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l'arte e la vita di Jacques-Louis David
Tipologia: Appunti
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David nasce a Parigi e partecipa più volte al premio di pittura che dava la possibilità di risiedere a Roma, a contatto con le antichità e studiare la scultura e la pittura romana. Egli prese molto spunto dai dipinti di Raffaello Cogliendo ciò che costituiva il carattere dell’urbinate, cioè essere riuscito a isolare ogni personaggio e averlo reso in tal modo autonomo. Il giuramento degli Orazi fu realizzato su commissione dal re di Francia, il soggetto fu scelto quando i tre fratelli Orazi, romani, affrontarono i tre fratelli Curiazi, Albani, per risolvere in duello una contesa sorta fra Roma e Albalonga. I tre curiazi Morirono mentre uno solo degli orazi, salvo decretando la vittoria della propria città.Il soggetto rappresenta le virtù civiche romane e l'amore per la gloria, infatti tre giovani giurano di vincere o morire per Roma.La scena si svolge nell'atrio di una casa romana inondata dalla luce solare, nel Fondo troviamo due pilastri, due colonne doriche che sorreggono tre archi a tutto sesto, oltre i quali un muro delimita un porticato, mentre un'ulteriore arcata lascia intravedere altri ambienti abitativi e una finestra alta da cui entra una luce fioca. I personaggi sono distinti in due gruppi incorniciati dalle arcate estreme, mentre il vecchio padre si erge nel mezzo, conscio della propria centralità nella storia.Egli ha appena parlato, è l'unico ad avere le labbra dischiuse, il rosso del mantello richiama su di lui l'attenzione di chi guarda e lo distingue come personaggio chiave mentre leva in alto le spade lucenti che consegnerà i figli. E’ proprio su quella mano che troviamo il punto di fuga. Verso le spade, si protendono le braccia dei tre fratelli, allacciati in un abbraccio che indica grande forza morale.A destra le donne mute accarezzate da una luce morbida, sono abbandonate nel dolore e nella rassegnazione.Troviamo la madre di Orazi che copre con il suo velo scuro i suoi due figli più piccoli mentre Sabina, affranta e con le mani in grembo, si volge verso la cognata Camilla, la quale le tiene sulla spalla una mano su cui poggia il capo chino.Qui David non mostra il momento cruento del combattimento, ma sceglie di rappresentare il giuramento che precede l'azione.
Davide seguiva anche numerosi ritratti in cui raffigurava uomini e donne in stile impero, che guardano verso l'esterno, rivelandosi all'osservatore.Tra tutti abbiamo il ritratto di Antoine Laurent Lavoisier e di sua moglie in cui il grande chimico è raffigurato al tavolo di lavoro con accanto la moglie.L'ambientazione è costituita da una stanza spaziosa pavimentata a parquet dove l’uomo siede di fronte al tavolo di lavoro collocato obliquamente rispetto al quadro prospettico; sul suo volto sta il punto di fuga. L'abito nero contrasta con il rosso del velluto che copre il tavolo, mentre la sua gamba destra è protesa in avanti al di qua del drappo rosso. Lo scienziato è ritratto mentre guarda la moglie che si è avvicinata appoggiandogli la mano sinistra sulla spalla. In basso a destra si riflettono delle finestre da cui entra un fascio di luce che attraversa diagonalmente la stanza e colpisce la parte superiore della figura della signora.Marie aveva preso lezioni di pittura da David e infatti guarda verso l'esterno del dipinto lasciando entrare all'osservatore nell'intimità della stanza, che lo sguardo di Antoine fisso su di lei tendeva a isolare.
David fu incaricato di dipingere un quadro che rendesse onore al martire della rivoluzione, nonché marat. Nel dipinto però, non compaiono tutti quegli elementi che nella realtà caratterizzano il luogo del delitto, per esempio una cartina della Francia e delle pistole appesa alla parete non vengono riprodotte, mentre il cesto che fungeva da tavolino viene sostituito da una sorta di lapide sulla quale David scrive la dedica a Marat David.La sobrietà dell'arredo testimonia la povertà di marat, ucciso a tradimento per le sue virtù.Egli tiene ancora in mano un bigliettino, l’inizio di una supplica, ed è un atto d'accusa che rivela al mondo l'inganno che ha reso possibile il delitto di un uomo buono. La penna d’oca ancora stretta nella mano destra e il coltello insanguinato lasciato a terra sono gli strumenti della passione, infatti David costruisce l'immagine del defunto Marat come se si trattasse di una pietà o di una deposizione di Cristo. Notiamo poi la ferita aperta che gronda ancora di sangue, la testa che si riversa sulla spalla destra e il braccio destro è abbandonato; possiamo anche notare il gelo della morte evidenziato con i colori freddi e l’essenzialità.Il punto di fuga coincide con il bordo superiore della tela, consentendo una visione dall'alto verso il basso. Davide rappresenta la morte di Marat su un momento successivo all'omicidio, cosi che l'evento violento non è mostrato e il volto dell'assassina viene condannata all'oblio;