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sintesi l'italia repubblicana di Francesco Barbagallo
Tipologia: Sintesi del corso
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Resistenza difese in armi il diritto alla libertà e all'indipendenza, divenendo il più alto riferimento morale e il fondamento etico-politico del processo di ricostruzione dell’unità statale o Dopo la liberazione dall’invasione nazista tornano alla luce i diversi conflitti che laceravano il tessuto della nazione italiana, quale lo scontro fra rinnovamento e conservazione. o Nascono movimenti che danno voce ai timori e al malessere delle classi più povere o Si rafforzano le differenze tendenze volte all’indifferenza politica e morale e alla conservazione sociale o Si rompe inoltre l’unità antifascista di fronte al problema di definire i caratteri della nuova forma di Stato nazionale. Si scontrano le forze che vogliono mantenere una continuità dello stato e quelle che vogliono trasformare profondamente le strutture statali
Primavera del 1945: Italia viene liberata dall’occupazione nazista dagli eserciti alleati e dalle brigate rosse, restando sotto il controllo delle forze angloamericane. Febbraio 1947: l'Italia riuscì a riottenere la piena sovranità nazionale con la firma del trattato di pace La resistenza e la lotta armata al fascismo si erano sviluppate nelle regioni centro- settentrionali, dove si diffusero speranze di radicali cambiamenti sociali e politici. Al sud Italia, invece, ci fu una ripresa delle tendenze più tradizionali dello spirito pubblico nazionale Svolgono ora nella storia dell’Italia ruoli centrali quelle forze sociali e correnti ideali che erano rimaste escluse nel processo risorgimentale quali: contadini, operai, cattolici, comunisti e democratici radicali. Tutti loro volevano costruire un nuovo Stato ed una società rinnovata L’Italia, in questa fase, si presenta divisa in più parti che si contrappongono in modo radicale, rendendo difficile la ricomposizione e caratterizzando profondamente la società italiana. Questi conflitti interni si intrecceranno poi con il conflitto bipolare che caratterizzerà il mondo
Italia attraversata da violenze (vendette ed esecuzioni), soprattutto nelle regioni dove lo scontro fra fascismo e antifascismo era stato più forte; e da agitazioni sociali causate dalla disoccupazione e dalla poca retribuzione, soprattutto in Emilia, Puglia e Sicilia. All’interno del governo Parri erano presenti contrasti che bloccavano l’avvio di provvedimenti significativi. Questi conflitti causarono la caduta del governo nel dicembre 1945 Divenne presidente del consiglio De Gasperi sostenuto da liberali, socialisti e comunisti. Il suo obiettivo era quello di: unire nella DC le diverse tendenze del mondo cattolico, garantire il sostegno della Chiesa ad un partito unitario dei cattolici democratici, favorire l’adesione alla DC dei ceti medi limitare l’alleanza con i comunisti
o Pagare riparazioni di guerra e cedere le colonie africane o Cedere la zona della Venezia Giulia, dell’Istria, della Dalmazia con Fiume, Pola e Zara o Trieste divenne territorio libero o Fu concesso di tenere nei confini l’Alto Adige, concedendo però una larga autonomia amministrativa e finanziamenti statali Dovette: La monarchia sei Savoia scompariva anche a causa: delle responsabilità assunte durante il regime fascista, della sconfitta bellica e della dissoluzione dello Stato. Vennero esiliati e si rifugiarono in Portogallo
Nella seconda metà del 1946 aumentano le tensioni sociali a causa della disoccupazione, del costo della vita, dell’inflazione, delle violenze e dei delitti diffusi in alcune regioni e dei conflitti ideologici e politici. Grazie alla partecipazione dell’Italia antifascista alla guerra, si ottenne un riscatto sociale assumendosi responsabilità etico-politiche, evitando così il destino di spartizione e di annichilimento che colpì la Germania. Si imposero però due condizioni di pace non tenendo conto di questo contributo antifascista Si opposero alla firma del trattato di pace esponenti dell’Italia liberale e i rappresentanti del Partito d’Azione, ma senza successo. Il trattato di pace vene firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 da De Gasperi, consapevole che se non avesse firmato sarebbe continuata l’occupazione angloamericana e l’Italia non avrebbe ottenuto la sovranità nazionale
Il ministro Nenni propose la soluzione del referendum per la scelta istituzionale e per l’elezione dell’Assemblea costituente, che redigerà la carta costituzionale senza però ottenere il potere legislativo che resterà nelle mai del governo. Bisognava garantire un passaggio di governo pacifico in quanto erano 22 anni che in Italia non era permesso votare né esprimere un’opinione politica. Tra l’inverno e la primavera del ’46 si avvia la ripresa della vita politica, con la riorganizzazione dei partiti nei congressi La DC si definisce come partite centrale, fungendo da garante per il passaggio moderato dal fascismo al postfascismo. 2 giugno 1946 gli italiani e le italiane votarono per scegliere la forma dello Stato e per eleggere l’Assemblea. Ci fu una fortissima partecipazione popolare: votarono l’89% degli italiani e vinse la repubblica col 56% dei voti. Emerse la profonda spaccatura tra Centro-nord, repubblicano, e Sud, monarchico. Nell’Assemblea costituente si affermarono i tre partiti di massa: DC con 35%, PSIUP con 21% e PCI con 19% o Iniziò una nuova fase della storia italiana: la repubblica democratica o Aveva l’obiettivo di favorire la riunificazione e la concordia tra le diverse parti e i contrapposti orientamenti del paese
-La spaccatura radicale con lo schieramento fra USA e URSS -Accentuazione del classismo e dell’internazionalismo filosovietico nei partiti di sinistra 1 maggio 1948 viene promulgata la costituzione e lo stato italiano cede il passo ad un nuovo ordinamento politico. la repubblica e la costituzione restano i risultati più importanti e duraturi della lotta antifascista
