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Soluzioni del conflitto , Sintesi del corso di Letteratura

saggio sul piccolo mondo antico a cura di Sergio Cristaldi

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016
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Caricato il 10/05/2016

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SOLUZIONI DEL CONFLITTO – SAGGIO SUL PICCOLO MONDO ANTICO
PREMESSA
Nel 1895 Antonio Fogazzaro conquistò i lettori italiani con il libro Piccolo mondo antico, ma con il nuovo clima del
novecento iniziò presto il suo declino. L’intenzione del presente contributo di Sergio Cristaldi, non è né restaurare un
primato difendendo una qualità tradizionalmente ritenuta superiore, né reintegrare il Piccolo mondo antico; il suo
intento è aggiornare l’analisi di questo romanzo verificandone l’effettiva vitalità.
CAPITOLO 1 – UN PATTO PRECARIO
1. Il conflitto fra generazioni
Il protagonista del Piccolo mondo antico, Francesco Maironi, è orfano. I romanzi di Fogazzaro presentano sempre un
conflitto tra generazioni. In questo racconto, Marchesa Orsola, la nonna del protagonista si contrappone appunto alla
figura del nipote più giovane. La nonna è incapace di sostituire la figura materna, e Fogazzaro la identifica con i vizi
tipici della classe nobiliare: superbia ed egoismo. La superbia la ritroviamo in ambito intra-famigliare nella volontà
della donna di voler assumere i due ruoli genitoriali e quindi nell’ambizione di dominio sulla sorte altrui. Franco deve
quindi fare i conti con una simile pressione.
2. “Unum fieri cu meo quod amat”
Nel piccolo mondo antico vi è l’unione tra conflitto tra generazioni e romanzo sentimentale. La nonna tenta di
combinare un matrimonio fra il nipote e una nobile donna che egli conosce appena: Carolina Carabelli. Francesco
respinge i piani della nonna perché determinato a sposare la donna da lui amata: Luisa Rigey (rivendica l’autonomia
della scelta matrimoniale, determinata dal sentimento). La nonna sospetta che Luisa, di modeste origini, abbia un
interesse all’ascesa sociale; ma Luisa è realmente innamorata del giovane, che sarà costretto a lasciare il proprio
habitat per stabilirsi in quello di lei (Nei primi libri di Fogazzaro il binomio amore-matrimonio era impensabile: basti
pensare alle relazioni platoniche destinate a sfaldarsi di personaggi come Miranda ed Enrico o Marina e Corrado). La
nonna scomunica la coppia ed estromette dall’asse ereditario il nipote. Con la moglie, Francesco guadagna la
protezione dell’ingegnere Pietro Ribera (zio di Luisa, che aiuta la coppia offrendogli asilo) e la dolcezza di Teresa
Rigey, che per lui sostituiscono il padre e la madre. Con l’unione di Franco e Luisa si assiste ad una migrazione dal
ceto nobile al calore del ceto borghese.
3. Accordi e disaccordi
In Piccolo mondo antico viene trattata anche la politica. L’Austria imperiale che soffoca il Lombardo-Veneto e Italia
intera, viene paragonata alla nonna che opprime i due coniugi innamorati. Ma l’autore non vuole fare del suo libro uno
scenario politico, infatti: le idee politiche della nonna valgono poco dato che frutta le relazioni con le autorità
austriache per i suoi scopi privati e non si accennano convinzioni politiche discordanti tra Francesco e Luisa.
Fogazzaro sposta il divario ideale sulla religione: Francesco di fede cattolica si affida al sentimento, Luisa atea fa
affidamento alla ragione. Franco è un personaggio dalla levatura intellettuale mediocre, convive con i libri ma è
attratto esclusivamente da poesia lirica e musica. Luisa è uno dei personaggi più moderni di Fogazzaro, al contrario di
Franco, alimenta un grande interesse per la conoscenza. Componente di rilievo dello scrittore è la musica: è tipico dei
romanzi sentimentali sentire gli amanti cimentarsi in caldi monologhi a suon di musica, duettando. Ciò non manca
neanche in Piccolo mondo antico.
CAPITOLO 2 – AVVENIMENTO E DIALOGO
1. Rigenerazione
Dopo 3 anni, la vita serena dei coniugi è destinata a decadere. Ricompare il conflitto tra generazioni: la nonna,
infastidita da quel che era successo, si vendica prosciugando le risorse economiche degli sposi facendo licenziare lo
zio di Luisa, l’ingegner Ribera, dalle autorità austriache. Franco è costretto ad emigrare a Torino, principale sbocco
degli esuli in cerca di asilo e di lavoro. Prima presso la redazione di un giornale e in seguito al ministero degli Esteri,
Franco non ha grande respiro e non riesce a trovare il lavoro che più gli si addice. Da qui la decisione di arruolarsi
nell’esercito sabaudo, prospettiva di vita più adatta ad un aristocratico.
2. L’avvenimento e i principi
Improvvisamente affiora un testamento con le ultime volontà del marito della nonna Orsola, che decide di lasciare
tutto al nipote. Ma la marchesa sopprime il testamento originale, inconsapevole del fatto che una copia autografa era
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SOLUZIONI DEL CONFLITTO – SAGGIO SUL PICCOLO MONDO ANTICO

