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Italia post unitaria, Appunti di Storia della danza

Il periodo dell'Italia liberale dal 1870 al 1914, suddiviso in tre periodi: sinistra storica, Crispi e Giolitti. Si parla di politiche economiche, sociali e di colonizzazione, del flusso migratorio, dell'irredentismo e del terrorismo. Si menzionano anche i partiti di sinistra, il socialismo e l'anarchismo. una panoramica storica dell'Italia post-unitaria.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 11/09/2023

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eleonora-nobile 🇮🇹

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ITALIA POST UNITARIA
Anni dell’Italia liberale
Dal 1870 al 1914 in Italia si vivono quelli che vengono chiamati, anni dell’Italia liberale, il nome
pero non dice molto, infatti in questo grande periodo possono essere distinti tre periodi: il primo
periodo, quello della sinistra storica, il secondo periodo è quello di Crispi, terzo periodo è l’età di
Giolitti.
Anni della sinistra storica:
Per l’età della sinistra storica, che comincia dopo che i governi della destra storica, che con
Cavour avevano portato all’unità d’Italia, per cercare di creare un paese che potesse stare al
passo cong li altri paesi europei, perdono le elezioni e a vincere le elezioni sono gli esponenti della
sinistra storica, che tra i suoi obiettivi aveva quello di aumentare il suragio, aumentare
l’alfabetizzazione e portare avanti, al posto del liberalismo che ha danneggiato l’industria che
invece necessita di essere supportata, il protezionismo, la sinistra storica vuole proteggere il
prodotto italiano; mentre la destra aveva portato avanti grandi infrastrutture, la sinistra era legata a
gruppi di imprenditori privati con una politica di privatizzazione delle ferrovie. "
Il primo governo della sinistra storica si presenta con De Pretis , un mazziniano che porta avanti
una politica contro il pareggio di bilancio, facendo pagare meno tasse agli industriali, allargando il
suragio universale, defiscalizzazione, con una politica fiscale più morbida. Un esito importante
della sinistra storica si ebbe nel 1877 con la legge Coppino, che estende l’obbligo scolastico
elementare fino a tre anni, in moltissimi paesi sopratutto al sud pero questa legge non verrà
seguita. Nel 1880 viene abolita la tassa sul macinato e viene portata avanti una serie di leggi per
migliorare le condizioni di lavoro; nel 1882 vengono abbassati i limiti di censo per diventare
elettori, facendo cosi aumentare il numero di persone votanti, con questa riforma rimangono fuori
i contadini e gli agricoltori. Verrà eletto in questo governo un politico socialista, Andrea Costa, che
non verra però accettato dall’ala conservatrice del governo. Agostino De Pretis governa provando
a mantenere stabile il governo, parlando e mantenendo i rapporti con la destra storica, questa sua
politica è detta del “trasformismo”, si rende conto di dover andare incontro alla destra per poter
governare. Il paese con De Pretis ha moltissimi problemi, cresce solo il Nord e il sud viene quasi
del tutto abbandonato, viene eleborato un piano di bonifiche per cercare di aumentare la
superficie coltivabile, si ha un grande problema con le industrie che stentano a crescere a causa
della concorrenza. Nel periodo del governo di De Pretis inizia il flusso migratorio, questo cresce in
maniera esponenziale, soprattutto nel momento in cui si hanno le più grandi innovazioni nel capo
dei trasporti, gli italiani si spostano sia verso altri continenti o verso paesi non europei, non si
migra da sud a nord perché il nord non era comunque in grado di contenere tutta la forza lavoro
del sud. L’Italia attraversa un periodo di grande crisi economica, aumentano i dazi con la Francia,
con il protezionismo portato avanti dalla sinistra storica si ha l’aumento dei prezzi di moltissimi
beni. Proprio in questo periodo emerge il bisogno di colonizzare, il colonialismo nasce con la
sinistra storica, non solo per la matrice economica, ma anche per una matrice politica, per
mostrare la propria potenza nel contesto internazionale. L’alleanza con l’Austria e con la Germania
vacilla, da una parte l’Italia ha approfittato di questa alleanza per la sua unificazione, ma dal 1880
in poi quest’alleanza agli italiani non piace più, vorrebbe riprendere i paesi irridenti, si deve
arontare un fenomeno sociale, quello dell’irredentismo che viene supportato da nuovi movimenti
della destra.