Durante il periodo di transizione istituzionale il cinema fornisce la possibilità di relalizzare scenari nuovi e rivoluzionari. Realizza a pieno il desiderio di cambiamento e la volontà di rinascimento del popolo italiano. Vengono di fatto rappresentati in maniera realistica le passioni e le aspettative delle persone in quel periodo Il cienema riesce ad esprimer ela forza, l’energia e la spernza degli italiani di costruire una società giusta, solidale ed aperta alle libertà Il cinema del dopoguerra racconta le trasformazioni della vita e della mentalità degli italiani, mostrando i piccoli e grandi vizi e virtù dell’italiano medio, penetrandola quindi nelle tanate particolarità
1948 : inizio scontro fra i partiti a livello di lotta di religione, al limite dela guerra civile. Si passa ad un conflitto ideologico tra comunismo e anticomunismo Il vaticano e la DC si impegnarono per la difesa della civiltà cristiana: i comitati civici attuarono su tutto il territorio un’intervento capillare in stretta connessione con le parrocchie, come il dereto attuato del Sant’Uffizio di scomunicare tutti i comunisti La DC si affermò come il centro della resistenza al comunismo e conquistò la maggioranza assoluta nei seggi parlamentari, penalizzando i socialisti. Non aveva però la stessa grande influenza nelle classi dirigenti della società 1948 avvenne l’attentato a Togliattti che diede luogo a scioperi e rivolte che furono represse con violenza. Contemporaneamente, gli operai subivano una forte iniziativa padronale, che ristabiliva i rapporti di forza nelle fabbriche. La gran parte degli operai restava organizzata nella CGLI e aderivano al PCI e PSI -Nel ‘48 si fissavano: -Si rese impraticabile l’alternativa di un’alternativa di governo che univa forze politiche, ideali, interessi economici e sociali, posizioni moderate e conservatrici con tendenze aggiornate e progressiste
Il nuovo ordine mondiale viene stabilito dagli USA intorno alla centralità dell’economia di mercato e alla libertà degli scambi, facendo aumentare l’economia e lo sviluppo e ponendosi come obietivo quello di un mercato mondialeunificato Le scelte per la ricostruzione e lo sviluppo dell’italia iniziarono dal 1947 , quando fu avviata una politica monetaria per rafforzare la lira e fermare l’inflazione
strategia attenta a trovare soluzioni concrete per i differenti interessi delle varie classi sociali, tuttutelando soprattutto i ceti medi tradizionali favorendo il piccolo commercio e limitando la diffusione dei grandi magazzini In italia, insieme alla libertà del mercato, si posero le basi per il contorllo dello Stato e del governo sui processi economici, che mantenne un ruolo decisivo per l’avvio del modello italiano nello sviluppo post-bellico. Si consoliderà un sistema di intervento pubblico nell’econpoomia industirale e finanziaria. Nell’ estate del 1947 fu ralizzato il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR) che assunse la direzione delle relazioni politiche ed economiche-finanziarie. I protagonisti di questa operazione furono la Banca d’Italia, che si riservava il controllo della politica monetaria attraverso il controllo dei cambi e dei mercati finanziari; e il ministero del Tesoro, che avrebbe consentito alla DC di espandere il suo potere nella società italiana col controllo del sistema finanziario e delle banche Nel 1951 viene introdotta l’Italia nel processo mondiale di liberalizzazione degli scambi. Il nuovo modello di sviluppo italiano priviligerà con misure legislative e amministrative i ceti medi, urbani e rurali. Penalizzarà invece con una politica salariale e normativa gli operai
De Gasperi e la DC decisreo di far aderie l’Italia al Patto atlantico ( 1949 ), per inserirla così nei nuovi equilibri politici. La sinistra democristiana si oppose a ciò col timore di mettere a rischio la pace. Questo schieramento politico diventerà anche militare con la creazione della NATO, scaturendo nel paese una profonda trasformazione di status: l’Italia passò da essere nazione sconfitta a nazione essenziale per lo schieramento anticomunista. Vennero alleggerite le condizioni imposte nel trattato di pace ed entrò a far parte dei primi organismi dell’Unione Europea (OECE e CECA) e successivamente nell’ONU. Il consolidamento della lira favorì il riequilibrio dei conti con l’estero e riaffermava l’autonomia dell’Italia. Gli aiuti ameircano contribuirono a riorganizzare l’economia e ad orientare il consenso. Nel 1949 si svilupparono forti lotte cntadine guidate dai socialisti e dai comunisti contro l’offensiva degli agrari che cercavano di riprendersi i terreni espropriati. Riprendeva, quindi, la tradizione degli “eccidi contadini” nel sud. I conflitti erano difffusi anche nelle fabbriche, dove gli operai scioparavano contro i licenziamenti. Entrambi i gruppi di rivolta furono repressi con vilenza dalla polizia Un’ampio programma edilizio che agevolava la costruzione di case venne varato a seguito del malessere sociale e della diffusa miseria. Venne istituito, perciò, un fondo INA-CASA per l’espansione dell’edilizia con i contributi dei lavoratori e degli mprenditori. La DC riuscì a consolidare in questo modo l‘aggregazione politico-sociale dei ceti popolari e a svilupare la strategia dell’interclassismo 1949 vennero adottati progetti di sviluppo per i settori siderurgici, cantieristici, meccanici termoelettrici e petroliferi, punando anche ad un aumento dell’occupazione 1950 varato un vasto programma di riforme a segito delle pressioni americane e dell’aumento delle lotte sociali: legge Silla (parziale riforma agraria) e programma decennale di investimenti per le bonifiche e lavori pubblici, politica di intervento nel Sud e
e il pagamento per alcuni mesi prima e dopo il part; e la legge pensionistica ( 1952 ) che introduceva i minimi di pensione o La previdenza pensionistica e l’assistenza sanitaria si estesero negli anni successivi ai ceti medi della popolazione
consumi, che si affermarono pienamente nella metà degli anni ’60 definendo nuove forme di identità collettive.
