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Un contesto storico della Grecia antica, in cui l'arte dell'oratoria era fondamentale per la vita politica e sociale. Si parla della crisi della polis, dell'ascesa della Macedonia e della figura di Demostene, uno dei più importanti oratori dell'epoca. Vengono descritti i generi oratori e le tecniche utilizzate, con riferimenti a filosofi come Aristotele e sofisti come Gorgia. Il documento può essere utile per approfondire la storia della Grecia antica e l'importanza dell'arte dell'oratoria.
Tipologia: Dispense
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martedì 21 settembre 2021 09: CONTESTO STORICO L'orazione di demostene si inserisce in un periodo storico di crisi per la polis. 348-322. è una crisi che dura una sessantina di anni. Dal 395 inizia un periodo di dominio di sparta che però viene sempre affrontata dalle altre città. La situazione è di forte conflittualità interna. Ago della bilancia era la persia. Tutte le città si indeboliscono. 371-362 c'è l'egemonia tebana fuidata da pelopida ed epaminonda che sviluppano delle nuove strategie di guerra come il battaglione sacro con un lato dell'esercito che tagliava quello nemico. Nel 359 c'è l'ascesa della macedonia con filippo 2. la macedonia era un regno da sempre considerato uno stato rozzo. I re macedoni iniziarono a sviluppare interessi verso la grecia e i greci. Filippo a poco a poco comincia ad allearsi alle città che erano prima di atene per allargarsi. Questo perché filippo era stato ostaggio per tre anni dei tebani e ne aveva approfittato per imparare le loro tattiche di guerra che poi perfeziona. dopo la vittoria di sparta, sparta inserisce condizioni di guerra pesantissimi, con governi filooligarghici in ogni città. Ad atene ci sono i trena tiranni. Anche se rimangono solo 1 anno, i democratici ritornano al potere in un clima orribile. È il periodo dell'eccidio di stato di socrate. Gli stessi democratici volvano dare un segnale di forza. Filippo si intromise a forza nella afizionia delfica, alleanza di città greche che ruotavano attorno al santuario di delfi. Si forma la anfizionia delfica, che ruotavano attorno al santuario di Delfi. Filippo ii fu ostacolato da demostene. L'esercizio della parola è connaturato alla natura greca. L'arte del bel parlare è presente fin dalle prime poesie epiche. L'oratore è colui il quale pronuncia i discorsi da ora quindi bocca, il retore invece riflesse sul linguaggio, può fornire dei suggerimenti strutturali, da re che è una radice di lego dire. Partendo da Cicerone che era andato in grecia per ascoltare le lezioni di retori e oratori perché la grecia è la culla dell'oratoria. L'esercizio della parola è strettamente connesso alla civiltà greca perché nasce e cresce come una civiltà
democratica, all'interno della quale la parola è un'arma (Tersite è un esempio). Si può definire una civiltà agonale perché l'agone era un momento cruciale in democrazia e in oligarchia. Il genere oratorio è quindi antichissimo le cui testimonianze ci sono fin dai poemi epici. Nella tecoscopia del terzo libro elena esalta la capacità di parlare di ulisse, lì vicino c'era Atenore, un vecchio che disse che quando menelao e ulisse vennero da lui come ambasciatori ulisse era in grado di ammaliare con le parole che gli uscivano "come fiochhi di neve" superando menelao per importanza nonostante fosse più basso. Gli agoni principalmente sono di tipo politico e giudizario, pronunciati per difendere e avvalere idee e posizioni. Il primo retore che riflette sulla parola è aristotele che individua tre generi di discorsi: genos sumbouletikon (discorso), dibattiti politici o deliberativi e infatti la boule con la stessa radice era l'assemblea dei 500 che proponeva le leggi all'assemblea, abbiamo esempi da tucidide Genos dikanekon, nei tribunali (aristofane prende in giro l0'abitudide ateniese di accusarsi a vicenda per soldi) che erano sempre occupati, potevano essere di natura epidittica (epudeiknumi, mettere in mostra), discorsi pubblici o privati ma importanti, oratoria celebrativa in vita o in morte, un esempio è l'epitaffio di pericle, è un genere che ha un componente celebrativo (epaios) e l'altro politico. Delle relazioni politiche originali non c'è arrivato niente perché i politici non scrivevano i loro discorsi. Tucidide tiene ad introdurre i discorsi si capiscono le scelte