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JACQUES MARITAIN e l’umanesimo integrale, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

Schemi che trattano le fasi e le considerazioni che caratterizzarono la vita del grande filosofo Jacques Maritain.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

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JACQUES MARITAIN
PENSIERO PEDAGOGICO: realismo critico
il «realismo»designa un'antropologia fondata sulla persona come entità ontologica (realtà
avente valore in sé, indipendente dalla natura, dalla società o dallo Stato);
l'atteggiamento «critico» esprime l'istanza del controllo di validità sui dati delle scienze
empiriche.
pedagogia eteronomica: rimanda ad un fondamento esterno = la teologia;
Maritain sostiene che la pedagogia può diventare una scienza autentica soltanto per
mezzo di una struttura filosofica.
Differenza di pensiero Maritain e Bertin:
-Maritain: costruito dalla ragione sulla fede; → stampo metafisico
-Bertin: costruito sulla fede nella ragione; stampo fenomenologico
Quadro biografico-culturale
1882 - Parigi, famiglia protestante di tradizione liberale,
posizione lontana dall’idealismo, dal positivismo - critica il movimento culturale della modernità.
3 Fasi fondamentali:
1) Il periodo francese
La sua riflessione nasce da un bisogno di verità che abbracci l'uomo nella sua integralità. Da qui la
presa di mantenere la distanza dalla cultura moderna, incapace di cogliere l’integralità dell'uomo, e
che si istituisce su rappresentazioni parziali e limitative:
specchio rotto, che dell'uomo restituisce immagini frammentarie e unilaterali.
Dopo la conversione al cattolicesimo (1912), avviene il suo accostamento al tomismo
come punto di riferimento per ritrovare il nesso tra filosofia e teologia.
San Tommaso gli insegna che l’antropologia deve fondarsi sulla consistenza della persona umana
intesa come entità ontologica, possibile solo dal suo rapporto con l'Assoluto, con Dio.
Il recupero di metafisica e teologia è condizione del recupero del valore della persona e, dunque,
della rifondazione di un ordine sociale modellato sulla dignità dell'uomo.
2) Il periodo americano
Negli Stati Uniti Maritain muta i suoi obiettivi critici.
Le istituzioni pubbliche americane gli offrono l'opportunità di valutare i regimi politici del vecchio
continente e di riflettere sui limiti di una democrazia incapace di liberare la persona.
Il pragmatismo americano ha in sé la forza culturale necessaria per escludere le tragedie della vita,
ma è incapace di fondare una pedagogia atta ad appagare tutte le esigenze dell'uomo.
Lo scritto pedagogico più importante di questo periodo, “La filosofia dell'educazione”, costituisce
l’esito delle prospettive nuove, orientate all'umanesimo integrale, le sole capaci di salvare la civiltà
occidentale dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale.
Solo dal recupero del contenuto originario dell'umanesimo cristiano è possibile una democrazia
rinnovata e una educazione integrale dell'uomo.
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JACQUES MARITAIN

PENSIERO PEDAGOGICO: realismo critico ➔ il « realismo » designa un'antropologia fondata sulla persona come entità ontologica (realtà avente valore in sé, indipendente dalla natura, dalla società o dallo Stato); ➔ l'atteggiamento « critico » esprime l'istanza del controllo di validità sui dati delle scienze empiriche. ● pedagogia eteronomica: rimanda ad un fondamento esterno = la teologia ; ➢ Maritain sostiene che la pedagogia può diventare una scienza autentica soltanto per mezzo di una struttura filosofica. Differenza di pensiero Maritain e Bertin:

  • Maritain : costruito dalla ragione sulla fede ; → stampo metafisico
  • Bertin : costruito sulla fede nella ragione ; → stampo fenomenologico Quadro biografico-culturale ❖ 1882 - Parigi, famiglia protestante di tradizione liberale, ❖ posizione lontana dall’idealismo, dal positivismo - critica il movimento culturale della modernità. 3 Fasi fondamentali:
  1. Il periodo francese La sua riflessione nasce da un bisogno di verità che abbracci l'uomo nella sua integralità. Da qui la presa di mantenere la distanza dalla cultura moderna, incapace di cogliere l’integralità dell'uomo, e che si istituisce su rappresentazioni parziali e limitative: specchio rotto, che dell'uomo restituisce immagini frammentarie e unilaterali. ➢ Dopo la conversione al cattolicesimo (1912), avviene il suo accostamento al tomismo come punto di riferimento per ritrovare il nesso tra filosofia e teologia. San Tommaso gli insegna che l’ antropologia deve fondarsi sulla consistenza della persona umana intesa come entità ontologica, possibile solo dal suo rapporto con l'Assoluto, con Dio. Il recupero di metafisica e teologia è condizione del recupero del valore della persona e, dunque, della rifondazione di un ordine sociale modellato sulla dignità dell'uomo.
  2. Il periodo americano Negli Stati Uniti Maritain muta i suoi obiettivi critici. Le istituzioni pubbliche americane gli offrono l'opportunità di valutare i regimi politici del vecchio continente e di riflettere sui limiti di una democrazia incapace di liberare la persona. Il pragmatismo americano ha in sé la forza culturale necessaria per escludere le tragedie della vita, ma è incapace di fondare una pedagogia atta ad appagare tutte le esigenze dell'uomo.

Lo scritto pedagogico più importante di questo periodo, “La filosofia dell'educazione”, costituisce

l’esito delle prospettive nuove, orientate all' umanesimo integrale , le sole capaci di salvare la civiltà occidentale dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale. Solo dal recupero del contenuto originario dell'umanesimo cristiano è possibile una democrazia rinnovata e una educazione integrale dell'uomo.

Da qui l'idea di una democrazia: ● personalistica (fondata sul primato della persona); ● pluralistica (aperta a prospettive ideologiche diversificate); ● comunitaria (tenuta insieme dall'ideale del bene comune).

  1. Il 2^ periodo francese Con il 1961, dopo che è rientrato in Francia, il suo pensiero si rivolge sempre più alla riflessione religiosa e alla contemplazione mistica. Nel 1970 entra a far parte dei Piccoli Fratelli, e così conclude la sua avventura spirituale portandosi oltre i precedenti piani della metafisica e della teologia: percorre l’itinerario dell' umanesimo integrale = piano mistico, della più elevata saggezza. La crisi dell'età moderna Essa trae origine da un impoverimento della tradizione umanistica con l'introduzione di un'idea dell'uomo ridotta delle sue dimensioni costitutive: naturale; razionale; politica; religiosa). Da qui la sua scelta antimoderna , che si riallaccia al pensiero di san Tommaso. Non c'è contrasto tra filosofia e teologia , perché:
  • la filosofia si occupa delle verità «naturali», sono vere per dimostrazione,
  • la fede ha per oggetto le verità <<soprannaturali», sono vere per supposizione, dunque tra le une e le altre non può sorgere contrasto. E ancora, con riferimento all'uomo: ● è una realtà naturale (è una individualità, con propri caratteri biologici e psicologici); ● è una realtà socioculturale (è una personalità che si costruisce nei rapporti con la società e la cultura); ● è una realtà spirituale (è persona, creatura di Dio, che ha un valore in sé). Alla parzialità delle prospettive moderne dell'educazione, l'umanesimo integrale oppone una concezione dell'educazione che include tutte le dimensioni dell'uomo , con il recupero dell'intera tradizione culturale dell'occidente: quella greca (dell'uomo naturale), quella giudaica (dell'uomo nel suo legame con Dio), quella cristiana (dell'amore e della grazia).

L'umanesimo integrale proposto da Maritain

★ umanesimo che vuole valorizzare tutto l'uomo, e dunque essere rispettoso della integralità della persona umana ❖ CRISTIANESIMO SECOLARE: in cui i valori cristini sono il fondamento per costruire una società rispettosa delle libertà individuali, dove realizzare le esigenze della persona. LA DOTTRINA POLITICA: PER UNA DEMOCRAZIA PERSONALISTA La concezione politica di Maritain è costruita intorno ai due concetti chiave della persona e del bene comune. = Caduto l'assolutismo monarchico, secondo Maritain le questioni della politica non riguardano più la sovranità o le tecniche del potere, ma debbono riguardare la persona e il bene comune. Da qui la sua condanna di totalitarismo che negano il diritto ad esistere della persona.