PREMESSA

Nel 1895 Antonio Fogazzaro conquistò i lettori italiani con il libro Piccolo mondo antico, ma con il nuovo clima del novecento iniziò presto il suo declino. L’intenzione del presente contributo di Sergio Cristaldi, non è né restaurare un primato difendendo una qualità tradizionalmente ritenuta superiore, né reintegrare il Piccolo mondo antico; il suo intento è aggiornare l’analisi di questo romanzo verificandone l’effettiva vitalità.

CAPITOLO 1 – UN PATTO PRECARIO

  1. Il conflitto fra generazioni

Il protagonista del Piccolo mondo antico, Francesco Maironi , è orfano. I romanzi di Fogazzaro presentano sempre un conflitto tra generazioni. In questo racconto, Marchesa Orsola, la nonna del protagonista si contrappone appunto alla figura del nipote più giovane. La nonna è incapace di sostituire la figura materna, e Fogazzaro la identifica con i vizi tipici della classe nobiliare: superbia ed egoismo. La superbia la ritroviamo in ambito intra-famigliare nella volontà della donna di voler assumere i due ruoli genitoriali e quindi nell’ambizione di dominio sulla sorte altrui. Franco deve quindi fare i conti con una simile pressione.

  1. “Unum fieri cu meo quod amat”

Nel piccolo mondo antico vi è l’unione tra conflitto tra generazioni e romanzo sentimentale. La nonna tenta di combinare un matrimonio fra il nipote e una nobile donna che egli conosce appena: Carolina Carabelli. Francesco respinge i piani della nonna perché determinato a sposare la donna da lui amata: Luisa Rigey (rivendica l’autonomia della scelta matrimoniale, determinata dal sentimento). La nonna sospetta che Luisa, di modeste origini, abbia un interesse all’ascesa sociale; ma Luisa è realmente innamorata del giovane, che sarà costretto a lasciare il proprio habitat per stabilirsi in quello di lei (Nei primi libri di Fogazzaro il binomio amore-matrimonio era impensabile: basti pensare alle relazioni platoniche destinate a sfaldarsi di personaggi come Miranda ed Enrico o Marina e Corrado). La nonna scomunica la coppia ed estromette dall’asse ereditario il nipote. Con la moglie, Francesco guadagna la protezione dell’ingegnere Pietro Ribera (zio di Luisa, che aiuta la coppia offrendogli asilo) e la dolcezza di Teresa Rigey, che per lui sostituiscono il padre e la madre. Con l’unione di Franco e Luisa si assiste ad una migrazione dal ceto nobile al calore del ceto borghese.

  1. Accordi e disaccordi

In Piccolo mondo antico viene trattata anche la politica. L’Austria imperiale che soffoca il Lombardo-Veneto e Italia intera, viene paragonata alla nonna che opprime i due coniugi innamorati. Ma l’autore non vuole fare del suo libro uno scenario politico, infatti: le idee politiche della nonna valgono poco dato che frutta le relazioni con le autorità austriache per i suoi scopi privati e non si accennano convinzioni politiche discordanti tra Francesco e Luisa. Fogazzaro sposta il divario ideale sulla religione: Francesco di fede cattolica si affida al sentimento, Luisa atea fa affidamento alla ragione. Franco è un personaggio dalla levatura intellettuale mediocre, convive con i libri ma è attratto esclusivamente da poesia lirica e musica. Luisa è uno dei personaggi più moderni di Fogazzaro, al contrario di Franco, alimenta un grande interesse per la conoscenza. Componente di rilievo dello scrittore è la musica: è tipico dei romanzi sentimentali sentire gli amanti cimentarsi in caldi monologhi a suon di musica, duettando. Ciò non manca neanche in Piccolo mondo antico.