Nelle elezioni del 1951 e 1952 aumentò l’opposizione di destra, il socialismo e il comunismo rendendo precaria la maggioranza di governo e il predominio della DC, la quale era divisa al suo interno in una parte progressista e una moderatra e conservatrice. L’indebolimento della DC spinse il Vaticano ad intervenire e la parte più conservatrice ecclesiastica si riunì nel “partito romano”, che spingeva per un coinvolgimento dei partiti di destra in una più forte coalizione di governo Di fronte all’aumento dell’opposizione De Gasperi afermò una politica di democrazia protetta per difendere la democrazia italiana dagli estremismi politici. Per consolidare la maggioranza di governo venne erogata una legge di governo maggioritaria che eliminava il principio di rappresentanza proporzionale. Venne definita “legge truffa” e scatenò una violenta opposizione da parte delle sinistre e da parte di democratici, liberali e socialdemocratici, ma tale legge venne approvata comunque. La legge prevedeva l’assegnazione del 65% dei seggi alla Camera al partito che superasse il 50% dei voti Le elezioni del 1953 registrarono un crollo del governo centrista e non venne raggiunto il 50% dei voti, quindi non scattò il premio di maggioranza e tale legge venne abrogata l’anno dopo Si concluse così un periodo dove i processi di trasformazione avviati nella società rendevano insufficiente l’anticomunismo che aveva unito le iniziali prospettive politiche. Inizia il periodo di “precaria stabilità” del sistema di governo italiano: la stabilità è data dalla permanenza della DC; la precarietà è data dalla ricerca di apparati stabili con maggioranze parlamentari sicure ed affidabili
A metà del ‘900 l’Italia è un paese prevalentemente agricolo e in via di sviluppo, prevalentemente giovane (vita media: 64 uomini, 67 donne) e la forte disoccupazione aumenta l’emigrazione suprattutto dal Sud verso il Nord o paesi oltre confine La ricostruzione dell’Italia postbellica produce un’amento dell’attività edilizia e una rapida espansione delle maggiori imprese Nel 1952 si completa il piano di sviluppo di una moderna siderurgia nazionale, prende avvio un intenso sviluppo dell’industria italiana e con l’avvio della CECA l’Italia si inserisce in una vaasta alleanza economica europea Nel 1953 viene costituito l’ENI che raggruppa l’AGIP e le altre aziende del settore e ottiene il controllo delle attività di ricerca e sfruttamento degli idrocarburi nella pianura padana, puntando a rendere l’Italia autonoma sul terreno delle fonti energetiche.
Lo sviluppo e i consumi si assestano in una precisa direzione: automobili FIAT con pneumatici Pirelli su autostrade costruite dal gruppo IRI Nello stesso anni la FIAT svvia un piano di investimenti volto alla produzione su larga scala di una nuova utilitaria: la Seicento che, insieme alla cinquecento, introducono l’Italia nel mercato dei consumi di massa. Maggio 1956 iniziano i lavori per l’autostrada Milano-Napoli Nel 1954 inizia la televisione che si diffonde rapidamente in tutto il territorio. Diventa punto di inocntro prima nei bar, a causa dell’elevato costo degli apparecchi, successivamente delle famiglie, grazie alla diminuzione dei costi. Divenne anche il mezzo di unificazione linguistica e culturale sul terriotrio nazionale La diffusione degli elettrodomestici contribuì ai cambiamenti dei modi di vivere soprattuto delle donne, che vedevano il lavoro domestico notevolmente diminuito. Ha inizio una profonda trasformazione della società italiana, con una diffusione dei consumi accompagnata da nuove abitudini di vita e nuove espressioni di distinzione sociale collegate alla diffusione del benessere Con la legge del 1953 al Sud, viene stimolato il finanziamento per lo sviluppo dell’industria affidato a tre istituti speciali: l’istituto per lo sviluppo economico dell’Italia meridionale (Isveimer), l’istituto regionale per il finanziamento delle industrie in Sicilia (IRFIS) e il credito industriale sardo (CIS) Per ridurre la disoccupazione e lo squilibrio territoriale dello sviluppo industriale è necessaria una direzione politica dello Stato. Ma questo tentativo di programmazione restò solo teorico in quanto: non previde l’accelerazione del processo capitalistico mondiale italiano e non furono adottati precisi indirizzi governativi di politica industriale
Elezioni del 1953 segnarono la fine del centrismo nel governo, ma restava la tendenza a convergere verso il centro mostrando l’avversione a distinguere indirizzi e schieramenti alternativi. Questa avversione era aggravata dal rifiuto del termine “conservatorre”e dal peso del PCI, aggresivo ma escluso dalla partecipazione al governo La seconda legislatura repubblicana ( 1953-1958 ) tenta di trovare una nuova e stabile froma di governo, che sia capace di sostituire il quadripartito della legislatura precedente Con la sconfitta di De Gasperi si apriva nella DC una lotta di successione fra Fanfani, leader di sinistra e della corrente “Iniziativa democratica” formata dai giovani; e Scelba, esponente più moderato e principale collaboratore di De Gasperi nella repressione dei movimenti sociali e politici di socialisti e comunisti o Aumento della quota italiana del commercio mondiale grazie alle esportazioni, alla spesa pubblica e alla disponibilità di manodopera o I settori industriali maggiormente coinvolti furono: l’industria automobilistica, la petrolchimica di base, l’industria della gomma, la chimica e le nuove fibre sintetiche o L’espansione notevole dell’industria meccanica caratterizzata da piccole dimensioni produttive, basso livello tecnologico, diversificazione dei marchi e dei prodotti, diffusione nel mercato interno di prodotti di massa a basso costo e il mantenimento di un salario basso
