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riassunto del capitolo numero due
Tipologia: Appunti
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Foni, Fonemi, Allofoni, Coppie Minime La fonologia (gal greco phone voce, suono e dal suffisso –logia dal greco lògos parola, discorso) è la disciplina che si occupa di discrivere il funzionamento dei suoni in una determinata lingua. Prima di tutto bisogna distinguere foni e fonemi: i foni sono entità fonatorie concrete, cioè i suoni come vengono prodotti materialmente dall’apparato fonatorio umano, minima parte del suono che non cambia significato alla parola i fonemi sono invece delle classi di foni che sono portatori di significato e che sono in grado di differenziare due parole, non ha un vero e proprio significato, ma lo porta alle parole Se prendiamo ad esempio due coppie minime (parole che hanno significato differente per un solo suono): le parole cane e rane c e r sono due foni ma sono anche due fonemi in quanto cambiano il significato della parola, se due foni occorrono nello stesso contesto dando luogo ad una coppia minima, si dice che sono in distribuzione contrastiva e quindi sono fonemi, se invece un suono no determina una parola diversa vuol dire che non ha carattere distintivo ed è quindi un fono ma non un fonema. La r moscia e la r vibrante ad esempio non cambiano il significato alla parola, sono quindi dei foni, essi sono anche gli allofoni del fono r, ovvero realizzazioni foneticamente diverse dello stesso fonema. Gli allofoni possono essere in variazione libera, in questo caso è il parlante che decide (molte volte inconsapevolmente) quale allofono usare, oppure in variazione combinatoria, la n di naso è diversa da quella di anca. Nell’alfabeto IPA si indicano // i fonemi e [] i foni, anca verrà quindi trascritta /‘anka/ in fonematica e [‘aɳka] in fonetica. La lingua italiana utilizza 30 fonemi, 45 se si tiene conto delle doppie come nn di canna, nel sitema fonetico internazionale i due punti indicano il grado intenso del fonema, contiamo quindi:
I suoni no hanno un valore semantico o un significato, questo discorso cambia se si parla di onomatopee sia primarie che secondarie, le primarie, come miao, chicchirichì e splash sono formate da una sequenza di fonemi che riproducono un suono, sono generalmente usate negli incisivi (tutta la notte ho sentito “miao- miao”) o come nomi (mi ha svegliato il chicchirichì del gallo). Le secondario sono invece dotate di elementi morfologici che ne determinan l’appartenenza e la categoria grammaticale: tintinnio, tintinnare, crepitio, scroscio ecc. talvolta l’onomatopea può indicare il produttore del suono come cucù o bebè. Le onomatopee non sono interamente iconiche, questo è rappresentato dal fatto che i suoni degli animali sono diversi da paese a paese. Il fonsimbolismo è la capacità umana ad associare ad un suono un determinato fenomeno non sonoro, ad esempio le interiezioni, elemento con il quale rappresentiamo una emozione , un sentimento, tramite “ah, oh, ahi, sst, wow ecc. Grafia e grafemi: per rappresentare nella scrittura i suoni, l’italiano utilizza le lettere o grafemi che si indicano tra <>, come molte lingue, l’italiano utilizza un sistema di scrittura alfabetico, le lettere derivano dal latino con l’aggiunta della , le lettere italiane sono 21. I sistemi alfabetici tentano di riprodurre i singoli suoni delle parole, ma tra grafemi e fonemi ci sono varie distinzioni, anche se alcuni grafemi come
Segni paragrafematici e ortografia: non indicano fonemi ma forniscono delle informazioni sulla pronuncia di una determinata parola/sequenza di parole come l’apostrofo o l’accento, sullo statuto del nome (maiuscole) ma sulla distribuzione e sull’intonazione delle sequenze linguistiche nella frase e nel testo (punteggiatura). Accento grafico e apostrofo: accento e apostrofo rappresentano un problema per chi non conosce bene la lingue, quando utilizzarli? L’accento è obbligatorio nei seguenti casi:
la maiuscola per dare rispetto a quella persona Egregio Professore, inoltre anche mettere al maiuscolo i pronomi personali e possessivi indica rispetto).