CAPITOLO 2 – AVVENIMENTO E DIALOGO

  1. Rigenerazione

Dopo 3 anni, la vita serena dei coniugi è destinata a decadere. Ricompare il conflitto tra generazioni: la nonna, infastidita da quel che era successo, si vendica prosciugando le risorse economiche degli sposi facendo licenziare lo zio di Luisa, l’ingegner Ribera, dalle autorità austriache. Franco è costretto ad emigrare a Torino, principale sbocco degli esuli in cerca di asilo e di lavoro. Prima presso la redazione di un giornale e in seguito al ministero degli Esteri, Franco non ha grande respiro e non riesce a trovare il lavoro che più gli si addice. Da qui la decisione di arruolarsi nell’esercito sabaudo, prospettiva di vita più adatta ad un aristocratico.

  1. L’avvenimento e i principi

Improvvisamente affiora un testamento con le ultime volontà del marito della nonna Orsola, che decide di lasciare tutto al nipote. Ma la marchesa sopprime il testamento originale, inconsapevole del fatto che una copia autografa era

stata affidata al testatore Carlino Gilardoni. La consegna del testamento avviene in grande anticipo nel romanzo, infatti Gilardoni ospita a casa propria Franco, reduce dalle nozze clandestine, e vuota il sacco commosso dalla delicata situazione in cui l’amico si trovava. L’epifania del testamento premia il matrimonio di Franco ribaltando la situazione economica: Franco per amore si è spogliato dei suoi averi, ma per questo coraggioso passo vi è una generosa ricompensa: il protagonista è di nuovo ricco. Qual è la strategia dello scrittore? Il testamento nel romanzo non ha la funzione di riscattare il protagonista, perché la risalita dalla povertà al benessere rientra entro un orizzonte più ampio, quello del conflitto tra generazioni. La rivelazione scredita la nonna: la generazione dei vecchi non onora più il proprio ruolo. L’ordine nobiliare che Orsola ritrae era già marcio dalla nascita: ella uccide il marito per appropriarsi della sua ricchezza proveniente da una lite vinta in maniera fraudolenta, e lo fa a sua volta commettendo un delitto (ricchezza non acquisita con il lavoro ma bensì con il delitto). Luisa viene a conoscenza del colloquio rivelatore tra Gilardoni e Franco, e scoppia un confronto tra gli sposi sulle idee e sui valori (Luisa viene richiamata ai suoi principi).

  1. Il dialogo

Diversamente dai precedenti romanzi, dove era già presente una valorizzazione del rapporto amoroso, in Piccolo mondo antico Fogazzaro opta per il dialogo intensificando la focalizzazione delle idee non più solo del singolo protagonista ma del binomio maschile-femminile (emergono le diverse idee dei due coniugi).

  1. Giustizia e misericordia

Dopo esser venuto a conoscenza del testamento, Franco trascorre una notte in solitudine con le sue idee (monologo interiore). Egli non ne farà subito parola con la moglie, rinviando il confronto. Il piano delle idee resta agganciato al problema generazionale: perché la nuova generazione non dovrebbe portare in rovina la vecchia? Gli sposi possiedono la prova di un reato. Franco non vuole rendere lecito l’uso del testamento, mentre Luisa crede nella valenza del testamento non per la loro situazione economica ma per purificare la stirpe nobile della famiglia Maironi. Luisa insiste sulla necessità di far giustizia, introducendo nel discorso la giustizia divina che ha permesso loro di scoprire la verità; Franco difende la sua posizione affermando che esiste anche la misericordia divina. In questo dialogo ciascuno scopre l’altro come portatore di un punto di vista autonomo. Franco accusa la moglie di essere mossa da un astio personale (nei confronti della nonna) e Luisa lo attacca smascherando una presunta debolezza nella fede del marito. Il confronto ha portato i due personaggi a radicalizzare la propria tesi, vedendo l’altra come incompatibile.

