







Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Introduzione alla microbiologia, descrizione dettagliata caratteristiche tre domini: procarioti, eucarioti e archea
Tipologia: Dispense
1 / 13
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!








LINNEO - Dominio
TASSONOMIA regole per la classificazione di organismi viventi ad estinti sulla base delle loro somiglianze e differenze
SISTEMATICA relazioni evolutive tra gli organismi, classificazione in un sistema gerarchico composto di gruppi e sottogruppi (vd sopra)
NOMENCLATURA BINOMIA nome scientifico composto da genere (sempre in maiuscolo) e specie di appartenenza all’interno del genere (in minuscolo perché è una qualità aggettivante).
Unità tassonomica è la specie: es. insieme di ceppi batterici che mostrano caratteristiche fenotipiche comuni che ne permettono la distinzione da altre specie. Ceppo cellule geneticamente identiche, derivate dalla subcoltura di una singola colonia isolata pura Ceppo tipo ( type strain ) coltura da cui è stata descritta originariamente la specie In una stessa specie, distinguiamo: biotipi (o Biovars) ceppi che differiscono per caratteristiche biochimiche o fisiologiche; sierotipi (o serovars) ceppi che differiscono per caratteristiche antigeniche
Negli organismi superiori, la specie è definita come un gruppo di individuo in grado di accoppiarsi in natura o essere potenzialmente in grado di farlo e capaci di dare origine a prole fertile (tale definizione non è applicabile ai batteri insieme di ceppi isolati in habitat diversi ed in tempi diversi che hanno una similarità fenotipica, omologia genetica, omologia filogenetica).
Carl Woese (1977 ) = due domini e sette regni:
ARCHEA
BACTERIA
I batteri differiscono per morfologia e caratteristiche metaboliche, genetiche e antigeniche; le dimensioni di una cellula batterica procariotica sono molto inferiori a quelle di una cellula eucariotica.
I batteri si possono presentare come cocchi diplococchi, streptococchi (a catenella), tetradi, a grappolo(staphylococchi).
Possono anche presentarsi come bacilli.
Altre forme comuni sono: vibrione, spirillo e spirocheta. Ma esistono anche batteri di forma variabili che vengono chiamati pleiomorfici.
Molto semplice e piccola, circa 1 micron; manca di compartimentazione interna. Gli organismi procariotici hanno un’organizzazione cellulare molto semplice che è comunque in grado di completare moltissime reazioni metaboliche sfruttando diverse fonti energetiche e sopravvivendo anche in condizioni estreme.
La cellula procariotica ha:
A differenza della cellula eucariotica, la cellula procariotica:
Struttura dinamica e fluida (modello a mosaico fluido); si trova tra la parete e il citoplasma ed è molto simile a quella delle cellule eucariotiche.
È costituita dal 40% di lipidi e dal 60% di proteine (i carboidrati sono in piccolissime quantità). È formata naturalmente da un doppio strato fosfolipidico nel quale sono immerse proteine anfipatiche responsabili delle diverse funzioni della membrana.
Le proteine possono essere integrali o intrinseche o interne sono anfipatiche e difficilmente separabili dalla membrana; sono anche dette proteine transmembrana perché si estendono attraverso l’intera membrana alla quale sono fortemente legate, perché i 20-25 aa che le lega sono apolari e quindi generano interazione non covalenti con le code lipidiche dei fosfolipidi della membrana. Proteine periferiche o estrinseche o esterne sono moderatamente adese alla membrana e quindi facilmente removibili. Non attraversano l’intero spessore della membrana cellulare. Queste comprendono alcuni enzimi e alcune proteine strutturali che ancorano il citoscheletro alla membrana.
Proteine ancorate ai lipidi sono legate covalentemente a code lipidiche che si inseriscono nel doppio strato. Molte sono in associazione con sfingolipidi di membrana e danno luogo alla formazione di zattere lipidiche, porzioni della membrana specializzate al trasporto.
A differenza degli eucarioti che hanno gli steroli all’interno della matrice, nei procarioti sono presenti gli opanoidi che hanno lo stesso ruolo degli steroli, di stabilizzare la struttura della membrana.
Funzioni:
Struttura fosfolipide:
testa polare etanolammina e fosfato
glicerolo estremità polare
acidi grassi a catena lunga estremità apolare
MESOSOMI
Le cellule procariotiche contengono delle invaginazioni della membrana plasmatica o sistemi di membrane interne dette mesosomi, che vanno a formare vescicole, tubuli o lamelle. Sono molto più presenti nei Gram -.
Sono coinvolti nella formazione della parete durante il processo di divisione e nella replicazione dei cromosomi e nella loro distribuzione alle cellule figlie, e infine sono coinvolti anche in alcuni processi enzimatici.
Nei microrganismi fotosintetici o in quelle fortemente aerobi tali sistemi sono molto sviluppati probabilmente perché la loro funzione è quella di fornire una più ampia superficie alle intense attività metaboliche.
Tutte le cellule procariotiche (eccetto micoplasmi e archeobatteri) hanno una parete cellulare esterna alla membrana plasmatica.
Ha funzione di sostegno e protezione e ha anche il compito di prevenire l’esplosione per pressione osmotica.
Il componente più importante della parete cellulare è il peptidoglicano , polimero costituito da subunità identiche che sono amminozuccheri, quali NAM (acido N-acetil muramico) e NAG (acido N- acetilglucosammina), legati ad una catena tetrapeptidica formata da D e L amminoacidi (L-alanina, D- acido glutammico, acido meso-diamminopimelico, D-alanina) a formare un’unica molecola.
I NAM e i NAG, detti frazione glicanica , sono uniti da legami β 1-4 e si dispongono in lunghe file affiancate.
