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L'app che non c'è, Tesi di laurea di Elementi di Informatica

Tesi di laurea sperimentale per l'indirizzo triennale di Scienze della Comunicazione.

Tipologia: Tesi di laurea

2015/2016

Caricato il 17/05/2016

lalina2602
lalina2602 🇮🇹

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Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive
Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione
L’App che non c’è
You.Com Unisi – Corso di Laurea in
Comunicazione, Lingue e Culture
direttamente sui dispositivi mobili
Candidato: Alessandra Marchetti
Relatore: Maurizio Masini
Anno accademico 2011-2012
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Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive

Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione

L’App che non c’è

You.Com Unisi – Corso di Laurea in

Comunicazione, Lingue e Culture

direttamente sui dispositivi mobili

Candidato: Alessandra Marchetti

Relatore: Maurizio Masini

Anno accademico 2011-

Indice

  • Introduzione
  • Le tecnologie che hanno cambiato il nostro modo di vivere Capitolo Primo
      1. Strumenti alla portata di tutti
      • 1.1 Computer
      • 1.2 Smartphone
      1. Gap generazionale, scene di vita digitale quotidiana
      • 2.1 Alfabetizzazione digitale
      • 2.2 Generazioni e nuove tecnologie a confronto
  • La comunicazione istituzionale universitaria Capitolo Secondo
      1. Analisi sulla comunicazione istituzionale universitaria italiana
      • 1.1 Le strategie comunicative degli atenei italiani
      • 1.2 Una comunicazione per…
    • Politiche e Cognitive di Siena 2. La comunicazione istituzionale del Dipartimento di Scienze Sociali,
      • 2.1 Il sito dell’Ateneo di Siena
      • Lingue e Culture 2.2 You.Com Unisi- il sito del Corso di Laurea in Comunicazione,
      • 2.3 Il profilo Facebook
      1. Dal Web alle App
      • 3.1 La “fine del Web”
      • 3.2 C’è un’App per tutto

Introduzione

Il mio lavoro si prefigge lo scopo di approfondire un particolare aspetto della comunicazione istituzionale universitaria italiana, ponendo maggiore attenzione al caso della comunicazione presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive di Siena, Corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture. L’originalità del mio lavoro consiste nell’aver deciso di affrontare un tema non ancora esplorato – o almeno non in tutte le sue parti più interessanti – cercando di contribuire al miglioramento della comunicazione del nostro Corso di Laurea, tenendo conto delle esigenze sia dei “vecchi” che dei nuovi studenti. La prima parte della tesi, nonché un’introduzione molto ampia che anticipa il tema di questa, si concentra principalmente su come è cambiato il modo di comunicare e come i nuovi strumenti tecnologici abbiano contribuito a trasformare la vita dei singoli. La seconda parte, che è stata scritta collaborando con il Professore e Ricercatore Alessandro Lovari del Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive, altro non è che un’analisi attuale della situazione riguardante la comunicazione istituzionale all’interno delle Università italiane, facendo riferimento in particolar modo al Corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture del Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive. Lo strumento di cui mi sono avvalsa in questa seconda parte è stato un questionario in forma scritta – somministrato a tutti gli studenti del Corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture – per capire quanti di essi fossero a conoscenza della pagina di Facebook You.Com Unisi – Corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture , ma lo scopo principale della mia indagine verteva sul contributo che potessi dare al mio Dipartimento, ovvero la progettazione di un’applicazione per cellulari, tablet e iPad del sito You.Com Unisi – Corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture. La terza parte, infine, riguarda la progettazione dell’applicazione attraverso le richieste e le preferenze degli studenti, sempre mediante il questionario dove il singolo poteva esprimere il prototipo ideale che avrebbe poi scaricato. Un lavoro interessante e laborioso, ma comunque gratificante. Un valido aiuto per l’Università e gli studenti di Comunicazione, Lingue e Culture.

