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breve intro unità d'italia, conseguenze problematiche, destra e sinistra storica, emigrazione italiana, crispi e la politica del "pugno duro", nascita del PSI, rapporti con la chiesa, triplice allleanza, imperialismo e spartizione africa
Tipologia: Dispense
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Nell’Ottocento, la penisola italiana era divisa in numerosi Stati indipendenti, ognuno con proprie leggi e governi, e spesso sotto il controllo di potenze straniere, come l’Austria e la Francia. In questo contesto si inserisce Vittorio Emanuele II , re del Regno di Sardegna-Piemonte, che ambiva all’unificazione nazionale sotto la sua monarchia. Tuttavia, non poteva raggiungere questo obiettivo da solo. Per questo motivo si affida a Camillo Benso, conte di Cavour , il suo primo ministro, una figura centrale dal punto di vista politico e diplomatico. Cavour stringe importanti alleanze , come quella con la Francia, e attraverso strategie politiche e militari riesce a liberare il Nord dal controllo austriaco. Parallelamente, nel Sud Italia interviene Giuseppe Garibaldi , patriota e generale molto amato dal popolo. Con un piccolo esercito di volontari , noto come la Spedizione dei Mille , riesce a conquistare rapidamente il Regno delle Due Sicilie, accolto con entusiasmo dalle popolazioni locali. Una volta giunto a Napoli, Garibaldi, invece di mantenere il potere, sceglie di consegnare i territori conquistati a Vittorio Emanuele II , favorendo così il processo di unificazione. Un gesto simbolico e determinante per la nascita del nuovo Stato. Nel 1861 viene proclamato il Regno d’Italia , ma non tutte le regioni sono ancora unite. Nel 1866 viene annesso il Veneto a seguito della Terza Guerra d’Indipendenza. Infine, nel 1870 , approfittando del ritiro delle truppe francesi da Roma, l’esercito italiano entra nella città, completando così l’unificazione. L’anno successivo, Roma diventa la capitale d’Italia .)))
Dopo l’unificazione, avvenuta nel 1861 (e completata con Roma nel 1870), l’Italia si presentava come uno Stato unito politicamente , ma con molti problemi interni da risolvere.
Dal 1861 al 1876 governò in Italia la Destra storica , composta da politici moderati e liberali come Cavour, Minghetti e Sella. Rappresentava l’élite ricca e istruita , e il suo obiettivo principale fu completare l’Unità nazionale. Ottenne il Veneto nel 1866 grazie all’alleanza con la Prussia, e Roma nel 1870, approfittando del ritiro delle truppe francesi. La conquista di Roma aprì la questione romana, ovvero il distacco tra Chiesa e Stato. Sul piano interno, la Destra puntò a rafforzare lo Stato , unificando moneta, leggi e dogane , costruendo infrastrutture e cercando il pareggio di bilancio. Per farlo impose tasse pesanti, come quella sul macinato, che colpì i più poveri e causò proteste.
Nel 1876 arrivò al governo la Sinistra storica , guidata da Agostino Depretis , grazie all’ allargamento del suffragio (cioè, più persone potevano votare). Rispetto alla Destra, la Sinistra fu più attenta ai bisogni del popolo e introdusse alcune riforme importanti :
Dalla fine dell’Ottocento, milioni di italiani furono costretti a emigrare a causa di povertà, disoccupazione, crisi agricole e forte crescita della popolazione. Le mete principali furono:
Francesco Crispi fu presidente del Consiglio in due periodi ( 1887 – 1891 e 1893 – 1896 ). Governò in modo autoritario , rafforzò lo Stato , represse le proteste popolari e potenziò l’esercito. In politica estera puntò sull’espansione coloniale, cercando di conquistare territori in Africa , soprattutto in Etiopia , ma il suo progetto fallì con la battaglia di Adua (1° marzo 1896). La sconfitta segnò la fine temporanea del colonialismo italiano in Etiopia e costrinse Crispi alle dimissioni. Fu un duro colpo per l’Italia e per il suo prestigio internazionale.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, le potenze europee iniziarono a conquistare molti territori in Africa e in Asia. Questo fenomeno è chiamato imperialismo. Le motivazioni principali erano: