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istologia: preparati all'esame, Appunti di Istologia

appunti di preparazione all'esame di istologia del 1º anno di medicina

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 03/06/2026

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margherita-re-5 🇮🇹

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Margherita Re ISTOLOGIA I A.A 2025/2026
TESSUTO EPITELIALE
tessuto costituito da cellule strettamente adese tra loro, con giunzioni specializzate
il tessuto epiteliale ha funzione di rivestimento e protezione
la matrice extracellulare è pochissima tra le cellule: è strategico perché ha funzione di isolare da patogeni
. TIPI DI TESSUTO EPITELIALE:
rivestimento: riveste le superfici esterne del corpo e le superfici interne degli organi cavi (organi e vasi)
e le superfici delle tonache sierose (pleure, pericardi)
ghiandolare
sensoriale
particolarmente differenziati (ad esempio lo smalto dei denti)
GLI EPITELI DERIVANO DA TUTTI E 3 I FOGLIETTI EMBRIONALI
. FUNZIONI DEGLI EPITELI DI RIVESTIMENTO:
secrezione (epitelio stomaco): produce e secerne i succhi gastrici
assorbimento (intestino): assorbe sostanze nutritizie
trasporto: favoriscono trasporto materiali o lungo o attraverso l’epitelio
protezione (epidermide e transizione della vescica)
funzione recettoriale: riceve e trasmette stimoli esterni
CARATTERISTICHE GENERALI:
non sono vascolarizzati ma sono INNERVATI e contengono cellule sensoriali che sono dotate di polarità
morfologica
non è vascolarizzata perché evita al patogeno di entrare nel circolo sanguigno
innervata e con recettori sensoriali perché permette la sensibilità
è dotata di polarità cellulare: 3 domini (basale, laterale, apicale) che danno caratteristiche diverse
perché hanno composizioni morfologiche diverse
Il dominio basale ha delle giunzioni che lo legano alla lamina basale, una struttura che sta sotto le cellule
epiteliali che si legano ad essa, conferendo stabilità e protezione del tessuto connettivo (molto
vascolarizzato perché nutre le cellule, per diffusione, dell’epitelio di rivestimento) inoltre essa fa da filtro
per le molecole che passano in entrata e/o in uscita
3 DOMINI CELLULARI:
. LATERALE: è caratterizzato dalla presenza di 3 tipi di giunzioni: - occludenti
- ancoraggio
- comunicanti
occludenti: sono nella parte più vicino all’epitelio in modo da chiudere lo spazio intercelluare
2 tipi di trasporto: - paracellulare (passaggio di piccole molecole)
- transcellulare (usa sistemi trasporto selettivi)
le proteine delle giunzioni occludenti sono:
tetraspannine (4 domini transmembrana e porzioni N- e
C- terminali intracellulari)
le principali son 3: - occludina
- claudina
- di adesione cell.
ancoraggio: assicurano stabilità meccanica alle cellule
epiteliali legando il citoscheletro di una cellula a quello
della cellula adiacente: unità strutturale dell’epitelio
giunzioni aderenti: sono funzioni transmembranali con
la E-caderina collegata a microfilamenti di actina sono
giunzioni calcio dipendenti
! sono molto numerose e creano dispositivi giunzionali
LE GIUNZIONI SI GENERANO DALLA PROTEINA NECTINA CHE SI LEGA AI MICROFILAMENTI DI ACTINA
mediano l’inibizione da contatto
processo di transizione epitelio-mesenchimale (trasformazione di cellule epiteliali in cellule mesenchimali
cioè cellule molto immature che porta alla perdita di E-caderina e quindi alla trasformazione tumorale)
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TESSUTO EPITELIALE

→ tessuto costituito da cellule strettamente adese tra loro, con giunzioni specializzate → il tessuto epiteliale ha funzione di rivestimento e protezione → la matrice extracellulare è pochissima tra le cellule: è strategico perché ha funzione di isolare da patogeni

. TIPI DI TESSUTO EPITELIALE: - rivestimento: riveste le superfici esterne del corpo e le superfici interne degli organi cavi (organi e vasi) e le superfici delle tonache sierose (pleure, pericardi) - ghiandolare - sensoriale - particolarmente differenziati (ad esempio lo smalto dei denti) → GLI EPITELI DERIVANO DA TUTTI E 3 I FOGLIETTI EMBRIONALI . FUNZIONI DEGLI EPITELI DI RIVESTIMENTO: - secrezione (epitelio stomaco): produce e secerne i succhi gastrici - assorbimento (intestino): assorbe sostanze nutritizie - trasporto: favoriscono trasporto materiali o lungo o attraverso l’epitelio - protezione (epidermide e transizione della vescica) - funzione recettoriale: riceve e trasmette stimoli esterni → CARATTERISTICHE GENERALI: - non sono vascolarizzati ma sono INNERVATI e contengono cellule sensoriali che sono dotate di polarità morfologica → non è vascolarizzata perché evita al patogeno di entrare nel circolo sanguigno → innervata e con recettori sensoriali perché permette la sensibilità

  • è dotata di polarità cellulare: 3 domini (basale, laterale, apicale) che danno caratteristiche diverse perché hanno composizioni morfologiche diverse → Il dominio basale ha delle giunzioni che lo legano alla lamina basale, una struttura che sta sotto le cellule epiteliali che si legano ad essa, conferendo stabilità e protezione del tessuto connettivo (molto vascolarizzato perché nutre le cellule, per diffusione, dell’epitelio di rivestimento) inoltre essa fa da filtro per le molecole che passano in entrata e/o in uscita → 3 DOMINI CELLULARI: . LATERALE: è caratterizzato dalla presenza di 3 tipi di giunzioni: - occludenti
    • ancoraggio
    • comunicanti ⇉ occludenti: sono nella parte più vicino all’epitelio in modo da chiudere lo spazio intercelluare 2 tipi di trasporto: - paracellulare (passaggio di piccole molecole)
      • transcellulare (usa sistemi trasporto selettivi) le proteine delle giunzioni occludenti sono: tetraspannine (4 domini transmembrana e porzioni N- e C- terminali intracellulari) ⇉ le principali son 3: - occludina - claudina - di adesione cell. ⇉ ancoraggio: assicurano stabilità meccanica alle cellule epiteliali legando il citoscheletro di una cellula a quello della cellula adiacente: unità strutturale dell’epitelio → giunzioni aderenti: sono funzioni transmembranali con la E-caderina collegata a microfilamenti di actina ⇉ sono giunzioni calcio dipendenti ! sono molto numerose e creano dispositivi giunzionali ⇉ LE GIUNZIONI SI GENERANO DALLA PROTEINA NECTINA CHE SI LEGA AI MICROFILAMENTI DI ACTINA → mediano l’inibizione da contatto → processo di transizione epitelio-mesenchimale (trasformazione di cellule epiteliali in cellule mesenchimali cioè cellule molto immature che porta alla perdita di E-caderina e quindi alla trasformazione tumorale)

