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L'acqua: com'è fatta?, Appunti di Chimica

Descrizione generale dell'acqua

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 11/04/2020

Whitelion01
Whitelion01 🇮🇹

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43 documenti

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L’ACQUA
In ogni molecola d'acqua sono presenti due atomi di idrogeno e un atomo
di ossigeno.
Ciascuno dei due
atomi di idrogeno è
legato a quello di
ossigeno tramite un
legame covalente. Il
legame covalente è
un legame che si
stabilisce tra due
atomi che mettono
in comune una o
più coppie di
elettroni. I legami
covalenti presenti
nella molecola d’acqua sono detti polari. Si ha un legame covalente polare
quando i doppietti elettronici in comune tra gli atomi non sono equamente
condivisi. In questo caso gli elettroni di legame sono più vicini all’atomo
più elettronegativo, che acquista così una parziale carica negativa, mentre
l’altro atomo acquista una parziale carica positiva.
ESEMPIO: H2O l'ossigeno che è più elettronegativo mantiene una parziale
carica negative, mentre gli atomi di idrogeno, mantengono una parziale
carica positiva. La tendenza delle molecole di acqua a rimanere unite tra
loro è detta coesione. Una forza correlata alla coesione è la tensione
superficiale, il fenomeno per cui sembra che sulla superficie dell’acqua sia
presente una specie di «pellicola» trasparente ed elastica. L’attrazione tra
le molecole di acqua e le sostanze diverse è detta adesione. È a causa
dell’adesione che l’acqua aderisce agli oggetti, bagnandoli. L’acqua
luogo anche al fenomeno della capillarità: è in grado infatti di muoversi in
spazi piccolissimi e risalire lungo tubi sottili. A 0 °C le molecole d’acqua
per formare 4 legami a idrogeno con altrettante molecole sono costrette ad
allontanarsi. Quindi nel ghiaccio le molecole sono più distanti tra loro di
quanto non lo siano nell’acqua liquida e, a parità di massa, il volume
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L’ACQUA

In ogni molecola d'acqua sono presenti due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno. Ciascuno dei due atomi di idrogeno è legato a quello di ossigeno tramite un legame covalente. Il legame covalente è un legame che si stabilisce tra due atomi che mettono in comune una o più coppie di elettroni. I legami covalenti presenti nella molecola d’acqua sono detti polari. Si ha un legame covalente polare quando i doppietti elettronici in comune tra gli atomi non sono equamente condivisi. In questo caso gli elettroni di legame sono più vicini all’atomo più elettronegativo, che acquista così una parziale carica negativa, mentre l’altro atomo acquista una parziale carica positiva. ESEMPIO: H2O l'ossigeno che è più elettronegativo mantiene una parziale carica negative, mentre gli atomi di idrogeno, mantengono una parziale carica positiva. La tendenza delle molecole di acqua a rimanere unite tra loro è detta coesione. Una forza correlata alla coesione è la tensione superficiale, il fenomeno per cui sembra che sulla superficie dell’acqua sia presente una specie di «pellicola» trasparente ed elastica. L’attrazione tra le molecole di acqua e le sostanze diverse è detta adesione. È a causa dell’adesione che l’acqua aderisce agli oggetti, bagnandoli. L’acqua dà luogo anche al fenomeno della capillarità: è in grado infatti di muoversi in spazi piccolissimi e risalire lungo tubi sottili. A 0 °C le molecole d’acqua per formare 4 legami a idrogeno con altrettante molecole sono costrette ad allontanarsi. Quindi nel ghiaccio le molecole sono più distanti tra loro di quanto non lo siano nell’acqua liquida e, a parità di massa, il volume

dell’acqua allo stato solido è maggiore. Il ghiaccio è perciò meno denso dell’acqua e vi galleggia. Molte sostanze si sciolgono nell’acqua formando dei miscugli omogenei che sono chiamati soluzioni. Tutte le sostanze possono essere classificate in base alla loro affinità per l’acqua: sono dette idrofile le molecole che si sciolgono nell’acqua e idrofobe quelle che, al contrario sono insolubili in acqua. Il parametro più importante per descrivere una soluzione è la concentrazione, ovvero il rapporto tra la quantità di soluto e la quantità di solvente. La concentrazione viene frequentemente indicata come una percentuale. Per fare questo, le quantità di soluto e di soluzione devono essere espresse con le stesse unità di misura e il loro rapporto deve essere moltiplicato per 100. Si distinguono: Il grado di acidità si misura tramite il pH, un parametro legato alla concentrazione in soluzione di ioni; le sostanze acide hanno pH compreso tra 0 e 7; quelle basiche pH tra 7 e 14; quelle con pH 7 sono dette neutre. Il pH di una soluzione si misura con uno strumento detto piaccametro oppure utilizzando gli indicatori, cioè delle sostanze particolari che, versate nella soluzione, sono in grado di cambiare colore a seconda del pH.