Al gruppo carbossilico del NAM si lega la catena tetrapeptidica.
GRAM NEGATIVI
La parete dei Gram negativi presenta un peptidoglicano con uno spessore molto inferiore, non ha acidi teicoici, ma presenta una complessa membrana esterna , che funge da ulteriore protezione per i batteri.
Nei Gram negativi tutte le catene tetrapetidiche dei peptidoglicani sono trasversalmente unite da un legame peptidico che coinvolge il gruppo carbossilico terminale della D-alanina e il gruppo amminico dell’acido diamminopimelico dell’unità adiacente.
La membrana esterna ha tre strutture principali:
Unità fondamentale degli organismi viventi unicellulari e pluricellulari (protozoi, piante, funghi, animali); è grande 10micron, circa 1000 volte di più della procariotica.
Durante l’evoluzione le dimensioni della cellula si sono conservate relativamente piccole per mantenere elevata la loro efficienza; fondamentale è infatti il rapporto superficie/volume che deve rimanere alto.
Ha il DNA racchiuso da una membrana nucleare nucleo
Possiede diversi organuli immersi nel citoplasma, ognuno deputato ad una specifica funzione (più complessa della procariotica); ribosomi sintesi delle proteine; mitocondri sede della respirazione cellulare. Il citoplasma infatti è organizzato in settori, ad ognuno dei quali compete una certa funzione. Ogni regione è delimitata da una membrana interna, ciò permette:
Principali componenti:
Sistema delle membrane interne membrana plasmatica (contiene il citoplasma); reticolo endoplasmatico liscio e rugoso Apparato del Golgi Lisosomi, vacuoli, vesciche Nucleo, cromosomi, nucleolo Mitocondri Perossisomi (microtubuli, microfilamenti, filamenti intermedi) Citoscheletro
MEMBRANA PLASMATICA
Doppio strato fosfolipidico, modello a mosaico fluido, asimmetrica.
Formata da: lipidi (fosfolipidi e glicolipidi); colesterolo; proteine (integrali e periferiche: glicoproteine).
Le proteine possono essere intrinseche contatto con la regione idrofoba della membrana; intrinseche contatto solo con la regione idrofila.
Proteine deputate al trasporto: proteine carrier struttura tridimensionale che consente loro di legare il soluto. Legatosi, determina un cambio conformazionale della molecola, con conseguente diminuzione dell’affinità della proteina carrier per il soluto che verrà rilasciato.
e proteine channel costituiscono un canale che attraversa la membrana, che possiede condizioni chimico-fisiche adatte al passaggio di specifici soluti.
TRASPORTO PASSIVO
Le molecole attraversano la membrana secondo gradiente di concentrazione, quindi senza l’utilizzo di ATP.
Questo tipo di trasporto può avvenire in tre modi differenti: diffusione semplice, diffusione facilitata e osmosi.
TRASPORTO ATTIVO
Permette l’ingresso di un nutriente indipendentemente dal gradiente di concentrazione. Si distingue in trasporto attivo primario e trasporto attivo secondario.
È un sistema continuo di vescicole, sacchetti appiattiti e tubuli circondati da membrana. Esistono due tipi di reticolo endoplasmatico:
MITOCONDRI
Composti da proteine, lipidi e acidi nucleici; sono sferici o ovoidali.
È la centrale energetica della cellula in quanto contiene un sistema per produrre ATP (molecola energetica) dalla degradazione del glucosio. È inoltre coinvolto anche in altri processi: regolazione del ciclo cellulare, dello stato redox della cellula, della sintesi dell’eme, del colesterolo e nella produzione di calore.
Le idrolasi sono: nucleasi, proteasi, glicosidasi, lipasi, fosfatasi, solfolipasi, fosfolipasi. Esse insieme alle proteine di membrana dei lisosomi sono sintetizzate nel RER e attraverso il Golgi vengono trasportate agli endosomi tardivi (precursori dei lisosomi) mediante vescicole che gemmano dalla porzione trans del Golgi.
Sono organismi unicellulari privi di nucleo; si è sempre creduto che colonizzassero gli ambienti più estremi, ma poi si è visto che invece sono in grado di colonizzare ogni tipo di habitat.
Distinguiamo:
Pur essendo molto simili ai procarioti, a causa delle condizioni estreme in cui devono svilupparsi, presentano una composizione biochimica diversa, così come le strutture di rivestimento, il che li distingue notevolmente sia dai batteri sia dagli eucarioti. Per cui distinguiamo due regni: Eubacteria e archeabacteria (poi modificati in Bacteria e Archea).
Come sappiamo, le reazioni chimiche ed enzimatiche procedono velocemente in un determinato range di T oltre il quale però non si può andare, in quanto a T molto elevate enzimi e proteine vengono denaturati.
Si distinguono infatti:
In base alla temperatura i batteri possono essere divisi in:
I batteri e gli archea sono gli organismi con uno spettro di T° più ampio (O° - 115°C):
Negli archea è presente una sostanza simile al peptidoglicano, chiamata pseudopeptidoglicano (pseudomureina) unità ripetute di NAG (N-acetilglucosammina) e NAT (N-acetil talosamminuronico) uniti tramite legame β 1-3. Gli amminoacidi legati al NAT sono tutti in conformazione L.
La parete è costituita da:
ad es. i Methanosarcina contengono una spessa parete polisaccaridica formata da glucosio, acido gluronico, galattosamina e acetato.
Esistono membrane costituite da un monostrato di Difitanile tetraeteri gli glicerolo. Sono membrane più rigide, tipiche degli ipertermofili. Controllano la fluidità variando il numero di anelli ciclopentanici.