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Appunti di John Dewey, Appunti di Storia Della Pedagogia

Appunti di John Dewey per il corso di "storia dei modelli pedagogici" del primo anno di Educazione Professionale

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 18/01/2024

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chiara-rolfo 🇮🇹

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JOHN DEWEY
VITA
- Nasce a Burlington nel 1859
- È pedagogista e filosofo statunitense
- Nel 1897 scrive Il mio credo pedagogico
- Viene considerato il padre dell’attivismo pedagogico corrente della storia della pedagogia della prima metà del ‘900
caratterizzata dalla critica della pedagogia tradizionale e dalla teorizzazione di nuovi sistemi educativi per fare degli
alunni soggetti attivi del proprio apprendimento e della propria formazione
- Muore a New York nel 1952
CONTESTO STORICO
Negli Stati Uniti è il periodo dell’inurbamento con il passaggio di molte persone da un piccolo comune ad una grande
città. C’è anche il problema dell’immigrazione: in 50 anni la popolazione raddoppia con persone provenienti da tutto il
mondo con differente cultura ed educazione, che magari non sono mai andate a scuola e che non conoscono la
democrazia
A fine ‘800 si sviluppano scuole alternative aperte da uomini di scuola, ovvero insegnanti sperimenti fatti in modo
spontaneo basati sul fatto che la scuola dell’epoca non funziona c’è il tentativo di andare oltre al modo di fare scuola
dell’epoca e cresce consapevolezza della necessità di cambiare la vita scolastica ci sono modelli di scuola diversi:
- scuola nuova alcuni pedagogisti creano a Ginevra una suola nuova intitolata a Rousseau pedagogista Ferriere
chiede in diverse parti del mondo di descrivere come funziona scuola, l’organizzazione della vita scolastica e i
programmi scolastici individua 30 punti in comune tra tutti gli istituti e scrive la Carta della Scuola Nuova da
singole sperimentazioni fatte qua e là si passa a un movimento attivista che prevede il rispetto dei 30 punti
- scuola attiva al centro c’è l’attività dello studente e non più l’insegnate la scuola deve mettere lo studente nelle
condizioni migliori per imparare = renderli attivi, far fare cose
Negli anni 70 Comencini fa un ciclo di documentari intitolato “I bambini e noi” che riguardano la condizione del bambino
in relazione all’Italia, l’ultimo è sulla scuola ed è girato per lo più a Torino e si chiama “Qualcosa di nuovo”: il regista
intervista un preside che è stato il primo a Torino ad eliminare le classi differenziali.
IL MIO CREDO PEDAGOGICO - PENSIERO DELL’AUTORE
PROCESSO EDUCATIVO è composto da due aspetti:
- psicologico le attività psichiche e i processi cognitivi dell'alunno sono alla base dell’educazione l'educatore deve
partire proprio da queste attività per stimolare il fanciullo e non ostacolarlo con una pressione dall’esterno
- sociologico intesa come adattamento alla civiltà bisogna conoscere le condizioni sociali per riuscire a interpretare
le potenzialità del fanciullo. Si deve fare riferimento al passato sociale = tutte le conoscenze e convinzioni morali
accumulate e tramandate di generazione in generazione, ma anche al futuro per vedere quale sarà il risultato delle
potenzialità del bambino
L’educazione non può essere un compromesso tra questi due aspetti e non può nemmeno prevalere un aspetto
sull’altro se prevalesse il livello psicologico ci sarebbe solo lo sviluppo delle facoltà cognitive senza avere un
collegamento con il loro effettivo utilizzo; se prevalesse la definizione sociale l’educazione sarebbe un processo esterno
legato solo al contesto e non alle potenzialità dell’individuo l’educazione deve fare in modo che il fanciullo sia un
soggetto attivo con piena padronanza di sé all'interno della società che è a sua volta un insieme organico di individui.
SCUOLA la rivoluzione industriale ha cambiato il modo di vivere degli uomini, la struttura della famiglia, le relazioni e
lo spazio fisico la scuola:
- è un’istituzione sociale funzione di mediare tra società e fanciullo, fornendogli esperienze semplificate per non farlo
travolgere dall’ambiente sociale
- è una forma di vita di comunità non rappresenta più un luogo dove si impartiscono delle informazioni e dove si
formano degli abiti mentali, ma rappresenta la vita stessa
- ha il compito di consentire al bambino tutte quelle esperienze che non si possono più ricavare dal mondo
extrascolastico, diventando quindi un luogo di lavoro, di socializzazione e di vita comunitaria.
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JOHN DEWEY

