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Saggio su fenoglio necessario per l’esame
Tipologia: Dispense
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Introduzione a Fenoglio – Francesco De Nicola. La formazione e l’apprendistato letterario. Nell’ottobre del 1922, pochi mesi dopo la nascita di Fenoglio, il comune di Alba veniva occupato da squadre di fascisti provenienti dalle città vicine, che imposero le dimissioni al sindaco, il cattolico Giovanni Vico. Questi però respinse la prevaricazione, e il suo risoluto atteggiamento, reso possibile anche dall’indifferenza dei cittadini nei confronti del fascismo, fece di Alba l’ultimo centro piemontese ad essere piegato dalla dittatura, che solo nel novembre 1925 sciolse d’autorità l’amministrazione comunale locale. Centro agricolo di notevoli dimensioni, che raccoglieva i prodotti delle circostanti colline, Alba conobbe negli anni tra le due guerre un notevole progresso economico. In questa situazione favorevole, anche un garzone di macelleria poteva nutrire speranze concrete di migliorare la propria condizione; e Amilcare Fenoglio, nato a Monforte nel 1882 ma da anni garzone ad Alba nella macelleria Rabino, con i sacrifici compiuti anche dalla moglie Margherita Faccenda, riuscì ad acquistare un’altra delle macellerie della città, con la quale avrebbe potuto assicurare ai figli Beppe, Walter e Marisa un avvenire decoroso. Calata nella realtà cittadina, la famiglia Fenoglio non aveva però dimenticato le proprie origini paterne che riconducevano alle alte langhe, dove i ragazzi in estate trascorrevano le vacanze presso i parenti. A Murazzano e San Benedetto Belbo la vita movimentata ed economicamente tranquilla della città appariva lontana e quasi impensabile, perché su quelle colline era la misera a imperversare ovunque. Un’unica via d’uscita era rappresentata non tanto dal gioco d’azzardo o dal ricorso ai prestiti, quanto piuttosto dall’emigrazione, anche se provvisoria, verso Torino o verso la Liguria. La duplice realtà economica e culturale della città e della campagna, sperimentata da Fenoglio negli anni della sua formazione, ebbe riscontro anche all’interno della sua famiglia attraverso il contrasto tra le figure genitoriali: originario di un paese delle langhe il padre, di Canael la madre. I periodi estivi trascorsi sulle alte colline offrivano l’opportunità al giovane Fenoglio di conosce dall’interno l’arcaica società contadina, anche attraverso i racconti ascoltati dalla voce dei parenti che lo ospitavano, ma i giorni cittadini rappresentarono per lui l’occasione di realizzare la sua formazione culturale. Nell’autunno del 1982 era cominciata la sua carriera scolastica come alunno della scuola elementare Michele Coppino di Alba, e alla conclusione della quarta il maestro Chiaffredo Cesana convinse i suoi genitori a fargli sostenere l’esame di ammissione al I ginnasio, approdo naturale dei figli di professionisti e dei proprietari. Egli affrontò gli studi superiori con grande impegno e serietà, e il secondo anno di ginnasio compì la scoperta che segnò la sua vita culturale: la lingua e la letteratura inglese, al cui studio venne avviato dalla professoressa Maria Lucia Marchiaro. La carriera scolastica di Fenoglio fu complessivamente assai positiva, e oltre alla già ricordata professoressa di letteratura inglese egli ebbe alcuni docenti che incisero profondamente sulla sua formazione culturale e umana: Don Natale Bussi, professore di filosofia; Umberto Perazzo, professore di matematico; e Pietro Chiodi, professore di filosofia e massimo studioso di Heidegger in Italia, tutti accomunati da una visione democratica della società e da una decisa avversione al fascismo. I risultati conseguiti al liceo determinarono la decisione di proseguire gli studi, e il 4 novembre egli si iscrisse alla facoltà di Lettere e Filosofia di Torino – proprio a questo periodo risale una lettera indirizzata da Fenoglio al suo ex-compagno di liceo Giovanni Drago che tutt’oggi costituisce lo scritto fenogliano più antico di datazione pressoché sicura, ovvero autunno 1940. Nella parte finale della lettera, Fenoglio riferiva di un ricevimento un casa di un compagno, nel corso del quale aveva avuto luogo una disputa in inglese sulla valutazione di un romanzo di Melville, prova del fatto che lo scrittore, senza denunciare preoccupazioni per la guerra, era assorbito da discussioni letterarie. il 17 maggio del 1941 Fenoglio sostenne il suo primo esame all’università, Letteratura inglese, peraltro superato con un esito piuttosto deludente – 24 su 30, avviando una serie di risultati alterni. La scarsa penetrazione del fascismo sul territorio albese non impedì al giovane Fenoglio di manifestare una netta e istintiva avversione nei confronti del regime, incoraggiata dai sentimenti dei genitori e dagli atteggiamenti dei suoi professori, e quando nel 1943 egli dovette lasciare gli ambienti familiari per arruolarsi l’atteggiamento ostile nei confronti del fascismo ricevette una nuova e più consapevole spinta. L’8 settembre, tornato ad Alba, Fenoglio visse dapprima nei pressi della città gli ultimi mesi del 1943 e dall’inizio dell’anno seguente, trovandosi per un matrimonio nei pressi di Murazzano e avendo saputo che nei dintorni operava una delle prime bande partigiane attive sulle langhe – quella del capitano Zucca, decise di arruolarsi in essa. L’esito negativo della battaglia di Carrù lo indusse però a tornare ad Alba, ma in settembre si arruolò nuovamente fra i partigiani, questa volta nelle formazioni badogliane azzurre di Mauri.
Vagando di cascina in cascina con il fratello Walter, Fenoglio svolse negli ultimi mesi di guerra compiti di collegamento e interprete con le missioni alleate paracadutate nelle langhe. Superati i problemi politici della nazione, la fine della guerra portò con sé altri difficili nodi per la collettività, e in essi si trovò naturalmente coinvolto anche Fenoglio. Rimasta a lungo chiusa la macelleria, il dopoguerra portò alla famiglia dello scrittore un periodo di difficile situazione economica. In questa situazione, aggravata da un periodo di non buona salute per la madre, Beppe decise di non riprendere gli studi universitari e, accantonato il proposito di laurearsi, nel maggio del 1947 venne assunto come impiegato dall’azienda vinicola Marengo di Alba, produttrice in prevalenza di vermouth. Mettendo a frutto la sua conoscenza delle lingue, Fenoglio venne incaricato di seguire la corrispondenza con i clienti stranieri e di seguire le pratiche per le esportazioni; non abbandonò mai questo lavoro, e negli anni Cinquanta divenne procuratore della ditta conservando la qualifica di impiegato. Non è possibile determinare con certezza il momento in cui Fenoglio abbia cominciato a scrivere, anche se talune testimonianze indicherebbero una notevole precocità:
un taccuino delle sue avventure militari e, osservando che ce n’erano almeno altri dieci nella sua stessa divisione, prevede che a guerra conclusa non si sarebbero preoccupato che di trovare gli editori che pubblicassero le loro memorie. A questo punto, anche gli altri brani iniziarono a destare perplessità nello scrittore, che ancora il 2 gennaio del 1952, quando ormai da mesi il piano del volume era stato definito, si pentiva della precedente stesura di Un altro muro e decideva di prepararne una nuova, consapevole dei suoi eccessivi e continui cambiamenti. Solo a fine giugno dello stesso anno, sulla collana I gettoni , appariva I ventitré giorni della città di Alba di Beppe Fenoglio.
Uno di questi racconti venne inviato ad Alberto Moravia, che lo apprezzò e lo fece uscire sulla rivista Nuovi Argomenti nel maggio del 1953: La sposa bambina , poi incluso nella raccolta postuma di racconti Un giorno di fuoco.