  1. Eclissi del dialogo

Il dialogo ha inchiodato gli sposi ancor di più alla loro divisione dialogo = dissidio. Interviene la crisi della relazione e la comunicazione fra i due sposi è debole. Luisa non perde occasione per riprendere il confronto sul giusto e l’ingiusto, sul vero e sul falso, ma il marito non raccoglie la sollecitazione.

CAPITOLO 3 – VERSO IL PERFORMATIVO

  1. Epistemologia e pragmatica

Nel confronto tra Lucia ed il marito vediamo che la tesi laica fronteggia quella religiosa. Franco tuttavia smette ben presto di dar ragione al suo annullamento disattivando del tutto il confronto che la moglie avrebbe desiderato.

  1. Dal segreto alla menzogna

Nel capitolo X della parte seconda, Fogazzaro documenta la crisi sempre più evidente del dialogismo ponendo Luisa di fronte a vari interlocutori.

1° episodio dopo che lo zio perde il lavoro, Luisa decide di lavorare e trova impiego verso un notaio. Mentre lavorava per questo notaio Luisa incontra la pettegola Peppina Bianconi. Ella le racconta che la Marchesa mostra ancora il suo astio, sentenziando che Ombretta (figlia dei due sposi) è male educata e che suo zio, cieco da un occhio, sta subendo il giusto castigo di Dio per non aver agito con onestà. Luisa fu molto provata da queste parole, ma nascose il suo sconvolgimento.

2° episodio mentre matura la decisione di incontrare la marchesa, la signora Barborin, moglie del funzionario Pasotti in servizio presso la Marchesa, raggiunge Luisa nella casa di Oria in gran segreto per scusarsi: ella, costretta dal marito ad ospitare la Marchesa a pranzo, non vorrebbe arrecare un dispiacere alla famiglia di Oria ribadendo la sua amicizia nei loro confronti. Luisa ascoltò attentissima in silenzio; ancora una volta l’antitesi tra reazione ed autocontrollo.

l’impronta di Dio che castiga. Questo significa che il volere misterioso di Dio permette il male, ma in vista di un bene che potrà rivelarsi col tempo.

  1. Esame di coscienza

La morte di Maria rischia di spezzare il legame tra i due sposi: Luisa si crede responsabile della morte della figlia e dedica le sue giornate a Ombretta, recandosi continuamente al cimitero e allontanandosi dal marito. La catastrofe richiama il personaggio ai suoi principi e ad una revisione della propria condotta in solitudine. Incisiva è la relazione fra l’avvenimento e la coscienza > Fogazzaro valorizza la leva psicologica dei personaggi. L’atteggiamento di Franco per l’accaduto è guidato dalla sua fede, mai venuta a mancare. Dio aveva punito Luisa per i suoi errori e Franco per l’irreligiosità di Luisa. Al riconoscimento del castigo si affianca il ricordo di una preghiera fatta in precedenza a Dio: la richiesta di salvaguardare la fede di Maria, esposta al contatto con l’irreligiosità della madre. L’avvenimento luttuoso non distacca quindi Franco dalla sua fede, dalle sue certezze, anzi lo richiama ad esse.

  1. Soffrire, ascendere

Tra i teologi che Fogazzaro leggeva troviamo A. Gratry, autore di una “filosofia del credo”. Quest’opera fu letta dallo scrittore mentre usciva da una profonda crisi e si stava riavvicinando al cristianesimo. Gratry afferma che l’insegnamento di elevarsi tramite il dolore viene da Cristo: egli ci dà la grazia che inverte il processo di allontanamento da dio. Consiglia di fatti questa lettura all’amica Luisa Venini Campioni, segnata da numerosi lutti. Questa donna inconsolabile e incapace di trovare pace nella fede, doveva ispirare il personaggio di Luisa e divenire la dedicataria di Piccolo mondo antico. Tuttavia, durante la stesura dell’opera, Fogazzaro viene in contatto con la teoria evoluzionista. Così lo scrittore fu colpito dal problema della congruenza tra evoluzionismo e dottrina della Creazione. Nonostante l’interesse nei confronti delle teorie Darwiniane (speranza storica), egli dirottò tutti gli sforzi sul versante religioso. Piccolo mondo antico ha 2 temi: il primo di carattere esistenziale, dove il dolore è un’occasione di ripresa morale entro l’orizzonte di una vita-pellegrinaggio diretta verso l’eterno, dove si ricostruirà il nido famigliare; il secondo di carattere sociale e politico, in cui la sofferenza è stimolo alla lotta contro le ingiustizie. Franco nel romanzo avverte di dover vivere con intensità per questo e per l’altro mondo. La morte di Maria lo incita al rapporto con la terra inteso come servizio alla causa della civiltà umana, diventando dovere religioso. Anche il secondo tema, apparentemente laico, si ricollega alla religiosità.