→ desmosoma: si aggancia ai filamenti intermedi di cheratina. → PLACCA DENSA ESTERNA: proteine transmembrana che interagiscono con placofilina e placoglobine → PLACCA DENSA INTERNA: prende contatto con i filamenti intermedi di cheratina ⇉ le due placche sono tenute insieme da proteine ⇉ comunicanti: sono dei pori transmembranali che permettono la diretta comunicazione tra cellule adiacenti e permette lo scambio di molecole → ogni poro ha una struttura tubulare formata da due connessoni che formano un ponte intermolecolare e collegano il citoplasma

  • basali: le giunzioni collegano la cellula con lamina basale: - contati focali
    • emiodesmosomi ⇉ contati focali: legami tra microfilamenti di actina del citoscheletro della cellula epiteliale e la lamina basale → molecole principali transmembrana coinvolte: INTEGRINE ⇉ emiodesmosomi: ancorano i filamenti intermedi del citoscheletro con la lamina basale e hanno:
  • placca densa interna: ancorata a filamenti intermedi
  • placca densa esterna: associata alle integrine . ORGANIZZAZIONE DEI MICROFILAMENTI E DEI FILAMENTI INTERMEDI: ⇉ i filamenti intermedi di cheratina rafforzano le cellule epiteliali
  • APICALE: può esprimere le specializzazioni cioè microvilli, stereociglia, ciglia vibratili → sono dei prolungamenti di microvilli e microtubuli . microvilli: esteroflessioni digitiformi del citoplasma, rivestite da membrana plasmatica → sono sostenuti da microfilamenti di actina a decorso longitudinale che all’apice sono ancorati alla villina e invece al pedice con i microfilamenti → aumento la superficie di assorbimento/scambio è maggiore . stereociglia: stessa struttura dei microvilli e sono sostenute da microfilamenti di actina legati tra loro da fimbrina e associati alla membrana plasmatica tramite erzina → rivestono il canale dell’epididimo e il dotto deferente . cigli vibratili: presentano 2 porzioni→ - porzione libera o mobile
  • porzione immobile → la porzione libera è la parte mobile ed è rivestita da membrana plasmatica ⇉ composta da 9 coppie di microtubuli laterali e 2 microtubuli centrali: ASSIONEMA . quelli laterali sono composti una coppia di microtubuli parzialmente fusi (il tubulo A è completo con 13 filamenti invece il tubulo B è composto da 10/11 protofilamenti) mentre quelli centrali son completi e avvolti da una guaina con forma elicoidale → la porzione immobile è la parte ferma ed è infissa nella cellula ⇉ OGNI CIGLIO è SOSTENUTO DAI MICROTUBULI IMMERSI NELLA MATRICE ⇉ proteine MAP: motori microtubulari, si muovono lungo i microtubuli e permettono il ripiegamento del ciglio → MOVIMENTO DEL CIGLIO: → è generato dallo scorrimento dei microtubuli all'interno dell'assonema, azionato dalla dineina in presenza di ATP. → il ciglio ritorna indietro con i ponti permanenti di nexina con un colpo di frusta ⇉ le ciglia sono sincronizzate con quelle in fila ma non sono sincronizzate con quelle delle altre ciglia PATOLOGIE:. discinesia ciliare primaria o sindrome delle ciglia immobili → le ciglia sono fisse e ciò crea problemi nel tessuti rivestiti da ciglia (ad esempio nell’apparato respiratorio provoca bronchiti ecc, negli uomini crea sterilità, nel cervello generano accumulo di liquido nel cervello, per gli organi interni invece li sposta e determina la disposizione errata degli stessi)

→ capsula di Bowman: le formazioni tonde chiamati corpuscoli renali del nefrone (unità funzionale del rene) sono rivestiti da questa capsula ⇉ essa entra in contatto con i podociti che sono le cellule che fanno da filtro e protezione dei capillari del glomerulo renale ⇉ epitelio cubico semplice: cellule con nucleo di forma sferica