Periodo della nuova destra e della vecchia sinistra:
Se la destra di inizio ottocento si manifestava come conservatrice e liberale, crede che la politica
sia una questione da dare in mano agli esperti, non crede nel parlamento e nei meccanismi della
politica, si crede nell’oligarchia; la destra di fine ottocento è molto cambiata, assume nel suo
programma il nazionalismo, il razzismo e l’anti umanitarismo. Il nazionalismo, che prima stava nel
programma della sinistra perché considerato troppo vicino alla repubblica e alla democrazia,
adesso si trova nel programma della destra, in Italia soprattuto con il fenomeno dell’irridentismo. Il
razzismo si presenta perché si inizia a pensare al concetto di razza e di razza superiore rispetto
alle altre, che ha il primato, in Francia arriva con Mogas, in Germania e con Radini arriva anche in
Italia. L’anti umanitarismo poggia, senza alcuna giustificazione, sul pensiero di Darwin, con l’idea
che a vincere sia sempre il più forte, in politica e in società vige la stessa legge della natura."
La volontà di completare L’Unità italiana, quindi del fenomeno dell’irridentismo, si manifesta
anche per mezzo del terrorismo, uno dei primi esempi di terrorismo è quello fatto da un triestino,
Guglielmo Oberdan, che voleva fare un attentato a Francesco Giuseppe, ma venne scoperto,
venne contatto e infine impiccato; Guglielmo diventa figura martire dell’irridentismo; altra
espressione dell’irridentismo è il colonialismo, uno de primi movimento che verrano mossi sarà
quello dell’acquisto della baia di Assab, per cercare di giungere con la forza in Etiopia, non
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ITALIA POST UNITARIA

Anni dell’Italia liberale Dal 1870 al 1914 in Italia si vivono quelli che vengono chiamati, anni dell’Italia liberale, il nome pero non dice molto, infatti in questo grande periodo possono essere distinti tre periodi: il primo periodo, quello della sinistra storica, il secondo periodo è quello di Crispi, terzo periodo è l’età di Giolitti. Anni della sinistra storica: Per l’età della sinistra storica, che comincia dopo che i governi della destra storica, che con Cavour avevano portato all’unità d’Italia, per cercare di creare un paese che potesse stare al passo cong li altri paesi europei, perdono le elezioni e a vincere le elezioni sono gli esponenti della sinistra storica, che tra i suoi obiettivi aveva quello di aumentare il suffragio, aumentare l’alfabetizzazione e portare avanti, al posto del liberalismo che ha danneggiato l’industria che invece necessita di essere supportata, il protezionismo, la sinistra storica vuole proteggere il prodotto italiano; mentre la destra aveva portato avanti grandi infrastrutture, la sinistra era legata a gruppi di imprenditori privati con una politica di privatizzazione delle ferrovie. Il primo governo della sinistra storica si presenta con De Pretis , un mazziniano che porta avanti una politica contro il pareggio di bilancio, facendo pagare meno tasse agli industriali, allargando il suffragio universale, defiscalizzazione, con una politica fiscale più morbida. Un esito importante della sinistra storica si ebbe nel 1877 con la legge Coppino, che estende l’obbligo scolastico elementare fino a tre anni, in moltissimi paesi sopratutto al sud pero questa legge non verrà seguita. Nel 1880 viene abolita la tassa sul macinato e viene portata avanti una serie di leggi per migliorare le condizioni di lavoro; nel 1882 vengono abbassati i limiti di censo per diventare elettori, facendo cosi aumentare il numero di persone votanti, con questa riforma rimangono fuori i contadini e gli agricoltori. Verrà eletto in questo governo un politico socialista, Andrea Costa, che non verra però accettato dall’ala conservatrice del governo. Agostino De Pretis governa provando a mantenere stabile il governo, parlando e mantenendo i rapporti con la destra storica, questa sua politica è detta del “trasformismo”, si rende conto di dover andare incontro alla destra per poter governare. Il paese con De Pretis ha moltissimi problemi, cresce solo il Nord e il sud viene quasi del tutto abbandonato, viene eleborato un piano di bonifiche per cercare di aumentare la superficie coltivabile, si ha un grande problema con le industrie che stentano a crescere a causa della concorrenza. Nel periodo del governo di De Pretis inizia il flusso migratorio, questo cresce in maniera