VITA

  • Nasce a Burlington nel 1859
  • È pedagogista e filosofo statunitense
  • Nel 1897 scrive Il mio credo pedagogico
  • Viene considerato il padre dell’ attivismo pedagogico  corrente della storia della pedagogia della prima metà del ‘ caratterizzata dalla critica della pedagogia tradizionale e dalla teorizzazione di nuovi sistemi educativi per fare degli alunni soggetti attivi del proprio apprendimento e della propria formazione
  • Muore a New York nel 1952

CONTESTO STORICO

Negli Stati Uniti è il periodo dell’inurbamento con il passaggio di molte persone da un piccolo comune ad una grande città. C’è anche il problema dell’immigrazione: in 50 anni la popolazione raddoppia con persone provenienti da tutto il mondo con differente cultura ed educazione, che magari non sono mai andate a scuola e che non conoscono la democrazia A fine ‘800 si sviluppano scuole alternative aperte da uomini di scuola, ovvero insegnanti  sperimenti fatti in modo spontaneo basati sul fatto che la scuola dell’epoca non funziona  c’è il tentativo di andare oltre al modo di fare scuola dell’epoca e cresce consapevolezza della necessità di cambiare la vita scolastica  ci sono modelli di scuola diversi:

  • scuola nuova  alcuni pedagogisti creano a Ginevra una suola nuova intitolata a Rousseau  pedagogista Ferriere chiede in diverse parti del mondo di descrivere come funziona scuola, l’organizzazione della vita scolastica e i programmi scolastici  individua 30 punti in comune tra tutti gli istituti e scrive la Carta della Scuola Nuova  da singole sperimentazioni fatte qua e là si passa a un movimento attivista che prevede il rispetto dei 30 punti
  • scuola attiva  al centro c’è l’attività dello studente e non più l’insegnate  la scuola deve mettere lo studente nelle condizioni migliori per imparare = renderli attivi, far fare cose Negli anni 70 Comencini fa un ciclo di documentari intitolato “I bambini e noi” che riguardano la condizione del bambino in relazione all’Italia, l’ultimo è sulla scuola ed è girato per lo più a Torino e si chiama “Qualcosa di nuovo”: il regista intervista un preside che è stato il primo a Torino ad eliminare le classi differenziali.

IL MIO CREDO PEDAGOGICO - PENSIERO DELL’AUTORE

PROCESSO EDUCATIVO  è composto da due aspetti:

  • psicologico  le attività psichiche e i processi cognitivi dell'alunno sono alla base dell’educazione  l'educatore deve partire proprio da queste attività per stimolare il fanciullo e non ostacolarlo con una pressione dall’esterno
  • sociologico  intesa come adattamento alla civiltà  bisogna conoscere le condizioni sociali per riuscire a interpretare le potenzialità del fanciullo. Si deve fare riferimento al passato sociale = tutte le conoscenze e convinzioni morali accumulate e tramandate di generazione in generazione, ma anche al futuro per vedere quale sarà il risultato delle potenzialità del bambino L’educazione non può essere un compromesso tra questi due aspetti e non può nemmeno prevalere un aspetto sull’altro  se prevalesse il livello psicologico ci sarebbe solo lo sviluppo delle facoltà cognitive senza avere un collegamento con il loro effettivo utilizzo; se prevalesse la definizione sociale l’educazione sarebbe un processo esterno legato solo al contesto e non alle potenzialità dell’individuo  l’educazione deve fare in modo che il fanciullo sia un soggetto attivo con piena padronanza di sé all'interno della società che è a sua volta un insieme organico di individui. SCUOLA  la rivoluzione industriale ha cambiato il modo di vivere degli uomini, la struttura della famiglia, le relazioni e lo spazio fisico  la scuola :
  • è un’ istituzione sociale  funzione di mediare tra società e fanciullo, fornendogli esperienze semplificate per non farlo travolgere dall’ambiente sociale
  • è una forma di vita di comunità  non rappresenta più un luogo dove si impartiscono delle informazioni e dove si formano degli abiti mentali, ma rappresenta la vita stessa
  • ha il compito di consentire al bambino tutte quelle esperienze che non si possono più ricavare dal mondo extrascolastico, diventando quindi un luogo di lavoro , di socializzazione e di vita comunitaria.