  1. Dalla parte di Leopardi

L’ateismo di Luisa, è già noto nei primi capitoli del romanzo. Nella parte seconda, la disgrazia porta la protagonista a fare i conti con il limite. Ella avverte questo Dio incombente come responsabile del male. Questo atteggiamento rimanda alla figura di Leopardi. Basti pensare al “brutto minore” o alla “ginestra”. Così quel pessimismo esprime di fatto una contestazione dell’idea evoluzionistica (vi è una distinzione tra darwinismo vero e proprio e la sua versione spiritualistica). Fogazzaro simpatizza per l’evoluzionismo teologico (mentre superiore che disegna e guida lo sviluppo). La bestemmia di Luisa, che inaugura la fase più virulenta di un’irreligiosità, configura l’esatta antitesi rispetto a ogni devozione confessionale. Fino ad ora l’autore, meditando sulla natura cieca e sull’onnipotenza malvagia, aveva evitato di commentare la morte di Ombretta. Luisa spera che Maria possa vivere, non miracolosamente, ma naturalmente, oltre la tomba. La protagonista coniuga la speranza di una sopravvivenza naturale di Maria, con la negazione di Dio spiritualismo non cristiano.

  1. Il fantasma accusa

L’esame di coscienza non avviene solo in Lucia e Franco ma coinvolge anche la marchesa. Ecco le sue parole, il giorno dopo l’avvenimento [vedi testo a p. 133]. Orsola coniuga auto-assoluzione e denuncia contro gli sposi, confermando la propria posizione di sempre verso la coppia scomunicata e bandita. Successivamente però la marchesa è sola in camera da letto, e un pensiero particolare la tormenta [vedi testo a p. 134]; forse se il testamento del marchese Franco non fosse stato arso, la bambina sarebbe ancora viva. Fogazzaro fa interrogare i personaggi, uno ad uno, sul tragico evento, facendo recitare ad ognuno la propria auto-denuncia. La morte di Maria deve essere il punto terminale di una catena di delitti a opera di una madre che è divenuta omicida della sua stessa discendenza. Appare in sogno alla marchesa il fantasma Ombretta che la accusa di abbandono, rifiuto e della sua morte. Da ciò nasce il terrore di questa emarginazione famigliare e il pentimento.

  1. Fedeltà o trasformazione

Il romanzo di formazione vede il protagonista sottoporsi ad una serie di “prove”. Quindi il dolore è un “prova”. E se nel romanzo di formazione il protagonista si sposta per suo volere, in Piccolo mondo antico il viaggio di Franco è una necessità non voluta. Ecco quindi un’altra prova. Franco, a differenza di altri personaggi di Fogazzaro deve affrontare una verifica che ne accerti la validità. La partenza e il lavoro a Torino avviano la redenzione, certificano la validità del

protagonista nel contesto sociale. Di fronte alla morte della figlia da un alto il dolore verifica ed esalta la fede di Franco, dall’altro interferisce con lo schema dell’inetto. Quanto alla marchesa, essa è apparsa, fino alla disgrazia, una persona immobile, quella più aliena alla trasformazione. Ma nel caso di Orsola non si può parlare di prova: nessuna qualità che debba essere verificata. Discorso diverso vale per Luisa, che è l’unico personaggio che, dopo la morte della bambina, dà scacco alle sue convinzioni, letteralmente alla rovescia. Le sue idee religiose, la sua fede nell’esistenza di Dio, tutto tendeva a capovolgersi. La “prova” del dolore non solo non guarisce Luisa ma ha come conseguenza una “maligna infezione” di pensieri cupi e tenebrosi in lei cresciuti rapidamente.