esponenziale, soprattutto nel momento in cui si hanno le più grandi innovazioni nel capo dei trasporti, gli italiani si spostano sia verso altri continenti o verso paesi non europei, non si migra da sud a nord perché il nord non era comunque in grado di contenere tutta la forza lavoro del sud. L’Italia attraversa un periodo di grande crisi economica, aumentano i dazi con la Francia, con il protezionismo portato avanti dalla sinistra storica si ha l’aumento dei prezzi di moltissimi beni. Proprio in questo periodo emerge il bisogno di colonizzare, il colonialismo nasce con la sinistra storica, non solo per la matrice economica, ma anche per una matrice politica, per mostrare la propria potenza nel contesto internazionale. L’alleanza con l’Austria e con la Germania vacilla, da una parte l’Italia ha approfittato di questa alleanza per la sua unificazione, ma dal 1880 in poi quest’alleanza agli italiani non piace più, vorrebbe riprendere i paesi irridenti, si deve affrontare un fenomeno sociale, quello dell’irredentismo che viene supportato da nuovi movimenti della destra. Periodo della nuova destra e della vecchia sinistra: Se la destra di inizio ottocento si manifestava come conservatrice e liberale, crede che la politica sia una questione da dare in mano agli esperti, non crede nel parlamento e nei meccanismi della politica, si crede nell’oligarchia; la destra di fine ottocento è molto cambiata, assume nel suo programma il nazionalismo, il razzismo e l’anti umanitarismo. Il nazionalismo, che prima stava nel programma della sinistra perché considerato troppo vicino alla repubblica e alla democrazia, adesso si trova nel programma della destra, in Italia soprattuto con il fenomeno dell’irridentismo. Il razzismo si presenta perché si inizia a pensare al concetto di razza e di razza superiore rispetto alle altre, che ha il primato, in Francia arriva con Mogas, in Germania e con Radini arriva anche in Italia. L’anti umanitarismo poggia, senza alcuna giustificazione, sul pensiero di Darwin, con l’idea che a vincere sia sempre il più forte, in politica e in società vige la stessa legge della natura. La volontà di completare L’Unità italiana, quindi del fenomeno dell’irridentismo, si manifesta anche per mezzo del terrorismo, uno dei primi esempi di terrorismo è quello fatto da un triestino, Guglielmo Oberdan, che voleva fare un attentato a Francesco Giuseppe, ma venne scoperto, venne contatto e infine impiccato; Guglielmo diventa figura martire dell’irridentismo; altra espressione dell’irridentismo è il colonialismo, uno de primi movimento che verrano mossi sarà quello dell’acquisto della baia di Assab, per cercare di giungere con la forza in Etiopia, non

tengono però in considerazione il comportamento degli etiopi che vengono spinti dal loro sovrano a combattere, gli italiani per questo subiscono una grande sconfitta, la conquista avverà in futuro, ma sarà molto complessa. In Italia nascono diversi partiti di sinistra, viene fondato il partito socialista italiano e emerge il movimento anarchico, questi due movimenti entrano in Italia con Andrea Costa, un socialista e Malatesta, un anarchico, che hanno grande voce nelle campagne, nelle piazze e negli scioperi. Malatesta fa entrare in Italia il pensiero di Michael Bakunin che aveva teorizzato il movimento anarchico, mentre il pensiero di Marx entra in Italia nel 1882 con il partito socialista italiano, fondato da Filippo Turati e Anna Kulishof, questo movimento aveva iniziato a diffondersi nella pianura Padana e nelle aziende del centro nord, aveva iniziato a portare avanti una serie di battaglie e scioperi tra il 1884 e il 1885, questo aveva portato una serie di sindacati a fare battaglie per rendere migliore la vita degli operai. Nel 1891 viene pubblicata un’enciclica, chiamata “rerum novarum”, con cui Leone XIII invita gli italiani a partecipare alla vita politica, capisce che ci sono cose nuove che stanno capitando, ovvero la nuova destra e il socialismo, la base cattolica nell’Europa deve emergere di nuovo, la politica sociale della chiesa si oppone al socialismo. Età di Crispi: Morto Agostino De Pretis gli succede un siciliano, Francesco Crispi, si presenta come un leader dal pugno di ferro, il suo modello di riferimento è Bismarck, secondo lui il capo del governo deve accentrare quanto più poter. Preoccupato dal socialismo, Crispi decide di fare diversi cambiamenti, come la riforma degli enti locali