



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Commento alla poesia 'La caduta' di Giuseppe Parini del professore Sergio Cristaldi.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
1 / 6
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Quando Orïon dal cielo Declinando imperversa; E pioggia e nevi e gelo Sopra la terra ottenebrata versa, Me spinto ne la iniqua Stagione, infermo il piede, Tra il fango e tra l’obliqua Furia de’ carri la città gir vede; E per avverso sasso Mal fra gli altri sorgente, O per lubrico passo Lungo il cammino stramazzare sovente. Ride il fanciullo; e gli occhi Tosto gonfia commosso, Che il cubito o i ginocchi Me scorge o il mento dal cadere percosso. Altri accorre; e: oh infelice E di men crudo fato Devo andare! mi dice; E seguendo il parlar, cinge il mio lato Con la pietosa mano; E di terra mi toglie; E il cappel lordo e il vano Baston dispersi ne la via raccoglie: Te ricca di comune Censo la patria loda; Te sublime, te immune Cigno da tempo che il tuo nome roda Chiama gridando intorno; E te molesta incìta Di poner fine al Giorno , Per cui cercare lo stranier ti addita. Ed ecco il debil fianco Per anni e per natura Vai nel suolo pur anco Fra il danno trascinando e la paura: Nè il sì lodato verso Vile cocchio ti appresta, Che te salvi a traverso De’ trivii dal furor de la tempesta.
Sdegnosa anima! prendi Prendi novo consiglio, Se il già canuto intendi Capo sottrarre al più fatal periglio. Congiunti tu non hai, Non amiche, non ville, Che te far possa mai Nell’urna del favore preporre a mille. Dunque per l'arte scale Arrampica quale puoi; E fa gli atrj e le sale Ogni giorno ulular de’ pianti tuoi. O non cessar di porte Fra lo stuol de’ clienti, Abbracciando le porte De gl’imi, che comandano ai potenti; E lor mercè penètra Ne’ recessi de’ grandi; E sopra la lor tetra Noja le facezie e le novelle spandi. O, se tu sai, più astuto I cupi sentier trova Colà dove nel muto Aere il destin de’ popoli si cova; E fingendo nova esca Al pubblico guadagno, L’onda sommovi, e pesca Insidioso nel turbato stagno. Ma chi giammai potrìa Guarir tua mente illusa, O trar per altra via Te ostinato amator de la tua Musa? Lasciala: o, pari a vile Mima, il pudore insulti, Dilettando scurrile I bassi genj dietro al fasto occulti. Mia bile, al fine costretta, Già troppo, dal profondo Petto rompendo, getta Impetuosa gli argini; e rispondo:
Qual È l’origine dei miasmi che ammorbano la città? Parini nota che Milano versa in cattive condizioni igienico -sanitarie e la causa è l’inerzia dei cittadini, poi presso milano vi sono delle risaie e queste risaie producono degli effluvi nocivi alla salute. Come se non bastasse la città dopo il tramonto è percorsa da carri che svuotano le latrine, questi carri stessi sono come latrine vaganti. All’interno dell’ode stessa c’è una sorta di dichiarazione poetica, nell’arcadia si parlava di tutt’altro, ninfe, pastori, luoghi ameni. La dichiarazione poetica è quella di occuparsi di temi realistici. C’è questa rivendicazione perché la poesia non può rimanere indifferente rispetto l’interesse della società , la poesia deve contribuire alle condizioni di vita, poesia che cerca l'utile ma il poeta e ancora più pago e felice quando può unire l’utile e il canto. Le “ultime odi” sono composte a partire verso il 1784, in queste ultime odi non c’è più una requisitoria civile che si curva su problemi concreti, il che non significa che parini abbia rinunciato alla sua fisionomia di scrittore impegnato, lui continua il suo discorso sulla società ma lo continua secondo una modalità più mitigata, tra queste ultime odi spicca : “La caduta”. Analisi metrica della “caduta”: Strofa di tre settenari e un endecasillabo a rime piane alternate. Schema abaB. Le strofe sono strofe brevi, come nella canzonetta: cosa distingue l’ode dalla canzonetta? L’ode ammette solo endecasillabi e settenari mentre la canzonetta accoglie anche ottonari, novenari etc… In più l’ode non presenta versi tronchi o sdruccioli, ma unicamente piani, inoltre, l’ode non conosce le coppie di strofe unite dalla stessa rima ; nell’ode inoltre c’è un’unità strofica mentre nella canzonetta presenta strofe a sé