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L’età postunitaria.., Sintesi del corso di Italiano

La Scapigliatura Il Naturalismo Giosuè Carducci Il verismo Giovanni Verga

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

In vendita dal 30/06/2023

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ETÀ POSTUNITARIA
Nel 1861 l’Italia diventa una monarchia costituzionale regolata dallo statuto Albertino istituito
nel 1848. Inizialmente sale al potere la Destra storica che favoriva l’agricoltura ma impediva
lo sviluppo dell’industria, seguentemente sale al potere la Sinistra liberale che invece diede
via al processo industriale aumentando anche le tariffe doganali. A causa dell’arretratezza
dei sistemi di produzione italiani, nel 1880 la penisola subì una crisi agraria che provocò un
collasso dell’economia nel sud della penisola, la quale si basava sull’agricoltura. Dopo
questa crisi si delinea il divario tra il Nord e il Sud della penisola, chiamata “la questione
meridionale”, perché le condizioni nel sud erano molto più disastrose che al nord.
Il ceto più significativo era quello del medio impiegatizio e le condizioni delle classi rurali
erano intollerabili in quanto pativano la fame e la miseria ed erano colpiti da forti malattie a
causa della mancanza di igiene.
Nella seconda metà dell’ottocento l’orientamento culturale era quello del Positivismo che si
basava sulla scienza e sul progresso. Il maggiore esponente è Ardigo.
I positivisti sostenevano che la scienza era l’unica capace di condurre alla vera conoscenza
e sostenevano inoltre che ogni aspetto dell’esistenza doveva essere sottoposto a
un’indagine di tipo scientifico.
Non tutti gli intellettuali erano d’accordo con questo orientamento infatti molti adottarono un
atteggiamento di rifiuto mentre altri un atteggiamento di curiosità conoscitiva come Verga.
Ci fu un aumento del livello generale d’istruzione che portò all’espansione del mercato
editoriale a livello nazionale, si moltiplicarono le pubblicazioni e si diffusero i giornali e le
riviste. Venne introdotta la scuola elementare obbligatoria che aveva il compito di fornire una
cultura minima, ma la maggior parte della popolazione si fermava all’istruzione elementare
senza arrivare al diploma o alla laurea. Il teatro assume un ruolo decisivo dal punto di vista
culturale perché metteva in scena i problemi centrali della borghesia di quel tempo.
La figura dell’intellettuale venne emarginata e non venne più considerata una guida morale,
per potersi mantenere i poeti e scrittori furono costretti a cercare un impiego pubblico o a
collaborare con giornali o case editrici, e questo influenzò la loro scrittura in quanto
dovevano assecondare i gusti del pubblico. Ci fu un problema di unificazione linguistica, la
quale era necessaria per gli scambi economici e sociali, venne imposta la soluzione
manzoniana che consisteva nell’adozione della lingua fiorentina colta che veniva diffusa
attraverso l’istruzione e il vocabolario.
In ambito poetico vennero individuate due tendenze fondamentali: la scapigliatura e la
poesia di ispirazione carducciana, la quale proponeva la restaurazione della tradizione
classica. Il romanzo diventa genere più diffuso e apprezzato sia da lettori che dai poeti che
aderivano al realismo. In Italia la narrativa si iniziò ad esprimere attraverso il Verismo e tutti i
grandi romanzieri iniziarono a sperimentare il genere delle novelle, che erano dei testi più
brevi che potevano venire pubblicati all’interno di giornali e riviste. Ebbe grande successo
anche la letteratura popolare “di consumo” che consisteva in romanzi pubblicati a puntate su
riviste o giornali. Il teatro era sempre importante per la cultura di quel tempo e il genere più
diffuso è quello del dramma borghese che affronta i temi legati alla classe media.
LA SCAPIGLIATURA
La Scapigliatura è un gruppo di scrittori, attivi principalmente a Milano, che facevano parte
del movimento di contestazione della borghesia, ed erano accomunati dall’insofferenza per
la letteratura e la mentalità contemporanea. Con questo movimento compare per la prima
volta in Italia un conflitto tra l’artista e la società borghese. La modernità aveva emarginato
l’intellettuale esaltando il progresso scientifico e il profitto, gli scapigliati decidono di
assumere due atteggiamenti: da una parte volevano rappresentare i valori del passato, ma
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ETÀ POSTUNITARIA

Nel 1861 l’Italia diventa una monarchia costituzionale regolata dallo statuto Albertino istituito nel 1848. Inizialmente sale al potere la Destra storica che favoriva l’agricoltura ma impediva lo sviluppo dell’industria, seguentemente sale al potere la Sinistra liberale che invece diede via al processo industriale aumentando anche le tariffe doganali. A causa dell’arretratezza dei sistemi di produzione italiani, nel 1880 la penisola subì una crisi agraria che provocò un collasso dell’economia nel sud della penisola, la quale si basava sull’agricoltura. Dopo questa crisi si delinea il divario tra il Nord e il Sud della penisola, chiamata “la questione meridionale”, perché le condizioni nel sud erano molto più disastrose che al nord. Il ceto più significativo era quello del medio impiegatizio e le condizioni delle classi rurali erano intollerabili in quanto pativano la fame e la miseria ed erano colpiti da forti malattie a causa della mancanza di igiene. Nella seconda metà dell’ottocento l’orientamento culturale era quello del Positivismo che si basava sulla scienza e sul progresso. Il maggiore esponente è Ardigo. I positivisti sostenevano che la scienza era l’unica capace di condurre alla vera conoscenza e sostenevano inoltre che ogni aspetto dell’esistenza doveva essere sottoposto a un’indagine di tipo scientifico. Non tutti gli intellettuali erano d’accordo con questo orientamento infatti molti adottarono un atteggiamento di rifiuto mentre altri un atteggiamento di curiosità conoscitiva come Verga. Ci fu un aumento del livello generale d’istruzione che portò all’espansione del mercato editoriale a livello nazionale, si moltiplicarono le pubblicazioni e si diffusero i giornali e le riviste. Venne introdotta la scuola elementare obbligatoria che aveva il compito di fornire una cultura minima, ma la maggior parte della popolazione si fermava all’istruzione elementare senza arrivare al diploma o alla laurea. Il teatro assume un ruolo decisivo dal punto di vista culturale perché metteva in scena i problemi centrali della borghesia di quel tempo. La figura dell’intellettuale venne emarginata e non venne più considerata una guida morale, per potersi mantenere i poeti e scrittori furono costretti a cercare un impiego pubblico o a collaborare con giornali o case editrici, e questo influenzò la loro scrittura in quanto dovevano assecondare i gusti del pubblico. Ci fu un problema di unificazione linguistica, la quale era necessaria per gli scambi economici e sociali, venne imposta la soluzione manzoniana che consisteva nell’adozione della lingua fiorentina colta che veniva diffusa attraverso l’istruzione e il vocabolario. In ambito poetico vennero individuate due tendenze fondamentali: la scapigliatura e la poesia di ispirazione carducciana, la quale proponeva la restaurazione della tradizione classica. Il romanzo diventa genere più diffuso e apprezzato sia da lettori che dai poeti che aderivano al realismo. In Italia la narrativa si iniziò ad esprimere attraverso il Verismo e tutti i grandi romanzieri iniziarono a sperimentare il genere delle novelle, che erano dei testi più brevi che potevano venire pubblicati all’interno di giornali e riviste. Ebbe grande successo anche la letteratura popolare “di consumo” che consisteva in romanzi pubblicati a puntate su riviste o giornali. Il teatro era sempre importante per la cultura di quel tempo e il genere più diffuso è quello del dramma borghese che affronta i temi legati alla classe media. LA SCAPIGLIATURA La Scapigliatura è un gruppo di scrittori, attivi principalmente a Milano, che facevano parte del movimento di contestazione della borghesia, ed erano accomunati dall’insofferenza per la letteratura e la mentalità contemporanea. Con questo movimento compare per la prima volta in Italia un conflitto tra l’artista e la società borghese. La modernità aveva emarginato l’intellettuale esaltando il progresso scientifico e il profitto, gli scapigliati decidono di assumere due atteggiamenti: da una parte volevano rappresentare i valori del passato, ma

per fare questo utilizzano il linguaggio scientifico del positivismo. Furono influenzati dal Romanticismo europeo dal quale presero la tematica dell’irrazionale e il gusto per il macabro. Nonostante la Scapigliatura non abbia avuto un forte impatto nel linguaggio poetico, rappresenta un passaggio culturale fondamentale, in quanto anticipa correnti letterarie che si presenteranno in futuro. EMILIO PRAGA Emilio Praga nasce in Lombardia da una famiglia giada, conduce una vita disordinata e muore in miseria a causa dell’alcolismo. La sua vita e le sue opere vengono caratterizzate dal “maledettismo” che si può trovare anche nelle sue raccolte di poesie e nel suo romanzo incompiuto. Le sue poesie sono una denuncia sociale e un’ammirazione per l'infanzia e il mondo familiare. Nella sua raccolta Penombre viene inclusa la poesia Preludio che può essere considerata il manifesto della Scapigliatura in cui Praga racconta la realtà della vita moderna, la quale è priva di valori e pervasa dalla noia. ARRIGO BOITO Arrigo Boito è un musicista e librettista che fu influenzato dalla Scapigliatura solo durante la sua età giovanile. Durante quest’età scrive varie novelle tra cui una lunga favola mista di versi e prosa, e una raccolta di liriche nella quale espone il concetto di “dualismo”, tra ideale e vero, tra bene e male. IGINO UGO TARCHETTI Igino Ugo Tarchetti era originario del Monferrato. Si trasferisce a Milano dove si dedica all’attività letteraria e dove muore molto giovane, in miseria, a causa della tisi. È un autore di prose liriche, poesie e romanzi che trattano di tematiche scure come lo spiritismo e il macabro. La sua opera più importante è il romanzo Fosca, il quale racconta di un giovane ufficiale, Giorgio che si trova diviso tra due figure femminili: Fosca, una donna molto magra a causa di una malattia nervosa, e Clara, una donna bella e serena con cui a una relazione felice e gioiosa. Giorgio rimane incantato dal fascino morboso di Fosca, di cui non riesce più a liberarsi. Fosca morirà a causa della malattia e Giorgio rimarrà contaminato dalla sua malattia. Queste due figure rispecchiano la contrapposizione tra amore e morte. CAMILLO BOITO Camillo Boito, fratello di Arrigo Boito, si dedica alla letteratura nonostante fosse architetto e insegnante. Le tematiche dei suoi racconti sono spesso fantastiche o macabre. La sua fama è legata al suo racconto più importante, Senso , che narra la passione fatale di una nobildonna e un ufficiale austriaco. GIOSUÈ CARDUCCI Giosuè Carducci nasce a Valdicastello nel 1835 da una famiglia medio borghese. Trascorre l’infanzia in Maremma a contatto con una natura selvaggia. Studia alla Normale di Pisa e si laurea in lettere nel 1856. Insegna letteratura italiana presso l’università di Bologna e collabora a numerosi periodici. Nel 1906 ottenne il premio Nobel per la letteratura e morì nel

  1. Aveva un carattere energico e battagliero, prese parte alla vita culturale e politica del suo tempo. Le sue opere giovanili furono influenzate dai suoi ideali politici. Seguì con entusiasmo il processo risorgimentale e prese posizioni democratiche e repubblicane. Soffrì di una forte delusione quando salì al potere la Destra storica. Attaccò fortemente la Chiesa, accusandola di essere portatrice di una mentalità oscurantista. Pose molta fiducia nel progresso scientifico, rendendolo parte dell’orientamento positivista. A partire dagli anni 70 assume delle posizioni più moderate, avvicinandosi alla chiesa e diventando il poeta ufficiale dell’Italia Umbertina.

1845 viaggia in Italia, in Grecia e in Medio Oriente. Tra il 1843 e il 1845 scrisse il romanzo L’educazione sentimentale. Dal 1851 comincia a scrivere Madame Bovary , una storia ispirata ad un comune fatto di cronaca. Questo romanzo viene pubblicato in rivista nel 1856 e ebbe subito grande successo. In quest’opera esistono due filoni: l’analisi della realtà borghese contemporanea e la fuga esotica dal passato. Seguentemente lo scrittore affronta la seconda Educazione sentimentale : questa è la storia di una generazione di giovani mediocri, i cui sogni vengono trasformati in amare delusioni. Flaubert è ormai considerato il maestro e viene soprattutto venerato dal gruppo di Zola e dei naturalisti. Nel 1877 sono pubblicati i tre racconti dove rappresenta la realtà quotidiana in rievocazione di un passato lontano e diverso. Lo scrittore morì l’8 maggio 1880 a Croisset, a causa di un’emorragia cerebrale. Ai suoi tempi Flaubert era visto come maestro di realismo e i suoi libri erano sapienti costruzioni stilistiche, ma lui stesso proclamava che fossero niente, anche dalle sue pagine affiorano delle opere di organismi complessi e oggetti letterari a più facce. La contestazione del mondo borghese attraverso la mimesi del linguaggio aveva attirato l’interesse della neoavanguardia degli anni più recenti. MADAME BOVARY Il romanzo è la storia di una ragazza di provincia, Emma Rouault, che ha sposato un ufficiale sanitario Charles Bovary. Emma ha una sensibilità romantica acutissima. La vita coniugale grigia è in contrasto con i suoi sogni di una vita lussuosa e ricca di passioni romanzesche. Decidono di trasferirsi a Yonville l’Abbaye, ma anche qui Emma prova un’insofferenza per l’ambiente provinciale. L’eroina però incontra Leon, un notaio, in cui trova l’anima gemella e la loro relazione diventa del tutto platonica. Ma Leon parte, e Emma ripiomba della noia, trovando però un dongiovanni, Rodolphe con cui però la relazione sarà di breve durata, in quanto Rodolphe è meschino e brutale. Ritrovato Leon, Emma, si reca a incontrarlo sino a Rouen e ella comincia a condurre una vita stravagante e dispendiosa, vedendo però successivamente la rovina e il disonore. Emma prende quindi del veleno e muore dopo atroci e lunghe sofferenze. Charles sconvolto dalla morte della moglie, è innamorato e trascorre la sua vita in solitudine e morirà con in mano una ciocca di capelli di Emma. Il personaggio Emma con i suoi sogni esprime una forma di stupidità dell’ambiente borghese di provincia. La sua noia esprime il bisogno di un’alternativa al mondo in cui stava vivendo. Madame Bovary segna una svolta fondamentale nel romanzo ottocentesco, aprendo la strada a suoi sviluppi futuri. In Madame Bovary il narratore si fa invisibile rinunciando ai suoi interventi, la vicenda viene quindi presentata dal punto di vista soggettivo e parziale dei personaggi e i fatti sono visti attraverso l’ottica del personaggio. L’evento principale è il discorso indiretto libero, che non presenta alcun segno del pensiero dei personaggi, perché con la scomparsa del narratore onnisciente, viene creato un effetto di indeterminazione e di ambiguità. Il racconto si presenta come un oggetto passibile di varie interpretazioni e Flaubert lascia che le cose parlino da sé, ma questo fatto determina un alto tasso di problematicità nell’interpretazione. Il personaggio di Emma Bovary fissa un atteggiamento che è quello del bovarismo, dove la donna si crea mediante il sogno di un mondo parallelo più splendido e affascinante di quello in cui vive. La fuga dalla realtà, a cui Emma si abbandona, risponde a dei modelli culturali che sono individuabili e sono quelli dei romantici. Flaubert senza fare interventi espliciti giudicanti rappresenta ferocemente il senso della stupidità soffocante. La sua tecnica è la registrazione impassibile. L’ASSOMMOIR

Romanzo di Emile Zola, ambientato nella Parigi operaia, che narra una storia di alcolismo, di miseria e di degradazione umana. Zola vuole riprodurre il caratteristico gergo dell’ambiente proletario. Questa storia racconta di una donna Gervais, la quale è venuta a Parigi con l’amante Lantier, e la quale viene abbandonata da esso con due figli piccoli e che vive strettamente facendo la lavandaia. Conosce Coupeau, un operaio e lo sposa. La famiglia prospera e dopo un incidente accaduto a Coupeau, egli trascura il lavoro e si dà al bere. Torna Lantier, che riallaccia la relazione con Gervaise. La figlia Anna comincia a corrompersi dall’ambiente proletario e seguentemente anche la madre cade in preda all’alcolismo e muore in conseguenza. VERISMO Il verismo si sviluppa in Italia dal 1880. Il massimo esponente è Capuana il quale rimane molto colpito dall’opera di Zola. Capuana sottolinea l’importanza dell’ impersonalità del narratore, il quale deve rimanere oggettivo. I veristi raccontano le vicende dei ceti più umili o le anomalie dei ceti più alti. I veristi sono grandi esponenti del Sud che descrivono ambienti regionali, ma furono costretti a creare una lingua popolare mescolata al dialetto. Un altro esponente è Federico de Robertis, autore del romanzo “I Viceré” dove racconta la storia di una nobile famiglia siciliana attraverso più generazioni, infatti descrive tanti personaggi. Altro autore è Matilde Serao, napoletana di umili origini, la quale era inoltre autodidatta. Il suo romanzo più importante è “Il ventre di Napoli” il quale nasce da un'inchiesta giornalistica. GIOVANNI VERGA Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia agiata. Nel 1865 soggiorna a Firenze dove conosce i più importanti esponenti del romanticismo. Nel 1866 pubblica la storia di un universitario catanese che si era innamorato di una bella mantenuta, ma la quale lo aveva respinto, e la quale se ne era affascinata solo dopo che lui aveva raggiunto il successo. Nel 1869 scrive Storia di una capinera : racconta di come lui una volta vide una capinera morire prigioniera in gabbia, e paragona questa vicenda a quella di Maria che venne educata in convento, e che quando tornò a casa si innamorò di un ragazzo che però era destinato alla sorellastra. Costretta dalla matrigna, la fanciulla si fece monaca mentre il ragazzo si unisce alla ragazza che gli era stata promessa. I novelli sposi dimoreranno in una casa del convento, così che la povera novizia dovrà assistere la loro felicità. Viene sopraffatta dal dolore impazzisce e muore. Nel 1871, Verga torna a Catania e parte per Milano dove frequenta gli uomini della Scapigliatura. Rimane a Milano fino al 1893, maturando la sua adesione al verismo. Seguentemente scrive altri romanzi Eva, dove racconta la passione di un pittore per una ballerina; Tigre reale è un altro romanzo d’amore, dove un barone sì innamora di una contessa russa; infine Eros è un dramma di passione e di suicidio, che vede il marchese Alberti innamorarsi della cugina Adele e della fatale Valleda. Nel 1874 Verga scrive la novella Nedda, che costituisce il primo approccio al verismo. Questa novella racconta di Nedda, che è una giovane appartenente al sottoproletariato agricolo e la quale, dopo la morte della madre, si innamora di un giovane carrettiere Janu, ma questi muore di malaria prima di poterla sposare e la bambina nata dalla loro unione muore. VITA DEI CAMPI Nel volume Vita dei campi , Verga utilizza la tecnica della “regressione” dell’autore. In questi racconti spiccano figure caratteristiche della vita contadina siciliana, ma si può trovare ancora traccia di un atteggiamento romantico. Di questo volume fanno parte l’Amante di Gramigna, la Lupa e Fantasticheria. FANTASTICHERIA

senza anticipazioni. Le tematiche più importanti sono quelle del progresso, al quale nessuno può sfuggire e nel quale c’è sempre qualcuno che paga. MASTRO DON GESUALDO Mastro Don Gesualdo è un carpentiere di umili origini, che vuole sposare una dei fratelli Trao: Bianca. Riesce a sposare Bianca ma finisce per soffrire di una esclusione dal mondo aristocratico e dal mondo dal quale veniva. Egli non si sentiva amato dalla figlia, avuta dalla precedente relazione della moglie con il cugino Ninì Rubiera. La manda quindi in un collegio per nobili e la vizia ma ella si innamora del cugino Corrado La Gurna, ma mastro Don Gesualdo aveva in piano di darla sposa a un nobile palermitano. Alla fine Mastro Don Gesualdo si ritrova vedovo e a causa di un cancro incurabile si trasferisce a vivere a casa della figlia.