PRINCIPIO DI CONTINUITÀ TRA FAMIGLIA E SCUOLA  la scuola deve essere organizzata come una piccola comunità che continua, riprende e sviluppa le attività che il bambino già svolgeva prima di recarsi a scuola, ovvero in famiglia o nel vicinato  questo è una necessità psicologica perchè assicura la continuità dello sviluppo del fanciullo e una necessità sociale in quanto la casa rappresenta la sua vita sociale. INSEGNANTE  deve selezionare ciò che influenzerà l’alunno e assisterlo nell’agire alle influenze. L'insegnante è un membro della comunità che non deve imporre nozioni, idee e valori, ma cogliere le abilità e gli interessi del fanciullo per poi proporre esperienze di vita concreta  la scuola deve sviluppare attitudini e capacità che rimangono impresse nel fanciullo, a differenza delle nozioni che si dimenticano presto. L’insegnante è responsabile dell’educazione degli individui e della formazione della giusta vita sociale  deve essere consapevole della dignità del suo operato per mantenere e assicurare il giusto ordine e sviluppo sociale Desiderio di apprendere  attitudine più importante  se il fanciullo ha questo desiderio continuerà ad apprendere in tutte le situazioni e per il resto della vita Esami  l'insegnante può usarli per trovare l’ambito in cui l’alunno è più portato e quello in cui ha bisogno di aiuto EDUCAZIONE  è l’unico modo per ottenere un progresso e una ricostruzione sociale ; deve tener conto di 2 ideali:

  • individuali  deve formare in ogni soggetto un carattere che sia poi la base per un giusto vivere nel rispetto delle regole
  • sociali  il carattere non si crea solo attraverso precetti individuali, ma con l’influenza che ha sul soggetto la vita istituzionale e di comunità a cui partecipa UNIONE ARTE-SCIENZA  l’educazione può essere migliore solo con l’unione tra:
  • arte = plasmare le capacità umane e adattarle a beneficio della società  l’insegnante deve mettere in gioco le sue migliori capacità e caratteristiche
  • scienza = teorie psicologiche e pedagogiche che stavano nascendo in quegli anni  può essere usata per l’educazione perché dà le conoscenze necessarie per comprendere le strutture individuali e lo sviluppo del fanciullo.
  • scienza = umanesimo del lavoro  nuovo tipo di cultura che considera il maggiore peso che scienza e tecnica hanno assunto in seguito alla rivoluzione industriale  scienza = prevalenza nelle scuole secondarie superiori di discipline scientifiche e tecniche  strumento di formazione e non precoce avviamento alla vita professionale ANTROPOLOGIA  Dewey richiama una scienza che stava nascendo, l’antropologia = studio dell’ uomo in ambito culturale (usi, costumi, valori, ideali, regole, lingua = un prodotto culturale che cambia a seconda del territorio e della cultura)  la cultura diventa un fattore indispensabile per la nostra esistenza  antropologia insegna che l'altro è interessante (soprattutto quando è diverso) e che esistono infiniti tipi di essere umano  è uno studio moderno : prima dell’antropologia la concezione dei diversi tipi di essere umano non esiste LABORATORY SCHOOL  scuola secondaria aperta nell’università a Chicago con un corso di formazione per insegnati che quindi fanno tirocinio lì  scuola diversa dalle altre in cui i ragazzi sono attivi attraverso attività laboratoriali (es: panetteria)  trasmettere saperi (matematica, italiano…) non solo a livello teorico ma anche pratico  mantenere collegamento con la famiglia Il centro dell’insegnamento non è più l'insegnante ma il fanciullo  la scuola attiva fa in modo che il bambino sia messo nelle condizioni di poter fare  mettere in azione i ragazzi = gestire almeno una parte delle attività didattiche in modo laboratoriale  richiamo a Montessori , che non utilizza l’attivismo e non si considera un’attivista, ma una positivista: lei non ritiene che le sue scuole siano attive, nonostante si possano notare un gran numero di similitudini DEMOCRAZIA  i laboratori prevedono sempre lavori in piccolo gruppo  gli alunni sono posti in piccola comunità democratica  Dewey insiste sull’importanza della democrazia perché la democrazia già esisteva ma c’era il problema dell’immigrazione  la scuola e l’istruzione è il modo migliore per creare unione e adattare alla democrazia le culture in arrivo  inserire i migranti in sistemi educativi democratici permette di capire la democrazia e crederci  democrazia come mezzo di integrazione  non rinunciare alla democrazia per eliminare il problema senza affrontarlo RELIGIONE  Dewey era profondamente credente  usa la metafora “insegnante diventa profeta di Dio”  è al fondo perchè prima c’è l' aspetto laico poi un richiamo alla religione ma sempre in una condizione laica e di libertà di credere