. si trova in: - tiroide - dotti e secretori ghiandolari - rene - vie genitale maschili → epitelio della tiroide (ghiandola endocrina composta da follicoli che produce ormoni) ⇉ strato epiteliale 1 - tessuto connettivo - strato epiteliale 2 ⇉ epitelio cilindrico semplice: cellule con nucleo ovale perpendicolare ala superficie → ha funzione di assorbimento e secrezione → lo troviamo: - apparato respiratorio - urinario - digerente* - vie genitali → può presentare: villi, microvilli e ciglia vibratili (funzione: aumentare l’assorbimento) → difetti nella giunzione occludente della barriera intestinale: slide!! → in alcuni tratti dell’intestino tenue è possibile trovare delle ghiandole esocrine che creano delle cripte intestinali le quali contengono cellule staminali di cellule epiteliali che differenziandosi vengono spinte verso la superficie per poi invecchiare a staccarsi, è un continuo turn-over ⇉ EPITELIO DELL’INTESTINO: composto da diversi tipi di cellule → enterociti (cellule epiteliali classiche) → calciformi (ghiandole che lubrificano il movimento) → di Paneth (intervallate alle staminali, difesa immunit) → enteroendocrine (rilevano nutrienti e creano ormoni) → cellule M (rivestono placche di Peyer, legano e trasferiscono antigeni) → EPITELIO PSEUDOSTRATIFICATO: è un particolare epitelio semplice in cui tutte le cellule poggiano sulla membrana basale, ma non tutte raggiungono la superficie apicale. I nuclei, posizionati ad altezze diverse, creano l'illusione ottica di più strati cellulari, da cui il nome "pseudostratificato" → EPITELI COMPOSTI: ⇉ epitelio pavimentoso stratificato: → non cheratinizzato: 5 - 10 ordini di cellule disposti in 3 strati: - strato basale: cellule cubiche → cellule staminali unipotenti (generano solo cellule epiteliali) - strato spinoso: molti desmosomi che connettono le cellule - strato superficiale: cellule appiattite ⇉ si trova nella cavità orale, dell’esofago e della vagina ⇉ sul margine libero ci sono cellule vive perché staminali (cateterizzato da tanti nuclei) → cheratinizzato: epidermide ⇉ le cellule proprie dell’epidermide si chiamano cheratinociti, perché seguono il processo di cheratinizzazione. → si distinguono 5 strati cellulari: - strato basale - strato spinoso - strato granuloso - strato lucido - strato corneo (cellule morte ⇉ no nuclei) ⇉ ordine di superficie: derma e tessuto connettivo→ creste epiteliali→ epitelio

⇉ gli scambi con il connettivo sono facilitati da CRESTE EPITELIALI che si insinuano nel derma e da PAPILLE CONNETTIVALI che si insinuano nel connettivo (responsabili delle impronte digitali delle nostre dita) ⇉ 2 tessuti con origine embrionale: - derma ha origine mesodermica

  • epidermide ha origine ectodermica → epidermide composta da 4 linee cellulari:
  • cheratinociti
  • melanociti: cellule che producono melanina
  • cellule di Langerhans: cellule dendritiche del sistema immunitario che fanno fagocitosi per proteggere dai patogeni, si originano dai monociti
  • cellule di Merkel: recettori tattili, responsabili delle impronte digitali ⇉ EPIDERMIDE SI RINNOVA CONTINUAMENTE, nello strato basale ha cellule staminali unipotenti nel durante il trasferimento verso l’alto subiscono il processo di cheratinizzazione (dura 6 sett.) . PROCESSO DI CHERATINIZZAZIONE:
  • accumulo di cheratina (il citoscheletro cellulare aumenta di contenuto e andrà a riempire completamente i cheratinociti)
  • vengono prodotte delle proteine che si legano alla faccia interna della membrana plasmatica, rendendola un involucro corneificato, rendendola più rigida e meno plastica
  • si uniscono le lamelle cornee che si formano dentro la cellula, e formano una struttura multilamellare che riempie la cellula ⇉ MORTE CELLULARE PER APOPTOSI → questo processo richiede dei geni che portano alla produzione di proteine . STRATI DELL’EPIDERMIDE:
  • strato basale: strato germinativo a contatto con lamina basale che contiene le cellule staminali. → la cheratina dello strato basale è particolare perché permette la sua organizzazione in tonofilamenti (sottili)
  • strato spinoso: attivazione del cluster EDC e comincia il processo di differenziamento dei cheratinociti. I tonofilamenti si uniscono per creare tonofibrille (spessi) → si crea involucrina e il suo accumulo inizia il processo di involucro corneificato → 2 tipi di granuli: . melanosomi vengono trasferiti ai cheratinociti per fagocitosi (si colorano) . cheratinosomi contengono materiale lipidico che viene rilasciato nello spazio intercellulare tra i cheratinociti, creando impermeabilità dell’epidermide
  • strato granuloso: contiene granuli non rivestiti da membrana, che contengono cheratoialina. Sono attaccati ai tonofilamenti di cheratina. → questi granuli contengono: - filaggrina: unisce più tonofibrille in macrofibrille (la cellula si allunga)
  • loricrina: va a rafforzare l’involucrina nella formazione dell’involucro ⇉ in questo strato sono presenti giunzioni occludenti e aderenti
  • strato lucido: non sempre si vede, solo quando è molto spesso → formato da cellule già morte, si vede come strato molto chiaro (sembra che ci sia un buco tra gli strati dell’epidermide)
  • strato corneo: strato più superficiale di cellule morte NON CI SONO NUCLEI, scompaiono le giunzioni quindi sono i lipidi che tengono attaccate le cellule morte all’epidermide → PATOLOGIE di geni che codificano per la cheratina:. epidermolisi bollosa (bambini farfalla) . eritrodermia congenita ittiosiforme congenita

→ ghiandole esocrine: la porzione secernente o ADENOMERO è la zona formata da cellule secernenti che formeranno un secreto che immetteranno nel LUME, il quale (tramite il dotto escretore) porterà il secreto fino all’epitelio di origine → ghiandole endocrine: perdono completamente il contatto con l’epitelio d'origine, non avranno il dotto escretore ⇉ formano delle strutture a sé stanti → sono molto vascolarizzate perché originano ORMONI che andranno a immettersi nel sangue che li porterà agli organi bersaglio ⇉ ECCEZIONI GHIANDOLE:. ghiandole esocrine unicellulari (cellule secernenti) → le cellule caliciformi mucipare che producono mucine e muco (cellule a calice, nucleo schiacciato) (respiratorio, digerente) ⇉ nei vetrini sono molto bianchi perché contengono muco e non si colora

. lamine epiteliali secernenti: no separazione tra adenomero e dotto → ha funzione di rivestimento e funzione secernente → CLASSIFICAZIONE GHIANDOLE ESOCRINE: ⇉ localizzazione: - intraparietali (parete dell’organo) →distinte: intraepiteliali, coriale, sottomucosa

  • extraparietali (escono dalla parete) → mantengono un dotto escretore ⇉ forma degli adenomeri: - tubolari (un po allungate) → speciale tubulo-glomerulare (si aggomitolano perché troppo lunghe) ⇉ uniche che producono MUCO e SIERO
  • acinose (lume piccolissimo) → pancreas esocrino e parotide ⇉ secreto SIEROSO non mucoso
  • alveolare (lume enorme) → mammella e prostata (secreto sieroso) ⇉ non producono muco, sono SIERO !! → importante è la dimensione del lume: perché limita la diversità di secreto (se lume grande allora posso secernere tante cose) → tutti gli adenomeri e i dotti (colore neutro e nucleo tondo) sono sempre formati da EPITELIO CUBICO SEMPLICE ⇉ numero di adenomeri e dei dotti: - semplici: 1 adenomero e 1 dotto
  • ramificate: 2 o più adenomeri e 1 dotto
  • composte: più dotti che confluiscono in uno, più adenomeri (pluristrato)

⇉ modalità di emissione del secreto: - olocrine: solo secreto lipidico, producono tanti lipidi → citoplasma molto chiaro perché moltissimi lipidi → il secreto è composto da tutta la cellula che muore

  • merocrine (la maggior parte): secreto sieroso o mucoso → meccanismo di esocitosi classica → quelle mucose: sono bianche e nuclei schiacciati alla bas → quelle sierose: ben colorate
  • apocrine: secreto in parte sieroso e in parte lipidico → parte sierosa tramite esocitosi classica mentre la parte lipidica viene immessa all’esterno, all’interno di vescicole → la cellula perde anche parte di membrana e citoplasma → tipico delle ghiandole apocrine **⇉ GHIANDOLE SALIVARI: ne esistono di 3 tipi→. parotidi: sierose . sottolinguali: miste ma prevale mucosa . sottomandibolari: miste (semilune del Giannuzzi) ⇉ ANNESSI CUTANEI: o ghiandole sudoripare: caso particolare di ghiandole tubuloglomerulari, alcune a lume stretto (ghiandola semplice) altre a lume ampio (ghiandola apocrina ramificata 2 adenomeri e 1 dotto) o ghiandole sebacee: secrezione olocrina che va a lubrificare i dotti piliferi (introflessioni dell’epidermide dove ci sono i peli) ⇉ citoplasma chiaro e nucleo tondo. Il loro secreto è definito sebo ⇉ LAMINE SECERNENTI: mucosa del tubo digerente
  • stomaco: immaginazione della mucosa che formano strutture compatte, cellule secernenti e cellule parietali (producono acido) e cellule caliciformi mucipare ⇉ ghiandole tubulari ramificate
  • intestino tenue: introflessioni della mucosa per aumentare la superficie d’assorbimento ⇉ duodeno: molte ghiandole secernenti nella sottomucosa (gh di Brunner)
  • intestino crasso: mucosa disposta in ghiandole tubulari semplici ⇉ GHIANDOLE UTERINE: hanno la capacità di secernere glicogeno ⇉ PANCREAS: ghiandola sia esocrina che endocrina, fuoriesce dal contesto di origine però rimane in contatto con il duodeno con il dotto escretore → parte esocrina: ghiandola composta acinosa a secrezione sierosa → parte endocrina: isolotti di Langerhans, cellule che producono ormoni (glucagone e insulina) ⇉ GHIANDOLE MAMMARIE: ghiandole alveolari, con secreto sieroso e lipidico. Pochissimo tessuto connettivo e moltissimi adenomeri ⇉ PROSTATA: ghiandolare alveolare, con secreto sieroso. É composta da precipitati, corpi amilacei, strutture molto ampie intervallate da molto tessuto connettivo → ghiandole endocrine: non hanno il dotto escretore e creano delle strutture a sé stanti e secernano ormoni nel sangue (bassa concentrazione) che verranno portati a cellule bersaglio. . MODI DI SEGNALAZIONE TRA CELLULE:. endocrina (lunga distanza) . paracrina (abbastanza vicine) . cellula-cellula (contatto diretto) . autocrina (sé stessa) ⇉ NATURA ORMONALE: - peptidici: ormoni proteici, recettori di membrana
  • steroidei: ormoni lipidici (passano nel sangue), passano la membrana con recettori citoplasmatici o nucleari (gonadi, surrene) → eccezione: ormoni tiroidei, recettori intracellulari
  • PARATIROIDI: sono 4 sono appoggiate sulla tiroide, formata da 2 tipi di cellule che producono paratormone (aumentano la [Ca] nel sangue)
  • TIROIDE: unica ghiandola a follicoli chiusi, una sfera rivestita da epitelio cubico semplice con un lume pieno di liquido colloide. Tra le cellule possiamo trovare cellule parafollicolari che producono calcitonina (effetto opposto al paratormone, abbassa la calcemia) → queste cellule parafollicolari: cellule endocrine interstiziali ⇉ ormoni tiroidei: T 3 e T 4 (i numeri sono atomi di iodio), prima c’è il precursore che si chiama tireoglobulina: nel momento che entra, si attaccano atomi di iodio poi va ai lisosomi e viene suddivisa in T 3 e T 4
  • ISOLE DI LANGERHANS: parte del pancreas endocrino, sono formati da cellule diverse: alfa (glucagone), beta (insulina), delta (somatostatina), f (regolano la parte esocrina), epsilon (grelina, senso sazietà)
  • GONADI: - testicolo : cellule di Leydig, sono cellule interstiziali tra i tubi seminiferi a funzione endocrina → producono testosterone