profonde delle azioni dei politici. L'arte della parola si trova anche nel teatro dove c'è l'agon dove due personaggi discutono su un argomento. Il principio fondamentale della parola secondo i sofisti che sono i primi a scrivere i discorsi è che la parola utilizzata in modo sapiente si può utilizzarla per affermare la propria volontà. Il fine perseguito dai sofisti non è la verità ma la verosomilianza, e questo lo avevano ben in mente gli avvocati. I principi fondamentali dell'oratoria secondo gorgia sono il petein (convincere e lo psucagoghein (il trascinare le anime). Non sono altro che i fondamenti che da cicerone all'oratoria: docere, delectare, movere. Nell'oratoria greca si distinguono due fasi: ● Orazioni vere, propriamente pronunciate, legate alla vita vissuta
La difesa non era per l'omicidio ma per dimostrare che non sia premeditato. Parla in prima persona, si riconduce all'autodifesa dell'antica greca. Strategia: captatio benevolentia attraverso una locus indignationis per ricevere la simpatia dei giudici. Fin dall'inizio esalta il suo comportamento, trasformandosi da oppressore a eroe, come cittadino modello. Scopriamo che l'adulterio era considerato gravissimo. Diversa dall'oratoria moderna perché molto meno tecnica perché l'organizzazione giudiziaria era diversa, la discussione puntava in maniera semplice a capire l'innocenza o colpevolezza di qualcuno senza rigidità amministrativa. Testimonianza del ruolo femminile. La narratio è condotta in maniera gnomica per aumentare l'imedisimazione. Serva complice, figura ripetuta. DEMOSTENE Ha uno stile caratterizzato da enfasi, criticità, sintassi complessa, presenza di figure retoriche, trionfo dell'ipotassi. Politico importante che cercava di distinguersi per i suoi meriti. Si fece carico dell'impegno di spingere gli ateniesi a ricostruire la potenza militare per fermare filippo II. Oratore che svolse l'attività politica attivamente. Filippiche assieme alle olintiache sono orazioni che pronunciò per cercare di avvisare gli ateniesi del pericolo della macedonia. Gli ateniesi si batterono con i macedoni nella battaglia di cheronea 328, perdendo miseramente. Filippo morì due anni dopo. Alessandro morì nel 323 e così demostene. Demostene chiude un'epoca. La vera morte di demostene fu a cheronea, dopo ci fu un'orazione chiamata sulla corona, nonostante fosse stato sconfitto i cittadini riconobbero il suo impegno e gli proposero una corona ma eschino filomacedone si contrappose con cavilli giudiziari. Sulla corona vuole giustificare il suo operato potico. La prima filippica è poi diventata esempio di oratoria politica. Qui manca. Si rivolge ai suoi ascoltatori, gli uomini ateniesi, e si rivolge con la seconda persona plurale. Demostene acquista un atteggiamento interventista.
Nelle olitianche e sui fatti del personneso, cerca sempre di esortare gli ateniese. Nelle olitiche, che corrispondo alla guerra di olinto dove filippo cercò di conquistarla che era una città prima alleata di Atene, Demostene voleva far capire che perdere olinto era pericoloso perché ex città di atene, avamposto di atene. Lo stesso per il personneso che era un passaggio in mare. In realtà era molto probabile che Filippo II non aveva idea di conquistare tutta la grecia ma come aveva detto demostene, asciandoli spazio lui se lo prese. Le argomentazioni di Demostene è che filippo non è così forte ma che gli ateniesi non fanno niente e. Nella seconda filippica è la differenza dai popoli greci. La terza filippica 341, la minaccia di Filippo è sempre più incombente. Demostene fa di tutto per convincere gli Ateniesi. Qui, insiste sul fatto che Filippo non è un gigante così come sembra ma l'abbiamo fatto diventare un gigante da nanerottolo che era. La più forte filippica che fu costruita da demostene, tanto fu il rigore delle sue esortazioni, tanta energia ebbero le sue parole. Demostene riuscì a convincere gli ateniesi e gli altri greci a combattere nella battaglia di cheronea, che fu un'ecatombe. Gli ateniesi furono sconfitti. Demostene è quindi rappresentante di una fazione politica perdente. Tesifonte propone una corona a demostene cosa non molto sensata visto che gli aveva fatto perdere una guerra. Eschine non è d'accordo e cita ctesifonte in giudizio appendendosi che non si può dare una corona a qualcuno che ha una carica pubblica. In realtà era un processo politico alla politica di Demostene.