stanti. Vi sono componimenti che stanno al confine tra canzonetta e ode. Novità della colata dei settenari chiusi da un endecasillabo, novità notata anche da Carducci. Vi sono due fattori: realismo e vettore idealistico di autoidealizzeazione. Che ci sia nella poesia un vettore realistico è indubbio. Il realismo passa dall'ambientazione a arriva alla scena. La circostanza non è eroica, è una circostanza della vita di tutti i giorni: c’è mal tempo , il piede scivola e un uomo cade; nella stessa realtà si assiste poi anche alle scene descritte da parini: chi ride e chi si accorre ad aiutare. Diciamo che la dialettica tra realismo e sublime è una dialettica che parte dal primo polo per convergere al secondo, gradualmente il realismo cede il passo all’idealismo, soprattutto quando ai consigli non richiesti subentra la risposta del poeta. Questo viraggio non avviene in maniera schematica, il quadro della brutta giornata è espresso aggrappandosi a una metafora classicista: “quando Orion dal cielo…", siamo nel reale in maniera sublime. La risposta arriva addirittura a delineare la carta dei diritti e dei doveri del cittadino e proposta di sé come esempio, questi diritti e doveri sono incarnati da Parini stesso. Si deve evidenziare questa risoluzione dell’uomo come cittadino, l’orizzonte primario dell’uomo è vedersi inserito all’interno della società, questo tuttavia non è l’unico orizzonte.
Il primo orizzonte è quello mondano, terreno e civile, ed è unico. Nella prospettiva pariniana l’orizzonte terreno non ha bisogno di quello trascendente; il cittadino ideale per parini vive per il bene comune e non per il proprio interesse, questo vivere per il bene comune vuol dire mettere le proprie capacità a disposizione e quindi bisogna scegliere quel campo di azione in cui meglio si riesce. E alla fine della vita? quando un buon cittadino non ha più le risorse intellettuali e materiali, perché vecchio e ammalato, in quel momento questo cittadino ha il diritto di essere ricompensato. Ora se ci fermassimo a quest’ultimo punto vedremmo una simmetria tra doveri e diritti e un’integrazione tra individuo e società che non sempre si verifica. Parini crede all’integrazione tra uomo/poeta e società, vi è però qualche scricchiolio e qualche asimmetria, quei “duri mortali che voltano il becco”; cosa si deve fare quando la società è infedele al patto? La risposta di Parini è che l’incomprensione non autorizza il singolo a deviare i principi morali. La dignità dipende dalla coerenza(parini la chiama ‘costanza’) e moralità (da notare è l’immagine militare alla fine del componimento, per cui la coerenza risulta essere una corazza, l’individuo si blinda di questa, da qui la chiusa, fondamentale.) “Col dubitante piè torno a casa” cosa significa? Parini innanzitutto riprende il verso iniziale, quel “piede incerto”. La casa di Parini non è solo la dimora materiale, è un arroccamento sulle proprie posizioni, sui propri principi. Il soccorritore gli aveva detto “sali le scale dei potenti”, Parini non sale le scale mz ritorna al suo tetto, è una sintesi schematica ma potente, Parini non tenta di penetrare nelle grandi sale e nei palazzi a perorare le proprie convinzioni, non è un tirarsi indietro ma un assestamento in una trincea che non può essere violata. Siamo in una fase di transizione in cui è già presente la condanna all'ancien régime. Ci sono altri casi in cui il poeta viene disturbato da uno “scocciatore”: satira 9 del 1 libro dei sermones di Orazio o ancora la satira 1 del 2 libro dei sermones. Vale la pena soffermarsi anche nel linguaggio utilizzato: il taglio è latineggiante, non è un lessico colloquiale. Alcuni latinismi: ‘Rubrico’ come scivoloso, ‘lato’ da latus per dire fianco; ‘imi’ per potenti; ‘recessi’; ‘la mia bile rompendo’ quel ‘rompendo’ è latinismo (noi diciamo ‘prorompendo); ‘pondo’ per peso. é una poesia gremita di latinismi, ancora soffermandosi nella sintassi vediamo come ci sia un lavoro di intarsio; vediamo all’inizio l’anticipazione del complemento oggetto :“me la città gir vede” ;“te la patria loda”, queste anticipazioni sono sempre anticipazioni dell’oggetto, sempre anticipazioni della stessa persona di Parini.