o Si consumò una frattura fra comunisti e parte dei socialisti che condannarono il regime sovietico e l’aggressione in Ungheria o I socialisti autonomisti accelerarono la ricerca di un accordo con nuove alleanze di governo o Il vecchi partito di unità d’azione dei comunisti cessò di esistere o La maggioranza dei socialisti continuava a dichiararsi marxista, allontanandosi però dal leninismo o Le correnti autonomistiche guidate da Nenni e Lombardi presero le distanze dal PCI o La DC e il PSI dove erano presenti forti opposizioni di destra e di sinistra (rispettivamente) a questa impresa o Gli interessi conservatori diffusi nella società italiana e che si opponevano ad ogni cambiamento ed innovazione o L’ostilità degli USA alla partecipazione al governo del PSI, precedentemente legato al PCI e filomarxista e anticapitalista o La Chiesa cattolica avversa ad uno sbilanciamento laico
piccoli proprietari erano contro per interessi personali Nel gennaio del 1953 il PSI propose un’apertura a sinistra del governo e l’inserimento delle masse operaie nello Stato democratico, alla quale si mostrarono favorevoli il PRI, i socialdemocratici, il liberali di sinistra e il PCI. Era però contrastata dall’amministratazione Eisenhower. Nel 1954 Togliatti venne sfiduciato e sostituito da Amendola, che privilegiava le battaglie parlamentari per la creazione di una “democrazia progressista”. Questo ricambio generazionale produceva un grande rinnovamento nella struttura organizzativa del PCI Il rapporto fra socialismo, libertà e democrazia fu il centro del contrasto fra gli intellettuali comunisti e il partito, causando dimissioni, espulsioni e distacchi Le elezioni del 1958 segnarono un rafforzamento della DC, il PCI superò la crisi del ’56, le destre e i repubblicani alleati con i radicali calarono, aumentò il PLI e rimase stabile il PSDI. Iniziò la terza legislatura che maturò un’apertura verso sinistra e verso un nuovo equilibrio plitico. Gli ostacoli da superare erano : Dopo le elezioni Fanfani forma un governo con i socialdemocratici che dovrebbero aprirsi verso sinistr. Il suo attivismo si estende anche alla politica estera, rivoluzionando il corpo diplomatico con nuove nomine. Si dimise nel 1959 A febbraio del 1959 Segni forma un nuovo governo di soli democristiani che ricevette il sostegno di liberali , monarchici e missini. Questo nuovo governo di centro-destra ripropose il programma di Fanfani e un mese dopo la corrente maggioritaria di Iniziativa democratica si divide e viene sfiduciato Fanfani come segretario della DC, sostituito da Aldo Moro il quale avvia una politica d’intesa con i socialisti ostacolata dalla Chiesa e dalla CEI. Questo governo è messo in crisi dai liberali i quali speravano di poter costruire un più
Questo rapido processo espansivo trasformò un’economia semi autarchica in una aperta agli scambi in cui si diffondevano i consumi di massa e i conseguenti modelli di comportamento e di stile di vita solida alternativa al centro-sinistra. A seguito del congresso nazionale dei neofascisti a Genova, però, si riaprirono le proteste antifasciste e svanì l’alternativa di creare un governo di centro-destra Le elzioni del 1960 diedero risultati negativi per DC e PSI mentre accrebbero le opposizioni di destra, sinistra, liberali e comunisti. Venne articolato il progetto di dare una direzione all’economia attraverso forme di programmazione decise a livello politico, con l’obiettivo di superare gli squilibri. Questa proposta costituiva la base del programa della DC e che faceva diventare il partito come il perno di un governo che intendeva risolvere i problemi nel Paese. Per fare ciò era necessario aprirsi verso i socialisti, delimitando però la maggioranza di governo ed escludendo quindi la destra monarchica e missina e i comunisti. Moro riuscì così ad unire quasi tutta la DC In questo contesto critico, Fanfani varava le leggi riguardo parte del programma di centro- sinistra, fra cui: la nazionalizzazione dell’ENEL, l’imposta cedolare d’acconto sui titoli azionari e la riforma della scuola media unica che elevava l’obbligo scolastico a 14 anni Le elezioni del 1963 segnano il tracolo dell’esperienza di governo del centro-sinistra, con la penalizzazione della DC nonostante le riforme attuate. Questa convinzione si diffuse fra i dorotei che si impegnavano a disinnescare le riforme e per questo i socialisti dichiararono di non poter partecipare ad un governo che non approvava leggi, neanche quella urbanistica Nel dicembre del 1963 Moro forma il primo governo organico di centro-sinistra: Nenni vicepresidente, Sagarat ministri degli Esteri, Andreotti della Difesa e Giolitti del Bilancio. La sinistra socialista no nvotò la fiducia a questo governo e fondò un nuovo partito riprendendo il nome di PSIUP
La formazione della CEE nel 1957 fornì una grande spinta allo sviluppo dell’economia e della socità italiana. Vennero abolite le barriere doganali tra i paesi della MEC, consentendo così la libera ciroclazione di lavoratori e capitali imprimendo un’accelerazione degli scambi. Nel 1962 l’Italia aveva un tasso di sviluppo inferiore solo a quello tedesco L’espansione fu favorita dall grande quantità di manodopera e dal prezzo competitivo dei prodotti che garantivano la crescita delle imprese e quindi la loro capacità di autofinanziamento per nuovi investimenti. La lira era stabile grazie al saldo attivo dei dei conti con l’estero, tanto da essere proclamata nel 1960 moneta dell’anno Essenziali furono le rimesse, cioè il denaro mandato a casa con costanza dagli emigranti Lo sviluppo industriale fu avvantagiato dalla ristrutturazione degli impianti siderurgici, chimici e petrolchimici, consentendo lo sviluppo dell’industria automobilistica, meccanica e metallurgica e delle fibre artificiali e sintetiche.si sviluppò anche l’industria pubblica grazie all’IRI e all’ENI Il mercato interno si espanse grazie alla crescita della spesa statale che si indirizzò verso l’espansione delle infrastrutture, gli investimenti nel Mezzogiorno e il consolidamento dell’economia pubblica
Sono sempre più sensibili ad assumere un ruolo attivo nel promuovere cambiamenti, grazie all’influenza ricevuta dai processi di innovazione culturale, di trasformazione economico- sociale e all’aumento della passione per la politica fra un gruppo di studenti sempre in crescita nella società o La prima occupazione avviene al principio del 1966 a Trento dove gli studenti della facoltà di scienze sociali ottengono il riconoscimento al rilascio ad un laurea specifica per il loro corso. o Ad aprile del 1966 molte sedi universitarie vengono occupate in nome dell’antifascismo a seguito della morte di un professore durante uno scontro con i neofascisti o Nel 1967 i movimenti e le lotte degli universitari si radicalizzano con caratteri che variano in base alle università; si intersecheranno diverse influenze internazionali e aumenteranno le tendenze contestative riguardo le relazioni sociali, familiari e statali o L’avvio dei movimenti di lotta universitaria fu dato dalla riforma proposta da Luigi Gui, il “piano Gui”, che ne venne bloccata la procedura e bersagliata dalle proteste o I movimenti e lotte di questo periodo sono principalmente una contestazione ad un potere fine a se stesso, tipico dei vari ambiti della realtà italiana o I giovani cercano di far interagire la centralità dell’esperienza personale e quotidiana con il primato della politica come fatto sociale o I movimenti si fondano sull’analisi di diverse strutture autoritarie di potere e hanno l’obiettivo di creare una nuova concezione dei rapporti umani e sociali; la formazione di individui autonomi ed indipendenti; e la costruzione di comunità fondate sull’elaborazione di nuove identità collettive o Dalla primavera del 1968 i movimenti assumono un’altra direzione: si aprono a nuove esperienze di relazioni umane, dividendosi in tanti piccoli gruppi politici ad orientamento marxista-leninista che auspicavano ad esiti rivoluzionari anticapitalistici ed antiimperialistici con la formazione di partiti; il terreno di lotta non sono più le università ma si attua un lavoro politico con gli operai delle fabbriche o Nell’ autunno del 1968 si mette in moto il movimento degli studenti medi che rioccuparono le scuole ma ridussero gli obiettivi, ma non ottennero gli esiti sperati a livello politico a causa dell’incapacità governativa. Quindi non si realizzarono le riforme delle scuole, sempre più Il 1968 italiano si caratterizza diversamente nel ciclo di movimeneti studenteschi mondiale in quanto si tratta di un costante ed intenso processo che si sviluppa fra il 1966 e il 1969:
Nella seconda metà degli anni ’60 si era aperta una nuova fase di espansione economica con una consistente produzione di ricchezza. Restavano però molto bassi gli investimenti a causa dell’incapacità programmatoria dei governi e dell’esportazione all’estero dei capitali degli imprenditori. La produttività al lavoro era aumentata ma non i salari degli operai, peggioravano inoltre le condizioni di vita nelle grandi città industriali a cause dell’aumento del costo della vita e dell’inadeguatezza dei servizi sociali Lotte operaie aperte dai movimenti studenteschi italiani ed iniziarono don una serie di scioperi a partire dalla primavera del 1969. L’operario comune della produzione di massa è la nuova figura sociale che innesca le lotte ed afferma una nuova linea sindacale Nell’estate del 1969 le tre Federazioni di metalmeccanici fecero propria la linea egualitaria: stipendi uguali per tutti, veniva quindi staccato dai livelli della rpoduttività e dalla funzione produttiva dei lavoratori; parità normativa operai-impiegati, 40 ore settimanali di lavoro
per tutti e diritti sindacali in fabbrica. Gli operai rifiutano la retribuzione ad incentivo e mettono in discussione l’ organizzazione basata sulla parcellizazione del lavoro. Le lotte sono finalizzate a procurare il massimo danno all’azienda e il minimo ai lavoratori, con un forte aumento di scioperi e un decentramento a livello aziendale che produsse un notevole aumento dei salari Venne realizzato il “sindacato dei consigli” che si proponeva di realizzare la democrazia industriale dentro il processo produttivo, contrapponendo potere produttivo e base sindacale. Le organizzazioni sindacali si dimostrano quindi in grado di rinnovare il movimento operaio, incanalando dentro le istituzioni le forme e gli obiettivi di lotta che puntano a ribaltare il sistema delle relazioni economiche e sociali. Nel 1972 i sindacati confederali formeranno una Federazione unitaria completando il processo di autonomia dai partiti svolgendo un ruolo di tramit nei confronti del sistema politico Nel 1969 vennero abolite le “gabbie salariali” che stabilivano salari più bsssi nel meridione a parità di lavoro Nel 1970 venne approvato lo statuto dei diritti dei lavoratori che attivava idiritti di libertà della costituzione nei rapporti di lavoro e regloamentava, inoltre, i poteri del sindacato nei luoghi di lavoro rispetto alle imprese e ai lavoratori
Lo sviluppo economico e i mutamenti sociali pongono nuovi problemi culturali e politici che vengono registrati nelle inchieste, nei romanzi e nel cinema Molti scrittori, soprattutto i più anziani, considerano il passaggio dall’Italia contadina a quella industriale come la “fine di un mondo”, mentre gli scrittori più giovani l oconsiderano come un evento già assorbito e vissuto. Il tema principale della letteratura fino al 1960 è il cambiamento sociale e la teorizzazione, e seguente messa in pratica, di una rivoluzione contro i capitalismo, il mercato, la mercificazione e l’alienazione. Nel romanzo emerge pienamente il passaggio dell’Italia dalla dimensione rurale alla dimensione moderna dell’industria, che non riesce però a diventare progresso civile Nel cinema ritroviamo la volontà e la dificoltà di fare i conti con la storia, la difficolà di creare una nuova coscienza storica in un paese in continua evoluzione. Puntanto a riallacciare il passato ed il presente, ponendo gli italiani di fronte allo loro storia più drammatica e recente Grazie al cinema si ha una rappresentazione culturale ed artisticadel tanti aspetti innovativi e contraddiddori della realtà italiana. Vengono rappresentate le aspettative, le speranze, i timori e le confusioni di un periodo di cambiamenti Le riviste e i periodici di quel periodo trattanto temi riguardanti l’attività politico-culturale, la progettazione programmatica e l’analisi critica soprattutto riguardo gli sviluppi del capitalismo in italia
Nel primo governo di centro-sinistra erano rappresentate due linee di politica economica e sociale alternative: una era guidata da Giolitti e si basava sulla programmazione e riforma
L’economia italiana era arretrata rispetto agli altri paesi industriali ed è necessaria una profonda riconversione strutturale dell’industria manufatturiera
Il 1971 fu un anno di crisi economica, caratterizzato dal calo della produzione industriale, una forte riduzione degli investimenti e dei consumi e una flessione nell’occupazione che causano una stagnazione economica. Si ha un’aumento del costo del lavoro, a causa degli aumenti salariali, che fa emergere la difficoltà della strutura italiana a funzionare in presenza di un costo maggiore del lavoro che tende ad adeguarsi con i livelli europei Il sistema produttivo non è più in grado di garantire con le esportazioni, principalmente legate all’industria leggera, la copertura monetaria delle importazioni Entra in crisi anche l’agricoltura, la cui scarsa efficienza è confermata dalla ristrettezza dei terreni e dalla scarsità dei sistemi di gestione cooperativa e associativa che impediscono lo sviluppo del settore. Crisi aggravata dallo scarso apporto dell’agricoltura italiana all’equilibiro commerciale a causa dei ritardi interni di ammodernamento e dello scarso sostegno della CEE, che favoriva di più lo svilluppo della produzione agricola francese e olandese. Tutti gli Stati europei stavano perdendo il potere d’imposizione fiscale, il controllo sulla produzione e la regolamentazione del denaro e la la tutela del lavoro e delle posizioni sociali deboli la crisi mondiale precipitò con il primo aumento del prezzo del petrolio a caisa della guerra tra Egitto e Israele. Si avviò una congiuttura difficile con un’alta inflazione e una prolungata recessione. Iniziava un periodo di stagnazione, di inflazione e di diffusa disoccupazione La Banca d’Italia adottò la “politica del cambio” che divenne negli anni ’70 il principale atipico stumento di politica industriale. Questa politica si limitava ad assecondare i processi di aggiustamento con agevolazioni, incentivi, crediti all’esportazione e ammortizzatori sociali In questa situazione di crisi economica un importante contributo all’economia italiana viene dall’espansione delle piccole e medie imprese, le quali assumono più dipendenti, attuano aumenti sindacali e maggiori tutele sindacali. Si ha così un processo di I motivi interni di crisi sono dati dalle mancate innovazioni degli anni ‘
riorganizzazione aziendale fondata sul decentramento produttivo con un trasferimento all’esterno delle fasi produttive, facendo aumentare il lavoro delle piccole imprese. Lo sviluppo delle piccole aziende rappresenta un’alternativa alla produzione della grande fabbrica e al sistema della produzine di massa
Il biennio rosso si conclude in Italia con una forte affermazione delle forze di trasformazione giovanili e operaie, che ottennero rinnovi contratuali sul terreno salariale e per la tutela dei diritti dei lavoratori A fine 1968 i conflitti tra agrari e i braccianti per i bassi e differenziati salari fecero rinascere la sequenza degli eccidi contadini I contrasti e gli squilibri sociali non riescono ad essere risolti a livello governativo e diventa essenziale far funzionare il sistema politico. Questo problema veniva affrontato col tentativo di allargare la collaborazione e l’iniziativa parlamentare a tutti i partiti fondatori della repubblica e della costituzione. Era questa un’apertura verso il PCI che veniva incluso dagli accordi parlamentari e politico-sociali, ma escluso dalle coalizioni di governo Il nuovo presidente della DC Andreotti era favorevole a formare accordi con i partiti comunisti, confermando la volontà di molti di integrarli nell’attività parlamentare e legislativa. Ma c’erano altri gruppi e partiti che ostacolavano l’avanzamento dei comunisti al governo e le lotte sociali che colpivano il paese Dalla primavera del 1969 in Italia scoppiavano bombe in varie stazioni e piazze italiane. Queste bombe erano di matrice fascista coordinate e coperte dai servzi segreti, che avviano un periodo di depistamento e destabilizzazione accusando gli anarchici di sinistra Verso la fine del 1969 per attenuare le lotte sociali si attua la firma di nuovi contratti che contengono le principali richieste degli operai. Viene approvata in quello stesso periodo la legge che istituiva il divorzio, la quale trovò la forte opposizione vana del Vaticano I progetti per la restaurazione dell’ordine vennero bloccati e il presidente del consiglio Rumor rifiutò di firmare la dichiarazione dello stato d’emergenza preparata dal capo dello Stato. Si accentuò così la tensione fra le forze che volevano cambiamenti radicali e quelle che intendevano porre fine alle agitazioni sociali e allo spostamento a sinistra del quadro politico A fine marzo 1970 Rumor presenta un governo quadripartito composto dda DC, PSI, PSU e PRI sulla base di un preambolo che doveva risolvere i contrasti fra i due partiti socialisti, bloccando in questo modo lo scivolamento a sinistra Nel giungno 1970 si fissavano le elezioni regionali che istituivano le regioni a statuto ordinario. Queste elezioni confermavano il quadro espresso dal voto del 1968 Le violenze e gli atti di sabotaggio di sinistra danno il via alla “strategia della tensione” che si svilupperà in diverse forme, tutte col fine di ostacolare le tendenze della DC di allargare e consolidare il sistema politico coinvolgendo il PCI. Si susseguono e si contrappongono quindi spinte, avanzate e scossoni agli equilibri sociali Nel luglio del 1970 avvengono una serie di scioperi, fra cui uno proclamato dai confederlati per sollecitare i provvedimenti di riforma nei settori dello stato sociale (case, scuole, salute e servizi); e uno containo a Reggio Calabria proclamato dalla CISNAL con una serie di barricate ed incendi che puntavano a rappresentare il malessere dei meridionali
o L’ 11 settembr e il governo cileno viene abbattuto da un colpo di stato guidato dal generale Pinochet sostenuto dalla CIA o Ad ottobr e scoppia la guerra nel Kippur tra Egitto e Siria contro Israele che causa l’aumento del prezzo del petrolio e la crisi economica o Ad ottobre il segretario del PCI Berlinguer denuncia la responsabilità americana nel colpo di stato cileno e prospetta una strategia di “ compromesso storico ” tra le grandi forze popolari italiane per formare uno schieramento di governo in grado di realizzare un coerente programma di riforme progressive. Questa ipotesi di inversione di tendenza venne consolidata dal fallimento del neocentrismo di Andreotti Questa strategia non contemplava un’alternativa di sinistra e venne quindi giudicata insufficiente per governare l’Italia. Una prospettiva di governo poteva, invece, essere costituita da un’alternativa democratica, che riuscisse a collegare le forze di sinistra con i movimenti cattolici avanzati e con la DC Tra settembre e ottobre del 1973 avvengono diversi eventi che scuotono il mondo: Il PCI si impegnava ad intraprendere una strada delle riforme per il miglioramento del Sud, fornendo i finanziamenti necessari per l’unificazione sociale e politica del paese; si impegnava a spostare le lotte di classe dagli obiettivi salariali e normativi verso traguardi politici più ambiziosi di riforma del modello di sviluppo del paese L’ostacolo principale del “compromesso storico” era la partecipazione del PCI al movimento comunista internazionale, nonostante si stesse progressivamente allontanado dal modello sovietico accentuando la libertà, la democrazia e il pluralismo Contemporaneamente la DC di Fanfani proponeva di trovare un possibile accordo sulle modifiche riguardanti la legge sul divorzio e si poneva a capo della campagna elettorale per il referndum abrogativo, col sostegno della Chiesa e del MSI. Nel febbraio del 1974 affermò che tale referndum era necessario per evitare il compromesso storico. Il suo obiettivo politico era creare un blocco sociale che comprendesse grossi interessi economici, gruppi sociali differenziati e apparati statali orientati a provocare una svolta a destra duratura. All’interno della stessa DC erano presenti contrasti: molti non davano grande contributo alla battaglia di Fanfani e c’erano esponenti del mondo cattolico che appoggiavano la legge sul divorzio a difesa dei diritti civili e della libertà di scelta La campagna referndaria si svolse in un contesto di forte mobilità sociale e civile ed ottenne come risultato la vittoria dell’antireferendari e il 12 maggio 1974 venne approvata la legge sul divorzio. Il voto sul divorzio fu un avanzamento civile verso la modernizzazione dei costumi e un resa autonoma della popolazione nei confronti delle indicazioni della chiesa la Banca d’Italia sviluppò una politica deflazionistica col contenimento della politica monetaria e creditizia, che comportava la riduzione della produzione e dell’occupazione. Per rilanciarla era necessario sostituire le restrizioni monetarie e creditizie con un aumento dlele imposte personali e un contenimento salariale. Ma queste misure vennero rifiutate dai sindacati e dai partiti di sinistra, causando uno stallo di governo e le dimissioni del governo Rumor, che provocarono a loro volta una crisi di governo che durò fino alla fine del 1974 quando Moro costitì un nuovo ministero.
o Il Portogallo era diventato un problema per l’alleanza atlantica a causa del suo governo composto da militari rivoluzionari, socialisti e comunisti di stampo stalinisti o La Grecia si era ritirata dalla NATO a seguito del conflitto con la Turchia per Cipro o A fine aprile si concludeva la guerra in Vietnam con la sconfitta degli Stati Uniti o Una prospettiva positiva per la pace si apriva con la firma del trattato di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione europea Nel governo Moro si riuscì a superare il nuovo contrasto riapertosi fra PSI e PSDI e formò un governo bicolore con La Malfa, che ottenne l’approvazione dei socialisti, l’astensione dei liberali e l’appoggio comunista Il precario sistema politico si reggeva: sulla necessità di tenere unita la DC, in quanto motore dell’equilibrio politico ed istituzionale italiano; la persistenza di zone d’ombra piene di pericoli, che dipendevano dalle debolezze dello Stato negli equilibri del mondo bibolare; e i conflitti aperti nel bacine del Mediterraneo. Moro tentò quindi di bloccare la strada per la scoperta della verità sugli attentati avvenuti in Italia, giudicando la loro scoperta pericolosa e disgregante per il fragile equilibrio statale La proposta di Berlinguer del compromesso storico venne proposta come un continuo della proposta dei svolta democratica del congresso precedente, grazie all’avanzare della crisi del comunisto che gli consentiva di sperare in una possibile cooperazione ondiale volta a risolvere i problemi economici dei paesi più poveri Anche il resto del mondo era caratterizzato da crisi politiche: Il 15 e 16 giugno 1975 l’Italia va al voto con un’affluenza alle urne del 93% dove emerse una divisione fra DC e PCI solo del 2%. La maggior parte dei voti al PCI provenivano dal nord Italia, chiara espressione del desiderio di mutamento e del desiderio di una svolta nella vita politica diffusi in tutta Italia. La crisi del PSI era accentuata dalla linea di confronto tra il PCI e la DC, mediata dal PRI e dal tentativo di Berlinguer di definire un comunismo diverso da quello sovietico, caratterizzato da libertà, democrazia, pluralismo e pluripartitismo A livello economico: in Italia crollava il livello di produzione industriale e degli investimenti, l’inflazione aumentava, aumentavano i licenziamenti, ci fu un ridimensionament della manodopera e una chiusura di aziende Al principio del 1976 il governo Moro si dimette e Moro ha l’incarico di formare un nuovo governo, rifiutandosi però di formare un governo solo col PSI perhcè troppo spostato a sinistra. Propose allora un governo DC-PSI-PRI, ma venne rifiutato dal PSI, e un altro DC- PSDI-PRI, rifiutato dal PRI. Venne quindi composto un governo monocolore DC che ottenne i voti dei socialdemocratici Questo quadro politico frantumato e perennemente in crisi era il riflesso di una società italiana attraversata da profondi confliti, che speravano nella fine del predominio della DC. I principali referneti politici di questa prospettiva erano i socialisti e i radicali, che svilupparono una campagna elettorale basata sull’idea di un possibile sorpasso della DC e la formazione di un governo a maggioranza di sinistra. Prima delle elezioni anticipate si susseguirono svariati avvertimenti dagli USA e la partecipazione della Chiesa cattolica a sostegno della DC contro la partecipazione al governo del PCI Le elezioni avvennero il 20 e 21 giugno del 1976 ed emerse la divisione interna del paese: era ancora in gioco la scelta fra comunismo ed anticomunismo.