con l’elezione del sindaco, aumenta le persone che fanno parte dell’elettorato con la legge Zanardelli del 1890, questa legge prende il nome dal ministro della giustizia che riordina il codice penale italiano, viene eliminata la pena di morte e viene consentito lo sciopero, ma solo nel settore privato. Porta avanti la stessa politica coloniale di De Pretis e rafforza il legame con la Germania, non vuole abbandonare la triplice alleanza. A causa dei troppi soldi spesi per la politica di espansione, il governo cade, c’è un breve periodo in cui il governo passa in mano a Giovanni Giolitti, viene chiamato lui perché era molto competente in maniera economica, il suo compito è quello di cercare di rimettere a posto i conti dello Stato, nel 1892 diventa capo del governo e porta avanti una serie di riforme progressiste, tra queste c’è la riforma fiscale, vuole inaugurare un sistema di tasse progressivo, ma questa riforma fa molta paura al governo, per questo il governo di Giolitti cade e ritorna al governo Crispi. Quando Crispi trona al potere porta avanti una lotta spietata contro i socialisti, soprattutto contro gli scioperi che venivano fatti. Si torna di nuovo a pensare alla politica coloniale, dopo un periodo di allontanamento vista la grande perdita economica, con l’inizio della politica coloniale il governo è costretto ad aumentare le tasse agli italiani, iniziano per questo 4 anni di carovita e instabilità governativa; la destra vorrebbe eliminare l’istituto della fiducia, nel 1898 c’è un grande sciopero dei lavoratori della Pirelli, che spaventa il governo che decide di usare l’esercito contro gli scioperanti. L’esito dello sciopero del 1898 fa pensare a un pratese, Gaetano Bresci, di architettare l’attacco al re, per vendicare la morte degli scioperanti, Umberto I viene quindi ucciso e sale al potere Vittorio Emanuele II. Età di Giolitti: Nel 1901 prende il potere Zanardelli che chiama come ministro degli interni Giovanni Giolitti, inizia così l’età di Giolitti. L’età di Giolitti va dal 1901 fino alla fine della prima guerra mondiale, lui assume un atteggiamento politico contrario a quello di Crispi, inizia a collaborare con operai e socialisti, si ha una politica chiamata di Welfare state, con un miglioramento dei salari e la creazione delle pensioni statali; scioperare diventa così semplice che iniziano a nascere le prime associazioni operaie, ovvero i sindacati, nel 1906 nasce la CGL. In Italia è moto semplice che un governo cada, perché al suo interno è contenuto un istituto che non fa parte della costituzione, ovvero lo statuto Albertino, ma è un istituto che si è stabilito con la patrica nel tempo; lo statuo albertino è una carta ottriata ovvero concessa nel 1848 da Carlo Alberto prima al regno sabaudo e poi al regno d’Italia; è una carta breve e flessibile, ovvero una carta interpretabile. Questa carta distingue i tre tipi di potere, il potere esecutivo viene affidato al sovrano che a una volta lo affida alla figura del partito che ha vinto le elezioni, questo partito vincitore deve formare un governo, questo governo per prassi si presenta alle camera, senato e parlamento, per chiedere la fiducia, quando il governo non ha più la fiducia, si parla di crisi di governo che a volte rientra o fa cadere il governo; per questo il governo italiano è particolarmente debole. Quando sale al governo Giolitti, ci sono alcuni esponenti che vorrebbero tornare allo statuto, quindi abolire l’istituto della fiducia, tornano a quando il potere veniva scelto dal re, con il rafforzamento dell’esecutivo. Giolitti da alcuni viene considerato come uno tra i più grandi statisti di sempre, una delle menti più brillanti della politica italiana, tanti meriti vennero affidati a Giolitti tra cui il suo metodo di governo; altri