  • ovaio : cellule germinali sono gli ovociti e la loro germinazione avviene durante la nascita, contenuti nei follicoli che maturano dopo la pubertà (arrivano ormoni) → il follicolo maturo (dopo ciclo ovarico): follicolo di GRAFF (primi 14 giorni) negli altri giorni si crea il corpo luteo (se no fecondato), poi CICLO ⇉ la parete del follicolo contiene diversi strati di cellule chiamati:
  • cellula teca esterna
  • cellule teca interna: funzione endocrina (producono testosterone)
  • cellule follicolari SVILUPPO DELL’EPIDERMIDE E DEI PELI SVILUPPO DELL’EPIDERMIDE:
  • 4* settimana: partiamo dal foglietto dell’ectoderma (monostrato cellule cubiche)
  • 7* settimana: le cellule dell’ectoderma proliferano formando lo strato PERIDERMA (epitelio pavimentoso che ricopre l’embrione) e uno STRATO BASALE (cellule cubiche) → periderma: strato temporaneo ricco di giunzioni occludenti che funge da protezione embrionale, presenta microvilli per facilitare lo scambio con il liquido amniotico. Questo strato si staccherà dopo poche settimane
  • 11* settimana: dallo strato basale si forma lo strato intermedio, da esso si formerà lo strato spinoso e quinta cornice aumentata la sintesi delle proteine dei desmosomi. → l’aumento di strati cellulari porta lo strato basale a diventare stratto germinativo ⇉ si sintetizzano le proteine per gli aggregati di cheratina: si inizia a creare lo strato cheratinizzato
  • 19/20 settimana* : inizia la vera e propria CHERATINIZZAZIONE
  • dalla 24* settimana: i vari strati dell’epidermide si iniziano a identificare e le cellule non autoctone arrivano nell’epidermide → EPIDERMIDE COMPLETA ⇉ questa epidermide secerne sebo: VERNICE CASEOSA FATTORI DELLA DIFFERENZIAZIONE DELL’EPIDERMIDE:
  • fattore di crescita BMP4: induce il differenziamento dell’ectoderma in epidermide (se esso manca si differenzia in neuroectoderma)
  • espressione del gene p63: induce la proliferazione mitogenica delle cellule dell’epidermide
  • attivazione della via di segnalazione del recettore Notch: induce il differenziamento dei cheratinociti (blocca la proliferazione di p63 e induce il differenziamento) MIGRAZIONE DELLE CELLULE NON AUTOCTONE:
  • melanociti: originano dal neuroectoderma poi intorno alla 6* settimana migrano nell’epidermide e formano i melanoblasti, poi si differenziano ancora in melanociti (10* settimana). Dopo 4/6 mesi di sviluppano embrionale, si attivano
  • cellule di Merkel: originano dalle cellule staminali dell’epidermide e si spostano nell’epidermide intorno al secondo/terzo mese di sviluppo embrionale
  • cellule di Langerhans: originano dal midollo osseo e si spostano nell’epidermide intorno al 2 mese di sviluppo embrionale. L’aumento di esse aumenta da 6* mesi fino alla nascita ANNESSI CUTANEI: ⇉ anche gli annessi cutanei sono di origine ectodermica . peli e capelli sono derivati epidermici corneificati (cheratinizzati) ⇉ sono inseriti nei follicoli piliferi: invaginazione profonda dell’epidermide che circondano il pelo e in esse sbocca il dotto di una ghiandola sebacea ⇉ il follicolo termina con il bulbo pilifero: espansione terminale che presenta una PAPILLA DERMICA (tessuto connettivo dermico, mesenchima che invagina nel bulbo) che è rivestita da un epitelio germinativo (cellule cubiche ben organizzate e ben strette) FOLLICOLO PILIFERO (sotto il dotto della ghiandola sebacea): → parete ben organizzata che presenta 3 strati:
  • guaina interna della radice (cellule pavimentoso fortemente cheratinizzate)
  • guaina esterna della radice o matrice del pelo: monostrato cellulare a livello del bulbo e risalendo il follicolo aumenta il numero dei suoi strati, contiene molte cellule staminali oligopotenti (solo cellule epiteliali cheratinizzate) !! ⇉ in caso di scottature gravi, queste cellule staminali possono rigenerare l’epidermide
  • membrana vitrea: membrana basale che separa l’epitelio dal derma PELO: → formato da 3 strati:
  • midollare
  • corticale
  • cuticola: cellule morte altamente cheratinizzate → rigonfiamento follicolare: protrude dal follicolo ed è vicino all’inserzione del muscolo erettore ⇉ contiene una nicchia di cellule staminali epidermiche che fornisce i precursori per la crescita del pelo e per la rigenerazione della cute ⇉ queste staminali migrano al bulbo pilifero e generano le tre parti del pelo e la guaina interna della radice. In caso di ustioni o ferite gravi, migrano verso la superficie e rigenerano l’epidermide SVILUPPO DEL PELO durante lo sviluppo embrionale:
  • induzione: da parte del mesenchima sottostante
  • formazione di n placode cioè di un ispessimento dell’epitelio
  • formazione della papilla dermica (deriv. mesenchimale): addensamento del mesenchima
  • formazione della gemma epiteliale: proliferazione delle cellule del placode ⇉ la gemma epiteliale si allunga e si infila nel mesenchima e crea l’asse del pelo poi si espande e genera il bulbo. → il derma si invagina nel bulbo e genera la papilla dermica ⇉ primi follicoli piliferi: 3* mese di sviluppo embrionale (inizia dalla faccia poi nel corpo) ⇉ nel 5* mese avremmo gemme pilifere in tutto il corpo e aumentano fino alla nascita
MATRICE EXTRACELLULARE DEL TESSUTO CONNETTIVO