Capitolo Primo

Le tecnologie che hanno cambiato il nostro modo di vivere

In passato per ricevere una lettera dovevamo aspettare almeno una settimana prima che il postino bussasse alla nostra porta e ci consegnasse la missiva scritta in bella calligrafia, magari macchiata per colpa dell’inchiostro ancora fresco mentre la stavamo imbustando; adesso, invece, occorrono pochi secondi per inviare o ricevere un documento: bastano una semplice connessione Internet ed un computer oppure un telefonino. Da lettere cartacee a posta elettronica il passo è stato rapido. Il mondo si è evoluto, e con esso anche le comunicazioni e le attese dei singoli: l’intervallo temporale che intercorreva tra lo scrivere una lettera, riceverla, rispondere e rispedirla era nettamente superiore; ai nostri giorni i tempi di attesa sono diminuiti, basti pensare ai pochi secondi che si impiegano tra l’azione dello scrivere e l’invio della lettera. Smartphone , tablet , iPad, computer portatili o fissi che si connettono a Internet stanno lentamente cambiando le abitudini delle persone che li possiedono. Di fronte alla diffusione sempre più capillare di Internet si è sviluppata di pari passo la trasmissione dati da smartphone e telefonini, che arrivano anche laddove la rete fissa non riesce a coprire il territorio. Grazie agli smartphone tutti possono accedere ad un grande sistema di dati, che per la semplicità del mezzo assume la mole di un unico grande database.

Figura 1. Le nuove tecnologie: iPad, tablet e smartphone

all’avanguardia che catturano l’interesse dei singoli finendo per sostituire ciò che oggi riteniamo ormai obsoleto.

Figura 2. Facebook, la rete sociale gratuita nata nel 2004 grazie a Mark Zuckerberg

Figura 3. Il cinguettio delle masse : Twitter, il microblogging gratuito

Figura 4. YouTube, il video sharing che consente la condivisione e visualizzazione di video

1.1. Computer

Prima di parlare di come questi media hanno contribuito ad allargare il loro orizzonte di utilizzo, sarebbe opportuno partire da una data cardine che può farci capire come si sono evoluti gli elaboratori elettronici_._ Il 1936 si ricorda come l’anno della nascita delle maggiori innovazioni tecnologiche, inizialmente adoperate per fini prettamente militari per poi diventare di dominio pubblico quando il loro scopo strategico era ormai cessato. Dopo la prima macchina di Konrad Zuse, lo Z1 – utilizzata per elaborare dati numerici su nastro perforato – il primo vero investimento destinato alla costruzione di un Calcolatore fu voluto nel 1936 da Churchill, in Inghilterra: egli voleva che fossero decifrati in tempi brevissimi i messaggi criptati dell'esercito tedesco. Ordinò quindi la costruzione di un calcolatore elettromeccanico, il Colossus , grazie al quale la marina inglese affondò tre nostri incrociatori pesanti e due cacciatorpediniere. Pochi anni più tardi il matematico americano John von Neumann teorizzò il funzionamento di un calcolatore tramite programmi immessi nella memoria centrale, insieme a dati da elaborare. Fino ad allora, infatti, ogni calcolatore eseguiva solo le istruzioni per le quali era stato costruito. Questa teoria gettò le basi per la realizzazione dei computer moderni. All'inizio degli anni '70 cominciarono a diffondersi i primi microprocessori. La data segnò l'inizio di una rivoluzione che portò il computer nelle case, contribuendo a cambiare definitivamente le nostre abitudini. Non fu solo la presenza fisica del computer che si fece sentire: furono tutti gli oggetti e i servizi legati all'uso dei microchip che offrirono nuove possibilità al mondo dell'informazione, dei media, della televisione, del cinema, della ricerca scientifica. In poche parole possiamo affermare che il computer resta comunque lo strumento base indispensabile all’elaborazione del dato, alla sua trasformazione, alla codifica e veicolazione poiché rappresenta l’emblema della veloce evoluzione tecnologica della velocità di apprendimento, del potenziamento della conoscenza.

Pertanto è necessario abituarsi ad avere un rapporto equilibrato con il telefonino, ma soprattutto ad usarlo con moderazione e non come esclusivo mezzo di comunicazione.

  1. Gap generazionale, scene di vita digitale quotidiana

Genitori che si preoccupano per le frequentazioni virtuali degli adolescenti, figli che spiegano ai nonni che per tenersi in contatto possono scrivere lettere elettroniche e parlare al computer come fosse una cornetta del telefono. Si tratta di scene di vita quotidiana che stanno influenzando la nostra vita, e in particolar modo quella dei più giovani. Negli ultimi anni, principalmente dagli anni ’90 in poi, si è venuto a creare un fenomeno che ha comportato la divisone di idee e norme culturali che separa le diverse generazioni, il famoso gap generazionale^2 , meglio conosciuto come divario generazionale. Il fenomeno, cominciato inizialmente negli anni ’20, può essere definito come ciò che avviene quando le persone più anziane non comprendono le più giovani, e viceversa, a causa delle loro differenti esperienze, opinioni, abitudini e comportamenti. Le cause di questo gap generazionale si devono cercare nell’introduzione dei nuovi media e nel disimpegno continuo da parte di genitori e figli di giungere ad un dialogo. La generazione degli over-40 è in forte ritardo tecnologico rispetto ai figli: questo profondo divario di conoscenze è causa, a suo modo, di un distacco sempre più netto tra le parti, il digital divide^3. Il termine fu inizialmente utilizzato dalle amministrazioni americane per indicare la non omogenea fruizione dei servizi telematici tra la popolazione statunitense; va inoltre sottolineato che le Nazioni Unite si sono mobilitate per il raggiungimento di un obiettivo fondamentale: permettere che l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione diventi un servizio a disposizione di tutta l’umanità. A causa del digital divide si accentua il forte divario presente nelle famiglie italiane, dato in primo luogo dal fatto che i genitori usano il web soprattutto per informarsi, mentre i figli vivono già nell'era dei social network.

2.1. Alfabetizzazione digitale

L'espressione “alfabetizzazione digitale” si è affermata negli ultimi trent’anni in concomitanza con la diffusione delle nuove tecnologie e dell'uso sempre più assiduo dei computer. Con questo termine infatti non si fa riferimento ad una semplice acquisizione di abilità tecniche, ma alla costruzione di abilità cognitive e culturali che devono permettere di utilizzare criticamente le fonti reperite e selezionare le informazioni tramite l'uso di Internet. L’alfabetizzazione digitale è simile a quella tradizionale che consiste nella capacità di leggere e scrivere: nell’era Internet si tratta però di leggere, scrivere e interagire con informazioni scritte su un monitor piuttosto che su un libro di carta. Un individuo alfabetizzato, ad esempio, dovrebbe essere in grado di usare una guida elettronica ai programmi televisivi, di condividere i contenuti di un determinato programma, di riconoscere che l’autore ha cercato in qualche modo di influenzarlo. Allo stesso modo dovrebbe essere capace di interagire via email o telefonino, di utilizzare le nuove tecnologie per creare contenuti audio e video, di ordinare e pagare beni e servizi online , di creare un proprio sito o contribuire a una discussione su un Forum o una chat. Va inoltre sottolineato che la maggior parte dei media, anche quelli tradizionali come giornali, radio e TV, utilizzano anche tecnologie digitali, sia nella loro produzione che nella loro distribuzione al consumo. I media sono oggi sempre più aperti a combinazioni diverse tra canali di comunicazione differenti operando su diverse piattaforme tecnologiche e multimediali.

2.2. Generazioni e nuove tecnologie a confronto

“I luoghi più interessanti sono quelli dove giovani e adulti interagiscono attraverso comunità virtuali, dove si condividono interessi in modi diversi e informali, così si apprende gli uni dagli altri senza rigide gerarchie”

Henry Jenkins (Massachusetts Institute of Technology)

Capitolo Secondo

La comunicazione istituzionale Universitaria

“L’Università può solo adeguarsi ai cambiamenti in atto o può invece svolgere un ruolo attivo? Forse ogni università può seguire l’una o l’altra strada ed esistono molti esempi di entrambe le scelte. L’unica strada che un’università non può seguire [...] è quella di far finta che nulla sia successo”^1 La comunicazione, in tale contesto, ha assunto sempre più il ruolo di funzione istituzionale, mentre l’Università è divenuta un’agenzia pubblica, verso la quale la società riversa numerose aspettative. Inoltre, la prima, diviene strumento di riduzione delle complessità, a patto che sia di qualità; per essere efficace, quindi, deve essere penetrante, approfondita e chiara. La complessità delle strutture universitarie, pertanto, esige di pensare ad uno strumento che consenta di comunicare in modo corretto i servizi erogati. L’obbiettivo del messaggio deve essere anzitutto quello di informare gli studenti – una funzione che si rivela particolarmente delicata nei confronti di essi – che devono essere accompagnati e supportati nella loro esperienza formativa e di vita all’interno dell’Istituzione. Detto ciò, quindi, affinché la comunicazione sia efficace, occorre tenere presente la centralità del soggetto cui la comunicazione è rivolta; una popolazione di giovani spesso tecnologicamente più avanzata rispetto alle strutture che erogano i servizi. Ritengo quindi opportuno riflettere su tre punti molto importanti^2 : a) L’Università deve sempre più diventare un luogo di riflessione, di elaborazione e di sviluppo di creatività; b) L’Università deve essere veicolo di innovazione: essa non deve creare il cambiamento, ma deve portare al cambiamento, deve far sì che possa avanzare l’innovazione; c) L’Università deve riaffermarsi come luogo di educazione dei giovani, utilizzando principalmente una formazione integrata e, successivamente, orientarli nel mondo del lavoro. Detto ciò possiamo quindi offrire un quadro completo su ciò che l’Università deve essere, e su come deve sviluppare i propri servizi agli studenti, ossia sugli strumenti più efficaci per riscoprire le criticità e offrire proposte innovative che le consentano

di mettere a fuoco e di dare la giusta collocazione e finalizzazione ai problemi più generali che animano il dibattito su di essa.