martedì 23 novembre 2021 08: Rappresentante del terzo genere dell'oratoria, ovvero quello epidittico (da epudeixumi, "mostrare"). Vengono scritte e non è detto che vengano pronunciate. Di conseguenza, servono a una eventuale declamazione in occasioni particolari e hanno valore paradigmatico, Isocrate volle dare un exemplum di come una orazione dovesse essere fatta. Isocrate morì 98enne quindi assiste a tutti gli eventi sociali della crisi delle Polis. Esiste all'apogeo e alla decaduta di Atene. Nasce infatti anche prima della Guerra del Peloponneso. Il padre dopo la guerra perse tutto il denaro, infatti alcuni attestano Isocrate come logografo per un periodo. ISOCRATE MAESTRO
di unirsi contro il nemico comune ovvero i Persiani. Panegirico è arrivato a significare elogio perché fa un'esaltazione del primato di Atene che viene individuata come l'unica città in grado di guidare quest'unione. Le città greche erano differenti per forme di governo ma uguali per cultura e religione. Loro erano in un momento di pace successivamente alla Pace di Antracida che era considerata una vergogna perché a seguito di una ritirata delle città greche e all'accettazione della subalternità alla Persia. La pace stabilisce che ● Le città greche non potevano riunirsi in leghe navale ● Le città dell'Asia Minore passassero di nuovo sotto i Persiani. La proposta di Isocrate era comunque di far avere ad Atene un ruolo imperialistico. Atene è culla politica e culla di civiltà perché è culla di civiltà. Atene è superiore agli altri per il loro sistema di valori che ha permesso loro di affrontare le avversità, il substrato culturale è la forza degli Ateniesi. Coltivare l'arte della parola di Atene voleva dire di coltivare il logos inteso come razionalità ed è quindi il modo attraverso cui gli Ateniesi si elevano socialmente. Di conseguenza gli uomini che esercitano l'arte della parola sono i migliori poiché coltivano e dimostrano la loro intelligenza. Ciò che da identità etnica ai Greci è la loro cultura, quindi è un argomento per la contrapposizione contro i Persiani. Quindi, l'odio dei Greci verso i Persiani è naturale, è di costituzione dell'etnia greca. Cicerone aveva paura dei costumi orientali perché descritti come molli poiché più effemminati. Allo stesso modo valuta gli orientali Isocrate. Sulla pace , scritta dopo vent'anni. Qui ha un punto di vista diverso perché la preoccupazione maggiore non era quella di fare la guerra ai barbari ma di creare un'omonoia (unione) tra le città greche. " Non è possibile avere una pace sicura… sarà impossibile non andare d'accordo ". Quindi la sua non è una proposta pacifista, lui sogna una pace interna per rendere più forte la Grecia contro il nemico esterno. Omonoia omos uguale e mentis mente, la stessa mente. La stessa cosa la propone Cicerone, per la concordia che ha la stessa origine, concordia ordinum. Lui fa un passo indietro sulla proposta imperialistica perché sa che queste idee danno fastidio agli altri greci, Atene deve essere un primus inter pares. L'aspirazione della pace è la prosperazione, quindi c'è l'idea che la pace porti ricchezza e la guerra povertà. Opora è l'opulenza del raccolto e la teoria sono le processioni che si fanno in festa. (Noi la troviamo nelle commedie della Pace di Aristofane. Ne Gli Acarnesi, ci sono i carbonari in cui uno dice che farà la pace con Sparta da solo per lavorare; la Pace, in cui Triggeo fa un viaggio simulando il volo di Pegaso si mette in groppa ad uno scarabeo per andare da Zeus per chiedere la pace i quali hanno lasciato solo la guerra sulla Terra, i contadini sono d'accordo perché per loro la guerra è distruzione.) Nel parlare della pace dice che c'è un momento di crisi nella democrazia perché si sta trasformando in demagogia, quando le ideologie politiche vengono strumentalizzate " Abbiamo moltissime leggi ma non le rispettiamo minimamente… qui sui nostri problemi " Panetenaico fu scritta tra il 342-339. Nel mentre nella scena politica compare Filippo, di conseguenza si affaccia l'idea che la guida delle città greche contro i Persiani possa essere presa dai Macedoni che vengono considerati Elleni. Isocrate riabilita Filippo e la Macedonia tutta attraverso una mitizzazione di Filippo perché vengono esaltate le origini mitiche di Filippo, Perdicca discendente di Filippo lo si lega ad Eracle. Gli uomini migliori sono coloro che sanno adattarsi alle circostanze (influenza sofista) quindi non devono mirare a una verità assoluta (filosofoi). L'uomo, poi, deve mirare a un obbiettivo pratico.
Filippo, scritta dopo la Pace di Cheronea. Qui chiaramente dice che la lega delle città deve essere guidata da Filippo. Non c'erano nulla di doloso in questo pensiero, non sapeva che consegnava la libertà dei Greci ai Macedoni ma c'era lucidità politica nel dire che le città ormai era ormai distrutte. Le critiche furono numerose e fu costretto a difendersi da esse.