CAPITOLO 5- DUPLICE EPILOGO

  1. Tornando a casa

Piccolo mondo antico preserva la struttura del romanzo ottocentesco. Ricordiamo però che se all’inizio c’è un conflitto generazionale, questo non può essere l’ultima parola, poiché le generazioni si susseguono sotto la vigile sorveglianza di colui che muove la storia. Se i conflitti restano separati vi è però una difficoltà; la ricomposizione è settoriale, non veramente intera. Ad attenuare allora questa persistente frammentarietà vi è la presenza del personaggio di Franco. Lo stallo della prima parte, che vedeva la marchesa come allegoria di uno o più vizi e contrapposta a Franco, viene superato dalla seconda: il personaggio di Orsola si modifica; a causa della morte di Maria Orsola è condannata alla dannazione, e l’unico che può revocare tale sentenza è Franco. Così la marchesa chiede il perdono. Ed ecco per Franco un’altra prova, il cambiamento della marchesa. Orsola vuole comprare la pace facendo testamento, avvisando il nipote che gli lascia tutta la roba Maironi. Ma franco, che voleva agire secondo misericordia adesso lascia trapelare la giustizia [vedi testo p.150]; adesso la parola di Franco ospita in sé, condividendola, quella di Luisa.

  1. Confine, contatto

Terminato il primo epilogo giungiamo al secondo. Avevamo lasciato Luisa nel suo dolore e nel suo sconforto; nella credenza che non esista alcuna giustizia, né laica né confessionale; così come non crede in nessun disegno provvidenziale. Tutto ciò che ha allontanato ancor di più i due sposi. Nella parte terza del romanzo, la madre non ha ancora elaborato il tutto e si lascia dominare dal pensiero della bambina scomparsa e visita continuamente il cimitero, mentre si disinteressa di tutto il resto. Vi è però un incontro finale tra gli sposi. L’iniziativa è mossa da Franco, che prima di partire per la guerra desidera passare (dopo 3 anni) almeno un giorno e una notte con sua moglie. Luisa per l’insistenza dello Zio si presenta all’incontro. Questo avviene nell’isola bella (Piemonte) un confine geografico, politico. Ma ha pure un suo valore simbolico il fatto che a Franco corrisponda adesso il Piemonte e a Luisa la Lombardia. Il confine segna la differenza e il conflitto. In questo capitolo finale:

  • Non vi sarà un dialogo di idee. Luisa non esterna al marito le sue credenza sul Dio malvagio e la natura cieca.
  • Verrà indicata una soluzione al conflitto. La sintonia che i due ritrovano, naturalmente non sulla fede cristiana, ha come premessa determinante il fatto che ormai si muovono nella stessa sfera di abbattimento, riprese, impulsi. Franco fa saltare il blocco patito dalla moglie coinvolgendola nuovamente in una passione per il mondo. Dal gelo insensibile a un principio di emozione, quindi ai singhiozzi repressi, allo scatto passionale, allo stupore per la nuova gravidanza. La gravidanza di Luisa ha proprio questo significato. Rimasta sola Luisa cerca di approfondire quello che prova.

CAPITOLO 6 – L’ARMATA SE NE VA

  1. Vecchi e nipoti

Nel 1883 Fogazzaro inizia una prima stesura del suo romanzo, ma solo tra il 1889 e il 1894 lo svilupperà. I riferimenti ad alcuni personaggi di Piccolo mondo antico non sono casuali: nel 1884 viene a mancare lo zio Pietro Barrera e Fogazzaro concepisce la prima traccia del romanzo; nel 1887 muore il padre Mariano e in Fogazzaro si riaccende l’interesse per il progetto. L’uno e l’altro vogliono reincarnarsi nel romanzo, e anche la madre venuta a mancare nel 1891 ottiene un posto. È Fogazzaro stesso a indicare espressamente la controfigura dell’eroe principale in una lettera ad Arrigo Boito: “in Franco Maironi ho voluto ritrarre mio padre”. Per Fogazzaro Piccolo mondo antico è l’omaggio a tutta una generazione da salvaguardare, non solo nel suo ricordo ma anche nella testimonianza. Nel romanzo Fogazzaro esalta la vena patriottica: gli esponenti di quel mondo sono artefici della patria. Fogazzaro qualifica tutti gli scontenti con la sua chiave generazionale: si tratta dei nipoti. La sfasatura anagrafica comporta una distanza temporale: i nipoti non riescono a cogliere l’enormità di un’eredità da loro acquisita senza sforzo. Fogazzaro vuole dunque rimettere in circolo il travaglio che ha portato all’unità d’Italia, riandare all’epoca in cui essa non era un dato di fatto bensì una speranza, un sogno per molti uomini; ribadendo che i vecchi di oggi sono stati i nipoti di ieri e