  1. Analisi sulla comunicazione istituzionale universitaria in Italia

La comunicazione deve essere contestualizzata all’interno di un quadro interpretativo di più ampio respiro sull’Università che cambia insieme al paese, nel momento in cui la partita della modernizzazione dei sistemi universitari viene più che mai a giocarsi sulla duplice sfida dell’autonomia e del mercato. L’analisi di qualunque processo comunicativo non può prescindere dal contesto di riferimento; questa avvertenza sembra tanto più realistica nel momento in cui la comunicazione con cui ci si vuole confrontare è quella dell’Università, istituzione che – per la natura stessa del proprio moderno mandato – punta a influenzare i livelli più globali dell’interazione sociale, abdicando progressivamente alla tradizionale condizione di separatezza rispetto all’ambiente esterno^3.

1.1 Le strategie comunicative degli atenei italiani

La comunicazione delle Università italiane si muove oggi verso orizzonti di strategicità crescenti e si avvia a diventare un’importante risorsa a disposizione di tutti gli atenei e non più solo un’esclusiva prerogativa di quelli privati, tradizionalmente più sensibili alla concorrenza e reattivi alle sollecitudini esterne di mercato^4. L’adozione di strategie comunicative sta diventando una prassi consolidata presso la maggior parte degli atenei italiani, sia pubblici che privati, soprattutto dopo l’entrata a regime dell’autonomia universitaria. Rispetto alla realtà di altri paesi, la comunicazione delle Università costituisce in Italia un fenomeno recente e, al tempo stesso, il principale indicatore di un più ampio processo di modernizzazione che investe il sistema nazionale dell’alta formazione. Le Università italiane, quindi, contribuiscono alla costruzione di una specifica via alla comunicazione strategica, e ciò è possibile soltanto attraverso la sperimentazione di linguaggi innovativi, capaci di valorizzare all’interno di una logica propriamente

Un altro fronte di crescente impiego della comunicazione, sono le relazioni con il contesto economico, sociale e istituzionale: sta pian piano emergendo la necessità di sviluppare forme di comunicazione interattiva per gestire le interdipendenze e sviluppare le relazioni di partnership. In definitiva, il marketing relazionale consente all’organizzazione di evolvere in sintonia con il suo ambiente di riferimento, in particolare dal punto di vista valoriale e culturale e di gestire le interdipendenze con tutti gli interlocutori che ne fanno parte. Esso, inoltre, consente all’organizzazione di creare un forte legame con l’ambiente e di gestire le interdipendenze fra i soggetti coinvolti attraverso l’impiego di comunicazione interattiva. Ritengo opportuno precisare che l’importanza delle interdipendenze è inscindibilmente legata al fatto che i soggetti coinvolti nelle relazioni agiscono all’interno di reti di relazioni multiple, e che alla pluralità necessaria dei pubblici deve logicamente corrispondere un’altrettanto necessaria pluralità dei modi e dei mezzi del comunicare, alla quale non può non imporsi l’assoluta necessità di disegnare in modo adeguato la funzione di comunicazione nell’organizzazione dell’ateneo. Si tratta perciò di effettuare, in stretto rapporto e contemporaneamente alla effettiva realizzazione delle attività formative e di ricerca, un processo comunicativo di alto profilo professionale, capace di trasferire ai pubblici che ne sono destinatari – e con linguaggi adeguati – l’informazione sulle strutture e sui processi^7.

  1. La comunicazione istituzionale del Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive di Siena

Noi tutti siamo consapevoli che, rispetto al passato, la struttura amministrativa era organizzata per comparti rigidi e non in relazione tra loro. Nelle Università di oggi tutte le funzioni, anche le più diverse, devono fare sistema, dal momento che anche la contabilità e il bilancio hanno un forte impatto sulla comunicazione. È quindi molto importante pensare alle strutture e agli atenei come un sistema organico e lavorare perciò su una logica di sistema. In questa ottica – e fatta questa doverosa premessa – credo che occorra riflettere insieme sulla centralità dello studente; per questa ragione ritengo necessario parlare

anche dei servizi, proprio perché sono fermamente convinta che laddove ci siano servizi efficaci e di valido supporto, l’Università possa avere più facilità di successo.

