegare l'ultimo bilancio è una situazione contabile in data recente Il merito creditizio delle imprese viene espresso mediante il sistema dei rating. Per le grandi imprese i rating vengono forniti da agenzie specializzate, per le altre imprese la valutazione del merito creditizio viene stabilita dalle stesse banche. L'istruttoria fido si conclude con la delibera di affidamento e messa dell'organo competente. Periodicamente la banca procede al monitoraggio della posizione dell' affidato. COME SONO GESTITI I FIDI? La destinazione del finanziamento richiesto dall'impresa è molto importante per la banca in quanto il fido necessario per acquistare merci o materie prime da destinare alla vendita o alla produzione presenta un rischio contenuto; al contrario il fido per il pagamento di debiti presenta un rischio elevato. La banca deve concordare con l'impresa le modalità di utilizzo del fido. La concessione del fido non dipende soltanto dalla capacità del cliente di ricevere il credito, ma anche dalla capacità della banca di concedere credito che risulta collegata alla sua capacità di raccogliere fondi e alla sua esigenza di liquidità. Tra il momento in cui l'impresa avverte la necessità di ottenere il finanziamento e il momento in cui la banca effettua l'erogazione dei fondi può trascorrere un periodo di tempo anche lungo durante il quale l'impresa non riesce a coprire il proprio fabbisogno finanziario. Per colmare questo fabbisogno la banca può concedere un prefinanziamento sulla base di un fido provvisorio di cassa deliberato dagli organi competenti. La banca deve controllare attentamente con assiduità l'andamento del rischio legato al finanziamento concesso. sintomo dell'aggravarsi del rischio è il debordo del cliente affiliato, cioè il suo sconfinamento oltre il limite di fido accordato dalla banca. Di fronte a un debordo la banca può agire: ● Proporre al cliente una via di riaccompagnamento alla normalità del rapporto attraverso un aumento del fido; ● Procedere alla sospensione del finanziamento; ● Avviare il contenzioso. I FINANZIAMENTI A BREVE QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELLE APERTURE DI CREDITO? L'apertura di credito è un contratto con cui la banca si impegna a tenere a disposizione di un cliente, per un determinato periodo o a tempo indeterminato, una somma di denaro che il cliente potrà utilizzare in più volte mediante una pluralità di atti, senza che sussista per il cliente l'obbligo di utilizzare l'importo messo a disposizione e senza che sia necessario stipulare di volta in volta altri contratti. L'apertura di credito è un contratto bilaterale e oneroso in quanto obbliga la banca a mettere a disposizione una somma e il cliente a pagare gli interessi e a restituire la somma utilizzata alla scadenza pattuita.