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J. Dewey, Sintesi del corso di Pedagogia

breve riassunto su Dewey fatti dalle lezioni con il professore Antonio Occhipinti

Tipologia: Sintesi del corso

Pre 2010

Caricato il 04/07/2010

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Dewey: L'esperienza si colloca sul piano dell'azione pratica e non su quello della
conoscenza, essa è data dall'interazione tra l'organismo e l'ambiente in cui esso
opera, è la totalità della realtà, include ciò che è fisico, biologico e psichico. Questa
maniera di concepire l'esperienza, invoca un naturalismo di fondo e una concezione
evolutiva della natura per cui, a un certo momento dell'evoluzione, il rapporto tra il
vivente e il mondo, tra azione e reazione, si elevano sul piano del pensiero e
dell'intelligenza. Con l'intervento della mente l'esperienza acquista un significato
cosciente e, diviene di estremo interesse come momento di una evoluzione che può
essere diretta intelligentemente. L'esperienza si presenta come il rapporto
problematico tra individuo che cerca d'intervenire sulle cose, e le cose che oppongono
resistenza oppure si adattano e si trasformano nella forma voluta dall'intelligenza.
Concezione dell'intelligenza come un Fare e non come un conoscere.
Sul piano empirico il pensiero trae origine dalla problematicità della situazione in cui si
trova implicato. La percezione di una difficoltà, il blocco di una azione provoca
nell'individuo un processo mentale molto complesso che lo porta a chiarire e a
risolvere la problematicità della situazione iniziale. I momenti della teoria dell'indagine
sono: il dubbio che da origine a un processo articolato processo di Osservazione
attraverso di esso l'individuo provvede ad un riscontro ed a una valutazione critica dei
dati a disposizione. Processo che causa una serie di suggestioni causate
dall'esperienza passata che sono esse stesse sottoposte a la critica ed al controllo
dell'intelligenza , fino a quando un'idea non prevale sulle altre perché più fondata e
per ciò atta a fungere da Ipotesi di soluzione a questo punto si arriva al momento
ultimo del processo del pensiero e cioè quello nel quale l'idea o ipotesi trova la
conferma o la propria smentita.
Concezione educativa: è consapevole del rischio che corre la pedagogia per il suo
ricorso ai dati elaborati da altre scienze e ritiene che l'educazione consiste nella
ricerca effettuata dall'educatore che, sperimenta le indicazioni date da altre scienze
umane. L'atto educativo è il punto di riferimento fondamentale che costituisce, l'inizio
e il termine del ricorso ai dati scientifici e alla verifica della loro validità pratica. La
pedagogia rimanda alle scienze umane con scopo di chiarificazione dei problemi, ma,
allo stesso tempo i dati scientifici rimandano all'atto educativo, all'interno dei quali
possono essere verificati o falsificati. La pedagogia è scienza, non perché si serve dalle
altre scienze umane, ma perché è scienza.
L'educazione è esperienza, cioè un processo d'interazione tra individuo e ambiente
solo se rispetta 2 principi. Il principio di continuità cioè, la dilatazione d'interessi,
apertura mentale, attitudine ad assicurare all'esperienza nuovi e sempre più vasti
orizzonti. Quindi l'esperienza scolastica deve congiungersi con l'esperienza vissuta
dall'allievo in ambiente extrascolastico, in famiglia e nei rapporti d'ambiente, quindi
essa deve essere prospettica, cioè aprirsi a nuove esperienze. Il principio
d'interazione, che sottolinea il legame strettissimo che si stabilisce nell'esperienza tra
individuo e ambiente. Secondo D. individuo e mondo non sono entità separate, ma si
istituiscono nella concretezza dell'esperienza in un rapporto di scambio, di natura
transazionale. Quindi l'esperienza educativa nasce dall'esperienza vissuta dal
soggetto, ma è chiamata a dilatarla sistematicamente (continuità) in direzione
culturale (interazione).

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Dewey: L'esperienza si colloca sul piano dell'azione pratica e non su quello della conoscenza, essa è data dall'interazione tra l'organismo e l'ambiente in cui esso opera, è la totalità della realtà, include ciò che è fisico, biologico e psichico. Questa maniera di concepire l'esperienza, invoca un naturalismo di fondo e una concezione evolutiva della natura per cui, a un certo momento dell'evoluzione, il rapporto tra il vivente e il mondo, tra azione e reazione, si elevano sul piano del pensiero e dell'intelligenza. Con l'intervento della mente l'esperienza acquista un significato cosciente e, diviene di estremo interesse come momento di una evoluzione che può essere diretta intelligentemente. L'esperienza si presenta come il rapporto problematico tra individuo che cerca d'intervenire sulle cose, e le cose che oppongono resistenza oppure si adattano e si trasformano nella forma voluta dall'intelligenza. Concezione dell'intelligenza come un Fare e non come un conoscere. Sul piano empirico il pensiero trae origine dalla problematicità della situazione in cui si trova implicato. La percezione di una difficoltà, il blocco di una azione provoca nell'individuo un processo mentale molto complesso che lo porta a chiarire e a risolvere la problematicità della situazione iniziale. I momenti della teoria dell'indagine sono: il dubbio che da origine a un processo articolato processo di Osservazione attraverso di esso l'individuo provvede ad un riscontro ed a una valutazione critica dei dati a disposizione. Processo che causa una serie di suggestioni causate dall'esperienza passata che sono esse stesse sottoposte a la critica ed al controllo dell'intelligenza , fino a quando un'idea non prevale sulle altre perché più fondata e per ciò atta a fungere da Ipotesi di soluzione a questo punto si arriva al momento ultimo del processo del pensiero e cioè quello nel quale l'idea o ipotesi trova la conferma o la propria smentita. Concezione educativa: è consapevole del rischio che corre la pedagogia per il suo ricorso ai dati elaborati da altre scienze e ritiene che l'educazione consiste nella ricerca effettuata dall'educatore che, sperimenta le indicazioni date da altre scienze umane. L'atto educativo è il punto di riferimento fondamentale che costituisce, l'inizio e il termine del ricorso ai dati scientifici e alla verifica della loro validità pratica. La pedagogia rimanda alle scienze umane con scopo di chiarificazione dei problemi, ma, allo stesso tempo i dati scientifici rimandano all'atto educativo, all'interno dei quali possono essere verificati o falsificati. La pedagogia è scienza, non perché si serve dalle altre scienze umane, ma perché è scienza. L'educazione è esperienza, cioè un processo d'interazione tra individuo e ambiente solo se rispetta 2 principi. Il principio di continuità cioè, la dilatazione d'interessi, apertura mentale, attitudine ad assicurare all'esperienza nuovi e sempre più vasti orizzonti. Quindi l'esperienza scolastica deve congiungersi con l'esperienza vissuta dall'allievo in ambiente extrascolastico, in famiglia e nei rapporti d'ambiente, quindi essa deve essere prospettica, cioè aprirsi a nuove esperienze. Il principio d'interazione, che sottolinea il legame strettissimo che si stabilisce nell'esperienza tra individuo e ambiente. Secondo D. individuo e mondo non sono entità separate, ma si istituiscono nella concretezza dell'esperienza in un rapporto di scambio, di natura transazionale. Quindi l'esperienza educativa nasce dall'esperienza vissuta dal soggetto, ma è chiamata a dilatarla sistematicamente (continuità) in direzione culturale (interazione).