2.1 Il sito dell’Ateneo di Siena

Si tratta del sito accessibile a tutti gli studenti immatricolati all’Università di Siena con ogni tipo di informazione come ad esempio le iscrizioni alle singole facoltà; l’orientamento tenuto dai docenti di riferimento della facoltà interessata; i bandi e le borse di studio che possono essere assegnate agli studenti più meritevoli – e da dove è possibile scaricare gli appositi documenti per svolgere stage o tirocini presso aziende convenzionate con l’Università di Siena; corsi di lingua e ECDL e molte altre informazioni utilissime per i giovani che si avviano al mondo dell’istruzione universitaria. La homepage offre vari link di riferimento che indirizzano lo studente nelle specifiche pagine, inoltre lo mettono al corrente delle novità e degli eventi tenuti dall’Università di Siena mediante un’apposita sidebar dove vengono comunicati gli incontri, le date di immatricolazione, i possibili concorsi ecc... Scorrendo in basso la homepage possiamo accedere ad un’area apposita per gli studenti ancora indecisi sulle proprie scelte universitarie: Cosa vuoi studiare – all’interno della quale il singolo può valutare ogni Dipartimento e corso di studio. Nella parte dedicata all’Ateneo si può leggere la storia e le tradizioni dell’Università di Siena, i piani di lavoro, lo statuto e i regolamenti, ma anche i vari progetti con i quali intende essere un Ateneo leader nella promozione della sostenibilità attraverso l’offerta didattica, la ricerca, la formazione e la consulenza alle imprese e alle istituzioni. Nella sezione della Didattica si possono trovare i vari percorsi dell’orientamento e del tutorato, i vari corsi di laurea – triennali, magistrali, o a ciclo unico – , oppure diversi corsi postlaurea come master universitari di I e II livello – finalizzati a promuovere la crescita di capacità tecnico-professionali orientate alle esigenze del mondo del lavoro – , le scuole di specializzazione e le scuole di dottorato di ricerca. Inoltre l'Ateneo organizza corsi di perfezionamento, di aggiornamento professionale, di formazione e Summer school – corsi intensivi che hanno una durata variabile fino a un massimo di qualche settimana e sono tenute prevalentemente in lingua inglese –

Figura 8.a Particolare della Homepage del sito dell'Ateneo di Siena

Figura 8.b Particolari della Homepage del sito dell'Ateneo di Siena

2.2 You.Com Unisi – Il sito del Corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture

Dall’anno accademico 2011-2012 è stato istituito il nuovo Corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture nato dalla fusione dei due precedenti Corsi di laurea in Scienze della Comunicazione e Lingue, Letterature e Culture Moderne. Il sito You.Com Unisi , nato appunto per il nuovo Corso di Laurea, agevola lo studente a reperire notizie generali sul Corso, rappresentando inoltre un utile strumento di contatto con i docenti, ma anche di orientamento alla scelta del percorso universitario. Tutte le informazioni relative ai programmi degli insegnamenti, agli orari delle lezioni e degli esami assieme a tutte le informazioni per coloro che sono iscritti ai precedenti ordinamenti didattici di Scienze della Comunicazione sono disponibili invece all’interno del sito ufficiale della Facoltà di Lettere e Filosofia. Come già specificato dal titolo del paragrafo, si tratta del sito messo a disposizione per gli studenti iscritti al Corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture del Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive di Siena. La homepage si dirama in vari link che rimandano alle rispettive pagine, come Descrizione del corso – che comprende due corsi di Laurea, uno in Comunicazione e uno in Lingue e Culture – , Contenuti del corso – dove vengono mostrati i piani di studio di entrambi gli indirizzi già citati – , Workshop e seminari – nonché giornate formative tese per indirizzare i ragazzi in una futura professione ed acquisire crediti liberi utili per il piano di studi – , Sbocchi professionali – grazie ai quali i laureati potranno accedere ad attività professionali dei diversi settori della comunicazione – , Domande frequenti – le quali spiegheranno in modo esaustivo cosa fare al momento dell’iscrizione , quanti corsi sono presenti all’interno della Facoltà, dove si tengono le lezioni, ecc... – , Orientamento e contatti – dove è possibile trovare un calendario dei colloqui di orientamento assieme ad una serie di numeri e indirizzi email dei vari docenti, tutor e del personale tecnico amministrativo; infine, una galleria multimediale dove sono presenti foto e video che permettono allo studente di conoscere il Corso di Laurea, le persone che vi lavorano e gli spazi di studio e di ricerca. Utile sottolineare che il sito You.Com Unisi è attivo anche su Facebook , con la propria pagina dove gli studenti del suddetto Corso di Laurea possono partecipare attivamente e trovare informazioni costantemente aggiornate di eventi , workshop , incontri ecc...