→ tessuti di origine mesenchimale: hanno abbondante matrice extracellulare ed è dotato di notevole potenzialità (le cellule proliferano e differenziano molto) CLASSIFICAZIONE TESSUTI ORIGINE MESENCHIMALE:

  • tessuti connettivo propriamente detto (mucoso, fibrillare lasso e denso)
  • tessuto connettivo specializzati (reticolare, adiposo, elastico)
  • tessuti connettivo di sostegno (osseo e cartilagineo)
  • tessuti connettivi a funzione trofica (sangue e linfa) MATRICE EXTRACELLULARE: → composta da:. sostanza fondamentale (erogatore a forze pressorie, perché contiene molecole polari che richiamano grosse quantità di acqua) . componenti e fibrillare (resistenza alla trazione perché le fibre formano delle corde che resistono alla trazione) ⇉ queste sei componenti insieme danno numerose proprietà ai tessuti connettivi . SOSTANZA FONDAMENTALE: → composta da:. glicosamminoglicani (GAG) . proteoglicani . glicoproteine . COMPONENTE FIBRILLARE: → composta da:. fibre collagene . fibre reticolari . fibre elastiche
  • glicossaminoglicani:
    • lunghe catene polisaccaridiche non ramificate
    • numerosi gruppi anionici (molecole cariche polari)
    • la sequenza ha unità disaccaridiche che si ripetono (1 dei due che si ripete è un amminozucchero) ⇉ molecole molto polari: richiamano molta acqua (esempi di GAG: eparina, acido ialuronico, …) → tutti i GAG tranne l’acido ialuronico, sono legati ad un asse proteico a formare proteoglicani (concentrano GAG legandoli all’asse proteico)
  • proteoglicani:
  • molecole costituite da un singolo filamento proteico a cui si legano i GAG → insieme ad altre proteine della matrice formano setacci molecolari (regolazione di passaggi nella matrice) ⇉ sintesi dei proteoglicani: sintetizzati dalle cellule e rilasciati per esocitosi. Nell’apparato di Golgi in corrispondenza di residui di serina contengono attaccato un tetrasaccaride che innesca la glicosilazione o-linked dei proteoglicani a formare i GAG → aggregato proteoglicani: acido ialuronico aggancia molti proteoglicani (tante cariche e tanta polarità)
  • ACIDO IALURONICO: è un GAG che compare nello sviluppo embrionale, è presente anche nelle articolazioni e funge da lubrificante per il movimento della stessa. Legandosi ai vari proteoglicani crea il setaccio molecolare, una sorta di filtro per il movimento di patogeni. ⇉ molti batteri infatti secernano ialuronidasi, un’enzima che demolisce l’acido ialuronico, ma questa è presente anche nell’acrosoma dello spermatozoo (necessario per superare le barriere attorno all’ovocita) ⇉ utilizzi in medicina:. chirurgia otologica . artrologia . chirurgia estetica e dermatologica . contro infiammazione e lesione della cavità orale (esempi di proteoglicani: aggrecano (tanti GAG), versicano (GAG tutti uguali), sindecano (transmembrana), decorina (1 solo GAG))
DIFFERENZA TRA PROTEOGLICANI E GLICOPROTEINE:

→ tabella delle slide!!!

  • glicoproteine:
    • ruolo importante nel raggruppare il complesso di molecole della matrice alle popolazioni che ci sono in essa → esempi di glicoproteine:. fibronectina (la + abbondante, è costituita da 2 subunità unite da un ponte disolfuro. La sua funzione è quella di legare fibre di collagene e proteoglicani e le integrine di cellule) . laminina (fondamentale delle lamine basali, è composta da 3 catene proteiche. Si lega alle integrine della membrana delle cellule, perciò è responsabile del legame tra cellule epiteliali e lamina basale) COMPONENTE FIBRILLARE: . 3 categorie di fibre:. collagene: ci sono sempre nei tessuti connettivi . reticolari (formate da collagene di tipo 3) . elastiche (formate da elastina) → se la colorazione del vetrino è eusina: non distinguiamo le 3 fibre
  • fibre collagene:
  • formate da numerose fibrille, ognuna delle quali è costituita da molecole di tropocollagene, ciascuna delle quali è costituita da 3 catene polipeptidiche (avvolte a tripla elica)
  • le tre eliche sono legate tra loro esempio legami a idrogeno mentre le carie eliche sono tenute indurente da legami crociati intermolecolari ⇉ sono modifiche post-traduzionali: legami H in seguito a idrossilazione, legami crociati in seguito a ossidazione ⇉ sintesi del collagene:. trascrizione e traduzione di pre-procollagene . idrossilato e glicosilato nel RER . le 3 catene si uniscono e formano procollagene . al Golgi completa la glicosilazione e viene esocitato il procollagene . nello spazio extracellulare vengono tagliate le estremità del procollagene e viene formato il tropocollagene → sono fibre lunghe, non ramificate, non sono estensibili ma sono flessibili e di spessore variabile ⇉ vari tipi di collagene:. tipo 1- ossa, tendini e pelle . tipo 2- cartilagine ialina e elastica . tipo 3- fibre reticolare . tipo 4- membrane basali . tipo 5- muscolo liscio e scheletrico (non ha fibre)
  • fibre reticolari: costituite da collagene di tipo 3, non forma fasci ma le fibre formano delle reti e funzionano da scheletro del tessuto. ⇉ sono nella lamina basale, supportano l’epitelio dando supporto in uno strato della lamina basale. Sono inoltre negli adipociti (cellule del tessuto adiposo), sostengono nervi, vasi e cellule muscolari. Sono molto abbondanti nella linfa e negli organi linfatici → colorazione specifica è: colorazione argentica (con sali d’argento) ⇉ vengono prodotte da cellule del tessuto connettivo: fibroblasti, condroblasti, osteoblasti
  • fibre elastiche: costituite da elastina e hanno un andamento ondulato, sono abbondanti negli organi in cui c’è bisogno elasticità (polmoni, vescica, arterie, legamenti) → colorazione specifica è: orceina o resorcina-fuxina/Weigert ⇉ l’elastina si deve associare alla fibrillina: l’unione crea le fibre elastiche ⇉ elastina: le molecole si organizzano in filamenti uniti tra loro tramite legami covalenti intermolecolari, questa rete permette di deformarsi e di riprendere forma iniziale
MESENCHIMA:

→ primitivo o a cellule compatte: tessuto embrionale rappresentato nel primo mese di gestazione. È molto ricco di cellule mesenchimali e con poca matrice extracellulare → secondario o a cellule lasse: tessuto molle e gelatinoso che deriva dal tessuto primario, penetra negli interstizi degli organi che si stanno formando per conferire sostegno. È caratterizzato da molta sostanza fondamentale (GAG e proteoglicani) ed è privo di fibre, le sue cellule sono di forma stellata con scarso citoplasma e lunghi prolungamenti. ⇉ contiene cellule mesenchimali staminali (MSC) importanti per la generazione dei connettivi, queste cellule rimangono in tutti i tessuti di derivazione mesenchimale dell’adulto. Differenziano in molte tipologie tissutali MUCOSO: → mucoso maturo: ha caratteristiche simili al mesenchima ma è presente nell’adulto. Presenta abbondante sostanza fondamentale, ricco di GAG e proteoglicani, ed è privo di fibre. È formato da cellule stellate con lunghi prolungamenti. ⇉ è presente in:

  • polpa dentaria: presenta numerose fibre nervose e piccoli vasi
  • funicolo ombelicale: questo tessuto prende il nome di gelatina di Wharton, è ricco di proteoglicani con la funzione di proteggere i vasi presenti nel cordone (perché il feto tende a muoversi molto con il rischio di torcere il cordone, questo tessuto si oppone a queste forze pressorie ristabilendo il deflusso sanguigno)
  • spazio vitreo: è lo spazio posto dietro al cristallino dell’occhio, al suo interno contiene umor vitreo, una sostanza gelatinosa e trasparente composta da tessuto mucoso maturo CONNETTIVO FIBRILLARE LASSO: tessuto con abbondante sostanza fondamentale e poche fibre (lasse) che presenta la consistenza di un gel viscoso. Contiene: molte cellule, tra cui cellule del sistema immunitario, molti vasi sanguigni e linfatici e liquido interstiziale. ⇉ è presente in tutte le mucose del nostro corpo costituendo la lamina propria o la sottomucosa e circonda le singole fibre muscolari scheletriche (endomisio) e quelle nervose (endonevrio) → liquido interstiziale: composto da acqua e piccole molecole (Sali minerali, gas, ormoni e piccoli metaboliti), la sua quantità risulta nel bilanciamento di:
  • pressione idrostatica: pressione sanguigna generata dal cuore
  • pressione oncotica: pressione osmotica generata dalle macromolecole del plasma
  • assorbimento a livello dei vasi linfatici → capillare linfatico: assorbe liquido interstiziale residuo grazie alla pressione esercitata dai muscoli e grazie alla gravità ⇉ patologie da alterato assorbimento di liquido interstiziale, EDEMA: accumulo di liquido interstiziale nelle matrici extracellulari e nelle cavità sierose, causando appunto edema per alterazione degli scambi di liquido a livello dei capillari sanguigni, esso si può formare anche per alterazioni del riassorbimento di liquido interstiziale da parte dei capillari linfatici dovuti a infezioni parassitarie (elefantosi) e immobilizzazione prolungata.

CONNETTIVO FIBRILLARE DENSO o COMPATTO: è detto anche connettivo fibroso, dato che la sua matrice extracellulare è composta prevalentemente da fibre collagene di tipo I (formano fasci di notevoli dimensioni), la quantità della sostanza fondamentale è scarsa. → è classificato anche in base alla disposizione dei fasci di collagene:

  • a fasci paralleli o regolare: i fasci di collagene sono paralleli, questo conferisce resistenza a forze di trazione. Costituisce tendini e legamenti
  • a fasci intrecciati o irregolare: tipico del DERMA. In esso le fibre collagene ed elastiche hanno un orientamento ordinato secondo le cosiddette linee di Langer, corrispondenti ai punti di maggiore tensione e resistenza alla trazione della pelle. → le fibre collagene si intrecciano fra loro in tutte le direzioni, conferendo grande resistenza alla trazione multidirezionale della pelle. È diviso in pericondrio (riveste alcuni tipi di cartilagine) e periostio (riveste tessuto osseo).
  • capsulare: è sempre a fasci intrecciati ma viene chiamato così per sua localizzazione anatomica, forma la capsula esterna di: fegato, rene, testicolo, linfonodi, milza, timo e paratiroidi
  • a fasci incrociati: i fasci di collagene si intrecciano tra di loro. È presente solo nella cornea CONNETTIVO ELASTICO: è formato prevalentemente da fibre elastiche con tipico andamento ondulato. È abbondante in: legamenti vocali, legamento sospensore del pene, polmone, vescica e nelle grandi arterie e nelle arterie di medio calibro (solo arterie muscolari di medio calibro). → sindrome di Marfan: sono mutazioni a carico della fibrillina che portano ad aneurisma dell’aorta. Le alterazioni scheletriche di questa sindrome sono: arti lunghi, legamenti lassi, dolicocefalia, arcate sopraciliari prominenti; le alterazioni oculari sono: sublussazione o ectopia del cristallino CONNETTIVO RETICOLARE: è formato da fibre collagene di tipo III, esse hanno:
  • tipica struttura periodica
  • sono più sottili di quelle di tipo I
  • le fibrille si anastomizzano e formano un intreccio ramificato, sono quindi meno spesse
  • non hanno la tendenza di disporsi in grossi fasci di fibre parallele → le fibre sono ARGIROFILE, quindi si vedono bene al microscopio dandogli una colorazione nera. Esse formano una rete di sostegno per molti organi, tra cu: ghiandole endocrine, fegato e organi linfoidi; formano anche la lamina fibroreticolare epiteliale e circondano adipociti e singole fibre muscolari. Sono presenti anche nell’endonevrio.

CELLULE DEL TESSUTO CONNETTIVO

→ le cellule del tessuto connettivo propriamente detto possono essere residenti o mobili: RESIDENTI:

  • fibroblasti/fibrociti (cellule tipiche)
  • adipociti
  • mastociti
  • macrofagi
  • cellule dendritiche MOBILI (globuli bianchi):
  • linfociti T e NK
  • plasmacellule (linfociti B effettori non vanno nei connettivi ma prima nei linfonodi x prepararsi)
  • granulociti
  • macrofagi e cellule dendritiche che derivano dai monociti (globuli bianchi più grandi) FIBROBLASTI → cellule tipiche dei tessuti connettivi, hanno forma fusata e allungata (a volte forma stellata) ⇉ nucleolo ben presente: producono tanti ribosomi e quindi tante proteine (citoplasma acido) CELLULE MOLTO ATTIVE METABOLICAMENTE (blasto: alta proliferazione): hanno il compito di proliferare e di deporre la matrice extracellulare → sono presenti in abbondanza durante la costruzione dei tessuti connettivi . patologie associate ad alterazioni (iperproduzione di matrice extracellulare):
  • fibrosi: eccesso di collagene (porta fibrosi polmonare, epatica o cutanea)
  • sindrome di Ehlers-Danlos: difetto strutturale del collagene (eccessiva elasticità)
  • connettiviti miste: sclerodermia, lupus eritematoso, miositi
  • cheloidi (iperproliferazione di fibroblasti) ⇉ DIFFERENZIANO IN FIBROCITI: non più cellula in proliferazione e diventa cellula stabile del tessuto. nucleolo non più evidente e un citoplasma più basico (molto più sottili dei fibroblasti) IMMUNITÀ INNATA e ADATTATIVA (chiede tanto esame mercenaro)
  • la difesa immunitaria innata o aspecifica è mediata da granulociti (neutrofili, basofili, eusinofili), da mastociti (residenti nei tessuti), da macrofagi (residenti nei tessuti), da cellule dendritiche (residenti nei tessuti) e dai linfociti NK ⇉ il luogo in cui inizia la risposta è: i tessuti connettivi propriamente detti o nell’epidermide (perché ci sono le cellule di Langerhans) [tessuti periferici: connettivi + epidermide] ⇉ tipo di recettori usati per riconoscere self/non-self: recettori TLR (non generano memoria perché riconoscono le strutture indispensabili alla vita dei patogeni) ⇉ tempistiche della risposta: poche ore per riconoscere e attaccare il patogeno
  • la difesa immunitaria adattativa o specifica è mediata da linfociti T e B ⇉ il luogo in cui inizia la risposta è: organi linfoidi (linfonodi, milza nella parte della polpa bianca, appendice e tonsille che sono organi del MALT) secondari, nei quali si attivano diventando effettori e vanno nei connettivi ⇉ tipo di recettori usati per riconoscere self/non-self: ogni linfocita B e T avrà dei recettori diversi dagli altri per riconoscere diversi patogeni- per i linfociti B avremo BCR invece per i linfociti T avremo TCR [questo meccanismo serve per sviluppare una MEMORIA IMMUNOLOGICA]

⇉ tempistiche della riposta: diversi giorni per sviluppare una risposta immunitaria perché devono passare ad attivarsi con delle fasi di preparazione (questo porta al patogeno di proliferare e sviluppare la malattia) però sviluppando cellule della memoria, in un secondo incontro con lo stesso virus lo riconoscono e lo eliminano subito (non sviluppando malattia) ATTIVAZIONE DEI LINFOCITI B, T NEGLI ORGANI LINFATICI SECONDARI:

  1. riconoscimento: l’antigene entra e un gruppo di linfociti riconosceranno il recettore quindi le cellule con recettore uguale, si fermano e iniziano ad attivarsi
  2. espansione clonale: le cellule proliferano in maniera uguale (si ingrossano i linfonodi per es.) quindi aumentano le cellule adatta a combattere il patogeno
  3. differenziamento: le cellule sono pronte e si differenziano in effettrici (vanno a combattere) e cellule della memoria (vengono conservate per un secondo incontro) ⇉ le cellule effettrici dei linfociti B: plasmacellule (vanno nei connettivi e rilasciano i recettori di membrana in forma solubile a forma di Y, formando ANTICORPI) ⇉ cellule effettrici dei linfociti T sono di 2 tipi:. T- citotossici (cellule tumorali e/o virus) . T- helper (aiutano le altre cellule del sist. immun.) → rilasciano citochine che vanno ad attivare le altre cellule del sistema immunitario → senza le T-helper: immunodeficienza (esempio: AIDS) → scopo dei vaccini: induce la produzione di cellule della memoria (prima di incontrare l’antigene) → i diversi recettori degli antigeni vengono generati dagli organi linfatici primari (midollo osseo, timo): le molecole con recettori per la cellula self vengono uccisi

LINFOCITI NK (natural killer):

sono linfociti ma appartengono all’immunità innata ⇉ simili ai linfociti T-citotossici perché riconoscono cellule tumorali o cellule infettate da virus (nel momento in cui vedono una cellula modificata o sbagliata la eliminano immediatamente) però non sviluppano espansione clonale e differenziamento. → riconoscono e uccidono le cellule bersaglio in poche ore COME FUNZIONANO: la funzione è il bilanciamento tra 2 gruppi di recettori: inibitori e attivatori ⇉ in condizioni normali: la fase inibitoria prevale sugli attivatori ⇉ in condizioni patologiche: gli attivatori prevalgono su inibitori (finché la cellula bersaglio non mette in atto una difesa contro questi linfociti)

. recettori inibitori: permettono il riconoscimento del self mentre nei tumori sono sfruttati per sfuggire dal sistema immunitario

  • molecole del sistema maggiore di istocompatibilità (HLA di 1* classe): le hanno tutte le molecole nucleate ma ognuno le ha diverse da chiunque altro (solo fratelli omozigoti le hanno uguali). Quelle di prima classe classiche sono tutte diverse mentre le non classiche le abbiamo tutte uguali ⇉ se una cellula le ha espresse allora le cellule NK non la uccidono (mentre le T-cito uccidono le tumorali con questo HLA espresso) ⇉ la cellula NK potrà uccidere una cellula tumorale che perde le cellule HLA-1 perché allora i recettori inibitori non funzionano e si attivano quindi i recettori attivatori che riconoscono dei ligandi sulle cellule trasformate (esse ne mostrano tanti tanti mentre le cellule self ne mostrano poche o zero) [funzione recettori inibitori: bloccare l’attività dei T-citotossici tramite segnali inibitori] COME UCCIDONO LE NK: contengono organelli particolari cioè lisosomi secretori (hanno molecole aggiuntive che vengono esocitate quando arriva uno stimolo) ⇉ quando arriva la cellula trasformata le NK secernano il contenuto di questi lisosomi cioè perforine (entrano nella cellula trasformate e inducono l’apoptosi) ⇉ come si attivano le NK contro una cellula tumorale con HLA-1?
    • esistono anticorpi specifici per le molecole che mi interessano, in questo caso per i recettori inibitori delle cellule NK (i recettori non vedono il ligando e non funzionano) quindi si attivano trulli inibitori ⇉ uno degli approcci di IMMUNOTERAPIA più usati contro i tumori