riforma elettorale, con il suffragio universale maschile, si deve avere lamento 30 anni se si è analfabeti e 21 anni se si sa leggere e scrivere, questa legge è ritenuta molto rischioso da tutti, la sinistra teme che possa creare problemi per la paura di non riuscire a mandare abbastanza persone in parlamento, la destra invece aveva paura della crescita della sinistra, Giolitti teme l’avanzata del partito socialista italiano. Nel 1901 viene fondata da Don Romolo Murri e Don Luigi Sturzo, la democrazia cristiana che nasce a seguito dell’ enciclica del papa con cui il popolo cattolico rientra nella vita politica, i partiti politici stanno diventando pericolosi per la chiesa, non si può lasciare la questione sociale solo in mano ai socialisti, che prospetta una dottrina sociale che non è il pensiero della chiesa. La visione della chiesa è organistica si deve collaborare per raggiungere um miglioramento; la chiesa è allarmata, non solo dai partiti esterni alla chiesa, ma anche dalla democrazia cristiana, che appare troppo coinvolta nella questione sociale, nel 1905 infatti questo partito viene sciolto e si inviano i cristiani a non partecipare, i due fondatori di questo partito lo avevano fondato su principi di laicità, non era clericale, nonostante seguisse la dottrina sociale della chiesa, non ne voleva essere controllato, per questo Pio X decide di scogliere le sue basi amministrative. Nel 1909 viene creato un nuovo partito, l’unione elettorale cattolica, che da la possibile ai cristiani di esprimersi e potersi candidare; i due fondatori comunque continuano ad essere presenti a livello politico, Sturzo sarà vicino al movimento contadino del sud, mentre Murri lavorerà nelle leghe bianche. Per quel che riguarda la politica estera Giolitti vuole riprendere i contatti con la Francia, la guerra dei dazi che si era innescata era secondo Giolitti un danno per l’economia italiana, vuole continuare il piano delle società nazionale italiana, nata in Piemonte per portare avanti L’Unità d’Italia, che supportava le imprese per continuare e completare L’Unità, questa dopo 1861 inserisce nel suo pian il valore del nazionalismo e questa diventa una società nazionalista, proprio su pressione della società nazionale italiana verra inaugurata un’impresa imperialistica, ovvero l’impresa libica. Alla pressione esercitata dalla società nazionale si uniscono le masse popolari, che ritengono che questa impresa possa rappresentare un miglioramento per le condizioni di vita, anche le banche alimenteranno questa impresa, perché volevano che i soldi che avevano prestato gli tronassero indietro. L’impresa libica inizia nel 1911, ma le città vengono conquistate con moltissima difficoltà, la Libia era parte dell’impero ottomano che nonostante fosse in grande crisi e stesse sgretolando, nel 1912 si giunge alla pace di Losanna e i turchi perdono la Libia; le conseguenze di questa guerra non furono buone, non arrivò nessun guadagno all’Italia, dopo l’impresa libica si radicalizza il dibattito tra nazionalista e socialisti, anche Pascoli ne scriverà un testo, chiamato “la grande proletaria si è mossa”. Il confronto tra la destra e la sinistra diventa complicato, ma sii sgretola anche il partito socialista nel 1912, che da sempre era diviso tra progressisti e radicali, ovvero coloro che avrebbero voluto che il partito seguisse idee più radicali e chi invece pensava che il socialismo si sarebbe dovuto a occupare solo della questione sociale; da questo partito nascono due diversi partiti, uno guidato da Filippo Turati e i partito socialista riformato italiano che ha come suoi esponenti Bonomi e Bissolati. Tra i socialisti c’è Benito Mussolini, che ha ruolo di direttore del giornale del partito “l’avanti” in cui si presenta contro l’impresa libica e contro il governo di Giolitti e ritiene che il colonialismo cose solo espressione del capitalismo. Giolitti deve dialogare cn l’unione elettorale cattolica, essendo il corpo elettorale aumentano nel 1912, deve ottenere l’appoggio anche di questo partito. Viene fatto un patto segreto, firmato da Giolitti con il presidente dell’unione elettorale cattolica, Giolitti pensa d doverlo fare per avere l’appoggio, in cambio dei voti Giolitti si sarebbe impegnato a non emanare leggi sul divorzio e garantire ai cattolici l’insegnamento e riconoscere le l’ehe cattoliche; questo passo porta ad una grande scandalo. Nelle elezioni del 1913 Giolitti ha la maggioranza, l’unica forza di opposizione sino i socialisti, le polemiche continuano e nel 1914 Giolitti si dimette e designa come suo successore un esponente meno moderato di lui, Salamandra. Il 1914 è un anno difficile in Italia perché c’è l’avvicendamento Giolitti, Salamandra, anno in cui i socialisti organizzano moltissimi scioperi, questa viene chiamata settimana rossa, i sindacalisti si rendono conto che la violenza sta sfuggendo di mano, Pietro Nenni si pone a capo di questi movimenti insieme a Enrico Malatesta. Giolitti ritornerà al governo dopo la prima guerra mondiale, per risolvere la questione di fiume.